Quello che Fabio Fognini ha fatto a Montecarlo

Focus

Quello che Fabio Fognini ha fatto a Montecarlo

MONTECARLO – Creativo, dirompente, ma anche solido e incapace di distrarsi. Dopo aver annichilito Nadal, la prova del nove contro Lajovic: e Fabio ne ha un po’ paura

Pubblicato

il

(foto Roberto Dell'Olivo)
 
 

Oggi li abbiamo definitivamente smessi di contare i gradini che quotidianamente percorriamo su e giù per il Country Club di Monte Carlo. Li contano per noi, in silenzio, i quadricipiti e poi ce li vengono a ricordare la sera. Capita poi pure di incontrare qualche tifoso italiano il quale giura che non farà mai più ritorno a Monte Carlo: troppe scale nel circolo, spazi angusti e assenza di navette per il pubblico, e giù a rimpiangere gli spazi un po’ meno angusti del Foro Italico.

Non le rimpiangerà Fabio Fognini, che giunge in finale al suo primo Master 1000 ad un’età inversamente proporzionale al suo talento. Talento che oggi è esploso in maniera ancora più fragorosa del tifo degli italiani sugli spalti.

Le rampe del dritto di Nadal non sono riuscite a respingere Fabio Fognini dall’ascesa alla prima finale ‘pesante’ della sua carriera. Obiettivo che a Fabio serve non solo per classifica e palmares, ma anche per pareggiare nell’immaginario collettivo nazional-popolare la semifinale di Cecchinato al Roland Garros. Nel frattempo Fabio si candida al best ranking, supera di slancio Cecchinato e se una rivalità tra i due c’è davvero (perché no? ad avercele rivalità al rialzo) si prende anche questa soddisfazione.

 

Del match abbiamo parlato abbondantemente, ma della sensazione di superiorità tennistica che Fabio ha lasciato sulla bocca di tutti i presenti del centrale non si dovrebbe mai finire di parlare.

La forza irresistibile del braccio di Fognini ha prevalso contro la massa ‘inamovibile’ di Nadal. Perché, già lo dicevamo ieri, lo spagnolo è sembrato a tratti privo del dritto che ha fatto la storia del tennis su mattone. Fabio è stato per tutto l’incontro perfettamente in grado di palleggiare sulla diagonale mancina di Nadal, e solo la condizione atletica del maiorchino ha costretto Fognini a cercare ogni tanto dei rischi poco calcolati.

Nadal su terra battuta non è mai stato preso a pallate così. Descrivere però in questi termini brutali il dominio di Fabio non rende giustizia al suo tennis, che è fatto sì di accelerazioni al fulmicotone, impattando la palla in fase ascendente, ma anche di tocchi, di creatività, di variazioni e visioni del gioco capaci di disorientare persino un volpone come Nadal.

Non è stato del tutto onesto Rafa in conferenza stampa, nello spiegare questa partita come frutto della sua peggior prestazione contro ”un buon giocatore”. Fabio è stato autore di una partita incredibile nella quale, come ci ha tenuto a sottolineare in conferenza stampa, è riuscito a restare concentrato anche sotto 1 a 3, nel primo set, con un warning contro e un punto buttato per essersi fermato a causa del vento che aveva fatto cadere un asciugamano.

Ieri abbiamo scritto che Fabio non è un giocatore solido, ma che ha tutto quanto il resto. E abbiamo anche scritto che questo resto poteva consentirgli di battere Nadal. Ora non passiamo alla cassa a riscuotere, anche perché il Fabio che ha battuto Rafa, è stato anche solido. Solido contro il vento che muoveva gli asciugamani e le traiettorie della palla, ma non ha smosso Fabio dal piano tattico con cui ha iniziato il match e con cui l’ha concluso: spingere con i lungolinea. E chi conosce il tennis sa cosa significa: concedere all’avversario due metri di campo in più, nella speranza di farlo giocare in corsa o di destabilizzarlo.

La corsa Nadal, una volta di più, ha dimostrato di saperla fare. Le sue difese sono state strenue, facendo assaporare a Fognini la stessa frustrazione assaporata dal Federer che fu, costretto a fare il punto contro lo spagnolo tre quattro volte ogni quindici. Ma la rapidità di esecuzione di Fabio alle volte è stata tale da non consentire allo spagnolo neppure di comprendere dove direzionare le proprie velocissime gambe.

In più, la personalità di Fabio è risultata soverchiante. La scelta di esserci lui al centro della scena, di direzionare il gioco ed il destino del match, hanno privato Nadal dell’agone necessario alla rimonta.

E’ stato di parola Fabio. Ieri sera in flash zone aveva detto che per battere Nadal sarebbe stato utile ucciderlo. E l’omicidio tennistico si è compiuto, trascinando le proprie conseguenze anche fuori del campo, sul Nadal affranto in conferenza stampa.

Gli abbiamo chiesto se questo suo torneo possa ricordare il Roland Garros vinto da Panatta nel 1976, se il suo Hutka non fosse stato Rublev, ma Fabio non ha voluto fare paragoni. Ci ha detto che se avesse avuto la testa sarebbe stato top ten da tempo, e sul punto non possiamo che credergli.

La finale contro Lajovic, che ha goduto di un gentile regalo di Medvedev, improvvisamente sparito dal campo, vedendo Fabio giocare contro Nadal, avrebbe un pronostico facile e non solo perché Fabio è avanti in classifica. Fabio però si conosce bene e ha confessato che dopo la grande impresa ha un po’ paura: più di se stesso che di Dusan Lajovic; più del crollo emotivo che potrebbe avere che di uno che, fino a pochi mesi fa, non era famoso neppure in Serbia.

E’ possibile avere un crollo del genere in una finale di Master 1000? Pensiamo di no, ma pensiamo anche che se Fabio Fognini non sia stato il nuovo Panatta, o anche semplicemente un altro Fabio Fognini in tutti questi anni, un motivo arcano, avvolto nelle inestricabili  spirali della sua testa c’e.

Ha detto che passerà la sera rilassandosi e giocando un po’ con Federico. Ottimo per curare l’ansia, per dimenticare quello cha Fabio ha fatto. Magari poi, Federico gioca anche il rovescio a una mano, così da abituare un po’ il papà alla finale di domani.

Continua a leggere
Commenti

ATP

Scanagatta: “Carreno Busta dice che a 31 anni non è mai troppo tardi” [VIDEO]

Il commento del direttore: Carreno Busta come Fabio Fognini: primo Masters 1000 dopo i 30 anni. Dai 2 azzurri di Montreal ai 5 di Cincinnati. Ma brutti sorteggi

Pubblicato

il

Da Orbetello a Montreal 9 anni dopo. “Carreno Busta dice che a 31 anni non è mai troppo tardi”.

CONFERENZA CARRENO BUSTA

TABELLONE ATP 1000 CINCINNATI

 

Continua a leggere

ATP

ATP Cincinnati: Fognini perde ma è ripescato, si qualificano Sonego e Musetti. Si conosce l’avversario di Sinner

Si aggiungono tre italiani al tabellone principale, dopo Berrettini e Sinner. L’altoatesino affronterà il qualificato Kokkinakis

Pubblicato

il

Fabio Fognini - Rio 2022 (Twitter - @RioOpenOficial)
Fabio Fognini - Rio 2022 (Twitter - @RioOpenOficial)

Si sono completati ieri domenica 14 agosto i turni decisivi delle qualificazioni per il Masters 1000 di Cincinnati, in cui erano impegnati tre italiani. In pallio i sette posti per il tabellone principale (sorteggiato nei giorni scorsi, con Berrettini e Sinner inclusi) e, in un modo o nell’altro, tutti gli azzurri hanno centratol’obiettivo. Fabio Fognini, Lorenzo Muetti e Lorenzo Sonego prenderanno parte al Western & Southern Open. Il tennista ligure numero 61 era tuttavia stato sconfitto – 7-6(9) 7-5 perdendo la battuta tre volte in totale – dallo statunitense Marcos Giron, una manciata di posizioni più in alto di lui nel ranking. La defezione di Alexander Bublik ha comunque liberato un posto, e il sorteggiato fortunato è stato proprio Fabio Fognini il quale esordirà contro Alberto Ramos Viñolas nella giornata di martedì.

Il tabellone completo dell’ATP 1000 di Cincinnati

I due Lorenzo invece hanno rispettato senza grosse difficoltà il loro pronostico. Il primo è stato Sonego, vittorioso 6-2 6-4 sul 31enne Bradley Klahn (ex n.63, attualmente sprovvisto di classifica dopo l’operazione alla schiena nel dicembre 2020). Per Sonego sono bastati 76 minuti, durante i quali ha concesso una sola palla break, annullata, e ha brekkato tre volte il suo avversario; per il torinese ora ci sarà un’altra wild card locale, Ben Shelton (19 anni, n.229). Lorenzo Musetti invece, che con la posizione n.33 era testa di serie n.1 nelle qualificazioni, ha battuto il sempre ostico Dusan Lajovic con un doppio 6-4 in un’ora e 36. Ora per il 20enne carrarese la sfida col croato Borna Coric, sul quale aleggiano ancora interrogativi sulle sue condizioni, visto che di fatto è ancora in fase di recupero.

