I fratelli Bryan erano pronti al ritiro. Ora potrebbero aver bisogno di un ultimo bagno di folla

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I fratelli Bryan erano pronti al ritiro. Ora potrebbero aver bisogno di un ultimo bagno di folla

Il New York Times scrive di quello che avrebbe dovuto essere il lungo tour di commiato dei gemelli più famosi del tennis, ora alle prese con un dilemma cruciale: possono reggere un altro anno per ricevere il saluto che meritano, o saranno costretti a salutare in sordina?

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Bob Bryan e Mike Bryan - Coppa Davis 2020 (via Twitter, @DavisCup)

Potete leggere il pezzo originale qui; il sito del New York Times richiede l’iscrizione, ma fino a un certo numero di articoli la fruizione è gratuita.

Il piano dei Bryan era perfetto. Un ultimo giro del mondo, incassando qualche assegno di premi e levandosi il cappellino di fronte alle platee di Melbourne, Parigi e Wimbledon, per poi chiudere con un ultimo abbraccio collettivo allo US Open, a New York, in quello stesso stadio che li ha visti vincere lo Slam di casa per cinque volte. Ebbene, tutto questo non accadrà. Perlomeno non quest’anno. I gemelli Bryan sono ora di fronte alla decisione che attende tutti gli atleti professionisti quando arrivano ad una certa età. Avevano pianificato il 2020 come il loro canto del cigno, una stagione che, con un pizzico di fortuna, avrebbe potuto scrivere quel finale di carriera da favola che ogni sportivo anela, ma che è riservato soltanto a pochissimi – gente come Pete Sampras, Peyton Manning, David Ross. Nella peggiore delle ipotesi, avrebbero avuto modo di dire addio.

E così ora i gemelli Bryan sono costretti a chiedersi se vorranno, e potranno, rimettere assieme i pezzi per tentare nuovamente il tour d’addio nel 2021. In realtà, non sono nemmeno convinti di giocare lo US Open di questo settembre, qualora dovessero effettivamente svolgersi. Vivere in una sorta di bolla in un hotel di un aeroporto del Queens? Giocare in stadi vuoti senza alcuna folla adorante ad accompagnare la loro tipica esultanza petto contro petto sulla linea del servizio? Che senso avrebbe? Non penso che giocheremo uno US Open ‘sterile’, senza tifosi, ha di recente dichiarato Mike Bryan durante una video chat dalla sua casa di Los Angeles. Bob, anche lui sullo schermo ma in collegamento dalla Florida, concordava con il fratello sulla possibilità di giocare la loro ultima partita in condizioni più simili a un allenamento, anche nel caso in cui dovesse esserci in palio un titolo del Grande Slam: “Non è quello che avevamo in mente”.

 

Sono iscritti, invece, al World Team Tennis, competizione mista che mette di fronte avversari appartenenti a differenti franchigie in partite piuttosto brevi. La lega, composta da nove squadre, solitamente va in scena nel periodo estivo in diverse città degli Stati Uniti; quest’anno avrà luogo al resort “The Greenbier” in West Virginia, in un ambiente ristretto e, si spera, libero dal coronavirus, dove i giocatori soggiorneranno e giocheranno i loro match davanti ad un pubblico di massimo 500 persone. Con l’aumento della percentuale di contagi e la riscontrata positività di diversi atleti di altri sport, non è ancora certo che la manifestazione tennistica potrà disputarsi [l’evento è iniziato regolarmente ed è tuttora in corso, ndr]; tuttavia, il WTT ha l’innegabile vantaggio di essere una competizione veloce, che si tiene in un luogo unico ed isolato, nulla a che vedere con il circo itinerante di durata trimestrale che si sta valutando nel baseball.

Per i gemelli Bryan, il World Team Tennis rappresenta un vero e proprio banco di prova. Compiranno 42 anni ad agosto, ben oltre il consueto per i tennisti, anche per quelli che coprono soltanto metà del campo. Bob si è sottoposto ad un intervento all’anca sinistra due anni fa. La competizione a squadre li vedrà in campo più di una dozzina di volte in venti giorni, il che permetterà loro di capire se i rispettivi corpi potranno essere in grado di reggere gli sforzi di altri 14 mesi sull’ATP Tour.

Bob e Mike Bryan – US Open 2017

La prima parte di quest’anno sembrava piuttosto promettente. Hanno perso al terzo turno degli Australian Open e poi vinto il torneo di Delray Beach, Florida, il loro centodiciannovesimo trionfo assieme. Hanno anche vinto il match di doppio in Coppa Davis contro l’Uzbekistan, disputatosi ad Honolulu. Subito dopo, si sono diretti a Indian Wells, California, casa di quello che è informalmente noto come il quinto Slam, per concedersi l’ultimo giro di giostra in uno dei loro tornei preferiti. Ed è proprio lì che il tennis si è fermato, seguito, pochi giorni dopo, da tutto il mondo dello sport. “Avevamo vinto cinque partite, ci sentivamo molto bene”, ha dichiarato Bob.

Dopodiché, per un lungo periodo, non hanno più avuto idea di come si sentivano. Il loro compagno di allenamenti è diventato Slinger Bag, una macchina sparapalle trasportabile prodotta da una compagnia che ha iniziato a sponsorizzare i gemelli l’anno scorso. Mike ne ha montata una nel giardino della sua villa in California per allenare le volée, mentre Bob ha installato la propria in un campo vicino alla sua abitazione in Florida e ha imparato a farsela bastare. Da un punto di vista tennistico, hanno certamente rimpianto gli anni in cui hanno vissuto sotto lo stesso tetto e, per trovare un compagno di allenamenti, non dovevano far altro che bussare alla porta della camera da letto in fondo al corridoio. Quelli come loro vengono definiti “gemelli speculari”, una sottocategoria dei gemelli omozigoti. Messi uno di fronte all’altro, sembrano speculari. Mike, ad esempio, è destro, Bob è mancino, il che li rende compagni di allenamenti e partner di gioco ideali. Poi la vita ha fatto il suo corso, Bob si è sposato e si è trasferito in Florida nel 2010; ha tre bambini, che probabilmente li seguiranno nel loro tour d’addio.

Oggi, con gli sport professionistici che cercano di riprendere, i fratelli Bryan tenteranno di capire se saranno in grado di far ripartire le loro carriere dopo lo stop forzato e se valga la pena di prolungarle fino al prossimo anno. Amiamo ancora moltissimo giocare, ha detto Bob. Ma l’amore non basta. Serve la salute. I fedelissimi del tennis che seguono il doppio – la parte più appassionata dei tifosi – sapranno molto presto se i fratelli Bryan ritengono di potercela fare. Se si presenteranno allo US Open, non sarà per dare l’addio o per i soldi. Hanno già vinto 16 titoli dello Slam in coppia, Mike ne ha conquistati altri due con Jack Sock, e sono tra i pochissimi specialisti del doppio divenuti abbastanza popolari da attrarre cospicui contratti di sponsorizzazione.

Hanno denaro a sufficienza. Ciò di cui hanno bisogno, se intendono provare a dire addio al tennis negli stadi pieni l’anno prossimo, è un solido bottino di punti questo autunno, così da guadagnarsi un ranking migliore e probabilità più alte di progredire nei tornei. Per come il sistema funziona, l’unico modo in cui possono massimizzare il loro punteggio è facendo bene allo US Open, al Roland Garros e in diversi altri tornei programmati per il prossimo autunno. Se, ovviamente, ne saranno in grado. “Dipende tutto da come reggono i nostri corpi, ora” ha dichiarato Mike. “A 42 anni, dipende tutto da come si recupera”.

Tradotto da Filippo Ambrosi

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Flash

Serie A1 femminile: Lucca scuce lo scudetto a Prato, a Todi finisce 3-0

Il derby Toscano assegna il titolo 2020: Il CT Lucca vince tutti i singolari e conquista il titolo nella città umbra. Vittorie di Tatiana e Jessica Pieri, in mezzo quella di Bianca Turati

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Finali Scudetto Serie A1 Femminile Todi 12 Agosto 2020 TC Lucca Foto Giampiero Sposito

La finale della Serie A1 BMW femminile ha incoronato il Circolo Tennis Lucca, che dopo due semifinali consecutive, stavolta può festeggiare il primo scudetto. Il team capitanato da Ivano Pieri si è imposto per 3-0 sul Tennis Club Prato, alla settima finale in otto anni (sei scudetti).

UN MATCH POI SALVATO – Nel match che ha aperto la finale/scudetto, quello tra le numero 3 dei rispettivi team, primo punto per Lucca grazie a Tatiana Pieri che ha battuto in rimonta per 26 76(4) 15-13, in due ore e 19 minuti, Lucrezia Stefanini dopo averle annullato anche un match-point.

Primo set dominato dalla 22enne di Carmignano che ha avuto qualche difficoltà solo al momento di chiuderlo mentre la 21enne lucchese ha pagato la bassa percentuale con la seconda di servizio. Più equilibrio in avvio di seconda frazione: nel terzo gioco un doppio fallo ed un rovescio di Stefanini mandano per la prima volta in vantaggio la Pieri (2-1) ma per poco (2-2). Ancora break Lucca (3-2) e contro-break Prato (3-3) con Stefanini che infila tre giochi consecutivi e sale 5-3. Al momento di chiudere però la portacolori di Prato cede ancora la battuta e Lucca torna in corsa (5-5). In una fase di partita caratterizzata da diversi errori da entrambe le parti addirittura Pieri prende un break di vantaggio ma a decidere è il tie-break che Lucca si aggiudica per 7 punti a 4. Nel super tie-break decisivo Stefanini sale 4-1, 8-5 e sul 10-9 si procura una chance per chiudere ma Pieri si salva e poi si impone per 15-13 al quinto match-point.

 

“E’ stato un match incredibile, sono felicissima. Non so nemmeno quanti match-point ho avuto… – detto la Pieri -. Nel primo set giocavo un po’ corto: poi dal secondo in poi ho giocato sempre meglio e lei ha iniziato a sbagliare qualcosa in più. Per Lucca era importante partire bene. Questa Serie A è stata importantissima per riprendere confidenza con il tennis agonistico dopo il lockdown””.

ALTRO SUPER TIE-BREAK – Quindi Bianca Turati ha ribaltato il pronostico superando 57 64 10-7, dopo oltre due ore e mezza di lotta, la slovacca Kristina Kucova nel match tra le numero 2.

Prima un improvviso scroscio di pioggia, poi il vento forte: condizioni di gioco tutt’altro che facili. Break in avvio per Turati ma subito contro-break per Kucova, quest’anno imbattuta in campionato. La 23enne di Como gioca due metri dietro la riga di fondo: la 30enne di Bratislava con i piedi ben piantati in campo. Nell’ottavo game la slovacca di Prato centra il break (5-3) ma in quello successivo sciupa tutto cedendo la battuta a zero con un doppio fallo finale. Nel decimo gioco Turati salva un set-point al termine di uno scambio infinito e poi è 5 pari, ma due game più tardi con uno smash piazzato Kucova sigla il 7-5. Il secondo set inizia sulla falsariga del primo. Nel quarto gioco la slovacca non sfrutta la chance per allungare 3-1 e poi inizia a complicarsi la vita nei turni di servizio innervosendosi e permettendo alla Turati di prendere per tre volte un break di vantaggio (3-2 e 4-3 e 5-4): e la comasca al decimo gioco finalmente pareggia il conto dei set (6-4). A decidere ancora una volta è un combattutissimo super tie-break: la Turati prende tutto e allunga sull’8-4, Kukova prova a recuperare (8-7) ma Bianca chiude per 10 punti a 7 regalando il doppio vantaggio a Lucca.

“Non ci posso credere”, le prime parole di Turati. “Siamo tutte ragazze che lottano su ogni punto…. Dopo il primo st il capitano mi ha detto che dovevo cambiare il modo di servire…. Potevamo essere 2-0 sotto ed invece siamo in vantaggio: ora speriamo che Jessica Pieri completi l’opera”.

IL TRIONFO DI JESSICA – Nella sfida tra le numero 1 ancora una sorpresa con la vittoria di Jessica Pieri che ha regolato per 61 64, in poco meno di un’ora ed un quarto di gioco, Martina Trevisan, non in grandissima giornata.

Partenza bruciante della 23enne di Bagni di Lucca che vola 4-0 giocando un tennis da favola: la 26enne fiorentina, irriconoscibile soprattutto col diritto, prova in qualche modo a contenere la sua avversaria che gioca profondo e sbaglia poco, ma Jessica Pieri con il terzo break archivia il parziale (6-1). Nel secondo set la reazione della Trevisan si concretizza in un break – il primo dell’incontro – al terzo gioco che Pieri però si riprende immediatamente (2-2). Di nuovo break Prato e contro-break Lucca per due volte (4-4). Nel nono game la Pieri tiene finalmente un turno di servizio (da segnalare un pallonetto millimetrico e un gran passante) e poi con il terzo game di fila brekka ancora Trevisan e regala lo scudetto a Lucca.

“Non me l’aspettavo – ammette Jessica Pieri – entrare in campo sul 2-0 è stato un bel vantaggio e sono davvero felicissima. In una stagione complicata dal coronavirus ci godiamo questo successo. Stare fuori dal campo per mesi e mesi non è stato facile per noi che siamo abituate a viaggiare tutto l’anno”.

Finale Serie A1 BMW femminile 2020
TC Prato – CT Lucca 0-3
T. Pieri (L) b. Stefanini (P) 2-6 7-6(4) 15-13
Turati (L) b. Kucova (P) 5-7 6-4 10-7
J. Pieri (L) b. Trevisan (P) 6-1 6-4

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WTA

WTA Praga: Giorgi sempre discontinua, Mertens la supera in due set

La solita valanga di colpi vincenti alternati a una ancora più grande di errori porta Camila alla sconfitta contro la N.3 del seeding. Fuori la N.2 Martic

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L’ultima partita della giornata di Praga presenta due tenniste in momenti opposti di forma, Camila Giorgi ed Elise Mertens. La numero 23 del mondo Mertens è reduce dalla sconfitta al primo turno di Palermo contro Sasnovich. Giorgi ha mostrato una buona condizione dal ritorno in campo, spingendosi a Palermo fino alla semifinale persa contro Ferro e superando Kostyuk in rimonta nel primo turno di Praga.

L’inizio della tennista italiana rispecchia le attese. Domina sin da subito tutti gli scambi da fondocampo e trova il break alla prima occasione, sfruttando un rovescio a rete di Mertens. La tennista belga però è glaciale nel game successivo e capitalizza qualche indecisione di Camila per restituire il break. La tennista italiana sembra calare di prestazione con il passare dei minuti. Giorgi continua a macinare metri di campo con il suo rovescio ma si trova sempre a soffrire durante i suoi turni di servizio, merito di una Mertens che non molla su ogni punto. La numero 23 del mondo ha il merito di mettere in difficoltà Giorgi con palle scariche e difese sempre profonde che fanno giocare quel colpo in più all’italiana che tanto la mette in difficoltà. Un settimo game da ben otto deuce e più di 10 minuti vale il break per Mertens, che tiene senza problemi il servizio e chiude per 6-4 un primo set meritato.

Nel secondo set il gioco di Camila si sgretola diventando sempre più impreciso: alla prima palla break concessa nel terzo gioco l’azzurra cede il servizio. Nel sesto avrebbe l’oppurnità di rientrare ma non riesce a sfruttare 4 palle del 3-4 di cui tre consecutive. A quel punto la partita è di fatto finita. Mertens chiude con un parziale di 11 punti a 1 e archivia la pratica in 1h44. Ora attende la vincente di Bouchard-Zidansek nei quarti di finale in programma venerdì.

 

L’altro quarto di finale della parte bassa è già formato e vedrà di fronte Kristina Pliskova vincitrice a sorpresa in due set su Petra Martic e la rumena Bogdan che ha approfittato del walkover della sua avversaria Lesla Tsurenko. Giovedì in campo gli altri cinque ottavi di finale

Risultati:

2° turno
[3] E. Mertens b. C. Giorgi 6-4 6-2
A. Bogdan b. [Q] L. Tsurenko W/O
Kr. Pliskova b. [2] P. Martic 6-1 7-5

1° turno
L. Siegemund b. [Q] M. Sherif 4-6 6-0 6-1
T. Zidansek b. K. Siniakova 6-3 3-6 6-0

Il tabellone completo

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Italiani

A Praga, Giorgi vince in rimonta. Halep passa al settimo match point

Camila a corrente alternata. Esordio complicato per la n.2 del mondo. La spuntano entrambe al tie-break decisivo

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Il lunedì di pioggia lascia il posto a una giornata almeno inizialmente calda e soleggiata in quel di Praga. Fra i tanti incontri in programma, sono impegnate anche le due tenniste azzurre presenti in tabellone, Paolini e Giorgi, con diverse fortune, la favorita del seeding Halep e la sua principale antagonista Martic. Non sono mancati neanche i forfait: non sono scese in campo Daria Kasatkina per un infortunio agli ischiocrurali, la campionessa di Palermo Fiona Ferro a causa di un problema a una costola e Dayana Yastremska per un meno “atletico” mal di denti, sostituite da tre lucky loser. E abbiamo visto il gold badge Kader Nouni vestire i panni di uomo dei campi (in senso figurato, letteralmente ha solo indossato la mascherina) per passare ripetutamente lo “straccio” bonificando la palude in cui gli addetti avevano trasformato il campo 10 al termine del primo set di un incontro poco interessante.

CAMILA SUL FILO DI LANA – Dopo il bel torneo della settimana scorsa, Camila Giorgi torna in campo per un’altra battaglia e batte la diciottenne ucraina Marta Kostyuk al tie-break del terzo. Una Giorgi che “ha fatto il suo gioco” e ha avuto ragione di un’avversaria che, attualmente n. 140 WTA, si conferma ottima promessa.

Un doppio fallo e un tentativo di smorzata di Giorg permettono il 3-1 a Kostyuk che, inesperta, probabilmente pensa al contrario (“non regalare punti facili”), incespica sul servizio e fa rimanere in scia Camila che poi completa la rimonta all’ottavo gioco. Entrambe sembrano adottare il principio del non mettere pressione all’avversaria quando si trova sotto nel punteggio del game e regalano punti invece di tenere la palla in campo. Non proprio inaspettati, due errori necessariamente macroscopici di Giorgi chiudono il set a favore di Kostyuk. È però tutta un’altra musica nel secondo parziale: oltre a un punto importante giocato prendendosi l’opportuno margine sulla rete che per un attimo fa preoccupare per le condizioni di salute di Camila, la nostra aggiusta almeno momentaneamente la mira travolgendo Marta, pressoché impossibilita a contenere come era riuscita a fare finora; un piccolo passaggio a vuoto nella fase centrale non compromette l’esito del parziale che termina 6-2.

La partenza è invece da dimenticare nel set decisivo, ma l’azzurra ritrova i colpi riprendendosi il break e pareggiando al sesto gioco. Kostyuk tiene un servizio che vale oro, ma il vantaggio esterno che Camila annulla con decisione è altrettanto determinante, anche se la risposta torna a essere poco incisiva e la 2002 di Kiev può tornare avanti senza sprecare energie. Giorgi non vacilla servendo per restare nel match e interpreta il tie-break alla sua maniera, staccando Kostyuk con vincenti clamorosi, ma con sbavature che la tengono in vita (tennistica). È però l’ucraina a compromettere l’esito sbagliando la risposta aggressiva sul 4-5 che accompagna con uno dei soliti urli acutissimi e Camila si guadagna il secondo turno contro Elise Mertens.

La belga si è imposta su Jasmine Paolini per 7-5 4-6 6-3 in un incontro estremamente equilibrato durato due ore e tre quarti. Complessivamente più che buona la prestazione dell’azzurra che ha perso il match per qualche imprecisione sui punti pesanti, nonostante sia riuscita a rientrare nel primo parziale annullando un set point sul servizio belga con un bel dritto, per poi cedere nuovamente la battuta e fallire due occasioni per il tie-break. Persa la seconda partita, Mertens accelera nel finale e vince il suo primo incontro dalla ripartenza dopo la precoce sconfitta palermitana inflittale da Sasnovich.

 

HALEP, CHE FATICA – Come aveva già fatto nei due confronti del 2019, Polona Hercog costringe al terzo set Simona Halep per poi cedere alla numero 2 del mondo. Simona, che aveva allungato di una settimana l’attesa dei fan con il forfait di Palermo, ha scelto di ripartire dal torneo di Praga, al termine del quale deciderà se partecipare allo US Open.

Dopo i primi due giochi combattuti, Halep prende il largo tra le usuali solidità e facilità nei cambi in lungolinea. Il 6-1 e il break in apertura suggeriscono che ormai siamo a metà della sessione di allenamento, ma Polona si riaccende quasi dal nulla dopo un paio di bei punti e la partita gira completamente: Simona cala in modo evidente, si irrigidisce, sbaglia, mentre la slovena piazza smorzate vincenti e soprattutto 6 giochi di fila. La lotta infuria nella partita finale, Simona sfodera tutta la sia grinta, eppure si fa prima raggiungere dal 3-1 poi dal 5-3, quando serve invano per il secondo turno e poi non sfrutta tre match point consecutivi in risposta – risposta non pervenuta in nessuna delle occasioni. Altre tre palle per andare in doccia evaporano al dodicesimo game finché, al tie-break Halep trasforma prontamente (per così dire) il primo di altri tre match point con un gran rovescio lungolinea scoccato in allungo ben lontana dal campo. Al prossimo turno troverà la wild card ceca Barbora Krejcikova, ottava del mondo in doppio ma oltre la centesima posizione in singolare.

PETRA, LINDA E LE ALTRE – La n. 2 del tabellone Petra Martic supera in due set la russa Varvara Gracheva, mentre cadono le teste di serie Pavlyuchenkova (n. 6), Strycova (7) e Sevastova (9) per mano rispettivamente di Arantxa Rus, Sara Sorribes Tormo e Irina-Camelia Begu. Primo incontro nel Tour WTA per la quindicenne ceca Linda Fruhvirtova che si arrende in due set alla connazionale Kristyna Pliskova, n. 69 del ranking. Allieva della Mouratoglou Academy con la sorella Brenda, Linda gioca già piuttosto bene, ma la differenza tra le due è evidente e la mancina di Louny, gettati due match point consecutivi in risposta che riaprono il secondo parziale, torna ad affidarsi a dritto e servizio (oltre che alle seconde “da quindicenne” e a un paio di errori dell’avversaria) e chiude 7-5.

Risultati:

[1] S. Halep b. P. Hercog 6-1 1-6 7-6(3)
[2] P. Martic b. V. Gracheva 7-6(2) 6-3
C. Giorgi b. M. Kostyuk 4-6 6-2 7-6(4)
I.C. Begu b. A. Sevastova 6-2 6-2
[3] E. Mertens b. J. Paolini 7-5 4-6 6-3
A. Rus b. [6] A.Pavlyuchenkova 7-5 6-2
[WC] B. Krejcikova b. M.P. Tig 6-4 6-3
S. Sorribes Tormo b. [7] B. Strycova 7-6(3) 6-1
Kr. Pliskova b. L. Fruhvirtova 6-2 7-5
L. Tsurenko b. E. Alexandrova 6-2 6-4
M. Frech b. E-G. Ruse 7-6(8) 6-3
L. Kung b. A. Bolsova 6-4 6-3
A Bogdan b. S. Sanders 6-1 6-1
T. Zidansek vs K. Siniakova 6-3 3-6 sospesa
L. Siegemund vs [Q] M. Sherif 4-6 4-0 sospesa

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