Per il Mago Ubaldo nel 2020 Tsitsipas top 3, Federer out dai top 5, Serena 0 Slam, Sinner come Djokovic

Focus

Per il Mago Ubaldo nel 2020 Tsitsipas top 3, Federer out dai top 5, Serena 0 Slam, Sinner come Djokovic

Un anno fa azzeccò 24 profezie su 30. Fognini torna top 10, Berrettini… I 5 top men&women e Binaghi

Pubblicato

il

Cari amici, il Mago Ubaldo non tradisce se stesso, le tradizioni, voi lettori. E ogni anno si ripresenta come nuovo a predire quel che avverrà… nell’anno che viene.

Ma prima, al contrario di tanti maghi vigliacchi, rende noto un bilancio sulle previsioni dell’anno precedente che qui potrete rileggere se proprio non vi fidaste o semplicemente voleste rileggerle. Lo ha fatto anche a fine 2018 per un bilancio assai positivo, ma anche a fine 2017 quando invece ne aveva indovinate pochissime, perché Federer e Nadal non si erano limitati a prendere in contropiede i loro avversari, ma anche il Mago.

Quante ne ha azzeccate Mago Ubaldo sulle 30 profezie del 2019? Beh, tanto per cominciare tutte le prime 11! Trovo che sia clamoroso! Non mi era mai successo.  E non erano così facili. Verificate please. Previsioni di cui essere orgogliosi. Anche perché sono state 24 su 30, un record imbattibile che stupirebbe perfino l’uomo dei record Roger Federer. Che poi qualcuna delle 24 possa scricchiolare un po’ ci sta, sennò che mago sarebbe? I maghi hanno sempre venduto bene la loro merce, o no?

 

In sintesi, nelle prime 11, il Mago aveva previsto: che Roger avrebbe scollinato quota 100, vinto Halle e Basilea, fatto semifinale in un grande torneo sulla terra rossa (Roland Garros…) e che non avrebbe vinto nessun Slam. Soprattutto non gli sarebbe riuscito se avesse trovato Djokovic in finale (ouff qui il Mago ha rischiato parecchio, ora qualcuno dei fan di Roger  dirà che ha gufato…!).

Sempre fra le prime 11 previsioni azzeccata quella (questa sì, abbastanza facile) di Djokovic che avrebbe superato quota 75 tornei vinti. Azzeccata anche quella di Nadal campione per la dodicesima volta al Roland Garros. Direte che era facile… però non è che quest’anno sia stato così irresistibile sulla terra rossa come negli anni passati: ha perso a Montecarlo (Fognini lo ricorda bene), a Barcellona e a Madrid. E giuste, purtroppo e non sapete quanto mi dispiaccia averle azzeccate anche le pessimistiche previsioni su Murray e del Potro, supersfigati anche nel 2019.

Proseguo con le previsioni indovinate: la 13, la 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 25, 26 27, 29, 30. Totale azzeccate 24 su 30. Mi inorgoglisce particolarmente la 17 che prevedeva la vittoria di Osaka all’Australian Open: non ha quasi vinto altro…e comunque non altri Slam. Avevo scritto: “Potrebbe già avvenire a Melbourne e il Mago andrebbe in brodo di giuggiole. Certo non accadrà a Parigi”)

Ipse dixit. Beh, il Divino Otelma deve francamente cominciare a preoccuparsi. Anche la 29 non è stata così scontata. Parlando dei Next-Gen e dei dubbi di Fognini sui troppo “pompati” giovani il Mago aveva predetto: “Uno dei ragazzotti come minimo raggiungerà una finale di Slam”. Gli hanno dato ragione Medveded all’US Open e, se volessimo considerarlo ancora un Next Gen, Thiem a Parigi.

Quale profezia il Mago ha ciccato più clamorosamente? Direi la n.12 perché se c’era andato vicinissimo col pronosticare Djokovic n.1 a fine anno (ha vinto 2 Slam, gli è mancato un soffio) escludendo le chance di Nadal – anche qui il Mago si è un po’ incartato – aveva previsto una buona annata di Zverev e invece quella del tedesco è stata quasi disastrosa, anche se si è ripreso nel finale grazie alla Cina (Pechino e Shanghai), alla Laver Cup come immagine e alle semifinali raggiunte alle Finals a Londra (per qualificarsi per le quali però è stato in bilico fino a Bercy).

