ATP Madrid: Fognini supera molto bene Edmund, fuori Cecchinato

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ATP Madrid: Fognini supera molto bene Edmund, fuori Cecchinato

Vittoria convincente per Fabio al rientro dopo il trionfo di Montecarlo, Edmund costantemente in balia del suo palleggio. Cecchinato battuto in 3 set da Diego Schwartzman

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Fabio Fognini - Madrid 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)
 
 

da Madrid, il nostro inviato

Torna in campo Fabio Fognini, e lo fa nel migliore dei modi. Dopo la sbornia di Montecarlo e i relativi strascichi fisici, a cui si devono i forfait di Barcellona ed Estoril (entrambi dopo aver provato ad allenarsi sul posto), Fognini vince un esordio per nulla banale contro Kyle Edmund sul terzo campo di Madrid, un Masters 1000 che storicamente non gli ha mai dato troppe soddisfazioni se è vero che questa è appena la sua quinta vittoria nel tabellone principale. Vittoria che gli consente di guadagnare un secondo turno persino più morbido, almeno sulla carta, contro Millman.

INIZIO CAOTICO, POI ESCE FABIO – Il britannico non è certo nato su questi campi, e non è difficile evincerlo dai primi scambi. Subito tre gratuiti e Fognini passa in vantaggio, ma si tratta solo di una gioia effimera perché nel game successivo subisce il contro-break da un vantaggio di 40-0. Un pizzico di nervosismo lo coglie nel quinto game, quando la racchetta assaggia la terra di Madrid con una violenza non sufficienza a romperla. Nel game successivo Fabio è bravo ad annullare tre palle break consecutive e sostanzialmente in quel momento si sblocca, di mente e di braccio. Ne consegue lo splendido game giocato sul 4-4, quando rompe il servizio di Edmund addirittura a zero servendosi di uno splendido rovescio lungolinea e di un gran passante incrociato di dritto. Fognini chiude il set con un ace, che è anche il dodicesimo punto consecutivo.

 

Nel secondo set permane solo un po’ del caos che aveva caratterizzato la prima frazione, ma è quasi sempre Fognini a dimostrarsi il giocatore più forte in campo a dispetto dei tre game consecutivi con palle break non sfruttate, che Fognini interrompe breakkando Edmund. Potrebbe addirittura salire 5-2 se il britannico non trovasse un moto d’orgoglio comunque insufficiente a salvare un set e una partita ormai compromesse. Troppa la differenza di attitudine alla superficie e di consistenza sulla diagonale di rovescio, dove Fognini è in estrema fiducia. E anche il ginocchio infortunato a Montecarlo sembra andare meglio: “Abbiamo fatto una gran battaglia lo scorso anno a Madrid. Oggi sono stato solido. L’infortunio mi costringe ancora ad alti e bassi, ma va meglio giorno dopo giorno. Sono contento di giocare il secondo turno qui a Madrid”.

CECK A CORRENTE ALTERNATA – Marco Cecchinato bagna invece con una sconfitta l’esordio assoluto – da testa di serie, una circostanza accaduta a pochi, in tornei così importanti – nel Mutua Madrid Open. Un risultato che lascia rimpianti, in particolar modo per una partenza a rilento costata un primo set lasciato troppo facilmente, quasi regalato al suo avversario. Il siciliano era reduce dagli ottavi a Montecarlo e dalla semifinale di Monaco di Baviera e partiva con i favori del pronostico, sebbene affrontasse un tennista come Schwartzman, molto più abituato a questi palcoscenici. Eppure, Marco lo aveva sconfitto a febbraio nettamente nella finale di Buenos Aires, senza contare che negli ultimi cinque tornei il sudamericano non aveva mai vinto due partite consecutive. Si è giocata sul campo 4 del ground della Caja Magica la partita, con tribune piuttosto vuote e spettatori alquanto distratti. Come condizioni di contorno, un cielo piuttosto velato e l’esordio di vento, sebbene leggero, ma sufficiente a rendere questo pomeriggio il primo non caldo del torneo.

