Wimbledon, semifinali junior ragazze: le impressioni dal vivo

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Wimbledon, semifinali junior ragazze: le impressioni dal vivo

Risultati a sorpresa nelle semifinali junior: eliminate Emma Navarro e Diane Parry, le due teste di serie più alte rimaste in corsa. Finaliste saranno Daria Snigur e Alexa Noel

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Alexa Noel - Wimbledon junior 2019

dal nostro inviato a Londra
A Wimbledon la mattina del venerdì è tradizionalmente dedicata alle semifinali del torneo Junior. I ragazzi sono programmati sul Court 18, uno show court con tanti posti e comode tribune. Le ragazze quest’anno sono programmate sul Court 5, il tipo di campo con meno posti a sedere in assoluto: sui lati lunghi una sola fila di panche in legno (stile parco inglese) e basta.

Trovare posto diventa impegnativo, ma se non altro c’è il vantaggio di essere proprio a ridosso delle giocatrici. Una posizione da cui si capisce meno delle loro scelte geometriche ma si può apprezzare al massimo il puro gesto atletico.
Il campo 5 ha però una grave lacuna: non è prevista la misurazione della velocità dei servizi, che sarebbe utlissima per avere un riferimento in più per chi non conosce le protagoniste. Dovrò fidarmi delle mie sensazioni, con tutti i dubbi del caso.

Come tutti gli anni a Wimbledon mi avvicino al torneo junior da assoluto incompetente del tennis giovanile, e quindi la premessa è obbligatoria: chiedo scusa ai veri esperti per i miei errori e per i giudizi affrettati. Non ho alcuna pretesa di esprimere valutazioni ponderate e certe: sono impressioni superficiali tratte ragionando su un solo match.

 

Prima semifinale
D. Snigur d. [1] E. Navarro 6-3, 6-0

Si comincia alle 11.00 (ora locale) con il match fra la statunitense Emma Navarro e la ucraina Daria Snigur. Navarro ha 18 anni (è nata nel maggio 2001) ed è la testa di serie numero 1 del torneo.
Snigur ha 17 anni (è nata nel marzo 2002), e non è fra le teste di serie. Ma non per questo è da sottovalutare, visto che è reduce dal successo a Roehampton della scorsa settimana, che per il mondo junior funziona un po’ come il Queen’s rispetto ai Championships: un prestigioso torneo di preparazione.

Navarro e Snigur sono fisicamente simili: attorno al metro e 65 di altezza, baricentro basso e gambe potenti. Emma Navarro, almeno in questo match, mostra un repertorio più completo: un bel rovescio bimane, che qualche volta alterna con lo slice a una mano, un dritto ben impostato e un discreto servizio. La seconda non è però trascendentale.

Emma Navarro - Wimbledon junior 2019
Emma Navarro – Wimbledon junior 2019

Daria Snigur ha una impostazione simile, ma più scarna. Anche lei usa il rovescio bimane, che esegue con molta rapidità e compattezza. Nei colpi base forse la differenza maggiore è sul dritto: preparazione ampia, braccio quasi teso, che in sostanza aumenta la lunghezza della “leva” e quindi aggiunge velocità alla palla. Poco lo spin con cui lo carica e quindi la parabola è bassa e a filo rete.
Mi lascia perplesso l’esecuzione del servizio, con un lancio di palla rivedibile, perché tende a provocarle una esecuzione quasi rattrappita, che non le permette di scaricare tutto il peso del corpo sulla palla. La seconda è accettabile a livello junior, ma temo che in un confronto WTA sarebbe un punto debole preso di mira dalle avversarie. In questo Snigur e Navarro penso abbiano ancora da progredire

Daria Snigur – Wimbledon junior 2019

Almeno per quanto ho visto in questo match, su Snigur non ho molto da aggiungere, visto che non ha praticamente mai fatto ricordo a slice, drop-shot o altre variazioni sulla verticale. Sarà una partita dall’andamento molto semplice, interamente condotta con scambi da fondo campo; le pochissime discese a rete saranno conseguenza di qualche colpo corto dell’avversaria.

Si parte con il match in equilibrio e la prima novità è che a Wimbledon piove: non era accaduto in tutte le giornate precedenti, ma si tratta di poche gocce, che non interrompono il gioco né lo disturbano. Qualche minuto e tutto si aggiusta. Sul 2 pari le giocatrici si scambiano un break a vicenda ma dal 3 pari Snigur prende il sopravvento: risponde con più aggressività e riesce a tenere più spesso il controllo dello scambio.

Confesso che non mi convince molto il complesso del suo tennis, e Navarro mi sembra tecnicamente più rifinita. Ma, almeno in questo match, non c’è letteralmente partita. Con un parziale di nove game a zero, Snigur risolve la pratica, elimina la numero uno del torneo e si presenta in finale. 6-3, 6-0 in 45 minuti totali. Tempo tipico da junior, visto che Snigur è molto rapida nella preparazione dei punti, a volte non passano dieci secondi fra un punto e l’altro.

Sul piano del risultato oggi ha avuto ragione lei. La colpa maggiore di Navarro? Secondo me non essere riuscita a mettere pressione al servizio avversario, con una risposta che evidentemente non è risultata abbastanza incisiva. Il 67% di punti vinti sulla seconda di servizio da parte di Snigur suonano un po’ come un atto di accusa verso la tennista americana.

Saldo complessivo Vincenti/errori non forzati: Snigur +11 (21/10), Navarro +1 (13/12).
Dati scomposti dei vincenti dritto/rovescio: Snigur 5/11, Navarro 8/3.

Con questo traguardo Snigur diventa la quinta Ucraina a raggiungere la finale di Wimbledon junior. Le precedenti erano state nel 2000 Tatiana Perebiynis (sconfitta da Maria Emilia Salerni), nel 2004 Kateryna Bondarenko (che vinse il torneo battendo Ana Ivanovic), nel 2012 Elina Svitolina (sconfitta da Eugenie Bouchard) e nel 2016 Dayana Yastremska (battuta da Anastasia Potapova).

Seconda semifinale
[10] A. Noel d. [4] D. Parry 6-2, 6-1

Se il primo match ha proposto due giocatrici impostate secondo la tendenza prevalente oggi, cioè con il rovescio bimane, la seconda semifinale offre delle novità. Si affrontano due sedicenni entrambe nate nel settembre 2002, una statunitense e una francese; e non bisogna farsi ingannare dai cognomi: Alexa Noel è l’americana e Diane Parry la francese.

Noel mi sembra leggermente più alta di Navarro e Snigur, ma ha un fisico simile. Parry invece penso sia attorno al metro e 72 e mi ricorda Petra Martic, slanciata e molto atletica.

Diane Parry l’ho già incrociata lo scorso anno: era stata la mia vicina di posto quando ero andato a vedere per la prima volta dal vivo Coco Gauff. Lei aveva preso parte al torneo junior e dopo essere stata eliminata all’esordio probabilmente aveva fatto il mio stesso ragionamento: “Andiamo a vedere dal vivo Gauff, il nuovo fenomeno del tennis statunitense, capace di essere protagonista nei tornei junior a 13-14 anni”. E così ci siamo ritrovati a scattare foto di Coco dalla stessa panchina.

Diane Parry – Wimbledon 2019

Oggi però è lei la protagonista: un bel progresso nel giro di un anno, considerato che è ancora sedicenne, e che nel frattempo è diventata numero 4 del torneo. Se dovessi giudicare dalla pura esecuzione dei colpi, delle quattro semifinaliste Parry è quella che mi ha colpito di più: intanto perché gioca il rovescio a una mano, utilizzando sia quello in topspin che quello in back. Poi perché ha un servizio davvero in stile Martic, con la partenza a piedi distanti e un grande caricamento di schiena.

Alexa Noel non mi è del tutto nuova, visto che l’ho seguita parzialmente nella finale del trofeo Bonfiglio che ha vinto quest’anno. A Milano era accompagnata da Hana Mandlikova, ma a qui non l’ho vista (questo però non significa che non ci fosse).

Alexa Noel – Wimbledon 2019

Anche Noel usa il rovescio a una mano, ma tutto orientato al back. E, a volte usa il back anche di dritto. Non dico che sia una nuova Niculescu, perché usa con maggiore frequenza il colpo in topspin, ma per esempio in questa alternanza fra top e back la si può avvicinare a Krystina Pliskova la gemella mancina e meno forte di Karolina.

Pronti via e la partita è subito più varia e spumeggiante. Se nel primo match le due giocatrici non si erano praticamente mai mosse dalla linea di fondo, qui abbiamo tenniste che amano costruire sulla verticale, cercano la rete in modi diversi (con attacchi slice, ma anche in controtempo) e lavorano più spesso anche sulla velocità di palla. Insomma: personalmente mi divertono di più. Molto simile invece l’andamento del punteggio: dopo un avvio in equilibrio, Noel si stacca, prende il largo e lascia le briciole all’avversaria, grazie a un parziale di 11 giochi a 1. 6-2, 6-1 in 71 minuti.

Parry mi ha colpito più di tutte, ha anche eseguito delle belle volèe (su tutte una fantastica veronica) con cui ha ottenuto la maggior parte dei vincenti, ha coperto il campo sia in orizzontale che in verticale, ma ha davvero sbagliato troppo. Per esempio non si contano i dritti di cui ha perso il controllo tutti allo stesso modo: sbagliati in lunghezza. E così, a raggiungere Snigur in finale è Alexa Noel, nella replica della finale che si è disputata la scorsa settimana a Roehampton. Allora vinse Snigur nettamente: 6-1, 6-2.

Saldo complessivo Vincenti/errori non forzati: Noel -1 (9/10), Parry -16 (14/30).
Dati scomposti dei vincenti dritto/rovescio: Noel 9/10, Parry 2/2.

Il paradosso di questa giornata è che tecnicamente mi avevano convinto di più Navarro rispetto a Snigur, e Parry rispetto a Noel. Ma entrambe hanno perso e anche piuttosto nettamente. Scopriremo nei prossimi anni se i valori saranno confermati o no.

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Parte il Roland Garros… virtuale! Tsonga e Mladenovic protagonisti

Al posto di quello vero e proprio, in questi giorni lo Slam parigino si giocherà a colpi di joystick. Lo scopo è raccogliere fondi per gli ospedali della capitale francese

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In questi giorni sarebbe dovuta andare in scena la seconda settimana del Roland Garros, quella decisiva per decretare i vincitori dei vari tornei. E invece, come è ben noto, a causa della pandemia di COVID-19, il secondo Slam della stagione è stato rimandato. A quando non è ancora ben chiaro. Nel frattempo, l’organizzazione del Roland Garros ha lanciato una competizione virtuale. A sfidarsi in un gioco che ricrea le partite e le ambientazioni del vero torneo, dal 1 al 7 giugno, saranno 16 volti noti del tennis transalpino e non solo.

Ad una serie di protagonisti del tennis francese capeggiati da Jo-Wilfried Tsonga e Kristina Mladenovic, si uniranno ad esempio anche il tre volte campione del mondo di nuoto Camille Lacourt e il comico Kev Adams. Gli incontri, che inizieranno ogni giorno alle 18, saranno trasmessi dai canali digitali di France TV oltreché da Tennis Channel. Come è stato anche per il torneo online del Mutua Madrid Open, fare beneficienza è l’obiettivo principale. Infatti, i fondi raccolti andranno agli ospedali di Parigi, ancora impegnati nella lotta al Coronavirus. 

Non è la prima volta che si gioca un torneo virtuale abbinato allo Slam francese, anzi. Il ‘Roland Garros eSeries’ è stato organizzato per la prima volta nel 2018 ed è stato riproposto nel 2019, sebbene non partecipassero i tennisti professionisti – per ovvie ragioni, essendo impegnati sul campo.

Di alcune connessioni presenti e di possibili connessioni future tra il mondo degli e-sports e il tennis vi abbiamo partito in questo articolo.

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Federer di nuovo in campo a Berlino? L’organizzatore: “Ci proviamo”

Roger potrebbe partecipare all’esibizione in programma a luglio nella capitale tedesca insieme a Thiem, Zverev, Kyrgios e Sinner. O almeno così spera l’organizzatore dell’evento

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Roger Federer - Stoccarda 2018 (via Facebook, @Mercedescup)

Domandare è lecito, rispondere è cortesia. La pensa così anche Edwin Weindorfer, organizzatore del torneo di esibizione che si terrà a Berlino a metà luglio, in merito alla possibilità di inserire anche Roger Federer nel campo dei partecipanti. “Lo contatterò”, ha dichiarato Weindorfer, il quale, anche grazie all’aiuto di una nota casa automobilistica tedesca, è riuscito a convincere Federer a disputare il piccolo ATP 250 di Stoccarda nelle sue prime tre edizioni. Insomma, la chiamata ci sarà e c’è da credere che il sempre molto cortese fenomeno svizzero darà la sua risposta. Più difficile immaginare che sia anche positiva. Di recente il 38enne Federer, reduce da un intervento chirurgico al ginocchio, ha candidamente ammesso di essere del tutto fuori allenamento. Da qui a un mese il tempo non manca per ritrovare una condizione accettabile. Soprattutto per qualcuno dotato di un talento così smisurato. Staremo a vedere cosa deciderà Federer. 

La sua presenza sarebbe la più classica delle ciliegine sulle torte per la kermesse berlinese, che già può contare su una serie di tennisti di altissimo profilo e grande richiamo per il pubblico. A partire dal padrone di casa e n.7 al mondo Alexander Zverev. Oltre al tedesco, parteciperà al torneo anche un altro Top 10, Dominic Thiem, e due tennisti particolarmente attraenti per gli appassionati più giovani: il funambolico Nick Kyrgios e il nostro Yannik Sinner, trionfatore delle ultime Next Gen Finals. Oltre all’evento maschile, è programmata anche una serie di partite tra tenniste WTA. Anche in questo caso, già confermata la partecipazione di due Top 10: Elina Svitolina e Kiki Bertens. A loro si aggiungono due giocatrici di casa, Julia Goerges e Andrea Petkovic. Così come per Federer, Weindorfer farà un tentativo per Angelique Kerber. 

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Le pillole di Luca Bottazzi: quali sono i punti cardinali di una partita di tennis?

Uno, che ci viene tramandato dai tempi di Tilden, è che bisogna sempre cambiare il gioco perdente e mai quello vincente. Scopriamo gli altri tre

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Matteo Berrettini - US Open 2019 (foto via Twitter, @ATP_Tour)

Vi aggiorniamo sulla pubblicazione dei nuovi contenuti sul canale YouTube Bottazz Vincente di Luca Bottazzi, commentatore, scrittore e studioso del tennis oltre che grande amico di Ubitennis. Trovate qui la puntata precedente, nella quale Bottazzi ha parlato dell’importanza di saper perdere, l’abilità fondamentale per inseguire e raggiungere la vittoria.

Come Nord, Sud, Est e Ovest, i riferimenti per chiunque abbia bisogno di orientarsi in un dato posto del mondo, anche i tanti momenti di una partita di tennis possono essere ricondotti a quattro punti cardinali che aiutano il giocatore ad affrontare ‘la tempesta del confronto’. Secondo Bottazzi, sono questi qui:

  1. Osservare e raccogliere i dati ambientali
  2. Realizzazione di un piano di gioco
  3. Adattarsi alle condizioni della partita senza però snaturarsi
  4. Cambiare sempre il gioco perdente e mai quello vincente (massima Tildeniana)

Nella seconda ‘pillola’ che vi proponiamo oggi, vengono identificati i due riferimenti essenziali per rispondere alla domanda ‘Cosa bisogna fare per crescere?‘. Per prima cosa, è fondamentale avere il senso della misura ed evitare gli obiettivi troppo lontani; per utilizzare una metafora più concreta, è necessario ridurre l’ampiezza dei gradini di una scala per continuare a salire. Ciò che conta è non smettere di salire, e forse la storia di crescita che più si avvicina a questo concetto espresso da Bottazzi è l’ascesa di Matteo Berrettini.

 

La seconda cosa importante è il ‘saper fare’ sempre di più, riassumibile nella capacità di migliorare le proprie abilità giorno per giorno. La vittoria non deve dunque essere un obiettivo ossessivo, ma arriverà come naturale conseguenza dei progressi.

Bottazzi ci ricorda una cosa fondamentale: non tutti sono destinati ad arrivare in cima e soprattutto nessuno conosce la misura della ‘scala del tennis’.

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