 

Altri nomi di spicco che hanno preso parte al tabellone cadetto sono l’ex top10 David Goffin – vittorioso su Chun Hsin Tseng per 3-6 6-3 6-0 – e Thanasi Kokkinakis – che ha battuto contro pronostico Ilya Ivashka per 7-5 1-6 7-5. Il belga Goffin ora esordirà al primo turno del tabellone principale contro un altro qualificato, Giron, mentre l’australiano Kokkinakis sarà avversario di Jannik Sinner.

Il tabellone completo dell’ATP 1000 di Cincinnati

Continua a leggere

Flash

WTA Toronto, Halep: “Questa vittoria darà a me stessa una spinta in più per credere che ci sarà altro in arrivo”

Simona Halep raggiante per il titolo e il ritorno in top10: “A volte devi accettare di non essere eccezionale in alcuni momenti e lottare per ritrovare fiducia”

Pubblicato

il

Simona Halep, conferenza post-vittoria - Toronto 2022

La 30enne Simona Halep si aggiudica il WTA 1000 di Toronto, centrando la tripletta in Canada battendo la brasiliana Beatriz Haddad Maia per 6-3 2-6 6-3. In conferenza stampa, la rumena ci ha tenuto a specificare quanto questo successo abbia importanza per lei, sia in termini di ranking che per la fiducia futura.

Il tabellone completo del WTA 1000 di Toronto

D. Ovviamente c’erano molti fan rumeni tra la folla e tu ne hai accennato. Ma quanta differenza fa per te e forse per il tuo avversario avere un tale supporto vocale, anche quando non sei in Romania?
SIMONA HALEP: Beh, per me è fantastico avere un supporto così grande perché ti spinge nei momenti difficili. E facevano il tifo per me ogni singolo punto, anche se durante la partita ero a terra. È molto importante perché senti di avere così tante persone accanto a te e ti senti un po’ più forte. Ma oggi è stata una bella atmosfera anche per lei. Quindi penso che la partita sia stata grandiosa perché anche noi siamo stati spinti così tanto dal pubblico.

 

D. Beatriz Haddad Maia ha battuto molte delle sue avversarie con il suo servizio feroce e con un dritto schiacciante. Quindi mi chiedo come hai fatto a contrastare quel ritmo in questa finale?
SIMONA HALEP: Sì, all’inizio è stata davvero dura. Ed è mancina, quindi la pallina stava arrivando diversamente, per la rotazione. È molto potente. È solida. E non è mai facile giocare contro di lei. Ci ho giocato sull’erba. Mi ha battuta qualche settimana fa, qualche mese fa. Quindi sapevo che sarebbe stata una bella sfida e una bella battaglia. Così è stato oggi, e sono davvero felice di essere stata davvero più forte nei momenti importanti.

D. Adesso sei di nuovo tra le prime 10. Credo che sia passato un anno da quando sei uscita dalla top 10. Quindi, quando guardi indietro a quest’anno, puoi forse descrivere cosa lo rende ancora più speciale ora che non stai solo vincendo ma sei tornata tra i primi 10 al numero 6 al mondo.
SIMONA HALEP: Sì, sono lì da molti anni. Ma ora mi sento come se fosse una cosa di grande rilevanza tornare tra le prime 10. Sono davvero felice di questa prestazione. Quando ho iniziato l’anno non ero molto fiduciosa e mi sono posta l’obiettivo di essere, a fine anno, in top10. Ed eccomi qui. Quindi è un momento molto speciale. Mi divertirò. Mi darò credito. Sto solo sognando di più.

D. Questo è il tuo terzo titolo in Canada. Come si paragona questa vittoria con le tue vittorie nel 2016 e nel 2018?
SIMONA HALEP: Oh, beh, è ​​difficile fare un confronto. Sono una persona diversa. Sono cambiata così tanto. Ma la felicità di vincere un titolo è la stessa. Questo torneo è un torneo piuttosto grande. È un grande torneo. Molti giocatori stanno giocando qui. Molti top player, in realtà. Quindi, sì, è una grande vittoria, secondo me. Lo prendo davvero con entrambe le mani. Darà a me stessa una spinta in più per credere che ci sarà altro in arrivo.

D. Ti è stato chiesto del momento più difficile della partita. Puoi parlare della tua mentalità nel tuo gioco di servizio in cui hai commesso quattro doppi falli?
SIMONA HALEP: Oh, sì, terribile. Sì, lo so, sono stata un po’ stressata. Non mi aspettavo di fare quattro doppi falli in un game. Non so se è successo prima. Ma a volte devi accettare di non essere eccezionale in alcuni momenti e di lottare ancora per calmarti e ritrovare la fiducia. Alla fine, è stato molto meglio servire.

Il tabellone completo del WTA 1000 di Toronto

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement