Naomi Osaka è diventata la sportiva più pagata di tutti i tempi

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Naomi Osaka è diventata la sportiva più pagata di tutti i tempi

La giapponese ha superato il record stabilito da Sharapova nel 2015

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Naomi Osaka - Australian Open 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

Quando tre mesi fa si è diffusa la notizia che una produzione Netflix ha iniziato a lavorare su un documentario sulla figura di Naomi Osaka, e in particolare sul dietro le quinte dei due successi Slam – US Open 2018 e Australian Open 2019 – una quota di scetticismo ha circondato l’operazione. Uno stuolo di considerazioni dal ‘si sente già arrivata‘ al ‘ma in fondo, chi guarderebbe questo documentario fuori dai confini asiatici?‘ che non prendevano in esame una realtà invero evidente: Naomi Osaka, 23 anni a ottobre, è già una potenza mediatica in ambito sportivo.

Partendo dal presupposto che il mercato asiatico è un bacino assai appetibile per le prospettive di crescita di un servizio streaming come Netflix, che nell’aria Asia-Pacifico (dati del 2019) raccoglie appena un decimo del suo totale degli abbonati a fronte di una popolazione che è quasi il 40% di quella mondiale, la portata del fenomeno-Osaka è certamente planetaria. Lo aveva intuito Nike, strappandola alle grinfie di Adidas pochi mesi dopo che la giapponese aveva firmato con il brand tedesco un rinnovo da 8,5 milioni di dollari a stagione. Non è difficile intuire che Nike abbia dovuto scucire più soldi per costringerla a cambiare casacca – si parla di un accordo fino al 2025 da oltre 10 milioni a stagione – così come non è difficile intuire le potenzialità del ‘marchio Osaka’ per la quale Nike ha fatto uno strappo alla regola aurea che vieta a una tennista sotto contratto di indossare altre patch sulla divisa oltre al baffo. Un’eccezione che Nike aveva fatto soltanto per Li Na, negandola persino a due colossi come Sharapova e Williams.

A proposito di colossi, arriviamo alla notizia annunciata da Forbes. La classifica completa dei 100 atleti più pagati degli ultimi dodici mesi verrà pubblicata tra qualche giorno, ma la rivista statunitense di economia ha già anticipato che Naomi Osaka ha guadagnato 37,4 milioni di dollari, tra montepremi e contratti pubblicitari, classificandosi al 29° posto – quattro posizioni più in alto di Serena Williams, ferma al 33° posto con 36 milioni. Questo significa due cose: che per la prima volta dal 2016 la top 100 vedrà due presenze femminili e soprattutto che Osaka ha battuto il record femminile all-time di guadagni in una singola stagione, superando il precedente primato stabilito da Sharapova nel 2015 (poco meno di 30 milioni).

 
Grafico realizzato da Forbes

Questo grafico prova inoltre che il tennis è lo sport in cui le donne riescono a raggiungere le vette maggiori di guadagno, l’unico che consenta (a poche di) loro di competere con i guadagni degli uomini. Sharapova, Li Na, Serena e ora Osaka sono infatti le uniche donne comparse nella top 100 degli atleti più pagati dal 2012, e la sportiva più pagata della stagione è sempre stata una tennista da quando Forbes ha iniziato a raccogliere queste statistiche nel 1990 – una decade dominata, in termini di guadagni femminili, prima da Graf e poi da Hingis.

Adesso che le carte (di credito, verrebbe da aggiungere) sono tutte in tavola è più semplice farsi un’idea del potenziale in termini di marketing di Naomi Osaka, che dopo il trionfo di Melbourne ha vinto altri due tornei nel 2019, in casa ad Osaka e a Pechino. L’immagine della giocatrice giapponese è gestita dall’agenzia IMG, che aveva acquisito una certa expertise nel mercato giapponese grazie a Kei Nishikori e più in generale nel mercato asiatico grazie a Li Na. Per il lead agent di Naomi Osaka in seno a IMG – Stuart Duguid – è stato quindi piuttosto semplice decuplicare gli introiti dei suoi contratti di sponsorizzazione in pochi mesi fino a renderla l’atleta più pagata del mondo, certo con il consistente aiuto dei premi vinti sul campo: oltre 14 milioni e mezzo di dollari.

Naomi Osaka sembrava destinata a un cammino da dominatrice, una previsione parzialmente smentita dai fatti nella seconda metà del 2019 che ha visto la prepotente ascesa di Bianca Andreescu – senza dimenticare la numero uno del mondo, Ash Barty. Tenuta fisica di Andreescu permettendo, all’orizzonte sembra profilarsi una rivalità molto interessante, ma questa realtà potrà essere confermata o smentita soltanto dal campo nei prossimi anni. Quello che già si può affermare con ragionevole certezza è che il carattere multietnico della figura di Osaka – madre giapponese, papà di origine haitiana – unito alla genuinità delle sue apparizioni pubbliche che ne fanno uno dei personaggi sportivi più difficili da replicare degli ultimi anni, hanno reso Naomi estremamente ambita dagli sponsor mondiali.

Forse per la prima volta da quando al mondo del tennis si è affacciato Federer, il mondo della racchetta può vantare una figura incapace di creare divisioni. Per aspetti diversi sono stati divisivi Djokovic e Nadal, così come Sharapova e Serena. La giapponese invece non divide, e ha fatto tutto questo con due Slam: figuratevi dove può arrivare vincendone dieci.

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Verso Parigi-Bercy: porte aperte e 1000 spettatori al giorno, ma solo per la sessione diurna

Nonostante la situazione complicata in Francia, il torneo si disputerà di fronte a mille spettatori. Tabellone allargato a 56 giocatori, montepremi ridotto del 30%

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Parigi-Bercy 2019 (foto via Twitter, @RolexPMasters)

Il Masters 1000 di Parigi Bercy, terzo e ultimo torneo di questo livello nel 2020 in programma a partire dal 31 ottobre, subirà ulteriori restrizioni a causa della difficile situazione epidemica in Francia – e in particolar modo nell’area di Parigi, sottoposta da qualche giorno a un coprifuoco notturno (dalle 21 alle 6) che durerà dalle quattro alle sei settimane.

L’organizzazione del torneo ha confermato l’ingresso di 1000 persone al giorno, ma la novità riguarda il fatto che gli spettatori potranno assistere soltanto agli incontri della sessione diurna. La sessione notturna, attiva per cinque giorni e fino al giorno dei quarti di finale, si disputerà sempre a porte chiuse. I 1000 ticket giornalieri, inoltre, consentiranno l’ingresso soltanto sul campo centrale; i campi 1 e 2 rimarranno privi di pubblico per tutta la durata del torneo. La soluzione adottata dagli organizzatori di Bercy è, nei fatti, un semplice adeguarsi alle circostanze poiché le sessioni serali (ci sono solitamente due match programmati dalle 19:00) non avrebbero comunque avuto spettatori a causa del coprifuoco.

Ogni gruppo di acquirenti per i biglietti, che non potrà superare le sei unità, verrà distanziato rispetto agli altri. Tutti gli spettatori con età superiore a 11 anni dovranno indossare una mascherina durante lo svolgimento degli incontri.

 

Inoltre, è stata confermata la ripartizione del prize money del torneo, che sarà del 30% più basso rispetto a quello dello scorso anno principalmente a causa della riduzione del numero di spettatori – e dunque degli introiti correlati.

Come si può notare, la riduzione riguarda soprattutto le ultime fasi del torneo: nel singolare, sarebbero i semifinalisti e in misura minore i qualificati ai quarti a veder ridotto il proprio guadagno, mentre in doppio solo le ultime quattro coppie intascherebbero di meno (sarebbero quindi otto giocatori per ciascun tabellone a perderci relativamente). Tutti i giocatori eliminati prematuramente vedrebbero invece aumentare il montepremi, seppur non di molto, la stessa politica di supporto per i giocatori in maggiore difficoltà finanziaria adottata al Roland Garros.

Al titolare dell’account Twitter che ha pubblicato lo screenshot del montepremi, Oleg S., è stato inoltre fatto notare un errore nella guida ufficiale, che inizialmente rimandava al medesimo albergo usato per il Roland Garros come sede ufficiale della bolla di Bercy, fatto abbastanza peculiare se pensiamo che il torneo si gioca nella AccorHotels Arena e che c’è un albergo della catena letteralmente di fianco al palazzetto stesso, il Pullman Paris Bercy. Il giornalista aveva inizialmente riportato l’informazione errata, e si è successivamente scusato.

IL TORNEO – Ci sono anche alcune novità relative alla competizione, che vanno a sommarsi a quelle relative al campo di partecipazione – Djokovic non ci sarà, Nadal invece sarà presente. Il tabellone principale è stato allargato e ospiterà 56 partecipanti invece dei soliti 48; saranno dunque dispensati otto bye in meno, e gli unici assegnatari di un bye al primo turno saranno i primi otto giocatori del seeding. Il sorteggio del main draw si terrà nella mattinata di sabato 31 ottobre, giorno in cui cominceranno anche le qualificazioni. I primi incontro del tabellone principale inizieranno lunedì alle ore 11, orario di inizio del programma delle prime quattro giornate. Venerdì 6 novembre si disputeranno due quarti di finale in sessione diurna a partire dalle 14, e due in sessione notturna. Le semifinali di sabato inizieranno alle 14 e alle 16:30, mentre la finale andrà in scena domenica alle 15.

La entry list aggiornata del torneo

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Non solo tennis per Sinner: “È stato un anno difficile. La cosa importante è avere gli amici e la famiglia”

Il 19enne altoatesino torna sulla partita con Nadal: “Sono sceso in campo con l’atteggiamento giusto”

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Una cosa all’apparenza facile, non è detto che lo sia anche nella pratica. Con quest’ottica va visto il match di ieri vinto 6-1 6-2 da Jannik Sinner contro il n. 97 del mondo James Duckworth. Il giovane italiano era al primo incontro dopo l’ottima esperienza del Roland Garros e una vittoria così netta non era scontata. È stato un anno difficile. Ognuno di noi sta ovviamente giocando a tennis, ma la cosa più importante è avere amici, avere una famigliaha detto Sinner dopo la partita. “È un anno un po’ disordinato, soprattutto in Italia. All’inizio era molto, molto brutto. Ho cercato di aiutare un po’, ovviamente non era granché considerando la situazione” ha ricordato il 19enne altoatesino, riferendosi alla donazione di €12.500 fatta nel mese di aprile all’organizzazione umanitaria bergamasca Cesvi.

Il mondo si trova ancora nel mezzo di una pandemia, come sanno bene gli organizzatori del torneo di Colonia costretti a rinunciare al pubblico a torneo in corso. “L’ATP Tour sta facendo un lavoro incredibile per realizzare questo tipo di tornei. Giocare senza pubblico non è quello che vogliamo, ma penso che comunque sia una gran cosa“. Dopo la vittoria al primo turno ora lo attende il francese qualificato Pierre-Hugues Herbert, e sentir parlare di francesi non può che fargli tornare alla mente lo Slam da poco concluso.

Al Roland Garros il n. 46 del mondo si è arreso ai quarti di finale contro Rafael Nadal ma quel che più conta non è la sconfitta bensì l’esperienza di affrontare il maiorchino su quei campi. “Si tratta solo di migliorare giorno dopo giorno” ha detto Sinner come riportato sul sito ufficiale ATP. “Ovviamente è stata una grande prova contro Rafa sulla terra battuta. Ho giocato bene nel primo e nel secondo set, mentre nel terzo set ha spinto di più. Stava giocando meglio nel terzo set”. In molti potrebbero farsi schiacciare dalla pressione in una situazione del genere, ma non Jannik. “Mi sentivo pronto a giocare contro di lui. Sono andato in campo con l’atteggiamento giusto, che è quello che cerco di fare in ogni partita”. E finora sembra riuscirgli piuttosto bene.

 

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Il Belgio esulta con il numero 528 del mondo Zizou Bergs

Il 21enne belga, per la gioia del pubblico di casa, centra la sua prima vittoria ATP contro Ramos-Vinolas: “Gioco a tennis perché mi piace l’atmosfera”

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Zizou Bergs - Anversa 2020 (via Facebook, @EuropeanTennisOpen)

Ieri Luca Nardi non era il solo a giocarsi il suo primo match ATP sui campi indoor di Anversa. Gli organizzatori, oltre che sull’italiano, avevano deciso di puntare anche su un giovane locale attualmente numero 528 del mondo, e quindi grazie ad una wild card Zizou Bergs si è ritrovato a disputare l’ultimo match sul campo centrale contro Albert Ramos-Vinolas. Il 21enne, ricordiamolo al suo esordio in un tabellone ATP, ha messo a segno la vittoria più importante della sua carriera con il punteggio di 7-5 7-5.

“Credo sia stata una bella partita, sapevo di poter giocare al suo livello e mi sono allenato molto bene” ha commentato il belga dopo il successo. “Certe volte mentre mi allenavo con tennisti più forti mi sorprendevo di me stesso per quanto bene facessi. In questo modo ho acquisito fiducia”. Bergs già in passato avevo giocato su questi campi, nelle qualificazioni, e negli ultimi tre anni era stato battuta da Pierre-Hugues Herbert, Stefanos Tsitsipas e Felix Auger-Aliassime.

Nel match contro il canadese lo scorso anno aveva avuto anche due match point, poi non convertiti, e alla fine si arrese al tie-break. Oggi ho dimostrato di aver assimilato qualcosa dall’esperienza passata e ho continuato a lottare. Col tempo le cose hanno girato dalla mia parte; è stato molto bello” ha detto Bergs, un giovane molto attivo sui social e per nulla privo di ironia, come dimostrano i suoi video scherzosi. “Io sono un tipo che ama le emozioni. Ho amici fantastici, una famiglia fantastica e al momento sto giocando in casa, ad Anversa. Mi piace provare emozioni, mi piace esternarle con le urla, mi piace vedere le reazioni dei fan. Questo è il vero motivo per cui voglio giocare a tennis, perché mi piace l’atmosfera”. Insomma sembra proprio un perfetto candidato per la prossima edizione dell’Ultimate Tennis Showdown di Mouratoglou.

Per rendersi conto della portata della sua impresa per un paese come il Belgio, che ha circa 11 milioni e mezzo di abitanti, Zizou Bergs è il primo tennista belga a vincere il suo primo incontro ATP dal 2015, quando ci riuscì Arthur De Greef a Marrakech. “Queste sono le cose per le quali voglio vivere. Questo è il modo in cui voglio giocare a tennis e il modo in cui voglio godermi il gioco; è la mia natura” ha concluso Bergs, che in passato ha raggiunto anche la posizione n. 386 del ranking. Adesso l’asticella per lui si alza considerevolmente visto che fra due giorni affronterà il n. 17 del mondo Karen Khachanov.

Il tabellone aggiornato di Anversa

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