ATP Ranking: Next-Gen alla riscossa. Bautista Agut scalza Fognini dalla top 10

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ATP Ranking: Next-Gen alla riscossa. Bautista Agut scalza Fognini dalla top 10

Medvedev è in Top 5 dopo la vittoria a Cincinnati, Nadal allunga su Federer, Rublev guadagna 23 posizioni ed è nei primo 50

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Top 20 aggiornata al 19 agosto 2019

PosizioneNazioneGiocatorePuntiVariazione
1SerbiaN. Djokovic11685=
2SpagnaR. Nadal7945=
3SvizzeraFederer6950=
4AustriaThiem4925=
5RussiaMedvedev41953
6GermaniaZverev40051
7GiapponeNishikori4005-2
8GreciaTsitsipas3455-1
9RussiaKhachanov2890=
10SpagnaBautista Agut25751
11ItaliaFognini2510-1
12CroaziaCoric21601
13FranciaMonfils21402
14UsaIsner20752
15BelgioGoffin20554
16Argentinadel Potro2050-4
17Sud AfricaAnderson2050-3
18GeorgiaBasilashvili1985-1
19CanadaAuger Aliassime17502
20ArgentinaPella17352

L’elenco dei venti migliori tennisti della Terra ci offre alcuni spunti di riflessione:

– Prima volta in top five il vincitore di Cincinnati, Daniil Medvedev e prima volta in top ten Roberto Bautista Agut

Tra i primi dieci sono presenti cinque giocatori nati negli anni ‘90: Thiem-Medvedev-Zverev-Tsitsipas-Khachanov;ad eccezione di  Thiem sono tutti nati nella seconda metà degli anni novanta.

 

Tra la undicesima e la ventesima posizione troviamo altri 5 atleti nati negli anni’90: Coric-Goffin- Basilashvili-Auger Aliassime-Pella.

Fabio Fognini retrocede alla undicesima posizione. Agli US Open sara’ chiamato a difendere 45 punti e, pertanto, il suo ritorno tra i primi 10 non è chimerico. Dovrà pero’ contare solo sulle sue forze, dal momento che Bautista Agut nel 2018 a New York perse al primo turno.

Parità di punti per Zverev e Nishikori così come per Anderson e del Potro.
– Felix Auger Aliassime e Guido Pella infrangono per la prima volta la  barriera della top 20.  – Milos Raonic e Marin Cilic scendono al ventiduesimo e al ventitreesimo posto

Vincitori della settimana
Daniil Medvedev ha conquistato il Master 1000 di Cincinnati, il suo primo in carriera. Con la vittoria ottenuta su Goffin Il russo ha consolidato il suo record stagionale di vittorie portandolo a 44. In questa speciale classifica dietro di lui ci sono: Nadal (41) Federer (39) Djokovic (38) e Tsitsipas (37). Nel circuito Challenger si sono disputati i tornei di Vancouver, Cordenons, Meerbusch e Portoroz. I vincitori sono stati:  Berankis, O’ Connell, Pedro Sousa e Bedene.

Casa Italia
Settimana poco brillante per i nostri rappresentanti 

Fognini ha rinunciato precauzionalmente a disputare il master dell’Ohio, mentre Sonego, Cecchinato e Berrettini sono stati sconfitti al primo turno.

A Winstom Salem – ultimo torneo ATP prima dello Us Open – sono presenti quattro italiani nel tabellone principale: Sonego-Seppi-Fabbiano-Cecchinato.

Sedici gli italiani presenti nella top 200 di cui sette in top 100:

ClassificaGiocatorePuntiVariazione
11Fognini2510-1
25Berrettini15351
48Sonego1026-1
67Cecchinato880-2
77Seppi7451
80Travaglia6721
87Fabbiano6102
102Caruso5283
128Giustino413-1
131Sinner400-1
136Lorenzi396-18
142Mager3812
144Gaio3751
145Baldi3751
149Giannessi3635
180Marcora3632

Fabio Fognini scivola all’undicesimo posto, mentre Caruso migliora il proprio best ranking portandosi a soli due gradini dalla élite mondiale; qualora riuscisse ad entrare nel tabellone principale del major americano la top 100 per lui sarebbe quasi certa. Paolo Lorenzi cede 18 posti a causa della uscita di scena al secondo turno del Challenger di Cordenons, torneo da lui vinto nel 2018.

Classifiche avulse

Medvedev rimpiazza Tsitsipas al quinto posto nella classifica dei migliori giocatori della stagione. 

Al comando troviamo ancora Rafael Nadal; in fondo al gruppo Alexander Zverev. 

Fognini resiste al nono posto.

Goffin e’ undicesimo con 1900 punti.

Posizione ATPNazioneGiocatorePunti
2SpagnaNadal7225
1SerbiaDjokovic7085
3SvizzeraFederer5150
4AustriaThiem3835
5RussiaMedvedev3605
8GreciaTsitsipas3150
10SpagnaBautista Agut2340
7GiapponeNishikori2090
11ItaliaFognini1955
6GermaniaZverev1940

Invariata rispetto a sette giorni fa la classifica riservata alla NextGeneration.

Jannik Sinner con 386 punti mantiene il dodicesimo posto.

Posizione ATPNazioneGiocatoreNato nelPunti
8GreciaTsitsipas19983195
19CanadaAuger-Aliassime20001601
36Australiade Minaur1999990
38CanadaShapovalov1999895
54NorvegiaRuud1998863
52USATiafoe1998845
49SerbiaKecmanovic1999791
62FranciaHumbert1998670

Gamberi e Canguri

Settimana memorabile per Andrey Rublev: sconfigge in due set Roger Federer e guadagna 23 posti in classifica salendo al 47esimo posto. Menzione d’onore per Richard Gasquet, semifinalista a Cincinnati e passato dal 56esimo al 34esimo posto.
Daniel Evans e’ il giocatore più regredito nel ranking. Il tennista britannico ha infatti ceduto 14 posizioni scivolando al 58esimo posto.

Best Ranking

Congratulazioni per il best ranking a:

ClassificaGiocatoreNazione
5MedvedevRussia
10Bautista AgutSpagna
19Augier Aliassime Canada
20PellaArgentina
49Kecmanovic Serbia
90KwonCorea Sud
92Schnur Canada

94              Majchrzack.      Polonia                           
98.              Hoang.             Francia

Doppio traguardo per Il francese classe ‘95 Antoine Hoang: best ranking e prima volta in top 100.

(Forse) NON TUTTI SANNO CHE…..                   

La prima edizione del Master di Cincinnati risale al 1899. Nel 1918 e nel 1935 il torneo non venne disputato a causa della Guerra Mondiale e della Grande Depressione.
In 119 edizioni Daniil Medvedev e’ stato il primo russo ad arrivare in finale (e quindi a vincere il torneo)

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ATP San Pietroburgo: Berrettini battuto da Gerasimov, fatali due tie-break

La corsa dell’azzurro si è arrestata ai quarti di finale contro il qualificato bielorusso, più lucido nei momenti decisivi.

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Matteo Berrettini - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

[Q] E. Gerasimov b. [3] M. Berrettini 7-6(5) 7-6(3) (Tommaso Villa)

Sconfitta imprevista per Matteo Berrettini, eliminato da Egor Gerasimov con il punteggio di 7-6 (5) 7-6 (3) in un’ora e 54 minuti.

Dopo la vittoria blitzkrieg con Carballes Baena, un altro avversario sulla carta abbordabile per il capitolino, con il qualificato bielorusso, N. 119 del ranking, che aveva vinto solo 4 partite in un main draw ATP in stagione. Tre di queste erano però arrivate nelle ultime settimane, a New York con Harris e in questo torneo con Rosol e Mannarino, per un atleta scafato dai Challenger e da molti match di qualificazione. 

 

Berrettini è stato da subito farraginoso, non trovando subito i consueti punti gratuiti col servizio e colpendo frequenti slice difensivi. Il romano ha mostrato subito di avere una cilindrata nettamente superiore ogniqualvolta poteva salire sopra la palla col dritto, ma è stato lento con i piedi per tutto l’incontro. Molto solido invece Gerasimov, con tante prime in campo (grande precisione da destra) e l’intenzione chiara di muovere l’azzurro per non fargli caricare i colpi e di chiudere il campo in avanti, seppur non sempre con precisione – 5/13 a rete nel primo set.

Primo set senza grossi squilli: tolto un 40-40 nell’ottavo game sul servizio Berrettini la partita è scorsa fino all’undicesimo gioco, in cui l’italiano ha alzato la pesantezza dei colpi e si è procurato una palla break, complice un avversario non abbastanza cinico che gli ha aperto la strada con due dritti dal centro steccati. Il bielorusso non ha tremato ulteriormente, però, e si è salvato obbligando il nostro a colpire un complicato dritto in corsa, rimandando tutto al tie-break.

A sorpresa, nel game dirimente Berrettini è stato tradito dal drop shot: una prima sbavatura ha dato il 2-0 a Gerasimov, poi, dopo che un altro unforced dal centro e un errore esiziale a rete l’avevano portato sopra 3-2 e servizio, un’altra smorzata in rete ha dato un set point all’avversario, bravo a chiudere con una prima esterna vincente in 55 minuti.

Punto sul vivo, Berrettini ha iniziato a picchiare belluino dai blocchi, mostrando più concentrazione anche in risposta e colpendo slice e smorzate più aggressive, quasi a espiare le defaillance precedenti. Un punto da 26 colpi nel secondo gioco ha simboleggiato la maggior concentrazione dell’azzurro, che è salito due volte a palla break nel game successivo, quando gli errori di dritto dell’avversario hanno iniziato a impilarsi. Gerasimov è stato fortunato (quando il nastro ha deviato fuori il rovescio di Berrettini) e bravo (con un servizio vincente) a salvarsi, rintuzzando i tentativi dell’avversario con una grande solidità nello scambio, conscio che la sfuriata non sarebbe durata.

E infatti la seconda parte del set ha visto un Berrettini scentrato con il dritto e un Gerasimov sempre più brillante e iper-aggressivo con la seconda, cosicché l’occasione più grossa è infine passata dalle sue parti, quando un passante su una smorzata e una risposta profonda gli hanno consegnato uno 0-40 per andare a servire per il match. Berrettini, però, ha dimostrato più volte la propria classe, e soprattutto gioca per un obiettivo che vale ogni sforzo, e si è salvato la prima con uno scambio paziente seguito da due omelie dedicate a San Servizio. La medesima situazione si è riproposta nel game successivo, e di nuovo l’azzurro ha messo 3 prime (2 vincenti e una chiusa da una smorzata), continuando a respirare seppur con i polmoni ormai pieni di liquido.

Passata la paura, altro tie-break, dunque, ma dopo un iniziale dominio dei servizi, un doppio fallo Berrettini ha fatto scappare l’avversario sul 5-3, e un errore di dritto dal centro gli ha dato 3 match point. Ne è bastato uno, perché un altro dritto in corsa dell’azzurro si è spento alla base della rete, dandogli la Top 100 e la prima semifinale in carriera a questi livelli, dove affronterà il vincente del derby russo Medvedev-Rublev.

È la vittoria più importante della mia carriera,” ha detto dopo l’incontro. “Sono davvero travolto dalle emozioni, e questo mi motiverà a fare ancora meglio in futuro. Non avevo neanche guardato il tabellone, ma avrò un avversario impegnativo in ogni caso.”

