Tra i segreti di Medvedev, il parere del data analyst: "A Bercy più fortuna che merito dei numeri"

Focus

Tra i segreti di Medvedev, il parere del data analyst: “A Bercy più fortuna che merito dei numeri”

Prima parte della chiacchierata con Fabrice Sbarro, esperto di numeri e artefice di molti dei successi di Medvedev. “Non voglio criticare Nadal, ma tagliare contro Daniil non era l’opzione migliore”

Pubblicato

il

Fabrice Sbarro
 

Durante i tempi duri del primo lockdown, abbiamo avuto il piacere di fare una chiacchierata con Fabrice Sbarro, l’analista di fiducia di Gilles Cervara, coach di élite nel circuito maschile e allenatore storico di Daniil Medvedev. Potete rileggere la prima intervista a questo link, mentre se volete approfondire il lavoro di Sbarro fate un salto sul suo sito internet.

A fine 2020 abbiamo pensato di ricontattare Fabrice per fare un recap dell’anno appena concluso, e ne abbiamo ricavato anche questa volta diversi spunti interessanti. Prima di tutto, eravamo curiosi di saperne di più sul finale d’anno scoppiettante del russo, che ormai sembra pronto a vincere uno Slam; l’interessante cronistoria degli ultimi match del 2020 di Medvedev trova spazio in questa prima parte. Nella seconda parte, che verrà pubblicata nei prossimi giorni, abbiamo discusso di giovani stelle in ascesa come Felix Auger-Aliassime e Jannik Sinner.

Prima di partire, un piccolo riepilogo delle puntate precedenti: il periodo che va dall’estate 2019 alla fine del 2020 è stato un periodo di montagne russe per Medvedev, che possiamo riassumere più o meno in tre fasi, anche rispetto al tipo di utilizzo dei dati statistici:

 
  • La prima fase va da Montreal a Shanghai 2019, quando Daniil sembra praticamente inarrestabile, e infatti l’unico in grado di sbarrargli la strada è Nadal, che specie nella finale dello US Open deve letteralmente svuotare le tasche e tirare fuori tutto quello che ha per battere il giovane russo. In questo periodo, Fabrice aiuta Cervara nella preparazione dei match in modo molto lineare.
  • La seconda fase va da Parigi-Bercy 2019 al lockdown. In questo periodo gli stimoli sono ormai troppi e impediscono a Daniil di seguire i piani di gioco determinati a tavolino, come invece era successo nel corso dell’estate 2019. Fabrice collabora in pratica solo con analisi ex post. In occasione della sconfitta all’Australian Open, “non stava eseguendo il game plan, stava improvvisando sulla base di quello che gli passava per la testa in quel momento” – dichiara Fabrice. È un periodo di burn out mentale per il russo, costretto a fare i conti con la pressione derivata dai grandi risultati ottenuti.
  • La terza fase, che va dalla ripresa del gioco ad oggi, è un mix di match preparation e di analisi ex post. La preparazione dei match non è più riconoscibile in campo come all’inizio, ma senza dubbio Gilles Cervara ha ormai incapsulato gli input statistici nella sua preparazione dei match per il tennista russo: “Non posso dire adesso cosa deriva puntualmente dalle statistiche; all’inizio era tutto molto riconoscibile, adesso il processo va visto nella sua globalità”.

Per chiudere questa premessa, possiamo dire che quando si è ripreso a giocare le statistiche erano ancora parte integrante del processo di coaching di Medvedev. A fine 2020 qualcosa si è acceso; andiamo allora a vedere in dettaglio cosa è successo con le parole di Fabrice.

“Ho il mio punto di vista, come Gilles Cervara o Daniil Medvedev. Posso dirti come la penso come analista di dati dietro le quinte. Iniziamo con Bercy, per rendere le cose più facili, analizzando partita per partita. Prima di Bercy Daniil non era in buona forma. Ha perso al primo turno in un paio di tornei. Non era davvero sicuro di sé. A Bercy ha ricevuto un bye al primo round e poi ha dovuto affrontare Kevin Anderson al secondo round, e Kevin lo aveva appena battuto a Vienna; ok, ci siamo detti ‘non è un buon sorteggio. Se Kevin lo ha battuto a Vienna, ha la possibilità di ripetersi anche a Bercy’. Penso che in questa partita Daniil sia stato un po’ fortunato perché Kevin si è fatto male e ha dovuto abbandonare sul 6-6 nel primo set“.

“Quella che pensavo sarebbe stata una partita molto difficile, all’improvviso è diventata una passeggiata” continua a raccontare Sbarro. “In questo primo match le statistiche non hanno influito. Poi, nella seconda partita Daniil è andato sotto di un set contro de Minaur; all’improvviso Daniil ha vinto il secondo e il terzo set, 6-2 6-2. De Minaur non giocava più a tennis, non sappiamo neanche cosa sia successo. Non voglio sminuire le statistiche perché sono un vero sostenitore, ma c’è da essere onesti. Di solito, un buon piano di gioco dovrebbe aiutarti di più all’inizio di una partita; in quel caso sembrava che de Minaur potesse vincere in due set ma all’improvviso ha smesso di giocare a tennis. In questo caso, per me è più fortuna. Certo, Daniil non stava giocando male ma possiamo dire che le prime due partite di Bercy non hanno avuto nulla a che fare con le statistiche dal mio punto di vista”. Anche chi si guadagna da vivere con i numeri, è costretto ad ammettere l’impatto decisivo del caso in alcune situazioni di gioco.

“Nei quarti di finale Medvedev ha giocato contro Schwartzman. Diego aveva conquistato il giorno prima la matematica qualificazione alle Finals, un traguardo per lui storico. Praticamente non è sceso in campo, non c’è stata assolutamente partita e Daniil ha vinto in due set 6-1, 6-3. Ancora una volta, le statistiche non sono servite a granché in questi successi. Poi c’è stata la semifinale contro Raonic, che aveva appena battuto Hugo Humbert 7-6 al terzo. Non era fresco contro Daniil: non sto dicendo che fosse infortunato, semplicemente risentiva della battaglia del giorno prima. Per fronteggiare Milos avevamo delle strategie e penso che abbiano funzionato più o meno, ma ancora una volta ci tengo a sottolineare che Raonic non era fresco”.

Si giunge poi alla finale contro Zverev: “Sascha ha giocato davvero bene nel primo set ed è andato avanti nel punteggio. Il secondo set è stato fantastico e si sono intraviste alcune cose che avevamo preparato e hanno funzionato. Forse Daniil ha iniziato a cambiare le cose da solo, penso sia più venuto dal giocatore che dalle statistiche. Recuperare un set di svantaggio è stato merito della tenacia di Daniil, è stato bravo a dare tutto e portarla al set decisivo dove Zverev è rimasto senza benzina. Aveva giocato il giorno prima contro Nadal ed è crollato”.

“Questo è il torneo di Parigi-Bercy”, riassume Fabrice. “La fortuna ha giocato un ruolo decisivo, e anche la forza mentale di Daniil quando era in svantaggio. Certo, ogni partita è preparata con le indicazioni di Gilles, ma non era così ovvio come tra Montreal e Shanghai nel 2019. Come ho detto prima, il processo di preparazione è adesso più sfaccettato, anche se le statistiche rimangono una componente. È come lavorare con un fisioterapista, che è lì tutti i giorni. Ma non si può dire che un risultato sia direttamente dovuto alla fisioterapia; è un processo globale e durante il torneo di Bercy per me è stata più fortuna e forza mentale che merito delle statistiche.

Daniil Medvedev – Bercy 2020 (via Twitter, @RolexPMasters)

IL CAMMINO TRIONFALE DI LONDRA

Dopo Parigi-Bercy, sono arrivate le Finals di Londra e la magia è continuata: “Daniil è entrato nel Master con fiducia. L’anno precedente era arrivato cotto. Aveva giocato troppo mentre quest’anno era totalmente fresco perché non aveva giocato molto, e in secondo luogo aveva appena vinto un master 1000 a Parigi-Bercy: quindi era arrivato con una miscela di fiducia e freschezza, racconta Sbarro, che poi inizia ad analizzare le singole partite giocate da Medvedev a Londra.

“Ancora una volta Daniil ha giocato contro Zverev e lo ha battuto. Conoscevamo il piano; sapevamo esattamente cosa fare dopo Parigi-Bercy. Poi è stato il turno di Djokovic, ma il serbo chiaramente non era mentalmente al 100%. Infine l’ultima partita del girone è stata contro Schwartzman, che era già fuori dal torneo. E quindi sono arrivate la semifinale e finale: abbiamo preparato molto con Gilles Cervara queste due partite e avevamo delle strategie che hanno funzionato davvero bene. Dal punto di vista statistico posso parlare meglio di semifinale e finale, perché le altre partite non sono state combattute”.

“La semifinale era contro Nadal e sapevamo che con Rafa dovevamo giocare di più sul suo diritto. Sapevamo che quando giochi di più contro il suo diritto e lo attacchi da quella parte – specialmente nei campi indoor – i suoi numeri non sono buoni come quando giochi contro il suo rovescio. Quindi sapevamo più o meno che Daniil doveva andare un po’ di più sul dritto di Nadal e attaccarlo quando se ne presentava l’occasione. Penso che sia stata una delle cose che ha funzionato”.

Sbarro prosegue poi analizzando la tattica usata da Nadal: “La maggior parte dei giocatori contro Medvedev pensa di dover giocare lo slice sul suo rovescio. Voglio dire, questo non è ovvio e ne parliamo con Gilles da un anno e mezzo. E ogni volta dico a Gilles che giocare lo slice in un scambio dà risultati in media solo nel 46% dei casi, al di sotto della barriera del 50%; quindi perfetto, non c’è bisogno di farsi prendere dal panico: se gli avversari vogliono giocare tagliato contro Daniil, lasciamoli fare. E il piano di gioco di Nadal era quello di usare lo slice di rovescio ed è divertente quando vedi che l’avversario sta adottando una strategia che non funziona. Quindi, non voglio criticare Nadal, che è una delle migliori menti tattiche del tour, ma tagliare contro Daniil non era l’opzione migliore. Anche se Nadal avesse vinto, lo slice di rovescio non sarebbe stata la chiave della partita. Sarebbe stato qualcosa di negativo ma lo spagnolo avrebbe compensato e vinto in altri modi. Quindi per quanto riguarda la semifinale questa era la strategia che ha funzionato, e ancora una volta è emersa la forza mentale di Daniil”.

“Il bello di lavorare a lungo con lo stesso giocatore è che si inizia ad avere una base dati composta da tante partite e si possono riprendere i vecchi match per sapere qual è la storia. Conoscevamo tutta la storia con Nadal perché Daniil aveva giocato contro di lui a Montreal, nella finale degli US Open e l’anno prima al Master, quando tra l’altro era avanti 5-1; di conseguenza, quando ho preparato la partita contro Nadal, ad esempio, ho messo insieme tutta la serie storica e ho visto cosa aveva funzionato per Daniil e cosa non aveva funzionato. E questo fa parte della mia preparazione per la partita. Prendere vecchie partite contro l’avversario per vedere se c’erano alcune cose specifiche che funzionavano”.

Medvedev giunge così alla finale contro Dominic Thiem: “Contro l’austriaco è stata un po’ la stessa cosa. Avevamo molte partite contro Dominic, in particolare la più recente, la semifinale dello US Open. Abbiamo preso questa partita come riferimento principale e sono emerse due cose: 

  1. Daniil doveva essere più aggressivo in risposta, non tanto sulla prima dove riceveva molto arretrato, quanto sulla seconda per dare meno opportunità a Thiem di dominare i punti direttamente con la sua potenza; quindi uno dei piani di gioco era prendere un po’ più di rischio in risposta sulla seconda; 
  2. trarre insegnamento dalla semifinale degli US Open in cui penso che Daniil abbia giocato l’85% di colpi incrociati di rovescio. Ma quel 15% lungolinea all’epoca aveva funzionato, quindi il piano di gioco per la finale del Master era anche quello di andare di più con il rovescio lungolinea per attaccare Thiem sul suo diritto. Thiem è quello che io chiamo un ‘pouncher’ (picchiatore). I pouncher sono giocatori con un buon diritto, che non amano essere attaccati sul loro punto forte. Con Nadal in semifinale era un po’ lo stesso; certo, se giochi l’intera partita sul dritto di Nadal o Thiem verrai distrutto, ma se li sorprendi di tanto in tanto con un attacco sul dritto è un’altra cosa, e questa strategia penso abbia funzionato bene in finale”. 

“Non dimentichiamo però che Thiem è stato avanti di un set”, ammette Sbarro. “Per questo motivo non sottovaluterei la tenacia mentale di Daniil e la fiducia che ha ottenuto dalla vittoria di Parigi-Bercy. E poi forse le statistiche lo hanno aiutato in qualche punto strategico”.

Sbarro conclude ripensando al 2019 e al periodo trascorso tra Montreal e Shanghai: Le statistiche in quel caso hanno avuto sicuramente più peso. Oggi, onestamente, non le metterei al primo posto. Come ho già detto nella prima fase era diverso, l’ho potuto vedere. Credo che abbiano aiutato molto più di adesso. Ora le statistiche fanno parte di un processo, fanno parte della mentalità di Gilles e di questa squadra. Come sai, non sono più nel team di Medvedev, sono solo una parte del team di Gilles. Forse nel 2021 tornerò a far parte in pieno anche del team di Daniil, ma per il momento ancora no”.

Nel futuro di Fabrice Sbarro – e forse già nell’immediato futuro – sembrano esserci altri progetti. L’analista ha già fatto sperimentare i suoi servigi a Felix Auger-Aliassime, ma spera di poter fare lo stesso con un giovane tanto rossiccio e dinoccolato quanto pieno di talento: “Mi piacerebbe avere la possibilità di mostrare il mio lavoro alla squadra di Sinner“, ci ha raccontato Fabrice. Ma di questo, e del suo parere sul processo di crescita di Jannik, parleremo nella seconda parte dell’intervista.

Continua a leggere
Commenti

Flash

WTA Hua Hin: Zidansek piega Fruhvirtova dopo tre ore di lotta. Bene Wang e Zhu

La diciassettenne Linda Fruhvirtova si arrende alla semifinalista del Roland Garros 2021. Nell’ultimo match di giornata Tsurenko elimina a sorpresa la testa di serie numero quattro Kalinskaya

Pubblicato

il

Tamara Zidansek – WTA Hua Hin 2023 (Image Credit: 2023 Thailand Open presented by E@)

Si è conclusa nella tarda serata locale la terza giornata del WTA 250 di Hua Hin. Il programma odierno del Thailand Open prevedeva solo quattro match di ottavi di finale, ma tre di questi si sono protratti ben oltre le due ore, con la sfida tra Linda Fruhvirtova e Tamara Zidansek che si è fermata a soli tre minuti dall’ingresso nella quarta ora di gioco. Ad uscire vincente da quello che era il match di cartello di oggi – per le alte aspettative che ruotano attorno alla 17enne ceca, già numero 51 del mondo, e per il valore dell’avversaria cui non fa giustizia la posizione 132 occupata nel ranking – è stata la slovena Zidansek (6-3 4-6 6-4), abile a sfruttare le difficoltà di Fruhvirtova con la seconda di servizio. Ai quarti di finale Tamara troverà la cinese Zhu che, dopo aver eliminato la connazionale e terza favorita secondo il seeding Xiyu Wang, ha superato la coreana Jang con il punteggio di 6-4 7-6.

Anche nell’altro quarto di finale della parte bassa del tabellone ci sarà una giocatrice cinese: la settima testa di serie Xinyu Wang ha infatti sconfitto con un doppio 6-3 la svedese Bjorklund e attende ora la vincitrice del match tra Han e Watson. L’ultimo incontro di giornata è stato quello tra la 24enne russa Kalinskaya e l’esperta ucraina Tsurenko. Quest’ultima ha contraddetto i pronostici, eliminando la numero 4 del seeding per 6-0 6-7 6-4. Ai quarti potrebbe quindi andare in scena un derby con Yastremska che però dovrà prima vedersela con la semifinalista di Wimbledon 2022 Tatjana Maria.

E’ stata semifinalista in uno Slam anche Tamara Zidansek (al Roland Garros nel 2021) che, dopo una stagione negativa, sta provando a scalare nuovamente la classifica. “Sono davvero felice perché l’anno scorso non è stato il migliore per me dopo la trasferta australiana, mentre ora sono in forma, in salute e sto finalmente giocando come voglio. Devo solo ottenere qualche vittoria ma sono molto contenta di come mi sono gestita in campo” – ha detto la slovena dopo la vittoria su Fruhvirtova, che ha provato a rimanere in partita fino all’ultimo. Le condizioni di gioco, però, non hanno agevolato la giovane ceca: l’elevata percentuale di umidità ha infatti reso più lento il campo, dando a Zidansek la possibilità di assorbire con più facilità i colpi offensivi dell’avversaria.

 

Nella giornata di giovedì tornerà in campo, contro la russa Zakharova, la favorita numero 1 del torneo Bianca Andreescu, a caccia di un titolo WTA che le manca dal 2019.

IL TABELLONE DEL WTA 250 DI HUA HIN

Continua a leggere

Focus

AO Donne, Steve Flink: “Sabalenka ha fatto grandi progressi, sono un po’ preoccupato per Iga Swiatek”

Il giornalista e Hall of Famer risponde al direttore sul tennis femminile: “Nei prossimi due-tre anni vedremo la migliore Coco Gauff”

Pubblicato

il

Aryna Sabalenka - Australian Open 2023 (Twitter @AustralianOpen)

0:04 Ubaldo: parlando del torneo femminile, credo si possa dire che, anche se non molti si aspettavano una nuova sconfitta negli ottavi di finale di Iga Swiatek, abbiamo avuto una delle più belle finali degli ultimi anni a livello Slam. Tra Sabalenka e Rybakina abbiamo avuto del buon tennis con pochi break, cosa che accade spesso nel singolare femminile. Abbiamo avuto una finale tra la numero 2 del mondo e una numero 10 che con i duemila punti del successo a Wimbledon sarebbe una top five.

1:09 Flink: Ubaldo sono arrabbiato con te!

1:13 Ubaldo: come mai? (sorride)

 

1:16 Flink: mi hai tolto le parole di bocca! Sono d’accordo, è stata una splendida finale, e come hai detto tu, è stata una sfida tra due ottime battitrici. Nel primo set Sabalenka ha ceduto il servizio sul quattro pari, e quindi ha perso il il set; ma poi non ha più perso la battuta, e ha vinto con un break per set. Aryna ha messo in campo diciassette ace e solo sette doppi falli, dati molto buoni per lei. Inoltre, il livello di gioco è stato alto, condotto da entrambe in maniera aggressiva. Entrambe hanno giocato molto bene da fondo, soprattutto Sabalenka; non potrei essere più d’accordo sul fatto che questa finale spicca tra quelle giocate nei Major durante l’ultimo biennio. Per come è stata giocata, perché è stata combattuta. Rybakina ha dimostrato che la sua vittoria a Wimbledon non è arrivata per caso, e Sabalenka finalmente c’è l’ha fatta.

L’ho vista più calma, più composta; persino quando ha servito un doppio fallo sul match point nell’ultimo game, non si è disunita. È rimasta concentrata su quello che doveva fare, ha preso un bel respiro e ha chiuso il match; sta crescendo come giocatrice e agonisticamente. Rybakina ha un bel temperamento; possiede un delle migliori prime palle del circuito, e deve migliorare forse la seconda nel kick, altrimenti le migliori ne trarranno vantaggio e lei potrebbe vacillare un attimo, ma aver giocato due finali Slam nell’ultimo anno con una vittoria e per lei incoraggiante. Sabalenka è sempre stata frenetica, sovraeccitata durante i match importanti; questo è un momento fondamentale per lei, non credi Ubaldo? Non dico che vincerà tutti gli Slam, ma ora crede di più in sé stessa.

3:36 Ubaldo: sì, ho visto Sabalenka perdere al Roland Garros da Camila Giorgi; ha commesso tantissimi doppi errori, proprio senza testa, senza voler offendere. E ora, come tu dicevi, aver vinto uno Slam dopo aver perso tre semifinali, le darà una grande fiducia. senz’altro potrà anche migliorare la seconda palla, se consideriamo che ha giocato nella finale un colpo molto piatto; un effetto in kick le permetterebbe di risparmiare qualche doppio fallo.

4:50 Flink: non è stato così male, certo può migliorare. Ha iniziato con un doppio fallo, e ne ha fatto uno sul match point, ma servire solo 7 doppi errori in tre set relativamente lunghi non è male, soprattutto se consideriamo che ha servito 17 ace.

Deve migliorare il kick sulla seconda, ma gioca già bene lo slice; sta migliorando, lo scorso anno ne faceva anche venti a match.

5:35 Ubaldo: se non ricordo male lo scorso anno ha servito 428 doppi errori: una media di 8 a match. Ma alcuni match sono finiti 62 61, quindi era come iniziare da 0-15 ogni turno di servizio!

6:03 Flink: sì Ubaldo, ma non credo che lo vedremo più così. Lei migliorerà ancora, anche negli altri aspetti del gioco. Un particolare a suo favore nella finale è che ha difeso meglio, ha colpito meglio da fondocampo. Puoi fare più cose di Rybakina da entrambe le parti del campo. È davvero completa, sa colpire sopra il capo, sa volleare.

6:48 Ubaldo: dal momento che ama prendere dei rischi, forse la terra battuta è la superficie più pericolosa. Se non riesci a chiudere nei primi quattro scambi, allora più provi più rischi di sbagliare. Comunque come dicevi tu è completa e gioca bene sia dritto che rovescio, mentre il dritto di Rybakina non è tra i migliori.

dal punto di vista di un americano, e stata più brutta la sconfitta di Pegula o di Gauff?

7:40 Flink: Pegula ha avuto un ottimo inizio d’anno; ha battuto Iga Swiatek e in tanti si aspettavano facesse grandi cose; per Coco dobbiamo sempre ricordarci che è giovanissima, quindi una sconfitta è comprensibile. la gente si dimentica la sua età e crede che abbia 25 anni solo perché è nel grande tennis da almeno cinque. Quindi è stata più deludente Pegula.

8:18 Ubaldo: in termini di potenziale chi vedi meglio tra le due?

8:29 Flink: Gauff. Nel lungo periodo; lavorerà molto e migliorerà la seconda palla e il dritto, mentre il rovescio è già ottimo adesso. Ha uno splendido atteggiamento sul campo, sa stare calma. Il suo dritto è traballante, e la sua seconda palla. Le ci vorranno due o tre anni. Pegula può andare meglio quest’anno, ma nei prossimi cinque anni scelgo Coco.

9:21 Ubaldo: parlando di delusioni, Iga Swiatek ha perso 64 64 da Rybakina, mentre Ons Jabeur ha ceduto a Vondrousova 61 57 61, risultato deludente per una numero 2 del seeding.

9:52 Flint: delusione perché abbiamo visto Jabeur perdere la finale di Wimbledon da Rybakina e la finale degli US Open da Swiatek, e quindi ci aspettavamo di più da lei. Nel suo puzzle ci sono così tanti pezzi; colpi bellissimi, il servizio la palla corta. Se non è ispirata accadono cose come quelle in Australia. Ma non sono preoccupato per lei, saprà rifarsi più avanti nella stagione.

Riguardo Swiatek, l’anno scorso ha vinto 37 match di fila fino a Wimbledon. durante la sua striscia vincente ha trionfato a Parigi. Poi ha vinto gli US Open. Non credo la vedremo dominare in questo modo; certo vincerà ancora altri Slam e rimarrà a lungo tra le prime tre o quattro del ranking. Per la consistenza del suo gioco. Ma punto di più su Rybakina. Iga si affida molto al suo gioco in difesa; prova ad essere più aggressiva, cosa che le serve per restare al top, ma non è a suo agio. È stata così convincente a Miami e Indian Wells, e poi a Parigi.

Quest’anno per lei sarà in altalena; potrebbe rimanere numero 1 del mondo, ma non rimarrei scioccato se alla fine della stagione fosse terza o quarta. Sono curioso di vedere cosa combinerà quest’anno; non ha vinto agli US open e adesso ha cominciato l’anno con questa caduta. Sono un po’ preoccupato per lei.

11:56 Ubaldo: penso che non sia facile continuare a vincere per chi non ha nel dritto il proprio colpo migliore. Tu puoi avere il miglior rovescio del mondo; guarda Djokovic. Lui ha probabilmente il miglior rovescio del mondo, specialmente il lungolinea e la risposta, ma i vincenti più importanti li ottiene con il dritto. È anche il limite di Rybakina, che ha un gran rovescio ma un dritto da migliorare.

Steffi Graf invece aveva un rovescio non tra i migliori, ma giocava un dritto straordinario; è difficile dominare a lungo senza un gran dritto.

13:23 Flink: sono d’accordo. L’anno scorso Swiatek ah ha migliorato il colpo e ha giocato diversi vincenti…

13:36 Ubaldo: sulla terra forse, dove hai più tempo per colpire.

13:47 Flint: no, anche agli US Open, ma sono d’accordo su quanto dici sulla terra battuta. Il dritto è importante un po’ per tutte; Rybakina ha un ottimo servizio e quindi può compensare in un game con tre punti diretti. Swiatek ha un servizio buono, non un grande servizio, e quindi non può ricavarci gli stessi punti.

Hai parlato di Steffi: il suo rovescio non era una grande arma, ma sapeva tenere lo slice molto basso per poi riuscire a colpire con il dritto, e lo sapeva fare in maniera meravigliosa.

Il dritto di Swiatek è la chiave; avrà bisogno di migliorarlo del 10-20%.

14:48 Ubaldo: grazie mille Flint, abbiamo spaziato su diversi argomenti di questi Australian Open. Un’ultima cosa: chi vincerà i singolari al Roland Garros?

15:10 Flint: tra le donne dico Swiatek, che gioca sulla sua superficie preferita, dove ha vinto due volte negli ultimi tre anni. Tra gli uomini forse ti aspetti che io dica Nadal per il suo quindicesimo trofeo. Ma non è al meglio, e in Australia si è infortunato ancora, contro McDonald. Penso che Djokovic potrà fare il colpo. Se Nadal sta bene può farcela. Cosa ne dici Ubaldo?

16:02 Ubaldo: che non è più il miglior Rafa; non lo vediamo al meglio da almeno sei mesi. Il favorito sarà Djokovic, anche se è difficile dirlo quattro mesi prima.

16:34 Flint: se Rafa non torna in condizione, Djokovic sarà il favorito. Inoltre, se nemmeno quest’anno potrà giocare negli Stati Uniti, ne trarrà giovamento dal punto di vista fisico, perché si presenterà fresco per la stagione sulla terra battuta.

17:12 Ubaldo: si ritroveranno a Montecarlo.

17:17 Flint: sì, non farà troppa differenza se Djokovic salta due tornei sul duro. Lui è determinato, ha vinto il suo secondo Roland Garros due anni fa e l’anno scorso ha perso nei quarti da Nadal. E’ dura batterlo, anche sulla terra rossa. È il secondo giocatore del mondo sulla terra battuta.

17:41 Ubaldo: grazie Flint, ottimo amico grande collega e… altri complimenti te li farò in privato!

Danilo Gori

Continua a leggere

Flash

WTA Lione: parte bene Jasmine Paolini

Primo turno superato agevolvemente contro Masarova, ora Andreeva

Pubblicato

il

Parte col piede giusto l’avventura di Jasmine Paolini al WTA di Lione. Nel primo turno del torneo, l’azzurra batte Rebeka Masarova con il punteggio di 6-3, 6-2 in 1h e 14′. La russa era arrivata al primo turno superando Juvan nell’ultimo atto delle qualificazioni, ma poco ha potuto contro l’ottima gara disputata dalla n. 66 del mondo.

Per Jasmine, qualche difficoltà incontrata solo nel corso del terzo gioco del primo set, quando offre tre palle break alla sua avversaria. Ma le percentuali al servizio parlano italiano e, alla prima occasione utile, Paolini strappa il servizio e chiude al secondo setpoint.

Malgrado il 71% di prime palle servite, la russa ha fatto i conti con il 71% di punti vinta dall’italiana sulla seconda di servizio.

 

Nel secondo parziale, i giochi vinti di fila dall’italiana diventano sei, con Paolini avanti 3-0 con doppio break di vantaggio. Nel quarto game la russa interrompe l’emorragia e strappa il servizio, portandosi poi 2-3 dopo aver annullato l’ennesima palla break della giornata.

Da lì in poi, Paolini domina con il servizio e chiude 6-2 regalandosi il secondo turno contro Andreeva.

Il tabellone completo

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement