Antidoping: respinta la richiesta d’appello di Yastremska. Australian Open sempre più lontano

Il tribunale indipendente ha detto di no alla richiesta della tennista ucraina di una sospensione temporanea della squalifica per poter giocare in Australia

Di Lorenzo Colle
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Dayana Yastremska si è vista respingere la richiesta d’appello presentata al tribunale indipendente istituito per valutare il suo caso, dopo che era stata certificata la sua positività ad un controllo antidoping.

Il test in questione era stato effettuato lo scorso 24 novembre e aveva registrato la presenza di uno dei metaboliti del mesterolone. Dayana era stata tempestiva nel discolparsi, parlando di una probabile contaminazione: “Sono sorpresa e sotto shock, soprattutto dal momento che due settimane prima di questo test – il 9 novembre – ero stata testata al torneo di Linz risultando negativa. Dopo l’ultimo torneo dell’anno, ho smesso di allenarmi per riposarmi in vista dell’inizio della nuova stagione. Solo una bassa concentrazione del metabolita è stata rilevata nelle mie urine. Vista la bassa concentrazione e il precedente test negativo, ho ricevuto un parere scientifico secondo cui il risultato è coerente con qualche forma di contaminazione. Inoltre, sono stata informata che questa sostanza è usata come trattamento medico per gli uomini e che non è consigliata per le donne per gli effetti avversi che provoca.”

Nella speranza che la sua richiesta di sospensione temporanea della squalifica (valida a decorrere dal 7 gennaio 2021) venisse accettata, Yastremska era comunque volata a Melbourne su uno dei voli charter messi a disposizione da Tennis Australia, peraltro uno di quelli “incriminati”. La tennista ucraina si è dunque dovuta sottoporre all’isolamento come gli altri passeggeri dei voli in questione e ora, oltre al danno, è arrivata anche la beffa dell’appello respinto che di fatto (salvo miracoli) le impedisce di prendere parte ai tornei down under, incluso ovviamente l’Australian Open.

A Yastremska ora non resta che impugnare la decisione presso il TAS di Losanna per cercare di far valere le proprie ragioni e dimostrare la propria innocenza, ma la decisione dovrebbe arrivare a stretto giro per riabilitarla ed eventualmente consentirle di competere in Australia. Nel frattempo, infatti, rimane valida la squalifica comminata dalla WADA.

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