Mouratoglou lancia l'UTS2: ci sono anche le ragazze

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Mouratoglou lancia l’UTS2: ci sono anche le ragazze

Nuova “serie” dell’esibizione sperimentale di Patrick Mouratoglou. Dieci giocatori e quattro giocatrici si sfideranno nel corso di due weekend

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Matteo Berrettini con Patrick Mouratoglou all'UTS1 (foto Tennis Majors/Scrine)

Poco più di 10 giorni dopo la spettacolare conclusione della prima serie dell’Ultimate Tennis Showdown (UTS1) con la vittoria di Matteo Berrettini in finale su Stefanos Tsitsipas, Patrick Mouratoglou prosegue con il suo esperimento e lancia il secondo “episodio” della saga con l’UTS2.

Ancora una volta ospitato nella Mouratoglou Academy di Sophia-Antipolis nel sud della Francia, l’UTS2 avrà una durata limitata a due weekend (25-26 luglio e 1-2 agosto) e vedrà per la prima volta impegnate anche le ragazze, che durante l’ultimo weekend daranno vita ad un quadrangolare. “Come promotore del tennis femminile, era una priorità per me includere le donne nell’UTS il più presto possibile – ha detto Patrick Mouratoglou in un comunicato stampa – considerando le limitazioni e i vincoli logistici che abbiamo dovuto affrontare nell’organizzare UTS1 non è stato possibile includere il tennis femminile fin dall’inizio. Ma sarebbe stato impensabile proseguire con UTS2 senza le ragazze. Sono impaziente di vedere come il tennis femminile si evolverà nel formato UTS”.

La competizione maschile vedrà due new-entry di rilievo come Grigor Dimitrov (n. 19 ATP) e Fernando Verdasco (n. 52) , che andranno ad unirsi ad altri sei partecipanti dell’UTS1: Benoit Paire (n.22), Richard Gasquet (n.50), Feliciano Lopez (n.56), Corentin Moutet (n.75), Alexei Popyrin (n.103) e Dustin Brown (n. 239). Questi otto giocatori daranno vita a due gruppi da quattro i cui vincitori si qualificheranno per la Final Four del 2 agosto alla quale daranno vita insieme ad altri due Top 20 che saranno comunicati successivamente.

 

La competizione femminile avrà come partecipanti la russa Anastasia Pavlyuchenkova (n.30 WTA), la francese Alizé Cornet (n.59), la tunisina Ons Jabeur (n. 39) e la tredicenne ceca Brenda Fruhvirtova, vincitrice della competizione Les Petits As in questa stagione e da tempo allieva dell’Accademia di Mouratoglou.

Le vincitrici delle due semifinali di sabato 1° agosto si incontreranno nella finale domenica 2 agosto.

Le giornate di gara verranno trasmesse in pay-per-view sul sito della manifestazione https://watch.utslive.tv. Per il momento non è stato reso noto se le partita saranno anche messe in onda da canali televisivi tradizionali.

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Emilio Gomez al Roland Garros a 30 anni dalla vittoria di suo padre Andrés contro Agassi

A quasi 29 anni, l’ecuadoregno esordirà in un tabellone Slam proprio dove il genitore fu campione di singolare e doppio

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Emilio Gomez - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Molti ricorderanno la vittoria di Andrés Gomez al Roland Garros del 1990, quando sconfisse Andre Agassi in quattro set, a sorpresa ma neanche tanto, perché il mancino ecuadoregno era stato uno dei migliori specialisti del decennio precedente, due volte campione a Roma nel 1982 e nel 1984. Andrés è stato anche N.1 di doppio, conquistando due Slam (US Open 1986 e Roland Garros 1988, facendo coppia rispettivamente con Slobodan Zivojinovic ed Emilio Sanchez), ma la sua popolarità si deve a quel successo, ottenuto a 30 anni compiuti da qualche mese, sul ventenne Kid di Las Vegas, scarsocrinito ancorché imparruccato.

Ebbene, da lunedì quella dei Gomez a Parigi sarà ufficialmente una dinastia, perché ieri suo figlio Emilio si è qualificato per il main draw del Roland Garros (dopo essersi arreso al secondo turno nel 2019), e in maniera quantomai drammatica: dopo aver battuto nettamente la tds N.1 delle qualificazioni, il brasiliano Thiago Seyboth Wild, al primo turno, Gomez jr. ha battuto in tre set lo slovacco Horansky prima di rimontare lo stacanovista del lockdown Dmitry Popko (116 esibizioni giocate durante la pausa del tour!), salvando due match point prima di spuntarla per 7-1 al tie-break del terzo.

“Sento il legame padre-figlio che ci dà il Roland Garros”, ha dichiarato al sito del torneo dopo la vittoria su Wild. “Mi ricordo quando venne a seguirmi da junior, era veramente speciale giocare sui campi dove aveva vinto lui. […] Non ci sono molti figli di giocatori di livello sul tour, a parte Casper Ruud; io sto cercando di portare avanti la tradizione di famiglia.

 

Emilio, 29 anni a novembre, fa parte della Gens Iulia del tennis ecuadoregno: oltre al padre, infatti, c’è anche il cugino, Nicolas Lapentti, ex-N.6 ATP e semifinalista all’Australian Open del 1999, i cui fratelli Giovanni e Leonardo sono a loro volta diventati professionisti, e Roberto Quiroz, sempre cugino. Ricordiamo che il più grande giocatore mai espresso dal Paese latinoamericano, Pancho Segura, mago del dritto a due mani, venne scippato dalla Dottrina Monroe applicata allo sport dagli Stati Uniti.

Tuttavia, per lui le cose non sono andate così bene, come si può intuire dall’età a cui ha raggiunto questo traguardo: salvo qualche capatina fra i primi 300, Emilio non si era mai liberato dagli acquitrini dei Futures, facendosi notare solo per un triplo 6-0 inferto ad Adam Hornby delle Barbados nel 2016 in Davis. A livello di main draw ATP e Slam, il CV era piuttosto scarno: unico match vinto a Bogotà 2013 contro Eduardo Struvay, N.813 ATP, qualificazione sfiorata allo US Open 2014, qualificazione a Canada 2016 (dove andò vicino a battere Lucas Pouille al primo turno), e una wildcard a Quito 2017, dove fu battuto al tie-break del terzo da Olivo.

L’ascesa in classifica è arrivata nell’aprile dello scorso anno, quando ha scalato oltre 100 posizioni in un mese (da 309 a 197) facendo finale a Monterrey, dove ha sconfitto gente come Ruud prima di perdere da Bublik, e vincendo a Tallahassee, dove ha battuto Moutet e Tommy Paul; altre due semifinali a settembre, a Columbus e Tiburon, gli hanno permesso di chiudere la stagione nella Top 150. Quest’anno ha raggiunto le semifinali a Dallas, uno dei Challenger più quotati, e si è qualificato per il main draw di Delray Beach pochi giorni dopo. Ma stavolta è riuscito a realizzare il sogno Slam, e chissà che non possa togliersi ulteriori soddisfazioni in futuro.

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Sarà Londra a ospitare la Laver Cup nel 2022

Tra due anni il torneo a squadre tornerà in Europa, alla O2 Arena, dal 23 al 25 settembre. L’anno prossimo si giocherà invece al TD Garden di Boston

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O2 Arena - ATP Finals 2018 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

Manca poco meno di un anno intero alla quarta edizione della Laver Cup (spostata di un anno per via della pandemia), che si terrà a Boston, al TD Garden, dal 24 al 26 settembre del 2021. Nell’attesa, è stata comunicata anche la sede per l’edizione 2022 dell’evento: si tornerà in Europa, a Londra. L’impianto scelto è la O2 Arena, che dal 2009 ospita le ATP Finals, ma non dal 2021 in poi, anno in cui il torneo degli otto Maestri traslocherà a Torino per i successivi cinque anni. La Laver Cup 2022 segnerà quindi il ritorno della O2 nel calendario tennistico.

Le date della manifestazione londinese sono 23, 24 e 25 settembre 2022. Ci si augura che per quel periodo tutti i rischi legati alla pandemia siano ormai svaniti e che il pubblico possa riempire liberamente l’impianto (che ha una capienza di circa 20.000 posti). Assieme a un entusiasta Tony Godsick, chairman dell’evento e CEO dell’agenzia TEAM8, si è espresso anche Roger Federer: “Londra ha sempre avuto un posto speciale nel mio cuore. Sarà incredibile portare la Laver Cup in una delle mie città preferite. Sono sicuro che ai britannici piacerà il modo in cui la Laver Cup unisce i top player e tributa le leggende di questo sport”. Federer ha guidato il Team Europe alla vittoria lo scorso anno nella sua Ginevra, dopo aver vinto anche le prime due edizioni precedenti a Chicago e Praga. Sarà presente anche nella quinta edizione dell’evento, a 41 anni compiuti?

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Il Roland Garros avrà 1000 spettatori al giorno

Le autorità francesi hanno fatto chiarezza dopo la confusione iniziale: la riduzione riguarda solo gli spettatori, non lo staff e i giocatori

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Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

La pandemia continua a colpire il mondo del tennis, e in particolare in Francia, dove il Paese è stato colpito duramente dalla seconda ondata di Covid-19 alla vigilia del Roland Garros. Di conseguenza, il torneo è passato da una cifra iniziale di 20.000 persone al giorno (il 60 percento della capienza) ad una di 11.500, per poi scendere ulteriormente a 5.000 e ora a 1.000; quest’ultimo totale ottempera alla decisione governativa per quanto riguarda gli eventi pubblici.

Fin qui tutto regolare, il numero di biglietti è stato progressivamente eroso dalla seconda ondata di contagi nel Paese, dove solo ieri i nuovi casi sono stati 16.096 e i morti 52 (fonte worldometers.info). A questo annuncio è però seguita molta confusione, perché il Primo Ministro francese, Jean Castex, ha dichiarato, nel corso della trasmissione televisiva “Vous avez la parole” in onda su France 2 ieri sera, che il contingentamento avrebbe riguardato non solo il pubblico, ma anche gli accreditati, i.e. giocatori, coach, preparatori, raccattapalle, arbitri, personale del torneo, ecc…

Il problema è che il numero di persone impegnate in un torneo dello Slam, specialmente nei primi giorni, supera abbondantemente la fatidica quota 1000. Ben Rothenberg del New York Times ha scritto su Twitter: “Giusto per contestualizzare su quanto in fretta si raggiungono 1000 persone in uno Slam. Lo US Open 2019 ha impiegato circa 300 raccattapalle e circa 350 giudici di linea; ha poi aggiunto: “La stima sui giudici di linea potrebbe includere anche quelli di sedia”. Qualche ora prima, il reporter aveva iniziato a vagliare delle ipotesi percorribili (ancorché estreme) nel caso le parole di Castex fossero state confermate, paventando la cancellazione del doppio, la riduzione dei team dei giocatori a un numero massimo di un membro, o la chiusura totale ai giornalisti.

L’Èquipe ha riportato che gli accreditati presenti sui terreni dello Stade Roland-Garros sono quasi 4.000 al giorno anche senza pubblico, e che pertanto, se le parole del Primo Ministro fossero state confermate, il torneo sarebbe già stato in contravvenzione alle norme vigenti, a prescindere da qualunque soluzione si potesse cercare. Le fonti stesse del quotidiano sportivo transalpino, però, avevano già confermato che Castex si fosse espresso male durante l’intervista. Pochi minuti fa, infatti, l’Associated Press di Parigi (rilanciata da decine di testate anglofone) ha riportato le parole dell’ufficio del Primo Ministro, che ha definitivamente confermato che la riduzione riguarderà esclusivamente gli spettatori.

Non saranno comunque felici gli organizzatori del torneo, visto che fino a ieri avevano cercato di ottenere un’esenzione per poter mantenere il numero degli appassionati a 5.000. Guy Forget, direttore del torneo, aveva dichiarato a BFMTV: “5.000 è una cifra molto bassa, visto che il circolo copre 12 ettari, ovvero 15 campi da calcio. Abbiamo rispettato tutti i protocolli di sicurezza e siamo in costante contatto con le autorità competenti. Le persone correrebbero più pericoli prendendo la metro o andando al supermercato. Alla fine, però, le nuove norme anti-Covid sono scattate anche per quello che Forget definisce “l’evento sportivo francese che ha di gran lunga la maggiore portata a livello internazionale”. L’ulteriore perdita di spettatori comporterà un nuovo danno economico per il torneo: come riporta Le Monde,

Ricordiamo che, a differenza della bolla newyorchese, quella parigina non comprenderà la possibilità di affittare appartamenti privati (o di risiedere in quelli già posseduti, come nel caso di Serena Williams), un accorgimento che appare ragionevole in seguito ai tre casi di positività (due giocatori e un coach) già accertati durante le qualificazioni, cosa che ha portato all’esclusione di cinque atleti e a una minaccia di potenziali azioni legali da parte di Daniil Dzmuhur.

 

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