Steve Flink: “Sinner sarà fra i primi otto il prossimo anno e farà una semifinale Slam”

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Steve Flink: “Sinner sarà fra i primi otto il prossimo anno e farà una semifinale Slam”

Un bilancio della stagione più strana di sempre con il Direttore Scanagatta. La crociata di Puppo e Vilas per il N.1 del ranking e la rincorsa di Serena Williams al record di Margaret Court

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Jannik Sinner - Sofia 2020 (foto Ivan Mrankov)

Si è concluso il 2020 del tennis, una stagione che (auspicabilmente) rimarrà unica nel suo genere. Nonostante la pandemia abbia decapitato più di metà dei tornei in calendario, da agosto in poi i circuiti ATP e WTA sono ripartiti tra mille difficoltà regalandoci alcune emozioni e tanti spunti di discussione. Ecco come Ubaldo Scanagatta e Steve Flink tirano le somme di questa annata. Di seguito il video.

00:00 – Flink: Ad aprile e maggio, nei giorni in cui Wimbledon veniva cancellato, non avrei immaginato che avremmo comunque avuto lo US Open seguito dal Roland Garros e dalle ATP Finals. Non pensavo che avremmo potuto vedere quest’anno altro tennis di grande livello”. Ubaldo: “Abbiamo visto tre Slam, tutti tranne Wimbledon, e tre Masters 1000, Cincinnati, Roma e Bercy, più parecchi tornei indoor. Solo 15 giorni prima dello US Open non sapevamo ancora se il tennis sarebbe ripartito e le ATP Finals sono state in dubbio per tanto tempo perché c’erano tante questioni da risolvere, come l’assegnazione dei punti e gli standard di sicurezza per i giocatori. Credo che Andrea Gaudenzi e i vertici dell’ATP si siano comportati in modo intelligente. Flink: “Si sono mossi bene, è stato un anno complicato. Credo che non andare allo US Open sia stata una scelta difficile per Nadal, ma alla fine è stata una buona scelta perché è arrivato al Roland Garros fresco, ma credo che comunque non sia stato felice di saltare i tornei sul cemento”.

05:20 – Ubaldo: “Fammi la tua analisi su questa stagione. Partirei dalla risposta che Thiem ha dato quando il New York Times gli ha chiesto chi sono stati i cinque migliori giocatori del 2020 dopo la sua sconfitta con Medvedev. Thiem ha risposto che secondo lui il ranking rispetta più o meno i valori, ma escludendo Federer, che non gioca da tanto, metterebbe Rublev al numero 5, visto che ha vinto diversi tornei”. Flink: “Penso che si possa discutere solo su Rublev, comunque un ottimo candidato, perché gli altri quattro (Djokovic, Nadal, Thiem e Medvedev) sono stati indiscutibilmente i migliori”. Ubaldo: Alcuni giocatori come Tsitsipas hanno perso punti rispetto alla scorsa stagione. Ha vinto solo un torneo e ha fatto una semifinale Slam, non così bene alla fine. Zverev probabilmente ha giocato meglio nel 2020 che nel 2019”.

 

09:40 – Ubaldo: “Che cosa ti ha sorpreso di più quest’anno, a parte la pandemia?” Flink: “Forse il fatto che Medvedev ci abbia messo così tanto a carburare, dopo quella straordinaria seconda metà di 2019”. Ubaldo: Io invece sono stato sorpreso di vedere Sinner vincere un torneo, battere Zverev al Roland Garros e creare qualche problema a Nadal. Tutti pensano che Sinner possa diventare un top player, forse già nel 2021 o nel 2022”. Flink. “Sarei molto sorpreso se nel 2021 non arrivasse tra i primi dieci. Non penso che giocare così contro Nadal sia un caso. Nel 2021 lo attendo almeno in una semifinale Slam e vincitore di almeno un paio di tornei. Ubaldo: “Le ATP Finals dell’anno prossimo saranno a Torino, sarebbe una cosa fantastica avere un giocatore italiano protagonista. Mi chiedo se ci possano essere altri giovani rampanti, anche se non del livello di Sinner. C’è il 2003 spagnolo Alcaraz, oggi è intorno al 130-140 del mondo, il suo coach è Juan Carlos Ferrero, credo che sia un ottimo prospetto e sono sicuro che ne sentiremo parlare”.

Rafa Nadal e Jannik Sinner – Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

16:45 – Ubaldo: “Torniamo a quest’anno. Ricordi Cincinnati? È stato il primo torneo dopo il Covid”. Flink: “Sì, c’è stata una bella finale tra Djokovic e Raonic, vinta da Djokovic, mentre non c’è stata finale tra le donne. Osaka ha dovuto ritirarsi prima di scendere in campo contro Azarenka, per poi rifarsi allo US Open”. Ubaldo:I tornei che abbiamo visto sono stati di livello piuttosto alto. Nelle ATP Finals abbiamo avuto i primi quattro del mondo in semifinale, qualcosa che non succedeva dal 2004 a Houston. Quest’anno tutti i giocatori tranne Schwartzman avevano possibilità di vincere”. Flink: “Guarda gli ultimi match del torneo. Nadal ha servito per il match con Medvedev, Djokovic ha perso al tie-break del terzo set, Thiem è andato vicinissimo a battere Medvedev in due set per poi perdere al terzo. Sono state tutte partite lottate, questo dimostra che la distanza tra questi giocatori è veramente sottile. Penso che questo sia un buon segnale per la salute del tennis maschile”. Ubaldo: “Anche allo US Open abbiamo visto belle partite”. Flink: “Sì, la finale non è stata la migliore dal punto di vista qualitativo ma sul piano del pathos ne ricordo poche allo stesso livello. I due giocatori erano molto nervosi ma guardare il match è stato lo stesso divertente”.

20:57 – Ubaldo: “Continuiamo a saltare da un torneo all’altro. Già a Roma era successo qualcosa di importante, con Schwartzman che ha dimostrato di esser un ottimo giocatore specie sulla rossa battendo anche Nadal prima di perdere da Djokovic in finale. Quattro italiani agli ottavi, qualcosa di cui siamo stati molto contenti. Flink: “La vittoria è stata importante per Djokovic dopo la squalifica contro Carreno Busta. Arrivare a Roma e vincere in quel modo, mettendosi alle spalle quell’incidente, ha dimostrato una solidità importante. Ma ho una domanda per te su Schwartzman: alcuni miei amici appassionati di tennis non credono che sia alto 1.70 come dicono i dati ufficiali, credono sia più basso. Pensi che la sua altezza ufficiale sia vera?” Ubaldo: “Sicuramente non è un cestista, ma anche loro a volte aggiungono un paio di centimetri perché è importante per il loro status…” Flink: “In ogni caso ha avuto un’ottima stagione ed è un giocatore ammirevole per come combatte. Qualificarsi alle Finals per la prima volta è stato un grande traguardo”.

23:58 – Ubaldo: “Un’ottima cosa per l’Argentina perché non avevano avuto giocatori alle Finals dal 2013, quando si qualificò Del Potro [in realtà Delpo si è qualificato anche nel 2018 ma non ha giocato per infortunio, ndr]. Quest’anno, tra l’altro, su Netflix è uscito un gran bel documentario su Guillermo Vilas. Flink: “Ho ottimi ricordi di lui. Ricordi quando nel 1977 vinse 46 match di fila trionfando al Roland Garros? Quell’anno avrebbe dovuto raggiungere il numero uno del mondo. All’epoca ero al World Tennis Magazine e noi lo classificammo al primo posto. Il giorno dopo che uscì il magazine andai da lui e glielo feci vedere. Per lui è stato triste non arrivare mai al numero uno del mondo.

Ubaldo: “Fanno vedere quella copertina del World Tennis nel documentario. Nel 1975 ci sono state sei settimane in cui secondo le statistiche lui avrebbe meritato di arrivare al numero uno. Il problema era che le classifiche venivano pubblicate solo 12-13 volte all’anno, e non in quelle sei settimane in cui Guillermo sarebbe stato al numero uno”. Flink: “Alla fine dell’anno, quando raccoglievamo le immagini per il magazine per essere pronti per stilare il ranking, eravamo giunti alla conclusione che il numero uno sarebbe stato Vilas oppure Borg, non Connors che lo era per il ranking. Pensavamo che se Borg avesse vinto il Masters, sarebbe stato il numero uno, ma in finale Connors lo batté, e quindi incoronammo l’argentino”. Ubaldo: “Posso dirti che nel 2007 feci un’intervista con Vilas in Australia. Iniziai dicendo, ‘eccoci qui con l’ex numero due del mondo’. E lui subito: ‘No, sono stato il numero uno! Correggiti o non facciamo l’intervista’.

1974: Vilas in azione nel Melkhuisje Masters a Hilversum, in Olanda

30:05 – Flink: “L’altra cosa che mi confonde riguarda il conteggio delle settimane da N.1 del mondo di Djokovic, che sta cercando di superare il record di Federer di 310. Però non sappiamo se questo è effettivamente un record perché negli anni 70 i ranking venivano aggiornati diversamente”. Ubaldo: “Inoltre, tutti hanno scritto che Nadal ha raggiunto più di mille vittorie. Ma in queste vittorie ci mettono anche quelle in Laver Cup e non penso che dovrebbero. E poi parliamo dei 109 tornei vinti da Connors. Se andiamo a vedere i suoi tornei, alcuni non facevano parte del circuito pro. Due tornei soprattutto avevano uno otto giocatori e l’altro nove. Se vai sul sito ATP e controlli la lista dei tornei vinti da Connors, vedi che in molti c’era un tabellone da 16 giocatori, ma io sono sicuro che in un’occasione ce ne fossero solo otto. Tornei vinti giocando tre partite non possono essere inseriti nel conteggio come uno Slam vinto da Federer. Roger ha vinto 103 tornei, mettiamo che nel 2021 ne vinca altri 3, sarebbero 106. Tutti direbbero che non ha comunque raggiunto il record di Connors. Lo trovo ridicolo”. Flink: “Dimentichi una cosa: Federer giocherà fino a 49 anni, quindi non ti preoccupare! Dopo la finale di Wimbledon 2019 tu mi dicesti che quella potrebbe essere stata la sua ultima opportunità, e ti risposi che l’avevamo già detto diverse volte”.

34:52 – Ubaldo: “Abbiamo parlato molto del 2020 del tennis maschile ma non abbiamo ancora detto una parola sul tennis femminile. Osaka è stata probabilmente la migliore, ma tante donne non hanno più giocato dopo l’Australia come Barty, e anche la giovane canadese Andreescu è sparita. Ma Osaka per te è stata la migliore dell’anno?”. Flink: “Direi di sì, peccato che non era in forma al Roland Garros, e poi sarebbe stata pericolosa a Wimbledon. Ma allo US Open ha finito alla grande con due ottime vittorie in tre set contro Brady e Azarenka. La stagione femminile è stata ancora più breve di quella maschile e per questo è difficile analizzarla”. Ubaldo: “Quali altre giocatrici hai visto bene? Io credo che anche se Osaka fosse andata al Roland Garros non avrebbe vinto perché la terra rossa non è la sua superficie preferita”. Flink: “Non credo che lo avrebbe vinto, ma magari avrebbe potuto arrivare ai quarti o in semi. Swiatek ha colpito tutti, ha giocato in modo spettacolare, è stata la sorpresa dell’anno vederle vincere il Roland Garros. Il modo in cui ha vinto, distruggendo Halep e battendo in finale Kenin, è stato da campionessa vera. Non è mai parsa nervosa; penso che possa vincere altri cinque Slam”.

38:05 – Ubaldo: Le ragazze si sono dimostrate più preoccupate per il Covid, penso ad Halep che non è andata in America, e alcune americane non sono volute venire in Europa”. Flink: Serena Williams è andata a Parigi dopo lo US Open, ma non ha fatto bene. La sua situazione è affascinante, perché vuole disperatamente battere il record di Margaret Court, ma ci sono tante avversarie che sono capaci di vincere uno Slam. Serena è tra queste, ma oggi vincere sette match di fila in uno slam sta diventando sempre più complicato. Sto iniziando a pensare che possa non riuscire a vincerne un altro”. Ubaldo: “Anche io. Speravo che Nadal potesse vincere le ATP Finals, perché avrebbe riempito un buco che la sua carriera non merita. Per Serena credo che meriterebbe questo record. Ha perso quattro finali dopo la gravidanza, poi ha avuto dei problemi, e onestamente penso che i suoi tempi migliori siano andati, a meno che trovi nuovamente la condizione fisica migliore, cosa che fin qui non è più riuscita a fare”. Flink: Penso che possa comunque essere elogiata per provarci così tanto, con il suo atteggiamento professionale”.

Traduzione a cura di Gianluca Sartori

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Australian Open

L’Australian Open in esclusiva su Eurosport e discovery+: 250 ore di diretta integrale

Su Eurosport 1, in diretta ogni giorno dall’1:00 e in sessione serale alle 9:00, i migliori match del giorno. Eurosport 2 avrà una regia dedicata alle partite degli italiani.

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  • Solo su discovery+, da lunedì 17 alla finale maschile di domenica 30 gennaio, l’Australian Open è in versione integrale per un totale di 250 ore LIVE.
  • Alizé Lim e Johanna Konta s’aggiungono nel Cube alla storica squadra talent di Discovery con Mats Wilander, Chris Evert, John McEnroe e per l’Italia Roberta Vinci.
  • Altra novità da Melbourne: il numero 8 Casper Ruud porterà gli spettatori di Discovery dietro le quinte dell’Australian Open.
  • Discovery ha siglato un accordo con Tennis Australia per trasmettere in esclusiva le prossime 10 edizioni dell’Australian Open.

Discovery+ ed Eurosport trasmetteranno in esclusiva italiana uno degli Australian Open più attesi nella storia del tennis con una nuova generazione di campioni, come il vincitore dello US Open Daniil Medvedev e delle ATP Finals Alexander Zverev, pronti a sfidarsi nel primo Slam del 2022 che vede rientrare anche Rafael Nadal.

Da lunedì 17 gennaio con il primo order of play alle finali femminile e maschile di sabato 29 e domenica 30 gennaio, solo discovery+ trasmetterà l’Australian Open in diretta integrale con oltre 250 ore di tennis LIVE dai campi di Melbourne Park.

Su Eurosport 1, in diretta ogni giorno dall’1:00 e in sessione serale alle 9:00, i migliori match in programma, mentre Eurosport 2 avrà una regia dedicata alle partite degli italiani per tifare Berrettini, Sinner, Sonego, Fognini, Musetti, Mager, Travaglia, Cecchinato, Seppi; Giorgi e Paolini.

 

Nuova stagione, nuovi volti in campo – come la campionessa dello US Open Emma Raducanu al suo esordio in Australia – nuovi talent a far parte della squadra di Eurosport: mentre Barbara Schett e Mischa Zverev saranno on-site, Alizé Lim è pronta ad affiancare Mats Wilander, Johanna Konta (prima settimana) e Tim Henman (seconda settimana) nel Cube di Londra, teletrasportandosi a Melbourne per intervistare i protagonisti dell’Australian Open e commentare con loro lo Slam Down Under.

Inoltre, saranno due icone senza tempo del tennis ad analizzare tutti i temi dell’Australian Open: Chris Evert e John McEnroe in esclusiva per Eurosport e in occasione anche dei prossimi due Slam targati Discovery, il Roland Garros e lo US Open 2022.

Roberta Vinci sarà invece il volto italiano di Eurosport al commento dell’Australian Open con gli ormai storici telecronisti, capitanati da Barbara Rossi, Jacopo Lo Monaco e Federico Ferrero.

Novità di Melbourne: uno dei tennisti più forti ed emergenti del circuito, il ventitreenne norvegese Casper Ruud numero 8 del ranking ATP, rilascerà a Discovery alcune interviste esclusive dai campi dell’Australian Open, protagonista della rubrica Players’ Voice di Eurosport.com dietro le quinte del primo Slam dell’anno.

E per gli spettatori più esigenti dell’Australian Open sono in arrivo due nuovi format brevi in esclusiva per l’OTT discovery+ e l’APP di Eurosport: My Social Network, per conoscere il lato social dei migliori tennisti al mondo tra vite di campo e sfere personali – e Legends Voice con i pensieri, commenti e ricordi delle leggende del passato.

Discovery Sports ha rinnovato il suo accordo con Tennis Australia come broadcaster dell’Australian Open live e in esclusiva in Europa fino al 2031: una partnership a lungo termine che, a partire dall’edizione 2022, includerà tutti i diritti lineari, streaming e digital del primo Slam dell’anno, trasmesso da Eurosport fin dal 1995.

Nel 2021 l’Australian Open ha registrato un’audience da record di streaming video tramite l’APP di Eurosport, con un aumento del 36% e un incremento dell’84% dei minuti di visione rispetto al 2020. Moltissimi anche i visitatori unici dell’Australian Open sulle piattaforme digitali di Eurosport +61% (rispetto al 2020), con una crescita significativa registrata in Italia del 90%.

I due canali Eurosport sono disponibili sulle piattaforme SKY (Canali 210-211), DAZN e TIMVision

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ATP

Caso Djokovic, l’ATP: “L’assenza di Novak una perdita per l’Australian Open. Ma la vaccinazione è raccomandata”

L’ATP descrive gli eventi degli ultimi giorni come “profondamente deplorevoli” e augura buona fortuna al numero uno del mondo

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Novak Djokovic alle Nitto ATP Finals 2021 (Credit: @atptour on Twitter)

A poche ore dal termine dell’udienza che ha visto i giudici australiani della Corte Federale revocare il visto a Novak Djokovic, si è espressa con un breve comunicato anche l’Association of Tennis Professionals. Qui la traduzione integrale del documento firmato ATP:

“La decisione odierna di confermare la cancellazione del visto australiano di Novak Djokovic segna la fine di una serie di eventi profondamente deplorevoli. In definitiva, devono essere rispettate le decisioni delle autorità giudiziarie in materia di salute pubblica. È necessario più tempo per fare il punto sui fatti e per trarre gli insegnamenti da questa situazione. Indipendentemente da come è stato raggiunto questo punto, Novak è uno dei più grandi campioni del nostro sport e la sua assenza dagli Australian Open è una perdita per il nostro gioco. Sappiamo quanto siano stati turbolenti gli ultimi giorni per Novak e quanto volesse difendere il suo titolo a Melbourne. Gli auguriamo ogni bene e non vediamo l’ora di rivederlo presto in campo. L’ATP continua a raccomandare vivamente la vaccinazione a tutti i giocatori.”

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Australian Open

Respinto il ricorso di Novak Djokovic, deve lasciare l’Australia: “Molto deluso”

I giudici della Corte Federale hanno emesso il loro verdetto: il numero uno del mondo non potrà difendere il suo titolo all’Australian Open

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I giudici australiani della Corte Federale James Allsop, Anthony Besanko e David O’Callaghan hanno respinto il ricorso di Djokovic contro la seconda cancellazione del visto. Le motivazioni per le quali è stata confermata la decisione del Ministro per l’Immigrazione Alex Hawke saranno pubblicate più tardi. Questo l’esito dell’udienza iniziata ieri nella tarda serata italiana e durata molte ore, sino alle 7.45 italiane. “Ora mi prenderò del tempo per riposarmi e riprendermi, prima di fare ulteriori commenti oltre a questo. Sono estremamente deluso dalla sentenza – recita un comunicato diramato da Djokovic, che ora dovrà lasciare il Paese -. Rispetto la Corte e coopererò per organizzare la mia partenza. Sono a disagio per il fatto che in queste settimane l’attenzione sia stata su di me e ora spero che si sposti sul gioco e sul torneo che amo. Voglio augurare il meglio ai giocatori, allo staff, ai tifosi dell’Australian Open. Voglio anche ringraziare la mia famiglia, i miei amici, il mio team, i miei tifosi, e i miei connazionali per il supporto continuo. Siete stati tutti una grande fonte di forza per me”. È la fine di una brutta vicenda in qualunque modo la si voglia interpretare. Djokovic non sarà in gara a Melbourne e il suo posto nel tabellone dell’Australian Open sarà preso da Salvatore Caruso.

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