Il TC Parioli chiede la riapertura dei circoli

Circoli in vista

Il TC Parioli chiede la riapertura dei circoli

Il presidente del circolo capitolino vorrebbe ripartire entro un mese: “La situazione è drammatica e se non ci fanno riaprire il danno è enorme”

Pubblicato

il

Paolo Cerasi, presidente del TC Parioli, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla sezione romana de “Il Corriere della Sera”, augurandosi che la Fase 2 possa includere la riapertura dei circoli entro fine maggio, come accennato dal Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, che ha parlato di un protocollo per la riapertura di centri sportivi, centri danza e palestre. Cerasi ha in particolare fatto leva sulla grande pressione economica a cui i club sono sottoposti al momento: “C’è un grande indotto di lavoro che non può essere trascurato. Parlo di dipendenti, collaboratori sportivi. E poi ci sono soci che potrebbero anche dimettersi se la situazione non si dovesse sbloccare. La situazione è drammatica e se non ci fanno riaprire il danno è enorme.

La base del tennis protesta: lanciata la petizione ‘tutti o nessuno’

Continua a leggere
Commenti

Circoli in vista

Tennis in circolo: Avellino Tennis Academy, creatività per superare l’isolamento

Oggi vi apriamo le porte dell’accademia campana, che sta facendo di tutto per tenersi attiva durante il periodo di chiusura

Pubblicato

il

Nella verde irpinia, alle porte di Avellino, in un luogo da set cinematografico di film in cui le favole avvengono nei boschi, si trova la “Avellino Tennis Academy”, un circolo molto attivo, con tre campi coperti e riscaldati, due in duro ed uno in erba sintetica. Dirige il Maestro Vincenzo Picardi con cui facciamo due chiacchiere – augurandogli ovviamente una pronta riapertura dei cancelli dell’accademia, in tutta sicurezza. L’ultimo post Facebook lo testimonia: ad Avellino l’ambiente è già pronto e sanificato a dovere.

In questo momento, con tutte le attività ferme, come state ovviando a questa pausa forzata?
Abbiamo diviso per tipologia la nostra utenza, ponendoci il problema delle esigenze dei genitori che, in questo momento particolare, devono intrattenere i figli per troppo tempo e rinchiusi nelle proprie mura domestiche: 1) scuola tennis; 2) amici follower della Academy; 3) adulti associati. Per ogni categoria abbiamo organizzato delle attività simpatiche, utili e talvolta goliardiche, in ordine:

  • somministrato delle schede di allenamento fisico a coloro che non dovranno perdere la forma fisica ed essere poi subito pronti al rientro, gli allievi di seconda categoria (che da lunedì potranno tornare in campo, ndr);
  • “costruiamo” invece è un’attività creativa, adatta ad intrattenere i più piccoli, stimolando così la loro creatività e lo spirito di competizione, con un premio al migliore lavoretto realizzato, inerente il loro tennis. Questa volta non nel campo ma con l’utilizzo dello smartphone devono realizzare, incollando, tagliando, o colorando il loro tennis;
  • per gli adulti “Doctor Why” e un “cruciverba con ricerca della parola magica”;
  • lo staff ha ideato un’iniziativa a sostegno del decreto del CDM, “io resto a casa” distanti ma uniti da una pallina. Trattasi di un simpatico video dove ognuno di noi, dalla propria abitazione, colpisce con una racchetta la pallina che arriva magicamente a casa dell’altro, creando una catena, in video TikTok…

La Tennis Academy svolge una notevole quantità di attività e offre anche un servizio navetta per i ragazzi così da poter raggiungere il Circolo direttamente dall’uscita dalla scuola, come si riesce a portare avanti una attività del genere in aggiunta alle tante altre, basandosi comunque su una utenza non numerosa quanto quella di una grande area urbana?
Con la ricerca del migliore servizio, risolvendo le problematiche delle famiglie, cercando in tutti i modi di alzare il livello di cultura sportiva e quindi destinare parte delle risorse economiche alle stesse famiglie, essendo il servizio completamente gratuito.

 

Chi ha avuto modo di seguire gli allenamenti dei ragazzi e dei giovani agonisti, ha notato come si presti particolare cura all’insegnamento di un tennis vario che presuppone l’uso di tutti i colpi e varianti tattiche, un lavoro che si basa quindi sulla qualità e non solo su parametri quantitativi, come il miglioramento dell’aspetto dell’intensità psicofisica come “motore” intorno a cui costruire il futuro tennista. Come mai questa scelta “filosofica”?
È semplice, bisogna fare tesoro di qualche errore già commesso in precedenza, e quindi avere la consapevolezza del percorso di crescita degli atleti, il più sano, performante e dedicato agli stessi ragazzi. Sono loro il focus su cui bisogna applicarsi quotidianamente, creando delle basi solide nell’insegnamento, su cui si poggeranno, con un po’ di fortuna, progetti importanti ed ambiziosi. Non c’è altra strada, l’atleta deve essere preparato da insegnanti preparati che si dedicano, che si aggiornano, che sono curiosi e devono saper mettersi in discussione, monitorando ogni giorno l’atleta. Il metodo Academy è condiviso da tutto lo staff e da tutti gli insegnanti, in tutti i settori si utilizza lo stesso linguaggio e gli stessi obiettivi tecnico tattici. Numerose sono le riunioni tecniche, durante l’anno accademico dello staff per programmare, modificare e calibrare le proposte didattiche.

Buon tennis e un grazie al Maestro Picardi.

Continua a leggere

Circoli in vista

Cinque circoli sportivi palermitani scrivono a Musumeci: “Pronti a ripartire il 4 maggio”

Club Canottieri Roggero di Lauria, Tennis Club Palermo 2, Circolo del Tennis Palermo, Country Club e Telimar verso la fase 2. “Saranno garantite tutte le misure di sicurezza e protezione”

Pubblicato

il

Una dettagliata proposta articolata in 9 punti prevedendo tutte le misure necessarie alla riapertura dei circoli sportivi. Club Canottieri Roggero di Lauria, Circolo del Tennis Palermo, Country Club, Telimar e Tennis Club Palermo 2 si proiettano alla fase 2 dell’emergenza coronavirus chiedendo al Presidente della Regione, Nello Musumeci, di prevedere la riapertura delle strutture dal 4 maggio prossimo. Lo hanno fatto prospettando dettagliatamente tutte le iniziative, già, pianificate e programmate nel rispetto del distanziamento sociale, dell’utilizzo di mascherine e guanti e di tutte quelle altre restrizioni con le quali, già, da 40 giorni ci siamo abituati a convivere”.

Il coordinamento dei circoli palermitani ha realizzato un vero e proprio protocollo organizzativo esplicitato nella lettera inviata al Presidente della Regione. “Siamo promotori di una iniziativa – spiegano – che, riteniamo, vada al di là delle cinque realtà che hanno sottoscritto il documento ma che coinvolge tutto il mondo dei circoli siciliani”.

Dall’accesso contingentato al circolo alla distribuzione delle mascherine, dal controllo costante del distanziamento sociale alla sanificazione continua dei locali, dall’uso contingentato degli spogliatoi fino al posizionamento dei lettini ed all’accesso in acqua, anch’esso contingentato, fino all’utilizzo del ristorante solo per i nuclei familiari conviventi ed al servizio bibite attraverso distributori automatici, è tutto spiegato nel documento realizzato dai circoli che sottolineano come “tennis, canottaggio, canoa, attività natatorie, vela e triathlon, siano attività che si svolgono all’aperto e ad una distanza ben più ampia del metro canonico. Pertanto, è incomprensibile il motivo per il quale debbano restare ancora chiuse.

Nella missiva, inviata per conoscenza al Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, al Presidente del Coni Sicilia, Sergio D’Antoni, ed al Coordinatore del Comitato Tecnico scientifico per l’emergenza coronavirus in Sicilia, il coordinamento dei circoli sportivi della città di Palermo “in possesso del doppio requisito di avere un’estensione delle proprie strutture superiore a 6.000 mq ed un numero di iscritti superiore a 1.000, che rappresentano oltre 10.000 cittadini” evidenzia come non abbiano “ricevuto alcuna protezione provvedendo a proprie spese a mantenere gli impianti sportivi, che – si legge nella lettera – se abbandonati, non potranno svolgere ancora quel servizio sociale di prevenzione e cura della salute, cui le pubbliche amministrazioni hanno comodamente derogato”.

Nella lettera, i cinque circoli palermitani si appellano alla “sensibilità del Presidente nei confronti di associazioni che hanno contribuito a successi mondiali ed olimpici ed all’espansione del turismo.

Comunicato stampa

Continua a leggere

Circoli in vista

Tennis in circolo: TC San Giorgio del Sannio, una piccola eccellenza

Un circolo campano che ha solo quattro campi gioca abitualmente la serie B e ha sfiorato la serie A. Grazie alla ‘guida’ di Daniele Pepe, che una volta ha giocato con Tsitsipas…

Pubblicato

il

Questo reportage con chiacchierata è precedente alle disposizioni ministeriali riguardo l’attività sportiva all’aperto causa COVID19

L’hinterland campano dista da Napoli molto più di quanto i chilometri possano riportare. Quello appenninico sembra per essere un’altra Regione. Napoli è talmente piena di sé da non accorgersi del mondo che si accorge di lei, da riuscire a tenere una identità inscalfibile comunque propria. Questo è il diario di viaggio della ricerca di Circoli Tennis distanti dall’area metropolitana partenopea, direzione San Giorgio del Sannio, piccolo centro in provincia di Benevento ma dal sapore avellinese.

Prima di arrivare a San Giorgio, l’A16 passa per Avellino, città tennisticamente importante per chiunque non ama il tennis sul rosso. Si può approfittare di campi in sintetico o in erba sintetica indoor per sfogare il proprio istinto e divertimento nel giocare in verticale e a rete, sfoggiando tutto quel repertorio oramai estinto che fa tanto ‘anni che furono’. Si lavora sulla qualità alla Tennis Academy, dove il Maestro Picardi non lascia che i giovani agonisti giochino solo due colpi, ma di certo pari onori meritano anche il Maestro Nazzaro del Country e il Maestro Vecchiarelli dello Sporting Team e il suo ottimo lavoro sui giovanissimi.

 

Il TC San Giorgio del Sannio è un circolo relativamente giovane, fondato nel 1979 dal Prof. Tonino Santucci, coadiuvato da altri appassionati. Da piccola realtà di provincia, sotto la guida di Michele Pepe, divenuto presidente nel 2008, piano piano si è posto all’attenzione sia regionale che nazionale, arrivando a sfiorare per due anni la Serie A. Una delle figure portanti del circolo è Daniele Pepe, ottimo seconda categoria, giocatore, maestro, allenatore, sparring e quando serve anche segretario e quant’altro. È con lui che facciamo due chiacchiere.

Daniele, come si coniugano tutte queste cose?
Riesco a coniugare molto bene le cose, prevalentemente mi alleno per poi giocare tornei open e il campionato a squadre di serie B. In più, quando ho la possibilità, do una mano al tecnico nazionale Antonio Pepe con i ragazzi dell’agonistica.

Il circolo di San Giorgio del Sannio vanta numerosi giovani atleti di rilievo a livello regionale e anche nazionale: che tipo di sacrifici necessita un circolo con strutture e mezzi limitati, con un bacino di utenza non paragonabile a quello dei grossi centri, per ottenere risultati simili?
Nonostante San Giorgio sia una piccola realtà di 10.000 abitanti e un circolo con quattro campi siamo riusciti ad ottenere ottimi risultati. Io sono stato nel ranking ATP di singolo e di doppio, ho giocato le pre-qualificazioni al Foro Italico e giochiamo il campionato nazionale di serie B con la squadra formata quasi interamente da elementi del vivaio. Oltre a me ci sono mio cugino Antonio, mio fratello Roberto, i ragazzini del vivaio e un paio di stranieri che ci aiutano nei match più importanti. Lo scorso anno abbiamo sfiorato la serie A, quest’anno ci riproveremo. L’attività agonistica è formata da ventina di atleti seconda e terza categoria che ci raggiungono anche da città molto distanti come Campobasso e Salerno, questo per noi è motivo di orgoglio. Tutto ciò è stato possibile grazie all’impegno di Michele Pepe che da tanti anni investe sui giovani del circolo mettendoli sempre in primo piano per garantirgli il meglio che il circolo può offrire e dal tecnico nazionale Antonio Pepe che giorno dopo giorno, con professionalità e dedizione, segue i ragazzi nel loro percorso di crescita. Cerchiamo di farli giocare spesso con noi e fin da piccoli i più bravi vengono inseriti in serie B per fare le prime esperienze importanti.

Tu hai giocato in Serie B con Tsitsipas a Galatina quando lui era poco più che un ragazzino, che ricordi hai?
Sì ho giocato il campionato nazionale di serie B a Galatina in squadra con Stefanos Tsitsipas. A Galatina siamo entrati a far parte di una grande famiglia. Lui fin da piccolo era molto forte, era sempre seguito dal coach/padre Apostolos. Nonostante l’età era chiaro che avesse un talento incredibile e una mentalità da campione, più era dura la sfida più era contento e scalpitante di giocare. Mi ricordo il primo match contro Sonego: Lorenzo perse 7-6 al terzo dopo una battaglia di tre ore. Fuori dal campo era un ragazzo come tutti gli altri, molto social e spesso troppo preso dai giochi sull’iPad tanto che in alcune circostanze veniva ripreso da Apostolos. Per me è stata una grande occasione aver avuto la possibilità di giocare con lui ed è una cosa che mi porterò sempre dentro.

Daniele Pepe e con Stefanos Tsitsipas

Un grazie a Daniele e al borsone che dalla sua macchina è finito nella nostra: dal Tc San Giorgio del Sannio, come direbbero in TV, è tutto.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement