'Berrettini, il sogno realizzato': Sky Sport celebra Matteo con uno speciale e un canale dedicato

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‘Berrettini, il sogno realizzato’: Sky Sport celebra Matteo con uno speciale e un canale dedicato

Alle 18 sarà trasmesso sui canali Sky lo speciale celebrativo per il ritorno di un italiano alle Finals. Venerdì 8 novembre verrà dedicata a Matteo l’intera programmazione del canale 205

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Matteo Berrettini, Shanghai 2019

Mancano tre giorni alle Nitto ATP Finals 2019, le prime con un giocatore italiano protagonista dal lontano 1978. Matteo Berrettini ha coronato un sogno iniziato tra primavera estate, a cavallo tra la stagione su terra battuta e quella su erba, il periodo in cui si è scoperto giocatore vero, capace di avvicinarsi al livello dei migliori giocatori del mondo. Lì dove è arrivato, tra i primi otto del mondo, e dove si augura di restare. Aprirà il programma del torneo di singolare nel gruppo ‘Boris Becker’, alle 15 di domenica 10 novembre, opposto al grande favorito della vigilia, Novak Djokovic.

Sky Sport coprirà tutto il torneo (doppi compresi) e in questi giorni di attesa dedicherà a Berrettini ampio spazio nel palinsesto. Alle ore 18 di giovedì 7 novembre andrà in onda su Sky Sport Uno lo speciale “Londra, il sogno realizzato: il 2019 di Matteo Berrettini. L’approfondimento, della durata di mezz’ora, verrà così riproposto nei prossimi giorni tra Sky Sport Uno (canale 201) e Sky Sport Arena (204):

Giovedì: ore 18 e 00.30 su Sky Sport Uno, ore 22.30 su Sky Sport Arena
Venerdì: ore 13, 18.30 e 23 su Sky Sport Uno
Sabato: ore 14.30 e 20 su Sky Sport Arena, ore 22.30 su Sky Sport Uno
Disponibile anche su Sky On Demand

 

Venerdì 8 novembre sarà invece il ‘Berrettini Day’. L’emittente diretta da Federico Ferri dedicherà al tennista romano l’intera programmazione della giornata sul canale 205, Sky Sport Collection, per celebrare la sua qualificazione alle ATP Finals. Dalle 6 di mattina di venerdì all’alba di sabato 9 novembre sarà possibile rivedere le tappe principali della stagione di Matteo, le partite più importanti che l’hanno portato a un risultato storico per tutto il movimento italiano. Questi i match selezionati, non in ordine cronologico, ma in ordine di programmazione:

  • Berrettini-Thiem: semifinale Atp 500 Vienna – 26 ottobre (ore 6)
  • Berrettini-Federer: ottavi Wimbledon – 8 luglio (ore 9.15)
  • Berrettini-Schwartzman: terzo turno Wimbledon – 6 luglio (ore 10.30)
  • Berrettini-Rublev: quarti Atp 500 Vienna – 25 ottobre (ore 12.45)
  • Berrettini-Garin: finale Atp 250 Monaco di Baviera – 5 maggio (ore 15.15)
  • Berrettini-Thiem: quarti Masters 1000 Shanghai – 11 ottobre (ore 17.50)
  • Berrettini-Schwartzman: terzo turno Wimbledon – 6 luglio (ore 19.35)
  • Berrettini-Zverev: secondo turno Masters 1000 Roma – 14 maggio (ore 22)
  • Berrettini-Bautista Agut: semifinale Atp 250 Monaco di Baviera – 5 maggio (ore 24)
  • Berrettini-Pouille: primo turno Masters 1000 – Roma 12 maggio (ore 1.45)
  • Berrettini-Baghdatis: secondo turno – Wimbledon – 4 luglio (ore 3.30)

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ATP Finals, il programma di giovedì: alle 21 la super sfida tra Djokovic e Federer

