Podoroska da record: prima qualificata in semi al Roland Garros. Collins va ai quarti e alza la voce

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Podoroska da record: prima qualificata in semi al Roland Garros. Collins va ai quarti e alza la voce

Nadia Podoroska fa la storia del tennis argentino, qualificandosi per le semi… da semi-sconosciuta. Collins si lamenta in conferenza: “Le domande sulla bolla e sui protocolli sono frivole”

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Nadia Podoroska - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

L’estenuante martedì di questa seconda settimana del Roland Garros, dedicato allo svolgimento di ben cinque match sul Philippe Chatrier, si è aperto con le vittorie contro pronostico di Danielle Collins e Nadia Podoroska, che faranno il loro esordio rispettivamente ai quarti di finale e in semifinale dello Slam francese. Il match vinto da Collins era infatti il recupero dell’ottavo non disputato ieri contro Ons Jabeur, e la statunitense (che un quarto Slam l’ha già giocato e vinto lo scorso anno a Melbourne) si è guadagnata il derby con Sofia Kenin; Podoroska, argentina di 23 anni, farà invece il suo esordio assoluto in semifinale.

Si tratta di un traguardo storico per l’Argentina, che non arrivava così in fondo a Parigi dal 2004 (Paola Suarez perse in semi contro Dementieva), e più in generale di un risultato da record perché Podoroska viene dalle qualificazioni – e in Era Open mai nessuna qualificata era stata capace di spingersi in semifinale al Roland Garros. Finora era successo soltanto all’Australian Open grazie a Christine Dorey (nel 1978) e a Wimbledon per merito di Alexandra Stevenson (nel 1999).

DANIELLE, GRINTA E POLEMICA – “Ho appena vinto 6-4 al terzo set, e ancora non ho ricevuto da te una domanda sulla partita. Sono un po’ sconcertata“. Nel mezzo della sua conferenza stampa, un po’ stufa di dover rispondere a domande sulla presunta bolla parigina – spoiler: non c’è né doveva esserci, fidatevi del nostro inviato Vanni Gibertini – Danielle si è rivolta così alla giornalista del New York Times, sperando di interrompere lo stillicidio di domande non inerenti al tennis. “La gente che guarda lo sport cerca qualcosa con cui passare il tempo che non sia relativo al virus, che non sia politico. Non farò altri commenti sulla situazione nella bolla (ma abbiamo detto che non c’è una bolla, ndr), sui protocolli o su quello che succede a Parigi. Credo che questo evento stia portando positività ai giocatori e a chi lo guarda, e vorrei concentrarmi sul gran tennis che si sta giocando qui. Sul serio, queste domande sono piuttosto frivole“.

 
Danielle Collins – Roland Garros 2020 (©Philippe Montigny / FFT)

Nei fatti, è stata proprio questa personalità un po’ ‘bitchycome direbbero in Florida (dove Danielle è cresciuta), a consentirle di prevalere sull’estro di Ons Jabeur. Certo, ha fatto la differenza anche la capacità di mettere grande peso sulla palla in condizioni di gioco in cui la palla proprio non cammina, ma Jabeur ha chiuso il match con un bilancio ampiamente positivo (42 vincenti e 30 errori): non sarebbe stato possibile batterla senza gestire meglio i momenti cruciali della partita. Qualcosina da recriminare, Jabeur, ce l’avrebbe anche, perché nel game che ha regalato a Collins la vittoria (si era sul 5-4 nel terzo set) ha commesso un doppio fallo sul 30-30 che ancora gronda sangue; l’ultimo quindici è stato invece una polaroid più o meno perfetta dei due stili di gioco, con Collins capace di mettere sulla riga una risposta in allungo e Jabeur, ingolosita dalla prospettiva di tirare il 43° vincente, a spedire sulla rete un missile col dritto.

NADIA, ORGOGLIO ALBICELESTE – Dev’essere un fatto curioso per Nadia Podoroska, che è nata a Rosario in Argentina ma eredita il cognome dai nonni ucraini, aver battuto (6-2 6-4) proprio una giocatrice ucraina – Elina Svitolina – per conquistare la prima semifinale Slam della sua carriera. In verità Nadia non parla una parola della lingua dei suoi antenati e fa base ad Alicante assieme al suo coach Juan Pablo Guzman, pur conservando un paio di membri del suo team in terra argentina (un fisioterapista e un trainer). La scelta di andare a vivere in Spagna è stata dei suoi genitori, che volevano consentirle l’accesso a un maggior numero di tornei. “In Sud America non abbiamo molti tornei ed è molto complicato giocare a tennis“, ha raccontato Nadia in conferenza.

Podoroska non era mai stata neanche vicina a entrare in top 100 (best ranking al numero 130) e tra qualche giorno farà addirittura irruzione in top 50, per dare la misura di quanto sia sorprendente il suo risultato. Eppure, a vederla giocare, ci si domanda come mai non abbia ottenuto prima risultati sulla terra battuta: sul rosso si muove che è una meraviglia, conosce i trucchi della superficie e gioca assai bene la palla corta, che su questi campi è più che un’arma letale. Elina Svitolina ha pagato la cronica difficoltà a spingere la palla, che ne fa un’eccellente ribattitrice ma la rende una giocatrice appena normale se deve essere lei a fare ritmo. Ogni inquadratura alle spalle di Elina ha tradito il suo sforzo sovrumano, ben poco produttivo, sintetizzato al meglio dalla statistica dei colpi vincenti (8) al cospetto degli errori non forzati (22).

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WTA Ostrava: Swiatek e Kvitova in semifinale

Le prime due teste di serie non hanno problemi contro Rybakina e Teichmann. Avanti anche Sakkari, Kontaveit elimina Bencic

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Nella città natale di Ivan Lendl, prosegue il bel WTA 500 partito con due top ten e cinque top venti. Cade la terza testa di serie, mentre le prime due e la quarta del seeding non deludono e raggiungono le semifinali, superando le avversarie in due set.

Partiamo dalla metà bassa del tabellone, dove un’ottima versione di Petra Kvitova si impone con un doppio 6-4 su Jil Teichmann,, n. 42 del ranking, anch’ella mancina e per nulla rassegnata al ruolo di spalla in un incontro ricco di colpi e scambi godibilissimi. Differente cilindrata tra le due e ci mette un po’ a carburare, Petra, che concede qualche errore di troppo e nel quarto gioco deve affidarsi alla prima di servizio per risalire da 15-40 e salvare due vantaggi esterni. Le due offrono un buono spettacolo per otto giochi, finché un dritto ceco in corsa che trova un angolo strettissimo dà il la all’accelerazione di Kvitova; anche Teichmann piazza un paio di bei dritti per tentare di contrastare l’improvviso innalzamento del livello, ma il colpo di Petra fa i buchi per terra lasciando la svizzera ad ammirare malvolentieri e il 6-4 è inevitabile. Ripartenza ancora complicata per la numero 10 del mondo e questa volta Jil entra nello scambio e strappa il servizio con un vincente in corsa. La 182 cm di Bilovec è però centrata in risposta, rintuzza immediatamente il tentativo di fuga e sorpassa con una rasoiata di rovescio a ribattere quella già eccellente di Teichmann. Non esce dal match, la talentuosa svizzera, ma non riesce a sfruttare due occasioni per rientrare a sua volta. Kvitova arriva allora a servire sul 5-4 dopo un’ora e mezza: esordisce con una deliziosa volée smorzata e prosegue piazzando altri due vincenti senza strafare; un doppio fallo indolore, poi la prima a chiudere. In semifinale sfida Anett Kontaveit protagonista di una grande vittoria in due set su Belinda Bencic, N. 3 del seeding. 6-4 6-3 il punteggio senza appello a favore della giocatrice estone

