Speciale Australian Open (Clerici, Azzolini, Semeraro, Cocchi, Crivelli)

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Speciale Australian Open (Clerici, Azzolini, Semeraro, Cocchi, Crivelli)

La rassegna stampa di domenica 19 gennaio 2020

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Melbourne brucia ma val bene uno Slam (Gianni Clerici, La Repubblica)

Chi vincerà lo Slam che qualcuno, radunando i denari per le vittime del fuoco che imperversa sull’Australia, chiama già il Toxic Slam? Stanotte infatti prendono il via gli Australian Open a Melbourne. Nelle mie memorie che iniziano nel 1950, trovo che il fuoco già allora divampava ma non erano ancora stati costruiti, nella nuova sede di Melbourne Park, i tre campi coperti, con l’aria respirabile. La qualità dell’aria dovrebbe raggiungere un massimo eguale a un ipotetico duecento, ma già superava i trecento. Ricordo che gli Slam dello scorso anno sono stati vinti da Rafa Nadal (due: Parigi e New York) e da Novak Djokovic (due: Australian Open e Wimbledon), e le Atp Finals da Stefanos Tsitsipas. Potrebbe accadere che il tennis, come negli ultimi anni, non fosse che uno sport di campioni invecchiati, ma tenuti in forma da studi sempre più appropriati, e non da droghe, come sempre sento troppo spesso dire. Rivedendo le performance di Tsitsipas, il primo greco di alto livello esistito nella storia del tennis, mi domando se non sia lui o Medvedev, che dovrebbe far posto almeno al più anziano dei campioni, a Federer. Detto questo, con l’augurio di essere smentito, mi occupo delle donne. Mi domando se Serena Williams, oggi mamma, sarà in grado di raggiungere il ventiquattresimo Slam di Margaret Court-Smith – cui l’organizzazione australiana ha deciso di negare la premiazione della vincitrice di quest’anno, nella ricorrenza peraltro del suo Grande Slam realizzato cinquant’anni fa, nel 1970 – tempi di Slam e Vecchi Merletti, e mai più battuto, o se la bambina Gauff riuscirà a dimostrare, al contrario dei vecchi Signori, che il tennis è possibile a quindici anni. Anche se tra la mamma e la bambina si può introdurre Naomi Osaka, in un possibile incontro al terzo turno, o Karolina Pliskova, recente vincitrice a Brisbane la scorsa settimana.

Grand’Italia al via (Daniele Azzolini, Tuttosport)

 

Dalle fosche spire della rovente caligine, occhiegggiano minacciose figure d’inquieti fantasmi… E va bene, forse non sarà lo Pneumo Slam che promettevano le ceneri svolazzanti sui cieli di un’Australia andata in fumo, e nemmeno un tennis da coach laureati in tossicologia, o in allergologia, esperti di dritti alla rinazina e di asmatici rovesci, forse non sarà necessario introdurre l’aerosol ai cambi di campo. Forse. Ma non è detto. Di certo, in questa moderna tragedia d’incuria e di disinteresse, di politici che non prevedono per legge ciò che le leggi della Natura indicano come possibile, molto probabile, quasi certo, il tennis prova a misurare la propria organizzazione nell’allestimento di uno Slam che va contro molti dei precetti utili a sopravvivere in condizioni estreme, con un caldo talmente fuori luogo da assumere un aspetto quasi solido, e l’aria solo parzialmente respirabile. Le prime schermaglie si sono tradotte in evitabili sconfitte, tra crolli, ritiri, giramenti di testa e di altro, in un clima da girone infernale che rapidamente ha trascinato nel falò delle polemiche buona parte delle qualificazioni. Poi la pioggia benedetta ha dato una mano, e tempo, per ipotizzare una strategia. Ora vi sono quindici giorni per dimostrare di avere la vista più lunga di quei politici che non vanno oltre la punta del loro naso, e sarà vietato sbagliare, dato che i polmoni di Nadal, Federer e Djokovic, per quanto sia orribile dirlo, contano mediaticamente ben più di quelli dei giovanotti impegnati nelle qualifiche. […] La pattuglia italica è giunta all’altro capo del mondo con l’aspetto e la dimensione di un mucchio assai impetuoso. Sono otto nel maschile, e tutti nei primi cento. Ridotta a due (Giorgi e Paolini), di contro, la rappresentanza femminile, poi raddoppiata dai buoni exploit delle qualificazioni (Trevisan, Cocciaretto), mentre tre ragazzi hanno fallito d’un soffio l’ingresso in tabellone, e fra questi il diciassettenne Musetti che fu campione juniores a Melbourne un anno fa. […] Kyrgios subito in regalo per Sonego; Sascha Zverev sempre molesto, a volte persino per se stesso, contro il povero Cecchinato, al quale da troppo ormai non ne va dritta una; Tsitsipas che fu semifinalista un anno fa opposto a Caruso; e il giovane più alto che ci sia, Reilly Opelka con i suoi 211 centimetri, ormai assegnato d’ufficio a Fognini, dopo gli incroci in primo turno agli Us Open (Opelka in 4 set) e nel round robin della Davis (Fognini in tre). Sta meglio Travaglia, con il cileno Garin, mentre Seppi ha Kecmanovic e subito dopo Wawrinka, e Sinner il qualificato Purcell per poi incontrare Shapovalov. Va bene a Matteo Berrettini, sempre che sia a posto con gli addominali. Le sue fatiche cominciano da Andrew Harrys, 25 anni, 162 Atp, per proseguire con Sandgren, con Querrey o Coric in un terzo turno difficile, e negli ottavi potrebbe esserci Fognini, per una sfida già capace di dividere l’Italia del tennis.

«Io gioco, interessa?» (Stefano Semeraro, Corriere dello Sport)

Dopo mezz’ora di domande sull’opportunità di celebrare o meno i 40 anni dallo Slam dell’ultrabigotta Margaret Court, e sulla qualità dell’aria appesantita dagli incendi australiani, anche il cortesissimo Roger Federer ha perso la pazienza. «Sempre che a qualcuno interessi – ha interloquito – io al primo turno gioco contro Steve Johnson: in fondo è per questo che sono qui, no?». Eccola, la notizia: dopo un mese di avvicinamento, di polemiche sul formato della Atp Cup, di analisi sulla concentrazione di polveri sottili nel cielo sopra Melbourne (il limite per la sospensione è state fissato a 200 microgrammi, alle Olimpiadi sono 300) finalmente iniziano gli Australian Open. Si parte nella notte italiana, e se nel femminile la domanda fondamentale è solo una – riuscirà la nostra eroina Serena Williams a vincere il 24esimo Slam pareggiando il record della politicamente scorrettissima Court? – nel maschile c sono almeno tre sfide infilate nello stesso tabellone. La prima è fra i Big 3, al secolo e in ondine di classifica Rafa Nadal, Novak Djokovic e Roger Federer: in tre hanno vinto 14 delle ultime 16 edizioni del torneo, e 55 degli ultimi 66 Slam. Questa è l’ottava volta che si presentano al via occupando le prime tre teste di serie. La seconda sfida è fra loro e la muta abbaiante ma poco mordente dei giovani lupetti, e cioè, in ondine sparso, Medvedev, Tsitsipas, Thiem, Zverev, Benettini (perché no?), Khachanov, Kyrgios. «Qualcuno ci scalzerà, è inevitabile», sospira Djokovic, il campione uscente che punta all’ottavo titolo e nel borsino della vigilia è il favorito, visto anche il feeling ultradecennale con il torneo (nel 2008 vinse qui il suo primo Slam). Se dovesse farcela, e Nadal dovesse uscire in semifinale, tornerebbe lui sul trono della classifica mondiale. Rafa invece insegue il 20esimo Slam, che lo porterebbe alla pari con Federer e lo renderebbe il terzo dopo Laver ed Emerson a vincere almeno due volte tutti e quattro i Major. […]

Federer lancia Rafa e Nole: «Loro vinceranno più di me» (Federica Cocchi, La Gazzetta dello Sport)

Sarà aggancio di Nadal o allungo di Federer? O sarà Djokovic a rosicchiare un altro po’ di terreno agli altri due rivali di sempre? E se invece arrivasse finalmente la prima affermazione della nuova generazione? Domande legittime, quelle che tutti si pongono alla vigilia del primo Slam del 2020, che parte da Melbourne con tanta curiosità. Il 2019 ci ha lasciato con Rafa Nadal numero 1 al mondo di fine anno per la quinta volta in carriera, vincitore dello Us Open e a un passo da Roger Federer, che con i suoi 20 major guarda ancora tutti dall’alto. Lo svizzero non si affanna più di tanto a fare calcoli. «Ammetto che la discussione su chi vincerà più Slam tra noi tre mi appassiona fino a un certo punto — ha dichiarato Roger alla Ap qualche giorno fa —. Per quanto mi riguarda il traguardo più importante è stato superare i 14 titoli di Sampras, anche se è stato un record che mi ha fatto sentire quasi in colpa per aver battuto un mito». Quella in cui si sono affermati Roger, Rafa e Nole sarà ricordata come l’età dell’oro del tennis. Tre fenomeni che dominano la scena da 20 anni, dandosi battaglia a suon di Slam. E se Rafa ripete spesso che l’unica cosa importante per lui è stare in salute e giocare il più a lungo possibile, il serbo ha ammesso candidamente che la corsa a tre è più che sentita da tutti i protagonisti: «Ci controlliamo a vista, siamo sempre attenti a chi sta giocando meglio e a chi potrebbe arrivare in cima». Roger però sostiene di essere in pace con se stesso: «Io ho 38 anni compiuti — ha detto —, loro sono più giovani e fortissimi, la loro carriera andrà avanti anche dopo il mio ritiro. È piuttosto ovvio che supereranno i miei 20 Slam. Io amo questo sport e continuo a divertirmi. Ho sempre detto che il mio obiettivo era quota 15 e da 11 avrei accolto tutto quello che sarebbe arrivato. Ne sono arrivati altri 5, non posso proprio lamentarmi». Federer comincerà la rincorsa a quota 21 stanotte, nella mattina australiana, contro lo statunitense Steve Johnson, mentre per gli altri due contendenti bisognerà aspettare martedì. […]

Super Cocciaretto, primo Slam servito (Riccardo Crivelli, La Gazzetta dello Sport)

Quei due match point mancati le sono rimasti tatuati sulla pelle fino a ieri notte: nel 2018 l’avrebbero mandata nella finale juniores degli Australian Open. Ma il tempo e la tempra personale cancellano tutte le ferite e cosi, dopo due anni, Elisabetta Cocciaretto può festeggiare il risultato più bello di una carriera ancora in erba con la qualificazione (la prima) al tabellone principale dello Slam che apre la stagione. La più dolce delle rivincite sul destino. L’ultima avversaria, la ceca Martincova, viene asfaltata 6-2 6-1 in 70 minuti, perla definitiva di una settimana perfetta, cominciata martedì nel giorno peggiore della storia di Melbourne causa aria intossicata dal fumo: quel pomeriggio recupera da un set e 4-1 sotto contro l’olandese Schoof. Questa infatti è la sua nuova cifra tecnica: il rovescio rimane il colpo migliore, ma adesso è più solida e soprattutto più aggressiva nella ricerca del punto. Nata a Porto San Giorgio, Elisa prende in mano la racchetta a cinque anni guardando i ragazzi giocare il locale torneo giovanile. Un infortunio alla schiena la tiene ferma un anno e mezzo e quando rientra, a 16 anni, a livello juniores decide di giocare solo gli Slam, per non perdere più tempo. A inizio 2019 è 707 del mondo, ma in autunno una bella serie di vittorie nei Challenger la porta tra le top 200: ora è 174, ma è destinata a salire attorno al 150. Era dal 2001 (Vinci) che un italiana così giovane non entrava in tabellone. Non solo: con i quasi 56.000 euro comunque garantiti del primo turno, ha già guadagnato di più che nell’intera carriera fin qui. «Dopo il match point mi sono chiesta se fosse tutto vero, quindi mi sono detta brava». A Auckland, una settimana fa, era uscita al primo turno: «Ero un po’ spaesata perché l’ambiente Wta è diverso rispetto a quello al quale ero abituata. Adesso mi godo il momento e non parto sconfitta contro nessuna». Anche se incrocerà la tedesca Kerber, ex n. 1 del mondo (ora è 18) e vincitrice in Australia nel 2016. […]

Serena che visse quattro volte. Ora rincorre l’ultimo primato (Federica Cocchi, La Gazzetta dello Sport)

Per riuscirci ci vuole un fisico bestiale, una fame insaziabile, una testa costantemente concentrata sul risultato. Solo così si può diventare Serena Williams, la donna che visse, e vinse, quattro volte. Intese come decenni. Dal primo successo della carriera, a febbraio del 1999 nell’Open di Francia indoor a Parigi, al successo della settimana scorsa in Nuova Zelanda sono passati più di 20 anni. Serena, che da questa settimana va a caccia dello Slam numero 24 in carriera, ha inciso il suo nome nella storia con ancora più forza. E’ lei l’unica tennista a essere riuscita a vincere in quattro decenni differenti: Anni 90, 2000, 2010 e 2020. Un titolo specialissimo quello di Auckland, perché è arrivato dopo tre anni di «delusioni» in campo, con la sconfitta in quattro finali dello Slam tra 2018 e 2019, due Wimbledon e due Us Open. È arrivato dopo tre anni di digiuno e soprattutto è stato il primo torneo conquistato da quando è mamma della piccola Olympia Alexis, la figlia, che ha compiuto due anni a settembre e non l’aveva ancora vista sollevare un trofeo. Il tempo trascorso tra quel primo titolo indoor a Parigi 1999 e l’ultimo, il 73°, è un arco temporale da record. Basti dire che Serena, in termini di continuità nelle vittorie, ha superato anche Martina Navratilova, da sempre il punto di riferimento per la longevità nel tennis femminile. Per Martina trascorsero quasi 20 anni tra il primo e l’ultimo titolo in singolare: da settembre 1974 a febbraio 1994, ma alla fine della sua storia agonistica è arrivata a contare 167 titoli, una enormità che la Williams non arriverà mai a toccare considerando che ha 38 anni compiuti. […] Quella che comincia a Melbourne per Serena Williams, è la rincorsa più importante: le servira per spiccare il volo verso il 24′ Slam della carriera agganciando, finalmente, Margaret Court, che ancora domina la speciale classifica. «Non è un’ossessione, ma è ovvio che è tra gli obiettivi della mia carriera» ha ripetuto più volte la ex numero uno al mondo, ora numero 9. In Australia ha vinto il suo ultimo major, il numero 23, allora portava Olympia in grembo. Oggi sogna di festeggiare con lei. Sarebbe la chiusura del cerchio.

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Sonego c’è. ora tocca a Sinner (Bertellino). Sonego comanda e vince. Oggi è il turno di Sinner (Corriere dello Sport)

La rassegna stampa di mercoledì 8 febbraio 2023

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Sonego c’è. ora tocca a Sinner (Roberto Bertellino, Tuttosport)

Lorenzo Sonego ha sorriso ancora in terra di Francia, dove lo scorso anno aveva vinto il suo terzo torneo del massimo circuito, a Metz. Questa volta ha esordito con il “botto” nel 250 ATP di Montpellier, sul veloce indoor, contro il giocatore di casa e 8° testa di serie, Benjamin Bonzi. L’azzurro ha vendicato l’unico precedente, giocato e perso nel 2022 al 2° turno del Masters 1000 di Indian Wells. Nel primo set ha dominato più di quanto lo score non dica, grazie a due break uno in avvio e l’altro in chiusura, per 6-3. Nel secondo dopo aver annullato tre palle break consecutive sull’1-1 ha avuto tre opportunità per salire sul 3-2 e servizio ma non le ha concretizzate. Ha giocato un game perfetto ancora in dirittura conquistando il passaggio di turno sul 6-4 al secondo match point: «Sono felice per questa partita – ha detto al termine – contro un avversano non facile. Mi sono focalizzato sul mio tennis sapendo di dover essere aggressivo. Voglio godermi ogni momento e pensare al prossimo match». Lo giocherà domani contro l’esperto 30enne Filip Krajnovic, 71 ATP. Battuto invece Nardi 6-4 6-4 dal francese Rinderknech. Questa sera alle 19 è programmato l’esordio di Jannik Sinner, 2a testa di serie e desideroso di riprendere la corsa dopo l’eliminazione negli ottavi degli Australian Open. Il match che giocherà contro il magiaro Marton Fucsovics vale già un posto nei quarti. I precedenti sono in perfetta parità (2-2) ma l’ultimo confronto, giocato a Melbourne a inizio stagione, ha visto l’altoatesino vincere in cinque set. Applausi a Luciano Darderi, 20enne n° 140 del ranking, che dopo aver conquistato il suo primo main draw nel massimo circuito, nel 250 ATP di Cordoba (Arg), ha superato il turno iniziale grazie al successo per 6-4 6-3 contro il talentuoso francese Hugo Gaston. Ora è atteso da un test difficile contro Sebastian Baez (Arg), 4^ testa di serie e 47 del mondo. In tabellone ci sono altri due azzurri. Andrea Vavassori (che ha giocato nella notte italiana contro la wild card locale Guido Pella), e Marco Cecchinato, che esordirà contro Facundo Bagnis. […]

Sonego comanda e vince. Oggi è il turno di Sinner (Corriere dello Sport)

 

A Montpellier (ATP 250) bella vittoria colta da Lorenzo Sonego al primo turno contro il n.1 di Francia, Benjamin Bonzi (6-3, 6-4). Dopo un primo set all’insegna dell’autorevolezza chiuso da Bonzi con un doppio fallo, nel secondo parziale l’azzurro ha continuato a dettare il gioco sorretto da una gran prima di servivo costruendosi più volte l’occasione di portarsi in vantaggio. Sciupate tre palle break nel 6° game, le due successive occasioni avute da Sonego nel 10° game sono coincise con altrettanti match point. «Giocare in Francia mi piace – ha dichiarato l’azzurro, vincitore l’anno scorso a Metz – e sono felice di esserci riuscito contro un avversario difficile. Sono rimasto concentrato sul mio gioco, specialmente sul servizio perché lui un gran ribattitore». Al secondo turno lo attende ora il serbo Krajinovic (n.71 ATP). Disco rosso per Luca Nardi sconfitto 6-4, 6-4 da Rinderknech. Oggi alle ore 14 debutterà Jannik Sinner (testa di serie n. 2) con l’ungherese Fucsovics, da lui battuto in cinque set agli ultimi Australian Open. A Linz (WTA 250) avanza al secondo turno Camila Giorgi. La n.73 del mondo ha battuto in due set la romena Cristian (6-1, 6-2) chiudendo il match in un’ora di gioco. Al secondo turno affronterà la vincente della sfida tra Begu e Tauson in programma domani. E sempre domani farà suo esordio nel torneo Sara Errani in quello che sarà un match tra qualificate contra la tedesca Friedsam. Eliminata invece al primo turno Lucia Bronzetti, battuta in rimonta in tre set dalla russa Potapova (2-6, 6-3, 6-4). […]

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Binaghi: I tre mandati? Anche per chi li propone (Marota). Sonego in cerca di vendette (Strocchi). Binaghi su Berrettini: “Matteo tornerà a farci sognare” (Schito). Sonego comincia oggi la campagna d’Europa (Turco)

La rassegna stampa di martedì 7 febbraio 2023

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Binaghi: I tre mandati? Anche per chi li propone (Giorgio Marota, Corriere dello Sport)

Angelo Binaghi è stato uno dei coordinatori della “rivolta” dei presidenti federali contro la norma che limita I tre mandati, tanto da ritornare a Palazzo H […] proprio per affrontare la questione dopo anni di ritiro sull’Aventino. II numero uno della Federazione Italiana Tennis e Padel si è mosso, insieme ad altri colleghi che dovrebbero lasciare l’incarico dopo Parigi 2024, in seguito all’accoglimento del Tar Lazio del ricorso di un consigliere della Federtennis Toscana. I presidenti hanno chiesto al Coni di portare la loro istanza sul tavolo del governo, ma il ministro per lo Sport, Abodi, si è già detto contrario. Inattesa che la Corte Costituzionale faccia chiarezza sull’argomento, [….] Binaghi ha usato l’arma dell’ironia: «Abbiamo capito ormai che i risultati raggiunti non contano. […]La legge dice che dobbiamo andare tutti a casa. lo credo in una società dove c’è il ricambio a tutti i livelli. La penso come il ministro». Finita qua? Ovviamente no: «Mi auguro, però, che questo non riguardi solo i dirigenti dello sport e che i sostenitori del ricambio facciano anche una legge per limitare I mandati a loro stessi e dare così l’esempio. Pur di stare In un Paese più bello e moderno, dove viene applicato questo principio, mi dimetterei io stesso». Sulla nuova vita della FITP, Binaghi ha spiegato invece che «il padel oggi ha 1 milione di praticanti e nel giro di 3-4 anni supererà i 3 milioni del tennis», mentre su Berrettini si è detto certo «che ci farà sognare ancora, magari con uno slam».

Sonego in cerca di vendette (Gianluca Strocchi, Tuttosport)

 

Novak Djokovic si appresta ad aggiungere un altro record alla sua strepitosa carriera anche senza dover scendere in campo. Fra venti giorni muni, lunedì 27 febbraio, ancor prima di debuttare al “Dubai Open, sarà infatti incoronato come il tennista che in assoluto ha dominato la classifica per più tempo: il 35enne serbo raggiungerà le 378 settimane da numero uno mondiale, superando di una il primato stabilito dalla tedesca Steffi Graf, che eguaglierà lunedì 20 febbraio. Per Carlos Alcaraz e Stefano Tsitsipas, che con completano il podio del ranking Atp, è impossibile superare il fresco campione degli Australian Open […] in questo intervallo di tempo. Sia lo spagnolo sia il greco torneranno in gara nel circuito la prossima settimana, rispettivamente a Buenos Aires e a Rotterdam. Oggi è invece il giorno dell’esordio per Lorenzo Sonego nel torneo di Montpellier […]. Il 27enne di Torino […], due anni fa capace di raggiungere i quarti sul duro indoor della città transalpina, in serata […] insegue la rivincita contro il francese Benjamin Bonzi […], ottava testa di serie, che si è aggiudicato l’unico confronto diretto sul cemento di Indian Wells nel 2022. Sonego inoltre difende i 90punti della semifinale di Buones Aires nello stesso periodo 2022. Cambiale pesante. A seguire il secondo atto del duello Italia-Francia: il 19enne Luca Nardi […], promosso dalle qualificazioni grazie al successo per 6-1 3-6 6-3 sul padrone di casa Benoit Paire […], affronta perla prima volta in carriera Arthur Rinderknech […]. Entrerà in scena direttamente al 2° turno Jannik Sinner […], secondo favorito del seeding che attende il vincente del match tra l’ungherese Maron Fucsovics e il qualificato francese Geoffrey Blancaneaux. Sulla terra argentina di Cordoba debutto nel main draw anche per l’altro piemontese Andrea Vavassori […], che dopo aver superato le qualificazioni trova l’argentino ex top 20 Guido Pella, in gara con una wild card […] dopo aver saltato praticamente tutto il 2022 a causa di una lesione cronica al ginocchio destro. Sul fronte femminile Martina Trevisan saluta subito il “Mubadala Abu Dhabi Open”, nuovo Wta 500 […] sul cemento nella capitale degli Emirati Arabi Uniti. La 29enne mancina di Firenze, stabile questa settimana al n. 25 del ranking è stata sconfitta 6-0 6-2, in un’ora e un quarto, dalla belga Elise Mertens […]. A Linz […] sono diventate tre le italiane in tabellone con la promozione di Sara Errani dalle qualificazioni: la 35enne romagnola […] nel turno decisivo sul veloce indoor della “TipsArena” ha battuto 6-2 6-3 la colombiana Andrea Gamiz […] e domani avrà come avversaria la tedesca Anna-Lena Friedsam […], anch’essa qualificata. Nel pomeriggio impegnate le altre due azzurre: Lucia Bronzetti […] sfida la russa Anastasia Potapova […], testa di serie n. 8, che si è aggiudica l’unico precedente, lo scorso anno al 1° turno di Losanna […], quindi Camila Giorgi […], vincitrice in Austria nel 2018 e finalista nel 2014, deve vedersela con la rumena Jaqueline Cristian […], finalista lo scorso anno.

Tennis. Binaghi su Berrettini: “Matteo tornerà a farci sognare” (Francesca Schito, Il Tempo)

Una settimana senza tornei non sposta granché nelle classifiche mondiali. Scende Sascha Zverev, fuori dalla Top 20 perché gli sono scaduti i punti di Montpellier, e fa un po’ strano vedere Matteo Berrettini in 22esima posizione. Se al momento le notizie sul tennista romano escono più sulle pagine di gossip che non su quelle sportive, il 26enne rimane una delle punte di diamante della squadra azzurra. Al momento terzo del ranking tricolore […] Berrettini ha bisogno di ritrovare certezze nel corpo e nella mente, dopo un avvio di stagione ancora tra alti e bassi. «Qualche anno fa – le parole del presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, intervenuto ai microfoni di “La politica nel pallone”, su Gr Parlamento – avremmo detto ‘meno male un italiano agli ottavi di un grande Slam’, oggi le prospettive sono cambiate. Diciamo che i nostri giocatori ci hanno abituato bene. Berrettini tornerà a farci sognare ancora, sull’erba è tra i primissimi al mondo e sulle altre superfici è un giocatore di altissimo livello. Penso sia l’anno giusto per fare un exploit». In classifica è ripartito il regno di Novak Djokovic, tornato in vetta dopo la vittoria agli Australian Open. Alle spalle del serbo rimane Carlos Alcaraz, il grande assente a Melbourne seguito da Stefanos Tsitsipas e Casper Ruud. Si rivede nei primi 60 Fabio Fognini […] ormai prossimo al rientro in campo. Nella classifica WTA, la regina è sempre Iga Swiatek, nonostante lo scivolone della polacca agli Australian Open. Alle sue spalle la vincitrice del primo Slam della stagione Aryna Sabalenka, seguita da Jabeur e Pegula. La prima delle italiane è Trevisan, 25esima.

Sonego comincia oggi la campagna d’Europa sfida al francese Bonzi (Fabrizio Turco, La Repubblica di Torino)

Gli Australian Open, e la sconfitta patita per mano del polacco Top10 Hurkacz al termine di una maratona lunga tre ore e 53 minuti, sono alle spalle. Davanti, adesso, c’è una breve ma intensa campagna d’Europa che potrebbe regalare punti preziosi per la classifica Atp. Lorenzo Sonego è pronto a voltare pagina e a ricominciare la scalata alle posizioni d’élite del tennis mondiale: l’ultima graduatoria stilata ieri lo vede al numero 56 del ranking ma con tanta voglia di tornare nelle posizioni che più gli competono. Si parte oggi con l’Atp 250 sul veloce indoor di Montpellier, in Francia; e stavolta, in questa fase della stagione, il portacolori dello Sporting non ha molti punti da difendere visto che lo scorso anno di questi tempi raccolse come miglior risultato una semifinale a Buenos Aires. Due anni fa nell’Open Sud de France di Montpellier il cammino di Sonego fu brillante fino allo stop subito nei quarti di finale: dopo avere sconfitto il francese Gaston e l’americano Korda perse contro il belga Goffin. Stasera, al debutto nei sedicesimi, sfiderà il francese Benjamin Bonzi che è numero 45 al mondo e ottava testa di serie del tabellone. Se riuscirà nell’impresa di batterlo si potrebbe spianare la strada verso un quarto di finale con derby tutto italiano visto che Sonego si troverebbe eventualmente di fronte il compagno di allenamenti Jannik Sinner. L’altoatesino numero uno d’Italia, fermo al 17° posto della graduatoria mondiale, è la testa di serie numero due del torneo francese ed è stato sorteggiato dalla parte di Sonego. In attesa, eventualmente, di assaporare il gusto della sfida tutta italiana, c’è però da superare l’ostacolo Bonzi che avrà il non trascurabile vantaggio di giocare in casa. Il 26enne occitano è infatti originario di Nimes, cinquanta chilometri da Montpellier, e quindi avrà un motivo in più per far bella figura. Ma Sonego quest’anno ha le idee chiare: «Dopo gli alti e bassi del 2022 adesso voglio ritrovare continuità di rendimento per ripetere ciò che ho fatto settanta giorni fa in Coppa Davis, quando a Malaga ho battuto due Top20 come Tiafoe e Shapovalov». Un’ambizione che si traduce anche in gradini da risalire in classifica, visto che l’obiettivo del 2023 del tennista di corso Cosenza è limpido: «Voglio migliorare la posizione numero 21 raggiunta un anno e mezzo fa, a ottobre 2021» non ha mai nascosto in queste settimane Sonego. A proposito della classifica degli altri piemontesi: il “gemello” di Sonego, Andrea Vavassori, che si è appena qualificato nel main draw dell’Atp 250 di Cordoba, in Argentina, si piazza al numero 221 del ranking mondiale. Molto più indietro ci sono i due talenti classe 1998, il torinese Edoardo Lavagna e il novarese Giovanni Fonio. Il mancino dei Ronchi Verdi continua una lenta scalata e si colloca al numero 358; Fonio lo tallona da vicino, al 364° posto della graduatoria mondiale.

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La forza delle donne. Un nuovo tennis per supermamme (Martucci). Intervista a Flavia Pennetta: “Le madri sono super-eroine, serve un carattere di ferro (Messaggero Sport)

La rassegna stampa di lunedì 6 febbraio 2023

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La forza delle donne. Un nuovo tennis per supermamme (Vincenzo Martucci, Il Messaggero Sport)

Naomi Osaka rinuncia agli Australian Open per diventare mamma. Così avvalora l’ipotesi di un abbandono prematuro dal tennis, ad appena 25 anni

[…]

 

Ma la nuova moda delle mamme-atlete e soprattutto di mamme-tenniste fa sperare il contrario. Perché sono sempre più le bambine prodigio che diventano ragazze e poi donne sul campo, e quindi ritornano sul Tour dopo aver messo su famiglia. DOROTHEA e MARGARET La pioniera fu l’inglese Dorothea Lambert (classe 1878), sposata Chambers nel 2007, aggiunse 4 trionfi a Wimbledon ai 3 da signorina e l’Olimpiade 2014: prima mamma a riuscirci quando il patriarcato dominava il mondo, splendido esempio di atleta ogni sport che non si arrende alla nascita di un figlio. L’australiana Margaret Smith Court (classe ’42), dopo aver chiuso il Grande Slam nel 1970 collezionando 17 Majors, nel 1972 diede alla luce Daniel e subito dopo si aggiudicò Australian Open, Roland Garros e US Open ’73, fissando il record assoluto di 24 Slam, prima mamma numero 1 del mondo. Rimanendo sulla scena anche dopo il quarto figlio. EVONNE e KIM L’aborigena australiana Evonne Goolagong (classe ’51) nell’80 diventò la prima mamma regina Slam, bissando il titolo del 1971. La belga Kim Clijsters (classe ’83) ha fatto scalpore: s’è ritirata nel 2007, ad appena 27 anni, ma subito dopo la nascita della deliziosa Jade Elle, nel 2009, è tornata ed ha vinto 3 dei suoi 4 Slam, conquistando gli US Open, bissandoli nel 2010, più gli Australian Open 2011. Si è fermata ancora dopo gli US Open 2012, è tornata sul Tour nel 2020 e si è ritirata definitivamente l’anno scorso. Anche la statunitense Lindsay Davenport ha lasciato il tennis dal 2006 al 2007, è tornata in campo 3 mesi dopo aver dato alla luce Jagger Jonathan e poi ha firmato altri 3 titoli. Come lei Cara Black dello Zimbabwe: nel 2012 è diventata mamma, nel 2013 è tornata fra le top 20. SERENA e VIKA Serena Williams, si è aggiudicata il 23′ Slam, gli Australian Open 2017, incinta di 8 settimane della sua Alexis Olympia Ohanian. A dicembre era di nuovo in campo ma, malgrado altre 4 finali Slam, non è più riuscita ad agganciare il record di Margaret Smith e si è ritirata l’anno scorso.

[…]

Come lei sono tornate sulla scena in tante. Il caso più eclatante è quello della 33enne bielorussa Vika Azarenka, ex numero 1 del mondo e regina di 2 Slam, che, dopo la nascita del suo Leo nel 2016, quattro anni dopo ha disputato la terza finale agli US Open ed è oggi 16 della classifica. Il fronte delle neo mamme è ricco di Tatjana Maria, Sania Mirza, Mandy Minella, Kateryna Bondarenko, Vera Zvonareva, Evgeniya Rodina (che perse con Serena Williams uno storico ottavo fra mamme a Wimbledon 2018), Andrea Mitu, Alla Kudryavtseva, Maria Olga Govortsova, Tsvetana Pironkova, Taylor Townsend. Mentre Strykova ci sta pensando su.

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Intervista a Flavia Pennetta: “Le madri sono super-eroine, serve un carattere di ferro (Il Messaggero Sport)

Flavia Pennetta, qual è la molla che spinge una neo mamma a rientrare nel tennis? «Me lo chiedo anch’io: ci vuole una forza eccezionale e un impegno totale per rimettersi in gioco tornando ad allenarsi in una certa maniera. Non per tenersi semplicemente in forma come faccio io ma per essere competitivi a livello professionistico. Chi ci riesce è davvero ammirevole, perché ha comunque il pensiero legato alla famiglia e, da mamma, deve comunque svolgere tante mansioni tutte sue. Le motivazioni per tornare in campo possono venire dalla noia di stare a casa, dalla necessità di riprovare l’adrenalina della partita e, credo, principalmente, dal bisogno o comunque dal desiderio di guadagnare altro denaro: perché uno pensa di poter ancora fare bei soldi. Allora si decide di fare un sacrificio per altri 3-4 anni per lasciare qualcosa di più anche ai figli. Spesso, comunque, queste ragazze hanno sposato l’allenatore o il preparatore atletico e quindi sono sempre quelle che guadagnano di più in famiglia». Lei ha chiuso in bellezza subito dopo aver vinto uno Slam, agli US Open 2015, due anni dopo ha avuto il primo figlio. Non ci ha ripensato davvero mai mai di tornare a giocare? «Direi una bugia se dicessi che non mi è mai frullato per la testa. Ma adoro la famiglia. Sarei potuta tornare solo per la questione economica perché come carriera mi sento più che completa, e non avrei trovato altri obiettivi certi e così importanti, anche se si può sempre migliorare ed ambire a qualcosa di più. Sono conscia che avrei potuto ancora guadagnare tanti soldi: la spinta economica avrebbe potuto motivarmi. Ma evidentemente non era sufficiente». Anche perché oggi sembra più “facile” dei suoi tempi. «Non si può dire più facile, sembra sminuire il lavoro, i sacrifici e gli sforzi delle giocatici moderne, ma è evidente che il fattore fisico è diventato sempre più importante mentre quello tennistico, e quindi tecnica, tattica e testa, lo sono meno. Infatti oggi quelle che hanno testa vincono 700 tornei di fila». Lasciando la scena spariscono anche le attenzioni del mondo esterno e bisogna farsi tutto da soli. «Questo è uno dei temi coi quali discuto spesso con Fabio – il marito, Fognini – che ha un’agenzia manageriale e si occupa di alcuni giovani aiutandoli nei primi, delicati, anni nel professionismo. Io, così come in famiglia coi miei figli, sono dell’idea che bisogna responsabilizzare i ragazzi, lasciarli anche liberi di sbagliare, per insegnargli a cavarsela da soli.

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E come fa una madre a gestirsi nel tennis se già ha un figlio a cui pensare? «Sono perfettamente d’accordo con quello che dice Serena sulle mamme che sono veri super-eroi. Infatti io, pur avendo sempre avuto un rapporto meraviglioso con mia madre, ora che ho dei figli miei la amo ancora di più per tutto quello che ha fatto dall’allattamento alle cose degli inizi. Dietro un figlio c’è davvero tanto duro lavoro».

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