World Padel Tour, profili: Belasteguin/Lima e le gemelle Alayeto

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World Padel Tour, profili: Belasteguin/Lima e le gemelle Alayeto

Torniamo a parlarvi del padel. Perché il seguito di questa disciplina cresce con costanza, e perché tra poco si giocherà un torneo importante in Italia

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Pablo Lima e Fernando Belasteguin
 
 

È con grande piacere che su Ubitennis riprendiamo a parlare di padel, lo sport che ha rivoluzionato la vita degli spagnoli e che, giorno dopo giorno, sta conquistando stelle del calcio mondiale e dello spettacolo nonché migliaia di italiani. Negli articoli che pubblicheremo nei prossimi mesi non vogliamo illustrarvi le regole del gioco, né parlarvi delle partitelle fra Totti e compagni, ma vogliamo portarvi nella massima lega del padel mondiale (il World Padel Tour), l’equivalente di ATP e WTA nel tennis, e farvi conoscere le coppie più forti di questo sport sia a livello maschile che femminile. La nostra nuova rubrica, “Profili”, è dedicata infatti ai professionisti del World Padel Tour, anzi alle coppie di professionisti, essendo il padel, a differenza del tennis, uno sport dedicato esclusivamente al doppio.

Oggi vi presenteremo le due coppie che rappresentano la storia passata e recente del circuito maschile e femminile, rispettivamente Fernando Belasteguin e Pablo Jose Lima, e Maria Jose e Maria Pilar Sanchez Alayeto, cioè le coppie ex numero uno del mondo che hanno ceduto lo scettro rispettivamente nel 2018 a Daniel Carlos Gutierrez e Maximiliano Sanchez e nel 2019 a Marta Marrero e Marta Ortega.

Fernando Belasteguin: il Messi del padel

Per inaugurare la nostra rubrica non potevamo che iniziare dalla “Storia” di questo sport, passato, presente e futuro del padel mondiale, Fernando Belasteguin, meglio conosciuto come ‘la Leggenda di Pehuajo’ o ‘il Messi del padel’ (soprannome affibbiatogli dal mitico Cruyff), o più semplicemente ‘il Bela’.

Nato e cresciuto a Pehuajo, piccola città argentina nella provincia di Buenos Aires, il 19 maggio 1979, il Bela, altezza 180 cm per 80 kg di peso, è un destro e nel 10×20 (le misure del campo di padel) occupa da sempre la parte sinistra (posizione cambiata di recente), anche conosciuta come quella del vantaggio nel tennis, la posizione dedicata nel padel, teoricamente, a colui che dovrebbe finalizzare il punto. Anche se lo stesso Bela più di una volta ha detto di non avere dei colpi spettacolari, a detta dei suoi colleghi si conosce dell’esistenza di alcuni colpi solo dopo averli visti eseguire dalla leggenda di Pehuajo. Belasteguin è il giocatore di padel più completo: i suoi colpi marchio della casa sono il pallonetto e il gancio (una via di mezzo tra uno smash piatto e una bandeja, il colpo interlocutorio del padel che non trova un equivalente nel tennis). Non si può parlare di Belasteguin senza citare gli innumerevoli record che ha ottenuto nella sua carriera sportiva:

 
  • 16 anni consecutivi chiusi come numero uno del ranking mondiale (13 con Juan Martin Diaz e gli ultimi 3 con Pablo Lima)
  • il più giovane atleta a diventare numero 1 al mondo, a 22 anni (ha debuttato come professionista all’età di 15 anni, nel 1995)
  • 63 vittorie consecutive in tornei ufficiali, cioè 22 tornei vinti di fila in 1 anno e 9 mesi (settembre 2005 – maggio 2007) senza sconfitte (in condivisione con Juan Martin Diaz)
  • 372 match disputati (339 vittorie, 33 sconfitte, dati aggiornati al Master di Cascais, settembre 2019)
  • rappresentando l’Argentina, ha vinto cinque campionati mondiali, l’ultimo dei quali nell’edizione del 2016 a Lisbona (Portogallo)

Pablo Jose Lima: il cannone di Porto Alegre

Nato e cresciuto a Porto Alegre, Brasile, l’11 ottobre 1986, altezza 180 cm per 75 kg di peso. Pablo è un mancino (zurdo in spagnolo) e nel 10×20 occupa la parte destra, anche conosciuta come quella del pari nel tennis, la posizione dedicata nel padel, teoricamente, a colui che dovrebbe costruire il punto e, solitamente, dedicata ai mancini. I suoi colpi marchio della casa sono il rovescio a due mani e la pegada/remate (tutti colpi che ribalzano violentemente prima nel campo avversario e poi sulla parete di fondo, terminando fuori).

Prima di iniziare l’avventura con Bela nel 2015 e diventare numero uno nel ranking mondiale WPT, Pablo è stato per molti anni consecutivi numero 2 al mondo, cercando di detronizzare Bela e Juan Martin Diaz. Come il Bela, anche Pablo inizia a dedicarsi al padel all’età di nove anni per diventare professionista nel 2004, ma è nell’anno 2008 che formando la coppia con il connazionale Jardin inizia a ottenere grandi risultati diventando la rivelazione della stagione. I migliori risultati di Lima arrivano nel 2009, vale a dire dall’unione con lo spagnolo Juani Mieres assieme al quale inizia il braccio di ferro tra i due aspiranti al trono e i re della storia di questo sport, Bela-Diaz, culminato l’11 giugno 2014, data storica in cui i due “Principi del Padel” riescono a far abdicare i Re dopo dodici anni consecutivi di trono. La loro leadership al numero uno dura solo una settimana, prima che i Re riconquistino il trono, ma è rimasto sicuramente un evento magico.

I numeri della coppia Bela-Lima, separazione e nuovo percorso

Il destino di Belasteguin e Lima si è disgiunto proprio durante l’estate del 2019, ma non potevamo iniziare una rubrica dedicata a questo sport senza partire dalla dupla regina, capace di rimanere al numero uno del ranking mondiale per tre anni e otto mesi consecutivi, dal 2015 al 2018 quando i due hanno abdicato in favore degli argentini Daniel Carlos Gutierrez e Maximiliano Sanchez. Nei quattro anni insieme Fernando e Pablo hanno disputato 43 finali vincendone 35. Nella storia rimarrà la finale del Masters 2018, torneo in cui Belasteguin tornava in azione dopo quattro mesi di inattività dovuta all’infortunio e operazione del gomito destro.

Gli innumerevoli infortuni patiti negli ultimi anni da Belasteguin e la decisione di Lima di non vivere più a Barcellona (residenza di Fernando) sono stati probabilmente gli elementi decisivi nella involuzione del gioco della coppia, che ha portato Belasteguin a decidere di percorrere una nuova strada. L’ultima partita di Bela e Lima insieme è la finale del Master di Buenos Aires del 2019 terminata con il ritiro della coppia argentino-brasiliana a seguito di un infortunio al tallone del piede di Fernando sul punteggio di 5-5 primo set.

Dopo aver provato l’unione con dividersi giocatori del WPT, Pablo Lima ha deciso di unire le forze con il giovane e promettente spagnolo Alejandro Galan, già vincitore di quattro tornei del WPT e campione del mondo 2019 nel torneo a coppie. La strada sembra essere in discesa per questa dupla che al debutto ha vinto i primi due tornei disputati in sequenza e ha lasciato il segno anche nel Master di Cascais con il terzo titolo (trofeo conquistato battendo in semifinale proprio Belasteguin), che candida Pablo e Ale alla lotta per il numero 1 del ranking.

La scommessa di Fernando Belasteguin è stata invece molto più ardua. Infatti, il campione argentino non finisce di stupire dopo tutto quello che ha vinto e ha deciso di provare a tornare sul tetto del mondo unendo le forze con l’under 20 argentino Agustin Tapia, debuttante nel WPT nel 2018 in coppia con Juan Martin Diaz. Inoltre, Bela per questa unione ha deciso di cambiare posizione in campo giocando sul lato destro. Dopo i primi tre tornei questa unione ha portato già un grande titolo (decretando Tapia il più giovane vincitore di un torneo WPT, record sottratto al giovane argentino Franco Stupaczuk), il Master di Madrid, ottenuto battendo rispettivamente i numeri 2 del ranking Paquito Navarro e Juan Lebron in semifinale e i numeri 1 del mondo Daniel Carlos Gutierrez e Maximiliano Sanchez nella finalissima.

Le gemelle atomiche Alayeto

La natura le ha fatte nascere insieme, il padel non poteva separarle. Ecco perché Maria Jose e Maria Pilar Sanchez Alayeto sono una coppia fin dalla nascita. Le loro imprese sono raccolte nel loro sito ufficiale, dove raccontano la loro vita dentro e fuori dal campo.

Nate e cresciute a Zaragoza (Spagna), il 20 giugno 1984, ma residenti a Madrid, Majo e Mapi sono identiche quasi in tutto, ad eccezione dei due cm di altezza di differenza (Majo 175 cm, Mapi 173 cm) e della posizione in campo: reves (vantaggio o sinistra) per Majo, drive (parità o destra) per Mapi. I colpi marchio della casa sono per Majo lo smash piatto, mentre per Mapi sono la volée di rovescio e la bandeja. Entrambe giocano con la mano destra.

Le gemme Alayeto hanno conquistato nel padel tutto quello che si può vincere, a partire dalla posizione numero uno del ranking World Padel Tour, che occupavano già nel 2016 e poi riconquistata saldamente dal 2017 fino all’inizio della stagione 2019 (quando per una lesione Mapi ha dovuto lasciare per sei mesi il circuito rientrando solo nell’estate del 2019), passando per i titoli di campionesse d’Europa di coppia e per nazioni (2009) e del mondo per nazioni (2010, 2014, 2016, 2018) e per coppia (2018). Nel circuito di padel più importante al mondo, il World Padel Tour, Majo e Mapi nel 2017 sono state capaci di vincere nove titoli su dodici disputati (nove trofei su altrettante finali, di cui sette consecutivi), incluse le Finals di Madrid, per un totale di 39 match vinti su 41 giocati (26 vittorie consecutive).

Come molti giocatori e giocatrici anche le gemelle Alayeto hanno iniziato la loro carriera nel tennis e, sempre insieme in doppio, hanno conquistato il titolo di campionesse di Spagna. L’amore verso il padel scatta nel 2007, mentre nel 2009 entrano nel circuito professionistico del Padel Pro Tour (attuale World Padel Tour).

Il superclassico del padel mondiale al femminile

La lotta contro la coppia formata dalle connazionali Alejandra Salazar e Marta Marrero è stata la rivalità più accesa degli ultimi anni nel circuito professionistico femminile, culminata nel 2016 quando Salazar e Marrero sono riuscite a scavalcare le gemelle in testa alla classifica mondiale. All’inizio del 2017, nel quarto torneo della stagione, in quel di Valladolid, la finale proprio tra le gemelle e le acerrime rivali si risolse in modo inaspettato, con l’infortunio di Salazar e il suo conseguente abbandono. L’infortunio della madrilena risultò più grave del previsto, obbligandola a saltare il resto della stagione e lasciando Marrero di fronte alla scelta di trovare una nuova compagna di squadra. Unendo le forze con l’argentina Catalina Tenorio, Marta riuscì ad arrivare cinque volte in finale, quattro di queste contro le gemelle, ma non riuscì mai a vincere un titolo. La conseguenza di questi eventi portò Majo e Mapi di nuovo sul tetto del mondo.

Nel 2018 Salazar è rientrata dall’infortunio e, in coppia nuovamente con Marta Marrero ha riacceso la sfida infinita contro le gemelle terribili con otto scontri diretti (di questi sette finali e una semifinale, sei successi per Marrero/Salazar tutti in finale e due vittorie per le Alayeto). Anche il 2018 è stata una grande stagione per le gemelle Alayeto, con cinque titoli complessivi, sufficienti per respingere l’attacco di Salazar e Marrero e chiudere la stagione al numero uno del ranking. Nel 2019 è stato superato l’equatore della stagione e Mapi è finalmente rientrata in campo conquistando già la prima semifinale. Siamo certi che le gemelle Alayeto torneranno presto alla vittoria e che daranno vita a grandi battaglie. Purtroppo non potremo più assistere al superclassico contro Salzar e Marrero dato che le due rivali hanno deciso di sciogliere il loro team alla fine dello scorso anno, ma sicuramente la battaglia sarà intensa tra le gemelle e le rispettive coppie che Salazar e Marrero hanno formato all’inizio del 2019.

Appuntamenti con il padel da segnare in agenda

Il grande Padel internazionale sarà di scena in Italia dal 4 al 9 novembre: al Bola Club di Roma andranno infatti in scena i campionati europei con la Spagna grande favorita e un lotto di pretendenti al trono tra cui l’Italia padrone di casa, il Portogallo sempre più presente anche nel WPT e la Francia che ben si comporta nel panorama europeo e mondiale.

Non perdete di vista i prossimi articoli – pubblicheremo circa con cadenza mensile – sul World Padel Tour perché a fine stagione verranno annunciate le località che ospiteranno i tornei della prossima stagione. Già è noto che Roma sarà tappa ufficiale del WPT nel 2020 ma ancora non si conoscono le date e la sede. Inoltre, il World Padel Tour non vi abbandona mai con notizie puntuali sul sito ufficiale, sui canali social di Facebook e Instagram e con lo streaming completamente gratuito sul canale youtube dedicato, con dirette dal venerdì alla domenica nelle settimane in cui si disputano i tornei Open e Master della lega di Padel più importante al mondo.

IN ITALIA –Dal weekend del 5 e 6 ottobre partirà a Roma la terza edizione della Vueling Padel Cup, il torneo amatoriale che mette in palio due biglietti aerei omaggio andata e ritorno (per primo e secondo classificato) verso una delle 40 mete europee operate da Fiumicino. Tutto ciò è reso possibile dalla compagnia aerea Vueling, che per il terzo anno sostiene la manifestazione dilettantistica. Lo scorso anno nei sei weekend di gara si contarono circa 1000 partecipanti e anche per l’edizione 2019 ci si aspetta una grande affluenza. Ecco il calendario dell’evento con le relative strutture ospitanti:

  • 5/6 ottobre: Aurelia Padel
  • 19/20 ottobre: Queen Padel Roma Club
  • 2/3 novembre: T.C. San Giorgio
  • 16/17 novembre: Bailey Padel Club
  • 30 novembre e 1°dicembre: Paddle Clan Hill 23
  • 14/15 dicembre: Master Finale – Villa Pamphili Padel Club

A cura di Massimiliano Mingrone

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WTA Toronto: la meraviglia Haddad Maia, la solidità Pliskova, e la forza della rimonta. Battute Bencic e Zheng

La sensation brasiliana e la big server ceca sono capaci di rientrare, ed eliminare, la svizzera e la cinese

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Beatriz Haddad Maia - Toronto 2022 (foto Twitter @NBOtoronto)

Non c’è mai sconfitta nel cuore di chi lotta. Frase trita e ritrita, di cui spesso si sottovaluta anche l’effettiva veridicità. Ma in questo caso, parlando dei due quarti di finale della sessione serale al WTA 1000 di Toronto, i risultati lasciano poco adito a dubbi. Sia Beatriz Haddad Maia, la brasiliana protagonista della stagione sull’erba, che Karolina Pliskova, ex n.1 che finalmente trova un buon risultato nel 2022, hanno infatti perso il primo set per poi vincere in rimonta contro Belinda Bencic e Qinwen Zheng rispettivamente. Due partite equilibrate e godibili, che mandano avanti due giocatrici adatte al veloce, brave a sfruttare il servizio, con un leggero vantaggio causato dall’esperienza e la battuta fulminante per la ceca. Due precedenti, entrambi sul cemento, l’ultimo a Indian Wells lo scorso anno vinto da Haddad Maia, l’altro nel lontano 2018 all’Australian Open appannaggio di Pliskova.

Il tabellone completo del WTA 1000 Toronto

B. Haddad Maia b. [12] B. Bencic 2-6 6-3 6-3

 

Dopo aver servito la sorpresa del torneo, battendo Iga Swiatek al terzo turno, la brasiliana non è ancora paga e vuole continuare a vincere. Detto, fatto, ed elimina anche Belinda Bencic per trovare la prima semifinale 1000 della carriera al primo quarto di finale giocato, contro un’avversaria che era invece al secondo solo quest’anno (primo a Toronto dal 2015, quando batté Ana Ivanovic per poi addirittura vincere il torneo in finale contro Simona Halep). E in effetti inizialmente ha pagato la maggiore esperienza della svizzera, che ha vinto abbastanza nettamente il primo set, servendo bene e trovando buoni angoli con il rovescio, impedendo ad Haddad Maia di attaccare. La brasiliana è però brava a prendere le giuste misure e rendere pan per focaccia nel secondo parziale, sfruttando meglio le curve mancine del suo servizio e riuscendo a trarre punti e occasioni anche dalla difesa più estrema, così da riuscire a forzare il terzo set.

E proprio nel parziale decisivo compie il capolavoro la n.24 del mondo: subito sotto 2-0, non molla la presa ma continua con il suo tennis di accelerazioni e variazioni, arrampicandosi sul pessimo 30% con la seconda di Bencic e su un servizio che inizia ad essere tremolante per la dodicesima forza del seeding. Così facendo Haddad Maia gestisce il gioco in risposta, traccia il campo quando vuole e si crea le occasioni (poi sfruttate) per vincere 6 degli ultimi 7 game e mandare a casa un’altra favorita, una che ha vinto 5 titoli su 8 sul cemento in carriera (compreso un oro olimpico). “Sono orgogliosa di me stessa e della mia squadra“, commenta la brasiliana, “ho iniziato la partita non giocando come volevamo, quindi il primo set sbagliavo un po’ di più del normale, rispetto ad altre partite. Ma sono felice di essermi imposta di restare in gioco, perché so che la partita di tennis può cambiare molto velocemente. Stavo cercando di giocare ogni singolo punto, stavo migliorando, mi sentivo meglio. Alla fine del secondo set mi sentivo benissimo, e poi ero pronta nel terzo. Sono felice di aver passato questo turno“.

Chiaramente può guardare avanti con ottimismo ora Haddad Maia, dopo aver battuto la n.1 del mondo e un’ex campionessa del torneo, ma è giusto comunque contestualizzare e vedere chi sarà la prossima, come fa in conferenza stampa parlando di Karolina Pliskova: “Penso che nelle semifinali 1000 tutti giochino bene e siano fiduciosi. È ora di godersela e dare tutto in campo. Con Karolina ho giocato due volte e, una ho vinto io e una lei; è una giocatrice molto aggressiva. Serve bene, è molto difficile giocare contro giocatrici del genere“.

[14] K. Pliskova b. Q. Zheng 4-6 6-4 6-4

Un anno dopo, l’aria del Canada fa di nuovo da linfa a Karolina Pliskova, che trova finalmente un acuto in questo opaco 2022. Parte da favorita, accusa un po’ di pressione, ma riesce poi a gestirla per eliminare la sorprendente Qinwen Zheng, che è costretta ad interrompere la sua corsa sul muro dell’esperienza e dei servizi (10 ace a referto) della ceca, quattordicesima testa di serie del tabellone, che con questa vittoria in rimonta è a un solo match dal confermare almeno la finale dello scorso anno, persa poi contro Giorgi. Si tratta solo della seconda semifinale di quest’anno (dopo quella del 250 di Strasburgo), mentre l’anno scorso a questo punto della stagione ne aveva già raggiunte due nei 1000, più quella a Wimbledon. Ma sicuramente questa vittoria per niente semplice le darà un bell’infuso di fiducia.

Parte e prova subito la fuga Pliskova, si porta sul 3-0, appare in pieno controllo, salvo rovinare tra gli errori e un upgrade di livello di Zheng, che trova più continuità da fondo e anche più vincenti, territorio in cui la ceca con le sue lunghe leve entra chiaramente in difficoltà. Ma Karolina non demorde, e anche nel secondo si porta avanti di un break, cavalcando l’onda di una cinese che qualcosa almeno al servizio offre, in luogo della bufera che è in risposta, dove ancora una volta riesce a recuperare lo svantaggio spazzolando il campo con il dritto. La ceca stavolta però non trema, rimane lucida e piazza bene i piedi in campo per forzare il set decisivo. Qui sono i servizi a farla da padrone (chiudono con il 71% di conversione con la prima Pliskova, 67 Zheng), con l’equilibrio che solo nell’ottavo game si rompe a favore della ceca, oggi insolitamente meglio in risposta che con la sua amata battuta. E, non a caso, chiuderà proprio operando l’ennesimo break di una partita intesa, equilibrata e mai scontata, nel decimo game, per il terzo, ed ultimo, 6-4 della partita.

Il tabellone completo del WTA 1000 Toronto

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ATP

ATP Montreal: Evans di rimonta sfianca Paul, Draper dura solo un set con Carreno Busta

Seconda volta negli ultimi quattro di un Masters 1000 per Daniel Evans, al contrario Tommy Paul conferma una tradizione negativa perdendo il 7°quarto di finale sugli otto disputati nel 2022

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Daniel Evans - ATP Cup 2022 Sydney (foto Facebook ATP Cup)

D. Evans b. T. Paul 1-6 6-3 6-4

Dopo aver messo in fila gli scalpi di Hurkacz, Djokovic e Goffin nell’aprile 2021 a Montecarlo, Daniel Evans si ripete al Canada Open centrando la seconda semifinale della carriera in un Masters 1000. Un risultato ottenuto grazie alle vittorie sulle tds n. 5 e 10 di Montreal, Rublev e Fritz, e sigillato con il successo in rimonta – e in notturna – per 1-6 6-3 6-4 in quasi due ore e venti di gioco ai danni di Tommy Paul. Il tennista britannico dà così continuità al quarto di finale raggiunto settimana scorsa a Washington – due tornei nei quali ha battuto agli ottavi sempre lo stesso avversario – migliorando ulteriormente il suo piazzamento e soprattutto invertendo la rotta della propria stagione.

Infatti il 32enne della West Midlands sembrerebbe essere rinato in questa prima tranche dello swing estivo nordamericano, successivamente ad un primo semestre avaro di soddisfazioni e di risultati di rilievo. Basti pensare che il quarto conquistato nella capitale degli States, è stato il primo stagionale per il 39 ATP; mentre a proposito di quarti di finale, si conferma una tradizione alquanto infausta per l’americano. Il 25enne del New Jersey ha avuto infatti un rendimento molto costante nel 2022, senza tuttavia picchi di rendimento: degli otto quarti in stagione ne ha vinto soltanto uno, a Delray Beach, con un record che se allargato all’intera carriera parla di un bilancio negativo di 4 vittorie e 12 sconfitte.

 

Da lunedì potrà comunque consolarsi con il nuovo best ranking al n. 31 del ranking, l’americano era stato al massimo n. 32 meno di tre mesi fa. Migliore posizione di sempre che invece non toccherà ad Evans, dalla prossima settimana almeno n. 23, ma che non è escluso arrivi considerando lo squarcio basso del tabellone: un’occasione più unica che rara per Dan, con il sogno sempre più reale di rinverdire quella piazza di n. 22 raggiunta nel settembre dello scorso anno. Intanto si porta a più due nel differenziale del bottino stagionale: 19 partite vinte e 17 perse.

IL MATCH – Ad aprire il programma della sessione serale all’Omnium Banque Nationale Presente by Rogers, nella giornata dedicata ai quarti di finale, è il secondo accoppiamento della parte bassa del tabellone: il derby tra “cugini” anglo-statunitensi Daniel Evans e Tommy Paul. Si affrontano per la seconda volta: il primo scontro risale al 2018 e curiosamente andò scena proprio in Canada al Challenger di Vancouver, fra l’altro al via la prossima settimana. Una partita che prometteva grande spettacolo, e che soprattutto forniva alla vigilia diversi spunti d’interesse. Si affrontano infatti due giocatori dallo stile completamente opposto, da una parte la solidità del 25enne del New Jersey che rappresenta il classico prototipo del tennista di formazione Usa – anche se cresciuto sui campi in terra della Carolina del Nord – dotato di un portentoso dritto con il quale può comandare a piacimento gli scambi da fondo; dall’altra invece un’esponente del tennis anni ’80 con la sua spigliata capacità di variare costantemente il proprio gioco e di appoggiarsi sul peso della palla avversaria affinché possa avere il tempo necessario per scendere a rete.

Il primo momento di difficoltà per chi serve arriva nel quarto game, con il 32enne di Birmingham in battuta: fino a quel momento aveva tenuto il campo perfettamente il n. 39 ATP, riuscendo abilmente a rimandare dall’altro lato soluzioni sempre diverse e sfruttando in questo senso la varietà in suo possesso nel rovescio, alternando con cambi sistematici il proprio magistrale back al suo comunque ottimo ed elegante rovescio monomane; ma appena la prima di servizio è andata leggermente in affanno il tennista inglese ha cominciato a perdere parecchi metri e a dover remare come un forsennato sulle geometrie di Tommy. L’americano difatti avendo più tempo per preparare, inizia a spostarsi con più continuità dalla parte sinistra per poter smistare il palleggio attraverso lo sventaglio.

Il colpo anomalo di dritto, specie in lungolinea, fa veramente molto male e Daniel non può far altro che entrare in una spirale di problemi, senza soluzione di continuità, dinanzi alla regolarità delle aperture del giocatore statunitense. Questo perché, qualora il match dovesse dispiegarsi sul ritmo, semplicemente Evans sarebbe inerme e privo di qualsiasi possibilità di poter fare partita pari. Ma ciò che sta, sicuramente, prendendo la scena nella prima frazione dell’incontro è l’imperiale livello in risposta di Paul: le ribattute del n. 34 al mondo sono incredibilmente infuocate ed in grado di mettere costantemente pressione all’avversario. Dan ha certamente un atteggiamento invidiabile, non molla neanche un quindici, e regala agli spettatori perle al volo con autentici capolavori – una copertura della rete da volleatore di prima classe, con esecuzioni plananti.

Tuttavia la consistenza e la velocità del tennis dell’ex n. 3 junior è troppo superiore: centra un primo break sul 2-1 alla terza opportunità, per poi addirittura salire sul 5-1 breakkando ancora. In realtà la parte centrale del set vede tre giochi consecutivi risolversi ai vantaggi, i quali però vengono tutti vinti da Paul. Il campione del Roland Garros junior 2015, infatti, porta a casa due giochi in risposta, che gli valgono altrettanti strappi, ed uno al servizio – consolidando il primo break in rimonta dal 15-30 – ad oltranza. Quindi, nonostante un 6-1 in 39 minuti c’è stata comunque lotta ma ciò non toglie gli enormi meriti del tennista a stelle e strisce, che ha assolutamente mostrato un tennis degno di questo punteggio.

Un altro aspetto che il match sta fornendo in maniera chiara, sono i numerosi progressi compiuti da Paul dalla parte del rovescio. Miglioramenti che si sono rivelati fondamentali per mostrare il livello espresso nei suoi primi sei mesi di stagione. Sul campo questa nuova solidità del bimane americano si osserva molto bene, da un punto di vista tattico, quando il giocatore di Sua Maestà nel prendere la rete in controtempo, va ad attaccare sempre sul rovescio di Tommy – suo colpo storicamente meno sicuro – subendo però soltanto chirurgici e filanti passanti. Il nativo di Birmingham sa però, che questa canadese, è una ghiottissima occasione; perciò parte super carico in avvio di seconda frazione: dopo aver cancellato una pericolosissima palla break in apertura – che sapeva di match ball – ha avuto lui la chance per scappar via, ma un concreto 25enne di Voorhees l’ha frantumata con gran spavalderia. I come on di Evans di susseguono ma non sembrano incrinare in alcun modo le sicurezze acquisite dal n. 34, in questa settimana, così come non pare infastidire l’approccio in slice: su queste palle molto basse si disimpegna alla grande.

Adesso comunque Paul è visibilmente calato, in termini di visione periferica, essendo più impreciso nelle sue geometrie e nella costruzione del punto: ora fa estrema fatica a trovare l’angolo del campo sguarnito, propedeutico a muovere l’avversario. Dan è invece scatenato, e infilando Tom a rete con un bel passante in corsa di dritto, sfrutta il secondo break point del set in suo favore. Allungo giunto nel sesto game e prontamente confermato, per il 5-2 Evans. L’americano sì è incartato all’improvviso, inoltre anche sul piano fisico le cose si sono invertite, Daniel corre come un indiavolato al contrario del classe ’97 cresciuto in Carolina del Nord che è diventato lento a livello di reattività dei piedi, uno dei punti di forza del suo tennis e che venendo meno lo portano ad arrivare sulla palla con quella decisiva frazione di ritardo. Il britannico ha ritrovato brillantezza e quando un tennista del suo talento acquisisce anche questa dote è veramente un bel vedere oltre che difficilmente si può essere in grado di tenergli testa: così nel momento della verità, non trema e suggella il 6-3 in 43 minuti.

Il parziale finale si apre nel segno dell’equilibrio, previsto dalle anticipazioni della gara ma effettivamente mai pervenuto finora, dovuto ad un innalzamento generale del livello dell’incontro: si assiste infatti, in questo frangente di partita, ai punti più belli dell’intero match, con i due giocatori che si sfidano a colpi di fioretto e di reni tra pallonetti volanti, tocchi sopraffini e passanti girati di schiena. L’inerzia è però cambiata rispetto all’inizio: la rapidità di Evans crea il vuoto, insieme anche ad una crescita sostanziale del servizio british.

Puntuale il break di Dan sul 2-1, che sale ancora grazie ad un’isperata pesantezza del dritto. Il 32enne di Birmingham vede il traguardo avvicinarsi sempre di più, ma deve ancora soffrire nell’ottavo game: si complica maledettamente la vita a causa di un doppio fallo e va sotto 15-40. Sul secondo break point è bravissimo Evans, la cancella con un complicatissimo smash, tuttavia i rimpianti di Paul sono sulla prima dove un nastro beffardo gli porta via un dritto che sarebbe stato vincente. Tommy annulla un match point, nell’ennesimo quindici spettacolare del set, e ci prova fino alla fine; ma Dan è un treno che non si ferma più: chiude al secondo tentativo, 6-4 in 57 minuti.

A livello statistico, i numeri ci dicono che il match è stato comunque condotto complessivamente da Paul, autore di 40 winners mitigati da 30 unforced, nettamente più conservatrice la performance del nativo di Birmingham: -1 (15/16). Ciò nonostante il match, al di là dei numeri che a volte possono essere fuorvianti, è stato certamente molto godibile, con entrambi sempre pronti a verticalizzare e che si sono esibiti in grandi prodezze a rete o in scambi estremamente entusiasmanti. In sintesi, non ci si è per nulla annoiati.

P. Carreno Busta b. [Q] J. Draper 7-6(4) 6-1 (dal nostro inviato a Montreal, Vanni Gibertini)

È durato un set o poco più il sogno di Jack Draper di raggiungere la sua prima semifinale di un Masters 1000. Dopo un primo set molto combattuto e giocato con grande profusione di energie da entrambe i protagonisti, l’esperienza di Pablo Carreno Busta è venuta fuori e non ha lasciato scampo al suo giovane avversario, che comunque ha fatto vedere di non essere troppo lontano dai livelli di vertice.

Draper ha messo in mostra grande esuberanza fisica, la capacità di iniettare velocità nella pallina con grande efficacia e la capacità di utilizzare il vantaggio di essere mancino. Il tennis ha sicuramente trovato un altro protagonista che farà divertire.

IL MATCH – Dopo la varietà di schemi e le ripetute discese a rete di Evans-Paul, il pubblico serale dell’IGA Stadium ha dovuto tornare ad apprezzare un tipo di gioco più abituale nel tennis moderno fatto di potenti scambi da fondo e ritmo sui palleggi. Si tratta di un terreno di battaglia sul quale Carreno Busta ha sicuramente molta più esperienza di Draper, e infatti all’inizio del match sembrava che lo spagnolo potesse staccarsi agevolmente. Tuttavia, annullando ben sei palle break nei primi due turni di battuta, Draper è comunque riuscito a tenere egregiamente il campo contro il suo più esperto avversario facendo leva un po’ sulla battuta ma soprattutto sul suo rovescio mancino “alla Sock”, con una rotazione molto accentuata e una traiettoria simile a quella prodotta da Norrie ma con molta più velocità.

Ci è voluta più di mezz’ora per completare i primi quattro game, poi però Draper ha cominciato un po’ a pagare la desuetudine a giocare partite di questa intensità concedendo il break per primo al settimo gioco. Tutto sembrava seguire il copione, fino a quando, nel momento di servire per il set sul 5-4, Carreno Busta prima incassava un paio di bei colpi da parte di Draper, poi sulla prima palla break concessa nel match e nel torneo ha commesso doppio fallo regalando il 5-5.

Nel tie-break successivi ci sono stati quattro minibreak nei primi sei punti, poi sul 4-4 Carreno Busta si aggiudicava uno scambio di 31 colpi concluso con un recupero in corridoio su una palla corta, e dopo un’ora e 15 minuti poteva incamerare il primo set.

Su quello scambio lunghissimo probabilmente Draper ha lasciato parecchio di ciò che aveva nel serbatoio, più mentalmente che fisicamente. Carreno Busta iniziava il secondo set come se nulla fosse martellando sulla diagonale sinistra e volando subito sul 3-0, dando così il via alla fuga verso il parcheggio o verso la metropolitana di buona parte degli spettatori, dato che si erano ormai fatte le 23 di venerdì sera.

Il resto della partita è stata quasi una formalità: Draper ha fatto vedere qualche altro lampo di quello che probabilmente di mostrerà negli anni a venire, ma il presente è Carreno Busta, che ha chiuso il match raggiungendo in semifinale Daniel Evans per dar vita a una sfida che non ha precedenti ufficiali a livello ATP.

IL TABELLONE DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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ATP

ATP Cincinnati, il tabellone maschile: difficile esordio per Berrettini con Tiafoe

Tabellone equilibrato a Cincinnati. Alcaraz dalla parte di Nadal. Sinner esordisce contro un qualificato, ci potrebbe essere di nuovo Carreno Busta

Pubblicato

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Alexander Zverev (sinistra) e Andrey Rublev (destra) - Cincinnati 2021 (foto Twitter @cincytennis)

Sorteggiato a Mason, Ohio il tabellone principale del singolare maschile per il Western&Southern Open. Medvedev, Tsitsipas e Hurkacz nella parte alta; Nadal, Alcaraz e Ruud nella parte bassa in un tabellone tutto sommato piuttosto bilanciato.

In n. 1 del mondo Medvedev avrà al secondo turno (dopo il bye) il vincente tra Botic Van de Zandschulp e Maxime Cressy, poi dovrebbe incontrare chi esce da una zona piuttosto affollata con Dimitrov, Shapovalov, Paul e Brooksby. La testa di serie n. 2 Nadal esordirà contro il vincente tra Borna Coric e un qualificato, poi probabilmente Roberto Bautista Agut.

Matteo Berrettini ha un inizio complicato con Frances Tiafoe al primo turno e poi il vincente tra Khachanov e Korda. Sinner troverà invece un qualificato nel suo primo incontro (ricordiamo che ci sono tre italiani nelle qualificazioni: Musetti, Sonego e Fognini) e poi eventualmente Kecmanovic o la rivincita con Carreno Busta.

 

Il link al tabellone (aggiornato quotidianamente)

Il tabellone – parte alta

Il tabellone – parte bassa

OTTAVI TEORICI

[1] D. Medvedev vs [16] G. Dimitrov
[11] T. Fritz vs [6] A. Rublev
[4] S. Ttsitsipas vs [13] D. Schwartzman
[12] M. Berrettini vs [8] H. Hurkacz
[5] C. Ruud vs [9] C. Norrie
[14] M. Cilic vs [3] C. Alcaraz
[7] F. Auger-Aliassime vs [10] J. Sinner
[15] R. Bautista-Agut vs [2] R. Nadal

IL SORTEGGIO DEGLI ITALIANI

[10] J. Sinner vs Q
[12] M. Berrettini vs F. Tiafoe

INFORMAZIONI SUL TORNEO

  • tabellone a 56 giocatori (16 teste di serie, 16 bye)
  • 44 giocatori entrati per accettazione diretta
  • 7 qualificati
  • 4 wild card

Copertura televisiva

Il torneo di Cincinnati, come tutti quelli di categoria Masters 1000, sarà trasmesso in diretta da SKY Sport. Le immagini in diretta saranno visibili anche sottoscrivendo l’abbonamento a NOW, la piattaforma streaming di SKY utilizzabili da ogni tipologia di dispositivo (notebook, tablet, smartphone e smart TV). Il pass Sport per un mese costa 9,99 euro.

Calendario di gioco

Sabato 13 agosto: primo turno qualificazioni (dalle 16 italiane)
Domenica 14: turno finale qualificazioni

Domenica 14: primo turno sessione serale
Lunedì 15: primo turno (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Martedì 16: primo e secondo turno (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Mercoledì 17: secondo turno (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Giovedì 18: ottavi di finale (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Venerdì 19: quarti di finale (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Sabato 20: semifinali (sessione diurna dalle 17, sessione notturna da mezzanotte)
Domenica21 : finali maschile e femminile (sessione diurna, le due finali a partire dalle 18)

Prize money dell’ATP Cincinnati 2022

  • R1: 25.110$
  • R2: 45.315$
  • R3: 84.510$
  • QF: 157.995$
  • SF: 289.655$
  • F: 529.710$
  • V: 970.020$

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