Rafael Nadal con il trofeo del numero 1 – ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

E poi – anche questa a metà – ho ciccato la n.24 perché aveva previsto un grande comeback di Serena Williams e …insomma Serena ha perso due finali di Slam da favorita, con Halep a Wimbledon e ancor più contro la sorprendente Andreescu a New York, ma non ha centrato lo Slam n.24 lasciando a Margaret Court il suo record. Secondo me, ed è naturalmente un parere assolutamente soggettivo, il Mago è stato bravo anche in questa occasione: due finali di Slam per Serena, che ha meritato per la terza volta in 10 anni l’Award per la donna simbolo dello sport dell’anno, valgono quasi come uno Slam vinto, suvvia! Il quasi è d’obbligo, poiché parliamo sempre di Serena.

Ma ora il Mago, montatosi la testa come un ragazzino ai primi vaticini, passa a sbagliare allegramente quelle del 2020.

  1. Federer non perderà più partite con il match point a favore.
  2. Il 2019 con due vittorie per Nadal e due per Djokovic sarà l’ultimo dominato così da due dei Fab Four.
  3. Nel 2020 almeno un NextGen vincerà uno Slam, non escludo che siano due. Anzi.
  4. Tsitsipas si inserirà fra i primi 3 giocatori del mondo. È lui il più probabile candidato a una vittoria NextGen in uno Slam
  5. Nadal non risponderà più male a Scanagatta che starà molto più attento nel porre le sue domande in modo da non essere equivocato
  6. Però però…Zverev potrebbe fare male – per l’indigestione di esibizioni con Federer e una preparazione fisica che non ha potuto essere quella più appropriata – sia a Melbourne sia a Parigi. In tal caso come farà il direttore di Ubitennis a ricordare a Rafa che lui aveva detto: “Potrai dire che non capisco nulla di tennis se Zverev non avrà vinto uno Slam nei prossimi 2 anni”. Scanagatta rischia un incidente diplomatico.
  7. Scanagatta si ingegnerà per fare rispondere a Djokovic un altro “not too bad”
  8. Il nuovo network aussie che produrrà l’Australian Open, Channel 9, non si lascerà sfuggire l’occasione di intervistare il direttore di Ubitennis, dopo che i suoi siparietti con i i Fab 3 sono diventati virali.
  9. Scanagatta e Fognini, incredibile dictu, faranno la pace.
  10. Scanagatta e Binaghi continueranno a non farla. E Binaghi a volgere lo sguardo altrove quando Scanagatta gli farà anche le domande più gentili.
  11. Gli altri consiglieri FIT non si azzarderanno a mostrarsi affabili con Scanagatta, nel timore di una scomunica del grande Capo, l’unico che conta.
  12. La sindaca Appendino si aggrapperà disperatamente alle finali ATP per risollevare le sorti di una città, Torino, che a seguito dell’abbandono della FIAT non sta vivendo un periodo troppo felice
  13. Andrea Gaudenzi neo-chairman ATP negherà di aver mai pensato davvero a ridurre la conclusione dei set ai 4 game. Diventerà anche lui, da schietto che era, un politico che si barcamena. È il destino di tutti. Corteggerà i potenti e dimenticherà di avere avuto rapporti per tanti anni con quelli che non contano, cioè i giornalisti che l’hanno visto nascere tennisticamente in nome… del protocollo
  14. Binaghi annuncerà che nel 2021 le NextGen Atp Finals traslocheranno a Torino, precedendo quelle… vere.
