Cori Gauff, quasi una giovane Venus Williams

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Cori Gauff, quasi una giovane Venus Williams

Alla scoperta di una delle giocatrici più interessanti del tennis junior femminile, testa di serie numero 3 a Wimbledon

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Mercoledì mattina della seconda settimana, a Wimbledon stiamo organizzando i campi junior da “coprire“ con Luca Baldissera. Lui segue Lorenzo Musetti, io Elisabetta Cocciaretto. Poi Luca mi dice: Hai già visto giocare Cori Gauff? E’ un fenomeno, finalista a 13 anni agli US Open 2017: valla a vedere. Rispondo che ci avevo già pensato, e ci proverò a maggior ragione dopo il suo consiglio. Sempre se i tempi lo permetteranno.

Court 5, verso le ore 15.00 locali. Non sono l’unico con accredito interessato a seguire Cori. Accanto a me c’è una giocatrice francese del torneo junior. Ho sbirciato il nome sul cartellino: è Diane Perry che scatta diverse foto di Gauff. Perry ha perso al primo turno e ora, a sedici anni ancora da compiere, segue le partite come una appassionata “qualsiasi”. Diciamo che in questo assomiglia più a Serena Williams: (“Certo che seguo il tennis femminile, lo seguo e cerco di promuoverlo”) che a Camila Giorgi (“Non seguo mai il tennis”).

 

Ma sto divagando. Sono al Court 5 per Gauff. La sua avversaria à l’argentina Carle (che ha sconfitto Perry al primo turno), testa di serie numero 15 del torneo. Ho già letto l’articolo che Luca Baldissera aveva dedicato a Gauff lo scorso anno (che trovate QUI), e quindi in parte so cosa aspettarmi, anche se alla sua età le cose cambiano in fretta e ogni mese conta come un anno. Luca ha raccontato anche che è figlia di due ottimi sportivi, il papà giocatore di basket, la mamma eptathleta.

A Wimbledon 2018 Cori è testa di serie numero 3 del torneo, e da qualche mese ha compiuto 14 anni (è nata il 13 marzo 2004). Dovrei dire come gioca, ma la prima cosa che colpisce di Cori, prima ancora che tocchi una palla, è che cammina esattamente come Venus Williams. Non è alta quanto Venus , ma “trascina” i piedi un po’ aperti con la caratteristica andatura della più anziana delle sorelle Williams. Se le guardi solo le gambe sembra letteralmente di vedere Venus, e in un biopic sarebbe perfetta per interpretare lei da piccola. Non è un aspetto che abbia mai molto apprezzato di Venus, ma una cosa è certa: sappiamo già che questa andatura non impedisce di giocare bene a tennis.

E infatti Cori, quando la palla è in gioco, diventa rapida, scattante e precisa nei movimenti. In realtà tennisticamente parlando non direi che abbia molto di Venus, ma quando si muove tra un punto e l’altro è impressionante per quanto somigli la camminata. Sui siti ITF e WTA non è ancora indicata la sua statura. Direi che potrebbe essere alta circa 1,70-1,72 ma non possiamo sapere se crescerà ancora, vista l’età.

Gauff al servizio dispone di una buona prima, mentre la seconda è meno solida: a volte la spinge in modo sufficiente, qualche volta la palla risulta un po’ troppo tenera. Il rovescio mi sembra il suo colpo più naturale: attacca la parabola avversaria con sicurezza e ne esce un suono pulito, senza strappi, con la palla che fila via sicura. Il dritto mi sembra un po’ meno solido, con una preparazione a volte un po’ macchinosa; il risultato è un colpo non altrettanto costante. Ma devo dire che per il poco che l’ho seguita gli aspetti che mi hanno colpito di più di Gauff sono due: il suo fisico reattivo che la fa stare sempre a suo agio in campo, e soprattutto le scelte tattiche.

Il sommario accenno che ho fatto dei suoi colpi base non esaurisce affatto il suo tennis. Cori, almeno sull’erba, non è una giocatrice ripetitiva. Per esempio se le capita una palla più corta e attaccabile non è che la aggredisca sistematicamente con una botta. No, può decidere di eseguire un back per prendere la rete e chiudere il punto di volo. E quando parlo di back non mi riferisco solo al rovescio, ma anche al dritto: un colpo quasi in estinzione nel tennis contemporaneo.

È raro vedere una ragazzina che concepisce un tennis fatto di schemi a colpi multipli, invece di pensare che tutto si risolva in un colpo solo. La sensazione è che ce l’abbia proprio naturalmente questo modo di intendere il gioco: un aspetto raro nel tennis contemporaneo. E così ecco gli attacchi interlocutori in funzione della volèe, ma anche soluzioni più “tricky”, come improvvise palle senza peso, volutamente lasciate corte, per mettere in imbarazzo l’avversaria e costruirsi un vantaggio nello scambio. Quindi non la ricerca di un colpo subito vincente, ma di qualcosa che la metta in condizione di governare la situazione. In questi casi è come se Cori pensasse: “Io ti do un colpo anomalo, che non ti aspetti, e adesso vediamo come te la cavi”. E diverse volte accompagna questi colpi senza peso con attacchi sulla verticale.

Altra caratteristica interessante: la sua tendenza verso la rete. Alla fine del match avrà totalizzato 68 discese a rete (44 vinte). 44 punti sui 113 vinti in totale sono davvero una percentuale notevole. Di volo se la cava bene di dritto, mentre qualche volta è incerta tra la voleè di rovescio bimane e quella a una mano: in questi casi ne viene fuori qualcosa di rivedibile. Sicuramente però è molto reattiva, e nei corpo a corpo se la cava bene.

Ci sono infine gli aspetti mentali. In questa partita nel primo set è arrivata ad ottenere due set point (sul 5-4 15-40 servizio Carle) e al dunque ha un po’ tremato. In particolare con un gratuito di dritto, di quelli proprio gratuiti, un colpo interlocutorio che non ha superato la rete. L’occasione persa ha probabilmente pesato sul finale di set, che ha finito per perdere 7-5. Ma ha poi saputo recuperare nei parziali successivi (5-7, 6-4,  6-2).

Giovedì. Quarti di finale. Gauff gioca contro Wang Xihu (testa di serie nuemro 10), cinese, che a dispetto del cognome uguale non è la stessa gicatrice che ha sconfitto Cocciaretto (che si chiama Wang Xinyu). L’avversaria è una tennista molto più potente della rivale argentina di mercoledì; è mancina e ha tre anni più di Cori (marzo 2001 contro marzo 2004). Wang spinge ogni palla con un bel dritto incisivo, e non lascia respiro o spazio per variazioni di ritmo. Purtroppo non ho il tempo per seguire davvero il match, giusto qualche scambio ogni tanto. La partita è tiratissima, nel terzo set Wang sale 4-0, poi viene rimontata 4-4 ma vince il game del 5-4 malgrado un inizio di crampi. E alla fine chiude a suo favore per 4-6, 7-6, 6-4. Gauff è eliminata, ma volendo ha ancora diverse occasioni per tornare a Wimbledon da junior.

Per chiudere ci vorrebbe una previsione sul futuro di Gauff. Ma non sono un esperto di tennis junior, sarebbe presuntuoso vaticinare su qualcosa che conosco meno che superficialmente. Diventerà professionista? Diventerà una forte professionista? Forse, sicuramente il talento c’è. Ma non me la sento di sbilanciarmi. Però di una cosa sono sicuro: soprattutto durante il match che ho seguito contro Carle mi sono divertito. Per questo da spettatore che ama la varietà nel tennis le auguro una luminosa carriera.

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Miomir Kecmanovic reporter per un giorno

Il next gen serbo si diverte a intervistare le stelle del circuito con domande simpatiche e decisamente poco legate al tennis

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Nella pancia dell’Hard Rock Stadium, Miomir Kecmanovic si è improvvisato reporter per un giorno, intervistando molte stelle del circuito ATP. Il giovane serbo si è sbizzarrito con le domande, chiedendo ad esempio a Roger Federer quale dei suoi quattro figli fosse il suo preferito o quale fosse l’anime (cartone animato giapponese, ndr) preferito di Kei Nishikori. Sempre al giapponese, dato lo status di superstar di cui gode in patria, ha poi chiesto se fosse in grado di comprare l’intera isola. “Non ancora. Mi serviranno ancora un paio d’anni.”

Kecmanovic si è poi rivolto al connazionale Novak Djokovic, cercando di ottenere in regalo qualche trofeo Slam. “Certo, tanto ne ho un sacco“, è stata la risposta divertita di Nole. Con Thiem invece il giovane Miomir si è lamentato di non essere stato menzionato durante il discorso di premiazione ad Indian Wells, visto che si sono allenati insieme in off season e dunque molto merito della vittoria in California è anche suo. Prontissima la replica dell’austriaco: “Beh io ci sono rimasto male che non mi hai ringraziato in conferenza stampa quando sei entrato in top 100!

 

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Nole e Andy in doppio insieme a Miami, sette anni fa [VIDEO]

Djokovic e Murray dalla stessa parte del campo vuol dire una sola cosa: difese pazzesche. Ma a volte può non bastare

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Quando Kyrgios trova un tennista più indisciplinato di lui

A fine partita l’australiano ha detto di Bublik: “L’imitazione è la più grande forma di ammirazione. Sono sicuro di piacergli”

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Un tennista che gioca in maniera disordinata cercando di fare il punto nelle maniere più disparate e impensabili contro uno che cerca di mettere al di là dalla rete più palle possibili sperando che gli errori dell’avversario siano molti più dei vincenti. Questa è la trama delle partite tra Nick Kyrgios e qualsiasi avversario gli si capiti di fronte. Ma con un co-protagonista come il 21enne kazako Alexander Bublik, un cavallo pazzo che domina a livello challenger ma fatica a sfondare sul circuito maggiore, si è visto un film diverso nel secondo turno di Indian Wells. Molto divertente di sicuro per il pubblico e anche per Kyrgios che ha portato a casa l’incontro per 7-5 6-3.

“È un giocatore che gioca alle sue condizioni”, ha poi dichiarato l’australiano, apparso di buon umore di fronte ai microfoni. “Mi ricorda me stesso. Deve imparare a giocare i punti importanti con più disciplina. Sembra strano detto da me”. Il tennista di Canberra conosceva bene il suo avversario e sapeva che le cose sarebbero andate così, che avrebbe dovuto recitare la parte del tennista continuo. “Immaginavo che mi avrebbe messo alla prova con colpi ad effetto. Sapevo che avrei dovuto essere il più disciplinato dei due oggi”, ha proseguito. “Ha mancato un paio di palle break giocando colpi senza senso. Io sono stato più solido”. E di solito la solidità è l’ultima delle qualità di Kyrgios. 

 

L’australiano si è divertito però a giocare contro un giocatore con queste caratteristiche, probabilmente molto di più del solito. “Ha un gran servizio. Tenta sempre di forzare delle seconde. Rischia tantissimo. Cerca sempre il colpo più difficile, la palla corta, ha un tennis entusiasmante. È divertente vederlo giocare e giocarci contro”, ha sottolineato. È possibile che Bublik sia influenzato nel suo stile di gioco da Kyrgios? “L’imitazione è la più alta forma di ammirazione. Gli devo piacere almeno un po’”, ha aggiunto tra il serio e il faceto. L’australiano sta facendo proseliti insomma. Se sia un bene per il tennis, dipende dai gusti e i punti di vista. 

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