US Open: la legge di Nadal non ammette ignoranza. Berrettini esce con onore

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US Open: la legge di Nadal non ammette ignoranza. Berrettini esce con onore

NEW YORK – Per un set e mezzo è un Berrettini splendido, che fallisce anche due set point nel primo tie-break. Poi, Nadal è il solito campione

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Rafael Nadal - US Open 2019 (via Twitter, @usopen)

da New York, il nostro inviato

[2] R. Nadal vs [24] M. Berrettini 7-6(6) 6-4 6-1

Solo applausi per Matteo. Qualche rammarico, piccolo piccolo alla luce dello sviluppo del secondo e del terzo set, per aver fallito le due palle che avrebbero potuto mandarlo avanti uno a zero. Ma alla fine Berrettini ha giocato per un set e mezzo la partita che doveva giocare, aggressivo e presente con la testa e con i colpi, senza scoraggiarsi per i turni di servizio sempre complicati e per quelli di risposta invece mai vicini a concedergli una speranza. Poi ha cominciato a concedere qualcosina, e Rafa l’ha addentato senza lasciare più la presa. Restano le sensazioni di uno splendido torneo per Matteo, che ha regalato all’Italia la prima semifinale Slam (maschile) sul cemento in Era Open. Nadal guadagna invece per la 27esima volta l’accesso a una finale Slam. E la possibilità, battendo Medvedev domenica, di portarsi a una sola lunghezza di distacco dai venti Slam di Federer.

 

PRIMO SET – La serata nell’Arthur Ashe è di quelle da grande occasione; stadio pieno, atmosfera elettrica fin dall’inizio. La grande occasione è anche quella di Matteo Berrettini, che affronta la leggenda Rafa Nadal in una semifinale Slam storica per il tennis italiano. La tensione è tanta, inevitabilmente, e Matteo la accusa andando in difficoltà già nel secondo game, quando annulla due palle break, e ci mette 14 punti a tenere il primo turno di battuta della sua partita. Berrettini tira fortissimo servizio e dritto, non ha alternative, e fa bene perché così si scioglie il braccio più rapidamente. Nadal difende da par suo, e contrattacca con le sue uncinate mancine sia in cross a incidere sul rovescio dell’azzurro, sia a sventaglio verso l’esterno.

Il sesto game, che porta Matteo al 3-3, è quello della definitiva svolta agonistica: tre dritti vincenti spaventosi, che provocano l'”Oooh” stupito e ammirato dei 24.000 spettatori, lasciano Rafa immobile a guardare la palla schiantarsi sui teloni alle sue spalle. Berrettini continua a soffrire, uscire dalla micidiale diagonale sinistra è durissima, però quando ci riesce l’esplosività delle sue fucilate di dritto è straordinaria. Altre tre palle break annullate sul 3-4, quando risale da 15-40 sparando due servizi vincenti, e poi si salva ancora grazie a un errore di Nadal (che non sta sbagliando quasi nulla), poi sul 4-5 ne arriva una sesta, che è anche un set point: botta a 200kmh esterna, 5-5, e pochi minuti dopo è tie-break.

“Mi è piaciuto come ho giocato, certo ho affrontato tante palle break, ma le ho giocate con decisione, mi sentivo bene”

Matteo sta anche giustamente punendo a più riprese con la palla corta (cinque su cinque vincenti) la tendenza di Rafa a rispondere e palleggiare da metri dietro la riga di fondo. Al di fuori dello scambio in cross dritto mancino contro rovescio, lo spagnolo appare in difficoltà quasi costante. L’italiano vola subito 4-0, poi 5-2, infine arriva al 6-4: due set-point per lui, il primo da giocare al servizio. Una volée difficile messa in rete fa svanire il primo, poi al termine di uno scambio tiratissimo, in cui Rafa difende alla disperata, è il dropshot a tradire Berrettini per la prima volta nel match. Scampato il pericolo, Nadal incassa altri due errori di uno scosso Matteo e chiude 8-6. Bravo, ma gli è andata di lusso. 22 vincenti, 20 errori Berrettini, 13/8 Rafa: la partita la sta facendo l’italiano, ma contro un fenomeno del genere il minimo calo è fatale.

