Challenger: Huesler e Ivashka sollevano i trofei in Germania e Turchia

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Challenger: Huesler e Ivashka sollevano i trofei in Germania e Turchia

Secondo titolo consecutivo per Huesler, che dopo la vittoria sulla terra di Sibiu trionfa anche sul veloce indoor di Ismaning

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Marc-Andrea Huesler - ATP Challenger Ismaning 2020 (foto © Juergen Hasenkopf)

Una battaglia a Ismaning e una passeggiata a Istanbul, questa potrebbe essere la sintesi dell’ultima giornata dei due Challenger andati in scena domenica pomeriggio. In Germania il 24enne svizzero Marc-Andrea Huesler (n.187 ATP) ha prevalso al termine di una dura battaglia (6-7 7-6 7-5) contro l’olandese Botic van De Zandshulp (n.174 ATP). In Turchia il bielorusso Ilya Ivashka (n.129 ATP) ha battuto facilmente (6-1  6-4) l’esperto slovacco Martin Klizan (n.168 ATP ma ex n.24 e vincitore di ben 6 titoli ATP).

ISMANING CHALLENGER 80

Sul veloce indoor della località bavarese si sono affrontati due giocatori che hanno letteralmente dato spettacolo mettendo in mostra un tennis d’altri tempi. Niente servizio/diritto e pressione esasperata ma serve and volley ad ogni occasione utile. Il pubblico, numeroso nonostante la situazione sanitaria, gradisce, applaudendo ripetutamente i due giocatori. Il primo set segue fedelmente i turni di servizio tanto che le prime palle break sono per l’olandese sul 6-5 in suo favore. Ma la decisione, come giusto, è rimandata al tie-break che vede prevalere Van De Zandshulp per 7-3. Il secondo parziale inizia con una reciproca amnesia che porta a un break/contro-break, per poi proseguire senza ulteriori sussulti fino ad un nuovo tie-break che questa volta sorride allo svizzero per 7-2.

Il set decisivo vede calare leggermente la percentuale di servizio di entrambi, si vedono così un paio di break e diverse occasioni da ambo le parti. Quella decisiva si concretizza a favore dello svizzero sul 5-5 con Huesler che, dopo il break, va a servire per il match. Un altro paio di bombe di servizio e la partita è sua. Per lui alla fine 19 ace contro i 16 dell’avversario, pur con una percentuale di punti sulle prime leggermente inferiore: 71% contro 81%.

 

Il giocatore svizzero conclude così il suo autunno ruggente: in settembre aveva infatti già vinto il Challenger 80 di Sibiu e raggiunto le semifinali dell’ATP di Kitzbuhel battendo, tra gli altri, il nostro Fognini e lo spagnolo Feliciano Lopez. Francamente risulta un mistero come a 24 anni non sia ancora riuscito a scalare le classifiche in maniera più decisa. Le premesse però ci sono tutte.

ISTANBUL CHALLENGER 100

A senso unico invece la finale di Istanbul dove il bielorusso Ilya Ivashka non ha lasciato alcuna chance a Klizan che forse è arrivato a questa partita un po’ stanco. Fatto sta che Ivashka, con tre break nel primo set e due nel secondo, non ha mai dato una sola possibilità all’avversario che in ogni caso ha dato il suo contributo con sette doppi falli (contro un solo ace) e un misero 59% di punti sulla prima di servizio. Statistiche con cui in genere non si va molto lontano. Il confronto con il suo avversario, che sulla prima di servizio ha ottenuto l’83%, è impietoso.

