Yastremska e una tragedia sfiorata: “Mia madre stava per perdere un occhio”

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Yastremska e una tragedia sfiorata: “Mia madre stava per perdere un occhio”

La giovane tennista ucraina ha raccontato di un grave incidente occorso a sua mamma durante gli Australian Open. “È stata una esperienza di vita oltreché di tennis”

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Dayana Yastremska - Wimbledon 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

All’apparenza tutto sembra procedere per il meglio per Dayana Yastremska. Prima giocatrice nata nel nuovo millennio ad entrare nelle prime 100 del mondo circa un anno fa, oggi è già n.33 della classifica mondiale con tre titoli nel suo palmares. A Toronto, raggiungendo i quarti di finale, Yastremska ha colto anche il suo miglior risultato in un torneo Premier. Eppure, a sua detta questa stagione non è stata affatto perfetta. “Certo ho vinto un paio di tornei (Hua Hin e Strasburgo ndr) ma è stata tutta un su e giù. Vorrei che fosse tutto più stabile”, ha dichiarato. “Ho avuto un infortunio al piede all’inizio dell’anno e non sono riuscita ad allenarmi. È stato un momento difficile ma ho continuato a lavorare”. 

Tuttavia, in quel periodo non c’era solo l’infortunio al piede a condizionarla. Infatti, durante gli Australian Open sua madre Marina, che la segue come mental coach sul circuito, ha avuto un grave incidente all’occhio a causa di una bottiglia di champagne difettosa che le è esplosa in faccia. Ne è seguito un ricovero di urgenza all’ospedale dove è stata sottoposta ad un intervento chirurgico di ben quattro ore per risolvere il problema ed evitarle di perdere l’occhio. “Sono state le ore più lunghe della nostra vita”, ha dichiarato il padre di Yastremska, Alexander in un’intervista ai media ucraini. “I medici le hanno salvato l’occhio. E di questo gliene siamo grati. Vogliamo anche ringraziare il direttore del torneo (Craig Tiley ndr) per essersi preso carico dei costi dell’intervento e di tutto quello che è successo in quella tragica notte”. 

Yastremska con la madre Marina e la sorella Ivana a Wimbledon
(dal suo profilo Instagram)

E Dayana ha ovviamente sofferto a causa di questo episodio. “Non è stato un periodo facile in Australia”, ha sottolineato la 19enne tennista di Odessa. “Mi ci sono voluti un paio di match per recuperare. Mentalmente era difficile giocare. Sono andata in Tailandia (a Hua Hin ndr) ma la mia testa non era lì. Non so come sono riuscita a vincere il titolo. Ma ce l’ho fatta e quel trofeo è dedicato a lei”. Ora, fortunatamente, mamma Marina ha completamente recuperato dall’incidente e sta meglio. “Ora va tutto bene con l’occhio, ci vede molto meglio”, ha detto in proposito Yastremska. Ma questo inizio di anno difficile l’ha sicuramente segnata. ”È stata un esperienza di vita oltreché di tennis ma mi ha aiutato ad essere più forte in campo e a ridimensionare problemi che una volta mi sembravano più grandi di quelli che sono”, ha affermato. Insomma, una lezione importante che di sicuro le servirà nel prosieguo della sua ancora lunga carriera. 

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Perché seguire Ubitennis (anche) su Instagram, Facebook e Twitter

Vi rubiamo solo pochi minuti, ve lo promettiamo (e non ve ne pentirete)

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Il nostro nuovo logo, per le due settimane degli US Open

Fare informazione nel 2019 significa adeguarsi alle velocità dell’era dei social network, dove le notizie corrono alla stessa velocità di un servizio di John Isner e ogni giornalista tenta di giocare con l’anticipo di Roger Federer. Ubitennis non può – né deve! – essere da meno. Oltre alle decine di migliaia di lettori che popolano il sito, dobbiamo occuparci di ‘soddisfare’ la sete di aggiornamenti di chi ci segue su Instagram, Facebook, e Twitter. Dove il profilo di informazione deve necessariamente modificarsi, per venire incontro alle diverse esigenze dell’utente. Rubandovi solo pochi minuti, vi spieghiamo perché potrebbe piacervi seguirci sui nostri canali social, e cosa facciamo di diverso.

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Qualificazioni US Open, Day 4: fuori Giannessi e Caruso

Escono di scena al secondo turno di qualificazione i due tennisti azzurri

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Salvatore Caruso - Umago 2019 (foto Felice Calabrò)

Finisce l’avventura americana di Salvatore Caruso e Alessandro Giannessi sconfitti rispettivamente da Lukas Rosol e da Constant Lestienne. Un po’ di rimpianti per il match di Caruso che è entrato in campo con pessime sensazioni, non riuscendo mai a comandare gli scambi, servendo piuttosto male e commettendo parecchi errori piuttosto banali con tutti i fondamentali continuando a lamentarsi con il proprio angolo, quasi sfottendosi da solo per il pessimo rendimento odierno. Tuttavia, sotto di set e break, senza avere più nulla da perdere, il tennista di Avola si è un po’ sciolto e sopra 5-4 40-40 è stato a due punti dal set ma Rosol ha servito ancora una volta bene senza concedere occasioni a Caruso che è incappato in qualche grave errore nel game successivo che di fatto gli è costato il match. 

Dura molto poco la partita di Alessandro Giannessi contro il francese Lestienne che giá nel 2018 lo aveva estromesso dalle qualificazioni degli US Open. Dopo un inizio equilibrato, Giannessi ha cominciato ad innervosirsi polemizzando di continuo con l’arbitro e uscendo di fatto molto presto di scena da un match nel quale non ha mai trovato buone sensazioni col rovescio e quando ha provato a sopperire a questa mancanza spostandosi di dritto non ha mai fatto sufficientemente male lasciando lo spazio a Lestienne per far male con un ottimo rovescio incrociato. Lo score finale recita 6-3 6-0, con un parziale pesantissimo di otto games a zero a partire dal 4-3 in favore del fantasioso francese. 

Le sconfitte degli italiani

 

C. Lestienne b. A. Giannessi 6-3 6-0
L. Rosol b. [6] S. Caruso 6-1 7-5

Il tabellone maschile completo

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Carlos Ramos non potrà arbitrare le sorelle Williams ai prossimi US Open

Dopo quanto accaduto nella finale dello scorso anno, il giudice di sedia portoghese non avrà accesso ai match delle due sorelle: ma è giusto punire chi attua il regolamento

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Carlos Ramos giudice di sedia della tristemente famosa finale degli US Open 2018, non potrà arbitrare nessuna partita delle sorelle Williams durante l’edizione 2019 dello Slam statunitense. “Ci sono più di 900 match e Carlos, nel 2019, non sarà sul seggiolone per i match delle sorelle Williams“, ha dichiarato Stacey Allaster, responsabile dell’associazione tennis americana. “Vogliamo che l’attenzione della competizione sia sugli atleti“.

Ripercorriamo i fatti che hanno portato a questa decisione. Il teatro è la finale 2018 dello US Open, le sfidanti sono Naomi Osaka e Serena Williams. Naomi vince 6-2 6-4 e si aggiudica il primo Slam della sua carriera, ma la partita verrà consegnata ai posteri per la furente litigata tra Serena e l’arbitro Carlos Ramos. Tutto inizia con un warning inflitto a Williams per coaching: il suo allenatore Patrick Mouratoglu, come confermerà a fine partita, sta provando a consigliarle dagli spalti di andare più a rete. Probabilmente sotto pressione per l’andamento del match, che la vede in costante affanno, Serena va su tutte le furie ritenendo ingiusta la sanzione.

Successivamente, dopo aver subito l’ennesimo break, in preda alla frustrazione Serena rompe una racchetta, ricevendo per questo un penalty point. Qui Serena perde del tutto le staffa: si rivolge a Ramos e gliene dice di ogni tipo, tanto che lui non ha potuto far altro che accusarla di “verbal abuse” e darle un penalty game.
La partita si è di fatto chiusa lì, con Serena in lacrime, Naomi in grande disagio e un pubblico infervorato contro Ramos, che non ha potuto neanche essere premiato a fine partita.

Considerazioni –
La decisione dell’associazione americana aprirà sicuramente delle grandi discussioni. Ramos da regolamento non ha sbagliato nulla, anche se si può discutere sulla sua capacità di stemperare i toni in campo e sull’accettazione più o meno tacita del coaching dagli spalti. Certo che Serena ha veramente mostrato il peggio di sé, come atleta e come donna: famosa la sua battuta “io ho una figlia, sono una mamma” relativamente alle sue capacità di mentire.
La decisione presa per il torneo 2019 va sicuramente nell’ottica di evitare possibili ricadute e conflitti tra i due, ma da un certo punto di vista certifica una debolezza dell’ordine arbitrale verso giocatori di fama e spessore come l’americana. Alla fine, risulta Ramos quello “punito” di non poter più arbitrare certe giocatrici, facendo apparire indirettamente lui il colpevole della vicenda.

 

Lorenzo Fattorini

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