“Quel dritto sul 6-4, che ha sfiorato il nastro e gli ha dato tempo di arrivare meglio, quello è stato il momento che rigiocherei se potessi”

SECONDO SET – Il problema è in risposta, dove Matteo non riesce mai a essere pericoloso. In ribattuta siamo 20 punti a 8 per Nadal nel primo set, questa è la statistica più preoccupante. L’azzurro accusa il colpo, nel primo game del secondo set affronta subito palla break ma la annulla attaccando con coraggio. Ne arriva un’altra, e qui è il drittone a sventaglio a cavarlo d’impaccio. Altro dritto a salvare il servizio nel terzo game: Berrettini sta rischiando davvero quasi a ogni turno di battuta, mentre Nadal concede poco e nulla. Sul 3-3, inevitabilmente, la costanza e la pressione dello spagnolo finalmente pagano, e arriva il primo break del match in suo favore. In questa fase, Matteo è un poco calato di intensità, e il campione che ha davanti lo azzanna immediatamente.

Tanti applausi del pubblico per l’azzurro, ma sta di fatto che ha concesso 10 palle break (pur salvandosi 9 volte), mentre Rafa sulla sua battuta ha uno score immacolato, nemmeno un’opportunità lasciata all’avversario. Senza rischiare, come sempre finora, Nadal sale 5-3, e poco dopo va alla battuta sul 5-4 per chiudere il parziale. Con autorità, un serve&volley astuto compreso, Rafa si prende il 6-4 e il vantaggio di due set a zero. Numeri del secondo parziale: Berrettini 8 vincenti e 13 errori, Nadal 7/7. Ma il problema in risposta rimane ed è grosso: Matteo ha fatto 4 punti sul servizio avversario, Rafa 14, la differenza è tutta lì.

“Si, devo migliorare in risposta, non è un segreto. Lui ha un servizio sottovalutato, dà molto fastidio, e poi con il primo colpo fa sempre molto male”

TERZO SETOra Berrettini è sotto il proverbiale treno: ha giocato bene, ha spinto a tutta, eppure di là ha una roccia apparentemente inscalfibile, che incassa i suoi vincentoni senza fare una piega, difende alla perfezione i suoi turni di battuta, e prima o poi, come è puntualmente successo, ti fa pagare qualsiasi passaggio a vuoto. Nel primo game Matteo perde uno scambio ravvicinato a rete e purtroppo anche il servizio; Nadal tiene il suo senza problemi e sale 2-0. In questo momento, siamo 40 punti a 12 in risposta per lo spagnolo, non se ne esce. Rafa ha l’89% di punti fatti con la prima, il 74% con la seconda, Berrettini semplicemente non riesce a entrare nello scambio quando è in ribattuta. Sul 3-1, arriva la mazzata conclusiva, con il terzo break della partita, secondo del set, piazzato da Nadal ai danni di un Matteo ormai in disarmo. 4-1, poi subito 5-1.

Rafa si diverte ora, bello un dritto vincente in giravolta dopo aver rincorso un pallonetto. Allo scoccare delle 2 ore e 35 minuti di contesa, il drittone a sventaglio di Nadal strappa per la quarta volta il servizio a Berrettini, consegnando il 6-1 e la 27esima finale Slam allo spagnolo, quinta qui a New York e terza in stagione dopo quella persa a Melbourne e quella vinta a Parigi. Contro Medvedev, domenica, difficile che sia una passeggiata simile a quella della finale di Montreal, ma questo Rafa è sempre più favorito per arrivare al 19esimo trofeo Major. Solo complimenti a Matteo per lo splendido torneo.

NADAL A FINE PARTITA –Grazie a tutti, il primo set è stato frustrante, tante occasioni sfumate, e poi il tie-break, che contro uno come Matteo è pericoloso. Lì sono stato fortunato a risalire e salvarmi, poi finalmente ho brekkato e la partita è cambiata completamente. Quando ho affrontato i set point mi sono concentrato sul mio servizio e ho cercato di non sbagliare. Congratulazioni a Matteo, è giovane, diventerà grande, è già uno dei migliori del mondo. Daniil è uno dei giocatori più solidi del tour, gioca sempre meglio, durante questa estate è stato incredibile. Ma in finale Slam non trovi mai avversari facili. Il segreto del rimanere competitivo è semplicemente la passione per quello che fai, non puoi avere carriere lunghe e di successo se non ami quello che fai, come per Serena. Per me significa molto essere qui, ci vediamo domenica!“.

Il tabellone maschile completo (con tutti i risultati aggiornati)

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Svelato il calendario dei tornei in Australia: nove eventi in programma più la ATP Cup

Tennis Australia ha inviato il calendario dei tornei pre-Australian Open ai giocatori che potrebbero partecipare

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La stagione 2021 tennistica non è ancora finita, ma gli occhi di tutti sono già puntati verso l’Australian Open 2022, che con il suo obbligo vaccinale sta già facendo discutere tutto il mondo del tennis. La seconda tappa a livello ufficiale è il calendario dei tornei previsti prima dello Slam australiano, inviato oggi tramite un memorandum a tutti i tennisti uomini e donne che potrebbero recarsi in Australia grazie alla loro classifica. Adelaide parte ospitando due tornei in contemporanea con l’ATP Cup, una partenza col botto per il circuito femminile che esordirà con un torneo di categoria 500 in programma dal 2 al 9 gennaio.

Il WTA 500 di Adelaide prenderà il posto in calendario del WTA 500 di Abu Dhabi, vinto lo scorso anno da Aryna Sabalenka. Non è da meno l’inizio del calendario ATP, che dal 1 al 9 gennaio vedrà sfidarsi sedici squadre nazionali da tutto il mondo nella Ken Rosewall Arena di Sydney per l’ATP Cup, ormai appuntamento fisso di prestigio dell’inizio di stagione. Ad Adelaide anche un torneo ATP 250, nello slot di calendario l’anno scorso occupato dall’Antalya Open e da Delray Beach. Calendario ricco anche a Melbourne, che dal 4 al 9 gennaio ospiterà ben due tornei WTA di categoria 250 e un ATP 250.

Spazio anche a tornei di categoria minore tra il 3 e il 9 gennaio, con l’ATP80 e ITF60k di Bendigo e Traralgon, entrambi a Victoria. A chiudere la prima settimana di tornei ci sarà il Victoria Wheelchair Open, dedicato al circuito del tennis wheelchair. Sydney sarà impegnata nella seconda settimana, con un altro WTA500 dal 10 al 15 gennaio al Sydney Olympic Park Centre. Nella stessa sede ci sarà un altro ATP250, erede insieme all’altro ATP250 sempre in programma dal 10 al 15 gennaio ad Adelaide dei due tornei vinti lo scorso anno da Jannik Sinner e Daniel Evans.

 

Il Memorial Drive di Adelaide vedrà in scena anche un altro WTA250, a completare quindi il programma pre-Australian Open con ben cinque tornei riservati alle donne. Victoria ospiterà gli ultimi due tornei del programma, il Melbourne Wheelchair Open allo Hume Tennis Center di Victoria e un torneo Juniors di categoria J1 a Traralgon, entrambi dal 15 al 19 gennaio. Nessuna sorpresa invece per la terza e quarta settimana dello swing australiano, con l’Australian Open maschile e femminile in calendario dal 17 al 30 gennaio. Definite anche le date dell’Australian Open Junior, dal 19 al 29 gennaio, e dell’AO Wheelchair Championship, dal 23 al 27 gennaio.

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Nitto ATP Finals: Zverev è impeccabile, Medvedev mai in partita. Secondo titolo di Maestro per Sascha

Il tedesco è ingiocabile al servizio e la sua potenza imbriglia il gioco del russo. Il primo campione delle Finals di Torino è lui

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[3] A. Zverev b. [2] D. Medvedev 6-4 6-4

Prima della finale di oggi, la prima delle Nitto ATP Finals giocata a Torino, era accaduto 10 volte su 18 che in caso di rivincita in finale tra due giocatori che si erano già affrontati nel girone, il perdente della prima sfida avesse poi ribaltato il risultato nell’atto conclusivo. Bene, ora possiamo aggiornare a 11 su 19.

Alexander Zverev gioca il miglior match del torneo solo poche ore dopo aver eliminato Novak Djokovic in semifinale, annichilendo Daniil Medvedev in appena 75 minuti con un 6-4 6-4 che non rende nemmeno giustizia alla sua superiorità in campo. Medvedev aveva vinto le ultime cinque sfide consecutive con il tedesco di cui due negli ultimi giorni: la semifinale di Parigi Bercy e come detto il match di Round Robin vinto al tie-break decisivo martedì pomeriggio.

 

Per Sascha si tratta inoltre del sesto titolo della sua stagione, il più prestigioso, ed è anche il secondo alle ATP Finals dopo quello vinto a Londra nel 2018. La vittoria di oggi è anche la n.59 di un 2021 chiuso in modo trionfale (Zverev non giocherà le Finals di Coppa Davis).

In entrambi i set il break è arrivato piuttosto presto, nel terzo game del primo e nel gioco di apertura del secondo. Da lì in avanti è cominciata una performance sontuosa del tedesco al servizio che chiuderà il match senza concedere alcuna palla break con 8 ace, un solo doppio fallo e l’83% di punti con la prima messa in campo quasi 3 volte su 4 (74%). Molto bene anche nelle scelte di discesa a rete con Medvedev lontanissimo dal campo in risposta (15 punti su 21).

Con simili numeri è già stato miracoloso il fatto che Medvedev abbia raccolto otto giochi complessivi, considerando che anche da fondo campo il russo è apparso molto lontano da una delle sue versioni migliori chiudendo addirittura con un saldo negativo tra vincenti ed errori (14/16), un autentico inedito per il Medvedev visto questa settimana.

Un Medvedev apparso quasi più apatico del solito in campo, incapace di invertire la tendenza di un match apparso da subito in salita. Forse non si aspettava nemmeno che Zverev fosse così fresco 17 ore dopo la battaglia con Djokovic nella seconda semifinale. Eppure quello più stanco dei due sembrava proprio il russo che ieri pomeriggio aveva passeggiato contro Casper Ruud.

Per Zverev si ripete dunque quanto era accaduto a Ivan Lendl nel 1982: ottenere il secondo titolo di Maestro senza ancora aver mai vinto un torneo del Grande Slam. Gli farà piacere sapere che poi Ivan ne ha vinti ben otto e a lui il tempo certamente non manca.

Il tabellone completo

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ATP Finals, è di Zverev la battaglia con Djokovic: sarà finale contro Medvedev

Il tedesco la spunta in quasi due ore e mezza di gioco e centra la sua seconda finale alle ATP Finals. Bello l’abbraccio a fine partita col serbo

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Alexander Zverev (sinistra) e Novak Djokovic (destra) - Nitto ATP Finals Torino 2021 (foto Twitter @atptour)

[3] A. Zverev b. [1] N. Djokovic 7-6 4-6 6-3

Ci si aspettava una battaglia, battaglia è stata. E a vincerla è Alexander Zverev, che elimina il numero uno del mondo Novak Djokovic in tre set e si qualifica per la finale delle ATP Finals, la seconda della sua carriera dopo quella vinta nel 2018 proprio contro il serbo. Il 24enne tedesco ottiene nel sabato sera del PalaAlpitour di Torino la sua quarta vittoria contro il numero uno del mondo, tornando a batterlo dopo il successo in rimonta di quest’estate alle Olimpiadi di Tokyo. È stata una partita equilibrata e molto combattuta, ma il tedesco complessivamente è stato il giocatore migliore: a fine gara sono 35 i suoi vincenti, contro i 27 del serbo, e 24 i suoi errori gratuiti, contro i 29 di Nole.  Zverev è stato bravo a rintuzzare le variazioni di gioco di Djokovic e lo ha battuto spesso anche negli scambi che si sono allungati oltre i nove colpi (il conteggio totale di questo tipo di scambi a fine gara è di 20-10 a favore del vincitore).

Sascha si giocherà il primo titolo sul suolo di Torino contro Daniil Medvedev e di certo arriverà alla finalissima meno riposato del russo, considerando che il campione dello US Open ha giocato nel pomeriggio (vincendo facilmente contro Ruud) e che la semifinale contro Djokovic è durata la bellezza di 2 ore e 28 minuti. Nole, dal canto suo, saluta Torino con un pizzico di amarezza (brutto il passaggio a vuoto che gli è costato il break nel terzo set) e rimanda ulteriormente l’appuntamento con il sesto trionfo alle ATP Finals, un appuntamento che aspetta dal 2015.

 

PRIMO SET: SUPER ZVEREV – Nel primo set regna l’equilibrio, i primi giochi sfilano via con i turni di servizio rispettati senza scossoni: si arriva al 5-4 senza che alcuno dei due giocatori permetta all’avversario di arrivare a 40 in risposta. Questo è dovuto soprattutto all’ottimo rendimento di entrambi al servizio: Nole vanta in questa fase l’81% di prime di servizio “unreturned” e Sascha il 77%, a conferma anche del fatto che la velocità della superficie torinese rende più agevole il compito di chi serve. La situazione inizia a movimentarsi nel decimo gioco, con Zverev al servizio: uno scambio lungo e di altissimo livello si conclude con uno schema palla corta-lob vincente di Djokovic, che chiama l’aiuto del pubblico. Poi Nole piazza la zampata: accelerazione di rovescio lungolinea vincente e prima palla break dell’incontro sul 30-40. Ma Sascha tira una sassata esterna con la prima palla, si salva e fa 5-5. Nel game successivo i ruoli si invertono: è Zverev che arriva a due palle break (15-40). Nole annulla la prima con un’ottima prima slice a uscire, e sulla seconda si inventa una gran cosa: segue a rete la prima palla centrando una gran demi-volée di rovescio. Una prodezza che gli permette di salire successivamente sul 6-5 garantendosi il tie-break. Tie-break che arriva, perchè nel dodicesimo gioco Sascha combina due pasticci con il diritto a punto già mezzo vinto ma poi si aggrappa a San Servizio e sale 6-6. Nel gioco decisivo, Djokovic commette un sanguinoso doppio fallo e Zverev va 3-2, ma restituisce il mini-break con un evitabilissimo errore di diritto. Il 24enne però torna subito avanti leggendo bene una palla corta del serbo aiutato anche dal nastro, che gli sistema la palla sul diritto per chiudere il punto (5-3). Sul 5-4 c’è uno scambio massacrante: Nole tenta di avvolgere l’avversario nella sua ragnatela, ma il tedesco si inventa un rovescio da applausi dal centro del campo (6-4). Ed è buono il primo set point, con la prima vincente: è 7-6 Zverev dopo un’ora esatta di gioco. Ed è un verdetto che può dirsi meritato, se si considera che la bilancia dei vincenti pende nettamente dalla parte del tedesco (14-8), il quale vince il 67% di punti sulla seconda contro il 38% di Nole.

