ATP Melbourne 1: Sinner più forte di Travaglia e del dolore. È il secondo titolo consecutivo

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ATP Melbourne 1: Sinner più forte di Travaglia e del dolore. È il secondo titolo consecutivo

Match pieno di errori con i due avversari quasi stremati. Jannik Sinner vince di nervi con Stefano Travaglia che commette 66 errori in due set. Nuovo best ranking per entrambi

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Jannik Sinner al Great Ocean Road Trophy di Melbourne 2021 (foto Twitter @AustralianOpen)

[4] J. Sinner b. S. Travaglia 7-6(4) 6-4

Anche in una giornata in cui le gambe non rispondevano e il servizio era a… mezzo servizio, Jannik Sinner ha comunque trovato il modo di vincere la partita e il torneo. La prima finale tra italiani in quasi 33 anni non è stata certamente una bellissima partita, e i quasi 100 errori gratuiti totali (66 a 29 per Travaglia) in soli due set lo dimostrano. Sia Jannik Sinner sia Stefano Travaglia avevano ottime scusanti: tante partite in pochi giorni, il doppio turno di venerdì, gli allenamenti limitati dei quindici giorni precedenti.

Ma quello che ha impressionato di questo match è stata la voglia di lottare e di resistere di Sinner, che ha accettato di giocare un tennis molto sotto i suoi livelli standard per portare a casa i punti importanti e fare suo il secondo torneo consecutivo, cosa che a un tennista non riusciva a un’età così giovane dai tempi di Nadal, che nel febbraio 2005 si impose in Brasile e ad Acapulco nel giro di sette giorni.

 

Stefano Travaglia ha sicuramente avuto le sue occasioni, nel tie-break del primo set è un po’ mancato e la palla per il 5-3 nel secondo set avrebbe potuto cambiare molte cose, ma alla fine si è dovuto arrendere a un avversario che sembra quasi un incantatore di serpenti, che appare capace di soggiogare qualunque creatura al suo volere.

IL MATCH – È stato sicuramente Travaglia ad uscire meglio dai blocchi dopo la lunga attesa per entrare in campo. Sinner ha cominciato il match sbagliando qualche colpo di troppo da fondocampo e concedendo subito il break al terzo gioco, ma il vantaggio dell’ascolano non è durato troppo, perché tre errori da fondocampo consecutivi al sesto gioco hanno regalato il 3-3 al suo avversario.

Nessuno dei due riusciva a trovare la continuità negli scambi per poter imporre il proprio gioco e si procedeva quindi con grande equilibrio. Travaglia ha dovuto salvare con il servizio una delicata palla break del 3-5: era evidentemente lui ad essere più presente dal punto di vista fisico, ma la precisione degli affondi non lo assisteva e Sinner riusciva a tenere il match in equilibrio nonostante fosse evidentemente provato (più volte si è piegato in avanti appoggiandosi sul ginocchio sinistro in attesa di rispondere) e si limitasse spesso e volentieri a piazzare la prima palla sotto ai 150 chilometri orari.

Tra errori gratuiti e corse trascinate a fondocampo si è arrivati al tie-break, nel quale Sinner ha avuto il merito di tenere la palla in campo ed evitare errori inutili, nei quali invece è incappato Travaglia che, fattosi infilare da un passante sull’1-1, si è sempre trovato a inseguire finendo per perdere il set 7-4 al tie-break in ben 69 minuti.

Incredibile la statistica degli errori gratuiti al termine del primo parziale: 15 per Sinner e ben 40 per Travaglia, che nonostante sembrasse poter disporre di più energie del suo avversario, non è riuscito a mantenere il controllo dei colpi, e forse dei nervi.

All’inizio del secondo set la qualità del gioco non è migliorata, tre break nei primi tre giochi, e anche Travaglia ha dato segno di sentire parecchio dolore alla gamba sinistra, già fasciata con un “tape” prima di iniziare il match. Il quarto break consecutivo è stato evitato di un soffio perché Sinner ha rimontato dallo 0-40 annullando quattro palle break. Travaglia ha comunque trovato la strada del controbreak, mettendo a segno tre game consecutivi e procurandosi anche la palla per il 5-3 sulla quale però ha messo in rete un rovescio in back. Nel gioco seguente il tennista di Ascoli è poi incappato in altri quattro errori gratuiti consecutivi dal 40-15, concedendo il break decisivo a Sinner, che ha concluso il match con otto punti consecutivi.

Salgono quindi a 10 le vittorie consecutive per Jannik Sinner, che porta a casa il secondo titolo di fila dopo Sofia 2020 e si lancia per una stagione da sicuro protagonista, che però si aprirà con un difficilissimo primo turno (con Denis Shapovalov) in uno Slam da affrontare con parecchie scorie nelle gambe. I 250 punti del torneo gli fanno anche fare un balzo in avanti fino alla posizione n. 32 del ranking ATP, consolidando il sorpasso su Lorenzo Sonego nella graduatoria nazionale.

Per Travaglia rimane la bella finale raggiunta, il best ranking al n. 60, e le vittorie di questa settimana che danno fiducia dopo i miglioramenti tecnici degli ultimi mesi.

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ATP Vienna, Sinner fa un sol boccone di Novak: ora scontro diretto contro Ruud. Out Norrie

Altra vittoria agevole per Jannik Sinner. Venerdì contro Casper Ruud in palio l’ottavo posto nella Race e la Top 10

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Jannik Sinner (ITA) - Vienna 2021 (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Martin Steiger)

[7] J. Sinner b. [WC] D. Novak 6-4 6-2

Sei vittorie di fila e 20 set consecutivi vinti su campi indoor. Due numeri che inquadrano bene lo stato di forma di Jannik Sinner, che ha raggiunto i quarti di finale anche all’ATP 500 di Vienna (decimo quarto di finale del 2021) giocando in maniera decisa e pressoché impeccabile, confermando un trend che prosegue ormai da dieci giorni. Il suo avversario, la wild card austriaca Dennis Novak, ha giocato un buon match a tratti, ma da metà primo set in poi Jannik ha preso il largo. Vittoria per 6-4 6-2 in 75 minuti di partita, altri 80 punti assicurati e top 10 ATP che si avvicina sempre di più.

Jannik non ha messo in campo una prestazione stellare (come invece era stata quella di 24 ore prima, contro il servizio di Opelka). Se stessimo parlando di uno sport di squadra il match contro Novak corrisponderebbe alla classica partita dove ci si può permettere un po’ di turnover. Anzi, dove sarebbe necessario, poiché il calendario non dà tregua né a Sinner, né a tutti coloro che stanno lottando per un posto alle ATP Finals. Infatti la partenza dell’azzurro è stata un filo più lenta rispetto alle precedenti partite (nelle ultime cinque non ha mai fatto superare al proprio avversario la quota dei quattro game per set).

 

Novak ha mancato due palle break sul 2-1, decidendo di cambiare troppo repentinamente col rovescio in lungolinea e incappando nell’errore non forzato. Il servizio ha aiutato invece Sinner a evitare troppi scambi prolungati nel corso della partita. Dopo aver gestito i primi 6 game, ha trovato il break grazie a qualche omaggio dell’austriaco. Molto carico il nostro, che salendo 5-3 ha stretto forte il pugno e poco dopo ha incamerato una prima frazione che è parsa “di routine”, ma in realtà non lo era affatto. Importantissimo anche il game vinto in apertura di secondo set da Jannik, che ha strappato subito il servizio a Novak e ha sfruttato un paio di sbavature avversarie nel turno di battuta per salvare una palla break e salire 2-0. Ha affrontato con grande sicurezza anche il game di servizio successivo, dove ha recuperato da 0-40. È riuscito così a non perdere il servizio per la quarta partita consecutiva.

Chiuso il secondo set, che si è rivelato essere una pura formalità, Sinner ha guadagnato i quarti di finale e si è avvicinato di qualche centimetro al sogno chiamato ATP Finals. Ora lo attende uno scontro diretto: sfiderà Casper Ruud, che al momento è il settimo giocatore della “Race to Torino”. Gli head to head dicono 1-0 per l’italiano, che ha battuto Ruud proprio sui campi di Vienna un anno fa. Sinner si presenterà con 2925 punti, Ruud con 3060: in caso di vittoria l’italiano accorcerebbe a -45 su Casper e supererebbe Hubert Hurkacz, conquistando l’ottavo posto provvisorio. Ma non finisce qui. Infatti una vittoria nei quarti di finale gli garantirebbe anche l’accesso alla top 10 ATP, mettendo fuori Dominic Thiem.

Ancora parliamo di congetture. Ciò che è certo è che Jannik ha guadagnato punti in ottica qualificazione sul campione del Masters 1000 di Indian Wells Cameron Norrie. Il britannico ha mancato tre match point di fila nel tie-break del secondo set e ha finito per cedere 6-3 al terzo set a Felix Auger-Aliassime, ancora non tagliato fuori dai discorsi di qualificazione, ma con un ritardo di quasi 600 punti dall’ottava piazza. Hurkacz manterrà quindi il suo vantaggio su Norrie, nonostante la sconfitta con Murray, almeno per qualche altro giorno. Sinner ha messo 50 punti tra sé e il giocatore britannico, con la chance di consolidare il vantaggio prima di Bercy. La lotta per giocare a Torino continua e ci aspettano giornate al cardiopalma.

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ATP Vienna: Berrettini lotta con le unghie e porta a casa la vittoria

Un Matteo Berrettini meno scintillante del solito porta a casa la vittoria in quel di Vienna e si guadagna un quarto di finale con Carlos Alcaraz

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Matteo Berrettini (ITA), - Vienna 2021 (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Martin Steiger)
[3] M. Berrettini b. N. Basilashvili 6-7(5) 6-2 6-3

Ultima partita del giorno sul campo centrale che vede opposti il numero italiano contro l’imprevedibile fabbro georgiano. Berrettini conduce nei precedenti 3-1 con l’ultimo successo del georgiano ormai datato 2018 quando Berrettini ancora non era entrato nell’elite del tennis che conta.

Partita che deciderà chi andrà ad incrociara lo spagnolo Alcaraz che nel match precedente ha battuto un combattivo Murray. Partita quella di Berrettini che viaggerà su binari tattici ben diversi da quella precedente caratterizzata anche da scambi lunghi e combattuti.

Qua si confrontano due mani pesanti del circuito, anche se probabilmente la più pesante è proprio quella di Matteo (tanto da essersi guadagnato il rispetto nel tour con il soprannome “the hammer”); i colpi in gioco più pesanti sono il servizio e il dritto di Berrettini, con Basilashvili che oggi se vorrà portarla casa dovrà sperare in una giornata sottotono di Matteo sui suoi due fondamentali migliori, o nella sua capacità di rispondere con continuità alle bombe di Berrettini, spostando il gioco sulla diagonale di rovescio.

 

Primo set nel quale i servizi la fanno da padrone e in cui si scambia poco e infatti si assiste solo ad una palla break in favore di Basilashvili, annullata da Matteo in apertura, quando ancora il braccio doveva scaldarsi, e che risulterà infatti il game più tirato del set. Si arriva così al tie break come naturale conclusione di un set con poche emozioni, dove il georgiano è riuscito liberare i propri potenti colpi, dando fastidio a Matteo in particolare con le variazioni lungolinea e prendendo il sopravvento sugli scambi più tirati. Nel tie break l’equilibrio regge fino al 4-4, quando Matteo perde il filo del gioco e con 3 errori non forzati regala il set al georgiano.

La situazione continua a farsi complicata anche nel secondo set, quando nel game di apertura il georgiano arriva nuovamente a palla break nel game più tirato del match, che risulterà poi decisivo per le sorti finali del match. Se infatti il georgiano fosse riuscito ad esondare in quell’occasione, probabilmente Matteo, che fino a quel punto si era trovato in difficoltà sulla risposta al servizio, avrebbe avuto dei problemi a raddrizzarla; il fatto di aver tenuto botta, annullando la palla break con un fenomenale seconda di servizio in kick a uscire, ha consentito alla storia di prendere tutt’altra piega. Nel game successivo infatti Berrettini al terzo tentativo (dopo che i primi due erano stati annullati con due ace da Basilashvili) riesce nell’impresa di strappare il servizio al georgiano, che perde un po’ la concentrazione e lascia andare alla fine il parziale, con Berrettini che riesce a consolidare il vantaggio con un altro break.

Match che così va al terzo set, dove torna l’equilibrio e la differenza la fanno veramente un paio di punti, ovvero le singole palle break che risulteranno a disposizione dei due giocatori.

Nel secondo game, servizio basilashvili Berrettini è bravo a rispondere e a tirare fuori il jolly con un clamoroso vincente in corsa di diritto lungolinea, che sembra incidere sul morale del georgiano, che commette due banali errori e regala il break all’italiano.

Nel settimo game invece arriva invece il momento di difficoltà per Berrettini, che però è bravissimo sul 15-30 a tornare a galla con un’intelligente combinazione di slice acuminati che gli consentono poi di liberare il diritto; e successivamente aggrappandosi a san servizio, mette a segno un paio di ace oltre i 210 Km/h che gli consentono di salvarsi e poi andare tranquillamente a servire per il match.

Possiamo dire che più che altro si tratta di consapevolezza in me stesso – ha detto Berrettini dopo il match – nel primo set non ho giocato al massimo, sapevo che potevo giocare meglio e salire di livello; con un po’ più di tranquillità emotiva“.

Il prossimo avversario Alcaraz, con il quale Berrettini si è allenato una volta sola a Indian Wells, ha armi importanti, impressiona l’atteggiamento e come affronta le partite senza cali fisiologici per quell’età. “Sicuramente non è fra i migliori servitori del circuito. Spesso è il servizio e anche il primo colpo come viene piazzato, anche soprattutto col dritto possa fare più male, però a priori mi piace offendere e proverò a non fargli fare quello che gli piace fare e prendere l’inizaitva“.

Tre italiani su cinque hanno vinto, e forse la partita di Berrettini e quella più dura tra quelle che gli azzurri devono affrontare. “Loro però sono al secondo turno,” dice prontamente Matteo. Quando gli viene chiesto un’opinione si match degli altri azzurri, soprattutto quella di Sonego con Ruud, Matteo risponde: “La partitia di Lorenzo con Rudd penso partano alla pari, Ruud sta avendo risultati importanti anche sul cemento, però Lorenzo si trova bene su questi campi, mentre Jannik parte da favorito con Novak, anche se gioca in casa“. C’è tempo poi per un’ultima battuta a proposito del campo: “Non ho trovato condizioni estreme, in altre situazioni è più faticoso, alla laver Cup ad esempio faceva ancora più caldo. Io non ho trovato particolari problemi sotto questo aspetto“.

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ATP Vienna, un ottimo Sinner disinnesca Opelka: la corsa a Torino continua

L’altoatesino si sbarazza facilmente del bombardiere americano: al secondo turno lo aspetta Dennis Novak

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Jannik Sinner (ITA) - Vienna 2021 (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Martin Steiger).

[7] J. Sinner b. R. Opelka 6-4 6-2

Jannik Sinner vince e convince: il 20enne altoatesino supera senza problemi Reilly Opelka (6-4 6-2) nel primo turno dell’Erste Bank Open di Vienna. La partita si presentava sulla carta complicata, contro un formidabile battitore come l’americano di 2,11 m sul cemento indoor della Wiener Stadthalle, ma Sinner l’ha gestita come meglio non si poteva, sfoderando un’ottima prestazione in risposta e dimostrando puntualmente la sua chiarissima superiorità da fondocampo contro l’attuale numero 27 del mondo. Jannik si mantiene così in piena corsa per la qualificazione alle ATP Finals: con questa vittoria tiene vivo l’obiettivo di scavalcare Hubert Hurkacz all’ottavo posto della Race to Turin. Per riuscirci dovrà arrivare in semifinale, sperando che Cameron Norrie non vada in finale. Il prossimo ostacolo al secondo turno si chiama Dennis Novak (nessun precedente tra i due), l’atleta di casa che ha superato il nostro Gianluca Mager al primo turno.

Sinner non aveva mai affrontato Opelka, ma l’ultimo precedente contro un big-server non era così incoraggiante (la sconfitta in tre set contro John Isner a Cincinnati). Invece, fin dalle prime battute si capisce che Jannik è sceso in campo con autostima e tranquillità, fronteggiando le bordate dello statunitense senza cedimenti nervosi e coinvolgendo l’avversario appena possibile negli scambi da fondocampo, condotti dall’italiano con pazienza certosina. Sul 2-2, il nostro tira fuori un ottimo game in ribattuta: risposte sempre in campo e un sopraffino passante tagliato di rovescio a una mano per salire 3-2 e servizio. Da lì in poi l’altoatesino gestisce ottimamente i suoi turni di battuta, senza concedere alcuna palla break (saranno solo sei i punti persi al servizio in tutto il match): da fondocampo Jannik è freddo e preciso, si apre il campo con precisione e pazienza per poi affondare senza remore al momento giusto. Il primo set si chiude dunque in 33 minuti.

 

Nel secondo set, si seguono i servizi fino al 2-2, con Sinner sempre continuo da fondocampo e con buone percentuali al servizio. L’occasione per l’azzurro arriva nel quinto game, come nel primo set, quando Jannik tira fuori una super risposta di diritto per portarsi sul 30-40. Opelka mette la prima palla, ma la risposta dell’italiano è in campo; l’americano spara il diritto, l’allievo di Riccardo Piatti ci arriva con grande qualità difensiva alzando la traiettoria e l’altro spara in rete una via di mezzo tra un diritto e uno smash. Jannik conferma il break senza patemi e poi sale ancora a palla break sul 4-2, ma stavolta non trova la risposta di rovescio sulla prima in kick esterna di Reilly. Poco importa, perché subito dopo Jannik trova un favoloso rovescio che gli regala la seconda opportunità del doppio break. Qui Opelka tira una seconda palla a 193 km/h ma Sinner si supera restituendo la palla nelle stringhe dell’americano con la risposta di diritto e sale 5-2. La partita si chiude di fatto lì, con l’azzurro che chiude la pratica al primo match point con un diritto vincente in un’ora e tre minuti di gioco.

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