  15. Jannik Sinner proseguirà nella sua escalation nel ranking mondiale con gli stessi passi che fece Novak Djokovic a 19 anni. Novak, classe 1987, da diciottenne aveva chiuso il 2005 a n.83 (quindi 5 posti dietro Sinner, n.78 a fine 2019) per poi terminare il 2006 al n.16, il 2007 a n.3. Vinse il primo Slam nel 2008 in Australia. Jannik può chiudere il 2020 a n.16. Quel che accadrà nel 2021 …il Mago ve lo dirà fra un anno.
  16. Berrettini farà fatica a confermarsi n.8. Il calcolo delle probabilità, dopo che per 41 anni nessun italiano ce l’aveva fatta a qualificarsi per le finali ATP, è contro di lui. Però non si dovranno aspettare altri 41 anni. E poi è più importante che Matteo ci riesca nel 2021, l’anno di Torino quando Federer difficilmente sarà ancora in ballo, e chissà se lo sarà Nadal. Gli anni passano per tutti. Restare top 10 sarebbe già un bel successo. Al suo posto firmerei.
  17. Fognini tornerà fra i primi 10 del mondo nei primi mesi del 2020. Fino a Montecarlo. Poi ne uscirà (si tocchi pure nelle parti basse).
  18. Benito Perez Barbadillo, il manager di Rafa Nadal, diventerà meno maligno e imparerà ad apprezzare le persone per quello che sono, senza pregiudizi.
  19. Lorenzo Sonego tornerà fra i top 50 anche se non potrà fare il bis di Antalya.
  20. Musetti e Zeppieri si avvicineranno ai top 100. Fra i 120 e i 150?
  21. Serena Williams non riuscirà a vincere uno Slam e eguagliare Margaret Court. Il Mago Ubaldo se l’è legata al dito per essere stato tradito da lei nel corso di due finali Slam dopo che l’aveva pronosticata vittoriosa in almeno una prova.
  22. Coco Gauff soffrirà il peso della pressione di chi deve confermarsi una stella nei primi sei mesi del 2020, ma poi risalirà alla ribalta.
  23. Andreescu e Osaka giocheranno da avversarie una finale d’uno Slam
  24. A Musetti toccherà una wild card alle prossime finali Atp Next Gen e il il Tc Sporting Club Milano 3 non sarà contento perché il suo torneo di “quali” che punta a offrire una wild card a chi lo vince ne sarà parzialmente danneggiato come è successo nel 2019 con l’ammissione diretta di Sinner alle finali (peraltro…come si faceva a non dargliela?).
  25. Il campionato di serie A maschile vedrà protagoniste le squadre genovesi, Park e Tc, e il Selva Alta.
  26. Il TC Country Time Club, con il suo attivissimo direttore Oliviero Palma, farà una disperata corte a Maria Sharapova perché vada a giocare il Ladies Open di metà luglio, ma la Venere siberiana insisterà nel chiedere la luna e non se ne farà di nulla, anche se lei rispetto ad altre star non andrà comunque a Tokyo.
  27. Il giocatore che entrerà per la prima volta tra i top 10 sarà Denis Shapovalov.
  28. Il giocatore dei top20 che deluderà sarà David Goffin
  29. Il giocatore che risorgerà dalle ceneri sarà Nick Kyrgios
  30. Due conferme: Daniil Medvedev e Stefanos Tsitsipas
  31. I comeback dell’anno: Chung e/o del Potro.
  32. Le delusioni: Zverev e/o Federer
  33. I top 5 uomini saranno Djokovic, Tsitsipas, Medvedev, Nadal e Thiem
  34. Le 5 top donne saranno: Andreescu, Osaka, Barty, Halep, Bencic.
  35. I comeback: Muguruza e/o Stephens
  36. La tennista che risorgerà dopo un difficile finale di stagione: Amanda Anisimova
  37. Le delusioni: Serena Williams e/o Pliskova
  38. La top 20 che deluderà: Angie Kerber
  39. Per il tennis femminile italiano sarà un anno nero, Faremo fatica, se la Giorgi non recupera dai suoi guai, senza nessuna top 100
  40. Per il tennis maschile italiano sarà un altro anno d’oro. Potremmo chiuderlo con 3 top 20.
Alexander Zverev e Roger Federer – Laver Cup 2019 (via Twitter, @LaverCup)

P.S. La previsione n.32 è destinata a suscitare un vespaio. Il mago Ubaldo lo sa bene, ma è sprezzante del pericolo e augura un felice 2020 a tutti.

Continua a leggere
Commenti

WTA

Internazionali di Roma: Una Pliskova in gran forma si (ri)prende la finale

Partita di altissimo livello nel derby ceco tra Vondrousova e Pliskova, ma la forza della campionessa uscente è abbastanza per volare in finale

Pubblicato

il

[2] Ka. Pliskova b. [12] M. Vondrousova 6-2 6-4

Il derby ceco per un posto in finale se lo aggiudica Karolina Pliskova, che supera l’ostacolo posto da Marketa Vondrousova dopo una partita in cui l’altissimo ritmo imposto dalla campionessa in carica ha avuto la meglio. Pliskova rafforza quindi il parziale dei testa a testa tra le due, con l’unico precedente dei quarti di Miami dello scorso anno, vinti dalla numero 4 del mondo.

Pliskova parte subito centrata e si crea l’opportunità di due palle break dopo un doppio fallo di Vondrousova, ma la numero 12 del tabellone è brava e fortunata ad annullarle con uno scambio infinito a rete ed un nastro che ricade miracolosamente in campo avversario. L’appuntamento al break è solamente rimandato. L’aggressività in risposta di Pliskova, finora in grande giornata con tutto il suo repertorio di colpi, le procura altre tre palle break e converte la seconda con uno splendido vincente di rovescio in risposta.

 

La reazione di Vondrousova arriva nel settimo game, dove trova un vincente di rovescio identico a quello che le era costato il break, ma non riesce a convertire la palla del controbreak che Pliskova chiude con uno smash facile. La campionessa uscente di Roma non molla la presa e si guadagna il primo set point con un passante di dritto. Spreca il primo tirando un rovescio a rete, ma Pliskova se ne procura altri due e si prende break e set con un dritto a rete dell’avversaria.

Ad inizio secondo set cala l’efficacia di Pliskova, che fino a quel momento aveva sbagliato pochissimo, e Vondrousova si conquista due palle break con una difesa strenua. Pliskova annulla la prima con un ace, ma due righe sul pallonetto che sorprende la ceca e sul vincente con cui Vondrousova trafigge Pliskova portano in vantaggio la numero 20 del mondo per la prima volta nel match. Non si perde d’animo Pliskova, che trova l’ennesima palla break nel game successivo ma la spreca malamente affondando un comodo smash a rete. La numero 2 del tabellone è brava a non farsi condizionare dall’errore e si riprende il break di svantaggio costringendo Vondrousova all’errore. Pliskova si rimette subito nei guai dando l’opportunità del secondo break consecutivo a Vondrousova, ma aiutata dal servizio annulla due palle break e si porta avanti nel set.

Karolina sembra essere risalita di livello e continua a mettere pressione all’avversaria, che deve concedere due palle break dopo uno smash messo a segno da Pliskova. Vondrousova li annulla entrambi con due contropiedi ma regala subito dopo il break all’avversaria con due errori non forzati a rete. La risposta della finalista del Roland Garros, come in tutto il secondo set, non si fa attendere. Trova subito il controbreak sfruttando il calo di tensione di Pliskova, trapassata da uno splendido passante di rovescio dell’avversaria e che poi consegna il servizio con una pessima palla corta.

La paura di Pliskova passa solamente nel decimo game. Dopo aver salvato l’ennesima palla break si conquista il primo match point con una serie di attacchi ben giocati, resterà l’unico. Sulla risposta aggressiva dell’avversaria il dritto di Vondrousova muore a rete, consegnando set e partita all’avversaria. Domani Karolina Pliskova sfiderà Simona Halep per il secondo titolo consecutivo al Foro Italico, che invece ancora manca alla tennista rumena. Halep è in vantaggio nei precedenti per 7-5, ma Pliskova ha vinto gli ultimi due incontri in assoluto e l’ultimo incontro sulla terra, i quarti di Madrid del 2018.

Il tabellone completo e aggiornato

Continua a leggere

ATP

Djokovic spegne i bollori di Ruud. Decima finale agli Internazionali di Roma

Nole annulla due set point al norvegese in un primo set di grande intensità poi prende il controllo del match

Pubblicato

il

[1] N. Djokovic b. C. Ruud 7-5 6-3

Un antico adagio vuole che a fare la differenza tra un buon giocatore e un campione siano i dettagli. Oggi più che mai Novak Djokovic ha insegnato a Casper Ruud quando questo sia crudelmente vero. Per un set il norvegese ha condotto il gioco con una prestazione pressoché perfetta, ma al momento di chiudere, ha lasciato la porta aperta quel tanto che bastava per far rientrare Nole in partita. Ruud ha reso il pane duro al serbo anche nel secondo set, ma Djokovic, una volta messa la testa avanti, non si è più voltato, riuscendo a gestire abbastanza bene anche il solito nervosismo che sembra accompagnarlo ormai in ogni match (oggi invero alimentato anche dalla brutta giornata del giudice di sedia Adel Nour, reo di aver clamorosamente sbagliato tre palle a sfavore del serbo).

Una delle chiavi della vittoria di Nole è stato il servizio, sempre pronto ad aiutarlo nei momenti di difficoltà: su dodici ace totali, ben quattro sono arrivati su palla break. Peccato per Ruud invece che sicuramente ha molti rimpianti per quanto riguarda il primo set, ma può comunque consolarsi con un torneo davvero eccellente che gli porta in dote anche il miglior ranking della carriera (numero 30 ATP).

 

Djokovic giocherà dunque per la decima volta la finale agli Internazionali d’Italia (4-5 il bilancio), nella quale partirà da chiaro favorito contro chiunque esca vincitore dalla sfida tra Denis Shapovalov e Diego Schwartzmann

IL MATCH – Sin dall’inizio si capisce che Ruud non è sceso in campo solo per fare bella figura, già soddisfatto dell’ottimo risultato ottenuto. Il norvegese parte subito fortissimo, dettando il ritmo degli scambi con il proprio dritto. Djokovic soffre questa iniziativa e si ritrova subito sotto 3-1. Il serbo non sembra al massimo, ma riesce comunque a rendersi pericoloso in risposta. Nello scambio però gli errori arrivano con preoccupante frequenza, non solo in spinta, ma anche con il rovescio incrociato in manovra. Nel sesto gioco, durato undici minuti, Ruud salva due palle break e riesce a salire 4-2.

Il norvegese continua a comandare il gioco e va a servire per il set sul 5-4: avanti 40-15, Nole piazza un gran rovescio e una superba smorzata per annullare i due set point, prima di incassare il break grazie a due rovesci lunghi dell’avversario. Nel game successivo, il numero uno del mondo si trova ancora in difficoltà e nonostante cinque ace, di cui due sulle palle break (tre quelle annullate in questo game), impiega comunque dodici minuti per andare 6-5. A un passo dal tiebreak, Ruud sbanda e perde il servizio, mentre Djokovic lascia andare un urlaccio a pieni polmoni che rimbomba nel Centrale.

Inizia il secondo set, ma Ruud sembra ancora fermo a pensare a come abbia passato un’ora e dieci a costruire una pentola, dimenticandosi però il coperchio. Nole tiene a zero il primo turno di battuta e si procura due palle break nel secondo game. Ruud però le annulla e con molta fatica riesce a tenere il servizio. Lo scampato pericolo sembra rimettere in gioco il norvegese che torna a martellare col dritto, prendendo l’iniziativa sin dalla risposta. Quattro volte arriva a palla break, quattro volte è ricacciato indietro da Djokovic (due con l’ace). Il serbo si salva al termine di un gioco durato 12 minuti, mentre Ruud, revitalizzato, tiene il servizio a zero.

Djokovic vuole chiudere i conti e prova a dare un’accelerata alla partita. Ruud gli dà una mano steccando un paio di rovesci e cedendo a zero la battuta nel sesto gioco. Forte del vantaggio, Nole gioca molto più libero e si procura addirittura due match point sul 5-2, annullati entrambi con orgoglio dal norvegese che però è costretto ad un’onorevole resa un gioco più tardi.

Il tabellone completo

Continua a leggere

WTA

La strenua difesa di Muguruza non basta: terza finale per Halep agli Internazionali di Roma

Terza finale al Foro Italico per Simona Halep che supera al terzo set, dopo 2 ore e 17 minuti, una mai doma Garbiñe Muguruza. Per la rumena è la 13° vittoria di fila dopo la pausa

Pubblicato

il

Simona Halep - Internazionali d'Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)

Simona Halep e Garbiñe Muguruza hanno dato vita a una lotta degna di due ex n. 1 del mondo, ma alla fine l’ha spuntata la rumena. Dopo aver dominato il primo set e parte del secondo, sul 6-3 4-2, Halep ha subito la rimonta di una Muguruza in condizioni fisiche non ideali e ha rischiato di compromettere un vantaggio di 5-1 nel terzo set. Strenua difesa da parte della spagnola che si è aggrappata al match con le unghie e con i denti ma alla fine ha pagato il grande sforzo fisico e ha terminato il match con due doppi falli. La n. 2 del mondo raggiunge così la terza finale in carriera al Foro Italico: ha perso le altre due con Elina Svitolina, nel 2017 e 2018.

Un tennis granitico quello di Halep, rapida nei movimenti, solida in difesa e travolgente da fondocampo ma, a tratti, condizionato dalla tensione e dal nervosismo. Garbiñe è stata abilissima a trovare variazioni e aggressività, ma non è bastato; Halep, più fresca fisicamente, è uscita alla distanza e ha chiuso il match con lo score di 6-3 4-6 6-4. È la tredicesima vittoria consecutiva per la rumena dal post lockdown, dopo il successo a Praga.

SIMONA RULLO COMPRESSORE – L’inizio di primo set è caratterizzato dal ritmo forsennato imposto da Halep. Muguruza invece appare esitante e commette quattro errori che consentono alla rumena di strapparle subito il servizio. Halep continua a spingere, sempre in avanzamento per mettere pressione a Garbiñe ed è a un soffio dal 3-0; tuttavia, la spagnola si salva, per poi trovare progressivamente il giusto ritmo e la profondità. Sul 2-1 Halep, è Muguruza ad avere tre palle per il 2-2 ma Simona accelera il ritmo, martella sugli angoli e cancella così le tre occasioni di break spagnole. Da questo momento, Halep sale di nuovo in cattedra, diventa sempre più precisa con il rovescio e sale così 5-1. Perfetta la rumena negli spostamenti e nella ricerca degli angoli, sempre in spinta. Muguruza tenta di tenerle testa, entra progressivamente dentro il campo e riesce così ad ottenere un secondo gioco sul 2-5. Qui Halep si concede una distrazione, Muguruza sale ancora 3-5 ma “Simo” disegna benissimo il campo e dopo 39 minuti intasca la prima frazione per 6-3.

 

STRENUA RESISTENZA DI MUGURUZAMedical Time Out per la spagnola alla fine del primo set per un problema fisico: Garbiñe infatti sembra in difficoltà negli spostamenti e nella spinta con le gambe. Nonostante ciò, resiste con grinta e con una continua ricerca della profondità. Halep sale ancora 3-1, continuando a tempestarla con incrociati stretti e colpi profondi; la rumena è ottima anche al servizio, con prime varie e precise. Ma la spagnola non ci sta a soccombere. Partono dalle sue corde colpi rabbiosi e profondi. Ora è anche Simona a correre da un angolo all’altro, pressata da Garbiñe che scende anche a rete. Giunge il break e Muguruza accorcia il gap sul 2-3 per poi tallonare ancora Simona sul 3-4.

I punti vengono scanditi da un intenso bum bum da fondo da parte di entrambe, con la spagnola che a volta riesce a rubare il tempo a Simona verticalizzando il gioco. Muguruza attacca ma Halep rivela ancora una volta una mobilità straordinaria, sorprendendola con un passante di dritto in corsa incrociato stretto. La n.17 del mondo, spesso in difficoltà, cerca di abbreviare gli scambi con maggiore aggressività ma Halep la costringe sempre alla fase difensiva. Garbiñe resiste e d’orgoglio fa 4-4. Variando le rotazioni, Muguruza infila tre giochi consecutivi e sfila il set a un’avversaria improvvisamente insofferente e nervosa. La rumena paga un atteggiamento troppo passivo nella seconda parte del set: è 6-4, si decide tutto al terzo.

ALLA DISTANZA VINCE HALEP– La n. 2 del mondo reagisce e, nonostante Garbiñe abbia ritrovato ritmo ed energie, mette a segno il game d’apertura di terzo set e contrasta al meglio i tentativi di cambi di ritmo dell’avversaria. Ma ecco che un sanguinoso doppio fallo spagnolo consegna alla rumena il vantaggio del 2-0; se Garbiñe conferma ancora difficoltà al servizio, Simona invece ritrova le misure e il controllo degli scambi, imponendo di nuovo all’avversaria la supremazia nello score, e sale 3-0. Allunga ancora sul 4-0 ma non converte due palle break, permettendo così a Muguruza di mettere a segno il primo gioco del terzo set. Ma Halep sembra inesauribile e vola sul 5-1. Qui però qualcosa s’inceppa nel gioco della rumena.

Tenace e mai doma, Muguruza si gioca il tutto per tutto e piazza un altro parziale di tre game (recuperando i due break di svantaggio) per il 4-5. Grinta inesauribile per la spagnola che fa partire dalle corde soluzioni di cui non sembrava più disporre, a match quasi compromesso. Adesso è la rumena ad essere frastornata, ma viene ringalluzzita dai tre gratuiti dell’avversaria intenta a servire per la parità: due match point per Halep. Basta il primo, dopo il secondo doppio fallo di fila della spagnola che le permette di chiudere l’incontro e scacciare la paura.

Brava Halep, anche se il passaggio a vuoto di fine match ha rischiato di compromettere un lavoro quasi perfetto sino a quel momento; onore e merito alla reazione di Garbiñe Muguruza che, a dispetto di una condizione imperfetta, ha allungato un match che sembrava compromesso. Adesso Halep attende in finale una giocatrice ceca: sarà Karolina Pliskova o Marketa Vondrousova.

Il tabellone femminile di Roma con tutti i risultati aggiornati

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement