Kyrgios fa sempre notizia: auto distrutta in un incidente

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Kyrgios fa sempre notizia: auto distrutta in un incidente

Il turbolento tennista australiano riesce a finire sulle prime pagine anche quando non gioca. Il suo bolide si è schiantato contro un lampione subendo gravi danni. Ma non è stata (tutta) colpa sua

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Nick Kyrgios - Montreal 2019 (foto via Twitter, @CoupeRogers)

Nick Kyrgios ha fatto boom. Non con uno dei suoi ace oltre i 200 chilometri orari. O con una delle sue invettive contro il malcapitato giudice di sedia. Ma con la sua auto. La sua Dodge Demon da 300 mila dollari australiani (circa 180mila euro) si è infatti schiantata ad alta velocità contro un palo della luce a Bonner, distretto a nord di Canberra, sua città natale. La vettura ha subito danni considerevoli. Bisogna però sottolineare che Kyrgios pur essendo all’interno dell’abitacolo al momento dell’incidente non stava guidando. Sembra infatti che uno dei suoi amici fosse al volante. La polizia locale ha comminato una multa di 385 dollari australiani al n.28 del ranking ATP, in quanto proprietario del veicolo. Una multa molto meno salata di quella che si è spesso ritrovato a pagare per le sue intemperanze in campo. 

A quanto pare l’auto sarebbe andata sopra un cordolo vicino ad una rotonda prima di finire la propria corsa contro il lampione. Alcuni testimoni hanno riferito di un Kyrgios piuttosto stressato nel venire fuori dal veicolo. E ne ha le ragioni. Oltre ad essergli costata molti soldi, quell’auto è particolarmente rara. L’australiano l’ha importata dagli Stati Uniti e l’ha fatta appositamente modificare per poterla guidare nel suo paese. Ne esistono solo altre tre in tutta l’Australia. Forse non è stato molto prudente farla guidare ad un proprio amico. Ma pare che Kyrgios sia solito farla provare in giro. Magari la prossima volta ci penserà su due volte. Alcuni suoi amici hanno anche tentato invano di impedire ad un fotografo fiondatosi sul posto di scattare delle foto. Ma non c’è stato niente da fare: Nick è finito ancora sulle prime pagine dei giornali del suo paese, per recitare ancora una volta la parte del bad boy. 

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ATP Finals, il programma di martedì: Berrettini e Federer alle 15, in serata Djokovic e Thiem

Il secondo confronto diretto tra Matteo e Roger andrà in scena ancora a Londra, ma questa volta al coperto. Sarà sfida da dentro o fuori

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Matteo Berrettini - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

La seconda giornata del Gruppo Borg propone le sfide tra i vincitori degli incontri di domenica e quelle fra gli sconfitti. Dopo il doppio Ram/Salisbury contro Dodig/Polasek che rischia di liberare definitivamente il croato per l’impegno di Madrid, va in scena il duello dal sapore “dentro o fuori” alle 15 italiane vede impegnati il nostro Matteo Berrettini e Roger Federer. Incappato nella terza sconfitta dell’anno contro Thiem, il sei volte Maestro può vantarsi di non aver mai perso il secondo match del round robin; lo stesso, in effetti, vale per il nostro esordiente, ma non è la stessa cosa. L’unico precedente fra i due è quello della nettissima vittoria svizzera a Wimbledon che Matteo ha prontamente metabolizzato. Ora deve dimostrare di aver fatto lo stesso dopo l’esordio londinese contro Djokovic.

La sessione serale si apre alle 19 con lo scontro per la testa del Gruppo Bjorkman tra Kubot/M. Melo e Klaasen/Venus, mentre alle 21 Novak Djokovic e Dominic Thiem daranno vita alla loro decima sfida. Il bilancio dei precedenti vede il serbo in vantaggio per 6-3, con le vittorie austriache arrivate negli ultimi quattro confronti, ma tutti su terra.

Il programma completo di martedì 12 (orari italiani)

 

ore 13: [4] R. Ram/J. Salisbury vs [8] I. Dodig/F. Polasek
ore 15: [3] R. Federer vs M. Berrettini
ore 19: [2] L. Kubot/M. Melo vs [5] R. Klaasen/M. Venus
ore 21: [2] N. Djokovic vs [5] D. Thiem

Dall’account Twitter di Michal Samulski arriva anche un’indiscrezione sull’ordine di gioco di giovedì, terza e ultima giornata di incontri del Gruppo Borg. L’attesissima sfida tra Djokovic e Federer dovrebbe disputarsi in serata, alle 21 italiane, con Berrettini-Thiem – ci auguriamo con Matteo ancora in corsa per la qualificazione – ad aprire il programma alle 15.

VERSO LE ATP FINALS

I nove snodi verso Londra di Matteo Berrettini (seconda parte)
Gironi e tabellone (conserva il link: lo aggiorneremo quotidianamente)

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Coppa Davis: Raonic non ce la fa, dentro Schnur

L’ex n.3 del mondo deve chiudere la stagione anzitempo per un malanno alla schiena e rinuncia alle Finali di Madrid

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Milos Raonic dopo l'incontro con Fognini a Vancouver nel 2013 (Photo Don MacKinnon/AFP/Getty Images)

Il team canadese di Coppa Davis dovrà fare a meno del suo uomo di maggiore esperienza per le BNP Paribas Davis Cup Finals presented by Rakuten che cominciano la settimana prossima alla Caja Magica di Madrid. Milos Raonic (n. 31 ATP) è stato costretto a dare forfait e sarà sostituito da Brayden Schnur (n. 94 ATP).

È davvero una grossa delusione per me non essere in grado di rappresentare il mio paese in Coppa Davis. La mia salute mi ha tradito ripetutamente quest’anno ed è capitato ancora una volta. Mi prenderò tutto il tempo necessario per rimettermi in sesto e sono impaziente di tornare in campo la prossima stagione – ha detto Raonic – ho molta fiducia nei miei compagni di squadra e so che daranno tutti loro stessi per assicurare al Canada la sua prima Coppa Davis. Farò il tifo per loro e auguro ogni fortuna”.

Schnur ha scalato 100 posti in classifica dall’inizio della stagione, raggiungendo la finale dell’ATP 250 New York Open in febbraio e, più recentemente, è stato sconfitto dall’altro canadese Vasek Pospisil nella finale del Challenger di Charlottesville, Virginia. Questa sarà la sua seconda esperienza in Coppa Davis, dopo aver debuttato nel 2017 a Edmonton nel play-off per il World Group contro l’India. “Sono molto contento di giocare nelle Finali di Coppa Davis, ma naturalmente voglio augurare a Milos un pronto recupero – ha dichiarato Schnur – è un onore rappresentare il Canada in questa competizione, ogni partita sarà difficile e sono pronto a sostenere i miei compagni fino alla fine”.

 

Il Canada sarà impegnato nello stesso girone dell’Italia e degli Stati Uniti, quindi l’assenza di Raonic è una buona notizia per i colori azzurri. Il resto del team biancorosso sarà composto da Denis Shapovalov (n. 15 ATP), Felix Auger-Aliassime (n. 21 ATP) e Vasek Pospisil (n. 149 ATP). Shapovalov è reduce dalla semifinale al Rolex Paris Masters di Parigi-Bercy, Pospisil sta rientrando dopo un infortunio alla schiena che l’ha tenuto fuori gioco per diversi mesi ed ha vinto due tornei Challenger in singolare nell’ultimo mese, oltre a essere un eccellente doppista. Il più giovane della squadra, Auger-Aliassime, sta recuperando da una distorsione alla caviglia rimediata poco prima del torneo di Vienna che lo ha costretto anche a saltare l’ultimo Masters 1000 della stagione, ma dovrebbe essere della partita a Madrid.

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Mondo Challenger: Mmoh dominatore in casa, Munar vince il primo titolo stagionale

Mentre l’attenzione del mondo tennistico è rivolta al trionfo di Sinner nelle Next Gen Finals, il giovane statunitense e lo spagnolo trionfano a Knoxville e Montevideo

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Jaume Munar - Madrid 2018 (foto via Twitter, @MutuaMadridOpen)

Challenger Knoxville (USA, hard indoor, montepremi $54.160)

Michael Mmoh raddrizza in extremis una stagione parecchio negativa conquistando il titolo di Knoxville e rientrando così tra i primi 250 giocatori al mondo. Il classe 1998 americano aveva chiuso il 2018 da numero 103 del mondo garantendosi l’accesso agli Australian Open, ma in questa stagione non è riuscito a fare il salto di qualità definitivo e ha perso diverse posizioni, riconquistate in parte in questa settimana dove ha espresso un tennis molto solido. Al primo turno ha lasciato appena tre game al dominicano Cid Subervi, prendendosi poi la rivincita al turno successivo contro Darian King, col quale la settimana precedente era stato protagonista di questo brutto episodio, perdendo il primo e unico set del torneo. Dopo due facili vittorie contro Smith e Kovacevic, in semifinale ha sconfitto l’inglese Liam Broady arrivando a disputare la sua seconda finale stagionale contro O’Connell, uno dei tennisti più in forma del momento. In entrambi i set è stato Christopher ad avere più opportunità e a comandare gran parte degli scambi ma Mmoh si è dimostrato molto intelligente tatticamente, adottando il serve&volley spesso e volentieri per annullare complessivamente nove palle break, sfruttando a sua volta le occasioni che gli son state concesse dall’australiano.

Finale: M. Mmoh b. [8] C. O’Connell 6-4 6-4

 

Challenger Montevideo (Uruguay, terra battuta, montepremi $54.160)

Dopo aver disputato solo tornei ATP fino a settembre, Jaume Munar ha deciso di tornare nel circuito Challenger per conquistare i punti necessari a rimanere nei primi 100 giocatori al mondo e la scelta ha pagato questa settimana con la vittoria a Montevideo, dopo la finale ottenuta a Siviglia e le due semifinali di Biella e Barcellona, dove era stato sconfitto da Mager e Caruso. Non è stata una settimana facile per la quinta testa di serie del torneo uruguayano, che vedeva al via tanti specialisti come Cuevas, Dellien e Delbonis: Munar, infatti, ha dovuto lottare per tre set all’esordio contro Matos e poi ha rimontato un set di svantaggio in tre partite consecutive contro Kovalik, Collarini e Seyboth Wild, dimostrando un’incredibile tenuta mentale. All’atto conclusivo ha ottenuto l’unica vittoria in due parziali della settimana sconfiggendo Federico Delbonis: dopo un primo set punto a punto, vinto 7-5, nel secondo lo spagnolo ha avuto vita facile servendo in modo egregio senza concedere palle break e chiudendo con un netto 6-2.

Finale: [5] J. Munar b. [3] F. Delbonis 7-5 6-2


GLI ALTRI TORNEI – Dennis Novak trionfa nel Challenger di Bratislava sconfiggendo in finale a sorpresa con un nettissimo 6-1 6-1 il bosniaco Damir Dzumhur. Novak, ai quarti di finale, si era trovato sotto 5-2 al terzo set con Stefano Travaglia che ha commesso un deleterio doppio fallo sul match point avuto a disposizione, finendo poi per cedere la sfida al tie-break decisivo. Tra gli altri italiani al via si sottolineano gli ottavi raggiunti da Caruso e Marcora, sconfitti rispettivamente da Gerasimov e proprio da Travaglia.

In Giappone, a Kobe, a trionfare è Yosuke Watanuki che disputa la miglior settimana della sua carriera arrivando a vincere il primo Challenger concedendo le briciole ai suoi avversari, senza lasciar per strada nemmeno un set e perdendo una media di cinque giochi a partita, compresa la finale contro il forte connazionale Sugita vinta per 6-2 6-4.

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