1x14 - Ubi Radio: i sodalizi commerciali e l'accesso ai dati

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1×14 – Ubi Radio: i sodalizi commerciali e l’accesso ai dati

Seconda parte della chiaccherata con Vanni Gibertini, Alessandro Stella e Federico Bertelli sulla data analysis nel tennis. Con uno sguardo anche al mondo del betting

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Torna Vanni Gibertini e Ubi Radio parla ancora di numeri per la seconda puntata del mini-approfondimento dedicato al tema dell’analisi dei dati nel tennis. Trovate qui il primo episodio, registrato da Alessandro Stella e Federico Bertelli che hanno fatto compagnia a Vanni anche nel secondo episodio.

Di cosa abbiamo parlato? Meglio fare direttamente un’immersione cliccando play, no? Se avete poco tempo e vi interessa un passaggio in particolare, in basso trovate la scaletta di questa puntata. Buon ascolto!

Sintonizzatevi sulla pagina Spreaker di Ubitennis, oppure sulle principali piattaforme di podcast come Spotify, Apple Podcast e Google Podcast.

 

1:07 – I tennisti come ‘brand’: l’esempio del valore social di Federer, Nadal, Serena Williams, Sharapova e Djokovic

06:44 – Quanto può influire a livello mediatico il sodalizio con una marca d’abbigliamento? Lo strano affare del logo di Roger Federer

08:30 – Il caso di Naomi Osaka, l’atleta di sesso femminile più pagata del 2019

11:30 – Si ritorna all’argomento dell’analisi dei dati: il confronto con NBA, Premier e Liga

15:20 – Il difetto del tennis, che conosce poco il suo pubblico. Quali sono gli ostacoli (a livello televisivo). Il fenomeno della disintermediazione

18:45 – Il problemone del possesso e dell’accesso ai dati nel tennis. Quelli forniti dall’ATP sono assai poveri…

24:04 – Quale ritorno economico possono avere i tornei, se investono per ‘acquisire’ dati?

25:48 – Ma con i (pochi e frammentari) dati che abbiamo, cosa si può fare?

32:27 – Come il dato può migliorare la fruizione giornalistica dei contenuti? Ci sono due problemi: la stampa ha accesso praticamente agli stessi dati del pubblico normale, e si rischia di confrontare mele e pere.

37:10 – Contenuto bonus: i dati nel betting

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Iga Swiatek in isolamento, per colpa del presidente polacco

La campionessa del Roland Garros e il suo team sono in quarantena dopo il contatto con il presidente della Polonia Andrzej Duda. Per il momento nessuno di loro ha avuto sintomi della malattia

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Iga Swiatek - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Iga Swiatek è in isolamento dopo essere venuta in contatto con una persona che è risultata positiva al Covid-19. Ma non si tratta di una persona comunque. Bensì del presidente polacco Andrzej Duda. Swiatek ha incontrato Duda a Varsavia il 23 ottobre in occasione della propria premiazione come ambasciatrice della Polonia in seguito alla vittoria del Roland Garros. Durante il meeting, entrambi indossavano guanti e mascherina. Tuttavia, rispettando le procedure, la n.17 del ranking WTA e il suo team hanno comunque deciso di mettersi in quarantena a scopo precauzionale. 

Per il momento, fortunatamente, pare che nessuno registri sintomi della malattia. “Né io né io membri del mio team abbiamo sintomi del Coronavirus. Ci testiamo regolarmente. Secondo le procedure, siamo tutti in quarantena. Ripeteremo il test tra tre giorni. Vi auguro a tutti di stare in salute”, scrive Swiatek su Twitter. Anche il presidente Duda ci ha tenuto a mostrare di essere in buone condizioni un video. 

 

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In Francia esce “Cinquième Set”, un nuovo film sul tennis

La storia (inventata) parla di Thomas Edisson, una ex promessa del tennis francese che cerca nel suo ultimo Roland Garros un’occasione di riscatto. Nel cast anche Kristin Scott Thomas, nominata all’oscar per “Il Paziente Inglese”

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La produzione cinematografica sul tennis non è ricca come quella su altri sport, come ad esempio calcio o pugilato. E anche dal punto di vista del successo e della qualità i risultati di recente sono stati altalenanti. Basti pensare a “Wimbledon”, una commedia romantica del 2014 per il quale l’All England Club aveva addirittura aperto le porte dei suoi leggendari campi, ma che ha registrato incassi e critiche mediocri. Meglio è andata per lo scandinavo “Borg McEnroe”, racconto di una delle partite più memorabili della storia del tennis, la finale dei Championships del 1980 tra Bjorn Borg e John McEnroe, e per “The battle of the sexes”, che rivive la stramba esibizione tra Billie Jean Kings e Bobby Riggs del 1973.

A rimpolpare questa lista poco numerosa di film sul tennis ci penserà a breve il francese “Cinquième Set”, “Quinto set” in italiano. La pellicola doveva uscire già ad agosto ma la messa in sala è stata posticipata, presumibilmente per ragioni legate al Covid e alla limitazione di spettatori nelle sale, al prossimo 2 dicembre. Ed è possibile date le circostanze che venga ancora rinviata. Non è prevista al momento una distribuzione della pellicola in Italia.

La trama, assolutamente non basata su fatti ed eventi reali, ruoto attorno a Thomas Edisson, una ex promessa del tennis transalpino, scivolato in fondo alle classifiche per via del trauma dopo una pesante sconfitta e una lunga serie di infortuni. Nonostante sua moglie Eve e sua madre Judith gli consiglino di ritirarsi, Thomas sente di aver ancora qualcosa da dare e si iscrive a quello che potrebbe essere il suo ultimo Roland Garros. La sfida contro un giovane rampante, proprio come era lui ad inizio carriera, gli dà ulteriori motivazioni per cercare di dimostrare di essere ancora un giocatore. 

 

Il film è diretto da Quentin Reynaud, regista relativamente giovane ma abbastanza noto nel panorama francese. Ad interpretare Thomas è Alex Lutz, vincitore del Cesar come miglior attore protagonista nel 2019 per “Guy”, pellicola di cui era peraltro regista. Niente di meno che la star del cinema britannico Kristin Scott Thomas, vincitrice del Golden Globe e nominata all’Oscar per il suo ruolo nel “Paziente Inglese”, recita la parte della madre del protagonista.

Nel trailer è evidente come le scene del match siano state effettivamente girate in un campo del Roland Garros, chiaramente non il centrale. Addirittura, le grafiche dei punteggi sono le stesse che si vedono alla televisione durante il torneo. Insomma, sembra che ce l’abbiano messa tutta per rendere la pellicola più realistica possibile. Anche se qualcosa sul movimento di dritto del protagonista ci sarebbe da ridire. Ma non possiamo pretendere troppo. 

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Challenger: Huesler e Ivashka sollevano i trofei in Germania e Turchia

Secondo titolo consecutivo per Huesler, che dopo la vittoria sulla terra di Sibiu trionfa anche sul veloce indoor di Ismaning

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Marc-Andrea Huesler - ATP Challenger Ismaning 2020 (foto © Juergen Hasenkopf)

Una battaglia a Ismaning e una passeggiata a Istanbul, questa potrebbe essere la sintesi dell’ultima giornata dei due Challenger andati in scena domenica pomeriggio. In Germania il 24enne svizzero Marc-Andrea Huesler (n.187 ATP) ha prevalso al termine di una dura battaglia (6-7 7-6 7-5) contro l’olandese Botic van De Zandshulp (n.174 ATP). In Turchia il bielorusso Ilya Ivashka (n.129 ATP) ha battuto facilmente (6-1  6-4) l’esperto slovacco Martin Klizan (n.168 ATP ma ex n.24 e vincitore di ben 6 titoli ATP).

ISMANING CHALLENGER 80

Sul veloce indoor della località bavarese si sono affrontati due giocatori che hanno letteralmente dato spettacolo mettendo in mostra un tennis d’altri tempi. Niente servizio/diritto e pressione esasperata ma serve and volley ad ogni occasione utile. Il pubblico, numeroso nonostante la situazione sanitaria, gradisce, applaudendo ripetutamente i due giocatori. Il primo set segue fedelmente i turni di servizio tanto che le prime palle break sono per l’olandese sul 6-5 in suo favore. Ma la decisione, come giusto, è rimandata al tie-break che vede prevalere Van De Zandshulp per 7-3. Il secondo parziale inizia con una reciproca amnesia che porta a un break/contro-break, per poi proseguire senza ulteriori sussulti fino ad un nuovo tie-break che questa volta sorride allo svizzero per 7-2.

Il set decisivo vede calare leggermente la percentuale di servizio di entrambi, si vedono così un paio di break e diverse occasioni da ambo le parti. Quella decisiva si concretizza a favore dello svizzero sul 5-5 con Huesler che, dopo il break, va a servire per il match. Un altro paio di bombe di servizio e la partita è sua. Per lui alla fine 19 ace contro i 16 dell’avversario, pur con una percentuale di punti sulle prime leggermente inferiore: 71% contro 81%.

 

Il giocatore svizzero conclude così il suo autunno ruggente: in settembre aveva infatti già vinto il Challenger 80 di Sibiu e raggiunto le semifinali dell’ATP di Kitzbuhel battendo, tra gli altri, il nostro Fognini e lo spagnolo Feliciano Lopez. Francamente risulta un mistero come a 24 anni non sia ancora riuscito a scalare le classifiche in maniera più decisa. Le premesse però ci sono tutte.

ISTANBUL CHALLENGER 100

A senso unico invece la finale di Istanbul dove il bielorusso Ilya Ivashka non ha lasciato alcuna chance a Klizan che forse è arrivato a questa partita un po’ stanco. Fatto sta che Ivashka, con tre break nel primo set e due nel secondo, non ha mai dato una sola possibilità all’avversario che in ogni caso ha dato il suo contributo con sette doppi falli (contro un solo ace) e un misero 59% di punti sulla prima di servizio. Statistiche con cui in genere non si va molto lontano. Il confronto con il suo avversario, che sulla prima di servizio ha ottenuto l’83%, è impietoso.

Massimo Gaiba

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