Ultimate Tennis Showdown e Assoluti di Todi: il programma di sabato 27 giugno

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Ultimate Tennis Showdown e Assoluti di Todi: il programma di sabato 27 giugno

Sfida ai piani alti tra Gasquet e Berrettini: (ore 18:30) chi vince rimane da solo in testa. In campo anche Murray

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Come di consueto nelle ultime settimane, durante il week-end si intensifica il palinsesto tennistico – composto per il momento di soli tornei d’esibizione e rassegne nazionali.

Per il terzo week-end di fila (e si andrà avanti ancora per altri due) si gioca a Sophia-Antipolis, a casa Mouratoglou, per l’Ultimate Tennis Showdown. I due capofila del girone all’italiana sono Gasquet e Berrettini (si sfideranno per il primato), che come Tsitsipas hanno vinto tre dei quattro incontri finora disputati. Ricordiamo che dopo il cambio di regolamento ‘in corsa’, passano in semifinale i primi quattro classificati – i quarti di finale sono stati cancellati.

  • Fate un salto qui se vi serve un ripasso del regolamento

A Todi, dove si stanno svolgendo i Campionati Italiani Assoluti, sarà invece tempo di semifinali (gli orari di gioco non sono ancora disponibili). Nel torneo maschile si sfideranno nella parte alta del tabellone Sonego e Giustino, nella parte basta Arnaboldi e Vavassori; nel torneo femminile invece le due semifinali vedranno opposte Cocciaretto e Trevisan nella parte bassa, Rosatello e Paolini nella parte alta.

 

Si giocheranno anche le semifinali del Battle of the Brits (una è Evans-Murray) e del Macha Lake Open, un’esibizione maschile e femminile che si sta giocando in Repubblica Ceca.

IL PROGRAMMA DI SABATO 27 GIUGNO

UTS
16:00 – C. Moutet vs D. Brown
17:15 – B. Paire vs A. Popyrin (visibile su Eurosport)
18:30 – R. Gasquet vs M. Berretini (visibile su Eurosport)
21:00 – F. Lopez vs S. Tsitsipas
22:15 – D. Goffin vs D. Thiem

Assoluti di Todi
10:00 – E. Cocciaretto vs M. Trevisan
a seguire – A. Arnaboldi vs A. Vavassori
14:00 – J. Paolini vs C. Rosatello
a seguire – L. Giustino vs L. Sonego

Battle of the Brits
K.Edmund vs C. Norrie
D. Evans vs A. Murray

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Glideride 2 ed Evoride 2: Asics investe sul benessere mentale e fisico dei runner

Le due scarpe, evoluzione del successo dei precedenti modelli, sono incentrate sulla tecnologia Guidesole: l’obiettivo è il risparmio energetico e una migliore efficienza di corsa

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L’annuncio arriva direttamente dalla sede centrale di Kobe: Asics lancia i modelli Glideride 2 ed Evoride 2, le nuove edizioni della sua popolare serie Energy Saving progettata per aiutare i corridori a ottimizzare le loro prestazioni: correre più a lungo, più velocemente e più facilmente. Costruite sulla tecnologia Asics Guidesole, le nuove scarpe rendono la corsa più facile, confermando l’impegno costante dell’azienda giapponese per aiutare tutti a raggiungere una mente sana in un corpo sano attraverso lo sport.

GLIDERIDE 2 – La Glideride 2, evoluzione della popolarissima Glideride è l’ultima scarpa Asics a risparmio energetico che offre una corsa ancora più fluida e ammortizzata. Sempre incentrata sullo sviluppo della tecnologia Guidesole, la calzatura offre al runner un risparmio energetico superiore e presenta una nuova caratteristica chiave: si tratta del tuning specifico per genere, nel segno della massima personalizzazione della scarpa voluta da Asics. Sotto i piedi delle runner, infatti, è presente una schiuma di densità inferiore per una sensazione più morbida. Inoltre, Glideride 2 presenta una base allargata del mesopiede e ridotti intagli sotto il piede, offrendo così una transizione più liscia dal tacco alla punta ed una maggiore efficienza di corsa. Un mesh stampato in 3D di nuova concezione offre una migliore vestibilità della tomaia e un maggiore comfort dal primo all’ultimo metro.

Asics Glideride 2

EVORIDE 2 – La Evoride 2 è la scarpa Asics più leggera e dal miglior rapporto qualità/prezzo della categoria risparmio energetico. Basandosi sul successo della Evoride dello scorso anno, il design aggiornato di questo nuovo modello presenta un materiale Flytefoam a densità inferiore. In questo modo risulta più leggera, oltre a donare una sensazione di maggior morbidezza rispetto modello precedente. Anche la Evoride 2 presenta la tecnologia Asics Guidesole, che aiuta i runner a percepire una sensazione accentuata di spinta in avanti dal primo passo, grazie ad un’intersuola appositamente progettata che fornisce un supporto extra alla caviglia. Inoltre, è una scarpa perfetta per i corridori più attenti all’ambiente, con circa il 20% della tomaia realizzata con materiale riciclato.

BENESSERE – Kenichi Harano – Executive Officer, Senior General Manager, Institute of Sport Science di Asics – ha commentato: “Nel 2021 e nei prossimi anni, tutto ciò che faremo sarà orientato a sostenere l’impatto positivo dello sport sul benessere mentale e ad ispirare le persone di tutto il mondo a raggiungere una mente sana in un corpo sano. Mentre continuiamo ad invitare i runner di tutto il mondo a sperimentare il potere edificante dello sport, muovendo corpo e mente all’alba, il lancio della prossima generazione delle nostre popolari Glideride ed Evoride è l’ultimo passo di questo viaggio. Non c’è modo migliore per sperimentare gli incredibili benefici di risparmio energetico delle due scarpe se non unirsi a noi in questo progetto“.

 
Asics Evoride 2

Entrambi i modelli Glideride 2 (euro 160) e Evoride 2 (euro 130) sono disponibili sia nella versione uomo che nella versione donna presso i rivenditori Asics, i negozi online e i punti vendita specializzati running.

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Quote mercoledì 3 marzo: Sabalenka-Muguruza alla pari, fiducia in Sonego e Giorgi

A Rotterdam Murray alla prova Rublev, Nishikori cerca il bis contro de Minaur. Kontaveit si conferma contro Kerber a Doha?

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Garbine Muguruza - WTA Melbourne 1, Yarra Valley (via Twitter, @AustralianOpen)

Nell’ATP 500 di Rotterdam fa il suo debutto Lorenzo Sonego, opposto all’americano Tommy Paul e favorito per Snai a quota 1,65; primo turno anche per Daniil Medvedev, che torna in campo dopo la finale persa all’Australian Open, favoritissimo contro Dusan Lajovic (quota media 1,08), e per Sasha Zverev, che dovrà guardarsi dal genio di Alexander Bublik, fresco finalista a Singapore e dato a 5 da Bet365. Interessante il match fra David Goffin, appena ritornato ad alzare un trofeo a Montpellier, e Jan-Lennard Struff, con il belga avanti 4-2 nei confronti diretti e in vantaggio nei pronostici (1,57 e 2,30 le quote medie). Inizia poi il secondo turno con Andrey Rublev, non brillantissimo contro Giron, che affronta Andy Murray, reduce dalla rimonta contro Haase e che vale mediamente 6 per i bookmakers, e con Kei Nishikori chiamato a confermarsi dopo la vittoria su Auger-Aliassime e ancora sfavorito (3,75 per Bet365) contro Alex De Minaur.

A Buenos Aires scende in campo, dopo il bye al primo turno, la testa di serie numero due Nicolas Garin, impegnato contro l’indiano Sumit Nagal, con il successo del cileno pagato mediamente 1,45. È invece sfavorita la quarta testa di serie Miomir Kecmanovic: forse anche in virtù della precoce eliminazione della scorsa settimana ad opera del futuro vincitore del torneo di Cordoba Juan Manuel Cerundolo, una vittoria del bosniaco contro il brasiliano Thiago Monteiro è pagata 2,45 da Snai.

A Doha spicca lo scontro fra Garbine Muguruza e Aryna Sabalenka, con la bielorussa in leggerissimo vantaggio in lavagna (1,80 e 2 per Bet365) che ha già vinto il torneo di Abu Dhabi in questo 2021; cerca continuità Anett Kontaveit dopo il convincente successo su Jennifer Brady e affronta da favorita (1,33) Angelique Kerber, già battuta tre volte nei quattro precedenti. Ha convinto anche Madison Keys, che si è sbarazzata nel suo primo incontro stagionale di Belinda Bencic e ora trova sulla sua strada, ancora da sfavorita (mediamente 2,55), la greca Maria Sakkari; favorita invece l’altra statunitense Jessica Pegula contro Jelena Ostapenko, con quote rispettivamente 1,63 e 2,20. Si sono incontrate ben dodici volte Petra Kvitova e Anastasija Pavlyuchenkova, con la ceca in vantaggio nel bilancio (8 a 4) e nelle quote (1,50 e 2,55 per Snai), mentre c’è una vittoria di un anno fa proprio a Doha a dare fiducia alla tunisina Ons Jabeur contro Karolina Pliskova, in un incontro dal pronostico in equilibrio.

Ha fatto una buona impressione nel primo turno del torneo di Lione Camila Giorgi, a cui ora tocca la serba Nina Stojanovic, reduce dalla sorprendente affermazione su Sorana Cirstea: le due non si sono mai incontrate, ma il pronostico pende mediamente a favore dell’italiana, data a quota 1,50. In programma l’ennesimo derby francese, questa volta con Alize Cornet che affronta la diciannovenne Clara Burel (1,60 e 2,25 le quote di Snai), mentre un’altra giovanissima, la diciottenne danese Clara Tauson, già artefice dell’eliminazione della prima testa di serie Ekaterina Alexandrova, veste i panni della favorita (1,27) contro Timea Babos.

 

Luca Chito

***Le quote sono aggiornate alle 22 di martedì 2 marzo e sono soggette a variazione

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Numeri della settimana: la lunga attesa di Goffin, la prima volta di Popyrin

Quattro partite vinte di fila non arrivavano da Cincinnati 2019 per il fresco vincitore a Montpellier. Successo inatteso per il giovane australiano a Singapore

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David Goffin, con il trofeo - Montpellier 2021 (via Twitter, @OpenSuddeFrance)

21- i tornei a cui David Goffin aveva partecipato prima di tornare a vincere quattro partite di fila, come gli è invece riuscito la settimana scorsa a Montpellier, dove ha conquistato il titolo di campione dell’undicesima edizione dell’Open Sud de France. Il belga, reduce da un 2020 opaco, non centrava una simile serie di partite vinte dal Masters 1000 di Cincinnati nel 2019: in quel caso i match terminati positivamente furono cinque e gli consentirono di arrivare in finale (ma in quel torneo il belga non superò nessun top 20, come invece accaduto qualche giorno fa). Per Goffin, proprio quello in Ohio è stato sinora il piazzamento più importante della carriera dopo la finale raggiunta al Masters di Londra nel 2017: in quella circostanza fu il sesto giocatore a sconfiggere nello stesso torneo Nadal e Federer.
David, divenuto trentenne un paio di mesi fa, vincendo a Montpellier il suo quinto torneo nel circuito maggiore ha ricordato a tutti l’universalità del suo tennis: non solo su ogni superficie di gioco ha almeno una volta superato un top 10, ma si è anche imposto sulla terra (Kitzbuhel 2014), sul cemento all’aperto (Shenzhen e Tokyo 2017), sul duro in condizioni indoor (oltre che la settimana scorsa, su questa tipologia di superficie aveva già vinto a Metz nel 2014), senza dimenticare che sull’erba ha fatto finale ad Halle nel 2019 e a Wimbledon ha colto uno dei tre quarti di finale a livello Slam raggiunti sin qui in carriera. Grazie alla sua poliedricità tecnica ad alti livello, da quando nella primavera 2015 ha fatto il suo primo ingresso nella top 20 Goffin ha sconfitto almeno una volta (con l’eccezione di Andy Murray, contro cui ha perso in tutte le sei occasioni che lo ha affrontato) tutti i tennisti con un best career ranking in top 5 contro cui ha giocato, garantendosi una classifica che oltre al picco del settimo posto ATP sinora lo ha fatto soggiornare per 58 settimane nella top 10 e ben 252 nella top 20. A Montpellier, dove giocava per la sesta volta in carriera (le prime due si era fermato in quali) avendo raggiunto nel torneo per due volte le semifinali, ha puntellato la sua classifica approfittando anche di una settimana in cui nei tre tornei in calendario nel circuito maschile c’erano iscritti solo tre giocatori tra i primi 25 al mondo. Un obiettivo centrato, pur soffrendo in tre delle quattro partite giocate, nelle quali ha avuto la meglio solo al terzo set e giocando per più di due ore. Solo con Sonego in quarti per lui il successo è arrivato piuttosto facilmente, ma nel suo esordio con la wild card locale Bonzi, in semi contro Geramisov e in finale contro Bautista Agut (in quella che è stata la sua prima vittoria contro un top 20 da oltre un anno) ha dovuto sudare non poco per tornare a sorridere professionalmente.

30- i tabelloni principali del circuito ATP ai quali Alexei Popyrin aveva partecipato prima di Singapore, raggiungendo una sola volta i quarti (nell’ATP 250 di Atlanta nel 2019). Il 21enne tennista nato a Sydney, di chiare origine russe, era atteso da un po’ di tempo a un exploit come quello arrivato alla prima edizione dell’attuale millennio (se ne erano già giocate sei a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta) del Singapore Tennis Open. Gli australiani seguivano da almeno un paio di anni con grande fiducia il suo approccio nel circuito maggiore: Popyrin nella primavera 2017 si era imposto con una striscia di 17 vittorie consecutive che gli aveva consentito di vincere anche Bonfìglio e Roland Garros juniores e di salire al numero due del ranking di categoria. Nel 2018 il tennista australiano vinceva a Basilea la prima partita a livello ATP, seguita un paio di mesi dopo dall’exploit a Melbourne contro Thiem, allora 8 ATP, un successo che fungeva da volano per un 2019 caratterizzato da ben dieci qualificazioni ai tabelloni principali e complessive quattro vittorie contro top 50, risultati che gli consentivano di arrivare al best career ranking di 87 ATP. Nel 2020 l’australiano rallentava però la sua crescita: eccezion fatta per la conferma del terzo turno agli Australian Open, non riusciva nemmeno una volta a qualificarsi nei main draw ATP e -complice anche la sospensione del circuito a causa della pandemia- dopo il primo Slam dell’anno non vinceva più nessuna partita nel circuito maggiore, chiudendo la stagione fuori dai primi 100, una fascia di classifica in cui era rimasto, prima di Singapore, complessivamente per ventotto settimane. Quest’anno aveva già fatto intravedere segnali di ripresa, arrivando al terzo turno all’ATP 250 di Melbourne (dopo aver sconfitto un top 60 come Tommy Paul, appartenente a una fascia di classifica contro cui non riusciva a vincere da più di un anno) e soprattutto agli Australian Open, dove aveva superato Goffin in un primo turno durato cinque set e quasi quattro ore che ha messo curiosamente di fronte tennisti vincitori di due dei tre tornei in programma la scorsa settimana. A Singapore, grazie a una entry list modesta (nel main draw c’erano appena quattro tennisti nella top 50 e altrettanti colleghi nella top 100) ha approfittato di un buco di tabellone per sconfiggere tre avversari (Eubanks, Adrian Andreev e Ebden) compresi tra la 240° e la 423° posizione del ranking per poi in semifinale ottenere uno scalpo tennistico importante, sebbene in una fase di (momentaneo?) declino, come quello di Marin Cilic, superato con un doppio tie- break. Nell’atto conclusivo del torneo con Bublik Popyrin ha recuperato un set di svantaggio e ha poi chiuso con la vittoria una settimana che non dimenticherà mai, infarcita da 60 ace messi a segno nei cinque incontri che gli hanno regalato il primo titolo della carriera, 250 punti che lo hanno catapultato al best career ranking di 82 ATP e un assegno di quasi venticinquemila dollari.

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