Sinner, la benedizione di McEnroe (Cocchi). «Io, il futuro, imparo giocando coi grandi» (Semeraro). Nadal a Melbourne per emulare le leggende del tennis vintage (Semeraro)

Rassegna stampa

Sinner, la benedizione di McEnroe (Cocchi). «Io, il futuro, imparo giocando coi grandi» (Semeraro). Nadal a Melbourne per emulare le leggende del tennis vintage (Semeraro)

La rassegna stampa di venerdì 17 gennaio 2020

Pubblicato

il

Sinner, la benedizione di McEnroe: «Che talento, vincerà molti Slam» (Federica Cocchi, La Gazzetta dello Sport)

E così il sorteggio ha deciso. L’Australian Open che parte lunedì tralascia per un giorno le polemiche legate all’aria che tira (per i terribili incendi che devastano parte dell’Australia) e il tennis torna protagonista. Come l’Italia, che sogna con l’esordio Slam di Jannik Sinner e un ipotetico ottavo di finale tra Matteo Berrettini e Fabio Fognini. L’inizio del 2020 per Sinner non è stato vincente come avrebbe sperato: due sconfitte a Canberra e Auckland hanno rallentato il numero 79 del mondo, ma i motivi per sorridere ci sono. Il campione Next Gen, che ieri si è allenato con Roger Federer, esordirà nel main draw contro un qualificato e nel frattempo può caricarsi con le parole che John McEnroe ha avuto per lui, definito «miglior talento degli ultimi 10 anni». Mac ha previsto per lui un futuro luminoso: «L’ho visto in azione e ha il potenziale per vincere tanti Slam – ha sentenziato Mac -. È uno dei giovani più talentuosi che mi sia capitato di incontrare nell’ultimo decennio. Non dovrà abbattersi all’inizio, perché pian piano la pressione aumenterà e i rivali faranno di tutto per evitare la sconfitta contro un ragazzo di 18 anni. Dovrà essere preparato a lottare, ma ha tutte le armi per farlo». Per sperare nel derby tricolore agli ottavi con Berrettini bisognerà sperare che Fognini superi Reilly Opelka, il gigante americano di 2 metri e 11 con cui aveva chiuso l’ultimo Slam del 2019. Matteo invece arriva dal 2019 con un carico pesante: responsabilità e fatiche, ma anche continua voglia di mettersi alla prova. Per lui è il primo Slam dopo le gioie degli ottavi a Wimbledon e la fantastica cavalcata fino alla semifinale di Flushing Meadows contro Nadal. Lo scorso anno l’avventura a Melbourne si era chiusa subito contro Tsitsipas, ma quello era un altro Berrettini. Ora, da numero 8 al mondo, il romano (nello stesso quarto con Federer) inizia la salita contro la wild card australiana Harris, numero 162. Meno fortunato Lorenzo Sonego, subito contro Nick Kyrgios, mentre Tsitsipas e Zverev saranno i primi ostacoli per Caruso e Cecchinato. Seppi trova Kecmanovic e Travaglia affronta Garin. Due sole dorme nel tabellone principale: Camila Giorgi con una qualificata e Jasmine Paolini che apre con Blinkova. Novak Djokovic, che difende il titolo, si trova dalla stessa parte di Roger Federer, mentre Nadal, che corre per l’aggancio ai 20 Slam del Magnifico, sembra avere un tabellone non irresistibile, almeno fino agli ottavi. Intanto nel tabellone femminile il match più interessante del primo turno è senz’altro quello tra Venus e Coco Gauff, replay di Wimbledon quando, battendo la Williams senior, la teenager con le treccine si rivelò al mondo. Anche Serena, fresca di vittoria a Auckland, trova una teenager all’esordio. La 18enne Potapova sarà la prima a cercare di fermarla nella rincorsa al 24° Slam. La storia aspetta.