Nella parte alta del draw, la prima favorita e n. 6 del mondo Iga Swiatek si impone 7-6 6-2 su Elena Rybakina. Scambio di break nella prima parte della partita di apertura che si conclude al tie-break: Swiatek opera il sorpasso definitivo con due prime che non tornano indietro, poi Rybakina manda appena largo il lungolinea bimane dopo essersi aperta il campo nel lungo scambio ben condotto. Nel secondo set, Iga mette subito la testa avanti, grazie a qualche errore macroscopico dell’avversaria che consegna il turno di battuta con un doppio fallo, e chiude 6-2 dopo un’ora e quarantuno minuti. In semifinale troverà Maria Sakkari, vincitrice di Tereza Martincova. La n. 61 WTA ha dovuto inseguire dall’inizio del primo set, riuscendo ad agganciare l’avversaria in extremis al decimo game. La rincorsa viene pagata nel gioco successivo e la ventiseienne di Atene incamera il 7-5. Nessun problema per il successivo 6-3, ottenuto da Sakkari piazzando 22 vincenti contro gli 8 di Martincova.

 

Il tabellone di Ostrava

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ATP

ATP Nur-Sultan: Ivashka e Bublik raggiungono le semifinali

Il bielorusso rimonta Ruusuvuori, mentre il tennista di casa regola Taberner. Sabato affronteranno rispettivamente Duckworth e Kwon

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Alexander Bublik - Miami 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Si allinea alle semifinali l’ATP 250 di Nur-Sultan. I quarti del venerdì non hanno riservato grosse sorprese, nonostante le due vittorie messe a segno dagli sfavoriti in termini ranking.

L’incontro di apertura del programma kazako ha aggiunto un’ulteriore conferma all’ottima stagione di Ilya Ivashka, in saldo ATP positivo su tutte le superfici con l’atteso picco sul duro. Il ventisettenne di Minsk ha superato in rimonta Emil Ruusuvuori, il quale si deve accontentare di avergli strappato un set dopo le due nette sconfitte subite quest’anno. Dopo i primi due parziali equilibrati, Ivashka ha preso il sopravvento nel terzo una volta consolidato il break nel lunghissimo secondo game; caratterizzato da bei punti ed errori evidenti, le diverse occasioni avute da entrambi non potevano non ripercuotersi su Ruusuvuori che è lentamente scivolato fuori dal match, facendo anche registrare cinque doppi falli nel parziale decisivo. Questa settimana al nuovo best ranking (n. 52 ATP), Ivashka è già sicuro di entrare in top 50 da lunedì. Nel frattempo, sulla corsa al suo secondo titolo in carriera dopo quello di un mese fa a Winston-Salem, il penultimo ostacolo sarà James Duckworth, uscito vincitore in due set dal derby con John Millman, quinta testa di serie ma undici posizioni più indietro nella Race rispetto al giustiziere di Sinner a Toronto.

Per quanto riguarda la parte bassa del tabellone, il secondo favorito del seeding Alexander Bublik regola con un break per set lo spagnolo Carlos Taberner, coetaneo del kazako ma di certo più avvezzo alla terra battuta dei Challenger che al duro indoor del circuito maggiore. Una sola palla break concessa e annullata per Bublik che regala anche qualche bello scambio dei suoi, forte del vantaggio conquistato nel quarto gioco con due rovescioni lungolinea. Nel secondo parziale, il break sul 3 pari è propiziato da due buoni punti di Bublik, ma le colpe di Carlos sono evidenti sulla palla break con uno smash non chiuso seguito da un altro completamente fuori bersaglio. Due match point consecutivi se ne vanno con un doppio fallo e un Taberner bravo a prendere in mano il gioco fin dalla risposta, ma poi Bublik pianta l’ace numero 16 e, dopo un sorriso a rassicurare tutti ma soprattutto sé stesso, anche il numero 17 che sigilla il risultato.

 

Per lui, semifinale contro il coreano Soonwoo Kwon che in tre set si è liberato di Laslo Djere, bravo fin qui ad approfittare di un buon tabellone (Galan e un Musetti ancora in periodo negativo) per raggiungere il suo primo quarto finale fuori della terra battuta dopo ben diciotto sulla superficie preferita. Il bagel nella terza partita ha comunque sancito la maggior attitudine di Kwon per il “veloce” (le virgolette perché non pare rapidissimo, tutt’altro). Il n. 82 da Seul, anch’egli classe 1997, cercherà così la rivincita del match a livello Challenger del 2017 proprio a Nur-Sultan, che all’epoca si chiamava ancora Astana.

Risultati:

[8] I. Ivashka b. Emil Ruusuvuori 4-6 6-4 6-1
J. Duckworth b. [5] J. Millman 6-4 6-4
S. Kwon b. [7] L. Djere 7-6(4) 2-6 6-0
[2] A. Bublik b. C. Taberner 6-3 6-4

Il tabellone completo

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ATP

ATP Metz: Murray gioca alla pari con Hurkacz, ma esce sconfitto in due set

Come a Cincinnati, il polacco rifila un 7-6 6-3 all’ex numero 1 mondiale. Quarta ‘semi’ del 2021 per lui. Sfiderà Gojowczyk

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Hubert Hurkacz - Miami 2021 (via Twitter, @atptour)

Hubert Hurkacz mantiene viva la speranza di qualificarsi alle Nitto ATP Finals di Torino. All’ATP 250 di Metz il campione del Masters 1000 di Miami ha raggiunto la semifinale, la quarta della sua stagione, consolidando la sua nona posizione nella classifica ‘Race’ (data per certa l’assenza di Nadal, al momento settimo, ‘Hubi’ sarebbe qualificato). Nei quarti affrontava Andy Murray, già affrontato e battuto nel secondo round di Cincinnati: il match si è concluso con lo stesso identico punteggio, 7-6(4) 6-3.

Lo scozzese ha più volte esternato il suo disappunto, soprattutto nel finale di match, ma ha dimostrato di saper tener testa a uno dei migliori giocatori del circuito al momento. Questo ovviamente non sarebbe sufficiente per un campione Slam ed ex numero 1 ATP; lo è però per l’Andy Murray del 2021, anche se non è bastata una prova discreta contro il numero 1 del tabellone Hurkacz.

L’incontro avrebbe preso una piega totalmente diversa se lo scozzese avesse portato a casa un primo set in cui ha raccolto ben più del suo avversario in risposta. Murray ha mancato tre palle break nell’ottavo game (in due occasioni il polacco ha servito la prima in campo) ed è arrivato a due punti dal 6-4 nel turno di risposta successivo. Il tie-break non è partito bene per Andy e un colpo di coda finale non è bastato a ricucire lo strappo di 5 punti.

 

Lo stesso si può dire del secondo parziale. Murray, molto costante al servizio nel primo parziale, è andato più in difficoltà alla battuta, al contrario di Hurkacz, che si è involato sul 4-1. Il pubblico non ha risparmiato applausi per il tentativo di Murray di stare attaccato al match, sia nel sesto game (quando ha evitato un secondo break) che sul 5-3 e servizio Hurkacz. Lo scozzese ha salvato due match point (uno con un rovescio vincente) e si è guadagnato una palla break. Il 13esimo ace di Hurkacz ha però spento la fiamma di Murray e il match si è concluso dopo 1 ora e 50.

Nonostante abbiano giocato tre set, Marcos Giron e Peter Gojowczyk hanno impiegato mezz’ora in meno a concludere il loro match. Il giocatore tedesco (in gioco dal torneo di qualificazione) ha vinto in rimonta 3-6 6-1 6-3 e contro Hurkacz giocherà la seconda semifinale dell’anno. L’altra l’ha raggiunta sempre in Francia, al ‘250’ di Montpellier. Uno dei due protagonisti della semifinale della parte bassa del tabellone sarà invece Gael Monfils, in ripresa nelle ultime uscite, che non ha mai realmente sofferto contro Basilashvili (sconfitto con un doppio 6-3). Il francese si giocherà un posto in finale con il vincente dell’ultima sfida di giornata, quella tra il danese Holger Rune e il secondo favorito Pablo Carreno Busta.

Il tabellone completo

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