ATP Roma, vittorie gemelle per Berrettini e Sonego: vincono da 'fighter' al terzo set

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ATP Roma, vittorie gemelle per Berrettini e Sonego: vincono da ‘fighter’ al terzo set

Due ore per Berrettini, tre per Sonego (che vince con i crampi) per aver ragione di Basilashvili e Monfils. Due vittorie difficili, ottenute con testa e cuore

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Sono iniziati a un’ora di distanza l’uno dall’altro, ma gli incontri d’esordio di Lorenzo Sonego e Matteo Berrettini si sono conclusi praticamente in simultanea e con lo stesso esito: 6-4 al terzo set per il giocatore italiano, ai danni di Gael Monfils nel caso di Sonego e di Nikoloz Basilashvili nel caso di Berrettini. Due partite difficili, anche se per motivi differenti, vinte in modo gagliardo. Sonego arrivava dall’infortunio al dito che l’ha costretto a saltare Madrid, Berrettini invece ha dovuto gestire le (piacevoli) fatiche della finale raggiunta nel torneo spagnolo. Alla fine ce l’hanno fatta entrambi, Sonego addirittura a dispetto di un problema alla coscia (probabilmente dei crampi, che il medico infatti non ha potuto trattare) chiesto dopo il settimo game del set decisivo, quando Sonego sembrava addirittura incapace di servire nel modo migliore.

[9] M. Berrettini b. N. Basilashvili 4-6 6-2 6-4

Dopo il titolo a Belgrado e la finale al Masters 1000 di Madrid e nonostante la voglia di ben figurare nel torneo di casa, era lecito temere un calo da parte di Matteo Berrettini. Così è stato, in effetti, ma l’azzurro è stato capace di ribellarsi a una giornata cominciata decisamente storta battendo in rimonta Nikoloz Basilashvili dopo due ore di gioco piuttosto frammentato in cui i due solo di rado hanno espresso contemporaneamente il loro miglior tennis, pur facendo entrambi registrare una media di 3120 rpm sui loro dritti violentissimi (130 km/h di media) e un ottimo bilancio vincenti-gratuiti. A entrare in partita, Berrettini non è stato aiutato né la battuta né il suo inintelligibile avversario, quest’anno vincitore a Doha e a Monaco di Baviera ma anche autore di prestazioni sotto il livello di guardia e unico top 1000 (non c’è uno zero in più) sconfitto da Paire. E, in ogni caso, Berrettini gli è superiore nei propri panni migliori, cinicamente ritrovati e indossati quando più contava.

 

IL MATCH – Parte fin troppo bene al servizio, Nikoloz, mentre Berrettini va già sotto al terzo gioco: due gran risposte ad altrettante prime, una smorzata imperfetta e l’altro sorpassa. Supportato dal servizio e con i colpi a rimbalzo sempre in spinta, il ventinovenne di Tbilisi consolida il vantaggio; rabbioso, Matteo lo riprende sul 3 pari grazie anche a una non sorprendente ingenuità a rete del n. 30 ATP, ma il servizio azzurro latita (36% di prime in campo) e un altro drop shot telefonato riconsegna il vantaggio all’avversario. La speranza di vedere qualche seconda georgiana tremolante al momento di chiudere il set svanisce sotto il peso di quattro prime battute su quattro e l’unica incertezza arriva da un dritto di approccio sul quale però l’azzurro affossa un passante di rovescio non impossibile. La diversa percentuale di prime si riflette inevitabilmente sull’esito dei punti sotto i cinque colpi, dove Basilashvili risulta dominante.

Una bella e finora rara combinazione servizio-dritto a completare il primo gioco del secondo parziale infonde la giusta carica per partire in vantaggio in risposta piazzando anche un bel vincente con il lungolinea di rovescio; la palla break arriva dopo l’affidabile (per l’avversario) attacco pentito di Basil, ma la battuta che rimanda Berretto non è la seconda che gli arriva al corpo, bensì un “allora sono gonzo io” o qualcosa del genere. Sebbene la grafica mostri profondità e precisione nei colpi del barbuto, il nostro top ten riesce ad allungare al successivo turno di risposta, poi confermando non senza patemi il 4-1. Con le percentuali di prime a bersaglio dei due contendenti praticamente invertite rispetto alla prima partita e gli scambi brevi che cambiano padrone, Berrettini vola a prendersi il 6-2.

La partita finale non può non vedere i due cercare di ottenere il massimo dai propri turni di battuta in attesa di un varco offerto da qualche buona giocata estemporanea o da un paio di errori di troppo. La seconda si verifica in favore di Basilashvili al settimo game, ma il venticinquenne romano salva tre vantaggi esterni con l’aiuto del servizio. Non sembra invece concedere nulla Basilashvili che sale 30-0 servendo per restare nel match. Poco impressionato per i soli tre punti vinti in risposta nel parziale fino a quel momento, Berrettini sale improvvisamente di livello, entra negli scambi, con il dritto li gira a proprio favore e guadagna il secondo turno. Sarà allora sfida inedita con John Millman, vincitore in due set di un Dusan Lajovic in piena crisi.


L. Sonego b. [14] G. Monfils 6-4 5-7 6-4

IL VANTAGGIO SPRECATO, UN CRAMPO. MA VINCE SONEGO – Se lo sarà sentito dire mille volte Sonego, però caspita, che tempra. Lorenzo ha prima dominato, poi pasticciato, ha quasi vinto e quasi perso. Un infortunio addirittura, probabilmente un crampo, si è improvvisamente palesato sul rettilineo finale, quando già le cose si erano messe maluccio. Eppure, fisioterapista impotente, privo della chance di chiamare il time out medico vista la natura del guaio, con l’acqua alla gola il torinese ha ripreso per i capelli il filo della partita, battuto Monfils con il colpo di reni e guadagnato il secondo turno, dove lo attende in un interessante derby Gianluca Mager.

Gael Monfils, con tutta la simpatia e l’ammirazione possibile per il personaggio, a lungo non è sembrato in condizioni dignitose dopo tre mesi di stop e una crisi di fiducia che l’aveva persino condotto alle lacrime, davanti alla stampa dell’Open d’Australia. In grave difficoltà negli spostamenti e poco propenso a fare a pugni, l’istrione parigino sembrava aver trovato l’avversario peggiore se il suo obiettivo trascorrere un primo pomeriggio tranquillo. Eppure Sonego non era il solito Sonego. Intralciato da qualche errore di troppo, il numero quattro d’Italia si è fatto per due volte recuperare un break di vantaggio nel primo set; set poi vinto grazie ai continui omaggio offerti dall’avversario, improvvido nello smarrire per la terza volta il servizio nel nono gioco con il quinto doppio fallo.

Ed è sembrata in discesa la strada, il grosso fatto: un altro break, anche in avvio del secondo, semplificato da altri due doppi falli di Monfils. Invece l’indirizzo dell’incontro è improvvisamente cambiato. Sonego ha preso a difendersi un po’ troppo, e a sbagliare alquanto, mentre Gael inopinatamente ha preso a onorare la quattordicesima testa di serie in dotazione. Set girato all’improvviso, match di nuovo in equilibrio. Il copione della sfida si è divertito a offrire una nuova replica nella frazione decisiva: ancora Lorenzo avanti di un break, ma sul vantaggio di 3-1 e 30-15 in risposta la luce su Torino si è spenta, stavolta in modo piuttosto brusco. Il promesso sposo di Elina Svitolina ha piazzato un parzialone di undici punti a zero per rimettere la testa avanti; Sonego, più volte sorpreso dai microfoni nel mezzo di critici auto-incitamenti, è stato bravo a non naufragare: sul 3-4, 40-15, con due palle a disposizione per il pareggio, l’infortunio, vero spartiacque della faccenda: Monfils ha ripreso a capirci poco, e la scelta di tirare piano consentendo al Nostro di sparare in condizioni di relativo agio non è sembrata vincente. Lo sprint finale è stato tutto di Lorenzo: proseguirà, sperando che il guaio non lasci strascichi troppo fastidiosi.

Articolo a cura di Michelangelo Sottili ed Emmanuel Marian

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ATP Queen’s: Sinner subito eliminato da Draper

Jannik serve per il set in entrambi i parziali che poi cede al tie-break al coetaneo n. 309 della classifica

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[WC] J. Draper b. [3] J. Sinner 7-6(6) 7-6(2)

Inizia con una sconfitta l’avventura sui prati di Jannik Sinner, sconfitto in due tie-break dal coetaneo Jack Draper nonostante le tante occasioni che ha saputo crearsi. L’azzurro ha infatti avuto sei palle per il 5-0, ha servito per chiudere in entrambi i parziali e mancato due set point nel primo. Draper, però, non ha mai smesso di crederci, a partire da quel quinto gioco – e soprattutto una volta vinto – che a conti fatti ha fatto la differenza.

È stato in assoluto il sesto incontro sull’erba per Jannik, il secondo in un tabellone principale, ovviamente tutti risalenti al 2019, sia per lo stop forzato dei circuiti di dodici mesi fa, sia per la scelta (se di scelta si può parlare) di rimanere sulla terra dei Futures italiani nella sua prima stagione da professionista. Si trattava invece della seconda apparizione nel Tour per Jack, meglio attrezzato dal punto di vista muscolare, dopo lo sfortunato esordio a Miami, quando, visibilmente stremato già da diversi punti, si accasciò a terra in preda alle vertigini alla fine del primo set.

 

IL MATCH – I giochi sono quasi tutti lottati, ma Jannik spinge bene con entrambi i fondamentali, si esibisce in un paio di ricami a chiudere le discese a rete in controtempo e vola avanti di due break, salvo poi restituirne uno dopo non essere riuscito a concretizzare le sei occasioni nel lunghissimo quinto game. Draper, al quale la scala discreta, arrotondata e probabilmente non aggiornata dell’ATP dà tre centimetri in più di Jannik in altezza, riesce finalmente a far valere le sue curve mancine – ottimo lo slice interno sull’erba ancora immacolata del Queen’s– e rimane in scia. Alla battuta per far suo il parziale, due brutti dritti in uscita dal servizio aprono uno spiraglio all’avversario che non si fa pregare e, piazzato un drittone vincente, approfitta di un altro gratuito altoatesino. Deluso e arrabbiato, Sinner non gioca al meglio neanche il successivo turno di risposta e viene agguantato sul 5 pari da un Draper ormai completamente in fiducia.

In un momento in cui gli scambi sono favorevoli al n. 309 ATP, Jannik estrae tre ace nulla meno che provvidenziali per giocarsi il tie-break. Di nuovo, il nostro ha l’occasione di chiudere con il vantaggio del servizio sul secondo set point consecutivo, ma perde gli appoggi finendo a terra e, benché sia felino nel rialzarsi, fallisce il colpo successivo. Il doppio fallo manda per la prima volta avanti Draper che cinico si prende il set, mentre l’azzurro mostra la sua stizza verso il proprio angolo. Sei ace per Jannik ma 57% di prime in campo trasformate solo nel 61% dei casi sono numeri non certo entusiasmanti sull’erba, per quanto di poco inferiori a quelli britannici.

Numeri che cambiano radicalmente in positivo per entrambi nella seconda partita che diventa molto più “da erba” e per sei giochi la risposta raccoglie davvero pochissimo. Poi, la prima di servizio abbandona la wild card, c’è anche un doppio fallo e Sinner ne approfitta immediatamente per passare in vantaggio. Di nuovo chiamato a chiudere con la battuta, Jannik manca ancora l’appuntamento, a dispetto di un bel regalo dell’altro e pagando con un errore uno scambio in controllo in cui avrebbe forse dovuto osare di più.

È ancora tie-break, dunque, e il diciannovenne di Sutton mette subito spazio tra sé e il nostro con un perfetto anticipo di rovescio lungolinea. È stato estremamente solido per tutto l’incontro, Draper, soprattutto in questo parziale e continua a tirare dritto come un treno fino alla chiusura con l’ace numero 11. Nel secondo set, Jannik ha finito con il pagare un prezzo pesante per quelle sole nove seconde di servizio a cui è dovuto ricorrere vincendo però appena due punti, ma in generale è mancata la freddezza nei momenti di vantaggio.

LE PAROLE DI JANNIK – La sfida inedita tra classe 2001 si è chiusa con un risultato inaspettato vista la notevole differenza di classifica e di esperienza a livello ATP tra i due e un tale livello da parte di Draper potrebbe aver sorpreso l’azzurro. “È un buon giocatore, l’avevo visto a Miami. Non so se abbia giocato il torneo junior a Wimbledon e fatto dei buoni risultati [è arrivato in finale nel 2018, gli fanno notare, ed è a suo agio sull’erba], ma ho cercato di concentrarmi su quello che dovevo fare io. All’inizio ha funzionato piuttosto bene, poi lui ha capito il mio gioco. Ha giocato i punti importanti meglio di me, mentre io non ho servito bene, cosa che mi capita già da un po’. ‘Sorpreso’ è una parola grossa, devi essere sempre preparato, ma credo che oggi lui abbia meritato la vittoria. Giornate così capitano. Si è allenato di più e ha maggiore esperienza di me sull’erba. Gli auguro buona fortuna, sperando che non abbia più infortuni – ne ha avuti un paio negli ultimi anni [frattura di un dito, tendinite al polso, ndr]. Nessun cambio di piani dopo l’uscita prematura al Queen’s, dove peraltro è iscritto anche al doppio insieme a Feliciano Lopez: “Abbiamo già il programma di allenamento per la prossima settimana, quindi giocherò solo a Wimbledon”.

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ATP Halle: Federer va al minimo, Ivashka cede comunque in due set

Lo svizzero vince all’esordio contro il qualificato bielorusso nonostante molte incertezze in risposta. Affronterà il vincente di Auger-Aliassime vs Hurkacz

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[5] R. Federer vs [Q] I. Ivashka 7-6(4) 7-5

Il primo match su erba di Roger Federer dopo due anni ha avuto tutte le caratteristiche di un match di rodaggio che si è concluso nel modo più positivo possibile: una vittoria in due set.

Il bielorusso Ilya Ivashka aveva passato brillantemente le qualificazioni e specialmente nel primo set sembrava più a suo agio sul campo del suo pluridecorato avversario. Federer ha avuto enormi difficoltà alla risposta raccogliendo appena due punti fino al tie-break. Era stato dunque l’elvetico ad annullare le uniche palle break del parziale sul 15-40 nel quarto gioco. Federer è apparso guardingo e circospetto nei movimenti sulla scivolosa erba tedesca, attenzione che Roger ha spiegato così: “Qui è molto diverso da Wimbledon, perché fanno crescere questi blocchi d’erba fuori e poi li portano dentro lo stadio. In pratica dopo un paio di giorni nella fascia centrale possono già esserci rimbalzi irregolari. A Wimbledon è tutto diverso. Quando ero giovane, c’era l’idea che giocare una volée fosse sempre meglio di giocare un passante. Oggi non è più così.”

 

Una volta arrivato al tie-break, Federer ha ingranato la marcia in risposta prendendo più punti (tre) di tutto il set in precedenza. Arrivato fino al 6-1, ha chiuso infine 7-4 dopo essersi concesso un doppio fallo. Nel secondo set, Federer è più attento in ribattuta e sembra non avere alcuna intenzione di portarsi l’avversario fino al tie-break. Ha già un match point sul 5-4 annullato dal bielorusso con una tremebonda volée vincente deviata dal nastro. Infine cede la battuta nel dodicesimo gioco con l’elvetico capace di alzare ancora i giri del motore. In conferenza stampa Roger è apparso soddisfatto: “Sono contento di aver superato questo primo test dopo che Parigi mi aveva già dato buoni segnali. Sono felice di giocare di nuovo sull’erba soprattutto“.

Intanto già dagli ottavi di finale la qualità dei suoi avversari si alzerà notevolmente: Federer attende il vincente del match tra Felix Auger-Aliassime e Hubert Hurkacz. Negli altri incontri di giornata si segnala il ritiro di David Goffin costretto ad abbandonare dopo una scivolata sul prato contro il francese Moutet sul punteggio di un set pari (6-1 per Goffin il primo, 7-5 per Moutet il secondo).

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Queen’s: Berrettini tds N.1, derby con Travaglia al primo turno. Murray pesca Paire

I primi quattro giocatori italiani fra i seed: Sinner esordisce con Draper, Fognini con Lu, Sonego con un qualificato

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Matteo Berrettini - Stoccarda 2019 (foto via Twitter, @ATP_Tour)

Nastri di partenza per i Queen’s Club Championships, o cinch Championships per ragioni di sponsor, uno dei tornei più antichi del mondo e grande prodromo londinese a Wimbledon (erba, tabellone da 32 giocatori, financial commitment di €1.427.455). La qualità dell’entry list di quest’anno è decisamente più bassa rispetto a quella del 500 “rivale” di Halle (un membro della Top 10 contro cinque), ma il torneo avrà comunque motivi di grande interesse, in particolare per gli appassionati italiani.

Saranno infatti cinque i rappresentanti azzurri al primo turno, compreso il primo favorito Matteo Berrettini che ha pescato Stefano Travaglia. Il vincitore fronteggerà il vincente di quello che è forse il match più interessante, vale a dire quello fra Andy Murray e Benoit Paire – il britannico (cinque volte vincitore) ha ricevuto una wildcard e tornerà alle competizioni per la prima volta da marzo. Chi uscirà da quell’ottavo troverà presumibilmente Dan Evans.

Sempre nella parte alta ci sarà anche Fabio Fognini, tds N.8: il ligure esordirà contro Lu (in campo grazie al Protected Ranking) prima di trovare Marin Cilic, due volte campione del torneo e impegnato domani nella finale di Stoccarda. In caso di accesso ai quarti, Fognini troverebbe probabilmente Alex De Minaur, anche se su una superficie così rapida non va sottovalutato Reilly Opelka.

 

Di seguito il tabellone:

Nella parte bassa, la tds N.3 Jannik Sinner esordirà contro una delle (poche) speranze del tennis britannico, vale a dire il suo coetaneo Jack Draper, che ha ben impressionato nel suo esordio ATP a Miami prima di collassare per il caldo – il mancino si trova a suo agio sui prati, avendo raggiunto la finale di Wimbledon juniores nel 2018. In caso di vittoria, Sinner troverà Bublik o Chardy, e poi Karatsev o Norrie.

Il settimo seed Lorenzo Sonego, infine, se la vedrà con un qualificato. Agli ottavi gli toccherebbe uno fra Bedene e Tiafoe, e ai quarti il secondo favorito Denis Shapovalov, che però potrebbe avere un ottavo non semplice con il campione uscente di singolare e doppio Feliciano Lopez, contro il quale ha già sofferto questa settimana a Stoccarda.

L’unico italiano presente nelle qualificazioni, Roberto Marcora, è stato invece eliminato questa mattina al primo turno per 6-3 7-5 dal cileno Alejandro Tabilo.

Qui i tabelloni aggiornati del Queen’s e degli altri tornei della prossima settimana

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