In realtà il torneo di Berrettini non è ancora finito: tornerà in campo più tardi per la semifinale di doppio (dov’è campione uscente dopo il successo in coppia con Fognini dell’anno scorso) assieme a Simone Bolelli. Ad attenderli ci saranno le teste di serie N. 2, i belgi Gillé e Vliegen. Per quanto riguarda la corsa alle Finals, proverà a darle seguito fra 2 settimane a Shanghai.

GLI ALTRI MATCH – Nel primo match della giornata, successo per Borna Coric contro Casper Ruud per 3-6 7-5 6-3 in 2 ore e 4 minuti, in un incontro per la verità bruttino. Privi entrambi di grande potenza, Ruud a disagio lontano dal rosso, Coric reduce da un’annata difficile per problemi fisici (ha saltato Wimbledon per un problema addominale, si è ritirato prima del secondo turno a New York per uno stiramento lombare, e oggi aveva un polpaccio fasciato) e tecnici, hanno giocato un match di attrito, e inizialmente la maggior fiducia del norvegese ha pagato, ma l’ormai ex-allievo di Riccardo Piatti è uscito alla distanza, giocando il suo miglior tennis quando ha definitivamente messo la testa avanti nel parziale decisivo. Buona tenuta atletica per lui, con la seconda vittoria in rimonta dopo quella di ieri con Fucsovics, ritiratosi sotto 0-3 nel terzo.

Lui stesso ha sottolineato l’importanza di questo successo per il suo umore: “Lui è partito molto meglio di me, ma dal secondo set ho trovato un atteggiamento più aggressivo che mi ha permesso di vincere. Mi sento bene su questa superficie, soprattutto perché ho vinto 2 match di fila per la prima volta in quattro mesi.” [in realtà tre, l’aveva fatto ad Halle]

In semifinale lo attenderà un match non dissimile con Joao Sousa, vincitore di Mikhail Kukushkin per 7-5 6-2 in un’ora e 47 minuti senza mai essere breakkato.

Bene all’inizio il kazako, che ha verticalizzato il gioco da subito, variato gli spin, e tagliato gli angoli sulle traiettorie a uscire di Sousa (l’unico tennis nella faretra lusitana), arrivando a 15-40 nel terzo gioco con un vincente bimane lungolinea, ma il portoghese si è salvato con una prima vincente e un buon kick che gli ha permesso di muovere l’avversario fino a sbagliare. Un’altra palla break è arrivata nel settimo gioco, ma Sousa l’ha buttato ancora fuori dal campo.

Con il passare dei minuti Sousa ha trovato sempre più risposte al gioco atipico della testa di serie N. 6, entrando spesso in duelli con il back (come sottolineato da lui stesso nel post-partita) e sfruttando la sua maggior pesantezza di palla, ma Kukushkin è uscito da pericolosi deuce sul 4-5 e 5-6 per portare il parziale al tie-break.

Lì, Sousa ha avuto bisogno di 5 set point per prevalere. Un brutto dritto in rete gliene ha dati 2, su cui però ha mostrato la sensibilità di una betoniera con una volée a campo aperto tirata lunga sulla chance avuta al servizio. Un’altra occasione con la battuta è arrivata sull’8-7, quando Kukushkin ha sbagliato ancora con il fondamentale meno sicuro, che però l’ha anche cavato d’impaccio con un gran vincente inside-in. Il tentativo successivo è stato quello buono, però, quando la difesa di Kukushkin, inizialmente chiamata dentro, si è rivelata larga di un capello.

La partita è sostanzialmente finita lì: in rottura prolungata, Kukushkin ha subito concesso il break con 2 doppi falli consecutivi (non ne aveva commessi nel primo set), e si è trovato sempre più sulla difensiva, capitolando nel settimo gioco.

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Caruso e Sonego KO a San Pietroburgo e Metz

Niente da fare per i due azzurri sconfitti come da pronostico da Casper Ruud e Lucas Pouille

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Lorenzo Sonego - US Open 2019 (foto Jo Vinci)

S. PIETROBURGO: CARUSO SI ARRENDE A RUUD – Partita sulla carta molto aperta quella tra Casper Ruud e Salvatore Caruso, l’unico precedente tra i due nel risale al Challenger di Noumea del 2018, vinto dal tennista norvegese. Entrambi sono giocatori più a loro agio sulla terra battuta e i ritmi della partita lo dimostrano. Ogni scambio è lungo e duro e nessuno sembra voler mollare la presa. Il primo a cadere è purtroppo il giocatore di Avola, che subisce un break a 15 nel sesto game. In risposta alza il livello ma non basta, serve appena il 51% di prime e viene brekkato nuovamente da Ruud, che chiude comodamente a zero la battuta per vincere il set.

Nel secondo set il copione non cambia, grandi mazzate da fondo ma Ruud dimostra sempre di avere qualcosa in più che gli permette di chiudere il punto a suo favore. Ruud si porta a 10 punti di fila vinti brekkando Caruso ad inizio set. La partita sembra praticamente finita, ma il tennista italiano approfitta di un calo di prime di Ruud e pareggia i conti sul 2-2 del quarto game. Ma come prima, nel momento decisivo Ruud è migliore, si procura tre palle break nel nono game e converte la terza ai vantaggi. In un game fotocopia di quello del primo, Ruud chiude su una stecca di dritto a rete di Caruso e vola ai quarti dove affronterà un redivivo Borna Coric, che ha battuto Fucsovics con 6-7 7-5 3-0 (ritiro). Matteo Berrettini rimane quindi l’unico italiano in gioco in Russia, e per la verità l’unico dell’intera settimana al maschile.

Il tabellone completo

METZ: FINISCE L’AVVENTURA DI SONEGO – Scontro inedito quello degli ottavi di finale tra Lorenzo Sonego e Lucas Pouille. Nonostante la differenza di ranking, che vede Sonego numero 51 e Pouille numero 26, la partita è molto aperta anche per i bookmaker, che danno leggermente favorito Pouille. Il tennista torinese ha sconfitto in due set al turno precedente Otte e sembra poter essere una minaccia per Pouille, che in questa stagione ha poco più del 50% di vittorie e dopo la semifinale all’Australian Open è sostanzialmente scomparso.

Il primo set ha ben poco da dire per Lorenzo Sonego, schiacciato da un Lucas Pouille molto aggressivo e da un atteggiamento troppo passivo negli scambi. Sul servizio Pouille è sostanzialmente intoccabile, 100% di punti vinti con la seconda e 71% con la prima. Lorenzo ha un sussulto ad inizio secondo set dove tiene la battuta a zero per interrompere la striscia di 5 game di fila di Pouille. Sonego sembra aver riguadagnato vigore ed ora la partita è molto più equilibrata, con Pouille che però resta intoccabile al servizio, merito soprattutto di un servizio in kick a cui Sonego non riesce a rispondere. Tutti i buoni propositi, e le buone percentuali al servizio tenute finora svaniscono però nel settimo game, dove Sonego si porta sopra 40-15 ma prende tre punti di fila che regalano break point al tennista francese. Sonego stecca un dritto d’attacco mandandolo sugli spalti e Pouille ringrazia, è 4-3.

I due game successivi scorrono senza particolari problemi. Quando Pouille serve per il match Sonego sembra aver preso l’iniziativa negli scambi ma ormai è tardi: due dritti larghi mandano Pouille a due match point. Il primo lo annulla Sonego con un dritto, il secondo lo annulla Pouille stesso mandando lungo un dritto comodo. Sonego si procura un break point con una bellissima risposta di dritto, ma è subito annullato da Pouille con un ottimo servizio. Sonego salva in corner il terzo match point – il suo dritto sembra aver finalmente carburato – e si procura il secondo break point, salvato facilmente. Ma è troppo tardi: un servizio in kick vincente e un appoggio a rete valgono i quarti per il tennista francese, dove troverà Krajinovic. Rammarico per Sonego, entrato in partita troppo tardi e non in grado di mettere dubbi nella testa di Pouille, estremamente solido.

Il torneo, rimasto ora senza italiani, non ha ancora trovato un padrone. La Francia ha perso Simon (sconfitto da Bedene dopo un primo set molto lottato) ma è sicura di avere un semifinalista – chi prevarrà tra Paire e Barrere, con il primo favorito – e ha buone probabilità di piazzarne (almeno) uno nella parte bassa del tabellone, dove oltre a Pouille-Krajinovic il vincitore di Herbert-Tsonga sfiderà uno tra Maden e Basilashvili. Stupisce Carreno Busta, che domina in 73 minuti il favorito n.1 David Goffin e mira a prenderne il posto a tutti gli effetti. Provando a imbucarsi nella festa francese.

 

Il tabellone completo

Giorgio Di Maio

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Berrettini surclassa Carballes Baena a San Pietroburgo: ad oggi andrebbe alle ATP Finals

Esordio sul velluto del romano nel torneo russo, scavalca Nishikori e raggiunge l’ottava piazza nella classifica ‘Race’

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Matteo Berrettini - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Il cammino è ancora lungo e accidentato, ma in questo momento Matteo Berrettini è l’ottavo giocatore della ATP Race to London, nell’ultimo posto disponibile per giocare le ATP Finals di Londra. E chi l’avrebbe mai detto prima della stagione su erba. Gli ottavi di finale a Wimbledon e la semifinale giocata a Flushing Meadows hanno lanciato il ragazzo italiano nell’élite del tennis mondiale.

Sulla scia del grande risultato ottenuto agli US Open, Berrettini ha giocato un ottimo match al debutto nell’ATP 250 di San Pietroburgo, dominando Roberto Carballes Baena in 56 minuti. Supera così Kei Nishikori nella classifica ‘Race’, ma vietato fermarsi ad ammirare risultati provvisori. Sono troppi i i tornei ancora da disputare da qui a novembre, ma già centrando un buon risultato a San Pietroburgo Berrettini metterebbe in cascina punti importantissimi. In caso di vittoria sarebbero 250, utili per raggiungere il best ranking e diventare numero uno d’Italia, agganciando Fognini al’undicesimo posto.

LA CRONACA – È perfetta l’uscita dai blocchi di Matteo, che alternando palla corta e dritto anomalo si ritrova in vantaggio 3-0. I colpi di Carballes non incidono abbastanza e alla prima occasione utile l’azzurro affonda il colpo con precisione e potenza (con un dritto vincente ha toccato i 153 km/h), senza pensarci due volte. Arriva anche un secondo break e Berrettini in 27 minuti chiude un primo set impeccabile, perdendo solo due punti al servizio.

 

Il numero 77 ATP riesce a stare in partita in apertura di primo set, ma sull’1-1 gioca il peggior game della sua partita e con tre non forzati si consegna all’italiano. ‘Berretto’ supera egregiamente anche il primo momento di difficoltà al servizio (0-30) e con un secondo break si immette sul rettilineo del traguardo. Con un netto 6-1 6-2 accede ai quarti di finale nel torneo in cui difende anche il titolo in doppio assieme a Simone Bolelli. Partirà favorito anche nel prossimo incontro con il qualificato bielorusso Gerasimov con vista su una probabile semifinale contro un idolo di casa: lo scintillante Medvedev (passato in due set sul connazionale Donskoy) delle ultime settimane o il rinato Rublev, che però deve ancora vincere il suo ottavo di finale contro Berankis. In favore di Berrettini sembra intervenire anche l’eliminazione dell’altro russo Karen Khachanov, favorito per raggiungere la finale nella parte bassa del tabellone. Khachanov è stato sconfitto in due set da Joao Sousa, che ora battaglierà con Kukushkin, Coric e Ruud per un posto in finale.

Il tabellone completo

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