Davvero poco da raccontare nel primo set, durato la miseria di 19 minuti, durante i quali il nostro giocatore ha raccolto solo nove dei trentaquattro punti giocati. L’argentino, con i piedi dentro al campo, tirava fiondate che gli restavano quasi tutte in campo. Marco, dal canto suo, un po’ scorato dall’ottima partenza del suo avversario, poteva poco, ma il body language era dimesso e questo si rifletteva inevitabilmente in tanti errori gratuiti. A fine del primo parziale, il nostro giocatore si lamentava verso il suo angolo dicendo: “Sto camminando“, un commento al quale Simone Vagnozzi non poteva fare altro che rispondere consigliando di tenere la barra dritta: È lunga, gioca profondo“.

All’inizio del secondo parziale il siciliano si aiutava con le prime di servizio a entrare in partita. Continuava a lamentarsi col suo angolo, “ho il fiatone“, ma adesso i colpi gli uscivano meglio dalla racchetta e arrivavano, con la fiducia, anche diversi colpi vincenti, con entrambi i fondamentali. Cecchinato iniziava a caricarsi, ad esultare ad alta voce ed era il segnale che era finalmente entrato in partita. Anche i tifosi italiani, sinora silenziosi al punto da far credere che non ci fossero connazionali, partivano coi primi “vai Marco! “. Schwartzman arretrava dietro la linea di fondo, Marco si avvicinava sempre di più: tra accelerazioni e splendide palle corte, diveniva il padrone del gioco.

Era cambiato anche lo sguardo del numero 2 azzurro, che ora cercava il suo coach Simone Vagnozzi per caricarsi, e non più per lamentarsi. Nel decimo game il palermitano riusciva a prodursi in spettacolari recuperi che sfiancavano e innervosivano Schwartzman. Inevitabile, arrivava il set point, che veniva convertito grazie a un dritto lungo dell’argentino. Dopo appena 53 minuti, si era al terzo set. Un passaggio a vuoto nel terzo gioco del parziale decisivo, caratterizzato da un paio di gratuiti del siciliano e dai contemporanei vincenti di Schwartzman, vedevano però il nostro giocatore perdere il servizio. La partita, purtroppo, finiva in pratica lì: Schwartzman si aggiudicava senza troppo sudare i tre successivi game e guadagnava, in appena 75 minuti di partita, l’accesso al secondo turno.

Risultati:

[10] F. Fognini b. K. Edmund 6-4 6-3
D. Schwartzman b. [16] M. Cecchinato 6-0 4-6 6-1

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Roland Garros: buona la prima per Medvedev, Bagnis battuto con un triplice 6-2

Il russo approda al secondo turno dello slam francese superando in tre set l’argentino. Al secondo turno Djere o Berankis

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Daniil Medvedev - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Daniil Medvedev - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

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Dopo la sconfitta all’esordio sulla terra rossa in quel di Ginevra contro Richard Gasquet, ritrova il sorriso Daniil Medvedev che in un’ora e 38minuti liquida la pratica Facundo Bagnis, numero 103 del ranking ATP, e approda al secondo turno dello slam parigino, contro il serbo Laslo Djere.

 

Per il russo il successo è arrivato con un periodico 6-2; ha mostrato buona condizione fisica visti i recenti problemi fisici e l’intervento all’ernia, non cedendo alla fatica anche quando lo scambio si è allungato. Positive anche le statistiche con 35 vincenti messi a referto dal russo a fronte di 19 gratuiti, con ben 12 ace. Punto dolente i 7 doppi falli che con un avversario più ostico di Bagnis avrebbero potuto incidere in ben altra maniera. Dal canto suo l’argentino, anch’egli non al 100% della forma (era reduce dal ritiro al primo turno di Ginevra) ha provato a resistere alla potenza di Medvedev, cercando di muovere il russo. Tuttavia, Bagnis si è dimostrato troppo falloso e poco incisivo col servizio.

IL MATCH – Primo set dominato dal russo, che pronti via si procura il palla break. Bagnis ad inizio match è molto combattivo e con un’ottima combinazione servizio e attacco a rete si salva una prima volta, ma due vincenti uno di dritto e uno di rovescio al termine di due scambi durati rispettivamente 16 e 14 colpi regalano il break al numero 2 al mondo.

La seconda di Medvedev è poco incisiva e il russo paga dazio nel secondo game con Bagnis che si guadagna subito due occasioni per l’immediato contro break con un dritto incrociato che trafigge Medvedev a rete. Due aces ad oltre 190 km/h rimettono il game in equilibrio. Un rovescio out del russo e il primo doppio fallo dell’incontro rimettono la sfida in parità.

Da quel momento è un monologo del russo, 92% di punti vinti con la prima (dodici su tredici), 6 aces e una aggressività in risposta che mette in difficoltà un buon giocatore da rosso come Bagnis. A fare la differenza è stata la quantità di errori di Bagnis ben 11 contro i 5 del russo, mentre Medvedev che alterna corsa e potenza non soffrendo neanche gli scambi lunghi. Infatti, quando lo scambio si allungava Medvedev ha vinto 12 punti su 17 scambi andati oltre i 9 colpi.

Il dominio di Medvedev è totale nel secondo set, con il russo che con un doppio break si issa facilmente sul 4-0. Unico passaggio a vuoto il sesto game, con Medvedev che recupera da 0-40, beneficiando prima di un gratuito di Bagnis e poi mettendo a segno tre vincenti di dritto.

Il russo dimostra anche una certa confidenza al gioco sul rosso, sia per l’ottima capacità di lettura dei dropshot tentati da Bagnis, che quasi mai si rivelano pericolosi, sia per la buona capacità nel variare gli scambi con dei dropshot ben eseguiti che spesso trovano impreparato l’argentino.

Anche nel terzo set, così come nei due precedenti, Medvedev piazza il break in apertura approfittando ancora degli errori di Bagnis col dritto. A rimettere in gioco l’argentino ci pensa Medvedev nel corso di un orribile quarto game, nel quale mette in campo solo due prime, commette tre doppi falli e innervosito dalla situazione sparacchia out un dritto che rimette il set in equilibrio.

Bagnis però cede subito alla pressione del russo in risposta, che in un attimo si ritrova 0-40. L’argentino si salva per ben due volte ma poi spreca tutto con un dritto mal eseguito che finisce fuori in lughezza. La fuga di Medvedev viene certificata con il break del 5-2 con l’argentino che prova a correre Medvedev per tutto il campo ma si incarta con una palla corta sulla palla break che finisce in corridoio. Per Medvedev è una formalità chiudere al servizio l’incontro per il 6-2 finale.

Buona prestazione dunque per il russo, ma forse non basta questo match per dire che Medvedev sia tornato al top della forma considerando che in questa prova Slam, prima dello scorso anno aveva uno score di zero vittorie e quattro sconfigge: “Amo il Roland Garros dallo scorso anno, prima non potevo dirlo, non sono mai rimasto molto ha dichiarato il russo a fine incontro spesso la domenica per me era già finito. Quest’anno per fortuna ho iniziato il martedì e sono contento di aver vinto. Ci rivediamo giovedì

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Roland Garros, Nadal: “Wimbledon? Sia l’ATP che il torneo hanno una parte di ragione”

Le parole di Rafa dopo l’esordio vittorioso in tre set su Thompson: “E’ stato un buon esordio, ma devo migliorare in tutto”

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Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Dopo i dubbi romani legati alle sue condizioni fisiche che hanno seguito la sconfitta contro Shapovalov, Nadal torna vincente e lo fa a Parigi con la vittoria n.299 in una prova slam, ai danni dell’australiano Jordan Thompson. Il piede che lo tormenta? Per ora è un ricordo lontano. La testa adesso è proiettata a fare bene, una partita alla volta, un passo alla volta. Ecco le parole dello spagnolo durante la conferenza stampa.

IL MODERATORE: Quanto eri felice della tua prima partita qui al Philippe Chatrier?

RAFAEL NADAL:Beh, è ​​un buon inizio, ovviamente, tre set filati. Questo è tutto. Voglio dire, ho giocato bene per un po’. Ci sono cose che potrei fare meglio e che devo fare meglio. Ma è un inizio positivo, e questo mi dà la possibilità di avere un altro giorno di allenamento domani e poi un’altra possibilità dopo domani”.

 

D. Passando al secondo round. Hai detto che c’erano alcune aree che vorresti migliorare. Quali sono queste aree? È questo il tipo di partita del primo turno che ti aspettavi di avere?

RAFAEL NADAL: “Non prevedo le cose (sorridendo). Non lo so. Ho bisogno di migliorare in tutti i modi. Penso di aver bisogno di migliorare il mio movimento, per qualche istante la velocità del mio diritto, la velocità di palla, che penso potrebbe essere migliore e dovrebbe essere migliore. È vero che ho fatto le cose bene, per un po’ è andata bene. È vero che oggi le condizioni erano più pesanti del solito qui, molto umido, il campo lento. Non so perché. Non so perché oggi il campo fosse molto umido, avendo il tetto sopra per molto tempo. Sì, voglio dire, sono contento della performance, comunque, no? È stato un inizio positivo. Poi ovviamente sono un tipo di giocatore che cerca sempre qualcos’altro, cose da migliorare. È quello che cercherò di trovare negli allenamenti di domani e poi nella prossima partita”.

D. Sembravi abbastanza in forma, almeno per il primo set e mezzo, ma come sta il tuo piede in questo momento? Come va l’infortunio? Con questo infortunio tu hai giocato solo cinque partite sulla terra rossa prima di Parigi, com’è il tuo livello di fiducia rispetto agli anni passati?

RAFAEL NADAL: “Ovviamente la fiducia è maggiore quando vinci Monte-Carlo, Barcellona, ​​Madrid o Roma. Senza dubbio le cose in questo mondo sono facili da capire, no? Quando vinci più partite e più tornei, hai più fiducia. Anche gli avversari lo sentono e alla fine sei più abituato al livello che devi giocare per vincere le partite. Quando questo non è il caso, le cose sono diverse. Ma non mi sarei mai aspettato di vincere 15 Monte-Carlo e Roma, quindi questa è la situazione oggi. Mi sono infortunato, e basta. Quello che è successo è passato, ed eccoci qui. Siamo al Roland Garros. Sono qui per fare del mio meglio. E come è il mio livello di fiducia, come sarebbero le cose o se non mi fossi fatto male, non lo so. Non lo sapremo mai. Non sono un grande fan del pensare alle cose che potrebbero accadere se — “se” è una parola pericolosa. E poi è il momento di accettare il momento, di accettare la situazione e di avere la fiducia per mettere tutti i miei sforzi in ogni singolo giorno, per migliorare sempre di più. Vediamo fino a che punto posso andare avanti”.

D. La mia domanda non riguarda la partita di oggi, ma Toni, tuo zio ed ex allenatore, che ora è consigliere di Felix Auger-Aliassime. Cosa ti ha dato all’inizio della tua carriera e che tipo di allenatore è? Cosa può dare a Felix nella sua carriera?

RAFAEL NADAL: “Beh, più di ogni altra cosa è mio zio, quindi quello che mi ha dato è: tutto. Gioco a tennis grazie a lui. Se sono un giocatore professionista, senza dubbio è merito suo, no? Per il resto è una domanda per Felix, non più per me. Puoi chiedergli quali sono le cose che sente che Toni gli porta, e sono sicuro che Toni può aiutarlo e lo sta aiutando in modo positivo. Ha molta esperienza ed è appassionato di questo sport. È intelligente, no? Sa molto di tennis, quindi sono sicuro che sarà in grado di aiutarlo“.

D. Qual è la tua opinione sulla decisione dell’ATP di rimuovere i punti in classifica da Wimbledon?

RAFAEL NADAL: “Non ho un’opinione chiara. Il problema da parte dei giocatori è sempre lo stesso. C’è sempre una persona e un board, una persona o un board che prendono le decisioni. E il resto delle persone che gestiscono l’evento seguono quella posizione. Nel nostro tour, ogni singolo giocatore ha un’opinione diversa, ed è per questo che non raggiungiamo mai le cose che potremmo ottenere se fossimo coesi. Alla fine, in questo mondo, è necessario che qualcuno prenda decisioni. Se io sono d’accordo o meno, oggi non importa. Il consiglio, il consiglio dell’ATP prende una decisione. Dobbiamo accettare questa decisione. Per il resto non sarò il giocatore che viene qui e che mette il mio board in una posizione difficile per la decisione che prende. Questo è il mio punto di vista. Penso che noi giocatori, non siamo preparati abbastanza bene per prendere decisioni importanti, perché alla fine è uno sport individuale. Ognuno ha la propria opinione personale in termini di quanto profitto ottiene da ogni singola decisione presa dall’ATP. Alla fine, capisco entrambe le parti. Rispetto e capisco la posizione di Wimbledon, senza dubbio, ma d’altra parte capisco e rispetto anche che l’ATP stia proteggendo i suoi membri. Questo è tutto. Non è che uno sta facendo una cosa negativa e l’altro sta facendo la cosa buona. A mio parere personale, hanno entrambi buone ragioni per prendere le decisioni che prendono oggi. Si spera che ATP e Wimbledon possano stare insieme e sedersi insieme e negoziare un futuro migliore per entrambe le parti”.

Q. Ho una domanda sul tuo avversario oggi. Ha servito in kick molto bene da sinistra. Quale pensi sia stata la cosa più difficile da superare per te in questa partita?

RAFAEL NADAL: “Beh, la partita è iniziata bene per me, no? Immediatamente ho avuto dei break, quindi i risultati dicono che è stata più o meno una partita solida da parte mia. È vero che quando sta servendo bene le cose diventano più difficili, no? È veloce. Ha buone gambe e può essere veloce e può essere pericoloso. Ma è vero che qui con un campo così grande come questo e giocando sulla terra battuta si hanno più possibilità contro un giocatore come lui che può fare grandi punti e grandi colpi, ma allo stesso tempo sbaglia anche lui. Quindi sulla terra è difficile”.

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Roland Garros: Nadal spazza via Thompson, smaltiti i dolori di Roma [VIDEO]

Il campione spagnolo supera nettamente l’ostacolo australiano presentandosi in buone condizioni fisiche

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Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

[5] Nadal b. Thompson 6-2 6-2 6-2

 

Si può definire un allenamento competitivo la sfida tra Jordan Thompson e Rafa Nadal, con il pluricampione spagnolo, accolto nel riscaldamento dalla lettura della sua interminabile lista di Roland Garros vinti come da rituale, che si è liberato della pratica Thompson con sei game totali lasciati all’australiano in poco più di due ore. Una sfida dal pronostico chiuso sin dal principio, oltre che per le ovvie capacità di Nadal, anche per la poca abitudine alla terra battuta di Thompson, che ha passato la partita a disperarsi dei punti e recuperi incredibili di Nadal, con tanto di saluto sorridente tra i due a fine match.

IL MATCH – Poco da dire sullo svolgimento del match, che ha visto Nadal eseguire tutto alla perfezione e trovare due break in tutti i set disputati. La lente d’ingrandimento era più sulle condizioni fisiche e tecniche di Nadal, che aveva sofferto della solita infiammazione al piede a Roma contro Shapovalov ed era sembrato addirittura in dubbio per il Roland Garros. Il tennista spagnolo però contro l’australiano ha mostrato una perfetta condizione atletica, condita dai suoi soliti recuperi strepitosi che hanno fatto innervosire tantissimo un disperato Thompson, che ormai non sapeva più che fare per conquistare un punto.

I colpi da fondo di Nadal sono filati via tranquillamente, anche se la poca competizione opposta da Thompson non può essere reputata troppo un termometro del gioco di Nadal, che comunque è apparso tirato a lucido e soprattutto senza particolari dolori. L’unica piccola nota dolente è stata il break subito nel secondo set, e in generale percentuali molto alte al servizio che però non si sono tramutate in troppi servizi vincenti. Comunque non un segnale di preoccupazione in vista delle prossime partite dato lo scarso rodaggio dello spagnolo, che sulla terra battuta ha potuto giocare solo a Roma e Madrid a causa dell’infortunio rimediato ad Indian Wells. Per Nadal ora ci sarà la sfida con l’estroso tennista francese Corentin Moutet, che ha impedito una partita dal sapore vintage tra Stan Wawrinka e il campione maiorchino.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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