Wawrinka torna a ruggire all'Australian Open: battuto Medvedev al quinto set

ATP

Wawrinka torna a ruggire all’Australian Open: battuto Medvedev al quinto set

MELBOURNE – Lo svizzero, vincitore nel 2014, rimonta e sfianca alla distanza un Medvedev forse troppo passivo. Il russo non ha mai vinto un decider in uno Slam

Pubblicato

il

Stan Wawrinka - Australian Open 2020 (foto Twitter @AustralianOpen)

[15] S. Wawrinka b. [4] D. Medvedev 6-2 2-6 4-6 7-6(2) 6-2 (da Melbourne, il nostro inviato)

A giudicare dai precedenti, per Stan Wawrinka il lanciatissimo russo Daniil Medvedev non è un cliente comodo. Due sconfitte, a Wimbledon nel 2017 e allo US Open l’anno scorso. Ma se vogliamo dirla tutta, in particolare sul cemento Daniil rappresenta uno scoglio durissimo da superare per chiunque, mostri sacri compresi (vedi Nadal, che ha sudato sette magliette Nike per superarlo in 5 set nell’ultima finale di New York). Non si diventa numero 3 ATP senza qualità straordinarie. Qualità straordinarie che però ha anche il mitico Stan-The-Man, non dimentichiamolo mai, sarà anche verso la fine della carriera ma tre Slam vinti “in faccia” ai cannibali del terzo millennio Roger, Rafa e Nole sono un risultato fuori dal comune. Ad oggi, per esempio, l’unico metodo sicuro e certificato per battere Djokovic (se non si hanno le qualità da alieni di Naldal e Federer, ma spesso non bastano nemmeno quelle) è proprio il “metodo Wawrinka”, che è semplicissimo: tirargli come minimo una sessantina di vincenti a tutto braccio sulle righe, sia di dritto che di rovescio. Fine. Facile, no?

Vediamo un po’ se davanti a un avversario tostissimo e all’apparenza inscalfibile da fondo come Medvedev, “razza Djokovic” insomma, Stan riuscirà a scatenare le sue cannonate.

 

STAN PARTE BENE – Lo svizzero apre il fuoco nel quarto game, a furia di mazzate si procura due palle break, poi una terza, e un errore di rovescio di Daniil gli consegna il vantaggio di 3-1, subito consolidato con il 4-1. Per adesso, 11 vincenti di Wawrinka in 5 game, siamo in tabella di marcia. Si procede così fino al 5-2, con Medvedev in trincea a difendersi come un disperato. La cosa non impietosisce Stan, che attaccando la rete alla grande lo brekka ancora, a zero, e chiude 6-2. Un set strepitoso, 32 minuti, 16 vincenti netti in 8 game, 85% di prime palle pesantissime in campo, wow. Questo è esattamente il Wawrinka ingiocabile di cui parlavo prima. Poche colpe di Daniil, ha sbagliato qualche palla, ma dallo Stan di questa mezz’oretta sarebbe stato travolto qualsiasi avversario.

REAZIONE RUSSA – Un “cagnaccio da battaglia” di lusso qual è Medvedev, però, non è certo il tipo da farsi da parte. Ottima la reazione del russo a inizio secondo set, con break nel terzo game, cresce il livello del suo palleggio anche in spinta. Costretto ad arretrare di un passo, Wawrinka inizia a soffrire, le sue bordate si fanno meno letali e a volte imprecise, un dritto comodo messo sul nastro gli costa un secondo break, 4-1 e servizio per Daniil, che ha il secondo parziale quasi in saccoccia adesso. Il pubblico della Margaret Court Arena si diverte, è davvero una godibilissima scazzottata finora, dal vivo si sentono certe schioppettate quando i ragazzi impattano in spinta, un piacere vederli. Oltre al tennis di pressione, entrambi non disdegnano la palla corta, e ci sono alcuni ottimi scambi di tocco sotto rete. Poco dopo, è 6-2 Medvedev, è passata un’ora e 2 minuti, situazione perfettamente pareggiata. In questo momento, Stan ha 23 vincenti e 21 errori, Daniil 14/14, giusto così.

DANIIL, TESTA AVANTI – Il terzo set inizia testa a testa, tengono entrambi con solidità i servizi, nello stadio si respira la classica sensazione di momento importante, che potrebbe far girare il match. La qualità del gioco rimane alta, sono due campioni e si vede, bello esserci. Dopo un paio di gratuiti, Wawrinka nel settimo game si trova ad affrontare la prima palla break del parziale, ma la annulla pressando con coraggio e trovando l’errore di Medvedev. Il russo però se ne conquista una seconda a rete, un colpo semplice dello svizzero vola lungo, ed è 4-3 e battuta per Daniil. Potrebbe essere la svolta di cui accennavo in precedenza, onestamente un brutto passaggio a vuoto di Stan. Super scambio con difesa trasformata in attacco nel giro di tre colpi per Medvedev, bravissimo, siamo 5-3, e due game dopo è 6-4. Quando l’equilibrio è così sottile, basta poco, un minuto di calo come è successo a Wawrinka e la si paga carissima. Ora si fa dura per lo svizzero.

MODALITA’ ‘THE MAN’ – Il quarto set continua a essere appassionante, Stan non molla e fa benissimo. Sul 2-1 per lui, un nastro tremendo gli consegna la palla break, ma arriva l’ace esterno di Daniil, che bravo. Nessun rischio o quasi, solo un paio di game ai vantaggi, fino al 6-6, con tanto bel tennis nel frattempo. Fucilate sia diagonali che lungoriga, recuperi al limite, schemi palla corta – pallonetto, ci stanno facendo vedere il repertorio completo. In tribuna stampa, si chiacchiera concordando sul fatto che chiunque dei due esca oggi pomeriggio, sarà un peccato per il torneo. Il tie-break vede Wawrinka salire 3-0 con due mini-break, un po’ regalati dagli errori di Medvedev, lo svizzero incassa volentieri e arriva al 5-2. Una bastonata al servizio, e un successivo rovescio fallito dal russo, decretano il 7-2, si deciderà tutto al quinto set. La gente applaude felice, è un gran pomeriggio-serata di tennis, bravi.

Il momento favorevole a Stan continua, Daniil appare scosso, discute brevemente con l’arbitro Carlos Bernardes durante la pausa, ma il primo game del set decisivo è un break per Wawrinlka, che allunga subito 2-0. Nel quarto game, Stan si salva da 15-40 (erroraccio di Medvedev sulla seconda opportunità), poi annulla una terza palla break con un lungolinea di rovescio da standing ovation, e sale 3-1. Gran battaglia, adesso. L’inerzia generale della partita però sembra aver preso decisamente la direzione svizzera, e quando un passante potentissimo consegna a Wawrinka due occasioni di secondo break, sul 4-2, pare finita. Aggrappato alla prima di servizio, Daniil le annulla, poi un dritto lungo lo manda sotto di nuovo, e un serve&volley scriteriato dietro alla seconda battuta spedisce Stan a servire per il match sul 5-2. La gente intorno a me applaude in piedi, Wawrinka si porta l’indice alla tempia guardando il suo angolo, è decisamente uno “Stanimal moment“. Il 6-2 finale, dopo 3 ore e 25 minuti, è la conferma che Stan-The-Man c’è ancora, eccome, anche per i traguardi più importanti. Medvedev invece non riesce a correggere la statistica che lo vuole sempre sconfitto al quinto set.

Fonte: tennisabstract

In Australia Wawrinka ha vinto il suo primo Slam, ricordiamo oltre alla vittoria del 2014 anche un match incredibile perso contro Djokovic nel 2013, erano le prime avvisaglie di quello che sarebbe diventato Stan negli anni successivi. Nei quarti di finale attende il vincente fra Zverev e Rublev, che scenderanno in campo tra poco sulla Melbourne Arena. Sorriso felice per Wawrinka alla fine: “Vi amo ragazzi, grazie, che atmosfera, che momenti. È stata durissima, allo US Open avevo perso con lui, il livello è sempre così alto. Incredibile giocare qui, certo, guarderò la partita fra Zverev e Rublev, vediamo come va. Sono contento di essere stato capace di combattere anche contro me stesso, e di aver trovato le risorse per crescere di qualità e farcela!

Continua a leggere
Commenti

ATP

ATP New York: Seppi vola in finale, affronterà Edmund

Andreas Seppi batte in due set Jason Jung. Ultimo ostacolo tra lui e il titolo sarà il britannico Kyle Edmund

Pubblicato

il

Andreas Seppi - New York Open 2020 (foto Twitter @NewYorkOpen)

A. Seppi b. [Q] J. Jung 6-3 6-2

Poco più di un anno dopo Sydney 2019, Andreas Seppi torna in finale in un torneo ATP conquistando l’accesso al match decisivo nel New York Open di Long Island. In semifinale il tennista italiano ha superato in due set il cinese di Taipei Jason Jung, 30 anni e n. 131 della classifica ATP, che dopo essere passato attraverso le qualificazioni aveva sconfitto l’ex finalista di Wimbledon Kevin Anderson e, nei quarti di finale, il campione uscente del torneo, la testa di serie n. 3 Reilly Opelka.

Seppi ha giocato la sua solita partita di grande solidità contro un avversario che ha provato a imporre il suo tennis fatto di grande ritmo e traiettorie ad aprire il campo, ma ha finito per rischiare troppo e ha commesso una marea di errori non forzati. Più di 50 gli errori gratuiti per l’asiatico, contro meno della metà di colpi vincenti lo hanno condannato alla sconfitta.

 

Seppi ha iniziato alla grande, prendendo subito due break di vantaggio nel primo set e portandosi sul 4-1 pesante. Jung a quel punto ha provato a rallentare i suoi colpi, cambiando le rotazioni ed aprendo maggiormente il campo per chiudere con soluzioni al volo, ed è riuscito a recuperare uno dei due break, riavvicinandosi sul 3-4, ma i danni combinati nel catastrofico inizio di set erano stati troppi per poter essere rimediati: Seppi ha chiuso la pratica del primo set dopo 38 minuti ottenendo il terzo break nel parziale.

L’unico momento si ha avuto la sensazione che il match potesse girare è stato all’inizio del secondo set, quando in ognuno dei primi tre giochi ci sono state palle break. Sullo 0-0 Seppi si è fatto rimontare da 40-15 ed è stato costretto a cancellare una palla break con un bello schema servizio-diritto. Nel gioco successivo è stato Jung a dover soffrire: quattro palle break, 16 punti giocati in totale, e game portato a casa grazie a diverse ottime prime palle. Sull’1-1, poi, nuova occasione per Jung di andare avanti nel punteggio, ma Seppi ancora una volta la annullava con un’ottima prima di servizio.

Persa l’occasione di breakkare Seppi per ben due volte, Jung ha accusato il colpo perdendo la battuta a zero e issando progressivamente bandiera bianca.

Si tratta della decima finale raggiunta in carriera per Andreas Seppi, che ha un record di sei sconfitte e tre vittorie, l’ultima delle quali nel 2012 a Eastbourne sull’erba. Il suo avversario nel match decisivo del New York Open sarà il britannico Kyle Edmund, attualmente n. 62 del ranking mondiale ma già semifinalista all’Australian Open 2018 e capace di entrare nei Top 15 della classifica. La finale verrà trasmessa alle 22 italiane da Supertennis.

I precedenti tra i due vedono Edmund in vantaggio per 4 vittorie a 1, con Seppi che ha vinto l’unico incontro disputato sulla terra battuta ed Edmund imbattuto sul cemento, sia outdoor sia indoor. Edmund si è anche aggiudicato l’ultimo match poche settimane fa ad Auckland, in Nuova Zelanda, con il punteggio di 6-3 7-6(4).

Comunque vada la finale Seppi se ne andrà da New York con un bel gruzzoletto di punti che gli serviranno a rinforzare la classifica nella quale attualmente è relegato al 98° posto. In caso di sconfitta Andreas guadagnerà 18 posizioni arrampicandosi sino al n. 80, mentre in caso di vittoria del torneo avanzerebbe fino al n. 68, piazzandosi subito davanti a Jannik Sinner.

Gli altri risultati:

[8] K. Edmund b. [6] M. Kecmanovic 6-1 6-4

Il tabellone completo

Continua a leggere

ATP

ATP Rotterdam: Auger-Aliassime spegne Carreno Busta e va in finale

Il giovane canadese conquista la seconda finale in un ATP 500 superando con autorità Carreno Busta esausto dalle fatiche precedenti. Attende il vincente di Monfils-Krajinovic

Pubblicato

il

Dal nostro inviato a Rotterdam,

A nemmeno vent’anni Felix Auger Aliassime conquista la quarta finale della carriera – la seconda in un ATP 500, dopo quella di Rio de Janeiro dello scorso anno – e si conferma una realtà di primo piano del circuito. Il tennista canadese non si è fatto condizionare dalla pressione di avere in scadenza nei prossimi giorni la pesante cambiale di 300 punti del torneo brasiliano, nè da un inizio di 2020 difficile dal punto di vista dei risultati (semifinale ad Adelaide, ma tre partite su quattro perse in ATP Cup e la bruciante eliminazione al primo turno agli Australian Open contro Gulbis). Il pubblico di Rotterdam ha imparato a conoscerlo e ammirarlo sempre più nel corso della settimana e oggi lo ha sostenuto sin dalle prime battute dell’incontro, contro un avversario ostico e che non regala mai nulla come Carreno Busta. Auger ha conquistato la finale dimostrando di saper giocare bene i punti importanti -una dote appartenente ai predestinati- e servendo in maniera eccellente (ha chiuso con sedici ace e un eccellente 94% di punti vinti con la prima). Domenica il canadese ha la grande chance di vincere il primo torneo della sua vita: anche se dovesse giocare contro il Monfils in gran forma di queste settimane, non partirebbe battuto, se giocasse come ha fatto questa settimana sul Centrale della Ahoy Rotterdam.

Non è spettacolare la prima parte di gara, totalmente dominata dai servizi: si vede pochissimo tennis e la partita scorre veloce (dopo sedici minuti si è sul tre pari). Nei primi otto giochi, chi è alla risposta vince appena due punti: li conquista Auger-Aliassime, che archivia i suoi primi quattro turni di servizio con sei ace e un eccellente 94% di prime in campo. Il ventenne canadese non può reggere a questi ritmi e, appena cala, stenta a trovare ritmo, consentendo a Carreno nel nono game di arrivare per due volte a due punti dallo strappare la battuta al suo avversario. Carreno ha fatto vedere in questo torneo di essere in forma e lo conferma anche contro il canadese, nonostante venga da due maratone vincenti concluse solo al tie-break del terzo set, contro Bautista Agut e Sinner. Lo spagnolo terminerà i sei turni di servizio giocati nel primo set con altrettanti punti concessi all’avversario, che invece, sul 5-5, a causa del suo primo primo doppio fallo, deve fronteggiare le prime due palle break consecutive dell’incontro, cavandosi d’impiccio grazie a un servizio vincente e al dritto. Nel tie-break prevale la classe e il coraggio di Auger, più intraprendente quando ne ha la possibilità e con una ritrovata efficacia al servizio, smarrita nei precedenti due turni di servizio. 

Il nuovo set entra subito nel vivo nel secondo gioco, quando Carreno guadagna una palla break che, qualora trasformata, riaprirebbe l’incontro: purtroppo per lui, però, se la gioca male, mandando il rovescio in corridoio dopo un lungo scambio. Il terzo gioco è quello decisivo: piacevole e lungo (dura diciotto punti) vede Carreno salvare con bravura due palle break consecutive, prima di cedere però il servizio sulla terza, affossando in rete il rovescio. Lo spagnolo è conscio di essere sull’orlo del baratro: dopo questo errore si produce in un per lui inusuale gesto di frustrazione, scagliando violentemente la racchetta sul campo. Felix due giochi dopo ha due palle break che suonano come virtuali match point, ma le gioca male: un errore che contro un giocatore come Carreno rischia di pagare a caro prezzo. Nell’ottavo game, un paio di errori gratuiti del canadese consegnano infatti una palla break allo spagnolo. In questo frangente si vede però la classe cristallina di Auger, che si cava d’impaccio, in quello che è forse il punto più bello della partita, con una splendida accellerazione di rovescio lungolinea che termina sull’incrocio delle righe, al termine di oltre venti scambi giocati a tutto braccio. La partita termina virtualmente in quel momento: due giochi dopo, Auger con un ace chiude la partita, diventando il primo canadese ad arrivare in finale nelle quarantasette edizioni del torneo di Rotterdam e aspetta il vincente della seconda tra Monfils e Kraijinovic.

Rilassato e sorridente Felix ha risposto alle domande della stampa nel post match: ” Oggi ho servito molto bene ed è stato molto importante per giocare più rilassato per costruirmi occasioni quando ero alla risposta. Mi piace giocare indoor perchè non cambiano le condizioni del sole e del vento e posso quindi controllare più facilmente ogni fattore del mio gioco. Ogni torneo provo ad andare più avanti possibile, ma quel che cerco sempre è di migliorare il mio tennis, perchè i risultati ne sono solo la conseguenza. Non so se giocherò a Marsiglia, devo parlare con il mio team e capire quale sarà la migliore decisione da prendere. Cerco di giocare bene su ogni superficie, e in effetti ho già ottenuto buoni risultati dappertutto, questo è molto importante per costruire una buona classifica.”

Risultati:

F. Auger-Aliassime b. P. Carreno Busta 7-6(2) 6-4
[3] G. Monfils vs F. Krajinovic 6-4 7-6(5)

 

Il tabellone completo

Continua a leggere

ATP

ATP Rotterdam: Monfils centra la seconda finale di fila

La tds N.3 ha battuto Filip Krajinovic e prenotato un posto per la finale di domani contro Auger-Aliassime

Pubblicato

il

Bene, bravo, Mon…bis. Il francese ha conquistato la terza finale in carriera a Rotterdam battendo Filip Krajinovic per 6-4 7-6 (5) in un’ora e 45 minuti, e giocherà per un doppio titolo consecutivo: da un lato cercherà di bissare la vittoria della scorsa settimana a Montpellier, dall’altro cercherà il secondo titolo consecutivo in Olanda.

Se la partita sapeva di déjà-vu, è perché i due si erano affrontati una settimana fa, stesso turno stessa superficie, in quel di Montpellier. In quella circostanza, Monfils era scappato alla distanza dopo un primo parziale in cui Krajinovic aveva sprecato qualcosa – 2-0 gli head-to-head totali.

Entrambi amano i colpi puliti della superficie indoor: Monfils ha giocato 15 finali su 30 al chiuso, e vinto sei titoli su nove, mentre il serbo, ancora senza trofei, ha giocato due delle sue tre finali indoor, tra cui la straordinaria corsa a Bercy 2017 che lo mise sulla mappa, e l’ha dimostrato battendo un giocatore in grande forma come Rublev nella serata di ieri.

 

Dominio iniziale della battuta (il francese con la botta a uscire da sinistra, il serbo con quella al centro), con Krajinovic a cercare l’iniziativa con il lungolinea e Monfils (spesso piegato sulle ginocchia fra un punto e l’altro) tipicamente mimetizzato a fondo, apparentemente passivo ma pronto ad accelerare improvvisamente.

Con il passare dei minuti, la situazione si è invertita. Monfils ha cercato a sua volta di fare punti veloci, probabilmente per una condizione fisica non ottimale e per qualche sofferenza di troppo sulla seconda, ma, proprio quando sembrava che l’avversario potesse mettere avanti, è arrivata la sorpresa.

Le prime palle break, infatti, sono state anche set point, nel decimo gioco, e sono state per la tds N.3 – blackout totale di Krajinovic, autore di un doppio fallo e due errori in manovra. Il N.39 ATP è stato inizialmente bravo a salvarsi, ma un ulteriore dritto lungo ha offerto una terza chance al francese, che ha chiuso dopo 41 minuti con un lob alla disperata al termine della solita difesa da Termopili su cui il serbo è andato fuori tempo:

La partita sembrava finita lì, perché Krajinovic ha continuato a regalare mentre Monfils, totalmente recuperato, è tornato a vincere anche gli scambi lunghi, passando nel terzo gioco con una grande accelerazione di dritto e un passante bimane su un contropiede insipido del suo avversario.

E invece Krajinovic è riuscito a tornare in corsa, breakkando immediatamente grazie a una ritrovata continuità nello scambio (e ad un calo nella velocità della prima del francese), che gli hanno permesso di mettere pressione soprattutto sul lato sinistro.

La Monf, però, ha sempre dato la sensazione di un superiore magistero, ed è andato vicino a chiuderla, di nuovo nel decimo game, un romanzo ottocentesco: 12 minuti, 20 punti, quattro match point non consecutivi non sfruttati per il francese, con particolari rimpianti per il secondo (volée stretta di Krajinovic pizzicata dal nastro) e il quarto (passante in corsa in rete con Krajinovic dall’altra parte).

Bravissimo comunque il serbo a non perdere mai spinta anche quando Atropo aveva le forbici pronte, meritandosi il tie-break: lì è sembrato averne subito di più, graziando il francese in qualche circostanza per poi prendersi il mini-break sul 5-4. Anche lì, però, blackout assoluto: volée sbagliata a campo aperto ed errore di rovescio, e Monfils che non si è fatto pregare, chiudendo con l’ace.

Per Monfils sarà dunque la trentunesima finale in carriera (nove titoli), e il primissimo confronto con Felix Auger-Aliassime, in un match da non perdere fra due dei migliori atleti del circuito.

Risultati:

F. Auger-Aliassime b. P. Carreno Busta 7-6(2) 6-4
[3] G. Monfils vs F. Krajinovic 6-4 7-6(5)

Il tabellone completo

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement