Djokovic inizia bene, Zverev no: a Wimbledon altro 'flop' di Sascha

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Djokovic inizia bene, Zverev no: a Wimbledon altro ‘flop’ di Sascha

LONDRA – Djokovic (con Ivanisevic in panchina) batte Kohlschreiber all’esordio, Vesely elimina in rimonta Zverev. Avanzano Wawrinka e Auger-Aliassime, alla prima vittoria in carriera in uno Slam

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Alexander Zverev - Wimbledon 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

da Londra, il nostro inviato

NOLE, BUONA LA PRIMA CON GORAN – Come da tradizione – e sappiamo come da queste parti vengano rispettate – è stato il campione uscente ad aprire il programma del torneo sul Centre Court. Novak Djokovic, che abbiamo visto allenarsi stamattina di buon ora (intorno alle 09.00) sul campo numero 5 con Khachanov, per la prima volta in compagnia del neo coach Goran Ivanisevic, campione del 2001 (quando da wildcard trionfò suggellando una delle favole più belle della storia dello sport). Chissà quando si cominceranno a vedere gli effetti della nuova collaborazione, intanto oggi Goran avrà apprezzato i primi dodici ace del suo nuovo pupillo e l’84% di punti con la prima.

Quando Goran era alla Accademy di Pilic gli portavo i panini… l’ho conosciuto che ero ragazzino ed era il mio idolo. È un onore averlo inserito nel mio team. È un’operazione simile a quella che realizzammo con Becker, i risultati furono eccellenti e spero possa andare altrettanto bene”. Nemmeno il rischio di ripetere l’esperienza negativa della collaborazione con un altro grande ex come Andre Agassi, frena le speranze di Nole. “Sono due situazioni differenti, il periodo con Agassi è stato complicato dai miei infortuni, è stato un periodo molto duro. Ora è diverso e Goran ha già allenato tanti giocatori ed è abituato a viaggiare tutto l’anno”.

Nole non ha avuto grossi problemi contro Philipp Kohlschreiber, non proprio un avversario comodissimo all’esordio di uno Slam, specialmente su questi campi dove il tedesco ha realizzato il miglior risultato in un Major, i quarti del 2012. Va detto che Kholi appare in chiara parabola discendente, e con quella di oggi ha collezionato la terza sconfitta su tre sui prati nel 2019. Il tedesco in verità aveva preso un break di vantaggio all’inizio di entrambi i primi due set, ma la ragnatela di Nole piano piano ha irretito il suo avversario senza grossi problemi. Tra due giorni il serbo dovrà vedersela con Kudla.

Novak Djokovic – Wimbledon 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

ZVEREV STECCA ANCORACade, cade ancora e troppo presto Sascha Zverev in uno Slam. È vero, sull’erba ci sono primi turni più facili di Jiri Vesely, che avrà anche passeggiato nelle qualificazioni, ma si tratta pur sempre del numero 124 ATP che affronta il quinto giocatore del mondo. Tuttavia, se il top player è Sascha e l’evento è un Major, l’esperienza insegna che non esistono incontri semplici e, infatti, arriva puntuale la sconfitta in quattro set nonostante 24 ace contro 4 doppi falli.

Eppure, l’incontro sembrava procedere in discesa dopo quel break al decimo game che gli era valso il primo parziale. Dalla metà del secondo, però, Jiri infila sette giochi uno dopo l’altro portandosi 3-1 nel terzo; difende il vantaggio recuperando uno 0-40 regalato e si prende un altro break e il set. Il mancino ceco fa un po’ quello che vuole con il rovescio, come sventrare il campo con l’incrociato, staccare all’ultimo momento la mano destra per sorprendere con la smorzata o passare stretto quasi solo con i polsi correndo in avanti – non male per un omaccione come lui. E copre anche bene la rete. Ha invece qualche difficoltà a trovare il tempo con il dritto, colpo da cui arriva la maggior parte dei gratuiti.

Come dicevamo, non piovono fitti come al solito i doppi falli di Sascha; nondimeno, due seconde sbagliate riescono lo stesso a essere determinanti, visto che le piazza quando serve per restare nella terza partita. Cercando di agguantare il tie-break, Zverev scivola in uscita dal servizio e può solo guardare la risposta ceca: due match point per Jiri. Sascha va con l’approccio sul colpo migliore dell’avversario che cerca il passante lungolinea, classica volée incrociata in allungo che muore in modo naturale poco oltre la rete. Ah, no, resta dalla sua parte. Bravo Vesely e, al solito, restiamo in trepida attesa del giovane Zverev.

 
Jiri Vesely – Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @Wimbledon)

GLI ALTRI INCONTRI Esordio convincente anche per il finalista della scorsa edizione Kevin Anderson, rientrato da poco dopo i problemi fisici, che è riuscito a sorvolare senza alcun patema il tennis divertente ma leggero di Pierre-Hugues Herbert, che potrà consolarsi con il sostegno del pubblico di casa che lo adotterà quale compagno di doppio di Sir Andy Murray.

Nello stesso spicchio di tabellone (i due potrebbero affrontarsi in ottavi), nessun problema per Stan Wawrinka che ha lasciato appena sette giochi al qualificato belga Ruben Bemelman, reduce dall’avventuroso toilet break delle qualificazioni. Stan è apparso in ottime condizioni fisiche, tirato a lucido e molto determinato. “È il miglior avvicinamento a Wimbledon degli ultimi anni, mi sento molto bene. Non è la mia superficie preferita ma quando entro in campo io penso sempre di poter battere chiunque”. L’obiettivo plausibile? Può ambire a eguagliare il suo migliore risultato nell’unico Slam che manca al suo palmares, ovvero i quarti raggiunti nel 2014 e 2015.

Prima vittoria in uno Slam, invece, per il piccoletto della truppa Auger-Aliassime. Il 18enne canadese si è guadagnato addirittura la palma di sesto favorito del torneo, secondo alcuni bookmakers, nonostante prima di oggi non avesse appunto mai vinto una partita in uno Major. Ha rotto il ghiaccio contro un buon Pospisil, vecchia guardia canadese che sui prati ha sempre qualcosa da dire. Per Auger-Aliassime una prova in crescendo, dopo un primo set difficile, che gli frutterà l’incrocio con Moutet o Dimitrov.

con la collaborazione di Michelangelo Sottili

IL TABELLONE MASCHILE COMPLETO (con tutti i risultati)

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ATP San Pietroburgo: Berrettini battuto da Gerasimov, fatali due tie-break

La corsa dell’azzurro si è arrestata ai quarti di finale contro il qualificato bielorusso, più lucido nei momenti decisivi.

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Matteo Berrettini - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

[Q] E. Gerasimov b. [3] M. Berrettini 7-6(5) 7-6(3) (Tommaso Villa)

Sconfitta imprevista per Matteo Berrettini, eliminato da Egor Gerasimov con il punteggio di 7-6 (5) 7-6 (3) in un’ora e 54 minuti.

Dopo la vittoria blitzkrieg con Carballes Baena, un altro avversario sulla carta abbordabile per il capitolino, con il qualificato bielorusso, N. 119 del ranking, che aveva vinto solo 4 partite in un main draw ATP in stagione. Tre di queste erano però arrivate nelle ultime settimane, a New York con Harris e in questo torneo con Rosol e Mannarino, per un atleta scafato dai Challenger e da molti match di qualificazione. 

 

Berrettini è stato da subito farraginoso, non trovando subito i consueti punti gratuiti col servizio e colpendo frequenti slice difensivi. Il romano ha mostrato subito di avere una cilindrata nettamente superiore ogniqualvolta poteva salire sopra la palla col dritto, ma è stato lento con i piedi per tutto l’incontro. Molto solido invece Gerasimov, con tante prime in campo (grande precisione da destra) e l’intenzione chiara di muovere l’azzurro per non fargli caricare i colpi e di chiudere il campo in avanti, seppur non sempre con precisione – 5/13 a rete nel primo set.

Primo set senza grossi squilli: tolto un 40-40 nell’ottavo game sul servizio Berrettini la partita è scorsa fino all’undicesimo gioco, in cui l’italiano ha alzato la pesantezza dei colpi e si è procurato una palla break, complice un avversario non abbastanza cinico che gli ha aperto la strada con due dritti dal centro steccati. Il bielorusso non ha tremato ulteriormente, però, e si è salvato obbligando il nostro a colpire un complicato dritto in corsa, rimandando tutto al tie-break.

A sorpresa, nel game dirimente Berrettini è stato tradito dal drop shot: una prima sbavatura ha dato il 2-0 a Gerasimov, poi, dopo che un altro unforced dal centro e un errore esiziale a rete l’avevano portato sopra 3-2 e servizio, un’altra smorzata in rete ha dato un set point all’avversario, bravo a chiudere con una prima esterna vincente in 55 minuti.

Punto sul vivo, Berrettini ha iniziato a picchiare belluino dai blocchi, mostrando più concentrazione anche in risposta e colpendo slice e smorzate più aggressive, quasi a espiare le defaillance precedenti. Un punto da 26 colpi nel secondo gioco ha simboleggiato la maggior concentrazione dell’azzurro, che è salito due volte a palla break nel game successivo, quando gli errori di dritto dell’avversario hanno iniziato a impilarsi. Gerasimov è stato fortunato (quando il nastro ha deviato fuori il rovescio di Berrettini) e bravo (con un servizio vincente) a salvarsi, rintuzzando i tentativi dell’avversario con una grande solidità nello scambio, conscio che la sfuriata non sarebbe durata.

E infatti la seconda parte del set ha visto un Berrettini scentrato con il dritto e un Gerasimov sempre più brillante e iper-aggressivo con la seconda, cosicché l’occasione più grossa è infine passata dalle sue parti, quando un passante su una smorzata e una risposta profonda gli hanno consegnato uno 0-40 per andare a servire per il match. Berrettini, però, ha dimostrato più volte la propria classe, e soprattutto gioca per un obiettivo che vale ogni sforzo, e si è salvato la prima con uno scambio paziente seguito da due omelie dedicate a San Servizio. La medesima situazione si è riproposta nel game successivo, e di nuovo l’azzurro ha messo 3 prime (2 vincenti e una chiusa da una smorzata), continuando a respirare seppur con i polmoni ormai pieni di liquido.

Passata la paura, altro tie-break, dunque, ma dopo un iniziale dominio dei servizi, un doppio fallo Berrettini ha fatto scappare l’avversario sul 5-3, e un errore di dritto dal centro gli ha dato 3 match point. Ne è bastato uno, perché un altro dritto in corsa dell’azzurro si è spento alla base della rete, dandogli la Top 100 e la prima semifinale in carriera a questi livelli, dove affronterà il vincente del derby russo Medvedev-Rublev.

È la vittoria più importante della mia carriera,” ha detto dopo l’incontro. “Sono davvero travolto dalle emozioni, e questo mi motiverà a fare ancora meglio in futuro. Non avevo neanche guardato il tabellone, ma avrò un avversario impegnativo in ogni caso.”

In realtà il torneo di Berrettini non è ancora finito: tornerà in campo più tardi per la semifinale di doppio (dov’è campione uscente dopo il successo in coppia con Fognini dell’anno scorso) assieme a Simone Bolelli. Ad attenderli ci saranno le teste di serie N. 2, i belgi Gillé e Vliegen. Per quanto riguarda la corsa alle Finals, proverà a darle seguito fra 2 settimane a Shanghai.

GLI ALTRI MATCH – Nel primo match della giornata, successo per Borna Coric contro Casper Ruud per 3-6 7-5 6-3 in 2 ore e 4 minuti, in un incontro per la verità bruttino. Privi entrambi di grande potenza, Ruud a disagio lontano dal rosso, Coric reduce da un’annata difficile per problemi fisici (ha saltato Wimbledon per un problema addominale, si è ritirato prima del secondo turno a New York per uno stiramento lombare, e oggi aveva un polpaccio fasciato) e tecnici, hanno giocato un match di attrito, e inizialmente la maggior fiducia del norvegese ha pagato, ma l’ormai ex-allievo di Riccardo Piatti è uscito alla distanza, giocando il suo miglior tennis quando ha definitivamente messo la testa avanti nel parziale decisivo. Buona tenuta atletica per lui, con la seconda vittoria in rimonta dopo quella di ieri con Fucsovics, ritiratosi sotto 0-3 nel terzo.

Lui stesso ha sottolineato l’importanza di questo successo per il suo umore: “Lui è partito molto meglio di me, ma dal secondo set ho trovato un atteggiamento più aggressivo che mi ha permesso di vincere. Mi sento bene su questa superficie, soprattutto perché ho vinto 2 match di fila per la prima volta in quattro mesi.” [in realtà tre, l’aveva fatto ad Halle]

In semifinale lo attenderà un match non dissimile con Joao Sousa, vincitore di Mikhail Kukushkin per 7-5 6-2 in un’ora e 47 minuti senza mai essere breakkato.

Bene all’inizio il kazako, che ha verticalizzato il gioco da subito, variato gli spin, e tagliato gli angoli sulle traiettorie a uscire di Sousa (l’unico tennis nella faretra lusitana), arrivando a 15-40 nel terzo gioco con un vincente bimane lungolinea, ma il portoghese si è salvato con una prima vincente e un buon kick che gli ha permesso di muovere l’avversario fino a sbagliare. Un’altra palla break è arrivata nel settimo gioco, ma Sousa l’ha buttato ancora fuori dal campo.

Con il passare dei minuti Sousa ha trovato sempre più risposte al gioco atipico della testa di serie N. 6, entrando spesso in duelli con il back (come sottolineato da lui stesso nel post-partita) e sfruttando la sua maggior pesantezza di palla, ma Kukushkin è uscito da pericolosi deuce sul 4-5 e 5-6 per portare il parziale al tie-break.

Lì, Sousa ha avuto bisogno di 5 set point per prevalere. Un brutto dritto in rete gliene ha dati 2, su cui però ha mostrato la sensibilità di una betoniera con una volée a campo aperto tirata lunga sulla chance avuta al servizio. Un’altra occasione con la battuta è arrivata sull’8-7, quando Kukushkin ha sbagliato ancora con il fondamentale meno sicuro, che però l’ha anche cavato d’impaccio con un gran vincente inside-in. Il tentativo successivo è stato quello buono, però, quando la difesa di Kukushkin, inizialmente chiamata dentro, si è rivelata larga di un capello.

La partita è sostanzialmente finita lì: in rottura prolungata, Kukushkin ha subito concesso il break con 2 doppi falli consecutivi (non ne aveva commessi nel primo set), e si è trovato sempre più sulla difensiva, capitolando nel settimo gioco.

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Caruso e Sonego KO a San Pietroburgo e Metz

Niente da fare per i due azzurri sconfitti come da pronostico da Casper Ruud e Lucas Pouille

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Lorenzo Sonego - US Open 2019 (foto Jo Vinci)

S. PIETROBURGO: CARUSO SI ARRENDE A RUUD – Partita sulla carta molto aperta quella tra Casper Ruud e Salvatore Caruso, l’unico precedente tra i due nel risale al Challenger di Noumea del 2018, vinto dal tennista norvegese. Entrambi sono giocatori più a loro agio sulla terra battuta e i ritmi della partita lo dimostrano. Ogni scambio è lungo e duro e nessuno sembra voler mollare la presa. Il primo a cadere è purtroppo il giocatore di Avola, che subisce un break a 15 nel sesto game. In risposta alza il livello ma non basta, serve appena il 51% di prime e viene brekkato nuovamente da Ruud, che chiude comodamente a zero la battuta per vincere il set.

Nel secondo set il copione non cambia, grandi mazzate da fondo ma Ruud dimostra sempre di avere qualcosa in più che gli permette di chiudere il punto a suo favore. Ruud si porta a 10 punti di fila vinti brekkando Caruso ad inizio set. La partita sembra praticamente finita, ma il tennista italiano approfitta di un calo di prime di Ruud e pareggia i conti sul 2-2 del quarto game. Ma come prima, nel momento decisivo Ruud è migliore, si procura tre palle break nel nono game e converte la terza ai vantaggi. In un game fotocopia di quello del primo, Ruud chiude su una stecca di dritto a rete di Caruso e vola ai quarti dove affronterà un redivivo Borna Coric, che ha battuto Fucsovics con 6-7 7-5 3-0 (ritiro). Matteo Berrettini rimane quindi l’unico italiano in gioco in Russia, e per la verità l’unico dell’intera settimana al maschile.

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METZ: FINISCE L’AVVENTURA DI SONEGO – Scontro inedito quello degli ottavi di finale tra Lorenzo Sonego e Lucas Pouille. Nonostante la differenza di ranking, che vede Sonego numero 51 e Pouille numero 26, la partita è molto aperta anche per i bookmaker, che danno leggermente favorito Pouille. Il tennista torinese ha sconfitto in due set al turno precedente Otte e sembra poter essere una minaccia per Pouille, che in questa stagione ha poco più del 50% di vittorie e dopo la semifinale all’Australian Open è sostanzialmente scomparso.

Il primo set ha ben poco da dire per Lorenzo Sonego, schiacciato da un Lucas Pouille molto aggressivo e da un atteggiamento troppo passivo negli scambi. Sul servizio Pouille è sostanzialmente intoccabile, 100% di punti vinti con la seconda e 71% con la prima. Lorenzo ha un sussulto ad inizio secondo set dove tiene la battuta a zero per interrompere la striscia di 5 game di fila di Pouille. Sonego sembra aver riguadagnato vigore ed ora la partita è molto più equilibrata, con Pouille che però resta intoccabile al servizio, merito soprattutto di un servizio in kick a cui Sonego non riesce a rispondere. Tutti i buoni propositi, e le buone percentuali al servizio tenute finora svaniscono però nel settimo game, dove Sonego si porta sopra 40-15 ma prende tre punti di fila che regalano break point al tennista francese. Sonego stecca un dritto d’attacco mandandolo sugli spalti e Pouille ringrazia, è 4-3.

I due game successivi scorrono senza particolari problemi. Quando Pouille serve per il match Sonego sembra aver preso l’iniziativa negli scambi ma ormai è tardi: due dritti larghi mandano Pouille a due match point. Il primo lo annulla Sonego con un dritto, il secondo lo annulla Pouille stesso mandando lungo un dritto comodo. Sonego si procura un break point con una bellissima risposta di dritto, ma è subito annullato da Pouille con un ottimo servizio. Sonego salva in corner il terzo match point – il suo dritto sembra aver finalmente carburato – e si procura il secondo break point, salvato facilmente. Ma è troppo tardi: un servizio in kick vincente e un appoggio a rete valgono i quarti per il tennista francese, dove troverà Krajinovic. Rammarico per Sonego, entrato in partita troppo tardi e non in grado di mettere dubbi nella testa di Pouille, estremamente solido.

Il torneo, rimasto ora senza italiani, non ha ancora trovato un padrone. La Francia ha perso Simon (sconfitto da Bedene dopo un primo set molto lottato) ma è sicura di avere un semifinalista – chi prevarrà tra Paire e Barrere, con il primo favorito – e ha buone probabilità di piazzarne (almeno) uno nella parte bassa del tabellone, dove oltre a Pouille-Krajinovic il vincitore di Herbert-Tsonga sfiderà uno tra Maden e Basilashvili. Stupisce Carreno Busta, che domina in 73 minuti il favorito n.1 David Goffin e mira a prenderne il posto a tutti gli effetti. Provando a imbucarsi nella festa francese.

 

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Giorgio Di Maio

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Berrettini surclassa Carballes Baena a San Pietroburgo: ad oggi andrebbe alle ATP Finals

Esordio sul velluto del romano nel torneo russo, scavalca Nishikori e raggiunge l’ottava piazza nella classifica ‘Race’

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Matteo Berrettini - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Il cammino è ancora lungo e accidentato, ma in questo momento Matteo Berrettini è l’ottavo giocatore della ATP Race to London, nell’ultimo posto disponibile per giocare le ATP Finals di Londra. E chi l’avrebbe mai detto prima della stagione su erba. Gli ottavi di finale a Wimbledon e la semifinale giocata a Flushing Meadows hanno lanciato il ragazzo italiano nell’élite del tennis mondiale.

Sulla scia del grande risultato ottenuto agli US Open, Berrettini ha giocato un ottimo match al debutto nell’ATP 250 di San Pietroburgo, dominando Roberto Carballes Baena in 56 minuti. Supera così Kei Nishikori nella classifica ‘Race’, ma vietato fermarsi ad ammirare risultati provvisori. Sono troppi i i tornei ancora da disputare da qui a novembre, ma già centrando un buon risultato a San Pietroburgo Berrettini metterebbe in cascina punti importantissimi. In caso di vittoria sarebbero 250, utili per raggiungere il best ranking e diventare numero uno d’Italia, agganciando Fognini al’undicesimo posto.

LA CRONACA – È perfetta l’uscita dai blocchi di Matteo, che alternando palla corta e dritto anomalo si ritrova in vantaggio 3-0. I colpi di Carballes non incidono abbastanza e alla prima occasione utile l’azzurro affonda il colpo con precisione e potenza (con un dritto vincente ha toccato i 153 km/h), senza pensarci due volte. Arriva anche un secondo break e Berrettini in 27 minuti chiude un primo set impeccabile, perdendo solo due punti al servizio.

 

Il numero 77 ATP riesce a stare in partita in apertura di primo set, ma sull’1-1 gioca il peggior game della sua partita e con tre non forzati si consegna all’italiano. ‘Berretto’ supera egregiamente anche il primo momento di difficoltà al servizio (0-30) e con un secondo break si immette sul rettilineo del traguardo. Con un netto 6-1 6-2 accede ai quarti di finale nel torneo in cui difende anche il titolo in doppio assieme a Simone Bolelli. Partirà favorito anche nel prossimo incontro con il qualificato bielorusso Gerasimov con vista su una probabile semifinale contro un idolo di casa: lo scintillante Medvedev (passato in due set sul connazionale Donskoy) delle ultime settimane o il rinato Rublev, che però deve ancora vincere il suo ottavo di finale contro Berankis. In favore di Berrettini sembra intervenire anche l’eliminazione dell’altro russo Karen Khachanov, favorito per raggiungere la finale nella parte bassa del tabellone. Khachanov è stato sconfitto in due set da Joao Sousa, che ora battaglierà con Kukushkin, Coric e Ruud per un posto in finale.

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