ATP Challenger Bergamo: male Musetti, passa Zeppieri. Vanni: "Ci credo ancora"

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ATP Challenger Bergamo: male Musetti, passa Zeppieri. Vanni: “Ci credo ancora”

Reduce dall’intervento al ginocchio, ‘Lucone’ deve fronteggiare l’ennesima scalata. Matteo Gigante manca cinque match point contro De Greef, Zeppieri supera Cobolli al tiebreak decisivo e sfiderà Marcora. Uno spento Musetti raccoglie cinque giochi contro Crepatte

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Lorenzo Musetti - ATP Challenger Bergamo 2020 (foto Antonio Milesi)

Dodici mesi fa, Luca Vanni otteneva il suo miglior risultato al Challenger di Bergamo (46.600€, Greenset): un piazzamento nei quarti. Nonostante le buone prestazioni, era preoccupato per le condizioni del ginocchio destro. Gli provocava dolore, lo costringeva a imbottirsi di antidolorifici. Aveva ancora fiducia nei trattamenti conservativi, ma da lì a poco la situazione sarebbe diventata insostenibile: ad aprile si è operato, interrompendo l’attività per tre mesi. “E il rientro non è stato facile: in estate mi presentavo ai tornei e mi rendevo conto di non avere grosse chance – racconta Vanni, autore di un buon successo contro Fabrizio Ornago – il 10 agosto mi sono fermato di nuovo, mi sono concesso una vacanza e poi ho ripreso ad allenarmi a settembre, per due settimane. Per la prima volta, finalmente, non ho avvertito dolore. Non a caso ho raccolto 55 punti ATP negli ultimi mesi dell’anno”.

Oggi c’è da ripartire di nuovo, da zero o quasi. L’inizio di stagione non è stato facile, con una sola vittoria in tre tornei. Il 6-1 6-2 contro Ornago può essere un buon punto di partenza per un anno importante anche sul piano personale (a settembre – non più a giugno – si sposerà con la storica fidanzata Francesca), anche se l’attuale classifica non è delle migliori (n.446 ATP) e il rallentamento delle superfici non gioca a suo favore: Ormai non esiste più il veloce indoor, inoltre a Bergamo si gioca con quattro palline e il tappeto è completamente nuovo, quindi ancora più lento. Nel tour non ci sono mai partite facili, probabilmente lui ha pagato la pressione di giocare vicino a casa e ci teneva particolarmente. D’altra parte, nemmeno io vengo da un periodo ‘luccicante’. Diciamo che è stata una partita ordinata”. C’è un pizzico di preoccupazione nelle parole di Vanni, anche se – per sua stessa ammissione – sono paure eccessive.

OBIETTIVO TOP-200 ENTRO FINE ANNO – “Ho avuto una offseason molto breve, sul finire dello scorso anno ho fatto tante cose in poco tempo e ne sto pagando le conseguenze con una forma così così. Il ginocchio non è una grande preoccupazione, semmai c’è la necessità di ripartire dai Futures e lottare su ogni punto. In passato ho avuto paura di smettere, ma se sono ancora qui significa che ci credo ancora. In fondo ci sono tanti esempi di giocatori che, al loro livello, sono andati avanti a lungo. Federer va per i 39 anni…”. In effetti, l’anno scorso, Vanni parlava di altri 4-5 anni di carriera. “Vero, ma allora ero numero 140 ATP – ammonisce – magari mi sto preoccupando più del dovuto, anche perché non ho punti da difendere fino a ottobre e la mia classifica non potrà che migliorare”. L’obiettivo del 2020 è più che fattibile: tornare tra i top-200 ATP, in modo da giocare senza patemi tutti i Challenger, le qualificazioni ATP e mettere il naso degli Slam (“Al giorno d’oggi, anche le qualificazioni sono molto remunerative”).

Luca Vanni – ATP Challenger Bergamo 2020 (foto Antonio Milesi)

Sono trascorsi cinque anni esatti dalla favola di San Paolo, quando da perfetto sconosciuto colse una storica finale al torneo ATP. Sarebbe bello festeggiare la ricorrenza con un grande risultato a Bergamo. “Non ho nessun rimpianto per quello che ho vissuto in questi cinque anni – dice – se allora avessi saputo come sarebbero stati, ci avrei messo la firma. Il rimpianto, semmai, è per non averlo fatto prima. In realtà sono sempre stato molto professionale, ho sacrificato la vita personale per il tennis, ma c’è voluto un po’ di tempo affinché chi mi vuole bene riuscisse a farmi credere in me stesso. D’altra parte, se batti per quindici volte un top-100 significa che hai un certo valore”. Quel valore che “Lucone” sogna di dimostrare, ancora una volta, al Challenger di Bergamo. Tornerà in campo già martedì, nel primo match della sessione pomeridiana (non prima delle 14) contro il francese Tristan Lamasine, semifinalista nel 2019.

GIGANTE SFIORA L’IMPRESA: CINQUE MATCHPOINT SCIUPATI Grande delusione per Matteo Gigante. Il giovane romano, classe 2002, è arrivato a pochi centimetri da un successo inatteso contro Arthur De Greef (n.288 ATP), semifinalista nella passata edizione (perse al fotofinish contro Roberto Marcora). Nel 6-7 7-6 7-5 finale, Gigante ha avuto cinque matchpoint, i primi quattro sul 7-6 6-5 e servizio: rammarico per il primo, in cui aveva tirato un ace: il belga si era già incamminato verso la rete per la stretta di mano, ma la palla era fuori. A quel punto, Gigante (all’esordio assoluto nel circuito Challenger) ha un po’ tremato e si è fatto riprendere, cedendo il tie-break. Ancora emozioni nel terzo: l’azzurro ha avuto un problema muscolare alla coscia sinistra, trovandosi costretto a giocare quasi da fermo per metà parziale. Nonostante tutto, sul 5-4 aveva un altro matchpoint. L’occasione svaniva su una discesa a rete di De Greef, su cui l’italiano tentava un pallonetto ravvicinato che finiva lungo.

Sfumata l’ultima chance, veniva abbandonato dalle ultime energie mentali e cedeva rapidamente gli ultimi due game. Davvero un peccato, perché Gigante ha sorpreso in positivo: mancino, con un bel rovescio a due mani, adotta una gestualità molto personale, che ricorda un po’ quella dello slovacco Martin Klizan. Da un anno e mezzo si allena presso la Rome Tennis Academy di Vincenzo Santopadre e Stefano Cobolli, entrambi presenti al suo angolo. Fino a oggi, Gigante si è limitato all’attività giovanile: prima di Bergamo, l’unico evento professionistico a cui aveva preso parte era stato un Futures a Santa Margherita di Pula, lo scorso settembre, in cui era arrivato in semifinale. Attualmente è numero 51 del ranking mondiale Under 18, ed è reduce dalla trasferta australiana in cui aveva colto una buona semifinale a Traralgon, oltre al secondo turno all’Australian Open Junior. Con l’esperienza, difficilmente perderà match come quello – davvero rocambolesco – visto al Pala Agnelli.

Matteo Gigante – ATP Challenger Bergamo 2020 (foto Antonio Milesi)

Il resto della giornata ha offerto buoni risultati per l’Italia: l’eterno Andrea Arnaboldi (semifinalista nel 2014 e alla settima apparizione bergamasca) ha evitato complicazioni contro lo slovacco Lukas Klein. Avanti di un break in avvio, si è fatto riprendere ma ha ugualmente chiuso in due set (7-6 6-4 lo score). Al secondo turno se la vedrà con il francese Constant Lestienne, da cui ha perso la sua unica finale Challenger, due anni fa a Portorose. Bergamo è il luogo giusto per cercare rivincita. Ok anche Raul Brancaccio: il campano ha avuto bisogno di un set per prendere le misure al turco Altug Celikbilek, poi ha dominato alla distanza. Adesso, per lui, ci sarà un derby contro Matteo Viola. A proposito di sfide tutte azzurre: sarà il giovanissimo Giulio Zeppieri (classe 2001) a sfidare Roberto Marcora. Reduce da un gran periodo, culminato nella finale a Cherbourg, Marcora è tra i favoriti del torneo ed esordirà contro il 18enne di Latina, che ha avuto un compito più difficile del previsto contro l’altro baby azzurro Flavio Cobolli. In un match terminato alle 20 passate, Zeppieri si è imposto 6-3 3-6 7-6, soltanto 11-9 al tie-break. Ha rimontato da 4-6 nel tie-break decisivo, cancellando in tutto tre matchpoint, prima di chiudere con un ace. 

CREPATTE, IL GUASTAFESTE DEI BERGAMASCHIBaptiste Crepatte è un ottimo professionista. Si fa voler bene, ma per il secondo anno consecutivo ha “ammazzato” le speranze del pubblico di Bergamo. Lo scorso anno aveva estromesso Dustin Brown, uno degli idoli del Pala Agnelli. Si è ripetuto nel 2020, lasciando appena cinque giochi a uno spento Lorenzo Musetti. C’erano grandi aspettative per il baby azzurro, che tra meno di 20 giorni diventerà maggiorenne, specie dopo il buon torneo giocato a Cherbourg. Invece è arrivata una brutta sconfitta, troppo netta per essere vera. Musetti è rimasto in campo poco meno di un’ora, sconfitto con un severo 6-3 6-2. Pronti, via, subito in svantaggio 5-1. Ha recuperato uno dei due break, ma ormai era troppo tardi. Partenza in salita anche nel secondo set (subito 2-0), con l’azzurro incapace di rovesciare l’esito del match. Sotto 4-2, ha perso un lungo game al servizio che ne ha sancito la resa. 

Musetti è mancato sul piano dell’atteggiamento: un po’ spento, quasi rassegnato allo scorrere del punteggio. Un peccato, perché – sia pure a sprazzi – ha confermato di avere un gran talento. Deve trovare la continuità che non ha mostrato a Bergamo. In precedenza, l’Italia aveva festeggiato grazie al bel successo di Andrea Vavassori: col suo gioco super-offensivo, proiettato verso la rete, il torinese ha deliziato il pubblico con tantissime belle giocate. Ha anche annullato un matchpoint nella partita vinta contro Alex Molcan, chiusa 7-6 6-7 7-5. Sotto 4-5 nel terzo set, Vavassori si è trovato 0-30 e poi 30-40 sul suo servizio. Passato il pericolo con una robusta prima di servizio, ha poi brekkato Molcan nel game successivo e si è garantito la possibilità di sfidare il ceco Zdenek Kolar (n.11 del tabellone). 

Il programma è poi terminato alle 23.49 con la vittoria di Illya Marchenko. L’ex n.49 ATP (che soltanto tre anni e mezzo fa raggiungeva gli ottavi allo Us Open) ha superato 6-4 3-6 6-1 un coraggioso Andrea Pellegrino, KO dopo poco più di due ore. Il pugliese ha confermato di avere un ottimo bagaglio tecnico, ma la fase difensiva di Marchenko è ancora notevole, nonostante abbia superato i 32 anni. Dopo aver giocato un secondo set ad alto dispendio energetico, Pellegrino ha perso contatto con l’avversario nel quarto game del terzo set. Ha avuto tre palle per il controbreak nel gioco successivo: perse quelle si è un po’ disunito e il match è scivolato via rapidamente. Il programma ripartirà alle 10 di martedì, con in campo otto azzurri e l’esordio da professionista di Leo Borg, in un match apparentemente proibitivo contro l’ex n.1 junior Chun-hsin Tseng.  

 

Ufficio Stampa ATP Challenger Bergamo

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Stacanovista anche delle esibizioni: il 7 luglio si giocherà il ‘Thiem’s 7’ a Kitzbuhel

L’unico altro giocatore confermato è Monfils: ce ne saranno altri sei. La notizia arriva poche ore dopo la conferma della partecipazione all’esibizione di Berlino

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Il lupo perde il pelo ma non il vizio, a quanto pare. Non è stata sufficiente la più grande emergenza planetaria dai tempi delle guerre mondiali per far cambiare le abitudini di Dominic Thiem, uno che ha sempre colto tutte le possibilità di scendere in campo a tirare due palle. Che si tratti di torneo ufficiali o esibizioni, le uniche concesse in questo periodo di stop forzata, per il numero 3 del mondo sembra faccia poca differenza.

Il giocatore austriaco è già tornato in campo in Austria, per giocare una piccola esibizione a Sudstadt, e sembra avere tutte le intenzioni di recarsi a Berlino a metà luglio per giocare la doppia esibizione tra erba e cemento assieme a Kyrgios, Zverev e Sinner. A quanto pare non era abbastanza, perché Domi ha deciso di mettersi in proprio e prestare il nome a un’esibizione a Kitzbuhel, qualche giorno prima. Si chiamerà ‘Thiem’s 7‘ poiché vi prenderanno parte sette giocatori oltre a lui – uno dei quali sarà Gael Monfils – e si dovrebbe disputare dal 7 all’11 luglio sui campi di solito riservati alla disputa del Generali Open, di cui peraltro Thiem è campione in carica.

L’ATP 250 di Kitzbuhel per quest’anno è stato congelato, ma il direttore Alex Antonitsch sembra non aver ancora rinunciato alla prospettiva di riprogrammarlo in autunno. In assenza però di certezze su questo fronte, Herbert Günther e Markus Bodner – promoter del torneo – hanno deciso di coinvolgere Thiem nella promozione di questa esibizione di cui Wolfgang Thiem (papà di Dominic) sarà il direttore sportivo. Il prize money complessivo sarà di 330.000€, a fronte di un budget totale di circa 1 milione per l’organizzazione. Il vincitore del torneo porterà a casa 100.000 euro e dovrebbero esserci anche dei tifosi sugli spalti, sia in sessione diurna che in notturna: “Si giocherà di fronte a un pubblico limitato, ovviamente in conformità con le norme del governo federale austriaco che saranno valide a luglio“, ha dichiarato l’amministratore delegato del torneo Florian Zinnagl. Da metà giugno o al più da inizio luglio, la normativa austriaca dovrebbe consentire la presenza di 500 persone al massimo per gli eventi all’aperto. Il massimo campionato di calcio, pronto a ripartire tra qualche giorno, verrà invece concluso a porte chiuse.

 

A.S.

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Bresnik si scusa con Thiem

L’ex allenatore di Dominic ha ammesso di aver esagerato nei toni e nelle parole: “Ho sbagliato e detto cose molto stupide”

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Non tutte le relazioni, personali e professionali, si concludono in maniera pacifica, anzi. Quella tra Dominic Thiem e Gunter Bresnik decisamente non è una di quelle. Qualche mese fa infatti l’ex allenatore del numero tre del mondo aveva rilasciato dichiarazioni molto dure contro il suo pupillo di un tempo e la tensione non aveva fatto altro che aumentare dopo la risposta di Thiem. Di recente però, in un’intervista a Kronen Zeitung, Bresnik è sembrato intenzionato a seppellire l’ascia di guerra, ammettendo di aver esagerato.

Nel ripercorrere la storia professionale con Dominic, Bresnik sembra quasi volersi mettere in una posizione tale da aprire un piccolo spiraglio per una nuova collaborazione futura. “Thiem e io abbiamo formato un ottimo tandem e realizzato grandi cose, ma ha avuto alcuni brutti mesi a livello di gioco e di vittorie e abbiamo preso una decisione. La storia con Dominic fa molto male. Gli ho dato molti anni di lavoro e perdere sia lui che suo padre Wolfgang è stato molto difficile: suo padre non era solo un mio collega nella sua preparazione, ma era mio amico da molto tempo. Non ho dubbi che se la vita mi desse l’opportunità di poter allenare un giocatore come Thiem la coglierei di sicuro. Non accettare una proposta del genere sarebbe assurdo“.

Un tipo orgoglioso come Bresnik non può ovviamente assumersi tutte le responsabilità incondizionatamente e anche in questa occasione si mantiene un po’ sulla difensiva. “Non capisco cosa sia successo, ma la brutta relazione che abbiamo adesso non viene perché l’ho voluta io. Non ho mai avuto problemi con Thiem e i suoi genitori. Sembra che ogni volta che rilascio un’intervista e parlo di lui, si arrabbiano per quello che potrei dire. Speriamo che la nostra relazione migliori e che possiamo tornare ad avere una relazione basata sul rispetto“.

 

Un’ammissione di colpa però c’è ed è anche abbastanza plateale, come altrettanto plateale in negativo erano state le dichiarazioni di un paio di mesi fa, nelle quali Bresnik si arrogava quasi tutti i meriti dei successi di Thiem. “Non ho alcun problema a dire che ho sbagliato e che ho fatto alcune affermazioni molto stupide. Con commenti del genere non ho migliorato nulla. Al contrario, peggiorano i nostri rapporti e non raggiungiamo un accordo. Spero che Thiem riesca a fare grandi cose nella sua carriera sportiva e dimostri che è destinato ad essere un grande tennista in grado di vincere titoli importanti“.

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Andy Murray torna in campo nella “Battaglia dei britannici”

La “Battle of Brits” (23-28 giugno) vedrà sfidarsi i migliori otto tennisti del Regno Unito. Niente spettatori, niente raccattapalle e giudici di linea “virtuali” per una maggior sicurezza

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In questo periodo di forzata sospensione dei circuiti professionistici, molti tennisti hanno approfittato dell’allentamento delle misure restrittive per imbastire tornei e esibizioni, spesso a scopo benefico. All’Adria Tour e all’Ultimate Tennis Showdown si è aggiunta recentemente la “Schroders Battle of the Brits”.

L’evento si terrà, rigorosamente a porte chiuse, sui campi del National Tennis Center di Roehampton dal 23 al 28 di giugno e vedrà coinvolti i migliori otto tennisti del Paese. Dovrebbe dunque scendere in campo anche Andy Murray che non gioca un incontro dallo 20 novembre, insieme ovviamente al fratello Jaime.

Assieme al ritorno di Andy c’è però anche un altro motivo di interesse per il torneo, che sarà trasmesso in diretta su Amazon Prime: i giudici di linea saranno sostituiti dal sistema Hawk-Eye Live. L’obiettivo è ovviamente quello di garantire la presenza del minor numero possibile di persone in campo. La situazione dunque sarà la stessa già vista alle Next-Gen Finals, con il solo giudice di sedia come ufficiale di gara in carne e ossa, coadiuvato dal sistema di telecamere che, in caso di palla out, farà sentire la propria voce (sintetica ovviamente).

 

Molto probabile anche l’assenza dei raccattapalle. “Non è come quando si gioca in un grande stadio e servono 30 secondi per andare in fondo al campo a raccogliere le palline“, ha dichiarato Jaime Murray. “Non è necessario chiamare giovani ragazzi questa volta“.

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