Barazzutti su Berrettini: "È normale provare emozione alle Finals"

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Barazzutti su Berrettini: “È normale provare emozione alle Finals”

Intervistato da Repubblica, il capitano di Davis racconta la sua esperienza al Masters: “Ti dà una sensazione diversa, avverti la pressione di dover fare bella figura”. E Matteo? “Mi auguro che batta Thiem e faccia meglio di me e Panatta”

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Corrado Barazzutti nel box di Matteo Berrettini - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

Dopo quarantuno anni, l’Italia è tornata ad avere un suo rappresentante alle ATP Finals, che vedono affrontarsi i migliori otto tennisti della stagione. Matteo Berrettini ha purtroppo perso i primi due incontri, ma di fronte si è trovato prima Novak Djokovic e poi Roger Federer. Non esattamente un esordio morbido insomma. L’atmosfera del torneo poi è completamente diversa dagli altri eventi della stagione, parola di Corrado Barazzutti, ovvero l’ultimo azzurro prima di Matteo capace di qualificarsi per il torneo di fine anno.

In un’intervista rilasciata a La Repubblica, Barazzutti ha raccontato la sua esperienza al Masters e le difficoltà psicologiche che comporta un evento del genere. “Posso esprimere le mie sensazioni, le ricordo abbastanza nitidamente. Mi dicevo cose del tipo ‘cavoli, io al Masters tra gli otto migliori al mondo…’. Il Masters non è un torneo, ti dà una sensazione diversa. Io ci speravo di arrivarci, alla fine era uno degli obiettivi della stagione, però poi al momento del dunque, ti ritrovi in un ambiente diverso, inaspettato. È il massimo, sono gli otto più forti“.

Come spesso accade nel tennis, è l’aspetto mentale a fare la differenza. “Assolutamente sì. Avverti la pressione di dover essere al massimo, di dover fare bella figura. Devi convivere con questa sensazione. Onestamente questa pressione in più mette un pochino in ansia e di conseguenza può modificare la prestazione, ma la voglia di fare bene a tutti i costi di solito sopperisce. Per dire, nel mio caso io volevo assolutamente dare il messaggio agli altri che fosse giusta la mia presenza, che non fossi lì per caso.

Oltre al sorteggio un po’ sfortunato, forse il fattore stanchezza può aver influito sulle prestazioni di Matteo. Barazzutti ovviamente non lo esclude, ma ammette candidamente che lo stesso può valere per gli altri. “È insindacabile che per ottenere il pass per Londra abbia speso molte energie e quindi un po’ più di freschezza gli sarebbe stata utile. Ma anche ammettendo la stanchezza, li avete visti gli altri? Non mi sembra che i Djokovic, i Federer e i Nadal brillino per forma fisica: l’hanno sentita anche loro la stagione. Siamo a fine anno, nessuno può essere nelle condizioni fisiche di gennaio”.

Nessun allarmismo tuttavia per la Davis che si avvicina e di cui Matteo sarà auspicabilmente uno dei protagonisti e dei trascinatori per la squadra italiana, capitanata proprio da Barazzutti. “Le energie si trovano partita dopo partita. Berrettini lo aspetto a Madrid, dove potremo chiacchierare con calma e abbozzare un’analisi. Qui a Londra ci siamo solo salutati velocemente. Dico solo che mi auguro che vinca contro Thiem, così potrà migliorare me e Panatta che strappammo solo un set“.

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Serie A1: Sonego inarrestabile, tra le donne pareggio per il TC Prato

Nella prima giornata di Serie A1 non deludono i big: vincono Sonego, Musetti e Cecchianto. Trevisan stringe i denti per un solo game, ma il TC Prato si salva comunque

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Lorenzo Sonego - Kitzbuhel 2019 (foto Felice Calabrò)

Sono iniziati ieri i primi turni del campionato italiano di Serie A di tennis. Come vi avevamo già anticipato, per riuscire a portare a termine la competizione tutto si svolgerà in un mese e la rincorsa al titolo del Selva Alta di Vigevano è iniziata nel migliore dei modi: con un successo 4-2 su Match Ball di Siracusa. Non hanno deluso i due singolaristi principali, Roberto Marcora e Filippo Baldi che hanno ottenuto due vittorie in due agevoli set. L’altro match del Girone 1 ha visto il Circolo Tennis Maglie perdere nettamente in casa dallo Sporting Club di Sassuolo per 1-5.

Nel Girone 2 invece sono arrivate due vittorie in casa. La prima del Park Tennis Club di Genova che vanta nel suo team Lorenzo Musetti. La giovane promessa italiana ha titubato nel primo set vinto al tie-break ma nel secondo ha dilagato 6-1 contro Domenico Cutuli (24 anni, n. 1098) del CT Vela Messina. Sconfitta invece per l’altra stella del club ligure: Alessadnro Giannessi, n. 160 che ha perso nettamente contro lo spagnolo Zapata Miralles Barnabé, n. 212 L’altro successo è quello del Tennis Club Parioli per 4-2 su CTD di Massa Lombarda. Il Girone 3 si sono registrati gli unici pareggi di giornata: è finita 3-3 sia la sfida tra TC Sinalunga e Tennis Comunali Vicenza, che quella tra TC Crema e TC Genova 1893. Il Vicenza non è riuscito a centrare il successo nonostante disponga di due tennisti di spicco come Marco Cecchinato e Aljaz Bedene, i quali in effetti sono stati gli unici a portare punti con vittorie sia in singolare che in doppio.

Nel Girone 4 infine abbiamo la vittoria del New Tennis Torre Del Greco per 4-2 su SG Angiulli di Bari, e la netta vittoria fuori casa del TC Italia di Forte dei Marmi sul CT Palermo per 1-5. Il club toscano può contare su due tennisti azzurri particolarmente in forma che hanno dimostrato la loro buona preparazione vincendo i loro match. Stefano Travaglia e Lorenzo Sonego infatti non hanno lasciato ai loro avversari solo 7 game. Per il n. 46 del mondo inoltre questo è l’undicesimo successo consecutivo dopo i trionfi a Todi e Perugia. Chissà se si ricorda ancora la promessa che aveva fatto a Ubitennis qualche settimana addietro. Ricordiamo che le prime di ogni girone accederanno alle semifinale mentre le seconde manterranno il posto nella categoria A1.

 

Tra le donne invece nel Girone 1 abbiamo una sfida terminata in pareggio, 2-2, tra il TC Genova 1893 e il TC Parioli mentre l’altra sfida è stata stra-vinta dal Tennis Beinasco sul CT Siena che non è riuscita ad aggiudicarsi neanche un incontro. Il Girone 2 si è rivelato più equilibrato; è terminato 2-2 sia l’incontro tra CT Lucca ed SC Casale che l’esordio delle campionesse italiane del TC Prato contro Bal Lumezzane. Senza Cristina Kucova che non è potuta arrivare a Prato per i problemi dei voli internazionali e Martina Trevisan presente solo per onore di firma in quanto infortunata (ha lasciato il campo dopo solo un game) la formazione capitanata da Gianluca Rossi è stata capace di conquistare entrambi i singolari giocati da Lucrezia Stefanini e Asia Serafini, perdendo il doppio e appunto il match di Trevisan. “Prima di iniziare avrei firmato per un pareggio” spiega il capitano del Tc Prato, Gianluca Rossi “a posteriori abbiamo avuto la chance di poter vincere la sfida. Brave comunque sia Lucrezia che Asia, soprattutto in singolare, in doppio manca un po’ di affiatamento ma non si sono mai date per vinte.”

Umore opposto invece per il capitano del Lumezzane Alberto Paris. “Aver potuto giocare e portare a casa il pareggio è davvero per noi un ottimo risultato abbiamo passato mesi davvero complicati soprattutto perché abbiamo perso tanti nostri cari. Poter rivivere una giornata di sole su un campo da tennis è stato un bel modo per ritornare a vivere. Il risultato è importante ma ritengo che è stato più significativo poter ritornare a vivere la nostra passione.” Insomma, magari come ha sottolineato il Direttore Scanagatta questa Serie A non riesce a raccogliere molto pubblico, ma chi vi prende parte sembra farlo con lo spirito giusto.

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Nuova linea di scarpe per Roger Federer

Il 20 volte campione Slam, in collaborazione con il marchio svizzero ‘On’, rilascia un nuovo modello di sneakers da indossare tutti i giorni

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Il campione svizzero, che in questi giorni avrebbe tanto preferito trovarsi a passeggiare sui prati di Wimbledon ma che invece si sta accontentando di fare riabilitazione, si è lanciato in un nuovo progetto commerciale in particolare nel campo delle calzature. Federer, in collaborazione con il marchio svizzero ‘On’ a cui si è unito inizialmente come investitore nel 2019, ha sviluppato delle nuove scarpe che verranno vendute in edizione limitata. Il modello ha un nome minimalista e accattivante: “The Roger”, così da collegare immediatamente il prodotto al suo promoter, e siamo abbastanza sicuri che a Federer non accadrà come a Stan Smith dove la sua scarpa era divenuta più celebre delle sue gesta sportive.

Non è per giocare a tennis, è per la strada. La vedo come una scarpa da indossare tutti i giorni, simile a un orologio, un qualcosa con il quale ti ci trovi così a tuo agio che vuoi sempre portare”, ha commentato l’ex numero 1 del mondo parlando delle sue sneakers che ovviamente non potevano non essere di color bianco. Una delle principali caratteristiche delle scarpe prodotte dal marchio ‘On’ è la speciale suola brevettata CloudTec, che ammortizza il piede in fase di ricaduta e dà durante la corsa una sensazione di maggior leggerezza. Queste scarpe non fanno eccezione e presentano questo tipo di tecnologia ma Federer ha insistito affinché la scarpa avesse l’aspetto più elegante possibile, e così i designer hanno dovuto trovare il modo di nascondere questa speciale suola all’interno. Queste modifiche hanno anche comportato un alleggerimento della calzatura, così da renderla maggiormente confortabile. Infine, nel caso anche Djokovic fosse interessato all’acquisto, il materiale scelto è pelle vegana al 100%.

Da quanto il 20 volte campione Slam ha lasciato la Nike sembra essere molto più coinvolto e motivato nella produzione di capi di abbigliamento, e molti suoi fan aspettano trepidanti il ritorno del famoso logo RF sul quale da poco Federer è tornato ad avere il controllo. Inizialmente si pensava che questa collaborazione con ‘On’ sarebbe stata l’occasione giusta, la risposta dell’azienda tuttavia è stata chiara: “Non lo useremo. Il logo RF appartiene a Roger e noi abbiamo deciso di imbarcarci in questa nuova avventura con un nuovo look.” Al momento sono stati prodotti solamente 1000 paia di questo modello e i futuri possessori verranno selezionati con un’estrazione online, ma presto verranno rilasciati anche altri paia in altri colori. Federer infine assicura che c’è ancora molto che bolle in pentola, e se lo dice lui siamo sicuri che non è una sola.

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Accadde oggi: nel 2008 Rafa detronizza Roger, primo successo a Wimbledon [AUDIO Ubaldo]

12 anni fa il maiorchino si aggiudicò l’epica sfida superando il rivale svizzero al quinto set, al calar della sera dopo due interruzioni per pioggia

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Rafa Nadal e Roger Federer - Wimbledon 2008 (foto via Twitter, @Wimbledon)

Chi sia il più forte tra Roger Federer e Rafael Nadal è un dibattito che durerà in eterno al quale neanche il numero di Slam vinti, una volta che entrambi si saranno ritirati, potrà dare risposta. Su quale sia la loro sfida più affascinante però, non ci dovrebbero essere dubbi: la finale di Wimbledon 2008. I tifosi di Federer forse non vedranno questa scelta di buon occhio ma potranno consolarsi pensando che un vero campione lo si valuta dopo una caduta, e lo svizzero si rialzò splendidamente l’anno successivo superando il record di Sampras. Ma oggi 6 luglio è l’incontro del 2008 che vogliamo celebrare, nel giorno del suo 12esimo anniversario. Tutti gli appassionati di tennis che hanno assistito a quell’epico avvenimento hanno ben impresso nella memoria dove si trovavano, con chi erano e come hanno passato i momenti di pausa per pioggia.

La prima interruzione per pioggia infatti arrivò alla fine del terzo set e lo spettacolo fu interrotto per un’ora e 20 minuti. Mentre per una seconda volta i due contendenti dovettero lasciare il palcoscenico nel quinto e decisivo parziale, sul punteggio di 2 game pari. Gianni Clerici allora si sbilanciò con un pronostico: “Qui è molto difficile che la partita possa terminare” ma verso le 20, col sole che allungava le ombre e il cielo che lentamente si imbruniva lo svizzero e il maiorchino rientrarono sul Centrale di Wimbledon per l’atto finale. L’allora numero 2 del mondo finì per vincere la sfida 6-4 6-4 6-7(5) 6-7(8) 9-7 sancendo la fine del dominio di Federer sull’erba londinese durato cinque anni. La battaglia durata 4 ore e 48 minuti è forse l’unico match di tennis in grado di competere, in termini di fascino e importanza storica, con la finale Borg – McEnroe del 1980 (che risciò di non andare in scena).

Pochi giorni fa Nadal stesso ha aggiunto un piccolo dettaglio su questo match: la parte iniziale l’ha giocata con un piede sotto anestesia a causa del dolore che si portava dietro dai giorni precedenti. Insomma, col passare degli anni questa sfida si arricchisce di particolari che ne accrescono il fascino, entrando sempre più nella storia di questo sport. In tal proposito anche il Direttore Scanagatta a detto la sua a Radio Sportiva

 

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