Tennis e match fixing: la TIU e l’ingiusto processo. Perché radiare se il tribunale assolve?

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Tennis e match fixing: la TIU e l’ingiusto processo. Perché radiare se il tribunale assolve?

Le differenze tra i due sistemi di giudizio e cosa c’è dietro al mondo delle scommesse e dei match truccati nei tornei minori. Ne abbiamo parlato con l’avv. Giulio Palermo, esperto nei procedimenti disciplinari nel tennis ed al TAS di Losanna.

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Nel 2008 il mondo del tennis prese definitivamente coscienza del dilagare del fenomeno del match fixing soprattutto a livello di tornei Futures e Challenger. ATP, WTA, ITF e i quattro tornei dello Slam diedero vita alla Tennis Integrity Unit (TIU), nata con l’obiettivo di “garantire l’integrità del tennis grazie a un programma di livello internazionale che fornisca informazioni, istruzioni e tutela ai giocatori e alla grande famiglia del tennis nella sua interezza di fronte a reati relativi a corruzione e scommesse nel tennis professionistico”.

Il Programma anti-corruzione, destinato a tutti gli operatori del settore tennistico, si pose come obiettivo quello di “garantire la protezione contro eventuali tentativi di influenzare negativamente l’esito di una partita, stabilendo una regola uniforme e uno schema coerente di applicazione e sanzioni applicabili a tutti gli eventi di tennis professionistico”.

Un’enunciazione di principi sicuramente lodevole, alla quale però non sempre sono seguite procedure corrette e limpide sotto il profilo della tutela dei diritti degli indagati.

 

Sgomberiamo subito il campo da ogni equivoco: chi bara, soprattutto nello sport, va punito. Vendere una partita, alterare il risultato di un match significa tradire i valori fondanti dello sport e chi è chiamato a governarne uno dalla rilevanza planetaria come il tennis, deve fare tutto il possibile per evitare che ciò accada. Tuttavia, non tutte le situazioni sono uguali e ad ogni persona accusata di un illecito deve essere data la possibilità di difendersi.

È notizia di pochi giorni fa la sospensione per otto mesi del tennista spagnolo Enrique Lopez Perez, punito dalla TIU per il coinvolgimento in tre match truccati nel 2017 ma a settembre assolto da ogni accusa dalla giustizia ordinaria spagnola. Un caso analogo a quello dei nostri Potito Starace e Daniele Bracciali, assolti dal Tribunale di Cremona, assolti dalla giustizia sportiva italiana (in realtà Bracciali fu condannato a dodici mesi di inibizione ma “solo” per violazione dei principi di lealtà sportiva) e successivamente stangati dalla TIU (dieci anni al campano, radiazione per l’aretino).

Come sono possibili esiti così diversi tra giustizia penale e decisioni della TIU sugli stessi fatti contestati? Lo abbiamo chiesto a uno dei massimi esperti legali nella materia, l’avv. Giulio Palermo, che attualmente difende un giocatore radiato dalla TIU nel processo d’appello dinanzi al TAS di Losanna.  

“Bisogna partire dal presupposto che giustizia penale e giustizia sportiva sono due giurisdizioni differenti e gli esiti della prima non hanno valore di precedente nella seconda. Il principale elemento distintivo è nel differente standard probatorio richiesto per giungere all’accertamento della colpevolezza. Nella giustizia penale vige il principio della colpevolezza al di là di ogni ragionevole dubbio. Nella giustizia sportiva invece ci sono standard probatori decisamente inferiori. Se un regolamento disciplinare non prevede uno specifico standard probatorio, la giurisprudenza del TAS di Losanna considera applicabile lo standard di comfortable satisfation (per semplificare, un approssimativo 60% di grado di colpevolezza).

Il regolamento della TIU prevede invece la “preponderanza delle prove” che rappresenta lo standard più basso che esiste in diritto sportivo. In altre parole, il tennis (ATP, WTA, ITF e tornei dello Slam) ha deciso che per squalificare un giocatore accusato di match fixing è sufficiente avere un grado di certezza sulla sua colpevolezza di un approssimativo 51%. Ad esempio, ciò significa che mentre i giudici penali per arrivare ad una sentenza di condanna devono provare un accordo fraudolento tra il giocatore e terzi, alla TIU basta provare che sia più verosimile che tale accordo sia stato raggiunto (rispetto all’ipotesi contraria, ndr). È capitato in passato che un giocatore fosse squalificato perché non aveva fornito un dispositivo mobile di sua proprietà, sul presupposto che tale rifiuto implicasse che in esso vi fossero delle prove schiaccianti a suo carico”.

Se queste sono le differenze tra le due giurisdizioni, che possono trovare giustificazione nella differente funzione degli istituti e del bene giuridico tutelato, ciò che apre scenari davvero inquietanti sono le evidenti compromissioni al diritto di difesa dei giocatori indagati che emergono tra le pieghe dei regolamenti della TIU.

I procedimenti disciplinari sono attualmente gestiti da un consigliere-auditore anticorruzione (“AHO”), selezionato da un pool (per molti anni di soli 4 membri) composto da avvocati inglesi nominati unilateralmente dalle istituzione tennistiche e dunque, sostanzialmente, da una delle parti in causa. Il giudizio è gestito applicando il diritto dello Stato Americano della Florida. Considerando che la stragrande maggioranza dei tennisti che sono stati oggetto di procedimenti disciplinari nell’ultimo decennio è composta da giocatori di livello Futures o Challenger, che fanno moltissima fatica a rientrare con le spese della propria attività, è facile comprendere come le concrete possibilità di articolare un’efficace difesa rasentino lo zero, come ci conferma l’avv. Palermo.

USTA National Campus di Lake Nona, Florida

“La circostanza che il procedimento si svolga con applicazione del Diritto della Florida complica non poco le cose. La maggior parte dei giocatori indagati non ha i mezzi finanziari per permettersi un avvocato americano che ha dei costi tra i più alti del mondo. Ciò implica che essi o si fanno rappresentare dal loro avvocato di fiducia, che di solito non proviene dalla Florida e quindi non ha familiarità con le leggi applicabili, oppure rinunciano a difendersi o lo fanno senza un avvocato. Il che ha delle conseguenze nefaste, perché secondo il programma la mancata difesa equivale a ammissione del reato di corruzione e accettazione delle sanzioni. C’è poi da chiedersi che senso abbia che i giocatori siano soggetti a norme che non hanno alcun legame con il caso da decidere: perché un presunto reato di corruzione commesso in Francia da un giocatore giapponese deve essere giudicato secondo le leggi della Florida?”.

Un altro profilo altamente discutibile è quello della mancata pubblicità delle pronunce della TIU e della utilizzabilità delle stesse come precedenti vincolanti. “Nei sistemi anglosassoni (come il diritto dello Stato Americano della Florida) i precedenti giurisprudenziali sono vincolanti. Il problema è che la TIU pubblica quasi sempre solo l’esito del procedimento con un brevissimo riassunto, ma non consente di conoscere l’iter giuridico e decisionale. La conseguenza è che quasi sempre vengono utilizzati come precedenti decisioni ottenute magari in contumacia e soprattutto delle quali non si può conoscere praticamente nulla”.

Le decisioni dell’AHO possono essere impugnate davanti al TAS di Losanna, che decide i caso ex novo, sostanzialmente con un duplicato del processo di primo grado. I costi del giudizio al TAS sono molto elevati, ma da alcuni anni è stato istituito un elenco di avvocati d’ufficio a costo zero per i giocatori che sono in grado di dimostrare che non hanno mezzi economici per permettersi gli onorari di un avvocato specializzato in arbitrati dinanzi al TAS di Losanna. Purtroppo la maggior parte dei giocatori non è a conoscenza di questa possibilità. In tal senso, l’Avv. Palermo considera che “sarebbe opportuno far presente ai tennisti/imputati che esiste questa possibilità al termine dei procedimenti disciplinari gestiti dall’AHO, dato che molti tennisti non impugnano le decisioni dell’AHO al TAS di Losanna in quanto ritengono (erroneamente) di non avere i mezzi finanziari per farlo”.

Vi è poi un’altra grave incongruenza che caratterizza le decisioni della TIU. “C’è un altro aspetto che differenzia i procedimenti della TIU da ciò che accade, ad esempio nei procedimenti gestiti dalla FIFA o dalla UEFA. Nei loro regolamenti sono previsti degli illeciti con conseguenti sanzioni, nel programma della TIU c’è un’elencazione delle violazioni ma le sanzioni sono rimesse alla totale discrezione dell’organo giudicante. Dato che le precedenti decisioni degli AHO non sono pubbliche, non c’è modo di poter limitare/controllare la discrezione dell’organo giudicante”.

LE COSE POSSONO CAMBIARE?

A questo punto bisognerebbe chiedersi cosa si può fare per migliorare la situazione. In realtà, la circostanza che i procedimenti disciplinari nel tennis presentino delle criticità risulta evidente anche a chi governa il tennis mondiale. All’inizio del 2016 ATP, WTA, ITF e tornei del Grande Slam nominarono un comitato indipendente di tre avvocati esperti in materia – l’Indipendent Review Panel (“IRP”) – con l’obiettivo di affrontare tutte le questioni relative alle scommesse. A dicembre 2018, l’IRP ha concluso la sua indagine pubblicando un approfondito rapporto (115 pagine) che si può leggere sul sito della TIU.

Il tema della corretta ed equa distribuzione delle risorse e della sostenibilità economica della professione nel tennis professionistico è certamente il cardine del futuro dello sport, ma è indubbio che la peculiarità del gioco unita alla possibilità di scommettere live su quasi ogni singolo colpo di una partita, costituisca un cocktail esplosivo che espone il tennista non di prima fascia alle peggiori tentazioni.

L’avv. Palermo osserva che “nel rapporto del IRP sono emerse le problematiche più evidenti. In primo luogo si è ritenuto opportuno suggerire la creazione di un’unica fase giudiziaria dinanzi a un tribunale indipendente e imparziale, nominati da un’istituzione arbitrale terza e non dall’ ATP, WTA, ITF e dai tornei del Grande Slam. Invece di prevedere l’applicazione di una singola legge nazionale, l’IRP ha ventilato l’ipotesi di applicare dei principi generali di giustizia ed equità, come peraltro avviene per i giochi olimpici o nel basket. Infine, sarebbe opportuno stabilire una qualche forma di assistenza legale affinché gli atleti possano difendere adeguatamente i propri diritti come avviene nei procedimenti disciplinari della FIFA e della UEFA. Il Panel ha presentato i suoi risultati due anni fa, ma ad oggi nulla è cambiato nonostante il Tennis Anti-Corruption Program venga aggiornato/modificato ogni anno”.

Insomma, sembra evidente che la “tolleranza zero” sbandierata ai quattro venti dalle istituzioni tennistiche contro quello che certamente resta un cancro dello sport con la racchetta (e non solo), stia producendo risultati in termini di squalifiche e radiazioni anche a discapito dei diritti dei giocatori indagati. Non v’è dubbio che la mano pesante della TIU abbia lo scopo di fungere da deterrente per tutti i giocatori, ma in tale atteggiamento sembra scorgersi anche la manifestazione dell’incapacità di trovare una strategia efficace per risolvere il problema alla radice.

Il rapporto dell’IRP ha puntualmente identificato queste problematiche” – segnala l’avv. Palermo  -“Accanto a giocatori che finiscono nelle reti delle associazioni criminali, c’è un altro fenomeno che definirei quasi grottesco. Molti giocatori residenti in continenti in cui il numero di tornei organizzati si è ridotto drasticamente finanziano tramite il match-fixing (su punti quali doppi falli e/o perdite di games) i loro viaggi in Europa per poter avere le stesse opportunità dei giocatori europei di scalare il ranking”.

Ci sarebbe da chiedersi il perché non si limitino le giocate possibili. Non c’è dubbio che il settore betting faccia girare tantissimi soldi e non è nemmeno corretto demonizzare l’idea stessa di scommettere sullo sport; peraltro, le agenzie di scommesse italiane contribuiranno al fondo ‘Salva Sport’ istituito in questi mesi versando lo 0,5% della raccolta sulle scommesse relative a qualsiasi evento sportivo . Certo, pensare di mettere i bastoni tra le ruote a quelli che ancora oggi sono tra i principali sponsor dei tornei è davvero troppo complicato, ma questa è un’altra storia. O forse no.

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WTA Lione: Osorio, Noskova e Parks ai quarti

Linda Noskova impressiona per facilità contro Sherif, venerdì troverà una vivacissima Camila Osorio. Alycia Parks rimonta Martic, Van Uytvanck prenota Garcia

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Camila Osorio - WTA Monterrey 2022 (Twitter - Abierto_GNP)
Camila Osorio - WTA Monterrey 2022 (Twitter - Abierto_GNP)

Cinque incontri in programma all’Open 6e Sens Métropole de Lyon, due di primo turno, con la vittoria di Jasmine Paolini (di nuovo in campo giovedì, secondo match dalle 18.30), e tre validi per gli ottavi di finale, con un un accoppiamento ai quarti già decretato.

Caroline Garcia, idolo di casa, ha conosciuto oggi il nome della sua avversaria nel secondo turno del torneo WTA di Lione. Si tratta di Alison Van Uytvanck che ha archiviato la pratica Tamara Korpatsch per 6-2 6-4, in 1 ora e 31’. Gara ricca di break, ben undici in diciotto game complessivi. Percentuali al servizio pessime per la tedesca che chiude con il 44% di prime servite e ben undici doppi falli. Molto più solida la belga che sfrutta due break di vantaggio per chiudere il primo parziale.

Nel secondo parziale, gli scambi sono combattuti e sono ben cinque i break consecutivi. La n. 76 del ranking scappa via sul 4-2, prima di perdere il servizio nell’ottavo gioco. Van Uytvanck rimette a posto le cose nel game successivo e tiene a “0” il servizio che vale il passaggio del turno.

 

Saluta il torneo la testa di serie n. 4, ovvero Petra Martic sconfitta da Alycia Parks in 2ore e 26’ con il punteggio di 2-6 7-6(3) 6-2.

La statunitense vince in rimonta, malgrado una partenza sottotono. A far la differenza gli undici ace dell’americana, ben sette dei quali messi a segno nel secondo parziale. Nel set decisivo, l’americana ha portato a casa il 94% dei punti serviti con la prima di servizio, mentre la croata, malgrado abbia messo in campo il 74% di prime palle, si è aggiudicata il 55% dei punti.

Martic comincia la gara con un doppio break di vantaggio e un 6-2 arrivato in 39’ con l’americana molto fallosa al servizio. Il secondo set è molto più equilibrato, nel quale non si registrano break. L’unico pericolo lo corre Parks nel secondo gioco, quando è costretta ad annullare una palla break. Il match scivola via agevolmente con pochi scambi all’interno dei giochi. Nel tie-break, la croata subisce un parziale di 5-0 che rimanda il verdetto al terzo set.

Martic spreca tre palle break nel secondo gioco, le ultime opportunità per portare a casa la posta in palio. La gara della croata di fatto finisce qui. Sono cinque i giochi consecutivi di Parks che sfrutta il calo fisico di Martic e passa il turno.

L’americana affronterà la vincente della sfida tra Kovinic e Bondar.

Match godibile quello che ha visto Camila Osorio imporsi 7-6(5) 7-5 su Jule Niemeier. Due set tirati, due ore e due minuti e due anche le volte in cui la tedesca ha servito per chiudere un parziale. Classe 1999 di Dortmund, Niemeier è giocatrice potente, dotata anche di ottima mano, ma non di non eccezionale mobilità, caratteristica che certo non difetta alla ventunenne colombiana, abilissima nel contenere anche affidandosi allo slice e senz’altro più regolare dell’avversaria. Le premesse per un bel match c’erano dunque tutte e sono state mantenute, con forse l’unica pecca di qualche “strappo” avvenuto con grossa complicità di chi era in battuta, ma le belle giocate sono state comunque ricorrenti nella sfida.

È così che Niemeier commette due doppi falli e affossa un dritto quando va a servire per il primo set – peraltro restituendo il favore delle due seconde fallite da MCOS nel break subito al quinto gioco –, per poi cedere al tie-break al terzo set point consecutivo. Jule fa valere la sua pesantezza nel quarto game del secondo, aperto da un doppio fallo, e vola sul 4-1. Brava Osorio a prendere l’iniziativa e riprendersi il break, anche approfittando di una seconda fuori bersaglio e una smorzata dimenticabile. In ogni caso, Niemeier si issa sul 5-3, ma a quel punto subisce quattro giochi consecutivi di una Osorio scatenata che vola per il campo. Emblematico l’ultimo punto: il dritto tedesco fa tre buchi per terra ma torna sempre indietro e la scelta finale del contropiede invece del campo aperto è punita da un lob non scontato sul quale Jule va a vuoto.

L’avversaria di Osorio ai quarti sarà la diciottenne ceca Linda Noskova, vincitrice della n. 50 WTA Mayar Sherif per 6-3 6-2 in sessantotto minuti. Linda è entrata dalle qualificazioni, ma partiva con i favori del pronostico contro l’egiziana che peraltro la precede di appena sei posizioni in classifica. Grande pulizia nei colpi a rimbalzo, con lo sguardo che rimane sul punto di impatto (quindi la testa non “scappa”, con grosso giovamento dell’equilibrio), già un ottimo servizio, Linda ha annullato tutte le tre palle break concesse proprio grazie alla battuta, brekkando invece l’avversaria in ognuno dei quattro giochi in cui si è creata l’opportunità. Match chiuso con un game di risposta imperioso in attesa dell’interessante sfida di venerdì.

(ha collaborato M.S.)

IL TABELLONE DEL WTA 250 DI LIONE

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WTA Hua Hin: Zidansek piega Fruhvirtova dopo tre ore di lotta. Bene Wang e Zhu

La diciassettenne Linda Fruhvirtova si arrende alla semifinalista del Roland Garros 2021. Nell’ultimo match di giornata Tsurenko elimina a sorpresa la testa di serie numero quattro Kalinskaya

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Tamara Zidansek – WTA Hua Hin 2023 (Image Credit: 2023 Thailand Open presented by E@)

Si è conclusa nella tarda serata locale la terza giornata del WTA 250 di Hua Hin. Il programma odierno del Thailand Open prevedeva solo quattro match di ottavi di finale, ma tre di questi si sono protratti ben oltre le due ore, con la sfida tra Linda Fruhvirtova e Tamara Zidansek che si è fermata a soli tre minuti dall’ingresso nella quarta ora di gioco. Ad uscire vincente da quello che era il match di cartello di oggi – per le alte aspettative che ruotano attorno alla 17enne ceca, già numero 51 del mondo, e per il valore dell’avversaria cui non fa giustizia la posizione 132 occupata nel ranking – è stata la slovena Zidansek (6-3 4-6 6-4), abile a sfruttare le difficoltà di Fruhvirtova con la seconda di servizio. Ai quarti di finale Tamara troverà la cinese Zhu che, dopo aver eliminato la connazionale e terza favorita secondo il seeding Xiyu Wang, ha superato la coreana Jang con il punteggio di 6-4 7-6.

Anche nell’altro quarto di finale della parte bassa del tabellone ci sarà una giocatrice cinese: la settima testa di serie Xinyu Wang ha infatti sconfitto con un doppio 6-3 la svedese Bjorklund e attende ora la vincitrice del match tra Han e Watson. L’ultimo incontro di giornata è stato quello tra la 24enne russa Kalinskaya e l’esperta ucraina Tsurenko. Quest’ultima ha contraddetto i pronostici, eliminando la numero 4 del seeding per 6-0 6-7 6-4. Ai quarti potrebbe quindi andare in scena un derby con Yastremska che però dovrà prima vedersela con la semifinalista di Wimbledon 2022 Tatjana Maria.

E’ stata semifinalista in uno Slam anche Tamara Zidansek (al Roland Garros nel 2021) che, dopo una stagione negativa, sta provando a scalare nuovamente la classifica. “Sono davvero felice perché l’anno scorso non è stato il migliore per me dopo la trasferta australiana, mentre ora sono in forma, in salute e sto finalmente giocando come voglio. Devo solo ottenere qualche vittoria ma sono molto contenta di come mi sono gestita in campo” – ha detto la slovena dopo la vittoria su Fruhvirtova, che ha provato a rimanere in partita fino all’ultimo. Le condizioni di gioco, però, non hanno agevolato la giovane ceca: l’elevata percentuale di umidità ha infatti reso più lento il campo, dando a Zidansek la possibilità di assorbire con più facilità i colpi offensivi dell’avversaria.

 

Nella giornata di giovedì tornerà in campo, contro la russa Zakharova, la favorita numero 1 del torneo Bianca Andreescu, a caccia di un titolo WTA che le manca dal 2019.

IL TABELLONE DEL WTA 250 DI HUA HIN

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AO Donne, Steve Flink: “Sabalenka ha fatto grandi progressi, sono un po’ preoccupato per Iga Swiatek”

Il giornalista e Hall of Famer risponde al direttore sul tennis femminile: “Nei prossimi due-tre anni vedremo la migliore Coco Gauff”

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Aryna Sabalenka - Australian Open 2023 (Twitter @AustralianOpen)

0:04 Ubaldo: parlando del torneo femminile, credo si possa dire che, anche se non molti si aspettavano una nuova sconfitta negli ottavi di finale di Iga Swiatek, abbiamo avuto una delle più belle finali degli ultimi anni a livello Slam. Tra Sabalenka e Rybakina abbiamo avuto del buon tennis con pochi break, cosa che accade spesso nel singolare femminile. Abbiamo avuto una finale tra la numero 2 del mondo e una numero 10 che con i duemila punti del successo a Wimbledon sarebbe una top five.

1:09 Flink: Ubaldo sono arrabbiato con te!

1:13 Ubaldo: come mai? (sorride)

 

1:16 Flink: mi hai tolto le parole di bocca! Sono d’accordo, è stata una splendida finale, e come hai detto tu, è stata una sfida tra due ottime battitrici. Nel primo set Sabalenka ha ceduto il servizio sul quattro pari, e quindi ha perso il il set; ma poi non ha più perso la battuta, e ha vinto con un break per set. Aryna ha messo in campo diciassette ace e solo sette doppi falli, dati molto buoni per lei. Inoltre, il livello di gioco è stato alto, condotto da entrambe in maniera aggressiva. Entrambe hanno giocato molto bene da fondo, soprattutto Sabalenka; non potrei essere più d’accordo sul fatto che questa finale spicca tra quelle giocate nei Major durante l’ultimo biennio. Per come è stata giocata, perché è stata combattuta. Rybakina ha dimostrato che la sua vittoria a Wimbledon non è arrivata per caso, e Sabalenka finalmente c’è l’ha fatta.

L’ho vista più calma, più composta; persino quando ha servito un doppio fallo sul match point nell’ultimo game, non si è disunita. È rimasta concentrata su quello che doveva fare, ha preso un bel respiro e ha chiuso il match; sta crescendo come giocatrice e agonisticamente. Rybakina ha un bel temperamento; possiede un delle migliori prime palle del circuito, e deve migliorare forse la seconda nel kick, altrimenti le migliori ne trarranno vantaggio e lei potrebbe vacillare un attimo, ma aver giocato due finali Slam nell’ultimo anno con una vittoria e per lei incoraggiante. Sabalenka è sempre stata frenetica, sovraeccitata durante i match importanti; questo è un momento fondamentale per lei, non credi Ubaldo? Non dico che vincerà tutti gli Slam, ma ora crede di più in sé stessa.

3:36 Ubaldo: sì, ho visto Sabalenka perdere al Roland Garros da Camila Giorgi; ha commesso tantissimi doppi errori, proprio senza testa, senza voler offendere. E ora, come tu dicevi, aver vinto uno Slam dopo aver perso tre semifinali, le darà una grande fiducia. senz’altro potrà anche migliorare la seconda palla, se consideriamo che ha giocato nella finale un colpo molto piatto; un effetto in kick le permetterebbe di risparmiare qualche doppio fallo.

4:50 Flink: non è stato così male, certo può migliorare. Ha iniziato con un doppio fallo, e ne ha fatto uno sul match point, ma servire solo 7 doppi errori in tre set relativamente lunghi non è male, soprattutto se consideriamo che ha servito 17 ace.

Deve migliorare il kick sulla seconda, ma gioca già bene lo slice; sta migliorando, lo scorso anno ne faceva anche venti a match.

5:35 Ubaldo: se non ricordo male lo scorso anno ha servito 428 doppi errori: una media di 8 a match. Ma alcuni match sono finiti 62 61, quindi era come iniziare da 0-15 ogni turno di servizio!

6:03 Flink: sì Ubaldo, ma non credo che lo vedremo più così. Lei migliorerà ancora, anche negli altri aspetti del gioco. Un particolare a suo favore nella finale è che ha difeso meglio, ha colpito meglio da fondocampo. Puoi fare più cose di Rybakina da entrambe le parti del campo. È davvero completa, sa colpire sopra il capo, sa volleare.

6:48 Ubaldo: dal momento che ama prendere dei rischi, forse la terra battuta è la superficie più pericolosa. Se non riesci a chiudere nei primi quattro scambi, allora più provi più rischi di sbagliare. Comunque come dicevi tu è completa e gioca bene sia dritto che rovescio, mentre il dritto di Rybakina non è tra i migliori.

dal punto di vista di un americano, e stata più brutta la sconfitta di Pegula o di Gauff?

7:40 Flink: Pegula ha avuto un ottimo inizio d’anno; ha battuto Iga Swiatek e in tanti si aspettavano facesse grandi cose; per Coco dobbiamo sempre ricordarci che è giovanissima, quindi una sconfitta è comprensibile. la gente si dimentica la sua età e crede che abbia 25 anni solo perché è nel grande tennis da almeno cinque. Quindi è stata più deludente Pegula.

8:18 Ubaldo: in termini di potenziale chi vedi meglio tra le due?

8:29 Flink: Gauff. Nel lungo periodo; lavorerà molto e migliorerà la seconda palla e il dritto, mentre il rovescio è già ottimo adesso. Ha uno splendido atteggiamento sul campo, sa stare calma. Il suo dritto è traballante, e la sua seconda palla. Le ci vorranno due o tre anni. Pegula può andare meglio quest’anno, ma nei prossimi cinque anni scelgo Coco.

9:21 Ubaldo: parlando di delusioni, Iga Swiatek ha perso 64 64 da Rybakina, mentre Ons Jabeur ha ceduto a Vondrousova 61 57 61, risultato deludente per una numero 2 del seeding.

9:52 Flint: delusione perché abbiamo visto Jabeur perdere la finale di Wimbledon da Rybakina e la finale degli US Open da Swiatek, e quindi ci aspettavamo di più da lei. Nel suo puzzle ci sono così tanti pezzi; colpi bellissimi, il servizio la palla corta. Se non è ispirata accadono cose come quelle in Australia. Ma non sono preoccupato per lei, saprà rifarsi più avanti nella stagione.

Riguardo Swiatek, l’anno scorso ha vinto 37 match di fila fino a Wimbledon. durante la sua striscia vincente ha trionfato a Parigi. Poi ha vinto gli US Open. Non credo la vedremo dominare in questo modo; certo vincerà ancora altri Slam e rimarrà a lungo tra le prime tre o quattro del ranking. Per la consistenza del suo gioco. Ma punto di più su Rybakina. Iga si affida molto al suo gioco in difesa; prova ad essere più aggressiva, cosa che le serve per restare al top, ma non è a suo agio. È stata così convincente a Miami e Indian Wells, e poi a Parigi.

Quest’anno per lei sarà in altalena; potrebbe rimanere numero 1 del mondo, ma non rimarrei scioccato se alla fine della stagione fosse terza o quarta. Sono curioso di vedere cosa combinerà quest’anno; non ha vinto agli US open e adesso ha cominciato l’anno con questa caduta. Sono un po’ preoccupato per lei.

11:56 Ubaldo: penso che non sia facile continuare a vincere per chi non ha nel dritto il proprio colpo migliore. Tu puoi avere il miglior rovescio del mondo; guarda Djokovic. Lui ha probabilmente il miglior rovescio del mondo, specialmente il lungolinea e la risposta, ma i vincenti più importanti li ottiene con il dritto. È anche il limite di Rybakina, che ha un gran rovescio ma un dritto da migliorare.

Steffi Graf invece aveva un rovescio non tra i migliori, ma giocava un dritto straordinario; è difficile dominare a lungo senza un gran dritto.

13:23 Flink: sono d’accordo. L’anno scorso Swiatek ah ha migliorato il colpo e ha giocato diversi vincenti…

13:36 Ubaldo: sulla terra forse, dove hai più tempo per colpire.

13:47 Flint: no, anche agli US Open, ma sono d’accordo su quanto dici sulla terra battuta. Il dritto è importante un po’ per tutte; Rybakina ha un ottimo servizio e quindi può compensare in un game con tre punti diretti. Swiatek ha un servizio buono, non un grande servizio, e quindi non può ricavarci gli stessi punti.

Hai parlato di Steffi: il suo rovescio non era una grande arma, ma sapeva tenere lo slice molto basso per poi riuscire a colpire con il dritto, e lo sapeva fare in maniera meravigliosa.

Il dritto di Swiatek è la chiave; avrà bisogno di migliorarlo del 10-20%.

14:48 Ubaldo: grazie mille Flint, abbiamo spaziato su diversi argomenti di questi Australian Open. Un’ultima cosa: chi vincerà i singolari al Roland Garros?

15:10 Flint: tra le donne dico Swiatek, che gioca sulla sua superficie preferita, dove ha vinto due volte negli ultimi tre anni. Tra gli uomini forse ti aspetti che io dica Nadal per il suo quindicesimo trofeo. Ma non è al meglio, e in Australia si è infortunato ancora, contro McDonald. Penso che Djokovic potrà fare il colpo. Se Nadal sta bene può farcela. Cosa ne dici Ubaldo?

16:02 Ubaldo: che non è più il miglior Rafa; non lo vediamo al meglio da almeno sei mesi. Il favorito sarà Djokovic, anche se è difficile dirlo quattro mesi prima.

16:34 Flint: se Rafa non torna in condizione, Djokovic sarà il favorito. Inoltre, se nemmeno quest’anno potrà giocare negli Stati Uniti, ne trarrà giovamento dal punto di vista fisico, perché si presenterà fresco per la stagione sulla terra battuta.

17:12 Ubaldo: si ritroveranno a Montecarlo.

17:17 Flint: sì, non farà troppa differenza se Djokovic salta due tornei sul duro. Lui è determinato, ha vinto il suo secondo Roland Garros due anni fa e l’anno scorso ha perso nei quarti da Nadal. E’ dura batterlo, anche sulla terra rossa. È il secondo giocatore del mondo sulla terra battuta.

17:41 Ubaldo: grazie Flint, ottimo amico grande collega e… altri complimenti te li farò in privato!

Danilo Gori

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