Off-court Podcast: il Principato di Fognini

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Off-court Podcast: il Principato di Fognini

Chiacchierata transoceanica tra Vanni Gibertini e Luca Baldissera sugli avvenimenti della settimana tennistica

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Vanni Gibertini (a sinistra) e Luca Baldissera (a destra) se ne vanno da Indian Wells alla fine del torneo

Vanni Gibertini e Luca Baldissera commentano la storica affermazione di Fabio Fognini nel Rolex Montecarlo Masters e si confrontano sulle performance degli altri big, da Djokovic a Nadal a Zverev. Si parla delle ATP Finals assegnate a Torino, del caso Gimelstob e della retrocessione in serie C delle ragazze di Fed Cup.

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Area test

Asics Gel Resolution 8, leggeri e veloci in campo come Monfils

Recensione e test della Gel Resolution 8 di Asics, un modello storico che non finisce mai di migliorarsi.

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Se ci ha messo mani lui, nel senso di aiuto nella progettazione, allora c’è da stare tranquilli. La nuova Asics Gel-Resolution, giunta alla versione 8, è il frutto di una collaborazione fra Gael Monfils, uno dei meglio dotati fisicamente nel circuito ATP, e il team di ingegneri del colosso giapponese. Quello che ne è venuto fuori è una scarpa che ingloba due nuove tecnologie, DYNAWALL ™ e DYNAWRAP ™, che altro non fanno che aumentarne la flessibilità migliorando di molto la stabilità, due fattori che sono decisivi nella scelta del modello per tutti ma ancora di più per chi staziona a fondo campo durante le sue partite.

DYNAWALL è la tecnologia che garantisce un equilibrio maggiore fra stabilità e flessibilità mentre DYNAWRAP consiste in un sistema di inserti che culla il piede e utilizza lo slancio del giocatore per mantenere un ottima calzata della suola, che massimizza l’area di contatto in zone cruciali per la frenata, riducendone l’attrito. In cosa si traduce questo? Che la Gel Resolution 8 ha una capacità frenante maggiore del 7,2% rispetto alla versione 7.

Il centro di ricerca Asics ha lavorato molto pensando al prodotto migliore per i tennisti che pretendono il massimo dalle scarpe. Gente proprio come Gael Monfils, che costringe le scarpe a sollecitazioni estreme e lunghe, derivanti proprio da un tipo di gioco che si sviluppa prevalentemente da fondocampo, con continui cambi di direzione, frenate e scatti, movimenti che richiedono stabilità e flessibilità al top.

 

Test In campo

Sono diverse le novità di Asics nella Resolution mettendo a paragone la versione 7 con la 8. Si tratta di un modello storico e quindi il livello di attenzione verso queste novità è molto alto. Fin dalla calzata, la tecnologia Dynawrap inserita nell’allacciatura mette rapidamente in sicurezza il piede. È come se allacciaste la cintura di sicurezza che mette veramente al riparo il piede, comodo e funzionale sia per chi ha la pianta del piede larga o stretta. Anche la punta della scarpa, nella parte superiore, è stata revisionata. Non c’è più lo schema a lisca di pesce, ma una specie di ragnatela fatta di un materiale che rende la torsione sull’avampiede più flessibile. Tenendole in mano e provando a torcerle in quella zona, la flessione è molto più agevolata con la Gel Resolution 8. E anche in campo ne abbiamo la sensazione, perché gli scatti sono “agevolati” anche da questa innovazione.

Leggera e stabile allo stesso tempo, la Gel Resolution 8 abbisogna di un paio d’ore di gioco per trovare la giusta forma intorno al piede e consentire di farsi apprezzare al meglio. Proprio nelle sollecitazioni estreme e continue, la Resolution 8 dà il meglio. La suola in Ahar è stata divisa in due parti, ha un numero di punti di contatto col terreno maggiore, ne conseguono zone pivotali maggiori per cambi di direzione con ritardo zero. Anche perché, come già specificato sopra, proprio a paragone con la Resoluzion 7 il tempo di frenata è ridotto.  

