Jamie Murray: "I singolaristi giocano il doppio solo per soldi. Non è bello da vedere"

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Jamie Murray: “I singolaristi giocano il doppio solo per soldi. Non è bello da vedere”

Il britannico racconta su Behind The Racquet gli esordi della sua carriera, all’ombra di Andy. E si lamenta dei singolaristi ‘turisti’ del doppio

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Jamie Murray - ATP Finals 2017 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)
 
 

Tramite il portale Behind The Racquet, ideato da Noah Rubin per dare voce a tennisti e tenniste desiderosi di raccontare la propria storia, Jamie Murray si è aperto al pubblico raccontando gli inizi della sua carriera vissuti un po’ “all’ombra” del fratello Andy e della situazione del doppio, sua disciplina prediletta.

Immagino sia qualcosa a cui ero abituato, a partire dai 16 o 17 anni. Andy ha fatto il suo salto di qualità ad alto livello intorno ai 18 anni quando ha giocato al Queen’s e poi ha fatto il terzo turno a Wimbledon. Per molto tempo, le persone mi parlavano solo perché volevano fare domande ad Andy, cosa che succede ancora oggi. La gente viene a chiedermi dov’è Andy e come sta. Facevano interviste con me nella speranza di poter arrivare a lui. Negli ultimi cinque o sei anni, mi sembra che la situazione sia cambiata parecchio. Le persone ora vogliono parlarmi per via dei successi che ho avuto nella mia carriera, il che, a dire il vero, mi sembra carino dopo tutto questo tempo.

Non mi dispiace parlare di mio fratello, non mi ha mai dato fastidio, ma se questo è l’unico scopo per cui fare un’intervista o una chiacchierata, non mi sembra necessario. Lui è stato una grande star del mondo del tennis negli ultimi dieci anni circa e sono orgoglioso di lui. Sono sempre stato il suo sostenitore numero uno. Non è mai stato davvero un problema per me. Non direi che sia stato una motivazione che mi ha spinto a lavorare di più nella mia carriera, il cercare di uscire dalla sua ombra, ma direi che la sua mentalità, la sua etica del lavoro e ciò che ha realizzato in campo mi hanno ispirato a impegnarmi di più nella mia carriera. Mi sono impegnato più tempo e ho fatto di tutto per affinare le mie abilità. Ho fatto tutto il necessario per avere più successo possibile nella mia carriera”.

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“I guess it's something that I was used to, starting around 16 or 17. Andy made his breakthrough into the big leagues around 18 when he played Queens and then made third round of Wimbledon. For a long time, people would talk to me just because they wanted to ask Andy questions, which still happens today. People come up asking me where Andy is and how he is doing. People would do interviews with me in the hopes that they could get to him. The last five or six years, I feel like that's changed quite a lot. People now want to talk to me because of my own achievements that I’ve had in my career, which to be honest feels pretty nice after all this time. I don't mind talking about my brother, It really never bothered me, but if that's the sole purpose for doing an interview, or a chat, it just doesn’t seem necessary. He's been such a big star of the tennis world for the last 10 years or so and I am proud of him. I was always his number one supporter. It was never really an issue for me. I wouldn't say that it was like a motivation for me to work harder in my career, trying to get out of his shadow, but I would say that his mentality, his work ethic and what he achieved on the court, has inspired me to dedicate myself more to my career. I committed more time and did everything to master my skills. I have done everything necessary to have as successful of a career as possible. I'm sure I could have got better in singles than what I did, but it was never going to be at the same level as my doubles. There are moments when singles player talk down about doubles players or doubles game. The prize money will never be displayed accurately and doubles will always be on the back foot because singles is seen as the higher priority sport and the more premium discipline in tennis. It’s a totally different skill set and my skills have always been a lot more suited to playing doubles. Certainly in this current era of tennis the doubles game is in the best spot it has been in, since I started in 2007. It’s on TV far more often which is great for local market…” @jamie__murray Read full story at behindtheracquet.com (link in bio @behindtheracquet )

