Steve Simon: "Non abbiamo avuto contatti con la PTPA di Djokovic"

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Steve Simon: “Non abbiamo avuto contatti con la PTPA di Djokovic”

Il chairman WTA ha parlato del rapporto con l’ATP e dell’accordo con Stats Perform, un’azienda che si occupa di statistiche.

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Steve Simon, CEO della WTA, e Peter LV - WTA Elite Trophy 2019

Steve Simon, capo della WTA, ha parlato diffusamente con Tennis Majors delle sfide affrontate nel 2020 e dei piani futuri del tour femminile. Dopo una prima flash sulla gestione del prize money in tempo di porte chiuse e cancellazioni, di seguito trovate il resto dell’intervista.

UN BILANCIO DEL 2020 E LE ASPETTATIVE PER L’ANNO NUOVO – Nonostante le innegabili asperità affrontate, Simon ha comunque tratto indicazioni positive dal 2020, sia per quanto riguarda la coesione del tour che la gestione della pandemia: “Dobbiamo essere orgogliosi di come abbiamo gestito la situazione. Abbiamo organizzato nove tornei WTA più due Slam. Mentre altre leghe sportive possono creare delle bolle più stazionarie, noi abbiamo la necessità di spostare le giocatrici da un luogo all’altro, e abbiamo dimostrato di poterlo fare e di poterlo fare in sicurezza. Si possono contare i casi di positività registrati da noi sulle dita di una mano, senza considerare che non abbiamo avuto casi di positività riscontrate negli staff dei nostri tornei. Fin dall’inizio siamo stati in grado di compattarci e di capire che fosse l’unico modo per farcela; per questo credo che ora siamo più forti di prima, e guardiamo al futuro con entusiasmo, come si può intuire dalle nuove iniziative di re-branding che abbiamo intrapreso”.

Il 2021, si spera, sarà, diverso: “Sarà un anno interessante. La WTA ha subito ingenti danni finanziari, come la maggior parte dei business del mondo, non c’è dubbio a riguardo. Fortunatamente, eravamo stati previdenti e ci eravamo organizzati per eventuali shock economici; per questo motivo la WTA è in una buona posizione. La nostra fortuna è stata che quando abbiamo avuto bisogno di fare gruppo i nostri partner hanno fatto lo stesso, e così siamo riusciti a ristrutturare le nostre sponsorizzazioni senza perderne alcuna. Possiamo avere un altro come il 2020? Non so quante leghe potrebbero farlo, ma credo che tutto sommato ce la caveremmo, perché abbiamo imparato ad operare in queste condizioni, e in più siamo forti”.

 

Molto dipenderà da come si configurerà il calendario sulla base delle decisioni dell’Australian Open, ma ormai si tratta di quando e non di se: Stiamo aspettando di finalizzare i piani per l’Australia, e credo che manchi poco, probabilmente solo qualche giorno. Il torneo si disputerà sicuramente, è solo una questione di aggiustare le date del torneo e conseguentemente del calendario. La quarantena ci farà iniziare la stagione un pochino più tardi ma la buona notizia è che l’ambiente del torneo sarà molto sicuro, e questo ci darà la spinta per il resto della stagione”.

Il parco giocatrici però aiuta a ben sperare, con tre campionesse Slam giovani su tre, Sofia Kenin, Naomi Osaka e Iga Swiatek: “Il numero di grandi tenniste è senza precedenti. Stiamo aspettando che qualcuna diventi la dominatrice del circuito, ma il livello è fenomenale al momento, ed è difficile vincere in settimane consecutive. Si tratta di una condizione entusiasmante, e avere così tante stelle giovani e di attrattiva globale è un ottimo segnale per noi”.

NIENTE FINALS – Il segreto di Pulcinella è che nel bilancio WTA ci sia un buco a forma di Cina, Paese dove sono stati cancellati tutti i tornei stagionali fra cui le ricchissime WTA Finals – è una situazione in predicato di ripetersi? “Tutti in Cina si aspettano di tornare a fare affari come in precedenza, e il fatto che lo swing asiatico cada verso fine anno rende più probabile che si possa disputare normalmente. La mia opinione, per quello che vale, è che i primi due trimestri del 2021 continueranno ad essere duri per tutti – ci sono molte incognite. Con il passare della stagione, però, le cose si avvicineranno alla normalità. Non avere le Finals quest’anno è stato difficile, anche se siamo riusciti ad aggiungere un paio di tornei a fine stagione. Ma come detto la chiave è stato il supporto dei nostri sponsor, Gemdale Sport e Shiseido, con cui siamo riusciti a trovare dei nuovi accordi. Per ora nessun torneo in programma ci ha comunicato di non essere in grado di svolgersi nel 2021, e, anche se ovviamente dovremo aspettare prima di avere la certezza di avere un calendario pieno, questo è il nostro piano al momento”.

Proprio le Finals sono state un argomento dibattuto a lungo nei circoli WTA, ma secondo Simon un trasloco per salvare il torneo non è mai stato all’ordine del giorno: “Non abbiamo mai pensato di spostare le WTA Finals. Dal mio punto di vista si è giocato troppo poco per pensare di avere delle Finals vere e proprie, un culmine dei 54 tornei in programma. Non volevamo organizzarle tanto per fare. Se le avessimo spostate, il torneo non avrebbe avuto la consueta portata, e questo non sarebbe stato giusto per il brand dell’evento. Abbiamo preso una decisione strategica, e credo che sia stata quella corretta, anche se di sicuro non siamo stati felici di non poter avere il torneo. Avevamo un paio di idee per degli eventi che non avrebbero sostituito le Finals ma sarebbero comunque stati dei tornei unici, ma sfortunatamente il Covid ha reso impossibile concretizzarli nelle location che avevamo in mente”.

LA PTPA – “Non abbiamo avuto molte interazioni con la PTPA, anzi, non ne abbiamo avuta nessuna, è un’iniziativa interamente trainata dagli uomini. So che hanno parlato con molte giocatrici e noi non impediremo loro di farlo, ma per quanto ci riguarda siamo focalizzati su ciò che dobbiamo fare, e stiamo lavorando molto duramente. Credo che nel 2020 sia emerso chiaramente il fatto che le nostre atlete sappiano di poter comunicare apertamente con noi e che la loro voce venga sempre ascoltata. Comunicare è la chiave in questo momento, tutti devono sentirsi ascoltati – non significa che si possa sempre ottenere ciò che si vuole, ma è importante che ci si senta ascoltati e rispettati. Si tratta di un aspetto su cui abbiamo lavorato molto, e le giocatrici si sono accorte che grazie al loro intervento delle cose sono cambiate. Ovviamente ci saranno sempre delle giocatrici scontente, e lo stesso vale per i tornei, ma complessivamente penso che abbiamo un buon canale di comunicazione con tutti. Se qualcuna deciderà di unirsi alla PTPA gestiremo la situazione, ma è una decisione che spetta a loro”.

LA FUSIONE CON L’ATP – Le sofferenze collettive del tennis hanno messo una potenziale unificazione delle sigle del gioco al centro del dibattito, e la nuova dirigenza ATP guidata da Andrea Gaudenzi sembra intenzionata a portarlo avanti: “Io, Andrea e Massimo parliamo piuttosto di frequente, e lo stesso vale per i nostri team; rispettiamo tutta l’organizzazione dell’ATP. Più lavoriamo in sinergia con loro, meglio è”.

Un testimonial d’eccezione (e inaspettato) per la fusione è Roger Federer, che in primavera ha parlato apertamente dell’idea su Twitter, dando una rilevanza mediatica senza precedenti al tema: “Non sono sorpreso del supporto di Roger, perché conoscendolo so che è uno che guarda sempre al quadro più ampio delle cose. Molte delle nostre atlete, come Serena, Venus e i membri del nostro Player Council, la vedono allo stesso modo e sarebbero felici di vederci lavorare assieme più frequentemente. Ci sono certamente delle difficoltà, ma più spingiamo in quella direzione, più ci rendiamo conto che è la cosa giusta da fare. Abbiamo parlato tante volte di una fusione, ma nessuno si aspettava che Roger si esponesse in questo modo; è un segnale di quanto pensi in maniera indipendente, una cosa che tutti rispettiamo. Di sicuro ha creato una conversazione sull’argomento”.

Recentemente, la WTA ha lanciato un nuovo logo e una tassonomia dei tornei che ricalca (anche se solo nominalmente) quella della controparte maschile – un segnale per il futuro? “Il nuovo logo e la riclassificazione dei tornei sono un esempio perfetto: quando sono andato dalla dirigenza ATP a spiegare cosa volevamo fare e perché, loro non hanno esitato un momento a darci il loro benestare – non mi sarei mosso in questa direzione con le categorie dei tornei se loro non mi avessero supportato. L’idea è di rendere più facile la comprensione del livello dei vari tornei per gli appassionati e per i media, e credo che la nostra collaborazione mandi un segnale positivo da questo punto di vista. Credo che non ci sia mai stata più cooperazione nel nostro sport che nell’ultimo anno, e in futuro ci vedrete fare sempre più cose insieme all’ATP”.

BETTING E DIRITTI TV – La notizia più importante per il tennis femminile negli ultimi giorni, seppur passata sottotraccia, riguarda la neonata partnership con Stats Perform, un’azienda che si occupa di statistiche sportiva in collaborazione con Opta e che ha contribuito all’espansione di diversi sport. L’accordo accrescerà l’esperienza degli spettatori offrendo cifre dettagliate e nuovi canali per lo streaming sui siti di betting convenzionati. Nel comunicato ufficiale si fa riferimento alle scommesse ben sei volte, e questo dà un’idea di quale sia il mercato che questo accordo vuole battere; ovviamente è un argomento assiologicamente spinoso, ma secondo Steve Simon il tennis ha le spalle coperte sul tema: “Si tratta di un argomento scottante. Le scommesse fanno parte dello sport, che lo si voglia ammettere o meno. La questione fondamentale è come gestirne l’integrità assicurandosi che la competizione sia corretta, e il tennis si è mosso in anticipo in questo senso, creando prima la TIU (Tennis Integrity Unit) e poi l’ITIA (International Tennis Integrity Agency) – abbiamo investito più soldi nella faccenda di molti altri sport”.

“Le opinioni sul betting variano da area ad area: ci sono alcune zone dove il fenomeno esiste da più tempo e, anzi, sembra quasi che ora ci sia una fase di ridimensionamento. Da altre parti, come negli USA, è un business in grande crescita. Le scommesse portano più spettatori, ma la domanda è: come gestirle responsabilmente? Dobbiamo assicurarci che la competizione sia onesta, e credo che ci siamo riusciti, soprattutto ai livelli più alti. Credo che sia un tema gestibile, e credo che abbia un posto nel nostro sport, ma solo se affrontato correttamente”.

Un altro modo in cui il tennis femminile potrebbe rinnovarsi, infine, riguarda la collocazione dei tornei durante la settimana. Di recente, infatti, l’australiano Paul McNamee ha proposto di far iniziare i tornei il sabato (con finale il venerdì) per evitare la concorrenza degli eventi sportivi del weekend, un’idea che trova l’approvazione con riserva di Mr. Simon: “Dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare in alcune circostanze – soltanto perché una cosa è stata fatta in un certo modo per 20 anni non significa che sia giusta. Il panorama della viewership è in costante evoluzione e diventa sempre più competitivo. Sta cambiando anche il modo in cui le persone guardano le partite; molti non guardano più la diretta, preferiscono vedere i match in altri momenti. Per questo è importante trovare le finestre giuste per il broadcast, ma bisogna anche pensare a chi va a vedere i tornei dal vivo, e per queste persone è sempre meglio il week-end, visto che hanno due giorni liberi. Sarei disponibile ad avere i tornei dal sabato al venerdì, e si è parlato anche di farli da mercoledì a lunedì, perché sono dei format con cui riusciresti ancora ad avere la finale di sera. Dobbiamo guardare i dati e decidere cosa sia nel nostro interesse”.

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Bianca Andreescu salterà l’Australian Open: “Devo riprendermi dopo un periodo difficile”

La tennista canadese spiega così la sua scelta: “Ho bisogno di tempo per lavorare su me stessa e fare volontariato”

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Bianca Andreescu - US Open 2021 (photo Adam Glanzman/USTA)

Con un post su Twitter, Bianca Andreescu annuncia che la sua stagione non inizierà in Australia. La campionessa dello US Open 2019 e straordinaria rivelazione di quella stagione spiega i motivi per cui ha deciso di prendersi del tempo per riflettere oltre che per allenarsi. Motivi che non hanno direttamente a che fare con il tennis, ma legati sia a episodi personali, sia ai tempi difficili che stiamo attraversando e che sembrano avere un effetto molto pesante su di lei. Dopo Naomi Osaka e Iga Swiatek, anche l’ex n. 4 del mondo parla apertamente di problemi attinenti alla sfera emotiva. Ecco cosa scrive Bianca, che non dà indicazioni riguardo alla possibile data del ritorno alle competizioni:

“Ciao a tutti. Come sapete, gli ultimi due anni sono stati molto impegnativi per me per una serie di ragioni. Soprattutto quest’anno, ho trascorso diverse settimane in isolamento e ciò ha avuto un forte impatto su di me – dal punto di vista sia mentale, sia fisico. Inoltre, mia nonna ha trascorso diverse settimane in terapia intensiva a causa dell’infezione da Covid, qualcosa che mi ha toccata gravemente. Per molti giorni, non mi sentivo me stessa, specialmente in allenamento o durante gli incontri. Sentivo come se dovessi portare il peso del mondo sulle mie spalle. Non riuscivo a staccarmi da ciò che succedeva fuori del campo; provavo la tristezza collettiva e il tumulto tutto intorno e ha avuto un impatto su di me. Voglio concedermi del tempo per rimettermi, riprendermi, far sì che ciò mi renda più forte (per quanto suoni come un cliché) e continuare a fare volontariato, restituire e lavorare su me stessa perché so che facendo questo tornerò più forte che mai. Pertanto, non comincerò la mia stagione in Australia quest’anno, ma mi prenderò altro tempo per riflettere, allenarmi ed essere pronta per l’imminente stagione 2022.”

Dopo gli infortuni e un 2020 passato senza partecipare ad alcun torneo, per l’attuale n. 46 WTA quella appena terminata è stata una stagione interlocutoria, che ha anche visto la fine della collaborazione con il coach Sylvain Bruneau e la rinuncia alle Olimpiadi per timori legati alla pandemia. Prima ancora c’erano state la positività al Covid-19 a Madrid e il successivo, confuso forfait agli Internazionali.

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Il calendario ufficiale WTA 2022 fino a Wimbledon: si riparte da Adelaide il 3 gennaio

I primi sei mesi dell’edizione numero 49 del circuito professionistico femminile vedranno Indian Wells tornare alla tradizionale collocazione

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Ashleigh Barty
Ashleigh Barty - Wimbledon 2021. Credit: AELTC/Jed Leicester

Cinque tornei WTA 1000, otto eventi WTA 500 e almeno quindici tappe WTA 250, oltre ovviamente alle prove del Grand Slam. La WTA ha ufficializzato oggi il calendario dei primi sei mesi del 2022: nessuno stravolgimento rispetto alle attese per i mesi da gennaio a giugno dell’edizione numero 49 del circuito professionistico femminile. Sarà una stagione che vedrà la numero uno italiana Camila Giorgi (34 WTA) tentare di rendere più continui i notevoli picchi di rendimento toccati nel 2021, mentre la numero due Jasmine Paolini (che ha chiuso l’anno sulla poltrona numero 53) cercherà ulteriori step di crescita. L’Italia spera di vedere arricchirsi la truppa delle azzurre in Top 100, tra una Sara Errani (oggi 120 WTA) che cercherà una difficile risalita e le giovani Lucia Bronzetti (148) ed Elisabetta Cocciaretto (155) desiderose di arrivare ad alti livelli.

Dopo il finale di stagione a Guadalajara, che ha visto il trionfo della spagnola Garbine Muguruza, il 2022 partirà dal 3 di gennaio: il menu del mese inizia con il WTA 500 di Adelaide e i due 250 di Melbourne. Nella settimana seguente si rimarrà ovviamente in Australia, tra il WTA 500 di Sydney e il WTA 250 di Adelaide. Le prime due settimane porteranno all’Australian Open 2022 (17-30 gennaio). La struttura tradizionale è poi confermata: nel mese interlocutorio di febbraio i tornei WTA 1000 di Doha e WTA 500 di Dubai si mischieranno agli eventi in Europa (San Pietroburgo e Lione) e a quelli in Sudamerica (Guadalajara e Monterrey). Marzo sarà dedicato ai due combined 1000 di Indian Wells (che torna a giocarsi ad inizio primavera dopo la parentesi autunnale del 2021) e Miami. Ad aprile, dopo l’appuntamento americano di Charleston e il turno eliminatorio della Billie Jean King Cup, spazio alla terra rossa europea con due 1000 (Roma e Madrid), un 500 (Stoccarda) e quattro eventi 250 (Istanbul, Colonia, Rabat, Strasburgo) prima del Roland Garros (23 maggio – 5 giugno). La stagione su erba prevede due WTA 500 (Berlino ed Eastbourne) e quattro WTA 250 (Nottingham, s’Hertogenbosch, Birmingham e Bad Homburg) prima di Wimbledon. Il programma post Championships sarà ufficializzato in un momento successivo: ovviamente la seconda fase della stagione dovrebbe portare in dote diverse novità se verrà confermata la decisione di sospendere tutti i tornei in Cina a seguito del caso Peng Shuai che è stata annunciata giorni fa dal numero uno WTA Steve Simon. Come noto, infatti, tradizionalmente i tornei in quel paese sono collocati dopo lo US Open, tra settembre e ottobre (dal 2013 al 2020 si è giocato a Shenzen la prima settimana dell’anno, ma l’assenza di questo torneo è da attribuirsi anzitutto alla questione legata alle politiche australiane in tema Covid).

Il calendario WTA 2022 tornerà a proporre una serie di eventi prestigiosi nei quali competeranno le migliori tenniste del mondo – ha detto Simon, presidente e amministratore delegato della WTA. – Siamo emozionati al pensiero di iniziare una nuova stagione nella quale potremo accrescere la popolarità e il seguito dei nostri tornei, mentre vedremo le nostre stelle e i talenti emergenti mostrare le proprie abilità a più di 850 milioni di tifosi in tutto il mondo”. Ora è il momento di qualche settimana di riposo, poi ripartirà la caccia al trono della numero uno del mondo Ashleigh Barty.

 

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La IMG acquista il Mutua Madrid Open

La società di management con sede a New York annuncia l’accordo trovato con la Super Slam Ltd di Ion Tiriac

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Ash Barty - WTA Madrid 2021 (Photo by Mateo Villalba)
Ash Barty - WTA Madrid 2021 (Photo by Mateo Villalba)

La IMG, società di management e marketing del gruppo Endeavor che opera nel mondo dello sport, della moda e dell’intrattenimento, annuncia di aver raggiunto un accordo con la Super Slam Ltd di Ion Tiriac e le sue affiliate per acquisire il Mutua Madrid Open, evento Masters 1000 ATP e WTA 1000. Nel comunicato di lunedì 6 dicembre, viene inoltre menzionato l’acquisto del torneo di golf Acciona Open de España. L’accordo, soggetto anche all’approvazione di ATP e WTA, dovrebbe essere perfezionato nel primo trimestre del 2022. La IMG aggiungerà quindi un altro importante torneo a quelli che già possiede, primo fra tutti il Miami Open.

Sam Zussman della IMG ha dichiarato che “il Mutua Madrid Open sarà un’importante aggiunta al nostro portafoglio di eventi globali e all’attività nel mondo del tennis che ora vanta due dei tre tornei combined obbligatori dei due Tour”. L’altro evento è naturalmente il BNP Paribas Open di Indian Wells. “Aspettiamo con impazienza la possibilità di sfruttare la più ampia rete di Endeavor per migliorare ulteriormente l’esperienza dei fan e aggiungere valore attraverso produzione, media, collaborazioni con i marchi, vendita al dettaglio e ospitalità, proprio come abbiamo fatto con il Miami Open” ha aggiunto Zussman.

La ventesima edizione del Mutua Madrid Open – evento principale della stagione sulla terra battuta insieme agli Internazionali d’Italia prima del Roland Garros – si terrà dal 26 aprile all’8 maggio 2022 alla Caja Mágica di Madrid. Aryna Sabalenka e Alexander Zverev sono i campioni in carica.

 

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