Entry list maschile di Cincinnati: c'è Nadal, fuori Fognini e Wawrinka

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Entry list maschile di Cincinnati: c’è Nadal, fuori Fognini e Wawrinka

Le caviglie impongono prudenza a Fognini, che dovrebbe dunque ripartire dall’Europa. Nelle liste del Southern&Western Open sono Berrettini e Nadal: la loro partecipazione allo US Open sembra ora più probabile

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Mancano meno di quattro settimane all’inizio del combined di Cincinnati, il torneo che si disputerà eccezionalmente a New York e segnerà la ripartenza del circuito maschile. Finalmente si può parlare di nomi e presenze poiché è stata divulgata l’entry list del torneo maschile. Con le dovute cautele, poiché sappiamo che i nuovi regolamenti hanno eliminato l’obbligo di partecipazione e dunque i giocatori avranno la possibilità di cancellarsi senza conseguenze in classifica.

In sostanza, i quaranta nomi che compongono lista dei partecipanti al Southern&Western Open sono indicativi ma non definitivi e le assenze già ufficializzate sono quelle di Federer, Monfils, Fognini e Wawrinka. Non c’è neanche Andy Murray, ampiamente fuori dal taglio per l’iscrizione, ma l’ex numero uno del mondo ha detto di avere intenzione di disputare il torneo ed è dunque probabile che l’organizzazione gli riservi una wild card.

La lista è stata divulgata dal giornalista argentino Danny Miche e prevede anche la presenza di Kevin Anderson, che nonostante la posizione 123 in classifica si è assicurato un posto nel main draw grazie al ranking protetto. Già certa l’assenza di Federer, era assai probabile anche quella di Fognini che è reduce dall’operazione alle caviglie e si sta allenando sulla terra. Ci sono dunque Djokovic e Nadal, ma come è ormai noto la presenza della spagnolo è tutta da confermare (anzi, al momento sembra poco probabile che decida di andare a New York).

 

L’ulteriore motivo di interesse di questa entry list, che forse è addirittura quello principale, riguarda la partecipazione allo US Open. Non sono state ancora pubblicate le liste dello Slam statunitense – è questione di giorni – ma è assai difficile che un giocatore assente ai nastri di partenza del torneo di Cincinnati decida poi di iscriversi allo US Open. Ovviamente ci si riferisce ai giocatori compresi nella top 50, ovvero coloro che hanno la possibilità di disputare entrambi i tornei per diritto di classifica.

In questo senso, le indicazioni vorrebbero Fognini, Monfils e Wawrinka assenti pe tutta la tournée statunitense e Nadal, campione in carica dello US Open, presente in tabellone. Ma si tratta appunto di indicazioni: le conferme arriveranno nelle prossime settimane.

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Esordio sul velluto di Jannik Sinner a Colonia: il cambio di superficie non crea problemi

Al rientro dopo la terra parigina, l’azzurro offre un’ottima prova contro l’australiano Duckworth. Al secondo turno affronterà Herbert

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Rieccoci alla Lanxess Arena di Colonia per la seconda settimana consecutiva, questa volta per il Championship (Zverev ha vinto l’Indoors). L’incontro che ci interessa particolarmente è quello che Jannik Sinner fa suo per 6-1 6-2 contro il n. 97 del ranking James Duckworth, lucky loser che ha preso il posto dello sfortunato Hubert Hurkacz, al quale è venuto male al pancino – la stessa motivazione che aveva fermato Sinner la scorsa settimana, prima di poter giocare a San Pietroburgo.

Come suggerisce il punteggio, un’ottima prestazione di Sinner che non ha trovato resistenze nel primo parziale ed è stato bravo nel secondo a uscire dall’unico momento di difficoltà, quando Duckworth è riuscito a provocargli qualche grattacapo, invero lieve, cercando di farlo uscire dalla zona di comfort dello scambio ad alta intensità. Tornato in campo dopo i quarti di Parigi dove, numeri alla mano, è stato l’avversario che più ha impegnato Rafa Nadal sulla sua strada verso il tredicesimo titolo, l’azzurro ha dimostrato di essersi velocemente adattato al cambio di superficie e di condizioni; peraltro, il duro indoor gli sta a pennello come una camicia su misura.

IL MATCH – Partenza fulminante di Sinner che conquista i primi nove punti, ma Duckworth riesce almeno a salvarsi dal doppio break risollevandosi con il servizio da un pericoloso 15-30. L’illusione di poter rimanere in scia svanisce presto, perché Jannik tiene un altro turno di battuta a zero prima di allungare ulteriormente. Dal punto di vista australiano, il nostro è troppo vicino al campo e gli impone così un ritmo asfissiante; risponde anche bene, Sinner, neutralizzando l’arma migliore dell’altro, in questo parziale sotto il livello di guardia con il 41% di prime in campo, e riesce a ribaltare qualche scambio in cui è costretto a difendere. Gli rimane anche in campo una volée non proprio perfetta e chiude gli smash, vanificando i primi tentativi del ventottenne di Sydney di inventarsi qualcosa chiamandolo a rete. Sotto gli occhi di Barbara Rittner, capitano di Fed Cup qui in veste di direttrice del torneo, il primo set è archiviato con un 6-1 in 23 minuti.

 

Tenuto a zero il servizio di apertura (tre punti concessi finora alla risposta), il diciannovenne altoatesino si vede per la prima volta raggiungere nel punteggio da un Duckworth che finalmente può fare affidamento sulla prima battuta e dimostrare anche buone qualità nei colpi al volo. Cerca anche di essere più aggressivo in ribattuta e di non perdere campo, diventa più solido nel palleggio da fondo e gioca alcune smorzate confidando – a ragione – che l’altro non chiuda almeno un paio di smash. È in questo modo che lo trascina ai vantaggi in un quinto gioco in cui si guadagna tre opportunità per il sorpasso, tutte ben cancellate da Sinner, forse con un vago rimpianto di James; tuttavia, se è giusto chiamare il rossocrinito a rete, non può mancare la parte in cui giochi dei passanti competitivi. Succede spesso che l’occasione mancata si trasformi in un break subìto e Sinner rende immediatamente chiaro che succederà proprio questo con una catenata lungolinea in risposta che fulmina il tentativo di serve&volley di Duckworth.

Conferma il vantaggio con autorità chiudendo con una smorzata su cui l’altro non tenta neanche di partire e si prende il 6-2 dopo sessantuno minuti, non prima però di riuscire a raggiungere una palla con effetto all’indietro toccandola quando già era tornata oltre la rete, mentre l’arbitro Timo Janzen conferma che non c’è stata infrazione. Il pubblico avrebbe apprezzato, ma gli spalti sono completamente vuoti da mercoledì scorso. Non ci sono neanche i giudici di linea (fa tutto Hawk-eye), ovviamente tre soli raccattapalle, la superficie è grigia e ripresa da un’altezza siderale.

Finita la digressione, al prossimo turno ci sarà un’altra sfida inedita per Sinner, contro il qualificato Pierre-Hugues Herbert che al primo turno ha superato Tennys Sandgren in un match molto più duro e lottato di quanto suggerisca il punteggio dei tre parziali. Jannik dovrà essere pronto a frustrare il tennis offensivo del francese, non autore di una grande stagione ma sempre pericoloso quando il suo gioco gira bene e lui si esalta a rete.

Risultati:

A. Davidovich Fokina b. [Q] D. Dzumhur 6-2 6-3
[Q] P-H. Herbert b. T. Sandgren 6-3 3-6 6-3
[WC] J. Sinner b. [LL] J. Duckworth 6-1 6-2
F. Verdasco vs J. Millman
[LL] O. Otte vs [Q] D. Novak

Il tabellone completo

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Ad Anversa esordio con sconfitta per Nardi: “L’intensità a questi livelli è altissima”

Il pesarese vince un gran primo set, poi crolla alla distanza con Marcos Giron. “Lui sbagliava veramente poco, per competere con questi giocatori devo limitare molto gli alti e bassi”. Fuori anche Caruso con Evans. Forfait per Nishikori

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Un KO prevedibile, ovviamente scusabile, ma l’esaltazione degli osservatori di fronte al talento puro dopo decenni di cinghia stretta di tanto in tanto provoca la perdita del contatto con la realtà. Sconfitto nel primo turno del torneo di Anversa da Marcos Giron, Luca Nardi dovrà rinviare la prima esultanza per una vittoria nel Tour maggiore. Planato nelle Fiandre grazie a una sorprendente wild card concessagli dagli organizzatori, il diciassettenne pesarese si è sciolto alla distanza contro il numero novantaquattro ATP, dopo aver vinto un primo set che a tratti è stato un campionario delle notevoli qualità in dotazione.

Presto sotto di un break, Nardi ha rivoltato come un calzino la prima partita, mettendo in mostra doti tecniche naturali notevolissime. Ancora un po’ indietro dal punto di vista fisico, egli ha esibito fondamentali entusiasmanti, e se a sua stessa detta il dritto è il colpo cui è più affezionato, è stato soprattutto il rovescio a uscire dalle sue corde fluente e penetrante: preso il dominio degli scambi sulla diagonale sinistra, Luca non ha impiegato molto a mettere nel sacco un incredulo Giron. Divertente, spumeggiante e incline alla spettacolare verticalizzazione, Nardi ha sprecato un primo set point in risposta nel decimo gioco per colpa di un rovescio lungo linea in rete, ma non ha sciupato il secondo, guadagnato con una risposta di dritto di abbacinante bellezza.

I miei colpi preferiti sono quelli difficili – aveva detto Luca al nostro Cesare Novazzi nel corso dell’intervista realizzata allo US Open Junior dello scorso anno -, perché provo l’irresistibile gusto di vedere se mi riescono. Mi piace stare fuori dall’ordinario“. In effetti guardarlo giocare è uno spasso, ma dovrà mettere tanta benzina nelle gambe e tanta solidità negli schemi se vorrà fare quel deciso passo nel professionismo indispensabile a rendere giustizia al suo talento. Il sorteggio che gli aveva messo di fronte il qualificato Giron era stato definito “fortunato”, ma il giocatore californiano è pur sempre un top cento incline al veloce abituato ad aspettare che la buriana passi.

 

Il gomitolo di Nardi si è in effetti ingarbugliato all’improvviso nel nono gioco del secondo set: palla break Giron grazie a uno strepitoso passante di rovescio, trasformata da un recupero lungo di Luca. Game over. In grave affanno fisico e abbandonato dal servizio, Nardi ha mollato di testa finendo stritolato in un vortice di gratuiti, cui va in gran parte ascritto il seiuno maturato nella partita finale.

Dall’inizio fino a metà del secondo set ho avuto un buon livello – ci ha detto Nardi dopo il match -, poi ho avuto un calo fisico che dal 4-4 mi ha portato a perdere facilmente molti punti; diciamo che non sono molto abituato a queste partite. Poi nel terzo set sono calato di colpo“. Com’è naturale, Luca non è abituato a mantenere determinati livelli a lungo contro giocatori di questa portata. Non in un torneo 250. “Lui è un ottimo giocatore, sa fare tutto benino, ma la cosa che mi ha messo più in difficoltà è la sua solidità. Sbagliava veramente poco. La più grande differenza tra il circuito junior e queste partite? Sicuramente l’intensità. Come potenza, a volte, posso essere anche al loro livello. Ma come intensità no: sono ancora vittima di troppi alti e bassi e loro sono molto più costanti. Questa è una cosa che devo migliorare sicuramente. Si migliora con l’allenamento e facendo partite così“. Infine una battuta sul nuovo coach Roberto Antonini, con cui ha iniziato da poco a lavorare. “Lo conosco da tanto tempo perché siamo entrambi di Pesaro. Quando stavo a casa mi dava già una mano, mi sono sempre trovato bene con lui e adesso abbiamo deciso di intraprendere questo percorso insieme. Spero che potremo ottenere ottimi risultati“.

Nessun dramma, non alla prima partita ai massimi livelli del Tour: le qualità tecniche del ragazzo sono superiori, varrà la pena aspettare di capire se con tempo e lavoro arriverà anche tutto il resto.

OUT ANCHE SALVO – Poco prima dell’esordio del teenager pesarese aveva già salutato Anversa Salvo Caruso, battuto da Daniel Evans al terzo e comunque autore di un’ottima partita e di un grande secondo set, che non ha reso certo superflua una trasferta affrontata con pochissimo tempo a disposizione per preparare con cura il repentino cambio di superficie. In attesa del big match di giornata tra De Minaur e Gasquet e detto della vittoria in due ottenuta da Cameron Norrie su Ruusuvuori, ci tocca dar conto dell’ennesimo forfait cui è stato obbligato Kei Nishikori, che avrebbe dovuto esordire in giornata opposto a Pablo Andujar: a mettere i bastoni tra le ruote al cagionevolissimo giapponese stavolta ha pensato un infortunio alla spalla destra. L’ex numero quattro del mondo è stato sostituito in tabellone da Federico Coria, il quale ha ceduto nettamente ad Andujar un match che di norma si fatica a immaginare lontano dal rosso.

Risultati:

D. Evans b. [Q] S. Caruso 6-2 2-6 6-3
C. Norrie b. [Q] E. Ruusuvuori 6-3 7-6(4)
[Q] M. Giron b. [WC] L. Nardi 4-6 6-4 6-1
P. Andujar b. [LL] F. Coria 6-2 6-3
[Q] G. Harris vs C. Moutet
R. Gasquet vs [8] A. De Minaur
[WC] Z. Bergs vs A. Ramos


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ATP Sardegna: Djere trionfa tra le polemiche, Cecchinato non ci sta

L’azzurro è molto nervoso e finisce per cedere dopo una dura battaglia durata oltre 2 ore. Persino Layhani deve scendere dalla sedia per calmare la situazione

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Marco Cecchinato alla premiazione del Sardinia Open 2020 (foto Roberto Dell'Olivo)

L. Djere b. [WC] M. Cecchinato 7-6(3) 7-5

Finisce tra righe e polemiche la finale del Sardegna Open di Santa Margherita di Pula, che purtroppo non cade in mani italiane. E’ Laslo Djere a laurearsi primo campione del torneo sardo, dopo una partita durissima durata due ore e un quarto. E’ la prima finale in carriera persa da Marco Cecchinato, che finora aveva trionfato in tutte e tre le finali giocate. Prima vittoria di Djere contro il tennista italiano, che vince il suo secondo titolo in carriera dopo dopo il 500 di Rio del 2018. Cattivo sangue tra i due a fine partita, con Djere nemmeno citato da Cecchinato tra i complimenti alla consegna del trofeo per il finalista. “Peccato soltanto per la finale, della quale preferisco non parlare a caldo, perché sarei molto duro.”.

L’inizio della partita non sembra di buon auspicio per Marco Cecchinato, che cede subito il servizio con Djere che insiste sul suo rovescio. La sua reazione non si fa attendere, si riprende immediatamente il break subito e prova a prendere il comando delle operazioni dopo aver salvato un’altra palla break nel settimo game. Per il tennista serbo la situazione non sembra buona, è sempre più fermo in campo e si tocca spesso la gamba destra. Riesce a tenere botta aumentando i giri del servizio e del dritto, mentre Cecchinato tiene senza problemi la battuta.

 

E proprio nel dodicesimo game, quando Djere deve servire per restare nel set, avviene il fattaccio che si trascinerà fino alla fine della partita. Il tennista serbo decide di chiamare un lungo medical time-out, e l’ex semifinalista del Roland Garros non la prende benissimo sin da subito. I risultati però sono evidenti, Djere tiene comodamente il servizio e dilaga nel tie-break approfittando delle lune di Cecchinato, apparso chiaramente distratto ed innervosito dalla pausa improvvisa.

Nel primo game del secondo set il tennista italiano ha subito due chance per poter iniziare con il piede giusto, ma Djere è molto bravo a spazzolare le righe con colpi sempre più forti. Come spesso accade è chi non riesce a fare il break a subire il contraccolpo psicologico, e le chance non sfruttate ronzano nella testa di Cecchinato per tutto il game successivo, dove subisce il break senza colpo ferire. La situazione sembra compromessa a livello psicologico, ma il numero 77 del mondo ha il merito di non mollare ed infila due break consecutivi che lo mettono col muso avanti nel set.

L’ex campione di Rio non si scompone e si riprende il servizio immediatamente in un game fiume in cui Cecchinato manca 5 volte la palla game. Il tennista italiano si rifà sotto immediatamente, ma due buone prime di Djere annullano le palle break ed aumentano i rimpianti di Marco. Il primo ad avere la chance di chiudere è proprio il serbo, che si vede annullare il primo match point da Cecchinato sul 4-5. Sfortunatamente non ci saranno altre possibilità per rientrare in partita per l’italiano. Due salite a rete avventate scoprono il fianco ai passanti di Djere, che si vede poi annullare altri due match point. Il terzo è quello buono, con una splendida risposta vincente lungolinea del tennista di Senta che impatta perfettamente la riga e che gli regala partita e torneo.

Non si fanno attendere le polemiche di un nervosissimo Cecchinato, che rinfaccia all’avversario il medical timeout preso durante il primo set. La tensione sale e deve scendere addirittura Layhani a sedare gli animi. Il modo peggiore per concludere una settimana comunque ottima per Cecchinato, che rientra in top100 alla 77ma posizione per la prima volta dopo un anno. Lunedì volerà a Colonia per giocare il primo turno del torneo tedesco contro Struff. Tanta soddisfazione e secondo titolo in carriera per Djere, “complimenti a Marco per la splendida settimana. Io ho giocato il mio miglior tennis per tutto il torneo, tornerò a casa con tanti bei ricordi dalla Sardegna”. Dopo un periodo difficile anche lui sembra tornato a buoni livelli, e da domani risalirà la classifica fino al numero 53 del mondo.

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