A livello di comfort il sistema Gel è la solita garanzia. L’inserto in FlyFloam nell’intersuola è un materiale leggero e aiuta a migliorare la stabilità insieme alla tecnologia Dynawall, visibile esternamente (specie nel modello chiaro della scarpa) e che riveste la scarpa dalla punta al tacco. Uno dei fattori sui quali Asics ha lavorato molto dopo i feedback sulla verisone 7 di questo modello è proprio la stabilità: con la Resolution 8 il problema è stato decisamente risolto. La scarpa forma una sorta di unicum con il piede, comodità, sicurezza e stabilità sono ai massimi livelli.  

Conclusione

Siamo rimasti veramente impressionati dalla qualità di questa versione della Resolution. È senza dubbio una delle top choice del 2020, anche dal punto di vista estetico.

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Focus

E tu quanti Slam hai?

Alla vigilia del primo Slam dell’anno si rinnova la Grande Battaglia per il primato nella speciale classifica degli Slam ma a Melbourne il favorito è sempre Nole

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Roger Federer - Australian Open 2018 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

La gara a chi avrà più Slam a fine carriera tra Djokovic, Nadal e Federer è aperta e tra qualche anno sapremo il vincitore di un record che probabilmente rimarrà imbattuto per molto tempo. Negli ultimi tre anni i big three hanno dominato di nuovo come non accadeva dal 2012. Nadal ha vinto 5 Slam, Djokovic 4 e Federer 3. Ma negli ultimi sette Slam a vincere sono stati solo Nole e Rafa (4 a 3). Un fatto curioso è che nel 2017 Nadal e Federer si sono divisi due Slam a testa. Lo stesso è accaduto quest’anno tra Nadal e Djokovic. Nell’Era Open non era mai successo prima. Infatti l’ultima e unica altra volta nella storia del tennis era avvenuto nel 1967 quando Emerson aveva vinto in Australia e a Parigi mentre Newcombe aveva vinto Wimbledon e US Open.

Il Calendar Year Grand Slam nella storia di questo sport, ovvero dal 1905, primo anno in cui si sono disputati tutti e quattro i grandi tornei, è stato compiuto solo da due giocatori in tre occasioni. Donald Budge nel 1938 e Rod Laver nel 1962 e 1969. Solo Laver lo ha compiuto due volte. Solo Laver ha compiuto l’impresa nell’Era Open, ancorché in tempi in cui tre Slam su quattro si giocavano su erba. Dopo di allora abbiamo dovuto aspettare il 2016, quando Nole è diventato il primo tennista dal 1969 a detenere i quattro trofei simultaneamente. Né Federer né Nadal sono stati in grado di compiere quest’impresa, nonostante ci siano andati vicini un paio di volte. Federer nel 2006 e 2007, sconfitto solo in finale a Parigi da Nadal, e, vorremmo aggiungere anche nel 2009, sconfitto in due tirate finali al quinto set a Melbourne e New York. Nadal nel 2010, costretto al ritiro a Melbourne nei quarti e poi vincente nei successivi tre Slam.

In effetti nella storia del tennis nessun altro tennista, a parte Budge, Laver e Djokovic, è stato capace di vincere quattro Slam di fila, fossero questi nello stesso anno o in due anni successivi. Budge di Slam consecutivi ne vinse ben 6, aggiungendo Wimbledon e US Open del 1937 ai titoli dell’anno successivo, ma bisogna ammettere che erano altri tempi, Laver e Djokovic si sono fermati a quattro.

A questo punto, c’è un altro dato sugli Slam che però viene spesso sottovalutato e su cui vorremmo soffermarci. Ovvero quanti Slam un giocatore detiene degli ultimi quattro. Il sogno di ogni tennista è chiudere una stagione avendo vinto tutti e quattro i grandi tornei. Tutti si accontenterebbero di vincerne quattro di seguito a cavallo di due anni, a molti anche tre Slam su quattro non farebbero certo schifo. Questo dato aiuta a valutare periodi di dominio contro continuità ad alti livelli. Infatti c’è differenza tra un giocatore che vince quattro volte lo stesso Slam ed uno che vince quattro Slam di seguito. Il primo in quattro anni avrebbe 16 volte uno Slam su quattro e zero volte due, tre o quattro Slam su quattro. Il secondo invece avrebbe 2 volte uno, due e tre Slam su quattro e 1 volta quattro su quattro e 9 volte zero su quattro (in quattro anni). Il primo si potrebbe considerare continuo (16 volte con almeno uno Slam) ma non dominante, mentre il secondo si potrebbe considerare più dominante per un più breve periodo (7 volte con almeno uno slam e 9 senza).

Come detto quattro consecutivi è un traguardo riuscito solo a tre giocatori. Tre Slam consecutivi sono un’impresa relativamente più facile. Tuttavia solo otto giocatori ci sono riusciti in oltre cento anni di storia. Di questi otto tre li conosciamo bene e due di questi tre sono anche gli unici ad esserci riusciti due volte. Federer a cavallo tra 2005 e 2006 e poi a cavallo tra 2006 e 2007, Djokovic a cavallo tra 2011 e 2012 e poi a cavallo tra 2018 e 2019 mentre ci è riuscito ‘solo’ Nadal nel 2010. Gli altri cinque tennisti sono Jack Crawford (1933), Tony Trabert (1955), Lew Hoad (1956), Roy Emerson (a cavallo tra 1964 e 1965) e Pete Sampras (a cavallo tra 1993 e 1994).

Tre Slam nello stesso anno ma non consecutivi, invece, sono stati vinti da Fred Perry (1934), Ashley Cooper (1958), Roy Emerson (1964), Jimmy Connors (1974), Mats Wilander (1988) e ovviamente i soliti tre con Federer tre volte (2004, 2006 e 2007), Djokovic due (2011 e 2015) e Nadal una (2010).

Il primo della lista è Jack Crawford che fallì il Calendar Year Grand Slam nel 1933 perdendo la finale dell’US Open da Fred Perry. L’importanza della possibile impresa però non sfuggì all’occhio del giornalista che per l’occasione coniò il termine Grande Slam, mediandolo dal golf. Perry continuò vincendo tre dei quattro Slam dell’anno seguente. Gli sfuggì solo il Roland Garros, per mano del nostro De Stefani, nei quarti di finale. Nel 1938, come detto, ci fu il primo grande slam ad opera di Budge. Dopo di allora bisogna attendere quasi vent’anni, fino alla stagione dei grandi erbivori australiani, per assistere ad una serie di record ed imprese in successione. Nel 1955 Trabert fallisce all’Australian Open perdendo in semifinale da Rosewall ma si riscatta vincendo poi i successivi tre Slam. L’anno successivo tocca a Hoad vincere i primi tre Slam dell’anno per essere poi sconfitto sul più bello, in finale all’US Open, ancora da Rosewall.

Nel 1958 Cooper vince tre Slam ma non consecutivi, fallendo a Parigi. Nel 1962 Laver completa il Grande Slam da amatore e nel 1964 tocca a Emerson vincere tre Slam non consecutivi. Tre consecutivi Emerson li conquista tra il ‘64 e il ‘65, venendo fermato però a Parigi da Tony Roche in semifinale. Il 1968 vede l’apertura ai professionisti, il 1969 è l’anno dello Slam di Rod Laver e da quel momento ci vorranno più di vent’anni per trovare un altro tennista capace di vincere tre Slam consecutivi, sebbene Connors nel 1974 e Wilander nel 1988 ne vinsero tre non consecutivi nello stesso anno. Fu Sampras, a cavallo tra il 1993 ed il 1994 a vincere tre Slam in successione. Come è noto gli mancò sempre Parigi e nel 1994 fu fermato da Courier nei quarti. Questa breve panoramica dovrebbe rendere l’idea di quanto ardua sia l’impresa di vincere diversi Slam in un breve lasso di tempo.

Limitandoci all’Era Open, ecco la lista di tutti coloro che ad un dato momento hanno detenuto almeno tre Slam su quattro fino all’arrivo dei big three:

1968-1969: Laver (non consecutivi, da Wimbledon 1968 al Roland Garros 1969)
1969: Laver (consecutivi da Australian Open a Wimbledon 1969)
1969: Laver (consecutivi quattro su quattro)
1969: Laver (consecutivi da Roland Garros a US Open 1969)
1974: Connors (tutti nello stesso anno, non consecutivi)
1988: Wilander (tutti nello stesso anno, non consecutivi)
1993-1994: Sampras (consecutivi, da Wimbledon 1993 ad Australian Open 1994)*
1993-1994: Sampras (non consecutivi, da US Open 1993 a Wimbledon 1994)
1996-1997: Sampras (non consecutivi, da US Open 1996 a Wimbledon 1997)
1999-2000: Agassi (non consecutivi, da Roland Garros 1999 ad Australian Open 2000)
*Questa serie va contata due volte, una includendo il Roland Garros 1993 ed una includendo il Roland Garros 1994

Per Djokovic, la soddisfazione di essere il detentore di tutti e quattro gli Slam, raggiunta dopo il Roland Garros del 2016 fu di breve durata. Infatti, solo tre settimane dopo, la sconfitta con Querrey a Wimbledon lo riportava nel regno di quelli con ‘solo’ tre degli ultimi quattro Slam. Regno in cui Federer e Nadal gli fanno compagnia. Prendendoli insieme i tre hanno tre strisce in cui si sono spartiti tutti gli Slam.

La prima, impressionante, dall’Australian Open 2006 (in cui Federer prese la corona di Safin) fino all’US Open 2009, quando Del Potro si intromise nel loro dominio). Quindici Slam consecutivi divisi tra loro tre, di cui ad onor del vero, Djokovic ne vinse solo uno. La seconda, di otto Slam, dall’US Open 2010, quando Del Potro consegnò la corona a Nadal, all’US Open 2012, quando finalmente venne anche il turno di Murray. E la terza, tanto inaspettata quanto incredibile, di nove Slam, dall’US Open 2017, quando Federer e Nadal si spartirono due Slam a testa, fino all’US Open 2019. E questa potrebbe estendersi ancora nel 2020, visto che Djokovic sarà il naturale favorito a Melbourne.

E singolarmente? Andiamo ora ad indagare il dato di quante volte i big three abbiano detenuto uno, due, tre o quattro degli Slam dei dodici mesi precedenti. Djokovic è l’unico ad aver avuto in mano tutti e quattro i trofei allo stesso tempo, ma, come si è detto, è durato una sola volta. Il serbo ha tenuto in mano tre trofei su quattro per 9 volte, contro le 4 di Nadal e le impressionanti 11 di Federer. Tuttavia l’ultima volta che lo svizzero ha detenuto tre titoli simultaneamente è stato nel 2010 (dopo l’Australian Open), Nadal nel 2011 mentre Djokovic quest’anno. E due tornei dello Slam su quattro simultaneamente? Per Federe 16 volte, Nadal 13 e Djokovic 7. E uno su quattro? Federer e Djokovic 15 volte, mentre Nadal 32, derivanti dal dominio dello spagnolo a Parigi anche negli anni in cui gli altri Slam sono stati avari per lui.

Riassumendo ecco di seguito quante volte i tre campioni hanno detenuto 1, 2, 3 o 4 degli Slam giocati nei precedenti dodici mesi**:

  1 Slam su 4 2 Slam su 4 3 Slam su 4 4 Slam su 4 Totale
Djokovic 15 7 9 1 32
Nadal 32 13 4 0 49
Federer 15 16 11 0 42

**Se, per ipotesi, Nadal e Djokovic non dovessero più vincere uno Slam il computo di Djokovic diventerebbe 17, 7, 9, 1 e quello di Nadal diventerebbe 34, 14, 4, 0

Per confronto ecco gli altri campioni dell’Era Open (per Laver abbiamo incluso tra parentesi i dati su tutta la carriera, anche se non bisogna dimenticare che alcuni anni non giocò gli Slam in quanto professionista):

 
  1 Slam su 4 2 Slam su 4 3 Slam su 4 4 Slam su 4 Totale
Laver 3 (10) 2 (4) 3 (6) 1 (2) 9 (22)
Connors 17 6 1 0 24
Borg 18 13 0 0 31
McEnroe 14 7 0 0 21
Lendl 16 8 0 0 24
Wilander*** 13 6 1 0 20
Sampras 28 8 4 0 40
Agassi 17 6 1 0 24

***Tra il 1977 ed il 1986 l’Open d’Australia si è disputato in dicembre. Per tenere l’ordine cronologico si sono quindi contate le edizioni di dicembre come appartenenti al gennaio successivo. L’unico giocatore interessato è Wilander, vincitore in due occasioni durante questo lasso di tempo, per cui si è contata l’edizione del dicembre 1983 come gennaio 1984 e quella del dicembre 1984 come gennaio 1985

Nadal solo 4 volte ha detenuto tre Slam su quattro, ma questo dato è ampiamente compensato dalle 32 volte che ha detenuto almeno uno Slam su quattro, più di chiunque altro. Dall’altro lato invece Federer e Djokovic sono inclini a concentrare le vittorie in intervalli di tempo più brevi, magari alternati a periodi di digiuno. Djokovic, come detto, è l’unico dei tre ad avere detenuto tutti e quattro gli Slam simultaneamente e le 9 volte in cui ne ha detenuti tre lo mettono secondo, dietro a Federer che per ben 11 volte ha detenuto tre Slam su quattro. Terzi a pari merito Nadal e Sampras.

Quali di queste serie si allungheranno nel 2020? Sarà Nadal in grado di vincere di nuovo a Parigi? E Federer, alla soglia dei quarant’anni, saprà vincere un altro Slam prima dell’addio? Ed il dominio di Djokovic in Australia si estenderà ulteriormente? O forse il 2020 segnerà finalmente l’arrivo di nomi nuovi?

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WTA

WTA Hobart: Watson elimina Mertens in tre ore e mezza. Si ritira Muguruza

Match infinito nei quarti tra la numero uno del seeding, campionessa uscente, e la statunitense: vince quest’ultima 7-5 al terzo. Avanti anche Rybakina e Zhang

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Il match dei quarti di finale del WTA International di Hobart tra Heather Watson ed Elise Mertens durato 3 ore e 33 minuti è, al momento, il match più lungo della stagione 2020 e sarà molto difficile fare di meglio. A vincere la sfida è stata la ragazza britannica, già campionessa in Tasmania nel 2015. Dall’altro lato c’è grande rammarico per Mertens, che arrivava da due successi di fila nella manifestazione. Dopo aver vinto il primo set al tie-break la numero uno del tabellone ha piazzato il break nel secondo, portandosi sul 4-2. Watson però ha recuperato lo svantaggio e dopo un’interruzione di 45 minuti ha portato la partita al terzo.

Nel set decisivo Mertens è stata per ben due volte in vantaggio di un break in apertura, ma è sul 5-5 che Watson ha trovato l’allungo definitivo che le è valso l’accesso alle semifinali. Affronterà la terza testa di serie, Elena Rybakina, finalista la scorsa settimana a Shenzhen. La kazaka non avrà sulle gambe tre ore e mezza di partita come Watson, ma le due ore e quaranta impiegate per battere la wild card australiana Cabrera (7-5 al terzo) non sono da meno. La statunitense però ha giocato anche i due match in più del tabellone di qualificazione, che potrebbero farsi sentire a questo punto del torneo. Nella parte bassa del tabellone Shuai Zhang ha vinto agevolmente contro la statunitense Lauren Davis, perdendo solo cinque giochi. La sua prossima avversaria è la russa Kudermetova, che ha approfittato del ritiro di Garbine Muguruza ancor prima di scendere in campo. La spagnola è stata debilitata da un’infezione di natura virale.

Risultati:

 

[Q] H. Watson b. [1] E. Mertens 6-7(5) 6-4 7-5
[3] E. Rybakina b. [WC] L. Cabrera 6-7(4) 7-6(2) 7-5
[4] S. Zhang b. L. Davis 6-1 6-4
[5] V. Kudermetova b. [2/WC] G. Muguruza W/O

Il tabellone completo

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