Verso gli Internazionali di Roma: Nadal il favorito, ma rientra Djokovic e si avvicina Tsitsipas

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Verso gli Internazionali di Roma: Nadal il favorito, ma rientra Djokovic e si avvicina Tsitsipas

Le quote prima del sorteggio danno fra gli outsider Sinner e Berrettini, rispettivamente a 25 e 40, Fognini a 75. Fra le donne è corsa a tre con Barty, Halep e Swiatek appaiate

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Rafael Nadal - Roma 2019
 
 

Scatteranno sabato 8 maggio con le qualificazioni gli Internazionali d’Italia di tennis, in programma al Foro Italico di Roma nella consueta cornice primaverile, dopo l’anomala edizione settembrina 2020. Il parterre dei partecipanti è quasi al completo nel maschile (assenti i due svizzeri Roger Federer e Stan Wawrinka), mentre non dovrebbe mancare nessuna delle big nel torneo femminile. Il sorteggio dei tabelloni si terrà sabato alle 11:30.

I FAVORITIRafael Nadal e Novak Djokovic hanno portato a casa 14 delle ultime 16 edizioni del torneo capitolino, e si presentano come i maggiori indiziati anche quest’anno, anche se in momenti di forma opposti: quota media 2,25 per il maiorchino, reduce dalla sofferta vittoria a Barcellona e in cerca del decimo sigillo romano, mentre vale 4 un successo del campione in carica Djokovic, apparso ancora in rodaggio sul rosso, come dimostrano le sconfitte subite da Daniel Evans a Montecarlo e da Aslan Karatsev nel torneo di casa a Belgrado. Gli unici due capaci di opporsi in questi sedici anni al dominio serbo-spagnolo sono stati Andy Murray, vincitore nel 2016, e Alexander Zverev (quota 20), che quattro anni fa batté proprio Djokovic in finale, sembrato attualmente lontano da quei livelli, anche per una dichiarata insofferenza alle ‘bolle’ in cui sono costretti i tennisti causa pandemia.

Principale antagonista dovrebbe essere Stefanos Tsitsipas (6,50), che ha dimostrato fra Montecarlo e Barcellona (dove ha sfiorato l’impresa contro sua maestà Nadal) di essere molto vicino all’aggancio ai big. Il greco non è mai andato oltre la semifinale a Roma, così come Dominic Thiem, dato dai bookmakers alla stessa quota di 6,50, più che altro per il pedigree e per la storica confidenza con la terra rossa (l’austriaco può vantare due finali al Roland Garros), visto che proviene da un momento molto difficile sul piano fisico e mentale. Chi invece non ha fatto mistero di essere in difficoltà sulla terra battuta è il numero tre al mondo Daniil Medvedev, dato a 20, come dimostra del resto l’unica finale raggiunta a Barcellona ’19 sulle 17 in carriera.

Il finalista della scorsa edizione Diego Schwartzman (40) non sembra nelle stesse scintillanti condizioni di forma che gli permisero di battere Nadal nei quarti, mentre sembra ancora in crescita Casper Ruud (25), qualificatosi quasi a sorpresa per la semifinale lo scorso settembre ma ripetutosi a Montecarlo quest’anno. Non al top l’altro semifinalista 2020 Denis Shapovalov (40), sicuramente più pericoloso Andrey Rublev (15), così come l’esplosivo Aslan Karatsev (25).

CASA ITALIA – Per quanto riguarda gli azzurri, si arriva al principale torneo italiano con un entusiasmo che non si vedeva da anni, grazie ai grandi risultati ottenuti nell’ultimo periodo. Chiaramente, non avendo nessuno dei nostri fra le prime otto teste di serie, influirà molto il sorteggio. A bocce ferme i quotisti dicono che Jannik Sinner vale 25, Matteo Berrettini 40 e Fabio Fognini 75. Un exploit di Lorenzo Musetti, in tabellone grazie a una wild card, pagherebbe 150, mentre deve ancora sciogliere i dubbi sulla sua partecipazione Lorenzo Sonego, reduce da un infortunio casalingo alla mano. È sempre bello sognare in grande, ma sarebbe già un grande traguardo rivedere un italiano in semifinale dopo 14 anni, da quell’edizione 2007 in cui Filippo Volandri si arrese a “mano de pedra” Fernando Gonzalez, dopo aver sconfitto in successione Roger Federer e Tomas Berdych.

IL TORNEO FEMMINILE – Qui c’è un terzetto che parte alla pari secondo i bookmakers: la campionessa uscente Simona Halep, la numero uno al mondo Ashleigh Barty e l’ultima regina di Parigi Iga Swiatek sono tutte quotate a 7,50 da Snai. Anche in questo caso il sorteggio potrebbe cambiare le carte in tavola, essendo Swiatek fuori dalle prime otto teste di serie e quindi potenzialmente avversaria già in ottavi di una delle altre favorite (come accaduto a Madrid, dove ha perso proprio da Barty). Dietro di loro Naomi Osaka e Garbine Muguruza a quota 10, rispettivamente però alle prese con i consueti problemi sul rosso e con un infortunio muscolare alla gamba sinistra, seguite a ruota da Petra Kvitova e Aryna Sabalenka (12), tra le migliori nell’ultimo periodo insieme alla russa Veronika Kudermetova (33).

Tutte da valutare Bianca Andreescu (15), Sofia Kenin (40) e la tre volte campionessa Serena Williams (15). Non sono sembrate al top della forma altre due ex vincitrici come Elina Svitolina (20) e Karolina Pliskova (33), al contrario possono ben figurare alcune outsider come Maria Sakkari (20), Elise Mertens (25) o Karolina Muchova (33).

***Le quote sono aggiornate alle 18 di martedì 4 maggio e sono soggette a variazione

 

A Roma ci sarà pubblico al 25% della capienza dagli ottavi di finale
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ATP Sofia e Tel Aviv: sfumano i main draw per Andreas Seppi e Luca Nardi

Per Seppi l’ultimo tabellone principale fu a s’Hertogenbosch. Nardi manca l’occasione di giocare la quarta partita ufficiale ATP

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Si è concluso il cammino verso i tabelloni principali del Garanti Koza Sofia Open e del Watergen Open per Andreas Seppi e Luca Nardi.

Per Seppi, sconfitto in tre set dal francese Geoffrey Blancaneaux sfuma la possibilità di entrare per la sesta volta in stagione in un main draw ATP; l’ultima è stata a s’Hertogenbosch. Peccato perché l’altoatesino era partito forte vincendo il primo set in cui ha comandato gli scambi e servito con grande costanza. Il secondo set parte male con break immediato sull’ 1-0 per Blancaneaux che mette subito Seppi nella posizione di dover rincorrere. Il terzo set è deciso, come il precedente, da un unico break nel quinto gioco, dopo che l’italiano ha sprecata l’occasione di mettersi avanti nel punteggio nel game precedente. Dopo due ore e mezza di gioco Seppi cede 2-6 6-3 6-4.

Giornata amara anche per il diciannovenne Luca Nardi che all’ATP 250 di Tel Aviv esce per mano dell’israeliano Edan Leshem, 64 76(4), in poco più di un’ora e tre quarti di partita. Leshamn, già giustiziere di Lorenzo Giustino al primo turno di qualificazioni, toglie così la possibilità a Nardi di disputare la quarta partita della sua giovane carriera a livello ATP. Nel primo set il break arriva nel game più lungo della partita, il nono, dove Nardi è bravo a tornare sotto nel punteggio dopo essere stato in svantaggio 0-40. Il secondo è la cartina tornasole dell’attuale livello di Nardi: dopo il break inziale l’azzurro si ritrova sopra 5-2 nel punteggio ma la poca esperienza maturata ha permesso all’avversario di tornare in partita. Leshman recupera il break di svantaggio e porta Nardi al tie-break dove chiude i giochi per 7 punti a 4 aggiudicandosi così il main draw del Watergen Open.

 

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Federer e la Laver Cup, legame fortissimo: “Auguro ai miei avversari un ritiro dal tennis come il mio”

Prima di lasciare Londra, il fuoriclasse svizzero ha ribadito il suo apprezzamento per l’evento e il format, specificando: “Non sarò capitano di Team Europe, al momento non è nei piani. Non sono nemmeno interessato a rivestire ruoli politici. Ci sarò sempre, pur senza incarichi, se potrò dare una mano al tennis”.

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Roger Federer e Rafa Nadal - Laver Cup 2022 (foto via Twitter @LaverCup)

Il legame tra Roger Federer e la Laver Cup è destinato a rimanere indissolubile, dopo che la quinta edizione di Europa-Resto del Mondo ha fatto da cornice all’ultimo atto della sua carriera. Innegabilmente, anche per il torneo – che già di per sé ha dimostrato di funzionare – essere stato “scelto” per un appuntamento da libri di storia dello sport ha rappresentato uno slancio promozionale significativo. Al punto da spingere gli addetti ai lavori a ragionare anche su quello che può essere un binomio d’immagine inscindibile, tra la Laver Cup e il marchio Federer, pur con un fisiologico cambio di prospettiva.

AMBASCIATORE – “Mi dispiace non aver ottenuto la vittoria,- ha raccontato prima di lasciare la capitale britannica -, l’ho detto anche negli spogliatoi a Andy (Murray), perdere non mai è divertente. Però questo fine settimana è stato per me comunque straordinario. Non vedo l’ora di essere a Vancouver per la prossima edizione, ovviamente in una veste diversa“. Pensiero che ha fatto venire in mente, a più di qualcuno, l’ipotesi di una suggestiva successione in panchina. “No, il mio ruolo non sarà quella di capitano – ha voluto subito smentire -, visto che Borg sta facendo un ottimo lavoro, la sua sostituzione non è nei piani attuali, un giorno chissà. Anche il format è solido e non subirà sostanziali modifiche, in cinque anni siamo stati in città fantastiche, anche Londra con la O2 Arena non ha tradito le attese. Magari più avanti estenderemo l’orizzonte anche oltre il Nord America. Come ho detto, intendo rimanere nel mondo del tennis e dare una mano, ma in questa fase senza un incarico ufficiale“.

L’AUGURIO – L’aspetto emotivo, allo scorrere dei titoli di coda, ha comunque avuto il predominio mediatico su quello del campo. Al netto delle considerazioni sulla prima vittoria di Team World, Federer ha tenuto a sottolineare come la Laver Cup sia intesa dai protagonisti come tutt’altro che un’esibizione: “C’è un bel clima, ma rimane sport e l’atmosfera agonistica in campo deve essere feroce, dura, così la manterremo sempre. Poi ci sono altri aspetti: durante la settimana mi è piaciuto molto cenare con Novak ed Andy, li ho conosciuti meglio, sono felice di aver trascorso del tempo con loro, vedere come lavorano gli altri campioni. Momenti che non tolgono nulla all’intensità di una rivalità sportiva. Venerdì essere circondato da quelli che sono stati i miei più grandi avversari è stata un’emozione unica. Auguro a loro di vivere le stesse sensazioni uniche e speciali nel giorno in cui decideranno di lasciare il tennis giocato. Per me è stato davvero bellissimo.

 

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John McEnroe soddisfatto: “Nessuno batte il Team World cinque volte di seguito”

“I miei ragazzi andranno forte, anche oltre la Laver Cup, l’evento più bello di tutti”, così il capitano del Team World dopo aver vinto la competizione per la prima volta

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Team World festeggia la vittoria della Laver CUp 2022 (Twitter @LaverCup)

Con la soddisfazione per il trofeo per la prima volta conquistato dal Team World, John McEnroe ha colto l’occasione per un omaggio al suo vecchio amico scomparso Vitas Gerulaitis: “Nessuno batte il Team World cinque volte di seguito – ha sorriso -, e voglio così ricordare una delle più grandi citazioni dello sport, quando Vitas disse ‘Nessuno batte Gerulaitis 17 volte di seguito’. Questo risultato è fantastico per noi, e ottima per l’evento. Ringrazio Rod Laver e Roger Federer per l’amore dimostrato; la verità è che si tratta di un evento spettacolare, ma si spera che possa diventare ancora più grande in futuro”.

Il capitano della squadra ‘Resto del Mondo’ ha espresso parole di elogio anche per i membri del suo team: “In questo formato del torneo, che ha dimostrato ancora una volta di funzionare, le cose possono cambiare rapidamente: Sock è stato fantastico per il gruppo, ringrazio anche Auger-Aliassime, abbiamo avuto un grande spirito di squadra lottando dall’inizio alla fine. Questi ragazzi andranno forte nell’immediato futuro, non solo in Laver Cup. Abbiamo avuto un grande spirito di squadra, abbiamo lottato fin dall’inizio, le circostanze sono totalmente diverse da quelle di cinque anni fa. Aggiungo anche che i doppi sono molti importanti per questo evento, al netto del dibattito che c’è su questa specialità: questo, per me, è l’evento più bello di tutti, e parlo dopo aver giocato per 15 edizioni la Coppa Davis“.

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