ATP Parigi-Bercy: un grande Zverev batte Nadal, sfiderà Medvedev in finale

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ATP Parigi-Bercy: un grande Zverev batte Nadal, sfiderà Medvedev in finale

Grande prestazione di Sascha al servizio nonostante qualche patema nel secondo set. Il torneo parigino resta stregato per Rafa.

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Alexander Zverev - Bercy 2020 (via Twitter, @RolexPMasters)

[4] A. Zverev b. [1] R. Nadal 6-4 7-5

Alexander Zverev ha conquistato la finale al Masters 1000 di Parigi-Bercy battendo Rafa Nadal per 6-4 7-5 in 99 minuti. Il tedesco è stato superiore per quasi tutto l’incontro, infilando 37 vincenti contro i 17 dell’avversario a fronte dello stesso numero di errori, e il match è rimasto in equilibrio quasi esclusivamente in virtù della occasioni sprecate dal tedesco nel secondo set. Si tratta della seconda vittoria in sette confronti con l’iberico, e della settima finale conquistata in un Masters 1000, la prima da Shanghai 2019 dove perse proprio contro il suo avversario di domani, Daniil Medvedev.

IL PERCORSO – Una grafica mostrata prima del match da TennisTV ha evidenziato la grande continuità dei due in questo tipo di tornei, certificando la nobile schiatta dell’incontro: Nadal ha la più alta percentuale di vittorie nei Masters 1000 fra i giocatori in attività (83 percento), Zverev la quinta con il 66. Come detto, il bilancio era 5-1 Nadal nei confronti diretti, ma Zverev aveva vinto l’unico confronto indoor, che era anche l’ultimo fra i due, alle scorse Finals. Entrambi venivano da una striscia positiva in doppia cifra, 10 vittorie per Nadal, 11 per Zverev.

 

Le partite al chiuso non hanno mai arriso particolarmente a Rafa, per una serie di motivi: i suoi fondamentali carichi risentono del rimbalzo più basso; gli avversari possono essere più aggressivi in virtù della maggiore pulizia nel colpire determinata dall’assenza di vento; generalmente arriva molto stanco al tramonto della stagione. Quest’ultimo fattore, però, nel 2020 non sussiste, e i miglioramenti con la battuta (oltre alle molte assenze) gli hanno offerto forse la più grande chance per vincere il suo primo big title indoor in tre lustri (l’ultimo, e il solo, a Madrid 2005).

Nadal, anche per i motivi di cui sopra, non aveva infatti avuto un percorso semplice, rimontando i connazionali Lopez e Carreno Busta ed annullando un set point a Jordan Thompson. Il maiorchino aveva però servito benissimo, perdendo la battuta solo due volte e concedendo 10 palle break in tre uscite – stesso numero per l’avversario, ma con cinque break concessi. Entrambi hanno vinto più dell’80 percento dei punti con la prima nei match giocati finora (e concretizzato più della metà delle palle break), ma mentre Nadal ha sempre vinto almeno il 56 con la seconda, il tedesco ha sofferto come da costume sul colpo sia con Mannarino che con Stan The Man; per Sascha era dunque più importante avere percentuali alte di prime in campo.

Zverev ha rischiato grosso contro un altro mancino, Adrian Mannarino, agli ottavi (ha annullato tre set point nel primo e sprecato un match point nel secondo prima di chiudere 6-4 nel set decisivo) e si è salvato quando Wawrinka ha servito per portarla al terzo ieri sera. Il teutonico si è sempre trovato bene su questa superficie, vincendo le Finals del 2018 e vincendovi cinque dei suoi tredici titoli, inclusa la doppietta di Colonia delle ultime settimane. Prima semifinale a Parigi per lui alla quarta partecipazione, quinta su otto partecipazioni per Nadal, la seconda di fila dopo il ritiro dello scorso anno prima di affrontare Shapovalov con una finale raggiunta nel lontano 2007, persa contro Nalbandian.

PRIMO SET – “Rafa è uno dei migliori difensori del circuito, quindi attaccarlo non è necessariamente un buon piano partita contro di lui, bisogna cercare di giocare un match intelligente”, ha detto Zverev prima prima dell’incontro. Nadal deve averlo ascoltato, perché l’ha letteralmente costretto a spingere con palle senza peso al centro per il 15-30 nel primo turno di risposta. Sascha ha però reagito subito, tirandosi fuori dal pericolo con due botte a uscire da sinistra e colpendo due risposte vincenti di rovescio in allungo nei primi giochi, vincendo quattro punti su cinque sulla prima dell’iberico; ha così trovato il break a zero con una serie di sette punti consecutivi ottenuti pungolando il rovescio dell’avversario e sbagliando poco.

Zverev ha avuto pochissimi problemi a gestire i colpi tagliati di Nadal, trovando anzi spesso il vincente con il dritto lungolinea dopo aver buttato l’avversario fuori dal campo. Se il primo favorito del torneo aveva ascoltato le parole dell’avversario, il quarto aveva sicuramente buttato l’occhio sui sopracitati numeri alla battuta, e ha infilato 12 dei suoi primi 15 servizi (ha chiuso il parziale al 78 percento), senza dare troppo margine di rientro alla prima testa di serie.

Nadal ha dovuto necessariamente cercare di incidere maggiormente con i primi colpi dello scambio, sia in termini di velocità che di angoli, ma non è riuscito a leggere il servizio da sinistra del tedesco, che è salito 5-3 con tre ace consecutivi da quella mattonella, e ha chiuso nel turno successivo con una bella palla corta dopo un servizio al corpo dopo 37 minuti. Davvero un set perfetto per Sascha, con 19 vincenti (di cui nove ace) a fronte di soli sette errori e il dominio dei punti rapidi, 22-15.

SECONDO SET – Nonostante una maggiore incisività di Rafa con la prima, Zverev ha continuato a non soffrire nello scambio, specialmente sul lato sinistro dove il rimbalzo basso gli ha sempre consentito di colpire all’altezza dell’anca. L’impressione è sempre stata di grande agio per il più giovane, con lo spagnolo costretto a magate come questa:

Le risposte del finalista di Flushing Meadows hanno continuato a trovare la profondità, e Nadal non è stato pronto all’uscita dal servizio, mettendo largo un dritto per la palla break nel terzo gioco, e sull’attacco a rete successivo il dritto in cross è rimasto appena meno ingiocabile del solito, permettendo all’avversario di mettere in campo un passante comunque molto complicato e di salire 3-1. Nel game successivo, Zverev ha avuto l’opportunità di chiudere definitivamente il match, rimontando da 30-0 e salendo a palla break grazie a una palla accomodata dal nastro, ma Rafa si è salvato con un evergreen, servizio slice e attacco a campo aperto.

Uno dei crocevia decisivi è arrivato lì: Zverev ha perso brillantezza alla battuta, e ha concesso il 15-40 con un errore di rovescio al termine di un agonico scambio da 26 colpi, ma si è salvato con il servizio e con un grande punto quasi altrettanto lungo, iniziato con una seconda che ha fluttuato nell’aria per qualche attimo prima di atterrare mansueta sulla riga (un altro grande classico) ma gestito benissimo con il rovescio sfidato dai continui back dell’avversario prima della chiusura a rete.

Il match sembrava essersi chiuso lì, perché la tds N.4 ha prima trovato nuovamente la risposta profonda e poi giocato un passante stretto di rovescio in corsa elusivo e murrayano al limite della beffa. Nadal si è invece riscosso, trovando due rari vincenti da fondo per la parità. Zverev ha continuato a dominare da fondo trovando un’altra opportunità con il dritto; ancora una volta, però, la combo servizio-esterno-dritto-a-uscire ha tenuto a galla lo spagnolo.

Sprecata un’altra chance, Zverev ha ricominciato a tirare alcune delle sue famose seconde anodine, lasciando spazio all’avversario, e, conscio delle proprie incertezze, ha concesso una palla break cercando una seconda a 200 all’ora per il primo doppio fallo di giornata – Nadal ha preso subito il controllo dello scambio successivo, obbligando il tedesco a sbagliare il passante per il 4-4. La prossemica dei due è cambiata immediatamente, il pugnetto dell’iberico sempre più presente e le spalle di Zverev ammosciate dalla gravità e dalle occasioni sprecate.

Gli va dato atto, però, di essersi rapidamente risollevato: sapeva benissimo che le sue cifre al servizio non sarebbero rimaste sempre tanto alte, e che gli scambi si sarebbero allungati. Il momento di défaillance ha fatto seguito a una ritrovata solidità con il servizio e all’accettazione dello scambio prolungato (alla fine ha vinto 9-4 nei punti sopra i nove colpi, 6-1 nel secondo set). Sascha ha mostrato grande accortezza nello scegliere i momenti in cui verticalizzare, ed è salito a palla break con una volée accarezzata dal nastro dopo un buon approccio con l’inside-out, e il terzo errore con il rovescio di Nadal nel game l’ha portato a servire per il match. La racchetta stavolta non ha tremato: il tredicesimo ace gli ha dato tre match point, e nonostante un bullet train di Rafa in risposta, un dritto in corridoio gli ha dato la vittoria.

“Non è mai facile affrontare Nadal, ma sono contento di essere arrivato in finale, anche perché non avevo mai fatto bene in questo torneo”, ha detto il vincitore a fine match. “Conosco Daniil fin dai tempi dei junior e l’ho battuto un po’ di volte, ma lui ha vinto lo scorso anno a Shanghai e le finali fanno sempre storia a sé“. Il bilancio con il russo è di 5-1 in suo favore.

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Caso Djokovic, l’ATP: “L’assenza di Novak una perdita per l’Australian Open. Ma la vaccinazione è raccomandata”

L’ATP descrive gli eventi degli ultimi giorni come “profondamente deplorevoli” e augura buona fortuna al numero uno del mondo

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Novak Djokovic alle Nitto ATP Finals 2021 (Credit: @atptour on Twitter)

A poche ore dal termine dell’udienza che ha visto i giudici australiani della Corte Federale revocare il visto a Novak Djokovic, si è espressa con un breve comunicato anche l’Association of Tennis Professionals. Qui la traduzione integrale del documento firmato ATP:

“La decisione odierna di confermare la cancellazione del visto australiano di Novak Djokovic segna la fine di una serie di eventi profondamente deplorevoli. In definitiva, devono essere rispettate le decisioni delle autorità giudiziarie in materia di salute pubblica. È necessario più tempo per fare il punto sui fatti e per trarre gli insegnamenti da questa situazione. Indipendentemente da come è stato raggiunto questo punto, Novak è uno dei più grandi campioni del nostro sport e la sua assenza dagli Australian Open è una perdita per il nostro gioco. Sappiamo quanto siano stati turbolenti gli ultimi giorni per Novak e quanto volesse difendere il suo titolo a Melbourne. Gli auguriamo ogni bene e non vediamo l’ora di rivederlo presto in campo. L’ATP continua a raccomandare vivamente la vaccinazione a tutti i giocatori.”

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Il torneo di Rotterdam si giocherà a porte chiuse anche nel 2022

Già lo scorso anno l’ATP 500 olandese si era disputato senza pubblico. Entry list di lusso con Sinner, Medvedev, Rublev e Tsitsipas

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Rotterdam (foto via Twitter, @abnamrowtt)

Ondata dopo ondata, il tennis ricomincia ad andare in sofferenza a causa di nuove chiusure, ed è scontato che siano i tornei indoor (naturalmente più portati a diffondere il virus) a pagare lo scotto maggiore. L’ABN AMRO World Tennis Tournament di Rotterdam, evento principale della stagione indoor europea di febbraio giunto all’edizione N.49, si disputerà infatti a porte chiuse per il secondo anno di fila, come ha comunicato il direttore del torneo Richard Krajicek nei giorni scorsi.

È una grossa delusione“, sono state le parole del vincitore di Wimbledon ’96. “Per i giocatori, per noi, ma soprattutto per gli appassionati. Per il secondo anno di fila avremo un gruppo fantastico di giocatori ma nessuno sugli spalti per via delle misure attualmente in vigore. La consolazione, seppur piccola, è che il torneo può comunque essere seguito attraverso Ziggo Sport e NOS nei Paesi Bassi e su Tennis TV e altre piattaforme nel resto del mondo“. Chi ha comprato i biglietti li potrà automaticamente riutilizzare nel 2023.

Secondo il comunicato stampa del torneo, la decisione scaturisce da due fattori: da un lato le misure anti-Covid vigenti nel Paese; dall’altro il poco tempo a disposizione degli organizzatori per preparare soluzioni alternative per quello che è il più grande evento sportivo al chiuso organizzato nei Paesi Bassi. Jolanda Jansen, CEO della Rotterdam Ahoy (il complesso dove si svolge il 500) ha infatti detto: “Anche qualora ci fosse accordata una piccola percentuale di pubblico all’ultimo minuto, non saremmo in grado di offrire il tipo di evento a cui i nostri visitatori sono abituati. Non è realistico pensare di organizzare un VIP Village o altre attività pensate per gli avventori in così poco tempo. L’ABN AMRO World Tennis Tournament è molto più che un torneo, è un’esperienza completa che assorbe i tifosi per tutta la giornata“.

 

QUASI UN MASTERS 1000

E come ha detto Krajicek, il dispiacere è doppio perché una corte dei miracoli era (ed è) attesa al via del torneo. Fra gli iscritti figurano infatti Daniil Medvedev, Stefanos Tsitsipas, il campione uscente Andrey Rublev, Jannik Sinner, Hubert Hurkacz, Felix Auger-Aliassime, Denis Shapovalov e Gael Monfils, vincitore delle ultime due edizioni con il pubblico nel 2019 e 2020. Ben cinque Top 10 e undici Top 20 per un torneo sempre ben frequentato.

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ATP Adelaide 2, prima gioia in carriera per Kokkinakis: battuto Rinderknech

Il tennista di casa conquista il primo titolo della carriera in singolare sconfiggendo in rimonta il francese dopo oltre due ore e mezza di partita

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Thanasi Kokkinakis - ATP Adelaide 2 2022 (Twitter - @AdelaideTennis)
Thanasi Kokkinakis - ATP Adelaide 2 2022 (Twitter - @AdelaideTennis)

Thanasi Kokkinakis si consacra re nel 250 di Adelaide 2. Lo fa nella sua città natale, conquistando il tanto desiderato primo titolo nel circuito maggiore, nella finale delle sorprese. Dall’altra parte della rete Arthur Rinderknech (N.58 ATP), battuto dal tennista di casa in rimonta 6-7(6) 7-6(5) 6-3. Una battaglia durata 2h e 38 min e dominata dai servizi: alla fine del match si conteranno 15 ace per il francese contro i 18 di Kokkinakis. E proprio il rendimento alla battuta è stata una delle chiavi della vittoria per il classe 1996, che ha conquistato il 90% dei punti con la prima in campo (contro il comunque alto 81% dell’avversario).

Il primo set è proceduto on-serve senza che nessuno dei due giocatori concedesse neanche una palla break all’altro. Arrivati all’inevitabile tie-break, Kokkinakis ha avuto anche un set point sul 6-5, annullato da Rinderknech (neanche a dirlo) grazie ad un’ottima prima al centro. Alla fine è il francese a spuntarla 8-6 approfittando del dritto finito sotto il nastro dell’australiano. Nuovo set, stessa storia. I due tennisti non concedono nulla e Kokkinakis arriva anche mettere 29/36 prime palle in campo. Ma la storia cambia nel tie-break quando, dopo una serie di mini-break il N. 145 del ranking si aggiudica il parziale al terzo set point. 1-1 e partita nuovamente in parità.

L’equilibrio si spezza nel terzo e decisivo set quando Rinderknech inizia a concedere qualcosa di troppo. Il transalpino offre nel game di apertura una palla break, la prima della partita, che Kokkinakis sfrutta per la gioia del pubblico di casa, che sin dai primi punti ha esultato a ogni suo colpo vincente. Il secondo break ottenuto sul 5-3 è quello decisivo: Thanasi quasi non ci crede ma il suo sorriso è eloquente, è lui il campione. Una grande gioia per il tennista di casa che conquista così il primo titolo in carriera nel circuito maggiore, alla seconda finale dopo quella del 2017 a Los Cabos persa contro Querrey.

 

Non avrei voluto vincere il mio primo titolo altrove” – ha detto Kokkinakis al termine della partita – “Per la mia famiglia, i miei amici e lo staff, che viaggio che è stato. Mi avete visto ai miei minimi termini e ora al punto più alto. Adesso sono così felice. Ho giocato e mi sono allenato su questo campo da quando avevo otto o nove anni, venendo qui prima di scuola ogni giorno. Amo così tanto questo campo“.

Questa vittoria conferma l’ottimo stato di forma di Kokkinakis, che già aveva raggiunto la semifinale nel primo torneo giocato ad Adelaide perdendo dal futuro campione Monfils. Il venticinquenne è adesso atteso dall’appuntamento più importante per proseguire l’eccellente periodo sui campi di casa: l’Australian Open (qui il tabellone maschile). Kokkinakis ha ottenuto una wild card per l’accesso al main draw e se la vedrà al primo turno contro Yannick Hanfmann, N. 126 del ranking che ha battuto nelle qualificazioni l’azzurro Giannessi.

IL TABELLONE COMPLETO DELL’ATP 250 DI ADELAIDE 2

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