L'uomo dietro l'1% decisivo per Medvedev: intervista a Fabrice Sbarro

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L’uomo dietro l’1% decisivo per Medvedev: intervista a Fabrice Sbarro

Vi raccontiamo la bella storia del data analyst di Daniil Medvedev, che ha contribuito agli straordinari successi dell’estate 2019… presentandosi in Canada con uno zainetto e la testa piena di numeri

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Fabrice Sbarro
 

C’è una storia poco conosciuta che val la pena di essere raccontata ed è quella di Fabrice Sbarro, data analyst, creatore del sito Tennisprofiler e maestro di tennis (in rigoroso ordine) che nella pirotecnica estate 2019 di Daniil Medvedev ha fatto parte del team del russo assieme al suo coach storico Gilles Cervara. Lo abbiamo intervistato via Zoom è la chiacchierata è stata ricca di spunti, tanto che abbiamo deciso di dividerla in tre parti: in una prima parte tratteggiamo la storia di Fabrice e come è entrato nel team di Medvedev, nella seconda parte racconteremo qualche retroscena sull’incredibile estate del russo vista da un insider. 

L’ultima parte, che verrà pubblicata domenica 24 maggio, è dedicata ad alcune chiacchiere in libertà sul tema. Se alla fine dell’articolo vi verrà la curiosità di vedere l’intervista integrale, la potrete trovare a questo link. Di seguito trovate la lista di alcuni momenti salienti della video intervista:

  • l’inizio della collaborazione con il team di Medvedev (al minuto 5:50)
  • i retroscena di Wawrinka-Medvedev, Australian Open 2020 (15:13)
  • l’esplosione di Berrettini (19:54)
  • la collaborazione con Mahut al Masters di Londra 2019 (21:50)
  • Murray (31:40)

CAPITOLO 1 – GLI INIZI SUI CAMPI DI PROVINCIA

Una bella storia, prima ancora che un’interessante chiacchierata con un ragazzo svizzero che forse ha avuto solo il difetto di essere un po’ troppo in anticipo sullo spirito del tempo. E di questi tempi in cui di tennis giocato se ne vedrà poco ancora per qualche mese, gli spunti e gli approfondimenti sono ancor più graditi. Per prima cosa allora inquadriamo il soggetto: Fabrice Sbarro, 40 anni, svizzero, da 13 anni sta portando l’analisi statistica sui campi da tennis con il charting dei match. Sbarro ha sempre avuto una passione per il tennis ma a differenza di altri coetanei ha incanalato i suoi sforzi già poco dopo i 20 anni nell’attività di coach a livello ITF e WTA. Va detto che il buon Fabrice ci ha provato eccome, ma il mondo del tennis non è solo l’empireo dei Fab 3. E non è nemmeno solo l’olimpo della top 10 o di tutti quei valorosi professionisti che si danno battaglia col coltello tra i denti per restare nella top 100.

Il tennis è anche quel purgatorio dantesco fatto di challenger, future e tornei nazionali con montepremi di poche migliaia di euro. Una montagna da scalare un passo alla volta, fatta di tanti pendii che devono essere superati per poter accedere al mondo che conta. Certo, fra i suoi assistiti Mr. Sbarro ha potuto anche vantare una futura top 150, a senza sfondare quel tetto di cristallo che avrebbe fatto la differenza. Per anni quindi Fabrice ha assaggiato le forche caudine per le quali tutti i tennisti professionisti sono passati, mettendo in campo tanta passione e macinando ore di macchina per accompagnare il proprio assistito, salvo poi vederlo perdere a volte anche al primo turno. Le tessere del puzzle che portano un giocatore a compiere quell’ascesa sono tante e poche volte si incastrano, e purtroppo non è stato il caso dei giocatori allenati da Fabrice.

Tutta questa attività però, che è si è protratta per oltre un decennio, non è stata inutile perché ha spinto il coach svizzero a interrogarsi su come trovare il modo di far fare ai propri giocatori il tanto agognato salto di qualità. E questa ricerca lo ha portato nel mondo dell’analisi dei dati per ricavarne un framework pratico. L’idea era quella di mappare i match di tennis, fino a creare una base di dati significativa su cui costruire le proprie analisi di coach. Un compito che si presentava come una montagna da scalare a mani nude (i nerd appassionati di charting sicuramente conosceranno il match charting project promosso da Jeff Sackman, ideato come uno sforzo comunitario di decine di appassionati. Il concetto è simile, ma in questo caso lo sforzo è profuso da una sola persona).

Però, poco a poco, l’idea che nasce come un supporto alla propria attività di coach diventa sempre più centrale: basta sfacchinate in posti sperduti, e così da maestro di tennis che all’epoca (agli inizi parliamo di oltre 10 anni fa) veniva visto dai suoi colleghi come un alieno o un simpatico svitato, prende sempre più sul serio la sfida e ne fa il centro della propria attività. E più si va avanti, più lo svizzero si rende conto di alcune cose; di quanto sia difficile sfondare con l’attività di coaching quell’elite assoluta del professionismo maschile e femminile.

 

La chiave del successo sarà invece proprio essere quella di battere un terreno che per il tennis è inesplorato, ma che in altri sport con gli anni è diventato la norma, se non il minimo sindacale per poter competere, come accade in NBA – uno sport che ormai è diventato il regno delle statistiche avanzate, le quali hanno tracciato la strada per ridisegnare completamente le shooting map dei parquet d’oltreoceano. Se volessimo rappresentare le statistiche avanzate come un prodotto e ne volessimo descrivere il grado di maturità nei diversi sport, probabilmente la situazione sarebbe una curva di questo tipo:

Nel tennis siamo ancora evidentemente indietro rispetto ad altri sport come il calcio o il basket. Nel calcio ad esempio il Liverpool, sfruttando un cocktail tecnico e manageriale ben preparato, è riuscito nell’impresa di centrare due finali consecutive di Champions League. Una piccola (?) parte del merito va anche al team di data scientist unanimemente riconosciuto come all’avanguardia. O uno stadio più avanzato della curva troviamo appunto la NBA dove il paradigma del moneyball si è ormai largamente affermato.

Quella che era nata come un’attività collaterale diventa un’attività a tempo pieno. Ad oggi Fabrice ha registrato più di un milione di punti (per dare un’idea, durante l’iconica finale di Wimbledon 2019 da 5 ore si giocarono 422 punti, per cui tracciare un milione di punti implica uno sforzo stimabile in circa 12.000 ore di lavoro per dare un ordine di grandezza). E nel perseguire questo sforzo Fabrice si è concentrato sull’elite ATP e WTA, ovvero i primi 100 della classifica degli ultimi anni, al fine di costruire una base dati sufficientemente solida e significativa. Insomma, un mattoncino alla volta, Fabrice ha cominciato a farsi conoscere nel giro, passando dallo scetticismo alla curiosità e infine all’attenzione delle sue controparti. Siamo quindi pronti per la seconda parte di questo viaggio, nella quale il duro lavoro ha cominciato a dare i suoi frutti e nella quale i pezzi del puzzle cominciano finalmente ad andare al loro posto. Riavvolgiamo il nastro e andiamo a luglio 2019, torneo ATP di Montreal.

CAPITOLO 2 – LA FOLLE ESTATE NORDAMERICANA

Questa è la parte narrativamente più godibile dell’intervista, la favolosa estate 2019. Provate un po’ a immaginare di mettervi nei panni di Fabrice. Avete sgobbato duro per guadagnarvi il diritto ad avere un’opportunità, ma per anni neanche l’ombra di uno spiraglio. Avete portato avanti l’attività di coaching per oltre un decennio sperando come un cercatore d’oro di scovare la pepita, ovvero un giocatore che potesse raggiungere la top 100. Ma senza successo. Quindi arriva il momento di cambiare il proprio biglietto da visita: passare dal presentarsi come un coach a presentarsi in primo luogo come un data analyst. Sì, è vero, i primi contatti cominciano ad arrivare anche prima del 2019, ma probabilmente i tempi non sono maturi e non aiuta il fatto di continuare a mantenere in vita l’attività di allenatore. Magari con un po’ di fortuna già nel 2016 la scintilla sarebbe potuta scattare ma per vari motivi l’occasione non arriva, i tempi ancora non sono maturi.

Così, nell’estate 2019, quando si esaurisce anche l’ultimo rapporto di lavoro come allenatore di un giocatore a livello ITF, durante un corso in Svizzera Fabrice incontra il coach di Gilles Simon, Etienne Laforgue, un esperto di neuroscienze. Da un paio d’anni il 37enne tennista francese si era affidato a questo nuovo allenatore al fine di migliorare quelle imperfezioni biomeccaniche del proprio gioco e allungare così la carriera. L’idea di Sbarro in quell’occasione era semplicemente fare un po’ di networking e trovare un complemento ai propri lavori. Invece Laforgue, inaspettatamente, gli porge l’occasione che aspettava: “Perché non fai un giro nel Tour (ATP) per presentare i tuoi lavori? Ti posso introdurre ad alcuni coach di mia conoscenza. E così, due settimane dopo questo incontro fortuito arriva il momento di preparare lo zaino, con in mano un biglietto aereo, destinazione Canada: è l’anno in cui il Masters 1000 nordamericano si gioca a Montreal.

