Federer presenta ufficialmente le tappe del tour in America Latina

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Federer presenta ufficialmente le tappe del tour in America Latina

In un video pubblicato via Twitter, le cinque città teatro delle sfide con Zverev e Del Potro

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Roger Federer - Shanghai 2019 (foto via Twitter, @SH_RolexMasters)

Non finirà a Londra la stagione 2019 di Roger Federer. Lo aveva anticipato da tempo e dopo qualche incertezza, non ultima la situazione in Cile, arriva ora la conferma ufficiale delle date del tour in America Latina. Cinque incontri di esibizione in altrettante capitali nell’arco di sei giorni, nella stessa settimana in cui si svolgerà la fase finale della Coppa Davis a Madrid – con buona pace di Gerard Piqué. Come compagno di viaggio e avversario di quattro match, il fenomeno svizzero ha scelto Alexander Zverev, collega con cui va particolarmente d’accordo nonché recente ingresso nella scuderia della Team8, l’agenzia di Godsick e dello stesso Federer.

Si comincia martedì 19 novembre a Santiago, mentre il giorno dopo Sascha resta in panchina perché tocca a Juan Martin del Potro in quel di Buenos Aires sfidare Roger. Delpo, il nome che ha fruttato alla squadra Argentina una wild card per la Caja Mágica: una gira che assume le sembianze di una sfida a distanza. Un giorno libero e poi si va oltre i duemila metri, cominciando da Bogotà, dove aveva dato spettacolo insieme a Jo-Wilfried Tsonga nel 2012. Poi, Città del Messico nella plaza de toros in cui, per la prima volta di Federer nel Paese, sono attesi 41.000 spettatori. E, per finire, Quito, l’ex feudo di Estrella Burgos.

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WTA Parma, wildcard a Serena e Venus Williams

Le due sorelle vogliono prepararsi al meglio per il Roland Garros, e hanno scelto Parma per farlo. Il loro unico precedente italiano risale al… 1998!

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Serena e Venus Williams - Indian Wells 2018 (foto via Twitter, @BNPPARIBASOPEN)

I riflettori sull’Emilia-Romagna Open, il nuovo torneo WTA di Parma in programma la settimana prossima, si sono improvvisamente moltiplicati: le sorelle Venus e Serena Williams hanno infatti ottenuto una wildcard per giocare in Emilia.

“Al Tennis Club Parma scenderanno in campo due delle giocatrici più forti di ogni epoca”, si legge nel comunicato. “Le sorelle Serena e Venus Williams hanno ricevuto una wild card a testa per il tabellone principale dell’Emilia-Romagna Open femminile, torneo WTA 250 organizzato da MEF Tennis Events e diretto da Laura Ceccarelli”.

Venus e Serena vogliono giocare qualche partita in più sulla terra prima del Roland Garros. Speravano di farlo a Roma, ma Venus si è dovuta ritirare all’ultimo minuto, mentre Serena ha perso oggi al debutto con Podoroska nel suo millesimo match WTA (come riporta l’account Twitter dello US Open, Venus e Sam Stosur sono le altre due giocatrici in attività ad aver raggiunto la quadrupla cifra). Dopo il match, Serena (che a Parma sarà la prima favorita) aveva già fatto trasparire l’intenzione di voler disputare un altro torneo prima di Parigi al termine: “Parlerò con il mio team, può darsi che io abbia bisogno di giocare qualche altra partita. Non è facile allenarsi per settimane e trovare subito il ritmo al primo match”.

 

Le due potrebbero teoricamente finire contro già al primo turno nel main draw a 32 in quello che sarebbe il loro primo duello italiano del millennio. Le sorelle si sono infatti già sfidate una volta in Italia (su 31 partite totali), ma sostanzialmente nel Pleistocene: il precedente risale al 1998, quando Venus vinse 6-4 6-2 nei quarti degli Internazionali d’Italia – le due si sarebbero poi dovute incontrare a Roma anche nel 2019, ma Serena si ritirò prima di giocare quel secondo turno.

Il torneo aveva subito un colpo di PR a causa del forfait di Bianca Andreescu, impossibilitata a raggiungere la penisola perché potenzialmente obbligata ad auto-isolarsi dopo aver avuto il coronavirus, ma oltre alle Williams potrà comunque disporre di una entry list di altissimo livello, con, fra le altre, Sloane Stephens, Cori Gauff, Madison Keys, Amanda Anisimova e Camila Giorgi. Al termine del comunicato si legge anche che i nomi delle ultime wildcard verranno svelati durante la conferenza pre-torneo di questo venerdì, 14 maggio, alle 15:30.

La manifestazione è in programma da sabato 15 a sabato 22 maggio: oltre a stelle quali , ci saranno anche Serena Williams e Venus Williams, entrambe ex numero 1 del mondo. Le statunitensi sono due delle atlete più vincenti di sempre: Serena ha conquistato in carriera ben 23 titoli dello Slam, Venus 7. Entrambe saranno a Parma per vincere e regalare spettacolo.

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ATP

ATP Roma: Karatsev dà ripetizioni di terra battuta a Medvedev, Thiem rischia ma avanza

Il derby russo va a Karatsev che sin dal primo punto indirizza il match contro un Medvedev estremamente nervoso e carico di insulti verso la terra battuta. L’austriaco vede la sconfitta con Fucsovics, poi dilaga nel terzo

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A. Karatsev b. [3] D. Medvedev 6-2 6-4 (Giorgio Di Maio)

Continua il poco feeling tra Daniil Medvedev e la terra battuta, anche se oggi a batterlo è stato un avversario di tutto rispetto come il connazionale Aslan Karatsev, che continua a stupire anche su questa superficie. Medvedev sembrava sicuramente poco felice di essere sulla terra ma ha provato comunque a lottare per un’ora e venti di partita, senza risultato. Troppo pesante e preciso il tennis di Karatsev, che aveva un’altra marcia rispetto il suo più illustre avversario. Daniil su questa superficie continua a sembrare un pesce fuor d’acqua, più a livello mentale (molto nervoso già dal primo punto) che a livello tennistico.

Poca storia nel primo set, sin dal primo momento è Karatsev a prendere il comando delle operazioni. Medvedev si sta anche impegnando oggi, ma tra le accelerazioni spaventose del suo connazionale e la poca adattabilità alla superficie il set gli scappa subito di mano. Il servizio pesante di Daniil non basta per essere competitivo e non riesce ad essere mai efficace nei turni di battuta di Karatsev. Tra frequenti soliloqui il numero 2 del mondo crolla già al terzo turno di servizio. Con due break consecutivi Medvedev regala un finale semplice di primo set a Karatsev, che chiude senza problemi con un netto 6-2.

 

La situazione di Medvedev migliora nel secondo set, con il russo che riesce a farsi sentire un po’ di più in risposta. La prima e unica occasione in partita di Medvedev arriva nel sesto game con uno splendido passante di dritto. Karatsev però non ne vuole sapere di abbassare il suo livello e tra rovesci incrociati al fulmicotone e comode chiusure a rete si salva. Il finalista degli Australian Open si innervosisce molto dalla strenua resistenza del suo avversario e Karatsev raccoglie i frutti del suo gioco nel game successivo. Il 27enne russo con la sua costante pressione offensiva riesce a disinnescare la difesa di un Medvedev sempre più disunito e nervoso e si prende il break nel settimo game.

Non ne arriveranno altri da entrambe le parti, ma è abbastanza per Karatsev per aggiudicarsi il derby e volare agli ottavi di finale per la seconda volta consecutiva, e la seconda in carriera. A Madrid era stato sconfitto da Bublik in tre set, qui invece troverà Reilly Opelka, vincitore ieri in maniera piuttosto netta contro Lorenzo Musetti e apparso in buona forma. Il russo è ovviamente favorito ma attenzione a sottovalutare la potenza di fuoco del bombardiere americano. Continua invece la passione di Medvedev sui campi in terra battuta, la cui presenza ormai sembra essere un vero martirio per il russo. Daniil sembra essersi autoconvinto che questa superficie non gli piace (legittimo) e non ci vincerà mai, basterà qualche vittoria per ritrovare fiducia e competitività sulla terra?

[4] D. Thiem b. M. Fucsovics 3-6 7-6(5) 6-0 (Carlo Galati)

Pur non giocando il suo miglior tennis, commettendo tanti, forse troppi errori (ne contiamo 27 alla fine dell’incontro) Dominic Thiem, dopo oltre 2h30 di gioco, bagna il suo esordio sulla terra di Roma battendo l’ungherese Marton Fucsovics con il punteggio di 3-6, 7-6(5), 6-0 e accedendo al terzo turno dove incontrerà il vincente del derby italiano tra Sonego e Mager.

I due, praticamente coetanei, ma con soli tre precedenti alle spalle, tutti a favore dell’austriaco, hanno dato vita ad un incontro che ha visto il proprio turning point nel decisivo tie break del secondo set, vinto dall’austriaco che, fino a quel momento aveva sempre inseguito il proprio avversario durante tutto l’incontro, grazie ad una prestazione solida di Fucsovics che ha giocato un tennis quasi perfetto, sempre votato all’attacco e non disdegnando più volete discese a rete impreziosite da volee d’autore. Ma come spesso accade, è stato nel momento decisivo dell’incontro, che, non arrendendosi a quella che sembrava una sconfitta scritta dall’altalenante e complicata prestazione finora mostrata in campo, l’austriaco è riuscito a piazzare la zampata decisiva al primo e unico set point fin lì avuto, cambiando di fatto la partita che nel terzo set non ha avuto storia, grazie al più classico dei 6-0-

IL MATCH

Nel primo set a partire subito col piede giusto e a marcare quel vantaggio che sarà proprio per buona parte del mach, è Fucsovics che, sfruttando la prima palla break, porta il parziale iniziale sul 2-0 a proprio favore. Vantaggio che dura fino al sesto gioco Thiem grazie ad un vincente di dritto riesce a raggiugere un’illusoria parità che dura pochissimo: dopo un game durato oltre 11 minuti, è l’ungherese a strappare nuovamente il servizio a Thiem grazie ad un tennis che trova l’esaltazione della propria aggressività, combinato al momento di difficoltà del proprio avversario in campo. I due game finali sono la logica conseguenza di quanto visto fino a quel momento e sono entrambi, ancora una volta, appannaggio dell’ungherese che tiene il proprio turno di battuta e consolida il punteggio con un ulteriore break finale, grazie ad un rovescio finito in rete di Thiem.

Il secondo set sembra partire sulla falsa riga del primo. È ancora l’austriaco a palesare una certa difficoltà ad inizio set ma questa volta, sotto 1-0 riesce ad annullare, nel proprio turno di battuta, due palle break che avrebbero forse indirizzato in maniera definitiva il match. Ma è qui che arriva la prima reazione da campione; grazie ad un vincente lungolinea, Thiem mette la parola fine ad un game che oseremo dire complicato. Ma è solo un rimandare. Nel quarto game le due palle break sono insormontabili per Thiem che, mandando in corridoio un dritto, concede il doppio vantaggio al magiaro. Quando però sembra tutto compromesso lo spirito del campione viene fuori, ancora una volta. Nella logica altalenante del set infatti, il controbreak sembra scritto nelle leggi aleatorie di questo sport: concedendo un solo 15, Thiem recupera il gap permettendo così al set di scivolare fino alla sua naturale conclusione figlia del 6 pari finale. È il tie break il momento cruciale dell’incontro, non solo del set. E vi assicuriamo, non sono fantasie o facili conclusioni ex post dello scrivente ma la logica alternanza del punteggio che, in assenza di mini break, dà a Thiem il primo ed unico set point fin lì ottenuto. A tremare questa volta è la solidità granitica di Fucsovics, fin lì inscalfibile. Palla in rete dell’ungherese e punto decisivo a Thiem.

Che fosse quello il punto decisivo non solo del set ma della partita, si è poi palesato nel terzo set. A vincerlo è il numero 4 al mondo nel più classico e mai troppo banale 6-0 finale, in cui segnaliamo soltanto tre palle del controbreak nel terzo gioco per Fucsovics, ça va sans dire, non sfruttate.

In conclusione una vittoria brutta sporca e cattiva per Thiem che per andare avanti nel torneo dovrà sicuramente ritrovare quella profondità di colpi, quella lunghezza di palla e quella solidità che oggi, mancando, lo hanno fatto tremare. Forse anche troppo. 

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WTA Roma, stelle cadenti: fuori Osaka e Kvitova, Muguruza si salva

Brutta prestazione della numero 2 WTA, che spreca tre set point nel primo e poi cede di schianto a Pegula. Lascia il Foro anche Kvitova. Garbine rimonta Pera al terzo, Sabalenka senza problemi

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Naomi Osaka - WTA Roma 2021 (ph. Giampiero Sposito)

Naomi Osaka non ama la terra battuta. Lo sa, lo ha ammesso, ma al momento non sembra scorgersi negli occhi e nei risultati della star giapponese la volontà di migliorare. Il percorso di apprendimento è al palo, somiglianti in modo sinistro alle precedenti débâcle i marchiani errori. Errori sempre meno presenti nel gioco della commendevole Jessica Pegula, la quale non ha intenzione di interrompere una stagione grandiosa, e dire che l‘esperienza accumulata a certi livelli su terra dalla ventisettenne di Buffalo fino a quest’anno era ritenuta nulla, a ragion veduta: guarda cosa ti combina la voglia di non smettere mai di studiare.

La numero due WTA ha perso perché ha giocato peggio, e la terra impone logiche che si possono eludere solo se non si ambisce ai bersagli grossi. Il talento da solo non basta: non è bastato a Naomi, subito avanti di un break ma riacciuffata sul tre pari; incapace di sfruttare i tre set point avuti tra il decimo e il dodicesimo game e poi naufragata al tie break. Da quel momento la quattro volte campionessa Slam ha unicamente offerto una frustrazione crescente, e nella seconda partita ha reso l’anima senza resistere. Complimenti a Pegula, alla quale vanno comunque molti meriti: aggressiva, per nulla intimidita e bravissima a salvare sette delle nove palle break offerte, alcune molto scottanti, Jessica si è giustamente assicurata gli ottavi e adesso attende Alexandrova, già tra le ultime sedici per il ritiro annunciato da Jennifer Brady. Per Osaka una nuova bocciatura sul rosso e un misero viatico verso il Roland Garros, dove si presenterà con una sola vittoria on clay in stagione: quella ottenuta nel derby con Misaki Doi nel primo turno di Madrid, non propriamente indicativa.

Ai saluti anche Petra Kvitova, protagonista di un’altra campagna romana parecchio deludente: in otto viaggi nella Capitale Petra-ex-Petrona ha raccolto al massimo due quarti di finale, pochino consideratone il pedigree, l’ultimo addirittura sei anni fa. Oggi la due volte regina di Church Road è stata respinta niente popò di meno che da Vera Zvonareva, ex numero due del mondo convintissima di poter tornare a dire la sua dopo un lunghissimo iato. È ripartita dagli scantinati, la finalista di Wimbledon e US Open 2010, adesso è tra le ultime sedici a Roma: una storia da raccontare. Ha vinto bene il primo set, è stata a lungo tritata nel secondo, finita sotto di un break all’inizio del terzo, ma non per questo si è data per vinta. La rimonta nello sprint finale non si sarebbe realizzata senza il fondamentale contributo di Kvitova, particolarmente incline – le capita spesso – alla corrente alternata. Dal due a zero nella partita decisiva Petra ha perso cinque game consecutivi, rimontato fino al quattro-cinque annullando match point nell’ottavo e nel nono gioco e infine ceduto il decisivo decimo game al servizio. Sarà ancora Repubblica Ceca per Zvonareva, che agli ottavi incrocerà Karolina Pliskova.

 

Mattinata altalenante anche per Garbine Muguruza, la quale ha ripreso a Bernarda Pera una partita gravemente pericolante nel terzo set. Come Kvitova, anche Garbine ha giocato un pessimo primo set e dominato il secondo – vinto addirittura elargendo un bagel – ma nel terzo ha ricominciato a distribuire errori ed è finita sotto quattro a uno, una montagna discretamente ripida viste le propensioni in battuta dell’avversaria. Per sua fortuna, la spagnola di Caracas ha ritrovato in tempo quel minimo di tennis sufficiente a risalire, ma nel prossimo incrocio con Elina Svitolina dovrà mostrare una versione molto migliore di sé. In fin dei conti, l’unica tra le vedette a passare una giornata tranquilla è stata Aryna Sabalenka, forse la più in forma sulla piazza. Campionessa a Madrid giusto qualche giorno fa, la bielorussa ha raccolto con agio i resti di Sara Sorribes-Tormo, i cui muscoli erano certo ancora intossicati dalla bizzarra maratona vinta su Camila Giorgi ieri l’altro.

Il tabellone femminile di Roma con tutti i risultati aggiornati

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