Massimo Gaiba

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ATP Challenger: primo titolo per Nakashima, a Ortisei trionfa Ivashka

Il 19enne americano alza il trofeo a Orlando senza perdere nemmeno un set. Cerundolo campione sulla terra di Guayaquil

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Brandon Nakashima - ATP Challenger Orlando 2020 (via Twitter, @ATPChallenger)

CHALLENGER 80 ORTISEI

Dopo l’uscita di scena del nostro Federico Gaio nei quarti ad opera del russo Aslan Karatsev (7-6 6-3), sono il bielorusso Ilya Ivashka (n.113 ATP) e il francese Antoine Hoang (n.126 ATP) a giocarsi la finale del Challenger di Ortisei. Partita che si prevede equilibrata sul velocissimo tappeto gardenese che entrambi hanno già dimostrato di gradire. Nemmeno il tempo di allacciarsi le scarpe e Hoang si trova già sotto di un break quando un magnifico passante in corsa di diritto di Ivashka gli fa capire subito che per lui non sarà una domenica facile. Il bielorusso, testa di serie n.2, incamera infatti il primo set in un attimo senza concedere al francese nemmeno una chance di riequilibrare il punteggio.

Hoang ha però la forza di non perdersi d’animo e nel sesto gioco brekka l’avversario portandosi sul 4-2. Ivashka completa poi la frittata quando, dovendo fronteggiare il primo set point, viene tradito proprio dalla sua arma migliore e commette un orribile doppio fallo. Un set per parte e palla al centro. Nulla di particolare da segnalare nel terzo parziale fino a quando Ivashka, sul 6-5 si procura una palla break che è anche match point. Il bell’attacco di dritto del francese rimanda tutto al tie-break. Un tie-break che Ivashka si aggiudica in scioltezza lasciando all’avversario solo tre punti. Risultato finale 6-4 3-6 7-6 per il bielorusso che succede nell’albo d’oro a Jannik Sinner e si conferma uno dei giocatori più in forma, bissando il successo di un mese fa a Istanbul.

Decisivo il servizio con 15 ace contro 3 a favore di Ivashka che oltretutto ottiene l’80% di punti sulle prime contro il 67%. Analoga la differenza in risposta: 33% di punti contro il 20% di Hoang. Il commento del vincitore: “Ho giocato bene tutta la settimana. Questa è la mia superficie preferita anche se non è facile giocare in altura. L’unico rammarico è che forse avrei potuto chiuderla prima ma mi sono un po’ innervosito e lui è stato bravo a rimanere in partita”. A lenire il piccolo rammarico gli 80 punti ATP che lo porteranno a ridosso dei top 100 e l’assegno da 6190 euro. Per Hoang semifinale l’anno scorso (battuto da Sinner) e finale quest’anno, per cercare di portare a casa questo torneo dovrà per forza tornare l’anno prossimo.

CHALLENGER 80 ORLANDO

Il 19enne Brandon Nakashima (n.202 ATP) completa il magico quartetto dei nati dopo il 2000 che sono riusciti, in questa fantastica annata, a vincere almeno un Challenger. Raggiunge il nostro Musetti, lo spagnolo Alcaraz e il ceco Machac. Il ragazzo ha dominato con autorità la finale del torneo di Orlando (6-3 6-4) costringendo l’indiano Prajnesh Gunneswaran (n.137 ATP e quarta testa di serie) alla seconda sconfitta consecutiva in finale (la settimana scorsa contro Kudla a Cary).

Nakashima che al secondo turno aveva eliminato la prima testa di serie, il forte brasiliano Thiago Monteiro, parte subito forte prendendo in mano il comando del gioco. Al sesto gioco fa il break e non lascia replica all’indiano. All’inizio del secondo set Gunneswaran cerca di reagire ma ogni suo tentativo si infrange (otto palle break annullate su otto) contro il muro eretto dal giovane avversario. Nakashima gioca davvero bene, con idee chiare e piedi rapidi, la sua palla esce piatta e veloce: è un piacere guardarlo. Nel terzo game brekka di nuovo l’avversario e non si farà più riprendere. Intendiamoci, Gunneswaran ci prova e nell’ottavo gioco ha tre occasioni per il contro break ma quando una palla orribilmente steccata da Nakashima rimane in campo sembra un chiaro segno del destino. O almeno così lo interpreta l’indiano che si arrende velocemente. Per conoscere meglio questo nuovo talento emergente vi consigliamo di rivedervi l’intervista che il nostro direttore Scanagatta gli fece nel giugno scorso.

CHALLENGER 80 GUAYAQUIL

Il terzo torneo della settimana si è svolto a Guyaquil (Ecuador) su terra battuta. Nessun italiano ai nastri di partenza, la finale ha visto opposti lo slovacco Andrej Martin (n.105 ATP) e l’argentino Francisco Cerundolo (n.198 ATP). Il primo set, dopo essersi pigramente trascinato senza particolari emozioni fino al decimo gioco, ha un improvviso sussulto quando Martin, vittima di un inaspettato black-out, si lascia strappare il servizio e regala il set all’argentino.

All’inizio del secondo parziale è a Cerundolo che spegne la luce e Martin, forse ricordandosi di essere la testa di serie n.3, prende il comando delle operazioni: 2-1 e battuta. I tentativi di Cerundolo di risalire la china sono poco più che simbolici, anzi nel nono gioco perde di nuovo il servizio e manda la partita al terzo e decisivo set. I giocatori continuano ad esprimere un livello di gioco intermittente con continui alti e bassi. I bassi sono soprattutto dello slovacco che nel terzo game perde il servizio. E si ripete subito dopo inabissandosi sotto il peso del doppio break. Risultato finale 6-4 3-6 6-2 per Cerundolo che bissa così la vittoria ottenuta a Spalato un mese fa e si avvia a concludere questo 2020 con un bilancio decisamente positivo.

 

Massimo Gaiba

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Federico Gaio è l’unico azzurro ancora in gara a Ortisei

Nei quarti di finale dell’ATP Challenger 80 se la vedrà con il russo Aslan Karatsev. Fuori tra primo e secondo turno gli altri sette italiani presenti in tabellone

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Federico Gaio - ATP Challenger Todi 2020 (foto Felice Calabrò)

Al Challenger 80 di Ortisei erano ben otto gli italiani in tabellone ma solo Federico Gaio riesce a raggiungere i quarti di finale, smentendo chi lo aveva già dato in vacanza. Nel primo turno vince un insidioso derby contro Andrea Pellegrino (6-3 6-4) in cui gli è sufficiente un break per set mentre l’avversario non riesce a sfruttare le occasioni che pure non gli sono mancate. Nel secondo turno si sbarazza (6-4 7-5) dell’insidioso turco Altug Celikbilek (n.327 ATP) che nelle qualificazioni aveva fatto ‘strage’ d’italiani eliminando in sequenza Andrea Arnaboldi e Francesco Forti.

Gaio riesce a rimanere sempre in controllo (nessuna palla break concessa) anche se l’avversario non è certo uno che si dà per vinto facilmente. Fino al 5-5 del secondo set quando gli viene chiamata fuori una volée che regala a Gaio un’importantissima palla break. Celikbilek non si dà pace e si lamenta tanto a lungo da perdere la concentrazione. Commette così un terribile doppio fallo che manda il nostro tennista a servire per il match. Alla seconda occasione Gaio chiude l’incontro. Nei quarti lo aspetta il russo Aslan Karatsev (n.111 ATP) che si è sbarazzato del connazionale Karloskiy (7-5 6-4).

Roberto Marcora, dopo l’ennesima impresa contro Lorenzo Musetti, trova a sbarrargli la strada il tedesco Julian Lenz (n.205 ATP) che riesce a prevalere 6-3 7-6 al termine di un incontro molto equilibrato in cui i servizi hanno spesso tremato (tre break per il 27enne tedesco e due per Marcora). Il tennista azzurro parte male in entrambi i set e se nel primo parziale non riesce a recuperare, nel secondo ottiene il contro-break nel decimo gioco, guadagnandosi un tie-break che, purtroppo per lui, sarà senza storia: 7-4.

Luca Nardi si conferma una delle più grandi speranze del nostro tennis e gioca alla pari, a dispetto dei suoi 17 anni e di una classifica ancora tutta da costruire, con il ceco Tomas Machac (n.197 ATP). Il 20enne Machac, fresco finalista al Challenger di Bratislava, è in grande fiducia e probabilmente pensa di fare un solo boccone del giovane avversario ma niente si rivelerà più sbagliato. Luca infatti non ha nessuna intenzione di recitare la parte della vittima sacrificale, anzi lotta punto su punto con bella autorità. Entrambi i set finiscono al tie-break dove prevale il giocatore oggi più forte anche se Nardi, dopo essersi fermato a quattro nel primo tie-break, se la gioca alla pari nel secondo arrivando anche ad avere due set point. Alla fine sarà 10-8 per Machac. Siamo però assolutamente convinti che nel 2021 Luca ci darà delle belle soddisfazioni.

Concludiamo con Giulio Zeppieri, il cui ritorno alle gare dopo il lockdown non è stato sicuramente pari alle aspettative, complici alcuni problemi fisici che lo hanno tormentato per tutta la stagione. A Ortisei l’esperto slovacco Martin Klizan (n.149 ATP, ma già n.24 nel 2015) lo ha battuto piuttosto nettamente (6-1 6-3) in appena 50 minuti. Un modo forse un po’ amaro per concludere la stagione ma ricordiamoci che il ragazzo non ha ancora compiuto 19 anni e che il futuro è suo. Come già detto per Musetti il percorso verso il successo non è mai rettilineo e a coach Melaranci spetterà il compito di tracciare la strada.

Massimo Gaiba

 

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Roberto Marcora bestia nera di Musetti

Lorenzo Musetti si arrende ancora una volta a Marcora, che lo aveva già battuto al Challenger di Parma 2. Giornata negativa per il giovane azzurro, che è sembrato poco a suo agio sul tappeto indoor di Ortisei

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Roberto Marcora - Challenger Parma 2 (foto Marta Magni)

Due settimane dopo Parma Roberto Marcora concede il bis e ferma di nuovo la corsa di Lorenzo Musetti che a Ortisei si giocava le ultime carte per l’accesso diretto al tabellone principale dei prossimi Australian Open. Il 31enne lombardo non ha però avuto nessuna pietà, confermando che a questi livelli se la può ancora giocare con chiunque. D’altro canto Musetti, oltre ad essere evidentemente infastidito dal gioco di Marcora, non è mai sembrato a proprio agio sul tappeto indoor di Ortisei. E se due indizi fanno una prova ci vien da pensare che le sue caratteristiche non si sposino per niente col tennis al coperto.

IL MATCH – Il primo set procede senza strappi, e con molti errori, fino al sesto gioco quando Musetti con due doppi falli consecutivi e un drittaccio in rete concede il break decisivo. Infatti l’avversario non gli lascerà alcuna chance per rientrare e il 6-3 finale è l’inevitabile epilogo. Il secondo parziale inizia con un altro doppio fallo di Musetti. Infausto presagio, come confermeranno i tanti errori del carrarese che appena tenta di accelerare la mette lunga. Marcora, da parte sua, si limita a gestire senza fare nulla di particolare. La sensazione è che Lorenzo resti aggrappato alla partita con i denti e che l’avversario sia sempre sul punto di dare la spallata decisiva.

Cosa che avviene nel decimo punto del tie-break del secondo set, quando Musetti, al termine di uno scambio estenuante, sbaglia un diritto lungolinea e concede due match-point. Sul primo Marcora regala un doppio fallo, sul secondo costringe l’avversario a un difficile smash di controbalzo. E ieri a Musetti non riusciva nulla, figuriamoci le cose difficili. Risultato finale 6-3 7-6 per Marcora che conferma il feeling con questo torneo che lo scorso anno lo vide arrivare ai quarti, fermato solo dal futuro vincitore Jannik Sinner.

Peccato per Lorenzo Musetti che chiude in calando questa sua straordinaria stagione e ora in Australia gli toccheranno, molto probabilmente, le forche caudine delle qualificazioni. Ma coach Simone Tartarini sa benissimo che la strada per il successo non è rettilinea. A lui il compito di correggere le piccole e inevitabili sbandate.

Massimo Gaiba

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