Wimbledon, Seppi vince e scherza: "Nadal? Non gli hanno mica dato la n.15"

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Wimbledon, Seppi vince e scherza: “Nadal? Non gli hanno mica dato la n.15”

LONDRA – La prima vittoria italiana a Wimbledon la mette a segno Andreas Seppi: “Gli Slam fanno quello che vogliono… Il tiebreak sul 12-12 è una schifezza”. Niente da fare per Arnaboldi, Lorenzi e Sonego

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Andreas Seppi - Wimbledon 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

da Londra, i nostri inviati Luca Baldissera e Antonio Garofalo

SEPPI SUONA LA CARICA – Non è la miglior stagione della carriera di Seppi, ma il ragazzo di Caldaro non smette di dimostrare che su di lui c’è sempre modo di contare. Supera al primo turno il cileno Jarry (6-3 6-7 6-1 6-2) e si guadagna una sfida non proibitiva (e inedita) contro Guido Pella.

Un solo precedente tra Andreas Seppi e Nicolas Jarry (vinto dal cileno l’anno scorso a Winston-Salem, sul cemento). Buon primo set per Andreas, che serve solido, e sembra più a suo agio sull’erba rispetto all’avversario. Jarry tira forte, ma le palle filanti di Seppi sono molto più adatte a questi campi. Nel sesto game, Nicolas combina la frittata: due doppi falli nel game, una bella palla corta dell’azzurro, ed è break, che si traduce poco dopo nel 6-3 per Andreas. Anche nel primo game del secondo set Seppi ha subito due palle break per staccarsi, ma è bravo Jarry ad annullarle servendo di potenza.

L’italiano è sopra al 90% di realizzazione con la prima palla, non ha mai concesso opportunità sul proprio servizio, è chiaro che tra i due quello che ha la miglior visione di geometrie e angoli è lui. Nicolas fa comunque vedere diverse belle cose a rete, in generale il match è godibile, per la gioia dei tanti appassionati italiani che affollano il campo 16, ed esplodono con gli applausi quando Andreas tira una rispostona vincente di dritto che gli dà un altro break, 2-1 e battuta per lui. Purtroppo, subito dopo è Andreas a subire la pressione con il dritto di Nicolas, ci scappa anche un doppio fallo, ed è controbreak, 2-2.

Tecnicamente, possiamo notare come Jarry abbia cambiato il movimento del servizio, adesso porta entrambe le braccia alla trophy position (sollevate al termine del lancio di palla) contemporaneamente, mentre fino a un po’ di tempo fa aveva una preparazione asincrona, come Caroline Garcia e Federico Delbonis ad esempio. Nella fase centrale del secondo set entrambi scendono un poco con le percentuali, si vedono diversi errori, Nicolas salva palla break (bene, attacco e volée) nel settimo game. Si arriva al tie break, e qui Seppi fallisce tre set point (senza grandi colpe, ben attaccato da Jarry), e alla fine, sotto 8-9, commette un brutto doppio fallo che gli costa il set, tutto da rifare.

Bravissimo Andreas a ripartire subito di slancio, con break al secondo e quarto game, e allungo fino al 5-0. Nicolas sembra stranamente frastornato, al cambio campo respira a bocca aperta, in effetti fa abbastanza caldo oggi ma non abbastanza da giustificare un cedimento fisico simile dopo meno di due ore. Seppi, giustamente, incassa e si porta avanti 2 set a 1, chiudendo 6-1. Ancora Andreas piazza un’altra zampata brekkando Jarry nel quinto game del quarto set, l’italiano è molto bravo a continuare con il suo gioco ordinato e preciso, lasciando che l’avversario si incarti e vada fuori giri nel tentativo di chiudere in fretta gli scambi. Un secondo break (che cedimento Nicolas, viene perfino il dubbio abbia qualcosa che non va) mette virtualmente fine alla partita, al servizio sul 5-2 Seppi chiude senza problemi.

LE PAROLE DI ANDREAS DOPO IL MATCH – “Avrei dovuto vincere anche il secondo, ma sono stato bravo ad andare subito via nel terzo e poi ho chiuso bene. Gli italiani che vincono sull’erba? Non so se è cambiata l’erba, sono cambiati i giocatori: Matteo Berrettini e Lorenzo Sonego battono tutti e due come treni, impattano bene la palla, hanno un gioco molto adatto all’erba. Quelli di prima, Volandri, Starace, non avevano il gioco per questi campi, erano meno aggressivi. Giocavano sulla terra, poi venivano qui la domenica prima e come andava andava. Rispetto a una volta c’è anche una migliore comunicazione tra i coach, stanno facendo un buonissimo lavoro gli allenatori che li seguono, c’è scambio di opinioni e di informazioni. Ora, dopo il torneo, farò la solita infiltrazione, e poi ricomincerò da Winston-Salem. Il discorso teste di serie, le proteste di Nadal, mah… gli Slam fanno quel caxxo che vogliono, per dire il tie-break al 12 pari è una cagata! Ma insomma, mica hanno preso Rafa e lo hanno messo testa di serie numero 15, no?”.

ARNABOLDI A FINE CORSA Non è riuscito Andrea Arnaboldi ad emulare Daniele Bracciali, che nel 2005 sopravvisse a Wimbledon a 51 ace (e 101 servizi “senza risposta”) battendo Karlovic 12-10 al quinto set. Il mancino di Cantù, alla seconda partecipazione in uno Slam dopo il Roland Garros 2015, quando si issò fino al secondo turno dopo aver battuto il record di durata durante il torneo di qualificazione, si è arreso ad Ivo Karlovic in tre set. Davvero incredibile la seconda o forse terza carriera del gigante croato che a quaranta anni e 136 giorni è il più anziano in tabellone ai Championships dai tempi di Ken Rosewall (1975). Un break per set è stato fatale ad Arnaboldi nei primi due parziali, sul 4-4 nel primo e sul 3-3 nel secondo, mentre nel terzo il canturino è riuscito ad issarsi al tiebreak. Che però è il regno di Karlovic. Andrea si consolerà con il bel torneo di qualificazione e 45.000 pounds che nei challenger si vedono con il cannocchiale.

 

TROPPO MEDVEDEV PER PAOLINO – Il campo 18 di Wimbledon è uno dei più affascinanti, per la conformazione asimmetrica, incastrato com’è tra l’edificio che ospita i broadcaster della televisione, e il terrapieno che passa dietro il centro media per poi collegarsi alla leggendaria Murray (già Henman) Hill. Fu qui che venne disputata la partita più lunga della storia del tennis, e tale lo rimarrà, il celeberrimo 70-68 al quinto set di Isner su Mahut nel 2010. Paolo Lorenzi affronta Daniil Medvedev, nessun precedente tra i due, il giovane russo è comunque il chiaro favorito per classifica (è numero 13 ATP).

Primo set regolare, che purtroppo sfugge all’italiano a causa di un solo game giocato sottotono, con due errori di rovescio consecutivi che danno il break a Daniil, che chiude 6-3. Paolo tiene bene il campo, corre, lotta e spinge appena può, senza disdegnare qualche tocco smorzato di ottima fattura. Dall’altra parte, Medvedev fa vedere tutte le sue qualità, di rovescio fa davvero quello che vuole il moscovita, e anche il drittaccio un po’ “spadellato” incide in modo efficace, potendosi ben appoggiare alla palla di Lorenzi. Nel secondo set c’è uno scambio di break tra il terzo e il sesto game, con Paolo che allunga 3-1 per poi farsi riprendere. Si arriva al tie-break, dove Daniil è bravo a salire di livello e chiudere senza grandi colpe dell’italiano.

Il pubblico tifa con convinzione, ma a tratti l’azzurro fa fatica a reggere il ritmo. Con tutta la grinta che da sempre lo contraddistingue, Paolo non molla, rimane in scia anche nel terzo set, salva 7 palle break, le ultime 3 sono match-point affrontati sotto 4-5, e si arrampica ancora al tie-break. Sarà quello che sarà, ma vedere il modo in cui si muove Lorenzi, bassissimo e coordinato, è uno spettacolo sull’erba. Dall’altra parte, però, c’è un top-player o quasi, e per la seconda volta Daniil cambia marcia quando conta, e chiude il match, tre set a zero. Bravo lo stesso Paolo, a prescindere dai risultati sei sempre un esempio come modo di stare in campo, agonismo, correttezza e comportamento.

Ho ancora tanta voglia di giocare, mi alzo la mattina e sono felice di allenarmi. Se il fisico mi regge, come minimo voglio arrivare a fine 2020“, racconta Paolo in sala conferenze. “Il mio livello è buono, e personalmente sono orgoglioso di far parte di un movimento e di un momento d’oro del tennis italiano. Lo dicevo già anni fa, ci sarà da divertirsi in futuro con ragazzi come Matteo Berrettini, Lorenzo Sonego, e gli altri!“.

FUORI SONEGO – Dopo la vittoria della scorsa settimana sull’erba turca di Antalya, Lorenzo Sonego fallisce la prova di maturità cedendo in tre set al veterano spagnolo Marcell Granollers. “Siamo arrivati qui sabato notte direttamente dalla Turchia e comunque Granollers gioca molto bene su questa superficie. Peccato per il tie-break del primo set” ci dice coach Gipo Arbino a bordo campo.

Indubbiamente le tossine della settimana magica di Antalya, dove Sonny ha portato a casa il primo titolo ATP in carriera, si sono fatte sentire sia fisicamente che mentalmente. Il piemontese va subito sotto di un break, rischia di capitolare sul 1-3 0-40 ma riesce a salvarsi con il servizio e dopo aver annullato un set point sul 3-5 riesce a rifugiarsi nel tie-break. Dove però commette qualche errore di troppo e Granollers – che mostra spesso a rete le sue qualità di ottimo doppista (due finali Slam e il titolo alle Finals) – ne approfitta.

Lo spagnolo ha un tic clamoroso – dopo ogni santo punto vinto tocca con la testa della racchetta l’incrocio delle righe – mentre dall’angolo azzurro Coach Arbino e Umberto Rianna provano a rianimare Sonny “Concreto! Appiccicati a rete! Picchia sta palla!”. Il body language di Lorenzo non promette nulla di buono, si lamenta in continuazione guardando sconsolato il suo angolo mentre Granollers non sbaglia una scelta che sia una. Sonny si salva annullando cinque palle break sul 3-4 ma capitola nel decimo gioco cedendo il servizio ed il secondo set per la disperazione di coach Arbino che rimprovera il suo allievo di scarsa concretezza: Fai cose facili! Non siamo al circo”.

L’azzurro scivola subito indietro anche nel terzo set (1-4), è bravo a risalire sul 4-4 ma non riesce a salire in corsa sull’ultimo treno verso una difficile rimonta, quando fallisce tre palle break che lo porterebbero a servire per terzo set. Al cambio di campo Granollers spinge a tutta e conclude la pratica, anche se rimangono dei dubbi sull’ultima volée nei pressi della riga.

Restano i rimpianti per l’azzurro sul quale c’erano legittime aspettative dopo la vittoria di sabato. Ma Wimbledon non è Antalya e Sonny che è un ragazzo intelligente, imparerà prestissimo la lezione ricevuta dal giardiniere spagnolo.

Risultati:

A. Seppi b. N. Jarry 6-3 6-7(8) 6-1 6-2
I. Karlovic b. [Q] A. Arnaboldi 6-4 6-4 7-6(4)
[11] D. Medvedev b. P. Lorenzi 6-3 7-6(2) 7-6(2)
[Q] M. Granollers b. L. Sonego 7-6(4) 6-4 6-4

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ATP Winston-Salem: Ilya Ivashka vince il primo titolo in carriera

Il bielorusso demolisce in meno di un’ora lo svedese Mikael Ymer, concedendo solo due giochi. Sesto giocatore fuori dalla top 50 a vincere un titolo nel 2021

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Ilya Ivashka - ATP Winston-Salem 2021 (via Twitter, @WSOpen)

L’atto finale del Winston-Salem Open si è rivelato un incontro a senso unico con il bielorusso Ilya Ivashka, numero 63 ATP, che ha coronato la sua settimana d’oro sconfiggendo in 56 minuti lo svedese Mikael Ymer, numero 90 ATP, con il punteggio di 6-0 6-2.

Nella strada verso il primo titolo in carriera, alla prima finale, il bielorusso ha eliminato tre teste di serie: CIlic (match in cui è stato a due punti dalla sconfitta), Struff e soprattutto il numero 1 del tabellone Carreno Busta, concedendo solo un set in tutto il torneo. Ivashka è diventato l’ottavo giocatore a conquistare il suo primo titolo in questo 2021 e il sesto fuori dalla top 50 a sollevare un trofeo quest’anno.

I numeri del match spiegano chiaramente il dominio del bielorusso: 100% di punti vinti con la prima di servizio, nessun punto concesso sul suo servizio nel primo set a Ymer e solo due punti nell’intero match. Ymer non è stato in grado di gestire il servizio del bielorusso e spesso è stato portato all’errore dai colpi profondi di Ivashka.

 

Ivashka con questo successo lunedì raggiungerà il suo best ranking al numero 53. “Questa settimana ho avuto tutto” ha affermato Ivashka durante la cerimonia di premiazione. “Nel secondo turno sono stato a due punti dalla sconfitta e ora sono qui. È incredibile quante cose cambiano in un match”. Ivashka ha riportato la Bielorussia al successo quasi vent’anni dopo il titolo vinto da Max Mirnyi a Rotterdam, nel 2003. “Sono cresciuto guardando Max giocare, era un idolo per noi” ha affermato Ilya. “Volevo un successo sin da bambino. Non molte persone in Bielorussia hanno vinto un titolo ATP, è una grandissima sensazione”. Per Ivashka adesso l’attenzione si sposta sullo US Open, dove martedì lo attende la sfida con lo statunitense Sandgren.

Per Ymer, nonostante la sconfitta, rimane la gioia per la prima finale a livello ATP in carriera – ottenuta battendo in semifinale Alcaraz – e la risalita in classifica al numero 72, non lontano dal suo best ranking al numero 67 raggiunto a marzo 2020. Anche lo svedese volerà a New York, dove al primo turno lo attende la sfida non proibitiva contro lo statunitense Brooksby.

A cura di Giuseppe Di Paola

Il tabellone completo di Winston-Salem

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ATP Winston-Salem, Ymer mette ko Alcaraz: è finale contro Ivashka

Lo svedese e il bielorusso si sfideranno nell’ultimo atto prima dello US Open per sollevare il loro primo titolo ATP

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Mikael Ymer - Winston-Salem 2021 (via Twitter, @atptour)

Correva l’anno 2011 quando Robin Soderling si aggiudicò lo Swedish Open di Bastad sconfiggendo in finale David Ferrer. Allora nessuno lo avrebbe detto, ma quella è rimasta l’ultima finale di un giocatore svedese sul circuito ATP per un decennio. Un periodo di tempo incredibile, se si pensa alla tradizione tennistica del paese scandinavo. A porre fine al digiuno è stato Mikael Ymer, 22enne di belle speranze che pian piano si sta costruendo un tennis solido. Giocherà la finale di Winston-Salem, dopo aver superato un po’ a sorpresa in semifinale Carlos Alcaraz, la giovane stella spagnola: 7-5 6-3 il risultato finale, con lo svedese che ha ribaltato la partita mettendo a segno una striscia di sette giochi consecutivi quando è passato da 3-5 sotto nel primo set a 7-5 3-0 nel secondo. L’ho un po’ sfinito allungando gli scambi – ha detto Ymer quando gli hanno chiesto quale è stata la chiave della vittoria –. Con il tipo di gioco che lui ha e con gli strumenti che io ho a disposizione, era l’unica opzione. Ha funzionato”.

Quella di Winston-Salem sarà una finale tra due giocatori che cercano il loro primo titolo in carriera, perché lo sfidante di Ymer sarà Ilya Ivashka, altro tennista proveniente da una nazione – la Bielorussia – che negli ultimi anni ha raccolto ben poco sul circuito maschile: l’ultimo a sollevare un trofeo è stato Max Mirnyi a Rotterdam 2003. Ivashka ha avuto la meglio sul finlandese Emil Ruusuvuori con un netto 6-2 6-1, confermando di trovarsi bene sul cemento e di poter essere una mina vagante ai prossimi US Open. “Mi sento bene, questa settimana sto giocando il miglior tennis. Vediamo cosa succederà in finale – ha detto Ivahska dopo la vittoria -. Vincere un titolo ATP è sempre stato un mio sogno”. Appuntamento stasera, alle ore 23 italiane.

 

Il tabellone aggiornato

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ATP Winston-Salem: brilla la stella di Carlos Alcaraz. Ivashka domina Carreno

Terza semifinale dell’anno per il diciottenne spagnolo, che batte Giron. Tra gli ultimi quattro anche Ruusuvuori e Mikael Ymer

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Prosegue con profitto la settimana di formazione per Carlos Alcaraz all’università di Wake Forrest. Il teenager spagnolo, stella designata del tennis mondiale prossimo venturo, ha battuto Marcos Giron nei quarti di finale del torneo di Winston-Salem, e guadagnato la terza semifinale della verdissima carriera nel Tour maggiore, la prima lontano dalla terra battuta. “Sin dal primo turno so di poter vincere il torneo – ha detto Carlos in conferenza stampa -, mi sento estremamente a mio agio in campo“. Affronterà per un posto in finale Mikael Ymer, il quale alla distanza ha avuto ragione di Frances Tiafoe, via via spazientitosi dopo aver vinto al tie break il primo set. Quello in programma nella serata italiana sarà il secondo testa a testa tra Alcaraz e Ymer: il primo è andato in scena a gennaio, secondo turno dell’Open d’Australia, e a vincere fu lo svedese. “Lui è un ottimo giocatore – ha aggiunto Carlos -, ma in questi mesi sono cresciuto molto e so che posso farcela“. Quando si dice la fiducia, innata arma dei campioni che non si compra.

Alcaraz sarà l’unico graduato a partecipare alla Final Four, anche perché ha nel frattempo lasciato la Carolina del Nord il primo favorito in gara Pablo Carreno Busta, maltrattato dal sempre più convinto Ilya Ivashka, pronto a giocare la seconda semifinale della sua stagione dopo quella disputata a Monaco in aprile. Tra gli ostacoli saltati in quella corsa in Baviera ci fu Emil Ruusuvuori, che lo sfiderà stasera con la finale nel mirino: per arrivare a questo punto del torneo entrambi hanno sconfitto tre teste di serie consecutive. Il ventiduenne finlandese giocherà la terza semifinale della carriera a livello di Tour maggiore grazie al bel successo su Richard Gasquet, al termine di una partita a tratti estremamente godibile. L’ex numero sette ATP ha avuto e sprecato la chance di servire per il primo set sul cinque-quattro, poi lo ha perso al tie break e si è mano a mano sciolto palese vittima del caldo e della grande umidità.

La fine del primo set è stata la chiave – ha detto ai cronisti Ruusuvuori -, stavamo giocando entrambi a un gran livello e vincerlo è stato importantissimo. Sono felice, lui è un grande giocatore, è nel Tour da quando io avevo due anni, è pazzesco“. Semifinali interessanti tra ragazzi in grande forma e decisi a imboccare la rampa di lancio. Non un cattivo antipasto per lo US Open pronto a scattare lunedì prossimo.

 

Risultati, quarti di finale:

I. Ivashka b. [1] P. Carreno Busta 7-6(2) 6-3
E. Ruusuvuori b. [14] R. Gasquet 7-6(5) 6-1
M. Ymer b. [13] F. Tiafoe 6-7(2) 6-2 6-3
[15] C. Alcaraz b. M. Giron 7-6(2) 6-2

Il tabellone aggiornato

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