Berrettini in campo alle 15: l’azzurro, già eliminato, proverà a vincere almeno una partita contro Thiem, già sicuro della semifinale. Nole e Roger si giocano la qualificazione in un match da dentro o fuori

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Novak Djokovic e Roger Federer - Wimbledon 2015 (foto @Gianni Ciaccia)

La giornata di giovedì regalerà spettacolo agli appassionati di tennis. Alle 15, Matteo Berrettini tenterà di chiudere la sua prima esperienza alle ATP Finals con una vittoria in saccoccia. Dall’altra parte della rete troverà Dominic Thiem, già certo del primo posto nel girone e che dunque potrebbe concedere qualcosina al tennista azzurro.

Il match del giorno è però quello che alle 21 vedrà affrontarsi Novak Djokovic e Roger Federer. Entrambi sono costretti a vincere per poter accedere alle semifinali e questo dà all’incontro un contorno da “quarto di finale” che spingerà i due a dare il massimo sul campo.

Situazione analoga per quanto riguarda il doppio. Klaasen e Venus si sono infatti già assicurati la vittoria del girone e sfideranno alle 19 Dodig e Polasek, già eliminati. Decisivo invece l’incontro delle 13 tra Kubot/Melo e Ram/Salisbury.

Il programma completo di giovedì 14 (orari italiani)

ore 13: [2] L. Kubot/ M. Melo vs [4] R. Ram vs J. Salisbury
ore 15: [5] D. Thiem vs [8] M. Berrettini
ore 19: [5] R. Klaasen/ M. Venus vs [8] I. Dodig/ F. Polasek
ore 21: [2] N. Djokovic vs [3] R. Federer

Gironi e tabellone (conserva il link: lo aggiorneremo quotidianamente)

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Murray e la cioccolata galeotta: “Non sono mai stato così grasso”

Dopo la vittoria ad Anversa, Andy si è lasciato un po’ andare e ha preso peso. Il pensiero di poter ingrassare come Lendl lo ha però riportato subito sulla retta via: “Mi ucciderà per averlo detto, ma non voglio finire come Ivan”

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Andy Murray - Pechino 2019 (via Instagram, @atptour)

Come ha festeggiato la vittoria del titolo ad Anversa, il primo dopo l’intervento di ricostruzione dell’anca, il buon Andy Murray? La risposta è divano e tanta cioccolata, forse pure troppa. “Non ho fatto letteralmente niente per dodici giorni. Ho raggiunto il maggior peso della mia carriera probabilmente. Ero 88,5 kg e di solito peso 84“, ha ammesso lo scozzese una settimana prima dell’inizio della Coppa Davis, ultimo impegno stagionale per lui.

Niente di cui preoccuparsi tuttavia. Murray ha infatti limato gli etti di troppo tornando ad allenarsi e mostrandosi in buona forma ad un evento del suo sponsor tecnico, Castore. Molto simpatica la motivazione extra che lo ha spinto a mettere da parte i dolci e a recuperare rapidamente il proprio peso forma, ovvero la prospettiva di ingrassare come il suo ex coach Ivan Lendl. “Probabilmente mi ucciderà per aver detto questa cosa, ma ho sempre dichiarato di non voler finire come Ivan“, ha scherzato Murray. “Quando giocava, era in gran forma e molto magro. Quando si è fermato, le cose sono precipitate e vorrei evitarlo“.

Il peso non è però stato il cambiamento più significativo in casa Murray. Andy e sua moglie Kim hanno infatti dato il benvenuto al loro terzogenito, Teddy. Il piccoletto si è unito alle sorelle maggiori Sophia, tre anni, e Edie, due. “È bello. Sono molto impegnato. Abbiamo tre bambini sotto i quattro anni e due cani, quindi bisogna avere gli occhi aperti tutto il tempo. Lui dorme bene ed è in perfetta salute“. A differenza di Federer che si sposta sempre insieme alla numerosa famiglia, difficilmente i Murray viaggiano in gruppo. Le figlie non hanno ancora la pazienza e l’interesse di stare sedute ore a guardare il padre giocare.

Le esperienze con il jet lag inoltre non sono state molto buone: “Siamo tornati a casa prima del previsto dopo gli Australian Open 2017 e per i primi otto giorni non mi è piaciuto molto dover provare a svegliare mia figlia in pieno giorno. Era completamente fuori fase e abbiamo deciso che non avremmo più fatto fare loro viaggi così lunghi perché non è un bene per loro“.

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Barazzutti su Berrettini: “È normale provare emozione alle Finals”

Intervistato da Repubblica, il capitano di Davis racconta la sua esperienza al Masters: “Ti dà una sensazione diversa, avverti la pressione di dover fare bella figura”. E Matteo? “Mi auguro che batta Thiem e faccia meglio di me e Panatta”

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Corrado Barazzutti nel box di Matteo Berrettini - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

Dopo quarantuno anni, l’Italia è tornata ad avere un suo rappresentante alle ATP Finals, che vedono affrontarsi i migliori otto tennisti della stagione. Matteo Berrettini ha purtroppo perso i primi due incontri, ma di fronte si è trovato prima Novak Djokovic e poi Roger Federer. Non esattamente un esordio morbido insomma. L’atmosfera del torneo poi è completamente diversa dagli altri eventi della stagione, parola di Corrado Barazzutti, ovvero l’ultimo azzurro prima di Matteo capace di qualificarsi per il torneo di fine anno.

In un’intervista rilasciata a La Repubblica, Barazzutti ha raccontato la sua esperienza al Masters e le difficoltà psicologiche che comporta un evento del genere. “Posso esprimere le mie sensazioni, le ricordo abbastanza nitidamente. Mi dicevo cose del tipo ‘cavoli, io al Masters tra gli otto migliori al mondo…’. Il Masters non è un torneo, ti dà una sensazione diversa. Io ci speravo di arrivarci, alla fine era uno degli obiettivi della stagione, però poi al momento del dunque, ti ritrovi in un ambiente diverso, inaspettato. È il massimo, sono gli otto più forti“.

Come spesso accade nel tennis, è l’aspetto mentale a fare la differenza. “Assolutamente sì. Avverti la pressione di dover essere al massimo, di dover fare bella figura. Devi convivere con questa sensazione. Onestamente questa pressione in più mette un pochino in ansia e di conseguenza può modificare la prestazione, ma la voglia di fare bene a tutti i costi di solito sopperisce. Per dire, nel mio caso io volevo assolutamente dare il messaggio agli altri che fosse giusta la mia presenza, che non fossi lì per caso.

Oltre al sorteggio un po’ sfortunato, forse il fattore stanchezza può aver influito sulle prestazioni di Matteo. Barazzutti ovviamente non lo esclude, ma ammette candidamente che lo stesso può valere per gli altri. “È insindacabile che per ottenere il pass per Londra abbia speso molte energie e quindi un po’ più di freschezza gli sarebbe stata utile. Ma anche ammettendo la stanchezza, li avete visti gli altri? Non mi sembra che i Djokovic, i Federer e i Nadal brillino per forma fisica: l’hanno sentita anche loro la stagione. Siamo a fine anno, nessuno può essere nelle condizioni fisiche di gennaio”.

Nessun allarmismo tuttavia per la Davis che si avvicina e di cui Matteo sarà auspicabilmente uno dei protagonisti e dei trascinatori per la squadra italiana, capitanata proprio da Barazzutti. “Le energie si trovano partita dopo partita. Berrettini lo aspetto a Madrid, dove potremo chiacchierare con calma e abbozzare un’analisi. Qui a Londra ci siamo solo salutati velocemente. Dico solo che mi auguro che vinca contro Thiem, così potrà migliorare me e Panatta che strappammo solo un set“.

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