Pedro Sousa e Cerundolo conquistano gli ultimi due Challenger della stagione

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Pedro Sousa e Cerundolo conquistano gli ultimi due Challenger della stagione

Terzo titolo dell’anno per Cerundolo, che trionfa a Campinas. Sousa vince a Maia l’ottavo Challenger della sua carriera

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Francisco Cerundolo - ATP Challenger Campinas 2020 (via Twitter, @ATPChallenger)
 

CHALLENGER CAMPINAS 80

Nella città di Campinas, a un centinaio di km da San Paolo, si chiude, su terra battuta, la stagione 2020. Nessun italiano al via ma il campo di partecipazione è di ottimo livello, anche se perde presto per strada due dei grandi favoriti. Prima il 19enne argentino Thiago Agustin Tirante, che dopo la straordinaria finale di San Paol, viene fermato dal kazako Dmitry Popko, poi la grande speranza brasiliana Thiago Seyboth Wild, che si fa sorprendere dal cileno Alejandro Tabilo. Una conferma di quanto i tabelloni Challenger siano una vera giungla dove il minimo calo di tensione può essere fatale. Eliminato al primo turno anche il nostro protégé, il 19enne Matheus Pucinelli de Almeida. Ottimo tennis, cognome stupendo, ne risentiremo parlare.

La finale ha visto così di fronte l’argentino Francisco Cerundolo (n.159 ATP), fresco vincitore del Challenger di Guayaquil e lo spagnolo Roberto Carballes Baena, (n.102 ATP) testa di serie n.1 del torneo. Cerundolo ottiene il break nel settimo gioco e conduce in porto un primo set di poche emozioni. Nel secondo parziale Carballes riprende in mano l’iniziativa e sul 2-1 ha a disposizione tre palle break sulle quali l’argentino tira fuori altrettanti conigli dal cilindro. Nello stesso cilindro lo spagnolo pesca allora un medical time-out dal quale esce talmente ringalluzzito da strappare subito il servizio all’avversario.

Nel terzo e decisivo set le cose sembrano mettersi molto bene per lui: break immediato e tentativo di fuga. Ma Cerundolo non ci sta, evidentemente ha deciso che sotto l’albero di Natale vuole mettere un altro trofeo. La sua palla diventa più veloce, le sue accelerazioni fanno male a Carballes che perde progressivamente terreno e convinzione. Un paio di break chiudono velocemente la pratica a favore di Cerundolo (6-4 3-6 6-3) che ottiene così il suo nuovo best ranking al n.139.

CHALLENGER MAIA 80

Sulla terra battuta indoor di Maia, l’Italia vince nel doppio con Andrea Vavassori ma perde nel singolare con Arnaboldi che lascia il torneo nei quarti di finale. Troppo forte il croato Duje Ajdukovic che batte l’azzurro in maniera molto netta (6-3 6-0). Decisiva la differenza sulla prima di servizio (83% di punti contro il 43%) e sulla risposta (57% contro il 17%). Il croato viene fermato a sua volta in semifinale dallo spagnolo Carlos Taberner (n.152 ATP) che va così a giocarsi la finale contro il padrone di casa Pedro Sousa (n. 113 ATP e seconda testa di serie).

Peccato che lo spagnolo abbia probabilmente equivocato sull’orario d’inizio perché nei primi venti minuti in campo si vede solo la sua pallida controfigura che incassa un severo 6-0. Taberner cerca di entrare in partita in un secondo parziale in cui il livello di gioco rimane in realtà piuttosto modesto. Ci riesce nel settimo game quando strappa la battuta al portoghese e va a servire sul 5-4. Perde però sciaguratamente il servizio, che subito l’avversario decide gentilmente di restituire, rimandando la decisione al terzo set. Dove i due protagonisti continuano a colpirsi stancamente, senza la forza di sferrare il pugno del ko, così a decidere è un nastro malandrino che manda avanti Sousa 4-2. Taberner non riesce più a reagire e il 32enne portoghese vince 6-0 5-7 6-2 riavvicinando quella top 100 da cui era da poco uscito.

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Kei Nishikori vede la luce in fondo al tunnel: due wild card per i Challenger di Calgary e Drummondville

L’ex n.4 del mondo sta tornando al tennis giocato dopo un infortunio all’anca che lo ha tenuto lontano dai campi dall’ottobre 2021

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Kei Nishikori - ATP Washington 2021 (via Twitter, @CitiOpen)

Tennis Canada ha annunciato che Kei Nishikori ha ricevuto una wild card nel tabellone principale del National Bank Challenger a Calgary in programma dal 6 al 13 novembre e per quello di Drummondville che si terrà dal 13 novembre al 20.

Sarà questo il ritorno al tennis giocato del giapponese ex n.4 del mondo, dopo un infortunio all’anca che lo ha tenuto lontano dai campi dall’ottobre 2021. “Siamo entusiasti di avere Kei ai nostri tornei“, hanno detto insieme Alain Caillé, presidente del torneo a Drummondville, e Danny Da Costa, direttore del torneo a Calgary. “È stato uno dei giocatori più prolifici del Tour dall’inizio della sua carriera e – hanno aggiunto – anche se sta tornando da un grave infortunio, rimane un giocatore di grande talento. Non vediamo l’ora di vederlo giocare di nuovo in Canada, e non c’è dubbio che lo saranno anche i nostri fan”.

Il 32enne riceverà una delle tre wild card per partecipare al tabellone principale di entrambi gli eventi. I nomi delle altre wild card saranno annunciati una settimana prima dell’inizio dei tornei. L’elenco dei giocatori, che probabilmente includerà diversi canadesi, verrà pubblicato con due o tre settimane di anticipo.

 

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Challenger

Challenger di Lisbona: Zeppieri e Cecchinato raggiungono i quarti

A Buenos Aires colpaccio di Darderi che batte Federico Coria, ma poi si arrende al turno successivo. Gaio non supera le quali a Orleans

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Giulio Zeppieri - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Al Challenger 80 di Lisbona (terra battuta) erano ben otto gli azzurri a presidiare il tabellone. Due di loro hanno raggiunto i quarti di finale: Giulio Zeppieri e Marco Cecchinato.

Molto bravo Giulio che, dopo aver regolato 7-5 6-4 il 32enne qualificato tedesco Jeremy Jahn (n.662 ATP), ha giocato un match magnifico contro Franco Agamenone, vincendo in rimonta col punteggio di 4-6 6-0 6-1. Un punteggio così netto ci ha fatto sospettare che l’italo-argentino avesse avuto un problema fisico. Per sincerarcene gli abbiamo telefonato e Franco, molto onestamente, ci ha detto: “No, nessun problema fisico. Lui ha semplicemente giocato molto meglio di me. Adesso mi concentro sul Challenger 125 di Parma per cercare di fare del mio meglio. Sabato sarò già sui campi del TC Parma per allenarmi”.

Il tennista romano invece troverà ad aspettarlo nei quarti di finale l’austriaco Filip Misolic (n.141 ATP e testa di serie n.4), in un match dove non parte favorito ma nemmeno è completamente chiuso dal pronostico.

 

Qualificato ai quarti anche il Ceck che batte 6-1 7-6(2) Gianluca Mager nel derby dei delusi da questa stagione. Il tennista siciliano si giocherà un posto in semifinale contro il vincente del match tra Carlos Taberner e Nikola Milojevic, rinviato ad oggi per pioggia.

Andrea Pellegrino è stato eliminato all’esordio proprio da Misolic, esattamente come Riccardo Bonadio che ha verificato di persona le grandi ambizioni del teenager francese Luca Van Assche (n.289 ATP). Hanno invece superato un turno Jimbo Moroni che poi è stato costretto al ritiro contro Benoit Paire mentre era sotto 6-4 4-3 e Francesco Passaro che ha subito la maggiore solidità (6-1 5-7 6-1) del kazako Timofey Skatov (n.233 ATP).

Buona prestazione di Giovanni Oradini che al Challenger 80 di Charleston (cemento outdoor) ha raggiunto i quarti di finale partendo dalle qualificazioni. Ernesto Escobedo e Garrett Johns sono state le vittime del tennista roveretano che evidentemente quando sente profumo d’America ricorda i suoi anni a Mississippi State University e dà il suo meglio. Purtroppo la sua corsa è stata interrotta dall’uragano Ian, che ha indotto gli organizzatori a cancellare il torneo che si gioca in South Carolina.

Nessun italiano in tabellone al Challenger 125 di Orleans (cemento indoor), a parte Federico Gaio che non ha superato le qualificazioni, battuto 6-3 6-2 da Vitaliy Sachko (n.315 ATP). E sinceramente fa un po’ di tristezza vedere il faentino non ottenere più risultati degni del suo talento, come anche dover scorrere la classifica fino alla posizione n.347 prima di trovare il suo nome.

Si gioca anche a Buenos Aires (Challenger 80, terra battuta) e l’unico italiano in tabellone, Luciano Darderi, ha iniziato col botto eliminando la prima testa di serie Federico Coria (n.70 ATP) col punteggio di 6-2 7-6(4). Purtroppo gli è stato fatale il secondo turno che l’ha visto perdere (7-5 6-3) contro il brasiliano Thiago Seyboth Wild (n.374 ATP) vincitore nel 2018, forse lo ricorderete, degli US Open Junior quando batté in finale il nostro Lorenzo Musetti.  

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L’uragano Ian porta alla cancellazione del Challenger di Charleston… eppure Kalinskaya e Sabalenka si allenano in Florida

Le devastazioni causate dalla tempesta e lo stato di emergenza sospendono un torneo, ma non cancellano la voglia delle due giocatrici

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Aryna Sabalenka - US Open 2022 (foto Twitter @usopen)

Tra mercoledì 28 e giovedì 29 settembre, come già il meteo aveva ampiamente annunciato, l’uragano Ian, tra i più potenti mai abbattutisi sugli Stati Uniti, è arrivato in Florida provocando danni a dir poco ingenti. I morti già ammontano almeno a 15, senza contare i tanti dispersi, le case distrutte, e addirittura 2,5 milioni di persone senza elettricità, per una tragedia che ha raggiunto venti fino a 240 km/h e non sembra ancora intenzionata a fermarsi. Anzi è previsto che l’uragano dovrebbe abbattersi anche sulla Carolina del Sud, dove era in corso un evento del circuito Challenger in quel di Charleston. Il torneo, con Jordan Thompson tds n.1 e il nostro Giovanni Oradini già qualificati ai quarti di finale, è stato cancellato mercoledì per lo stato di allerta proclamato dal governatore, mettendo chiaramente la sicurezza dei giocatori, degli addetti ai lavori al primo posto. Uno dei protagonisti in campo ha detto : “In questo momento la cosa più importante è la sicurezza di tutti“, questione assolutamente prioritaria. Inoltre l’ATP ha anche ufficializzato che comunque i giocatori riceveranno i punti e i premi spettanti al turno raggiunto nel torneo.

Nonostante la pericolosità confermata dell’uragano (partito come categoria 4 su 5, sceso poi a 2, ma comunque dannoso), che ha portato anche a sospendere un torneo già iniziato, non si sono fatte spaventare Anna Kalinskaya e Aryna Sabalenka, che hanno deciso di sfidare la sorte e il meteo continuando ad allenarsi in Florida. Entrambe hanno base a Miami, ed entrambe sui social hanno postato contenuti inerenti al tennis giocato nonostante la devastazione intorno: la russa mercoledì, nelle storie Instagram, ha pubblicato un video in cui, incurante dell’infuriare della tempesta, si allenava a servire. Sabalenka invece, in corsa per raggiungere le WTA Finals per il secondo anno di fila, ha sfruttato una breve interruzione della tempesta per scendere in campo ad allenarsi nei propri colpi. Ha in seguito documentato (sempre tramite storie Instagram) come i venti rapidamente siano aumentati, diventando minacciosi e compromettendo la possibilità di gioco.

Sia Kalinskaya che Sabalenka hanno ben pensato di sfidare le leggi della natura nel bel mezzo di un disastro, forse anche con una certa sconsideratezza. Ma, se sono riuscite a trovare anche il 50% del loro tennis in queste condizioni, i servizi della russa e le bordate da fondo campo dell’ex n.2 del mondo potrebbero diventare difficili da affrontare su campi da tennis (com’è giusto e normale che sia) privi di uragani

 

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