«Io, il futuro, imparo giocando coi grandi» (Stefano Semeraro, La Stampa)

 

Jannik il rosso, il campione delle Next Gen, il prodigio 18enne a cui persino John McEnroe ha predetto un futuro superstar, ieri si è allenato con Roger Federer sul centrale di Melbourne. Due set: 6-3 il primo per Sinner, 6-3 il secondo per Sua Altezza. Oggi replica con Nadal, domenica è il turno di Djokovic. Sinner, si diverte? «Molto. Soprattutto è una fortuna giocare con loro, perché imparo tante cose. Magari mi capitasse anche nel torneo».

Appunto: lunedì iniziano i suoi primi Australian Open. Obiettivo?

Be’, vincere una partita quest’anno già sarebbe qualcosa… Scherzi a parte: vediamo come me la cavo al meglio dei cinque set, se riuscissi a fare due o tre match di fila. Mi sento pronto. O forse no…

Ricordi televisivi di Melbourne?

La finale dello scorso anno, Seppi che batte Federer. Mi alzavo la mattina per guardare le partite. Adesso tocca a me.

Dal 2020 cosa si aspetta?

Di migliorare sempre. Ho lavorato sul servizio, mi sono irrobustito, con il diritto ora riesco a fare più gioco mentre prima manovravo soprattutto con il rovescio. Devo giocare almeno 60 partite. E prepararmi ai giorni difficili, che verranno. […]

In Italia si fa presto a passare da eroi a falliti: la preoccupa?

No, è normale per uno sportivo. Te ne devi fregare. Anche quando ti dicono che diventerai ii numero 1.

Il 2020 sarà l’anno del sorpasso fra giovani e vecchi anche nel tennis?

Può essere. Anche i tre grandi prima o poi dovranno andarsene, no?

Il primo Next Gen che vincerà uno Slam?

Dico Medvedev. Tsitsipas ci può andare vicino. O magari Berrettini. I nomi sono tanti, il bello del tennis è che tutto o quasi può cambiare molto in fretta.

Il doppio ideale?

Con Paolo Lorenzi. Abbiamo vinto ad Anversa. Ha vent’anni più di me, un gioco totalmente diverso, ma ci capiamo al volo e ci divertiamo un sacco. È bravo e umile.

E lei, è umile davvero o fa solo finta?

Perché me la dovrei tirare? Non ho ancora vinto niente, solo le Next Gen Finals. Sono uno normale.

Quest’anno la vedremo in Coppa Davis?

Non devo avere fretta di giocarla. Ho 18 anni, c’è tempo. Poi magari se ci sarà un match importante… […]

Nadal a Melbourne per emulare le leggende del tennis vintage (Stefano Semeraro, Corriere dello Sport)

Nessuno c’è riuscito nell’era Open, cioè dal 1968 in poi, nemmeno Federer. Vincere tutti i quattro Slam almeno due volte in carriera da quarant’anni a questa parte sembra impossibile anche per chi in teoria avrebbe i numeri, oltre che le qualità. A Melbourne però Rafa Nadal può rompere il tabù, raggiungendo in un colpo solo il suo amico-nemico Roger a quota 20 Slam e diventando il terzo “double career slammer” del tennis. In passato l’impresa è riuscita infatti solo a due colossi, ovvero Rod Laver; l’unico nella storia del tennis a completare addirittura due Grand Slam – nel 1962 da dilettante e nel 1969 da pro’ – e Roy Emerson, il suo amico, connazionale e compagno di doppio australiano che però approfittò del bando dei professionisti, esclusi in quegli anni dai quattro grandi tornei, completando l’impresa nel 1967, a 31 anni, con il suo secondo Roland Garros. Proprio lo slam parigino è il tallone d’Achille sia di Federer; che a Parigi ha festeggiato solo nel 2009, sia di Novak Djokovic, vincitore nel 2016. Del resto Pete Sampras, che segue nella classifica degli Slam vinti (14) i Fab 3, non è mai neppure riuscito a domare la terra rossa francese, mentre nel caso di Andre Agassi l’1 in casella riguarda sia il Roland Garros sia Wimbledon. L’Australia, il regno di Djokovic (7 centri), è invece sempre stato lo Slam fragile di Rafa, che ha perso cinque finali, due con Federer; due con Djokovic e una, probabilmente la più dolorosa perché viziata da un infortunio, contro Stan Wawrinka. Il suo trionfo del 2009 è rimasto nella leggenda, con la vittoria su Federer in cinque set pazzeschi, e la coppa ricevuta dalle mani proprio di Laver, con Roger sciolto in lacrime che lo osservava distrutto. I ricordi dolorosi per Nadal a Melbourne Park però sono la maggioranza. «Ma nella mia carriera penso di essermi più goduto le vittorie che arrabbiato per le sconfitte», sostiene il Cannibale gentile. «E comunque battere i record non è la mia ossessione». […]

Continua a leggere
Commenti

Flash

Paolini, una leonessa a Lione. Adesso c’è l’esame Andreeva (Strocchi). Federer, Nadal e Djokovic i cannibali: 64 Slam in tre (Martucci). Djokovic re a Melbourne con una lesione di 3 cm (Secolo XIX).

La rassegna stampa di giovedì 2 febbraio 2023

Pubblicato

il

Paolini, una leonessa a Lione. Adesso c’è l’esame Andreeva (Gianluca Strocchi, Tuttosport)

Parte con il piede giusto Jasmine Paolini nel torneo Wta 250 di Li (monteprerni $ 239.477, diretta tv su SuperTennis). Sul veloce indoor del Palais des Sports de Gerland la 27enne di Bagni di Lucca (n.66 del ranking mondiale), giunta nei quarti lo scorso anno, ha sconfitto 6-3 6-2, in un’ora e 11,’ la 23enne spagnola Rebeka Masarova (n.100), passata attraverso le qualificazioni ma finalista ad Auckland a inizio stagione. “Sono contenta del risultato: è un’avversaria molto dura, che gioca bene e colpisce davvero forte – il commento dell’azurra – Sono soddisfatta della mia prestazione e per come ho servita. Questo torneo mi piace, è ben organizzato e qui gioco sempre bene».

[…]

 

Intanto Alexander Zverev si dice favorevole a un eventuale ritorno di Boris Becker, già direttore del settore maschile dal 2017 al 2020, in seno alla Federtennis tedesca dopo la sua scarcerazione a dicembre (era stato condannato in Gran Bretagna per bancarotta fraudolenta). «Boris è molto importante per il nostro tennis e accetteremo sempre il suo aiuto, possono averne bisogno giocatori, allenatori o dirigenti», dice il 25enne di Amburgo alla vigilia del turno di qualificazione di Coppa Davis con la Svizzera (domani e sabato a Treviri). Nel challenger sui cemento di Tënerife raggiunge i quarti Roberto Maroara (1-6 7-56-3 all’argentino Santiago Rodriguez Tàvema) e domani sfiderà il sudafricano Lloyd Harris, che ha rimontato Francesco Pasaaro (3-6 6-47-5), n.1 del seeding. Oggi 2° turno per Raul Brancacdo, Riccardo Bonadio e Matteo Arnaldi.

Federer, Nadal e Djokovic i cannibali: 64 Slam in tre (uno in più di tutti gli altri) (Vincenzo Martucci, Il Messagero)

Parola di re. Super Djokovic non è soddisfatto: non gli bastano il decimo urrà agli Australian Open, il nuovo primato del torneo, l’aggancio a Nadal a quota 22 Slam-record e la riconquista del numero 1 del mondo. E nemmeno il nuovo straordinario risultato dei Fab 3 insieme: a Melbourne, partendo da Wimbledon 2003, hanno portato a 64 i Majors vinti (coi 22 di Rafa e i 20 di Roger), superando il bottino degli altri protagonisti del tennis che, in 29, negli ultimi 32 anni, cioé dal 1991, sono arrivati a 63. Graziato dei 3 anni di automatica espulsione dall’Australia per i documenti “No Vox” presentati l’anno scorso, Re Noie I di Sèrbia si è detto vittima dei media e ora insiste sull’ entità dell’infortunio muscolare all’adduttore sinistro. «Ha giocato con uno strappo di 3 centimetri», ha dichiarato il direttore del torneo, Craig Tinley.

[…]

E povero soprattutto Federer, i cui 8 titoli a Wimbledon sono fortemente a rischio, con Novak a 7. NUMERO 1 – Sul tema-GOAT, il migliore di tutti i tempi, Djokovic sta demolendo i rivali: pari come Slam a Rafa, pari come ATP Finals a Federer (a quota 6), ha vinto più Masters 1000, i super tornei varati nel 1990 dall’ATP Tour, secondi solo ai 4 Slam come partecipazione e dotazione di premi. Djokovic ha firmati 38 titoli, contro i 36 di Nadal e i 28 di Federer 28; ha chiuso inoltre il Golden Masters alla carriera, aggiudicandoseli tutti almeno due volte. Di più: ha chiuso 7 stagioni-record al numero 1, contro le 5 di Roger e Rafa ed è stato per più settimane al comando della classifica di loro. Ha appena intrapreso la 374a settimana sul trono dell’ATP Tour, contro le 310 di Federer e le 209 di Nadal – che, sommate, arrivano a 893, l’equivalente di 17 anni! – , e vede il record assoluto del tennis, 377 settimane al vertice di Steffi Graf, da quando esiste il sistema di classifica del computer, dal 1973. Se è vero poi che Nadal è stato stoppato da tanti infortuni, le recenti penalizzazioni di Djokovic sono altrettanto evidenti. Non per problemi fisici quanto per la determinazione a non vaccinarsi contro il Covid e per la decisione dell’ATP di non assegnare punti a Wimbledon per punire il torneo per il no a russi e bielorussi per l’invasione dell’Ucraina.

[…]

 Djokovic re a Melbourne con una lesione di 3 cm (Secolo XIX)

Novak Djokovic non fingeva. Dopo le parole di Goran Ivan isevic rilasciate a caldo dopo la vittoria del serbo in finale con Tsitsipas – «II 97% dei giocatori si sarebbe ritirato, ha fatto 77 terapie al giorno»-adesso arriva la conferma di Craig Tiley, CED di Tennis Australia: «Ha giocato con una lesione dl tre centimetri al tendine del ginocchio. Lo posso conferma re, ho visto gli esami – ha detto il direttore degli AO- Ci sono state molte speculazioni perché è difficile credere che possa aver vinto sopportando quel tipo di Infortunio. Ne ha passate tante e credo che nessuno riuscirà mala vincere 10 Australian Open». Djokovlc, tornerà in campo a fine mese a Dubai.

[…]

Continua a leggere

Rassegna stampa

Big azzurri, operazione Top 10 (Nizegorodcew). Sollievo Djokovic. Potrà tornare agli US Open (La Nazione)

La rassegna stampa di mercoledì 1 febbraio 2023

Pubblicato

il

Big azzurri, operazione Top 10 (Alessandro Nizegorodcew, Corriere dello Sport)

Febbraio e marzo per (ri)mettere le ali. Sinner, Musetti e Berrettini avranno la possibilità, nelle prossime settimane, di accumulare punti per rilanciarsi in classifica. Lo scorso anno i tre azzurri avevano giocato poco, senza raccogliere vittorie o piazzamenti di prestigio, con gli infortuni a mettere una pietra tombale sulle loro ambizioni. Tra terra battuta sudamericana, veloce indoor europeo e cemento all’aperto, vi sarà spazio per indovinare almeno un paio di tornei e ritrovare fiducia e consapevolezza. L’Italia è già qualificata (in quanto semifinalista uscente) per le fasi finali di coppa Davis e, rispetto allo scorso anno, non ci sarà da affrontare il match di qualificazione che nel 2022 vide Sinner e Musetti impegnati a Bratislava contro la Slovacchia. Un motivo in più per lavorare al meglio, sfruttando ogni giorno possibile per allenarsi e farsi trovare pronti. L’Italia avrà la chance di ritrovare almeno un giocatore in Top 10 nei prossimi due-tre mesi, anche se non sarà semplice. Un aiuto potrebbe arrivare anche da chi è davanti agli azzurri ma con tanti punti da difendere (Rublev, Fritz, Hurkacz). Montpellier, Rotterdam e Marsiglia. Jannik Sinner dopo qualche giorno di relax sulla neve di casa, riparte dal suo terreno preferito per conquistare punti utili ad attaccare nuovamente la Top 10. L’altoatesino, che lo scorso anno saltò gli stessi tre tornei a causa del Covid e del cambio di allenatore (da Piatti a Vagnozzi), potrà disimpegnarsi sul veloce indoor, superficie sulla quale ha conquistato tre dei suoi sei titoli in carriera. I punti da difendere tra febbraio e marzo saranno 360 e arriveranno quasi tutti insieme nei Masters 1000 di Indian Wells e Miami. Il Sinner visto a Melbourne, sconfitto solamente in cinque set dal finalista Tsitsipas, può puntare a vincere titoli e scalare una classifica che oggi lo vede al n.17. Lo scorso anno scelse il veloce indoor europeo per migliorare la risposta e il gioco sul cemento, nel 2023 la decisione è ricaduta sulla terra battuta sudamericana. Sarà una “prima” assoluta per Lorenzo Musetti nella Gira sudamericana. il toscano, ora al n.18 ATP (sua miglior classifica di sempre), riprenderà la corsa dall’ATP 250 di Buenos Aires; sarà poi la volta dell’ATP 500 di Rio de Janeiro e dell’ATP 250 di Santiago del Cile. A seguire, ovviamente, i due Masters 1000 di Indian Wells e Miami, nei quali il giovane azzurro non ha mai superato il terzo turno. In questi due mesi Musetti difenderà solamente 170 punti e un salto in avanti nel ranking sembra più che auspicabile. Ritrovarsi dal punto di vista atletico e psicologico, ancor prima che tennistico. Matteo Berrettini ha bisogno di sentirsi forte, sicuro, senza pensare agli infortuni del passato, per poter rendere al meglio in campo. I punti da difendere non sono molti (180), ma è la continuità di rendimento che, rispetto al passato, potrà fare la differenza. Matteo ha scelto di allenarsi a lungo, e riprenderà a disputare tornei direttamente con l’ATP 500 di Acapulco il 27 febbraio. Sarà poi la volta di Indian Wells e Miami, dove potrebbe riavvicinare almeno le prime 15 posizioni della classifica.

Sollievo Djokovic. Potrà tornare agli US Open (La Nazione)

 

Novak Djokovic potrà giocare i prossimi Us Open. Il governo statunitense, infatti, ha deciso di non prolungare il divieto di ingresso alle persone che non sono state vaccinate contro il Covid. Questo significa che il numero uno del mondo potrà essere in campo a Flushing Meadows il prossimo agosto. Il divieto in vigore, però, resta confermato fino all’11 maggio per cui Djokovic non potrà prendere parte ai Masters 1000 di Indian Wells e Miami: Carlos Alcaraz e Stefanos Tsitsipas potrebbero così approfittare della sua assenza per portarsi al vertice della classifica Atp in cima alla quale è tornato il serbo. Nel 2022, a causa del suo rifiuto di farsi vaccinare, Novak Djokovic aveva potuto giocare solo Roland Garros e Wimbledon, saltando sia Melbourne che New York. […]

Continua a leggere

Flash

Ivanisevic: «Novak vincerà ancora per tre anni» (Crivelli). Djokovic può sognare: Parigi ostacolo più duro (Bertolucci). Nadal, i calcoli lo portano fuori dalla top 10 (Giammò)

La rassegna stampa di martedì 31 gennaio

Pubblicato

il

Ivanisevic: «Novak al top. Vincerà ancora per tre anni» (Riccardo Crivelli, Gazzetta dello Sport)

Quando annunciarono la loro collaborazione prima del torneo di Wimbledon del 2019, da quelli parti tornarono ad accendersi fuocherelli pericolosi: un serbo, Djokovic, accettava di farsi allenare da un croato, Ivanisevic […] Oggi sono la coppia d’oro del tennis e Goran è pronto a godersi lo spettacolo ancora per un po’: «Novak sarà al top due o tre anni ancora. È incredibile il modo in cui si prende cura del suo fisico[…]». Sotto la sua guida, prima insieme allo storico allenatore Vajda e poi in solitaria, il Djoker ha conquistato sei Slam […] : «I giovani sono il futuro del tennis – dice Ivanisevic – ma ancora abbiamo questi due ragazzi che si danno battaglia. Spagna-Serbia adesso e 22-22, come una partita di pallamano. Melbourne è il campo di casa per Novak, e adesso andiamo a casa di Rafa, a Parigi, per continuare il match. Alcaraz sta arrivando: è un grande. Ma quando Rafa scende in campo al Roland Garros, per me è sempre il favorito. Loro due si sono davvero spinti l’un l’altro a migliorarsi». Un rapporto, quello tra il vincitore di Wimbledon 2001 e il suo pupillo, ormai simbiotico: «Si impara sempre da Nole, è ogni giorno più matto ma in senso buono. Ogni tanto mi manda a quel paese, ma fin quando vince…». Appunto: quanto durerà ancora il dominio di Djokovic sul circuito? Goran la pensa cosi: «È bello avere i giovani, ma ho detto otto o nove anni fa che Novak e Rafa avrebbero superato Federer. Considerato quanto fossero indietro, la gente mi guardava come se fossi matto. Due guerrieri incredibili. Fin che giocano, saranno loro due ad avere l’ultima parola». La legge dell’immortalità.

Operazione Grande Slam: Djokovic può sognare. Parigi ostacolo più duro. E c’è l’incognita US Open (Paolo Bertolucci, Gazzetta dello Sport)

 

Come da tradizione, quando un giocatore vince il primo Slam stagionale in Australia, il quesito comincia subito a correre sulla bocca di tutti: potrà realizzare il Grande Slam? Nel caso di Novak Djokovic, la domanda è ancor più pertinente per due ordini di ragioni: intanto perché nel 2021 il serbo e arrivato a una partita dall’ottenerlo[…] ; e poi perché il Djokovic visto in Australia, malgrado i guai fisici denunciati soprattutto nella prima settimana, ha dimostrato di possedere ancora una marcia in più – di gioco, atletica e mentale – rispetto a tutti gli avversari. Del resto, ritrovate la fiducia e la solidità caratteriale dopo le brutte vicende australiane di un anno fa, da luglio Novak ha fornito un rendimento da vero numero uno del mondo, con tutto il rispetto per Alcaraz, un valore adesso riconosciuto anche dalla classifica. Se la superiorità mostrata a Melbourne non dovesse essere scalfita per tutto il corso della stagione, e se i 36 anni che compirà a maggio non gli chiederanno improvvisamente il conto (ma non se ne scorgono le avvisaglie), è legittimo pensare che possa di nuovo puntare a realizzare una delle imprese più grandi di tutto lo sport. Certamente, non si fermerà ai 22 Slam con cui ha raggiunto Nadal […] Tradizionalmente, l’appuntamento con la terra parigina è il più ostico per lui: una superficie che allunga le partite e la fatica e soprattutto, da quasi vent’anni, la presenza ingombrante di Nadal, vero dominatore del rosso, cui per un paio di stagioni si è aggiunto un Thiem in versione di lusso. Djokovic in ogni caso è riuscito a vincere due volte il torneo anche in piena epopea nadaliana, e dunque a maggior ragione quest’anno potrebbe approfittare delle condizioni altalenanti di Rafa […] Altri avversari pericolosi non mancheranno: su tutti Tsitsipas, già sconfitto nella finale del 2021, Alcaraz e il norvegese Ruud se ritroverà in fretta gambe e testa della scorsa stagione. Wimbledon è lo Slam dal pronostico più chiuso a favore di Djokovic. Lo dicono i numeri: sul prati di Londra, non perde dal 2017, quando si ritirò nei quarti contro Berdych per il problema al gomito destro che poi lo fece piombare nella più grave crisi tecnica della carriera, interrotta proprio con il successo ai Championships dell’anno successivo. Quest’anno Novak, se ce ne fosse bisogno, avrà la motivazione ulteriore di un altro record da aggiungere alla sua collezione sterminata e del quale, siamo sicuri, sarebbe probabilmente più orgoglioso di qualsiasi altro, vittorie complessive negli Slam escluse: l’ottavo successo per eguagliare Federer, unanimemente considerato il più grande interprete di sempre del gioco sull’erba. Il favoloso timing sulla palla […], un servizio sempre pungente, il rendimento eccezionale alla risposta hanno reso Djokovic una meravigliosa macchina da tappeto verde e sono davvero pochissimi gli avversari che potrebbero impensierirlo. Due su tutti, non a caso i finalisti del 2021 e del 2022, il nostro Berrettini e l’australiano Kyrgios. Qualche chance potrebbero costruirsela i Fritz o gli Shapovalov ma la percentuale di vittoria del serbo, a Londra, sfiora quasi l’unanimità. Us Open, una premessa è doverosa: con le regole sanitarie ancora in vigore negli Stati Uniti, che consentono l’ingresso solo a chi ha completato il ciclo vaccinale, Djokovic sarebbe escluso dal torneo come l’anno scorso. E infatti non potrà partecipare ai due Masters 1000 di marzo, Indian Wells e Miami […] A ogni modo, se le regole dovessero cambiare, Djokovic si presenterebbe come favorito anche a New York […] Vero che gli Us Open, insieme agli Australian Open, sono lo Slam più aperto alle sorprese, perché il cemento è la superficie più democratica, l’ umidità e il caldo rendono spesso le partite un durissimo esercizio di resistenza […] Ma con il focus centrato praticamente solo sugli Slam e i Masters 1000, Novak avrà l’opportunità di fissare un calendario di avvicinamento che non gli sottrarrà troppe energie. Certamente non mancheranno gli avversari agguerriti, a cominciare dal campione in carica Alcaraz e magari dall’emergente Rune. Semmai, sono curioso di capire se Medvedev recupererà la condizione mentale di due anni fa e quanto tempo impiegherà Zverev a ritrovare le sensazioni pre-infortunio. Con loro al top, per Nole sarebbe un’America più complicata.

Nadal, i calcoli lo portano fuori dalla top 10 (Ronald Giammò, Corriere dello Sport)

Da Maiorca, dove procede il suo recupero dopo la lesione all’ileopsoas rimediata in Australia, Rafa Nadal si è preso una notte di tempo per fare ciò che sapeva di dover fare e realizzare quel che già aveva intuito da tempo. Aperti i suoi profili social, il maiorchino non ha abdicato alla sportività che da sempre lo caratterizza inoltrando i suoi complimenti a Novak Djokovic per il suo decimo trionfo a Melbourne. «Un successo straordinario. Congratulazioni a te e a tutto il tuo team. Te lo meriti». Sfogliato poi il ranking, che da ieri lo vede scivolato in sesta posizione, più di un’ipotetica rincorsa al vertice Rafa ha compreso quanto sarà complicato per lui adesso garantirsi la permanenza in una Top10 in cui figura da oltre 900 settimane. Età, destino, coincidenze. Tutto al momento sembra congiurare contro di lui. I successi ottenuti l’anno scorso in avvio di stagione […] pesano oggi come macigni alla luce dei punti che Rafa non potrà difendere in quanto ancora fermo ai box. Tre giorni fa, sempre via social, Nadal aveva fornito aggiornamenti circa il suo recupero dando a tutti appuntamento tra tre settimane, data in cui avrebbe svolto nuovi esami. Prima di infortunarsi, aveva anche annunciato la sua presenza all’ATP500 di Dubai al via il 27 febbraio, con il cui eventuale bottino avrebbe bilanciato quanto vinto l’anno prima ad Acapulco. Sarebbe, il torneo degli Emirati, l’ultima occasione per verificare la sua condizione fisica prima del Masters1000 di Indian Wells […] In attesa di capire se le autorità americane intendano o meno allentare le rigide linee guida che a oggi -e fino ad aprile – vietano lui l’ingresso nel paese, Novak Djokovic non ha ancora sciolto la riserva sulle prossime tappe della sua stagione. Carlos Alcaraz, il cui rientro è previsto il 13 febbraio a Buenos Aires (ATP250) […] è al momento l`unico giocatore in grado di insediare la sua leadership. Con il serbo fuori dai giochi a Indian Wells e Miami, il murciano avrebhe ancora più chance di farcela: in California c’è una semifinale da confermare, in Florida si tratterà di bissare invece il suo primo successo in un Masters1000.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement