Stefanos Tsitsipas non si è soffermato a lungo in conferenza stampa al termine dell’agonica finale di Barcellona persa con Nadal dopo aver avuto un match point. Il greco, reduce dalle due migliori settimane della sua carriera, non ha voluto analizzare la partita a caldo, ma ha comunque affermato di aver appreso qualcosa in campo: “Ho imparato che il match non è mai finito fino all’ultimo punto, bisogna sempre fare qualcosa di extra. Ho cercato di giocare in modo semplice ma immagino che avrei potuto fare meglio in un paio di circostanze”.
In ogni caso, ha dimostrato di potersela giocare (e forse qualcosina di più) con il più grande di sempre su questa superficie – di sicuro non una cattiva notizia: “Sono molto felice di poter reggere un match così lungo, volevo vincere e per qualche motivo non sono stato in grado di sfruttare alcune delle occasioni che ho avuto, ma sono contento di essere andato così vicino, ero a due centimetri dalla vittoria [si riferisce al rovescio di Nadal deviato dal nastro sul match point, ndr]… shit happens [le cose brutte capitano]! Sono stato capace di rimanere paziente e aspettare la mia occasione. Sul match point ero convinto di poter fare il punto, la sua seconda non era molto aggressiva, ma comunque credo di aver fatto la scelta corretta. Quando arrivi a questi momenti non è facile, la forza mentale conta, ma anche la fortuna, che oggi ha avuto un ruolo importante”.
Tsitsipas, come tutti, è sempre ammirato dalla pertinacia del suo avversario, un modello a cui rifarsi: “Nadal è un’ispirazione, mi rende la vita difficile in campo ma non ho mai visto nessuno lottare così. Di sicuro è una cosa che mi aiuta a crescere, perché quando sono in grado di accettare la lotta sui suoi termini posso vedere fino a che limite posso spingermi. […] Ti fa sempre giocare un colpo in più, anche quando pensi che lo scambio sia finito. Odia perdere più di chiunque altro, è un vero competitor”. Il N.5 ATP ha infine ringraziato il pubblico catalano: “Ovviamente lui aveva più sostegno da parte del pubblico, ma sono stato contento che abbiano cercato di incoraggiare anche me, rende la competizione più equa”.
