World Padel Tour, profili: Belasteguin/Lima e le gemelle Alayeto

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World Padel Tour, profili: Belasteguin/Lima e le gemelle Alayeto

Torniamo a parlarvi del padel. Perché il seguito di questa disciplina cresce con costanza, e perché tra poco si giocherà un torneo importante in Italia

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Pablo Lima e Fernando Belasteguin

È con grande piacere che su Ubitennis riprendiamo a parlare di padel, lo sport che ha rivoluzionato la vita degli spagnoli e che, giorno dopo giorno, sta conquistando stelle del calcio mondiale e dello spettacolo nonché migliaia di italiani. Negli articoli che pubblicheremo nei prossimi mesi non vogliamo illustrarvi le regole del gioco, né parlarvi delle partitelle fra Totti e compagni, ma vogliamo portarvi nella massima lega del padel mondiale (il World Padel Tour), l’equivalente di ATP e WTA nel tennis, e farvi conoscere le coppie più forti di questo sport sia a livello maschile che femminile. La nostra nuova rubrica, “Profili”, è dedicata infatti ai professionisti del World Padel Tour, anzi alle coppie di professionisti, essendo il padel, a differenza del tennis, uno sport dedicato esclusivamente al doppio.

Oggi vi presenteremo le due coppie che rappresentano la storia passata e recente del circuito maschile e femminile, rispettivamente Fernando Belasteguin e Pablo Jose Lima, e Maria Jose e Maria Pilar Sanchez Alayeto, cioè le coppie ex numero uno del mondo che hanno ceduto lo scettro rispettivamente nel 2018 a Daniel Carlos Gutierrez e Maximiliano Sanchez e nel 2019 a Marta Marrero e Marta Ortega.

Fernando Belasteguin: il Messi del padel

Per inaugurare la nostra rubrica non potevamo che iniziare dalla “Storia” di questo sport, passato, presente e futuro del padel mondiale, Fernando Belasteguin, meglio conosciuto come ‘la Leggenda di Pehuajo’ o ‘il Messi del padel’ (soprannome affibbiatogli dal mitico Cruyff), o più semplicemente ‘il Bela’.

Nato e cresciuto a Pehuajo, piccola città argentina nella provincia di Buenos Aires, il 19 maggio 1979, il Bela, altezza 180 cm per 80 kg di peso, è un destro e nel 10×20 (le misure del campo di padel) occupa da sempre la parte sinistra (posizione cambiata di recente), anche conosciuta come quella del vantaggio nel tennis, la posizione dedicata nel padel, teoricamente, a colui che dovrebbe finalizzare il punto. Anche se lo stesso Bela più di una volta ha detto di non avere dei colpi spettacolari, a detta dei suoi colleghi si conosce dell’esistenza di alcuni colpi solo dopo averli visti eseguire dalla leggenda di Pehuajo. Belasteguin è il giocatore di padel più completo: i suoi colpi marchio della casa sono il pallonetto e il gancio (una via di mezzo tra uno smash piatto e una bandeja, il colpo interlocutorio del padel che non trova un equivalente nel tennis). Non si può parlare di Belasteguin senza citare gli innumerevoli record che ha ottenuto nella sua carriera sportiva:

 
  • 16 anni consecutivi chiusi come numero uno del ranking mondiale (13 con Juan Martin Diaz e gli ultimi 3 con Pablo Lima)
  • il più giovane atleta a diventare numero 1 al mondo, a 22 anni (ha debuttato come professionista all’età di 15 anni, nel 1995)
  • 63 vittorie consecutive in tornei ufficiali, cioè 22 tornei vinti di fila in 1 anno e 9 mesi (settembre 2005 – maggio 2007) senza sconfitte (in condivisione con Juan Martin Diaz)
  • 372 match disputati (339 vittorie, 33 sconfitte, dati aggiornati al Master di Cascais, settembre 2019)
  • rappresentando l’Argentina, ha vinto cinque campionati mondiali, l’ultimo dei quali nell’edizione del 2016 a Lisbona (Portogallo)

Pablo Jose Lima: il cannone di Porto Alegre

Nato e cresciuto a Porto Alegre, Brasile, l’11 ottobre 1986, altezza 180 cm per 75 kg di peso. Pablo è un mancino (zurdo in spagnolo) e nel 10×20 occupa la parte destra, anche conosciuta come quella del pari nel tennis, la posizione dedicata nel padel, teoricamente, a colui che dovrebbe costruire il punto e, solitamente, dedicata ai mancini. I suoi colpi marchio della casa sono il rovescio a due mani e la pegada/remate (tutti colpi che ribalzano violentemente prima nel campo avversario e poi sulla parete di fondo, terminando fuori).

Prima di iniziare l’avventura con Bela nel 2015 e diventare numero uno nel ranking mondiale WPT, Pablo è stato per molti anni consecutivi numero 2 al mondo, cercando di detronizzare Bela e Juan Martin Diaz. Come il Bela, anche Pablo inizia a dedicarsi al padel all’età di nove anni per diventare professionista nel 2004, ma è nell’anno 2008 che formando la coppia con il connazionale Jardin inizia a ottenere grandi risultati diventando la rivelazione della stagione. I migliori risultati di Lima arrivano nel 2009, vale a dire dall’unione con lo spagnolo Juani Mieres assieme al quale inizia il braccio di ferro tra i due aspiranti al trono e i re della storia di questo sport, Bela-Diaz, culminato l’11 giugno 2014, data storica in cui i due “Principi del Padel” riescono a far abdicare i Re dopo dodici anni consecutivi di trono. La loro leadership al numero uno dura solo una settimana, prima che i Re riconquistino il trono, ma è rimasto sicuramente un evento magico.

I numeri della coppia Bela-Lima, separazione e nuovo percorso

Il destino di Belasteguin e Lima si è disgiunto proprio durante l’estate del 2019, ma non potevamo iniziare una rubrica dedicata a questo sport senza partire dalla dupla regina, capace di rimanere al numero uno del ranking mondiale per tre anni e otto mesi consecutivi, dal 2015 al 2018 quando i due hanno abdicato in favore degli argentini Daniel Carlos Gutierrez e Maximiliano Sanchez. Nei quattro anni insieme Fernando e Pablo hanno disputato 43 finali vincendone 35. Nella storia rimarrà la finale del Masters 2018, torneo in cui Belasteguin tornava in azione dopo quattro mesi di inattività dovuta all’infortunio e operazione del gomito destro.

Gli innumerevoli infortuni patiti negli ultimi anni da Belasteguin e la decisione di Lima di non vivere più a Barcellona (residenza di Fernando) sono stati probabilmente gli elementi decisivi nella involuzione del gioco della coppia, che ha portato Belasteguin a decidere di percorrere una nuova strada. L’ultima partita di Bela e Lima insieme è la finale del Master di Buenos Aires del 2019 terminata con il ritiro della coppia argentino-brasiliana a seguito di un infortunio al tallone del piede di Fernando sul punteggio di 5-5 primo set.

Dopo aver provato l’unione con dividersi giocatori del WPT, Pablo Lima ha deciso di unire le forze con il giovane e promettente spagnolo Alejandro Galan, già vincitore di quattro tornei del WPT e campione del mondo 2019 nel torneo a coppie. La strada sembra essere in discesa per questa dupla che al debutto ha vinto i primi due tornei disputati in sequenza e ha lasciato il segno anche nel Master di Cascais con il terzo titolo (trofeo conquistato battendo in semifinale proprio Belasteguin), che candida Pablo e Ale alla lotta per il numero 1 del ranking.

La scommessa di Fernando Belasteguin è stata invece molto più ardua. Infatti, il campione argentino non finisce di stupire dopo tutto quello che ha vinto e ha deciso di provare a tornare sul tetto del mondo unendo le forze con l’under 20 argentino Agustin Tapia, debuttante nel WPT nel 2018 in coppia con Juan Martin Diaz. Inoltre, Bela per questa unione ha deciso di cambiare posizione in campo giocando sul lato destro. Dopo i primi tre tornei questa unione ha portato già un grande titolo (decretando Tapia il più giovane vincitore di un torneo WPT, record sottratto al giovane argentino Franco Stupaczuk), il Master di Madrid, ottenuto battendo rispettivamente i numeri 2 del ranking Paquito Navarro e Juan Lebron in semifinale e i numeri 1 del mondo Daniel Carlos Gutierrez e Maximiliano Sanchez nella finalissima.

Le gemelle atomiche Alayeto

La natura le ha fatte nascere insieme, il padel non poteva separarle. Ecco perché Maria Jose e Maria Pilar Sanchez Alayeto sono una coppia fin dalla nascita. Le loro imprese sono raccolte nel loro sito ufficiale, dove raccontano la loro vita dentro e fuori dal campo.

Nate e cresciute a Zaragoza (Spagna), il 20 giugno 1984, ma residenti a Madrid, Majo e Mapi sono identiche quasi in tutto, ad eccezione dei due cm di altezza di differenza (Majo 175 cm, Mapi 173 cm) e della posizione in campo: reves (vantaggio o sinistra) per Majo, drive (parità o destra) per Mapi. I colpi marchio della casa sono per Majo lo smash piatto, mentre per Mapi sono la volée di rovescio e la bandeja. Entrambe giocano con la mano destra.

Le gemme Alayeto hanno conquistato nel padel tutto quello che si può vincere, a partire dalla posizione numero uno del ranking World Padel Tour, che occupavano già nel 2016 e poi riconquistata saldamente dal 2017 fino all’inizio della stagione 2019 (quando per una lesione Mapi ha dovuto lasciare per sei mesi il circuito rientrando solo nell’estate del 2019), passando per i titoli di campionesse d’Europa di coppia e per nazioni (2009) e del mondo per nazioni (2010, 2014, 2016, 2018) e per coppia (2018). Nel circuito di padel più importante al mondo, il World Padel Tour, Majo e Mapi nel 2017 sono state capaci di vincere nove titoli su dodici disputati (nove trofei su altrettante finali, di cui sette consecutivi), incluse le Finals di Madrid, per un totale di 39 match vinti su 41 giocati (26 vittorie consecutive).

Come molti giocatori e giocatrici anche le gemelle Alayeto hanno iniziato la loro carriera nel tennis e, sempre insieme in doppio, hanno conquistato il titolo di campionesse di Spagna. L’amore verso il padel scatta nel 2007, mentre nel 2009 entrano nel circuito professionistico del Padel Pro Tour (attuale World Padel Tour).

Il superclassico del padel mondiale al femminile

La lotta contro la coppia formata dalle connazionali Alejandra Salazar e Marta Marrero è stata la rivalità più accesa degli ultimi anni nel circuito professionistico femminile, culminata nel 2016 quando Salazar e Marrero sono riuscite a scavalcare le gemelle in testa alla classifica mondiale. All’inizio del 2017, nel quarto torneo della stagione, in quel di Valladolid, la finale proprio tra le gemelle e le acerrime rivali si risolse in modo inaspettato, con l’infortunio di Salazar e il suo conseguente abbandono. L’infortunio della madrilena risultò più grave del previsto, obbligandola a saltare il resto della stagione e lasciando Marrero di fronte alla scelta di trovare una nuova compagna di squadra. Unendo le forze con l’argentina Catalina Tenorio, Marta riuscì ad arrivare cinque volte in finale, quattro di queste contro le gemelle, ma non riuscì mai a vincere un titolo. La conseguenza di questi eventi portò Majo e Mapi di nuovo sul tetto del mondo.

Nel 2018 Salazar è rientrata dall’infortunio e, in coppia nuovamente con Marta Marrero ha riacceso la sfida infinita contro le gemelle terribili con otto scontri diretti (di questi sette finali e una semifinale, sei successi per Marrero/Salazar tutti in finale e due vittorie per le Alayeto). Anche il 2018 è stata una grande stagione per le gemelle Alayeto, con cinque titoli complessivi, sufficienti per respingere l’attacco di Salazar e Marrero e chiudere la stagione al numero uno del ranking. Nel 2019 è stato superato l’equatore della stagione e Mapi è finalmente rientrata in campo conquistando già la prima semifinale. Siamo certi che le gemelle Alayeto torneranno presto alla vittoria e che daranno vita a grandi battaglie. Purtroppo non potremo più assistere al superclassico contro Salzar e Marrero dato che le due rivali hanno deciso di sciogliere il loro team alla fine dello scorso anno, ma sicuramente la battaglia sarà intensa tra le gemelle e le rispettive coppie che Salazar e Marrero hanno formato all’inizio del 2019.

Appuntamenti con il padel da segnare in agenda

Il grande Padel internazionale sarà di scena in Italia dal 4 al 9 novembre: al Bola Club di Roma andranno infatti in scena i campionati europei con la Spagna grande favorita e un lotto di pretendenti al trono tra cui l’Italia padrone di casa, il Portogallo sempre più presente anche nel WPT e la Francia che ben si comporta nel panorama europeo e mondiale.

Non perdete di vista i prossimi articoli – pubblicheremo circa con cadenza mensile – sul World Padel Tour perché a fine stagione verranno annunciate le località che ospiteranno i tornei della prossima stagione. Già è noto che Roma sarà tappa ufficiale del WPT nel 2020 ma ancora non si conoscono le date e la sede. Inoltre, il World Padel Tour non vi abbandona mai con notizie puntuali sul sito ufficiale, sui canali social di Facebook e Instagram e con lo streaming completamente gratuito sul canale youtube dedicato, con dirette dal venerdì alla domenica nelle settimane in cui si disputano i tornei Open e Master della lega di Padel più importante al mondo.

IN ITALIA –Dal weekend del 5 e 6 ottobre partirà a Roma la terza edizione della Vueling Padel Cup, il torneo amatoriale che mette in palio due biglietti aerei omaggio andata e ritorno (per primo e secondo classificato) verso una delle 40 mete europee operate da Fiumicino. Tutto ciò è reso possibile dalla compagnia aerea Vueling, che per il terzo anno sostiene la manifestazione dilettantistica. Lo scorso anno nei sei weekend di gara si contarono circa 1000 partecipanti e anche per l’edizione 2019 ci si aspetta una grande affluenza. Ecco il calendario dell’evento con le relative strutture ospitanti:

  • 5/6 ottobre: Aurelia Padel
  • 19/20 ottobre: Queen Padel Roma Club
  • 2/3 novembre: T.C. San Giorgio
  • 16/17 novembre: Bailey Padel Club
  • 30 novembre e 1°dicembre: Paddle Clan Hill 23
  • 14/15 dicembre: Master Finale – Villa Pamphili Padel Club

A cura di Massimiliano Mingrone

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ATP

Finalmente Shapovalov! A Stoccolma il primo titolo

Il canadese gioca un’ottima partita e regola Krajinovic in due set. Da lunedì sarà numero 27 (+7 posizioni)

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[4] D. Shapovalov b. F. Krajinovic 6-4 6-4

E alla fine arriva Shapo. A Stoccolma, Denis Shapovalov riesce a sbloccarsi e a vincere il primo titolo della sua carriera. Una carriera che sembrava poter esplodere nel 2017 quando il giovane canadese superò Rafael Nadal a Montreal, arrivando fino alle semifinali. Da lì in poi però ci sono stati moltissimi alti e bassi per Denis, con una preponderanza dei bassi e un’irruenza tennistica che sembrava ostacolarlo non poco.

Nella partita odierna contro Filip Krajinovic invece, Shapovalov è riuscito a imbrigliare la sua esuberanza, traendo il meglio dai suoi fantastici fondamentali senza strafare. Ottima la prestazione al servizio (93% di punti vinti con la prima e 16 ace) e ancora migliore quella in risposta con Krajinovic quasi sempre costretto a partire sotto pressione nello scambio.

 

Il primo set si chiude col punteggio di 6-3, frutto del break ottenuto da Shapo già nel terzo game, ma sarebbe potuto terminare anche con un punteggio più rotondo. Il canadese, scioltissimo, arriva a palla break in tutti i successivi turni di servizio di Krajinovic, che però fa buona guardia, annullando anche un set point sul 5-3. Nulla può però nel game successivo, vinto con autorità da Shapovalov.

Nel secondo parziale, Krajinovic riesce a tenere con più continuità le bordate di Shapovalov e addirittura si affaccia a palla break nel quarto gioco, senza però riuscire a convertirla. Denis allora torna a sbracciare con il rovescio e nel gioco successivo torna a farsi pericoloso sul servizio di Krajinovic, ancora costretto a fare gli straordinari. Il serbo salva tre palle break, ma l’impressione è che il braccio di Shapovalov sia tornato a frullare su ritmi troppo alti. Il canadese continua a rispondere tanto e bene e si prende il break decisivo nel nono gioco. Sull’ultimo rovescio messo in rete da Krajinovic, Shapovalov è libero di gridare a pieni polmoni la gioia per il primo titolo ATP.

Il tabellone completo

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ATP

A Mosca si parla solo russo, Rublev stende Mannarino e succede a Khachanov

Finale senza storia in Russia, il beniamino di casa schianta il francese e conquista il secondo titolo in carriera. Best Ranking per lui al N.22

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[6] A. Rublev b. [7] A. Mannarino 6-4 6-0

Primo incrocio in carriera tra Andrej Rublev e Adrian Mannarino e secondo trionfo in carriera a livello ATP per Rublev, ed è sicuramente quello più dolce. Il tennista russo ha vinto il torneo di casa sua, Mosca, in una partita senza storia sin dalle prime battute.

Lo sfidante, il francese Adrian Mannarino già finalista qui nel 2018, non è riuscito ad opporre resistenza al tennis rude ma potente ed efficace di Rublev, capace di brekkarlo “a freddo” in avvio di match e di non voltarsi mai indietro. Il servizio sin da subito è stato la chiave tecnica del match, con il russo praticamente inattaccabile nei turni di servizio e con una sola palla break fronteggiata in tutta la partita, sul 3-2. Scampato il pericolo il francese non ha mai avuto modo di essere incisivo in risposta e si è limitato a tenere il servizio senza scossoni fino alla chiusura decisiva del set di Rublev.

Alla ripresa però Mannarino non c’è più in campo, e se prima il problema era la risposta ora anche il servizio manca all’appello. Nonostante il 57% di prime in campo, il 2/14 totale di punti al servizio di Mannarino nel secondo set spiega bene il perché dei tre break consecutivi e Rublev si limita a servire alla perfezione, con un 100% di punti vinti con la prima, ed a quel punto il bagel è la naturale conclusione del match.

 

Grande soddisfazione per Rublev che corona con un titolo la sua annata positiva e lunedì si isserà al best ranking di 22 del mondo. Continua invece lo scarso feeling di Adrian Mannarino con le finali. Nonostante si sia sbloccato con la vittoria a s’Hertogenbosch quest’anno, è l’ottava finale persa su nove . Entrambi da domani saranno di scena a Vienna, Mannarino contro Sam Querrey e Rublev in una sfida Next Gen contro Auger-Aliassime.

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Giorgio Di Maio

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ATP

Per Murray stavolta le lacrime sono di gioia: clamorosa rimonta e titolo ad Anversa

Andy completa la favola dopo un set e mezzo sott’acqua. Wawrinka spreca troppe occasioni e alla fine cede al carattere e alla volontà dell’ex N.1 del mondo

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[PR] A. Murray b. [4/WC] S. Wawrinka 3-6 6-4 6-4

Dopo tutto quello che ho passato, è una delle vittorie più belle della mia carriera“. Basterebbe questo per riassumere una memorabile finale di un torneo che sulla carta doveva essere un semplice ATP 250 utile per raccattare gli ultimi punti per andare a Londra. Invece è diventato un torneo dal significato profondissimo, con Andy Murray, lo stesso giocatore che nel gennaio scorso aveva annunciato di fatto il ritiro, che torna a vincere un titolo dopo più di due anni e mezzo. Si tratta del 46° titolo della carriera, il più inatteso, il più insperato dopo l’operazione all’anca di nove 9 mesi fa.

Le lacrime di gioia a fine match sono inevitabili dopo un match ribaltato dopo 2h27 in modo imprevedibile contro un altro grande campione ritrovato Stan Wawrinka, che ha sulla coscienza troppe occasioni mancate nei momenti decisivi ma non solo e non tanto per il vantaggio di 6-3 3-1 che non è riuscito a condurre in porto.

Per un set e mezzo infatti le strepitose capacità di accelerazione e di spinta dello svizzero hanno il sopravvento su un Murray che non riesce a gestirlo. Ma lo spirito da leone dello scozzese non lo pone mai fuori dal match e alla fine la sua pazienza come quella di un abile tessitore lo porta ad aspettare il momento buono in cui lo svizzero concederà qualcosa specialmente dal lato del dritto. Sul lato del rovescio infatti stiamo parlando di due fenomeni assoluti, la potenza sovramuna di Wawrinka a una mano, la sensibilità da giocatore di biliardo di Andy anche quando è chiamato a correre in avanti a due mani. Un punto così è arrivato proprio nell’ultimo game del match, quando Andy dopo una rincorsa in avanti lunghissima è riuscito a chiudere di rovescio nonostante la presa bimane.

 

Wawrinka ha sprecato davvero troppo anche nel set decisivo. Per due volte avanti di un break nel terzo è stato immediatamente contro-breakkato e nel decisivo decimo game ha sprecato 4 opportunità del 5 pari una delle quali con un errore grossolano con la volée alta di rovescio. Murray ha speso tutto quello che aveva, e alla fine ha avvertito di essere il giocatore più freddo, più tranquillo in campo. Che poi è il motivo principale per cui lui ha vinto quasi il triplo dei titoli rispetto al suo avversario. Non certamente per motivi tecnici.

Alla fine parole al miele anche da Stan nonostante la delusione fosse evidente sul suo volto: “Mi dispiace di aver perso ma sono felice per te”.

Una frase che riassume perfettamente il sentimento di tutti gli appassionati di tennis, che hanno assistito a un vero e proprio miracolo sportivo, inimmaginabile anche solo poche settimane fa. La magia dello sport, di questo sport in particolare, è tutta lì. Murray chiude così la sua stagione (ridotta) 2019 ma siamo certi a questo punto che nel 2020 sarà un brutto cliente per tutti. Intanto ora può andare a casa ad accudire sua moglie che sta per regalargli il terzo figlio e sua grande sostenitrice.

Il tabellone completo

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