Come ci racconta Fabrice (dal minuto 5:50 dell’intervista), si trova catapultato all’interno di un torneo di livello, con i migliori 50 giocatori del mondo che conosceva molto bene, ma solo sulla carta, dopo averne passato al microscopio migliaia di punti per ognuno. E così, dopo qualche approccio interlocutorio, la sua strada incrocia quella di Gilles Cervara, il coach di Medvedev, che gli concede udienza. Sbarro presenta così il suo approccio e la sua metodologia e ma non si aspetta di trovare un terreno così fertile. Cervara infatti è un coach aperto alle novità e come potete leggere anche in questa intervista realizzata da Ubitennis lo scorso anno al torneo di Barcellona, Fabrice è perfetto per le esigenze di Cervara: qualcuno che sappia interpretare dati fornendo insight azionabili, consentendo di ottimizzare il processo di preparazione dei match.

Gilles Cervara nel box di Daniil Medvedev – ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

“Ok Fabrice, facciamo una prova, proviamo a preparare il prossimo match di Daniil con Kyle Edmund”. I due si trovano a collaborare nella preparazione di un match prendendo in esame gli spunti statistici prodotti dall’analista svizzero. Il match in questione è quello di secondo turno fra Medvedev ed Edmund, un cliente ostico che all’epoca navigava intorno al numero 30 e veniva dalla vittoria contro Kyrgios, vincitore a Washington pochi giorni prima proprio contro Medvedev. La partita finisce 6-3 6-0. Dopo il match, il telefono di Sbarro squilla: è Cervara. “Ok Fabrice, dobbiamo parlare, per questo torneo prepareremo assieme tutti i match di Daniil. I match seguenti del russo lo vedono sfidare Garin, Thiem e Kachanov. Risultato: tre vittorie, sei set vinti, 0 persi e prima finale del russo in un Masters 1000 contro Nadal, contro il quale poi soccomberà.

Ricapitoliamo: sette giorni prima Fabrice era in volo per il Canada armato solo delle proprie idee. Ora è riuscito a entrare nel team di un top player e a dare il suo contributo per aiutarlo a raggiungere la prima finale in un Masters 1000 della carriera. Finito Montreal, Cervara invita il ragazzo venuto dalla Svizzera ad aiutarlo anche per il torneo seguente, il secondo Masters 1000 dell’estate americana, quello di Cincinnati. Cincinnati è un torneo che talvolta riserva delle sorprese, come nel 2017 quando in finale si affrontarono Kyrgios e Dimitrov. Nel 2019 la sorpresa è proprio Medvedev, che batte Djokovic in un match incredibile con il quale guadagna l’accesso alla finale. Superato lo scoglio serbo, il russo si sbarazzerà agevolmente di Goffin per sollevare il primo trofeo 1000 della carriera. Riassumendo, Fabrice si è trovato indubbiamente al posto giusto e nel momento giusto, aiutando Medvedev a diventare l’uomo copertina dell’estate sul cemento americano.

E qui Fabrice ci dà forse la chiave di lettura giusta: “Ovviamente io ho solo dato un contributo in tutto questo, era Daniil a scendere in campo; tuttavia credo di aver fatto quel che potevo per aiutarlo a compiere quell’ultimo step che a volte fa la differenza. Mettiamola così, ho dato il mio contributo affinché Daniil potesse migliorare le proprie performance di quell’1% marginale che gli serviva per sfondare definitivamente. Insomma dopo Cincinnati il vento ha decisamente cominciato a cambiare per Fabrice, e al riguardo riportiamo anche un fatto curioso: durante lo US Open, il rapporto di collaborazione con il team di Medvedev non era ancora esclusivo e nel frattempo anche il team di Wawrinka aveva chiesto una prova con il nostro analista svizzero. Peccato che ai quarti di finale fosse in programma proprio Wawrinka-Medvedev, e quindi in quel caso Fabrice ha dovuto gentilmente declinare l’invito del team di Stananimal: chi l’avrebbe detto appena un paio di mesi prima!

Appuntamento a domenica per l’ultima parte dell’intervista, in cui parleremo del misero 2% che divide Gasquet dai tre fenomeni e di tante altre cose.

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Giancarlo Antognoni, un campione del mondo che ama più il tennis del padel [VIDEO]

Lo storico n.10 viola va in controtendenza rispetto a tanti ex calciatori, Maldini, Totti, Albertini, Costacurta, Barzagli pazzi per il padel

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Giancarlo Antognoni alla presentazione dell'Unicredit Firenze Open 2022

Dopo il sindaco di Firenze Nardella, il direttore Ubaldo Scanagatta ha intervistato anche l’ex calciatore della Fiorentina Giancarlo Antognoni, il quale ha parlato della sua passione per il tennis e delle similitudini tra questo sport e il calcio. Infine non poteva mancare un commento sulla squadra viola.

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0:20 – “In questo momento gioco sicuramente meglio a tennis che a padel. Preferisco giocare a tennis che a padel, è come giocare a calcio nel campo normale o a calcetto nel campo più piccolo, le similitudini sono uguali”

 

EDITORIALE ATP Firenze: Berrettini, Musetti e Sonego ci sono, Sinner purtroppo no

1:00 – “Berrettini e Sinner sono tutti e due bravissimi sia a livello internazionale che nazionale. Musetti anche l’ho visto giocare ed è molto forte; ci sono tanti ragazzi interessanti e dimostrazione che la federazione ha investito e ha buoni coach”

2:30 – “Il tennis è uno sport abbastanza vicino al calcio anche se si gioca da soli a volte, però anche quando giochi in una squadra di calcio pensa molto a sé stesso, per sé stesso. E quindi il tennis bene o male, visto che giochi da solo, è più di testa che di abilità e quindi si assomigliano molto”

4:00 – “Penso che sia difficile che Batistuta possa entrare in Fiorentina visto che c’ero stato un anno fa io. Quindi non credo che la proprietà sia molto propensa a prendere Batistuta, ma se dovesse venire sarei molto contento per lui. Per quanto riguarda la mia posizione sulla Fiorentina, quest’anno sicuramente qualcosa di sbagliato è stato fatto e oggi ne paghi le conseguenze. L’allenatore secondo me è bravo, propositivo – l’anno scorso ha fatto benissimo – quest’anno si ritrova una squadra sempre competitiva però non riesce ad ottenere i risultati che si è prefissa. Se non si fa gol in questo gioco è difficile vincere le partite”

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ATP

ATP Firenze: US Polo Assn. fa il suo ingresso nel mondo del tennis [VIDEO]

Lorenzo Nencini, A.D. di Incom spa, azienda licenziataria del brand US Polo Assn., spiega i motivi della scelta. “Siamo accomunati dal fair play che contraddistingue le partite di polo e il gioco del tennis”

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EDITORIALE ATP Firenze: Berrettini, Musetti e Sonego ci sono, Sinner purtroppo no

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0:50 – “Il tennis e US Polo Assn. sono accomunati da tante cose, ma su tutte il fair play che contraddistingue le partite di polo e allo stesso tempo il gioco del tennis. Io sono un appassionato, amatoriale tennista, ed è un motivo in più per portare il brand nel mondo del tennis, che oggi grazie a tutti questi campioni italiani gode di grandissima visibilità in Italia e non solo. Quindi siamo molto contenti di accostare il nostro brand a questo sport e alla città di Firenze”

2:00 – “Il brand è globale; abbiamo la licenza del brand US Polo Assn. per l’abbigliamento per l’Europa, e la sede dell’azienda è in Toscana a Montecatini, un motivo in più che ci entusiasma. Giochiamo in casa. Siamo uno sponsor tecnico e vestiamo tutto lo staff e l’organizzazione dell’evento

3:00 – “Sponsorizzare altro tennis? Perché no! Speriamo innanzitutto che il torneo a Firenze non sia una tantum ma che sia una prima di una lunga serie”

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ATP

ATP Firenze: Berrettini, Musetti e Sonego ci sono, Sinner purtroppo no

Alle 17 arriva la brutta notizia. La caviglia distorta a Sofia lo ha messo k.o. Della squadra di Coppa Davis a Firenze mancheranno anche Fognini e Bolelli, presenti a Gijon. Per essere un ATP 250 resta un ottimo cast. Auger Aliassime sarà il favorito n.1. Berrettini il n.2. Il torneo (612 mila dollari di montepremi) verrà visto in 85 Paesi

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Sala Luca Giordano Palazzo Medici Riccardi - UniCredit Firenze Open Conferenza stampa di presentazione Sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi Firenze 04/10/2022 Foto Giampiero Sposito

È un classico: nelle presentazioni dei tornei, di qualunque torneo, si ascoltano sempre tanti discorsi, anche troppi, tanti complimenti reciproci fra chi organizza e chi aiuta ad organizzare, dirigenti di vario tipo, politici, sponsor, e si fa fatica a individuare quelle informazioni un po’ più tecniche che tutti vorrebbero sapere.

Non che sia sempre semplice darle, per carità. Ma quando ho chiesto a Paolo Lorenzi se si avessero notizie sul conto di Jannik Sinner, sulle sue condizioni fisiche, purtroppo non si è riusciti a capire altro che “si spera che possa giocare”

Ma alle 17 è arrivata la brutta notizia, che era nell’aria e non sorprende chi ha visto in tv (e nelle foto di Ubitennis scattate in sequenza dal nostro Ivan Mrankov, inviato a Sofia) la brutta caduta di Jannik sul 3-2 per Rune nel terzo set. La caviglia si era proprio rovesciata. Non c’era bisogno di aspettare i risultati della risonanza per capire che era una cosa seria. Purtroppo viene a mancare uno dei protagonisti più attesi. Sinner sarebbe stato testa di serie n.1. Lui è n.12 nel ranking ATP, Aliassime n.13, Berrettini n.16.

 

L’UniCredit Firenze Open è in programma al Palazzo Wanny dal 10 al 16 ottobre prossimi, ma 8 e 9 si giocheranno le qualificazioni. L’evento è stato presentato a Palazzo Medici Riccardi.

“È l’ultimo torneo organizzato dalla FIT” ha detto il presidente Angelo Binaghi, prendendo un attimo in contropiede i presenti. Ma poi si si è capito meglio: “Non ci sarà più la FIT, ma la Federazione Italiana Tennis e Padel”. Un acronimo non è ancora stato trovato dai “creativi”: FITP suonava male.

Questa nuova… federazione che unisce i due sport della racchetta al momento più in voga, ha come conseguenza non casuale che il presidente FIT Angelo Binaghi… riparte da zero. Nel senso che i suoi 24 anni di mandato come presidente FIT (dal 2000 al 2024) vengono azzerati e la legge che gli avrebbe impedito di ripresentarsi come presidente FIT, per aver raggiunto il limite di mandati, non sarà per lui più applicabile. Chissà quanti media avranno fatto caso a questa circostanza. Ai posteri…

E il torneo di Firenze avrà un futuro? Tutti si augurano di sì, ma è chiaro che dipenderà dal futuro calendario ATP, perché quest’anno Firenze – grazie a una tempestiva mossa della FIT cui va dato atto – si è inserita dalla porta di servizio approfittando della fuoriuscita dei tornei cinesi condizionati dalla pandemia COVID e cancellati.

Da un paio di accenni fatti dal presidente Binaghi e dallo stesso sindaco Dario Nardella che ho intervistato, si è avuta quasi l’impressione che – salvo che si ripieghi su un torneo Challenger di aumentato montepremi rispetto ai tradizionali – Firenze possa ospitare un torneo WTA nel 2023, perché diverse delle migliori tenniste italiane, tre, Trevisan, Paolini, Giorgi sono per l’appunto toscane o abitano a Firenze e dintorni.

Salvo che nell’esprimere la legittima soddisfazione  – in quel momento…- per la presenza di tutti i migliori giocatori italiani – ne abbiamo quattro nei primi 50 e due nei primi 16, Sinner n.12 ma assente  e Berrettini n.16, più Musetti n.27, nella conferenza di presentazione non si è fatto cenno a nessun altro giocatore, ma ci si è limitati a dire che sarà un torneo ATP 250 del valore di un ATP 500. 

E questo è vero. Così come è vero che probabilmente molti dei presenti, (non tutti addetti ai lavori), non avrebbero forse saputo apprezzare il notevole status tennistico di un Auger Aliassime, oggi n.13 ma fino a poco tempo fa top-ten e quindi favorito n.1 (anche se ad Astana ha perso al primo turno da Bautista Agut), dell’americano tutto serve&volley Cressy e Karatsev, russo di ottimo livello. Si è ritirato Rune, finalista a Sofia, e per questo Karatsev sarà testa di serie e già per via di quel forfait Lorenzo Sonego era entrato in tabellone. Era il primo fuori.

Il torneo che sta per iniziare segna il ritorno del grande tennis a Firenze dopo 28 anni (e per il quale sono stati venduti 16 mila biglietti ma si spera di venderne fino a 25.000) e lo fa con un campo di partecipazione di primissimo ordine.

Il torneo costituirà una nuova opportunità per la giovanissima generazione di talenti italiani di acquisire esperienza grazie alle wild card per il tabellone principale che saranno assegnate a Francesco Passaro, Luca Nardi (forse il giovane più interessante fra tutti: stiamone seguendo i progressi) e Francesco Maestrelli, tutti e tre in piena corsa per qualificarsi all’edizione 2022 delle IntesaSanpaolo Next Gen ATP Finals, in programma a Milano dall’8 al 12 novembre prossimi. Le wild card per le qualificazioni (8-9 ottobre) sono state assegnate a Jacopo Berrettini, fratello di Matteo, e a Giulio Zeppieri. Gli azzurri risiederanno vicino a Porta a Prato, anzichè all’Hilton più vicino al PalaWanny.

Alla presentazione hanno preso parte il Presidente della Federazione Italiana Tennis, Angelo Binaghi, il Sindaco della città di Firenze, Dario Nardella, il Presidente e Amministratore Delegato di Sport e Salute, Vito Cozzoli, il Regional Manager Centro Nord di Unicredit, Title Partner del Firenze Open, Andrea Burchi e il Direttore del torneo, Paolo Lorenzi.

Il torneo fiorentino di cui chi scrive fu direttore negli anni Settanta non si era più giocato dal 1994. Ma lo si giocava sui campi in terra rossa del CT Firenze. Nei prossimi giorni conto di scrivere qualche aneddoto, spero interessante, di quegli anni.

Nel suo albo d’oro figurano due numeri 1 del mondo: Ilie Nastase, vincitore nel 1973, e Thomas Muster, autore di una tripletta consecutiva dal 1991 al 1993. Sette sono i successi di tennisti italiani, fra cui spiccano le tre vittorie di Paolo Bertolucci, ottenute di fila dal 1975 al 1977. Ma lo avevano vinto anche campioni del livello di Clerc, Ramirez, Gerulaitis, Gomez, e vi avevano partecipato assi del calibro di Ashe, Solomon, Kodes, Vilas, Lendl, Noah. Alexander.

Binaghi si è naturalmente augurato la vittoria di un tennista italiano. Quest’anno due successi sono stati di Berrettini, uno ciascuno di Sinner, Musetti e Sonego, Cinque in tutto. Speriamo che a Firenze arrivi il sesto. E sennò a Napoli che, anch’esso, ha un ottimo livello di partecipazione. Al momento le prime otto teste di serie sono le seguenti: 1 Andrey Rublev, 2. Pablo Carreno Busta, 3. Roberto Bautista Agut, 4. Alejandro Davidovich Fokina, 5. Lorenzo Musetti, 6. Gael Monfils, 7. Miomir Kecmanovic, 8. Sebastian Baez.

Angelo Binaghi, Presidente della Federazione Italiana Tennis: “Siamo davvero lieti di riportare il tennis di vertice in una città come Firenze e di poterlo fare con un parterre di campioni come quello iscritto oggi. Il nostro sport sta vivendo in Italia un momento straordinario, costellato di una serie di grandi eventi organizzati dalla Federazione con il supporto delle istituzioni, sia a livello nazionale – ci tengo a ringraziare quindi il Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Sport e Salute – che a livello locale: questo torneo non si potrebbe svolgere senza il sostegno e, posso dire, l’entusiasmo che il Comune e la Città Metropolitana di Firenze ci stanno fornendo. Eventi come questi sono il volano di un fenomeno economico, il turismo sportivo, in grande crescita anche nel nostro Paese e una città come Firenze, nota in tutto il mondo per le sue attrattive turistiche, può aggiungere così una nuova opportunità al suo portfolio. La Federazione ha un forte legame storico con Firenze: è in questa città che, il 18 maggio del 1910, nacque infatti la Federazione Italiana Lawn Tennis, che nel 1946 assunse la denominazione attuale. Non è quindi un caso che abbiamo scelto proprio Firenze per sottoporre all’Assemblea nazionale dei nostri affiliati, che si riunirà domenica 16 ottobre, la proposta di modificare il nostro nome in Federazione Italiana Tennis e Padel. Infine, lasciatemi essere di parte e augurarmi che ci sia il nome di un giocatore italiano ad iscriversi nell’albo d’oro del torneo. A Firenze ci sarà praticamente tutta la squadra che a Bologna si è conquistata la qualificazione alla fase finale della Coppa Davis e mi fa particolarmente piacere di annunciare che le tre wild card – Francesco Passaro, Luca Nardi e Francesco Maestrelli – siano state assegnate a tre giovanissimi talenti italiani in piena corsa per le Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals: un segno che, dietro ad un gruppo di vertice comunque ancora molto giovane, ce n’è un altro che spinge forte per affermarsi”.

Dario Nardella, Sindaco della Città di Firenze: “Firenze è pronta a ospitare il grande tennis dell’UniCredit Firenze Open. Il ‘matrimonio’ tra ATP e Firenze è stato fortemente voluto da Sport e Salute, insieme alla nostra amministrazione e al presidente della Federazione Italiana Tennis Angelo Binaghi. C’è grande attesa in città e nell’area metropolitana per questo importante appuntamento sportivo grazie al quale, dopo 28 anni, Firenze torna a essere una delle capitali del tennis. Si stimano più di 20mila presenze a Palazzo Wanny per le partite e sarà un momento straordinario in città, significativo per tutte le realtà sportive del territorio. L’assegnazione di questa prestigiosa manifestazione ci riempie di orgoglio – ha continuato il sindaco – e per tanti fiorentini, grandi e piccoli, sarà l’occasione per apprezzare una volta di più questo bellissimo sport che con i suoi campioni è tornato a regalarci grandi emozioni. I giorni del torneo saranno anche l’occasione per visitare Firenze e il suo straordinario patrimonio culturale e artistico. Oltre alla visibilità su tutti i media del mondo il torneo avrà una rilevante ricaduta economica e turistica di rilievo sulla nostra città, che dal 10 al 16 ottobre avrà i riflettori puntati su di sé a livello nazionale e internazionale”.

Valentina Vezzali, Sottosegretaria per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri (che però non c’era): “E’ con grande piacere che invio al Presidente Binaghi, al Sindaco Nardella e alle autorità presenti, il mio saluto. Come ho sempre sostenuto, i grandi eventi sono importanti non solo per lo sport, ma per il territorio che li ospita e rappresentano anche una vetrina internazionale di alto livello per l’Italia. Ho avuto il piacere di partecipare all’inaugurazione di Palazzo Wanny, l’impianto polifunzionale che ospiterà l’ATP250 Unicredit Firenze Open e sono contenta che il grande tennis torni nella città di Firenze dopo quasi trent’anni. Rivolgo anche un sincero plauso alla Federazione Italiana Tennis per aver chiesto e ottenuto la revisione del calendario internazionale, così da offrire a Firenze e Napoli l’occasione di organizzare due importanti tornei di categoria ATP 250. Sono convinta che anche in questa occasione daremo dimostrazione della nostra capacità organizzativa e mi auguro che i nostri tennisti possano ben figurare raccogliendo punti preziosi per conquistare un posto alle Nitto ATP Finals attese a Torino il prossimo mese di novembre. Lo sport è stata la mia vita. Sarò sempre vicina a chi ogni giorno alimenta l’attenzione intorno a questo mondo e lo promuove, a chi lo vive da protagonista e lo ama come ho fatto io. Viva Firenze, viva lo sport”.

Vito Cozzoli, Presidente e Amministratore Delegato di Sport e Salute: “Mancano pochi giorni all’inizio del torneo Atp 250 dell’UniCredit Firenze Open che riporta dopo 28 anni il grande tennis in una delle città d’arte più belle del mondo. Un connubio di prestigio sancito dal matrimonio tra Atp e Firenze, cui Sport e Salute ha lavorato a lungo, insieme con il sindaco Dario Nardella e con il presidente della FIT Angelo Binaghi. Tutti i migliori azzurri, da Berrettini a Sinner, da Musetti a Sonego, saranno in campo in una sfida internazionale che avvicina tanti giovani alla pratica del tennis e alla scoperta delle bellezze di Firenze, perla della cultura italiana”.

Remo Taricani, Deputy Head of Italy, UniCredit (assente a Firenze e sostituito da Andrea Burchi, direttore area centro nord): “Siamo orgogliosi di legare il nostro nome a questa manifestazione che sosteniamo con entusiasmo. In sinergia con la FIT e al fianco del Comune di Firenze, portiamo in questa splendida città uno spettacolo di rilievo internazionale, che vede protagonisti i grandi nomi del tennis e i valori sani della competizione. Un booster per l’economia del territorio e un’opportunità per ribadire il nostro ruolo di partner per lo sviluppo delle comunità per le quali siamo e vogliamo essere sempre di più un punto di riferimento. Svolgiamo responsabilmente il nostro ruolo, facendo leva sulle nostre competenze e sul nostro network. Lo facciamo anche con iniziative mirate come UniCredit per l’Italia che supporta aziende e cittadini alle prese con l’attuale situazione congiunturale, e contribuendo alla realizzazione di iniziative di impatto come questo straordinario UniCredit Firenze Open. Firenze è una sede eccezionale per un evento sportivo di portata internazionale e la Toscana una regione dalle grandi potenzialità. Consideriamo questa festa dello sport un’occasione di rilievo per dare il nostro ulteriore contributo alla città e alla regione”.

Paolo Lorenzi, Direttore dell’UniCredit Firenze Open: “La città di Firenze ha risposto come meglio non poteva al ritorno del grande tennis internazionale dopo 28 anni grazie all’impegno della Federazione Italiana Tennis, che è riuscita a riportare un torneo ATP nel capoluogo toscano. Ringrazio quindi le istituzioni e gli sponsor che ci sono vicini in questa avventura e sono orgoglioso di ricoprire il ruolo di direttore del torneo in questa città in cui ho visto la mia prima partita del circuito professionistico e mi sono appassionato a questo sport. Ci attende una settimana di grande tennis con i migliori giocatori italiani in campo e questo sarà un motivo in più per gli appassionati per accorrere numerosi a Palazzo Wanny e sostenere i nostri giocatori”. 

Il torneo, dotato di un montepremi di 612.000 USD e organizzato dalla Federazione Italiana Tennis, gode del supporto della Città Metropolitana di Firenze, del Comune di Firenze e di Sport e Salute. Si giocherà su campi in Green Set, con un tabellone a 28 giocatori per il singolare (i primi 21 in base al ranking, 3 wild card, 4 qualificati, con le prime 4 teste di serie che hanno un bye e stanno un turno avanti) e a 16 coppie per il doppio. Dal lunedì al sabato ci saranno due sessioni di gioco, una diurna e una serale: da lunedì 10 la sessione diurna inizierà alle ore 11.00 e quella serale alle 19.30; sabato 15 si comincerà, rispettivamente, alle 14 e alle 19. Domenica 16 sono in programma le finali di singolare (ore 17.00) e doppio (ore 15.00). Accanto a UniCredit, Title Partner del torneo, altre aziende prestigiose hanno scelto di legare il proprio marchio al ritorno del grande tennis a Firenze: gli Official Partner sono BMW, Emirates e US Polo Assn (ascolta l’intervista all’ A.D. di INCOM Lorenzo Nencini), l’Official Supplier per l’Acqua Minerale è Valmora.

A margine della conferenza stampa è intervenuto anche Giancarlo Antognoni, indimenticato capitano e numero 10 della Fiorentina, simbolo stesso della città e Campione del Mondo con l’Italia nel 1982. Antognoni ha augurato al mondo del tennis il bentornato in città.

Biglietti e abbonamenti sono disponibili online all’indirizzo https://www.ticketone.it/artist/unicreditfirenze-open/.
Tutti i tesserati FIT avranno diritto al 20% di sconto. L’UniCredit Firenze Open sarà trasmesso in esclusiva in Italia su SuperTennis, il canale televisivo in chiaro della FIT, disponibile sia sul digitale terrestre (canale 64) che sul bouquet satellitare di Sky (canale 212), e sulla piattaforma digitale SuperTennix. Inoltre, le immagini da Palazzo Wanny saranno distribuite in 85 paesi e territori stranieri da 18 differenti broadcaster internazionali. 

ENTRY LIST ATP 250 FIRENZE
Tabellone principale
1 Felix Auger-Aliassime
2 Matteo Berrettini
3 Lorenzo Musetti
4 Maxime Cressy
5 Aslan Karatsev
6 Filip Krajinovic
7 Alexander Bublik
8 Tallon Griekspoor
Jenson Brooksby
Emil Ruusuvuori
Oscar Otte
David Goffin
Jiri Lehecka
Lorenzo Sonego
T. Monteiro
P. Martinez
R. Carballes Baena

QUALIFICAZIONI

T. Kokkinakis

C. Garin

M. Huesler

M. Fucsovics

M. Ymer

N. Gombos

T. van Rijthoven

R. Safiullin

R. Berankis

(WC) G. Zeppieri

(WC) J. Berrettini

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