Occhio Federer, Nadal sa bene come si vince uno scambio corto: parola di O'Shannessy

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Occhio Federer, Nadal sa bene come si vince uno scambio corto: parola di O’Shannessy

VERSO IL FEDAL – Craig O’Shannessy cataloga i cinque tipi di scambio più frequenti in sette edizioni del Roland Garros, che spiegano in parte il dominio di Rafa Nadal

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Rafa Nadal - Roland Garros 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

Unire statistica e tennis è uno sporco lavoro… ma (più di) qualcuno dovrà pur farlo, se è vero che sta diventando la chiave del successo di molti campioni. In questo particolare settore il campione è senza dubbio Craig O’Shannessy. L’analista che aiuta Djokovic a vincere, ha reso pubblico uno studio che ci aiuta a fare luce sui punti di forza del suo rivale Rafa Nadal, pronto ad affrontare Federer per la 39esima volta in carriera. Lo studio prende in considerazione il torneo del Roland Garros dal 2013 al 2019 per un totale di 571 match e 111.041 punti giocati, con l’obiettivo di catalogare i “rally” più frequenti in una partita in base alla durata dello scambio.

Lo studio identifica cinque lunghezze diverse tra gli innumerevoli scambi analizzati. Anche sulla terra battuta (dove l’effetto di un buon servizio dovrebbe avere meno efficacia rispetto all’erba e al cemento) prevalgono i cosiddetti “One-Shot Rally Ending in an Error” o, più semplicemente, i punti che terminano con un errore in risposta. Nelle quasi 600 partite prese in esame finisce così il 19,4% dei punti, il doppio rispetto agli scambi che durano due palleggi. Nel 9,7% dei casi il battitore sbaglia il colpo in uscita dal servizio, categoria detta “Two-Shot Rally Ending in an Error” o “Serve +1”.

È leggermente inferiore (9,5%) la percentuale di punti che terminano con un errore dopo il terzo colpo (“Three-Shot Rally Ending in an Error” o “Return +1”). La quarta categoria è quella del classico “servizio e dritto”, uno scambio di tre colpi che termina con un vincente (“Three-Shot Rally Ending in a Winner”). Questa situazione costituisce il 6,9% del campione. L’ultima categoria menzionata da O’Shannessy è quella del palleggio di quattro tiri che finisce con un errore del battitore (“Four-Shot Rally Ending In An Error”), che si verifica nel 6,1% dei punti analizzati.

 

In sostanza, più del 52% degli scambi si è risolto entro il quarto colpo. Mancano infatti all’appello gli ace, i doppi falli e i ‘Four-Shot Rally Ending in a Winner‘, ovvero gli scambi da quattro colpi che si concludono con un vincente del ribattitore. O’Shannessy non fornisce la percentuale di queste situazioni di gioco, ma è verosimile credere che si possa raggiungere o addirittura superare il 60% dei punti totali. In sintesi, anche sulla superficie che in teoria dovrebbe favorire gli scambi prolungati, circa sei punti su dieci non vanno oltre i quattro colpi.

Se nel tennis la stragrande maggioranza dei punti si gioca su scambi molto corti, O’Shannessy si chiede come mai un fondamentale come la risposta al servizio sia tra i meno allenati. A tal proposito aggiunge nell’articolo pubblicato sul sito ATP dei suggerimenti per come allenarsi, come tentare di rispondere al centro del campo (ma sempre profondo) o spedire il colpo in uscita dal servizio profondo e centrale. Questi espedienti sono utili nell’ottica di una riduzione delle percentuali sopra elencate, ma ovviamente la seduta di allenamento deve essere volta al miglioramento di una pluralità di aspetti e ogni atleta deve strutturarla a seconda delle proprie necessità.

Chi sicuramente di questi dati ha fatto tesoro, a dispetto della vulgata sul suo tennis conservativo, è Rafael Nadal. In coda al pezzo di O’Shannessy si legge un dato interessante che riguarda i suoi match nello Slam parigino, da lui vinto undici volte. Nell’edizione in corso, nel percorso dal primo round ai quarti di finale, ha lasciato per strada 28 giochi e un solo set, il solito dominio sull’amata terra francese. In tanti pensano che l’enorme forza dello spagnolo su questa superficie sia da ricercarsi nella sua semi-imbattibilità quando il palleggio si allunga, quando vengono esaltate le sue doti di resistenza. Eppure i dati ci indicano altro…

Rafa Nadal – Roland Garros 2019 (foto via Twitter, @rolandgarros)

Prendiamo come campione i match dell’edizione 2019: è lo scambio da dieci colpi quello che si presenta con più frequenza tra quelli in doppia cifra (10 o più colpi), ma si è verificato solo in 13 punti su un totale di 651 (appena il 2%, poco rilevante). Dunque qual è il tipo di scambio che ha più incidenza nelle sue partite? È quello di un solo colpo, ovvero quello che termina con un errore in risposta (i suddetti “One-Shot Rally Ending in an Error”). Si sono infatti chiusi così 139 punti su 651 (21.4 %) nella prima settimana del campione spagnolo.

È sicuramente vero che Federer, per avere qualche chance di successo, non dovrà accettare lo scambio prolungato per attaccare alla prima palla utile. Ma guai a credere che Nadal non abbia tutte le armi per vincere anche gli scambi brevi: sulla terra battuta, è bene ricordarlo, non c’è nulla che Rafa non sappia fare alla perfezione.

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Verso Italia-Canada, Dancevic: “Nella nuova Davis il doppio sarà importantissimo”

Intervista esclusiva con il capitano canadese di Coppa Davis, primo avversario degli azzurri nelle Finali di Madrid (oggi alle 16). “I nostri giocatori sono particolarmente adatti al veloce indoor, sarà la nostra forza”

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Frank Dancevic (foto: Tennis Canada)

Con le finali di Davis che prenderanno il via tra poche ore e che vedranno la nazionale italiana di capitan Barazzutti impegnata nello stesso girone degli Stati Uniti e del Canada, siamo andati a intervistare il nuovo capitano non-giocatore della squadra canadese. Frank Dancevic, 35 anni, per diverso tempo esponente di punta della squadra con la foglia d’acero, alla fine dello scorso anno ha deciso di appendere la racchetta al chiodo e diventare il capitano della squadra di Davis del suo Paese. Con l’esuberanza dei giovani rampanti Shapovalov e Auger-Aliassime, oltre al ritrovato Pospisil, Dancevic si trova tra le mani una fuoriserie che proverà a condurre a traguardi prestigiosi. L’intervista è stata realizzata prima dell’infortunio che ha messo fuori causa Milos Raonic, che ha dovuto rinunciare alla Davis a causa della sua schiena malandata. Inoltre il giovane Felix Auger-Aliassime ha subito un infortunio alla caviglia sinistra durante un allenamento prima del torneo di Vienna e ha dovuto saltare il torneo nella capitale austriaca, così come Parigi-Bercy e le Next Gen Finals di Milano. La sua presenza a Madrid, comunque, è per il momento confermata.


Qual è il tuo ruolo con Tennis Canada?
Seguo i giocatori durante l’anno, la loro forma, il loro stato di salute. Di solito vado ai tornei del tour nelle tre settimane prima degli incontri per stare vicino ai miei giocatori e per osservare gli avversari.

Qual è il programma prima delle finali di Madrid?
Arriveremo là una settimana prima, la maggior parte del team arriverà a Madrid verso il 12 ed inizieremo la preparazione per la finale.

 

Ormai la stagione è quasi finita. Hai in programma di andare a Parigi per incontrare i ragazzi?
Non ho ancora deciso, può darsi che vada a Parigi. Per il momento non è in programma, quindi il programma per il momento è quello di andare direttamente a Madrid con largo anticipo.

Qual è l’impressione generale, tua e dei tuoi giocatori, di questo nuovo formato della Coppa Davis?
Per il momento il feedback è positivo. Tutti i nostri migliori giocatori hanno dato la loro disponibilità e sono ansiosi di provare questo nuovo formato. È una novità quindi bisognerà aspettare la fine della prima edizione per capire effettivamente come funziona. Questo è uno dei motivi per cui vogliono andare a Madrid molto presto e prepararsi per il torneo.

Secondo Mardy Fish, il capitano della squadra statunitense, la cosa più importante con questo nuovo formato sarà quella di avere giocatori intercambiabili che possano giocare sia il singolare sia il doppio. Tu cosa ne pensi?
Sono d’accordo. Dal nostro punto di vista siamo fortunati ad avere giocatori che giocano sia il singolare sia il doppio nel tour e quindi abbiamo un buon numero di possibilità per quel che riguarda le formazioni da schierare. Con il vecchio formato il doppio era un punto su cinque, mentre ora è uno su tre, quindi l’importanza del doppio è certamente superiore con questa nuova formula.

Come sta Milos Raonic fisicamente, dato che ha avuto qualche problema nell’ultimo periodo?
Nelle ultime settimane ha avuto a che fare con un piccolo infortunio, ma ora sta meglio. L’ho sentito al telefono in questi giorni, mi ha detto di essere al 100% fisicamente e di essere pronto a giocare. Questa settimana rientra a Vienna ed è molto fiducioso per il resto della stagione.

Come vedi le squadre avversarie del Canada nel girone, ovvero l’Italia e gli USA?
Non credo ci siano troppe sorprese: tutti questi giocatori si affrontano nel tour, Shapovalov ha affrontato Fognini un paio di volte, solo poche settimane fa Vasek ha affrontato Seppi in Cina. Ormai a questo livello è piuttosto chiaro qual è lo stile di gioco di ognuno, per cui dovremo principalmente concentrarci su di noi, sul nostro livello di gioco. I tennisti canadesi hanno tutti un gioco molto potente, sono particolarmente adatti ai terreni veloci indoor e questa sarà la nostra forza. Ovviamente ci saranno aggiustamenti tattici di volta in volta, ma si tratterà più che altro di esprimere il nostro gioco al livello più altro possibile.

Cosa ne pensi della ATP Cup? È una novità, sarà all’inizio dell’anno, subito dopo la preparazione invernale, appena prima dell’Australian Open, simile alla Coppa Davis ma con una formula leggermente diversa. Pensi che sia una buona idea avere un evento di questo tipo oppure è solamente un doppione della Davis sei settimane dopo?
Stiamo vivendo un momento molto interessante nel circuito, non abbiamo mai avuto così tanti eventi, soprattutto così vicini uno all’altro. Credo che in questo primo anno si tratterà di un test per i giocatori, che magari proveranno a giocare entrambe le manifestazioni e vedere se funziona o meno, in modo da poter aggiustare la programmazione per le stagioni successive.

Nel 2020 ci saranno i Giochi Olimpici. Come credi che le Olimpiadi influenzeranno la programmazione della prossima estate?
Tutti i giocatori vogliono giocare le Olimpiadi, almeno una volta nella vita per vincere una medaglia. Vediamo tutti i top players che vogliono partecipare e vincere questo prestigioso alloro. Ho avuto l’occasione di giocare alle Olimpiadi in passato, credo che sia un onore per un atleta essere chiamati a giocare per la propria nazione, capita solo una volta ogni quattro anni quindi la manifestazione merita comunque qualche potenziale sacrificio nella programmazione.

Come valuti la stagione dei giocatori della tua squadra?
Denis [Shapovalov] ha avuto un anno molto solido, che ha vissuto il suo picco la settimana scorsa con la vittoria nel torneo [di Stoccolma]. Sta giocando un gran tennis indoor quindi il timing è perfetto per la Coppa Davis. Milos [Raonic] ha avuto una stagione travagliata a causa di diversi infortuni, ma è un giocatore che sa farsi valere nei momenti importanti, un vero campione, e siamo fortunati ad averlo nella nostra squadra. Vasek [Pospisil] ha dovuto sottoporsi a un intervento alla schiena durante la prima parte dell’anno ed ha ripreso a giocare solamente a Wimbledon. Sta recuperando bene, lo sto seguendo personalmente come suo coach accompagnandolo a ogni torneo, ha appena vinto un Challenger [a Las Vegas] che corona un ottimo mese in cui ha giocato un gran tennis, infilando quattro vittorie su Top 50 a Shanghai e perdendo un match molto combattuto contro Medvedev. Infine Felix [Auger-Aliassime] è passato dal n.106 con il quale ha iniziato la stagione al n.17 dove si trova adesso. Tutti i nostri ragazzi stanno giocando bene, sono in fiducia e non vedo l’ora di incontrarli tutti a Madrid.

L’ultima domanda è su di te: com’è che giochi ancora, anche se avevi detto che ti saresti ritirato?
È stato un po’ un caso, sono entrato come alternate a Pechino [nelle qualificazioni]. Un po’ di fortuna, un bell’assegno, e ho potuto assaggiare il sapore della competizione un’ultima volta. Ora però è davvero finita, posso certamente affermare di essere un ex-giocatore.

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Pagelle

Pagelle: il Maestro greco e il vento del cambiamento

Per il terzo anno di fila il Masters non è preda dei fab four. Tsitsipas pronto per la vetta, Berrettini tra i grandi con merito. L’occasione persa da Federer e un Djokovic assente ingiustificato

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Stefanos Tsitsipas - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

Matteo Berrettini 7
Sarà vero che Thiem era “distratto” dal primo posto raggiunto, ma la prima vittoria italiana alle Finals ha un sapore storico così come l’impresa di Matteo di trovarsi tra i migliori otto del mondo. Ora viene il difficile, confermarsi a questi livelli, ma Matteo ha spalle larghe, tennis solido e una testa pensante. E magari il pungolo di un certo Jannik Sinner (8) farà il resto…

Daniil Medvedev 5
È arrivato con il fiato corto dopo una seconda parte di stagione in apnea. Il ko con Rafa con annesso suicidio ha fatto il resto privandolo di quel briciolo di energie residue. Eh no, tirare fuori fino all’ultima goccia di sudore proprio per salvare Rafa no…

Rafael Nadal 7,5
Numero uno di fine anno più vecchio di sempre, fuori dalle semifinali nonostante due rimonte pazzesche. Paga l’esordio amaro contro Zverev ma cosa vuoi di più da Rafa, per giunta in un torneo maledetto? E con le finali di Davis in casa alle porte. Magari il matrimonio non lo ha proprio fiaccato nel fisico ma ha cominciato a produrre i suoi effetti sulla tenuta nervosa… alle domande di Scanagatta!

Novak Djokovic 4,5
Favorito numero 1, “doveva” vincere il torneo. È la maledizione che colpisce il più forte anche se non il più amato dalle folle. Roger lo ha spazzato via e a lui non è restato che abbozzare. Tutto carburante per Melbourne dove vorrà alimentare il vento di restaurazione.

Roger Federer 7
Il gruppo di ragazzi cui la 02 Arena ha dedicato un tributo – Youzhny, Ferrer, Berdych, Baghdatis e Almagro – hanno iniziato dopo di lui, sono più giovani di lui, mentre lui ha appena giocato la sedicesima semifinale del Masters contro un ragazzo di diciassette anni più giovane. Il torneo ha confermato quanto già sapevamo: quando è in giornata anche a 40 anni è una delizia, il mondo lo adora più di ogni altra divinità, trasformare una palla break è più difficile che avere ragione in una discussione con Mirka.

Alexander Zverev 7
Considerando la stagione che ha avuto, la pressione e i punti da difendere, tutto sommato è stato un buon torneo. Tenendo presente altresì che il nostro prode inviato Canevazzi lo aveva dato come favorito per la vittoria finale, non poteva certamente fare di più…

Dominic Thiem 9
Complimenti a lui e a Massu che lo ha trasformato in un giocatore da veloce. Ogni tanto ha ancora il morbo Gasquet che lo attanaglia spingendolo dalle parte dei giudici di linea. Ha spazzato via Federer e battuto Nole sul suo terreno, si è arreso al rush finale solo allo scatenato greco. Ma se saprà trasformare la delusione in voglia di riscatto, sarà da corsa in tutti gli Slam e non solo a Parigi.

Stefanos Tsitsipas 10
Il Dio greco dai capelli al vento è finalmente arrivato sulla terra. Aspettavamo il nuovo Messia e il Messia è arrivato, portando con sé anche la buona Novella per la nostra amata patria: Stefanos campione Next Gen nel 2018, campione delle Finals 2019, Jannik campione Next Gen nel 2019… si scherza su, ma non troppo. Tsitsi ha coronato la sua prima stagione “da grande” con il titolo di Maestro ma il percorso del suo predecessore Sascha insegna che l’anno prossimo sarà quello della verità. Ma insomma, con Tsitsipas e i suoi fratelli sappiamo già che il tennis sopravviverà al ritiro dei tre fenomeni e noi continueremo a divertirci.

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Coppa Davis

Verso le Finals di Coppa Davis: i gruppi D, E, F. Italia nelle mani di Fognini e Berrettini

MADRID – Oggi alle 16 cominciano le finali della nuova Davis. Analizziamo gli ultimi tre gironi: Italia favorita assieme a Gran Bretagna e Australia, ma tutto dipende dai due signori in foto

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Fabio Fognini - Italia-Francia, Coppa Davis 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

da Madrid, il nostro inviato

Concludiamo l’analisi dei sei gruppi delle finali di Coppa Davis, che cominceranno proprio questo pomeriggio, lunedì, alle ore 16. Nel pezzo pubblicato domenica trovate un ripasso della nuova formula del torneo, oltre all’analisi dei gruppi A, B e C. Qui di seguito passiamo invece al setaccio gli ultimi tre raggruppamenti – D, E e F – che ci riguardano molto da vicino perché in quest’ultimo è inserita l’Italia di Barazzutti, assieme a Canada e Stati Uniti. Occhio soprattutto all’Australia di Kyrgios e de Minaur nel gruppo D, da cui iniziamo.

GRUPPO D

Australia: Nick Kyrgios, John Millman, Alex de Minaur, John Peers, Jordan Thompson
Belgio: Kimmer Coppejans, Steve Darcis, Sandor Gille, David Goffin, Joran Vliegen
Colombia: Juan Sebastian Cabal, Robert Farah, Daniel Elhai Galan, Santiago Giraldo, Alejandro Gonzalez

 

CALENDARIO SFIDE

  • Belgio vs Colombia, 18/11/19, ore 16, Stadio 3 (nessun precedente)
  • Australia vs Colombia, 19/11/19, ore 18, Stadio 3 (nessun precedente)
  • Belgio vs Australia, 20/11/19, ore 18, Stadio 3 (precedenti: 3-2 Belgio)

(Da notare che il Belgio è un po’ la bestia nera dell’Australia, avendolo battuto negli ultimi 3 match e soprattutto avendo rimontato nelle ultime due sfide da una situazione di 1-2)

AUSTRALIA – Capitan Hewitt ha tante frecce al suo arco, dall’estroso e potenzialmente esplosivo Nick KYrgios, all’emergente De Minaur (battuto dal nostro Sinner alle finali Next Gen), al pericoloso (soprattutto sul veloce) John Millman. Thompson e Peers dovrebbero essere la coppia di doppio.

BELGIO – David Goffin non ha avuto una grande stagione; nessun titolo, appena due finali nel circuito. Rimane comunque il leader della squadra belga con Darcis (che si ritirerà dopo l’Australian Open, un vero “uomo Davis” per la sua squadra) e Coppejans che si giocano il posto da secondo singolarista. Gille e Vliegen dovrebbero essere la coppia da schierare in doppio.

COLOMBIA – Sulla carta la cenerentola del girone. Il punto forte del team sudamericano è il doppio con i numeri 1 del ranking Cabal e Farah, vincitori a Wimbledon e agli US Open e semifinalisti al Roland Garros e alle Finals. Il problema saranno i singolari, dove il veterano Giraldo darà sicuramente l’anima anche se sembra lontano dai tempi migliori. Al suo fianco ballottaggio tra Galan e Gonzalez. La Colombia è all’esordio nel World Group.

PRONOSTICO – Sicuramente l’Australia è favorita al di là delle lune di Kyrgios. Il Belgio spera in Goffin e nell’ardore agonistico di Darcis, la Colombia spera in un miracolo per centrare la qualificazione ai quarti.

AUSTRALIA 60% – BELGIO 30% – COLOMBIA 10%

Team Australia – Finali Davis 2019 (via Twitter, @TennisAustralia)

GRUPPO E

Gran Bretagna: Kyle Edmund, Daniel Evans, Andy Murray, Jamie Murray, Neal Skupski
Kazakistan: Alexander Bublik, Andrey Golubev, Mikhail Kukushkin, Aleksandr Nedovyesov, Dmitri Popko
Olanda: Tallon Griekspoor, Robin Haase, Wesley Koolhof, Jean-Julien Rojer, Botic van de Zandschulp

CALENDARIO

  • Kazakistan vs Olanda, 19.11.19, ore 11, Stadio 3 (nessun precedente)
  • Gran Bretagna vs Olanda, 20.11.19, ore 11, Stadio 3 (precedenti: 3-0 Gran Bretagna)
  • Gran Bretagna vs Kazakistan, 21.11.19, ore 11, Stadio 3 (nessun precedente)

GRAN BRETAGNA – Una delle squadre meglio assortite che con il recupero di Andy Murray potrebbe anche ambire alla vittoria finale. Evans e Edmund si giocano il posto da secondo singolarista, in doppio Jamie Murray e Skupski con l’alternativa di Andy sono un’ottimo viatico per cercare di fare strada nella competizione

KAZAKISTAN – Sappiamo che i kazaki, soprattutto Kukushkin, in Davis si trasformano. La presenza del talentuoso ed emergente Bublik al suo fianco nei singolari conferiscono ancor di più all’ex repubblica sovietica la qualifica di vera mina vagante del girone. Da sottolineare il ritorno di Andrey Golubev nella competizione dopo due anni. Nedovyesov e Popko probabile doppio.

OLANDA – Capitan Paul Haarhuis si affida a Robin Haase nei singolari e a Jean-Julien Rojer nel doppio per provare ad andare avanti, ma il compito sembra davvero improbo. Il resto della squadra è davvero poca cosa. Griekspoor dovrebbe essere il secondo singolarista.

PRONOSTICO – Gran Bretagna netta favorita, il Kazakistan ha qualche chance, l’Olanda sembra fuori dai giochi.

GRAN BRETAGNA 70% – KAZAKISTAN 25% – OLANDA 5%

Team Gran Bretagna – Finali Davis 2019 (via Twitter, @DavisCupFinals)

GRUPPO F

Canada: Felix Auger-Aliassime, Vasek Pospisil, Brayden Schnur, Denis Shapovalov
Italia: Matteo Berrettini, Simone Bolelli, Fabio Fognini, Andreas Seppi, Lorenzo Sonego
USA: Taylor Fritz, Reilly Opelka, Sam Querrey, Jack Sock, Francis Tiafoe

CALENDARIO

  • Italia vs Canada, 18.11.19, ore 16, Stadio 2 (precedenti: 1-0 Canada)
  • USA vs Canada, 19.11.19, ore 18, Stadio 2 (precedenti: 15-0 USA)
  • USA vs Italia, 20.11.19, ore 18, Stadio 2 (precedenti: 7-3 USA)

L’Italia ha perso l’unico precedente con il Canada a Vancouver nel 2013, quando venne sconfitta 3-1 con Raonic decisivo nei singolari ma con Bracciali e Fognini sconfitti solo 16-14 da Nestor e Pospisil in doppio sul punteggio di 1-1 dopo la prima giornata. Più dolce il ricordo dell’ultima vittoria contro gli Stati Uniti nel 1998, un rotondo 4-1 a Milwaukee con Gaudenzi, Nargiso, Sanguinetti e Pozzi che ci portarono in finale, persa poi a Milano contro la Svezia

CANADA – L’assenza di Raonic toglie una bocca di fuoco importante alla squadra capitanata da Frank Dancevic, che in singolare si dovrebbe affidare a Denis Shapovalov e Felix Auger-Aliassime, anche se quest’ultimo ha avuto dei problemi fisici nell’ultimo periodo. L’alternativa sarebbe Vasek Pospsil che invece crediamo sia sicuro del suo posto in doppio.

ITALIA –Se guardiamo i valori in campo, le classifiche attuali e i risultati di quest’anno, questa è la nazionale più forte dai tempi di Panatta e Barazzutti. Abbiamo due giocatori tra i primi 15, più di un’alternativa come coppia nel doppio e sicuramente un buon livello medio. Quali sono le incognite? Innanzitutto lo stato fisico e mentale di Berrettini che al termine di una stagione esaltante ha affrontato il Masters di fine anno e senza pause si tufferà nell’avventura di Davis. Quanto sarà stanco Matteo? L’altra incognita sono le condizioni fisiche di Fognini, sempre alle prese con il problema alla caviglia che lo ha limitato non poco nel finale di stagione. Con Fabio e Matteo in buona condizione l’Italia potrà tranquillamente dire la sua.

USA – Mardy Fish (all’esordio nella manifestazione, unico insieme a Grosjean tra i capitani presenti alle Finals) punta sui giovani, dal bombardiere Opelka a Taylor Fritz al rognoso Tiafoe, con Sam Querrey a fare da chioccia e Jack Sock senza ormai più classifica in singolare ma sempre temibile in doppio. Potenzialmente questa squadra potrebbe essere molto pericolosa, da verificare quanto l’inesperienza possa frenare il team a stelle e strisce.

PRECEDENTI DEI TENNISTI ITALIANI CONTRO I POSSIBILI AVVERSARI

Italia vs Canada (globale 10-10)

Fognini-Shapovalov 0-2
2019 Parigi, hard, R32, Shapovalov 36 63 63
2018 Masters Canada, hard, R32, Shapovalov 63 75

Fognini-Auger Aliassime 0-1
2019 Rio de Janeiro, clay, R32, Auger Aliassime 62 63

Fognini-Pospisil 1-1
2015 Wimbledon, grass, R64, Pospisil 63 64 16 63
2012 Houston, hard, Q1, Fognini 64 76(5)

Berrettini-Shapovalov 0-1
Berrettini-Shapovalov 7-6(6) 4-6 6-0

Berrettini-Auger Aliassime 1-0
2019 Stoccarda, grass, F, Berrettini 6-4 7-6(11)

Berrettini e Auger-Aliassime – finale Stoccarda 2019

Seppi-Shapovalov 0-1
2018 US Open, hard, R64, Shapovalov 64 46 57 76(2) 6-4

Seppi-Pospisil 3-3
2019 Pechino, hard, Q1, Pospisil 63 64
2016 Roma, clay, R64, Seppi 76(5) 76(2)
2015 Sydney, hard, R32, Pospisil 63 76(4)
2013 Coppa Davis, Vancouver, hard, QF, Seppi 57 46 64 63 63
2012 Masters Canada, hard, R64, Pospisil 46 64 76(6)
2011 San Pietroburgo, hard, R32, Seppi 75 76(4)

Seppi-Schnur 2-0
2019 Halle, grass, Q1, Seppi 64 75
2014 Masters Canada, hard, R64, Seppi 63 63

Bolelli-Auger Aliassime 1-0
2018 Estoril, clay, Q1, Bolelli 64 61

Bolelli-Pospisil 1-1
2015 Shanghai, hard, R64, Pospisil 63 64
2014 Us Open, hard, R128, Bolelli 26 64 62 36 63

Bolelli-Schnur 1-0
2019 Pune, hard, Q1, Bolelli 63 76(5)

Italia vs USA (globale 15-14)

Fognini-Querrey 2-0
2019 Shanghai, hard, R64, 64 62
2014 Australian Open, hard, R32, 75 64 64

Fognini-Opelka 0-1
2019 US Open, hard, R128, Opelka 63 64 67(6) 63

Fognini-Fritz 1-1
2019 Los Cabos, hard, QF, Fritz 61 76(1)
2018 Chengdu, hard, SF, Fognini 67(5) 60 63

Fognini-Tiafoe 2-0
2019 Wimbledon, grass, R128, Fognini 57 64 63 46 64
2017 Roland Garros, clay, R128, Fognini 64 63 36 16 60

Fognini-Sock 1-2
2019 Laver Cup, hard, RR, Sock 61 76(3)
2017 Stoccolma, hard, QF, Fognini 67(3) 76(2) 75
2015 Miami, hard, R64, Sock 76(4) 61

Berrettini-Querrey 0-1
2019 Indian Wells, hard, R128, Querrey 76(5) 26 64

Berrettini-Tiafoe 1-0
2018 Foro Italico, clay, R64, Berrettini 63 76(1)

Berrettini-Sock 1-0
2018 Wimbledon, grass, R128, Berrettini 67(5) 67(3) 64 75 62

Sonego-Fritz 0-2
2018 Wimbledon, grass, R128, Fritz 36 63 62 62
2018 Queen’s, grass, Q1, Fritz 62 36 61

Seppi-Fritz 0-1
2016 Shanghai, hard, Q1, Fritz 76(5) 76(5)

Seppi-Querrey 6-2
2018 US Open, hard, R128, Seppi 67(4) 64 62 21 rit
2014 Indian Wells, hard, R64, Seppi 46 76(3) 63
2012 Pechino, hard, R16, Querrey 61 64
2011 Parigi, hard, Q2, Seppi 67(2) 61 61
2009 Madrid, clay, R32, Seppi 63 46 64
2009 Foro Italico, clay, R64, Seppi 36 64 63
2008 Montecarlo, clay, R32, Querrey 61 75
2007 Parigi, hard, R64, Seppi 57 61 63

Seppi-Tiafoe 0-1
2019 Australian Open, hard, R32, Tiafoe 67(3) 63 46 64 63

Bolelli-Fritz 0-1
2016 Miami, hard, R128, Fritz 64 62

Bolelli-Querrey 1-1
2015 Winston Salem, hard, R32, Bolelli 76(7) 67(4) 76(9)
2012 Foro Italico, clay, Q1, Querrey 63 64

Bolelli-Tiafoe 0-1
2018 Estoril, clay, QF, Tiafoe 75 62

PRONOSTICO – L’Italia può passare il turno, sulla carta ha i numeri per farlo. Bisognerà vedere all’atto pratico cosa succederà. Le incognite le abbiamo scritte sopra, capitan Barazzutti ci crede, lo facciamo anche noi dando una leggera preferenza alla nostra squadra sugli USA. Comunque il nostro girone è sicuramente uno tra i più equilibrati. Incrociamo le dita

ITALIA 45%-USA 40%-CANADA 15%

Team Italia – Finali Davis 2019 (via Twitter, @federtennis)

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