SECONDO SET: LA ZAMPATA DI NOVAK – Segnali di cedimento di Djoko nel secondo gioco del secondo set, ma Zverev, avanti 15-30 in risposta, spreca una ghiotta opportunità mettendo fuori un (per lui) non impossibile passante di diritto in recupero (1-1). Salvo che in quella circostanza, non ci sono grandi scossoni e si arriva al 4-4. Sul servizio tedesco, Nole si fa avanti e sale 15-30 con uno smash, poi prende ancora il centro del campo affondando col diritto e chiudendo con un altro smash: palla break sul 30-40. Ma Zverev la annulla con un ace al centro. Djoko però spara un vincente con il rovescio incrociato, che impatta la linea (inutile il falco chiamato da Zverev): la seconda occasione è quella buona perché il serbo tira fuori una risposta da campione alla prima di servizio del tedesco (5-4). Il numero uno del mondo va a servire per il secondo set (dopo aver piantato un urlaccio al suo box affinché gli venisse portato un collirio al cambio di campo) e, con l’aiutino di Zverev che va fuori giri col rovescio, ha due set point a disposizione: ma concede due errori e il tedesco si arrampica sul 40-40. Qui però l’asso di Belgrado scaglia un ace al centro, ma Zverev non sta a guardare, entra dentro il campo e chiude col diritto. Al momento giusto arriva un’altra prima vincente ma sul quarto set point Zverev risponde alla grande col diritto. Sascha cerca un vincente col rovescio lungo linea ma la palla gli esce, e il quinto set point è quello buono con l’ace al centro di Nole, il sesto del suo match. Al termine di altro set equilibrato è chirurgico il serbo, che al momento giusto si aiuta con il servizio e non concede palle break in questo parziale: dopo un’ora e 49 minuti si va al terzo set.

TERZO SET: ZVEREV NON TREMA – Il turning point è nel quarto game, quando Djokovic si trova a dover fronteggiare due palle break dopo aver affossato malamente un diritto (15-40). Sulla prima, il rovescio di Zverev è lungo; ma sulla seconda il serbo casca sul terreno che dovrebbe essere a lui favorevole, sbagliando in lunghezza un rovescio in manovra durante uno scambio dal fondo che si era allungato. Zverev sale 3-1 e servizio e conferma il break aiutandosi con la prima palla (4-1). Nole sale 4-2 tenendo il servizio a zero, ma è nei turni di battuta di Alexander che ora si gioca la partita: è noto come Sascha in simili circostanze a volte ceda mentalmente e in effetti il tedescone concede palla del contro-break regalando col diritto. Però Nole gli dà una mano, forzando in modo inopportuno col diritto: la palla è lunga. Zverev tira un sospiro di sollievo anche nel punto seguente, quando, chiamato a rete dal serbo, vede il suo passante di rovescio sfilare fuori (non era facilissimo, per la verità). Infine, con una prima vincente Sascha si assicura la possibilità di servire per il match (5-2). Djokovic tiene il servizio in un gioco facile e interlocutorio (5-3) e si arriva al momento della verità: Zverev stavolta non trema, serve bene, comanda il gioco e arriva a tre match point quando un recupero di Djokovic sfila lungo. E porta a casa il match alla sua maniera, con un ace centrale. Il braccio di ferro lo vince Sascha, il bell’abbraccio a rete è una degna conclusione.


LE PAROLE A CALDO – A caldo, ai microfoni di Diego Nargiso, Zverev ha voluto fare un tributo a Djokovic: “A volte ci si dimentica tutto quello che Novak ha raggiunto. Abbiamo giocato cinque volte quest’anno e voglio dargli un tributo. E’ un giocatore pazzesco, il migliore di tutti i tempi, nessuno merita rispetto più di lui. La finale con Medvedev? Sarà una grande partita e spero che il pubblico sia dalla mia parte! Io sono il campione olimpico, lui ha vinto lo US Open, cercheremo di dare vita al miglior show possibile”.

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