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Jaime si concentra poi a cuore aperto sul doppio e sul trattamento che viene riservato a questa disciplina e a chi la pratica. Non manca anche un po’ di (giusta, ci permettiamo di dire) polemica. “Sono sicuro che avrei potuto fare meglio in singolare rispetto a quello che ho fatto, ma non sarebbe mai stato allo stesso livello del doppio. Ci sono momenti in cui un singolarista parla male dei doppisti o del doppio. Il montepremi non verrà mai distribuito in maniera accurata e il doppio sarà sempre un passo indietro perché il singolare è visto come lo sport con priorità più alta e la disciplina migliore nel tennis. Richiede uno skill set totalmente diverso e le mie abilità sono sempre state molto più adatte a giocare in doppio. Certamente nell’attuale era del tennis, il doppio si trova nella posizione migliore in cui sia mai stato, da quando ho iniziato nel 2007. È in TV molto più spesso, il che è ottimo per il mercato locale. Finalmente le persone nel Regno Unito possono guardare le mie partite con tutti questi nuovi modi di trasmettere in streaming.

Trovo interessante quando i singolaristi competono contro i doppisti. È divertente guardare questi stili contrastanti di tennis sullo stesso campo. I singolaristi potranno anche mancare di rispetto ai doppisti ma alla fine, sono ancora là fuori a gareggiare ogni settimana perché è un modo per loro di fare soldi praticamente senza stress. Devi solo segnare il tuo nome ogni settimana, non importa se vinci, perdi o pareggi e non c’è responsabilità per le loro prestazioni. Mentre per i doppisti se perdi quattro volte di seguito, la classifica scenderà e non entrerai in nessun torneo. Per i singolaristi, non importa quali siano i risultati, possono tranquillamente continuare ad iscriversi. Lo trovo frustrante, e non è un bello da vedere per il nostro prodotto, se ci sono ragazzi in campo che giocano senza alcun interesse a provare a vincere. Sono lì solo per fare un po’ di allenamento, abituarsi alle condizioni e prendersi un assegno facile.

Dato che i soldi continuano a crescere nel tennis, l’intera torta sta diventando più grande. Se vinci molti di questi tornei in doppio, ci sono dei soldi veri in ballo. Per i singolaristi, sanno che vale la pena fare un piccolo sforzo in più sui loro singoli per giocare, competere e provare a vincere. Questo è il motivo per cui il ‘tanking‘ non avviene più tanto, perché i soldi sono cruciali”. La chiusura è sulla sua esperienza personale di tennista. “Non avevo idea di cosa sarebbe stato possibile per me nel mondo del tennis. Sono stato il migliore del mondo sin da piccolo ma ho perso il mio amore intorno ai 13 anni, per alcuni anni. Ci è voluto un po’ di tempo per capire se il sacrificio da parte mia e delle persone intorno a me sarebbe valso la pena ed eccoci qui oggi“.

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ATP

ATP Lione: Norrie di ordinaria amministrazione, Watanuki sorprende Kwon, una certezza Baez. Avanti anche Guinard e Coria

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Cameron Norrie - Roma 2022 (foto Twitter @the_LTA)

Il martedì dell’ Open Parc Auvergne-Rhône-Alpes Lyon, atp 250 che si gioca a Lione, in territorio del Roland Garros, vede l’esordio nel torneo del suo principale favorito, il n.11 al mondo e 1 del seeding Cameron Norrie. Il britannico, dopo la brutta sconfitta la scorsa settimana a Roma, prova subito a risollevarsi sulla terra in vista dello Slam rosso. Lo fa molto bene rifilando un ordinario 6-4 6-4 a Francisco Cerundolo, che dopo l’exploit di Miami(un po’ fortuito alla Steven Bradbury) sembra essere tornato al suo onesto livello. Ha mantenuto il possibile contro l’aggressività e la solidità da fondo del mancino, addirittura andando avanti di un break nel primo set, ma non riuscendo a trovare la zampata vincente. Nel secondo invece dimostra la classica garrua argentina, recuperando il break di svantaggio(che sapeva tanto di ipoteca per l’inglese) e arrivando tranquillo fino al 5-4: qui al servizio trema un po’, regala qualcosa e alla fine, dopo un match point annullato in spinta, sul secondo è costretto a cedere, con un doppio 6-4. Norrie fa il suo dovere da favorito, come sempre senza niente di eclatante, ma porta a casa il risultato e si appresta a sfidare nei quarti di finale Sebastian Baez, di cui parleremo più avanti.

Scorrendo i risultati, uno in particolare fa subito sollevare qualche sopracciglio per la meraviglia: la vittoria di Yosuke Watanuki su Soonwoo Kwon. Il giapponese, n.263 al mondo e lucky loser, ha regolato con un banale 6-3 6-4 il ben più quotato sudocoreano, capace di esprimere un ottimo tennis sulla terra. E dire che aveva anche iniziato alla grande, con il break in avvio che lo aveva portato sul 2-0, ma Watanuki, anche servendo 5 ace, ha preso poi le redini del parziale, recuperando e vincendolo 6-3. Nel secondo c’è stato invece un solo break, rivelatosi poi quello decisivo per regalare un altro scalpo importante(dopo Pedro Martinez) al giapponese, oltre a un bel quarto di finale ATP. Rimanendo in tema di derby, non c’è stato solo quello asiatico, ma anche quello francese, che conferma il periodo scuro di Hugo Gaston. Il n.58 ATP, forte di una wildcard, ha perso in 2h e 20 contro il qualificato Manuel Guinard. 6-4 6(5)-7 6-2 il punteggio a favore del n.158 al mondo, che ha proprio fatto il vuoto nel set decisivo, disarmando la fantasia di Gaston. Al prossimo turno affronterà il lucky loser Michael Mmoh, voglioso di giocare vista la sua wildcard al Roland Garros.

 

Oltre a due transalpini uno contro l’altro, hanno giocato anche due argentini, in match diversi ma con risultato uguale: la vittoria. Sebastian Baez, tds n.7 e 38 al mondo, ha battuto 5-7 6-4 6-2 Oscar Otte, giocatore sempre ostico che non regala mai nulla; ma il gioco difensivo di Baez, che sa rapidamente trasformarlo in offensivo, è certamente più adatto a questi tornei, e gli ha permesso di vincere un match intenso, equilibrato nei primi due set, a senso unico nel terzo, dove la vena terraiola è uscita fuori. Il recente campione dell’ATP Estoril dunque si conferma un osso molto duro, e nei quarti avrà il n.1 del seeding Cameron Norrie . Parlando di argentini, l’altra vittoria albiceleste di giornata l’ha messa a segno Federico Coria contro un altro tedesco, Daniel Altmaier, con il punteggio di 6-3 3-6 6-3, con la partita che si è accesa a suon di break e contro-break dall’inizio del secondo set in poi. Chiude con un buon 72% con la prima il fratellino del Mago Guillermo, prenotandosi un posto al secondo turno contro la tds n.2 Pablo Carreno-Busta, il meno spagnolo degli spagnoli.

Il tabellone completo dell’ATP 250 Lione

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ATP

ATP Ginevra, Medvedev stecca al rientro contro un ottimo Gasquet. Out Cecchinato

Niente da fare per Daniil alla prima su terra battuta, il francese mette a segno la seconda vittoria contro un top 2. Cecchinato surclassato da Majchrzak

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Richard Gasquet – ATP Ginevra 2022 (foto via Twitter @atptour)

R. Gasquet b. [1/WC] D. Medvedev 6-2 7-6(5)

Torna in campo Daniil Medvedev dopo l’operazione all’ernia e il progetto musicale con Shapovalov. Il palcoscenico – un ATP 250 su terra battuta – non sarebbe certo un appuntamento imprescindibile in condizioni normali, ma c’è un quarto di finale al Roland Garros da difendere e il tempo stringe. Tra la superficie del Gonet Geneva Open (la cui lentezza è mitigata dai 400 metri di altitudine) e l’assenza dalle competizioni, non ci si poteva aspettare troppo da Medvedev e così è stato. Un set e mezzo passato a lamentarsi verso il suo angolo, a cambiare racchette (solo una rotta su cinque) e a tirare un po’ dove capita, per poi cominciare a trovare almeno in parte il proprio gioco senza peraltro riuscire a portare il match alla partita finale. Ma è stata innanzitutto la giornata del vincitore, quel Richard Gasquet alla sua seconda vittoria in carriera contro un top 2 dopo il successo su Federer a Monte Carlo nel 2005 – il loro primo duello. Ora è 1-16 contro i numeri uno e 1-20 contro i numeri due. E, pareggiando il conto nelle quattro sfide con Daniil, ci deliziato con tocchi e rovesci lungolinea che mettono di buon umore (magari non l’avversario).

L’incontro si fa presto in salita per un Medvedev a disagio: dritti fuori di metri e doppi falli gli costano due break nel primo parziale senza che in risposta riesca a creare la minima apprensione a Gasquet che si limita a fare il dalla parte del rovescio. Vedere Medvedev per la prima volta senza conoscerlo deve lasciare perplessi; o forse no, nel senso che, se tutto storto colpisce il dritto al volo con quello swing, nessuno dovrebbe sorprendersi quando la palla va a fare un altro buco nell’ozonosfera. E invece, con quella stortezza, con quegli swing, è numero 2 al mondo. Pure 1 è stato.

 

Nel secondo parziale il leitmotiv non cambia granché, tra un Richard che dispensa pazienza e ottimo tennis e un Daniil che tenta di battere il record di racchette cambiate (che poi sono tutte uguali, facesse almeno come certi giocatori di circolo che hanno attrezzi completamente diversi e solide teorie a giustificarne la rotazione). Prova anche un paio di smorzate, ma il solo risultato che ottiene è evidenziare la corsa in avanti e la “mano” del classe 1986.

A caccia del secondo break per un 4-1 che chiuderebbe un match rimasto al massimo socchiuso (a essere generosi), Gasquet viene penalizzato da una chiamata sbagliata (il giudice di linea dà buona una palla fuori, l’arbitro non lo corregge e lui non si ferma in tempo per chiedere la verifica). L’episodio cambia l’inerzia della sfida e ciò non si manifesta solo con il controbreak, bensì con un Medvedev in fiducia che non rivolge più al coach Cervara occhiate del tipo “complimenti, sono proprio forte” dopo ogni pessima giocata. O, semplicemente, l’ultima racchetta impugnata ha la tensione giusta.

Nel tie-break spalla a spalla tra azzardi e timori, è Richard il primo ad avere la palla per chiudere; anzi, Medvedev neanche gliela fa arrivare perché manda lunga la seconda battuta e dunque ai quarti contro Majchrzak va Gasquet.

K. Majchrzak b. [Q] M. Cecchinato 6-2 6-3

Dopo aver superato le qualificazioni e Dominic Thiem nel derby delle zero vittorie ATP nel 2022, Marco Cecchinato si arrende a un buonissimo Kamil Majchrzak, n. 81 del ranking e di regola più a suo agio sulle superfici veloci, pur avendo nella smorzata il colpo preferito, come ha ben dimostrato nella sfida del martedì ginevrino. Solidissimo ed efficace particolarmente dalla parte del rovescio, è stato spesso in grado di annullare il vantaggio che il Ceck sa prendersi con il kick da sinistra, piazzando cinque break. La differenza più evidente nei dati sul servizio, è appunto la bassa resa di Marco con la prima, il 48% contro il 73 di Kamil.

Parte subito forte, Majchrzak, che strappa il servizio azzurro rispondendo bene con il colpo bimane e poi conferma depositando tre drop-shot irraggiungibili. Cecchinato muove il punteggio, si scuote e si procura una palla per rientrare, cancellata però dall’ace. Il polacco non molla la presa fino al 5-1, ma il turno di battuta perso anche per un avversario che non ci sta è subito recuperato. Marco rimane aggrappato alla seconda partita per i primi cinque giochi, poi due smorzate in rete e la risposta di rovescio polacca aprono la strada all’allungo decisivo che arriva con il punto sulla diagonale sinistra. Sono passati 59 minuti e non succede molto altro nei successivi, ultimi dieci.

Il tabellone dell’ATP 250 di Ginevra

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Flash

WTA Strasburgo: bei successi per Makarova e Ferro. Avanti Pera, Friedsam e Linette

Grande vittoria su Cirstea per la russa, bene come la padrona di casa. Nessuna particolare sorpresa negli altri match

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Fiona Ferro - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

La sorpresa di giornata è stata certamente già servita in questo martedì all’ Internationaux de Strasbourg, WTA 250. Ekaterina Makarova, russa al n.274 della classifica WTA(solo omonima della ben più celebre mancina, ex n.8 al mondo) ha eliminato Sorana Cirstea, tds n.3 e n.27 del ranking. 1-6 6-3 6-2 il finale in favore della classe 1996, che dopo un pessimo inizio ha saputo risalire, approfittando dei soliti alti e bassi della rumena, sempre bella da veder giocare, ma alle volte troppo fumosa, come in questo caso, che l’ha portata ad una sconfitta eufemisticamente clamorosa. La prossima avversaria di Makarova sarà Oceane Dodin, una delle padrone di casa. E parlando di transalpine è giusto citare la vittoria di Fiona Ferro, n.139 al mondo, per 6-3 6-4 contro un’altra russa, la lucky loser Angelina Gabueva. Certo, compito facile da assolvere, trattandosi di una giocatrice a stento tra le prime 600(n.594), ma brava comunque Ferro a non cullarsi troppo e ad essere ben decisa a portare a casa il match, dato che Gabueva è anche andata avanti nel primo, oltre a mettere a segno vari break nel secondo, giocandosi al massimo le sue carte. Quindi comoda sì, ma non banale, la vittoria della francese, che giocherà il prossimo match contro la svizzera Viktorija Golubic, tds n.9.

Il tabellone completo del torneo

Un’altra giocatrice rumena classificata più in alto della sua avversaria, oltre Cirstea, è stata costretta ad uscire anzitempo dal tabellone di Strasburgo: Gabriela Ruse, n.52, ha perso 5-7 4-6 contro Bernarda Pera,122 al mondo. L’americana porta a casa un match combattuto e intenso, in 1h e 57 minuti, recuperando il break per poi metterlo a segno in entrambi i parziali, sfruttando un gran 67% di punti vinti con la prima, e prenotandosi un bell’incontro duro con la n.1 del seeding, Karolina Pliskova. Vittoria in due set anche per Magda Linette contro Heather Watson. Ma è una vittoria decisamente diversa quella della tds n.8 contro la britannica: score che recita un desolante e perentorio 6-1 6-1, con un’impressionante 100% di punti con la prima per la polacca, che attende ai quarti una tra Sasnovich e Angelique Kerber. Una connazionale dell’ex n.1 al mondo è stata protagonista della partita più interessante di giornata, e cioè Anna-Lena Friedsam, che ha avuto la meglio per 4-6 6-3 7-6(5) su Daria Saville, la ritrovata australiana dei miracoli nella primavera sul cemento americano. La tedesca, n.207 al mondo, nonostante le quasi ottanta posizioni di svantaggio ha giocato un gran match, una lotta con le unghie e con i denti in 2h e 40, per la possibilità di sfidare al prossimo turno Elise Mertens, n.4 del seeding. Un match equilibrato quasi in tutto, dove alla fine la voglia ha fatto la differenza.

 

Il tabellone completo del torneo

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