Wimbledon, i numeri della prima settimana: Djokovic sembra Isner, Berrettini ha la miglior seconda

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Wimbledon, i numeri della prima settimana: Djokovic sembra Isner, Berrettini ha la miglior seconda

Hurkacz non ha ancora perso la battuta, Sonego e Federer i migliori a rete. Lo svizzero tira più vincenti di tutti ma è impreciso di rovescio. Bautista e Fucsovics gli atipici

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Novak Djokovic - Wimbledon 2021 (via Twitter, @Wimbledon)
 

Giunti all’ultimo Middle Sunday nella storia di Wimbledon, possiamo utilizzare il giorno di respiro per addentrarci nelle cifre dei primi tre turni del torneo. Il caveat, come sempre, è di tenere a mente il significato relativo di un campione di soli tre match (due nel caso di Shapovalov, per esempio, mentre Auger-Aliassime e Fucsovics hanno beneficiato di ritiri rapidi e Federer di uno più tardivo): se si fossero guardati acriticamente i numeri dei primi due turni, Aljaz Bedene sarebbe parso un mix fra Sampras, Agassi, Visnù e He-Man.

Detto questo, solo un giocatore è arrivato agli ottavi senza subire break né perdere set, non una sorpresa quando si considera che Wimbledon è nettamente lo Slam dove il vincitore perde in media più set (3,67, contro i 3,38 di Melbourne, i 3,2 di Parigi e i 3,42 di Flushing Meadows) in virtù del maggior peso del singolo break. Questo significa che in linea di massima i sedici rimasti sono stati testati (con diversi gradi di asperità, ci mancherebbe) e che quindi, al netto della qualità e dello stile degli avversari, è possibile fare delle considerazioni sulla loro performance e sui loro punti di forza. Partiamo dai due italiani.   

ITALIANI

Oltre ad aver praticamente giocato in simbiosi nella giornata di ieri, Matteo Berrettini e Lorenzo Sonego si sono distinti in diverse categorie. Partiamo dal settimo del seeding:

 
  • Berrettini è primo per ace totali, con 60 in tre partite; l’unico ancora in gara che gli si avvicina è Zverev a 52. Gli altri con un totale consistente hanno già salutato: Bublik ha avuto lo stesso score del capitolino, Isner ha fatto 36 ace in un match, Kyrgios 56 in due e spiccioli, Anderson 52 in due, Harris 40 in due, Querrey 39 in due, Otte 38 in due
  • Matteo è anche primo per distacco per percentuale di prime vincenti dirette (o unreturned) con il 62%, è secondo per unreturned sulla seconda con il 33, quarto per punti con la prima (83%) e primo per punti con la seconda con il 67%
  • Ha perso il servizio una sola volta, salvando 11 palle break, ed è titolare del servizio singolo più potente del torneo (139 miglia orarie)
  • Infine, è secondo per percentuale di vincenti con il 22%
Matteo Berrettini – ATP Queen’s 2021 (via Twitter, @QueensTennis)

Il percorso tecnico di Berrettini è dunque ben definito, come dimostrano anche i dati relativi alla lunghezza dei suoi scambi: mediamente durano 3,21 colpi, un numero abbastanza basso e impreziosito da un attivo molto importante negli scambi brevi (quelli sotto i cinque colpi), dove si attesta a +54 – va comunque sottolineato che anche negli scambi medi (fra cinque e otto) e lunghi sta per ora facendo più punti di quanti ne perda, con score di +1 e +5, ma è quasi apodittico che le sue fortune si costruiscano sui punti rapidi.

Passiamo invece a Sonego:

  • Il torinese è sorprendentemente terzo per ace fra i giocatori ancora in corsa con 44. Ha tuttavia avuto qualche problema con la seconda, visto che ha portato a casa solo la metà dei punti con il fondamentale (solo Fucsovics e Medvedev fanno peggio); anche sulle palle break non è stato brillantissimo, salvandone solo sei su undici. Per sua fortuna, ha la percentuale di prime in campo più alta del torneo fra i 16 rimasti (70%) con cui converte nel 79% dei casi
  • Detto questo, Sonego è decisamente più propositivo in risposta: è quarto per risposte in gioco con il 75%, terzo per punti vinti contro la prima al 35% e secondo per game di risposta vinti, il 36%
  • Un’altra area deficitaria per lui è il rovescio: solo l’1% dei suoi punti si chiude con un vincente bimane (il peggiore assieme a Bautista Agut). A questa lacuna sopperisce però con una buona efficienza da fondo: ha la seconda percentuale più bassa di non forzati totali (11%) e di dritto (5%)
  • Infine, una (parziale) sorpresa: è il migliore a pari merito per percentuale di punti vinti a rete con il 77%, e su un campione piuttosto ampio: scende infatti quasi 25 volte a partita.

A TUTTO TONDO

Berrettini e Sonego sono dei buoni paradigmi di quello che è il giocatore di successo sui prati dell’AD 2021: da un lato il battitore puro, che ha potuto finora contare su una verga di tale efficacia da poter individuare i momenti migliori in cui colpire in risposta; dall’altro il… quasi battitore puro, che serve leggermente meno bene ma è più efficace nei turni avversari. Ci sono poi altri che invece stanno facendo bene praticamente da ogni punto di vista, o che in termini di vantaggi comparati restano nella media anche nelle categorie in cui fanno peggio. In questo senso, gli enciclopedici sono stati finora Hubert Hurkacz, Alexander Zverev e Novak Djokovic. Partiamo dal campione di Miami 2021:

  • Hurkacz è l’unico giocatore a non aver ancora perso set, nonché il solo a non aver mai perso la battuta a fronte di quattro misere palle break concesse. Finora ha messo a segno il 48% di servizi unreturned, è al terzo posto per punti vinti con la prima (84%) e al primo insieme a Berrettini con la seconda (67%); in più ha commesso appena due doppi falli
  • È poi secondo per percentuale di vincenti (22%) e primo per vincenti a rete (6%, con quasi 37 discese a partita), ma sta anche sbagliando poco – ha la seconda percentuale più bassa sia di non forzati totali (11%) che di dritto (5%)
  • Anche in risposta sta facendo bene, visto che conquista il 57% dei punti contro la seconda.

Abbastanza simile Zverev, da più parti considerato il favorito per raggiungere la finale nella parte bassa, che complessivamente è risultata più competitiva fino a questo momento:

  • Come detto è secondo per ace fra chi è ancora in gara con 52 (è secondo anche per doppi falli, 15, dietro ai 19 di Shapovalov); è sempre secondo dietro a Berrettini anche per prime vincenti dirette, con il 56%, mentre è nettamente primo per vincenti diretti con la seconda al 38% ed è primo assieme a Sonego per prime in campo (70%)
  • È inoltre secondo per punti con la prima (85%) e sesto con la seconda (59%), nonché secondo per velocità massima toccata alla battuta (138 miglia orarie), mentre è quinto per percentuale di vincenti al 21 – va detto che un limite riemerso in queste partite è forse un po’ di reticenza nel fare gioco con il dritto, visto che solo il 3% dei suoi punti si chiude con un vincente da quel lato
  • Zverev si sta distinguendo anche sul piano dell’efficienza, però: ha la seconda percentuale più bassa di non forzati (11%), a cui contribuisce principalmente un clamorosamente basso 2% di errori bimani. Tanti vincenti e pochi errori si traducono in un’acclarata superiorità nello scambio: il tedesco è terzo per punti vinti da fondo con il 54%.
Alexander Zverev – Wimbledon 2021 (via Twitter, @Wimbledon)

Chiudiamo con Djokovic, il cui servizio (e anche lui ne sembra quasi stupito) è ormai cresciuto al punto di poter competere con rivali che hanno più centimetri e chili (come dimostra il +68 negli scambi brevi), un problema ulteriore per la competizione, visto che le sue doti tecniche e atletiche restano pressoché intatte – negli scambi medi è comunque a +21. Qui la sintesi dei suoi numeri:

  • È quarto per ace fra i giocatori ancora in corsa dietro a Berrettini, Zverev e Sonego (sorprendentemente il suo prossimo avversario Cristian Garin ne ha tirato solo uno in meno)
  • Secondo per vincenti diretti con il servizio a parimerito con Zverev (56%), ma primo per punti vinti con la prima all’87%, mentre con la seconda è sesto al 59
  • Una cosa che Nole e Sascha hanno in comune è stata forse un po’ di imprecisione nella difesa delle palle break: entrambi hanno perso la battuta solo tre volte, ma su sette chance concesse – la percentuale di salvataggio è quindi un relativamente mediocre 57%, seppur su un campione limitato
  • In ogni caso, il serbo è quinto per vincenti (21%) e sesto per game di risposta vinti (32%); è inoltre secondo per percentuale di non forzati (11%, solo 5 con il dritto)
  • È infine primo per punti vinti da fondo al 57%, un grosso vantaggio su Garin, che è il peggiore dei sedici con solo il 45%.

Altri che per il momento si sono distinti a 360 gradi, ancorché in modo appena meno dominante, sono Daniil Medvedev (che sbaglia meno di tutti, soprattutto di dritto, e ha grandi numeri con la prima ma sta soffrendo sulla seconda), Karen Khachanov e Félix Auger-Aliassime (FAA serve un pochino meglio di Karen e mette più risposte in campo, ma ha un pessimo differenziale con il dritto e negli scambi lunghi).

E Federer? Lo svizzero deve ancora trovare la continuità, ed è quindi normale che i suoi numeri al momento non risaltino più di tanto. Ciononostante, è primo per percentuale di vincenti sia totali (23%) che con il dritto; conduce anche per percentuale di punti vinti a rete a pari merito con il suo prossimo avversario, Sonego, ma con un campione un pochino più ampio, visto che gioca di volo quasi 33 volte a partita (è secondo per volée/smash vincenti), ed è terzo per punti vinti con la seconda al 62%. Il suo problema al momento è di non aver ancora trovato grande solidità con il rovescio (ha pure affrontato due mancini e Gasquet, tutti avversari che su quella diagonale lo possono legittimamente mettere in un angolo), visto che è quello che sbaglia di più all’8% ed è il secondo peggiore per punti vinti da dietro con il 46%, con un saldo di -8 negli scambi lunghi.

L’ERBA È UNO STATO MENTALE

Come noto e come visto, la formula sull’erba premia la verticalità degli scambi brevi la cornucopia di punti diretti… ma non sempre, come ben sanno Roberto Bautista Agut (che a Church Road è semifinalista uscente, quindi in linea di massima sa quello che fa) e Marton Fucsovics:

  • Gli scambi del magiaro sono lunghi in media 4,66 colpi (mancano i dati del secondo turno, in cui però ha giocato solo nove giochi prima del ritiro di Vesely) con addirittura un saldo peggiore in quelli brevi (+6 sotto i cinque colpi, +16 e +8 nella categoria intermedia e in quella sopra gli otto, rispettivamente); va anche detto che ha affrontato Sinner e Schwartzman, due che certo non giocano alla blitzkrieg e non disdegnano lo scambio
  • È il migliore in termini di game di risposta vinti con il 38% (è quello che si è procurato più palle break, 39) e per risposte in campo con il 79%; è inoltre secondo per punti vinti contro la seconda avversaria con il 60%
  • Va detto che Fucsovics rimane abbastanza inconsistente, cosa che forse spiega come mai non abbia raggiunto vette di classifica più elevate. Ha infatti commesso 15 doppi falli (solo Shapovalov ne ha di più fra chi è ancora in corsa) e ha salvato solo la metà delle 20 palle break offerte
  • È inoltre il peggiore per non forzati: il 18% dei suoi punti si conclude con un suo errore, fra cui il 9% con il dritto (ultimo) e il 7% con il rovescio (penultimo dietro a Federer). È inoltre il peggiore con la seconda di servizio: ha vinto solo il 47% dei punti giocati con il colpo. Potrà solo augurarsi di poter nascondere questi difetti lunedì contro la sua nemesi, Andrey Rublev (forse il miglior ribattitore del torneo finora), che quest’anno l’ha battuto tre volte (più un walkover).

Ora prendete questa formula, estremizzatela e spruzzatela di efficienza (e con efficienza), e otterrete l’ineffabile RBA:

  • I suoi scambi sono lunghi addirittura 5,61 colpi, e questo senza i dati relativi ai cinque set giocati contro Miomir Kecmanovic, non proprio il festival degli ace. I suoi dati sono, ça va sans dire, estremamente consistenti nelle tre categorie di scambio: +14 in quelli brevi, +9 in quelli medi, +8 in quelli lunghi – una barra di platino-iridio
  • Fra i giocatori ancora in corsa, Bautista è il peggiore per ace, punti con la prima, unreturned con la prima e unreturned con la seconda. Ha inoltre salvato solo la metà delle 24 palle break offerte, ha la velocità di picco più bassa al servizio (123 miglia orarie), ed è ultimo per percentuale di vincenti con il 16% e per vincenti di rovescio con l’1%
  • L’Agut pensiero però supplisce ampiamente: primo con Fucsovics per risposte in campo con il 79%, terzo per punti vinti contro la seconda con il 59% e quarto per game vinti in risposta con il 34% – inutile aggiungere che la sfida con Shapovalov (secondo per vincenti ma anche per non forzati, terzo per unreturned con la seconda ma peggiore per doppi falli e percentuale di prime) sarà un discreto contrasto di stili e weltanschauung
  • Visto che però la locura ci vuole sempre, RBA è a sorpresa (per lo spettatore disattento che non manca mai) al secondo posto per vincenti di volo (5%) – Mr. Villarreal ha o’Shaughnessy sul comodino come la bibbia di Gutenberg.

CHALLENGE

Chiudiamo con la più triviale delle statistiche: quella relativa a Hawkeye. Solo tre giocatori hanno sempre avuto ragione, ma con un totale di soli cinque tentativi: Lu ha fatto 2/2, Bedene 2/2 e Nakashima 1/1; fra chi ha fatto un utilizzo più massivo della tecnologia il migliore è stato invece Liam Broady con sette su nove.

Denis Shapovalov – Wimbledon 2021 (via Twitter, @Wimbledon)

Ma chi sono invece i ciecati? Il peggiore in assoluto è Denis Shapovalov con 0/10, ma non molto meglio hanno fatto il suo prossimo avversario Bautista Agut (3/19), Jordan Thompson (2/16), Pierre-Hugues Herbert, Steve Johnson (1/11 per entrambi) e… Lorenzo Sonego. Il torinese ha indovinato solo due challenge su sedici, mentre il vituperato Federer è addirittura il secondo migliore fra i quartoturnisti con quattro sfide azzeccate su otto – si impara qualcosa ogni giorno.

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ATP Sofia, Sinner fa 11 in Bulgaria e accede alla semifinale: altri punti importanti per la Race

Avvio e conclusione di match non impeccabili per Jannik Sinner che però surclassa Vukic nella parte centrale dell’incontro

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Jannik Sinner - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

[1] J. Sinner b. A. Vukic 6-2 6-3

Dopo la decima vittoria consecutiva in Bulgaria, arriva anche l’undecima. Jannik Sinner ha infatti eliminato in due set l’australiano Vukic nei quarti di finale dell’ATP 250 di Sofia, di cui l’azzurro ha in bacheca già due titoli. Il numero uno italiano ha iniziato e finito il match con qualche errore di troppo, ma è stato ingiocabile per l’avversario nella porzione centrale dell’incontro in cui ha infilato sette game consecutivi (dal 2-2 del primo set al 6-2 3-0). Nella semifinale della parte alta del Sofia Open, domani Jannik sfiderà Ivashka (sarebbe una riedizione dell’ottavo di finale giocato allo US Open a inizio mese) o Rune (sarebbe il primo incontro tra i due Next Gen) con l’obiettivo di guadagnare altri punti preziosi in ottica Race verso Torino: con la vittoria odierna, intanto, ha superato Carreno Busta portandosi in 12esima posizione.

IL MATCH – Nel game di apertura sembra andare tutto liscio per il numero 10 del mondo, ma le cose gli si complicano a causa degli eccessivi errori sia col servizio (3 doppi falli) che col rovescio: si va quindi ai vantaggi da cui ne vengono fuori quattro palle break per Vukic. A livello di scambi però l’australiano è un po’ fiacco e non regge il livello dell’italiano e ciò gli impedisce di sfruttare a dovere le sue chance. Jannik riesce a tirarsi fuori dal guado proprio grazie al servizio. La grande lotta prosegue e poco dopo è l’azzurro, grazie ad uno splendido passante di rovescio, a guadagnarsi la prima palla break, vanificata con un errore.

 

È comunque il presupposto necessario per tornare alla carica nel turno di risposta successivo: sul 3-2 in suo favore, Sinner prende la matita dal suo astuccio e disegna il campo con precisione giottesca. Lo fa per due punti consecutivi che gli valgono il break, confermato poi con un game da tre ace. Il 2001 di San Candido non si accontenta di essersi assicurato la possibilità di servire per il set e sul 5-2 brekka ancora trovando un paio di risposte di dritto con cui prende subito le redini dello scambio. Dopo 40 minuti il primo set è suo.

Jannik è evidentemente a suo agio in campo e prosegue sulla strada intrapresa dal 2-2 del primo set. Vukic è in balia dell’azzurro che è devastante in qualsiasi aspetto del gioco, colpi al volo compresi. Non si registrano più errori da parte di Sinner che così brekka a zero in apertura. I giochi vinti consecutivamente dal numero 10 del mondo diventano poi sette, prima che l’australiano riesca a fermare l’emorragia sfruttando il primo unforced nel set di Jannik. Il gioco dell’italiano non è più scoppiettante come fino a pochi minuti prima e Vukic prova ad approfittarne in un game piuttosto fortunato per lui: prima una traiettoria mal valutata da Sinner e poi un colpo rimasto in campo per millimetri (oltre a un doppio fallo di Jannik) lo portano ad avere due palle break. Sulla seconda, l’azzurro strappa con il dritto permettendo all’avversario di rientrare nel match.

In realtà è solo un’illusione per Vukic che non riesce a cogliere l’attimo. Sinner, invece, ritrova concentrazione e senza rischiare troppo si riguadagna il break di vantaggio. Il numero uno italiano può quindi servire per il match ma i patemi non sono finiti: l’australiano, cresciuto di rendimento con il dritto, sfrutta anche qualche incertezza di Jannik (tra cui un doppio fallo e uno smash fuori misura) per annullare due match point e avere una palla break. Alla terza occasione, però, Vukic non trova il campo in risposta: Sinner chiude sul 6-2 6-3 in un’ora e venti minuti e raggiunge la seconda semifinale dell’anno (la tredicesima in carriera) dopo quella di Umago.

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Lorenzo Musetti: “Mai servito così bene. Coppa Davis? L’Italia tra le top 3”

“Mai successo di fare così tanti ace, forse è frutto del cambio di maturità che sto facendo”, così il 20enne Musetti in vista della semifinale a Sofia

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Lorenzo Musetti - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

Sulla carta non era un match facile visto l’ottimo stato di forma di Jan-Lennard Struff, ed infatti si è rivelata una giornata piuttosto complicata quella di Lorenzo Musetti. Il numero 30 del mondo ha fatto appello a tutta la sua classe e per una volta anche al suo servizio, per avere la meglio 7-6(3) 6-1 nei quarti di finale del torneo di Sofia. “Oggi è stata una grande prova perché Jan stava giocando bene, molto offensivo, un gioco che a me dà fastidio” ha spiegato Lorenzo al termine del match. “Sin dal primo game mi ha messo molta pressione e io ho fatto due doppi falli perché lui era molto offensivo e stava molto dentro il campo però sono stato bravo ad avere una grossa energia, specialmente fisica, agonistica. Poi credo di aver servito mai così bene nella vita”.

“Non mi era mai successo di fare così tanti ace [9] ma forse è frutto del lavoro che ho fatto, del cambio di maturità che sto facendo, quindi sono veramente felice”. L’atteggiamento inizia ad essere sempre più quello di un tennista professionista, poco incline a lasciarsi andare alle distrazioni passeggere che ogni match può riservare. E la sfida di domani contro lo svizzero Marc-Andrea Huesler (26 anni, n.95) non sarà da meno, visto che anche lui predilige un gioco aggressivo. “L’ho visto, è uno che viene spesso a rete anche se non ha una buonissima mobilità essendo molto alto, però ha dei buonissimi fondamentali e io sono pronto per andare avanti”.

Gli eventi tennistici italiani non sono mai stati fitti come quest’anno e tra gli appuntamenti imminenti che il 20enne di Carrara non può assolutamente perdersi è l’UniCredit Firenze Open, in programma dall’8 al 16 ottobre. “Sicuramente da quando è stato annunciato l’evento di Firenze tutti i miei amici sono pronti e carichi anche a mollare l’Università per venire a vedermi e supportarmi, quindi avrò sicuramente la fortuna di avere il tifo dalla mia parte. ma sto facendo sicuramente del mio meglio anche per averlo qua a Sofia. Pensiamo a domani e come affrontare il match al meglio”.

 

A novembre poi sarà il momento di tornare a vestire la maglia della Nazionale italiana per la Coppa Davis, con la quale Musetti ha fatto tanto bene a Bologna. I prossimi avversari saranno gli statunitensi, una delle squadre sulla carta più temibili. Ma quali sono le favorite per Lorenzo? “Il nostro nome lo metto nelle prime tre, poi anche la spagna al completo. Senza Nadal cambierà un pochino ma ci saranno Carreño Busta o Bautista Agut che vengono da belle partite, più Fokina che è molto in forma e ovviamente Carlos. Ma l’America può dire la sua con Fritz e Tiafoe, ora Opelka si è operato, quindi Isner. Poi conta tanto anche il doppio quindi gli Stati Uniti li metto tra i favoriti”.

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ATP Sofia: Musetti e il suo tennis champagne tramortiscono uno Struff decisamente in forma

Lorenzo ha dichiarato, nell’intervista a caldo: “Penso di aver giocato uno dei miei migliori match su questa superficie”. In semifinale ad attenderlo ci sarà lo svizzero Huesler

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Lorenzo Musetti - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

[4] L. Musetti b. [Q] J-L. Struff 7-6(3) 6-1

Lorenzo il Magnifico, è stato l’appellativo con cui è passato alla storia Lorenzo de “Medici, il massimo esponente della famiglia nobiliare di banchieri fiorentini che per più di tre secoli detenne il potere nell’intero territorio toscano e non solo. Questa espressione è stata riportata in auge, in tempi recenti nell’alone sportivo, per definire le gesta del calciatore azzurro Lorenzo Insigne. Ebbene, certamente, lo stesso aggettivo trionfale può affiancarsi degnamente ad un altro Lore, uno che dipinge e infiamma con una racchetta in mano. Anche lui toscano come il grande discendente della Dinastia medicea, un ventenne di Carrara che continua ad incantare: oggi infatti nell’ultimo quarto del tabellone del Sofia Open 2022, dopo alcune complessità iniziali, Lorenzo Musetti ha gozzovigliato sui resti di un Jan-Lennard Struff in grandissimo spolvero in questa settimana, il tedesco veniva da quattro vittorie consecutive – è partito dalle quali – e nell’ultima partita contro Humbert aveva perso un solo quindici con la prima senza concedere alcun break point. Inoltre il n. 133 ATP arrivava anche da tre successi in Coppa Davis, dunque la striscia nella sua totalità era di 7 affermazioni in fila, che avevano trascinato la Germania alla fase finale. Ma nulla ha potuto contro il n. 30, che prima l’ha cucinato a fuoco lento per poi travolgerlo attraverso una versione di sé, ostriche, caviale e champagne: 7-6(3) 6-1 in 1h17‘.

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IL MATCH – Partita che al contrario di quello che potrebbe far pensare la differenza in classifica, nasconde parecchie insidie per l’azzurro. Il tedesco è certamente un giocatore che vale molto di più del suo attuale ranking di n. 133, – disceso principalmente a causa di un’infortunio all’alluce destro, occorso durante il torneo di Miami, e che lo ha tenuto fuori fino alla stagione su erba: è rientrato a Stoccarda – sicuramente una piazza tra la cinquantesima e la sessantesima posizione sarebbe maggiormente congeniale al suo reale valore. Le qualità del 32enne di Warstein si conoscono perfettamente, un tennista molto potente dotato di grandi accelerazioni in grado di lasciare di sasso gli avversari. Queste debordanti fiammate, specialmente di dritto, sono in ottima compagnia dato che ad affiancarle c’è un servizio dall’assoluta efficacia e penetrazione. Quando il n. 4 di Germania può contare sul proprio fondamentale d’inizio gioco in versione deluxe, è veramente dura provare a contrastarlo. L’unica possibilità è muoverlo in continuazione, in modo tale da allungare lo scambio a tal punto da riuscire così ad evidenziare le enormi difficoltà, che l’ex n. 29 ATP incontra negli spostamenti laterali.

In sostanza Jan-Lennard, se può colpire le sue fiondate da fermo è un avversario ostico per tutti e che nessuno vorrebbe mai incrociare, soprattutto sulle superfici rapide; mentre invece se lo si porta a dover fare il tergicristallo diventa un tennista assolutamente prevedibile e alquanto falloso. Infatti, considerando la sua mole – 1,93 per 92 Kg – il proprio stile di gioco non può che essere nettamente offensivo e propositivo, verticalizza con costanza e non disdegna – tutt’altro – le discese a rete. Non a caso è un abile volleatore, oltre che un amante del servizio e volée.

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L’inizio vede entrambi i protagonisti commettere due doppi falli a testa, ma quelli italici rivestono un peso specifico nell’economia del punteggio, di gran lunga superiore. Struff, infatti, si porta rapidamente sul 3-0 partendo con una resa magistrale della sua prima di servizio, 8 punti vinti su 11. Se il classe ’90 dovesse mantenere questi standard alla battuta per tutta la durata del match, ci sarebbe ben poco da fare per Musetti; il 20enne di Carrara nel frattempo dà il suo contributo trovando una sola prima – su sei quindici totali – nel proprio turno di servizio d’apertura. Aprendo e chiudendo con il doppio errore del suo fondamentale d’inizio gioco, Lorenzo regala il vantaggio all’avversario. Muso in avvio fa anche enorme fatica a mandare profondi i suoi colpi a rimbalzo, ciò che invece vista la sua posizione ben distante dalla linea di fondo dovrebbe essere imprescindibile per far sì che lo scambio nei turni di risposta abbia quantomeno l’opportunità di prendere forma.

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Eppure nonostante queste primordiali problematiche, il n. 30 del mondo è andato vicinissimo ad essere lui il giocatore in campo a prendere il largo nei primi scampoli dell’incontro: grazie al doppio fallo tedesco, ed inseguito al proprio strabiliante passante incrociato di dritto, il classe 2002 toscano si era issato immediatamente sullo 0-30. Ma poi il cannone di Warstein aveva riaggiustato il mirino, non lasciando alcuno scampo all’italiano. Dunque qualche avvisaglia della giornata positiva del n. 3 d’Italia, la si era già potuta intravedere, ma la situazione si è schiarita del tutto nel quarto game – il contro-break giunto in questo frangente si rivelerà il vero turning point della sfida, con le certezze teutoniche vacillate subendo la rimonta dal 40-15. Non appena infatti la percentuale di prime di Struff è scesa leggermente, il campione junior dell’Australian Open 2019 ha iniziato a montare sopra l’avversario, finalmente dimostrandosi incisivo in ribattuta. Con una palla, adesso, scaraventata negli ultimi centimetri di campo dall’allievo di Simone Tartarini, ad aprire lo scambio, o il palleggio s’intensifica talmente tanto da portare il tedesco ad incorrere nell’errore; oppure proprio per far fede al suo tennis fondato sull’uno-due, il 32enne della Mannshaft forza frettolosamente andando così a sbagliare.

Per cui, entrambe le circostanze verificabili avvantaggiano il “nostro”, che infatti ribalta totalmente l’inerzia attraverso un filotto di tre game consecutivi. Ora, è tutto cambiato, Musetti è padrone del campo: varia a piacimento il gioco, tagliando opportunamente con il back da sinistra per poi creare il vuoto mediante lo sventaglio di dritto, innalzando così all’improvviso il ritmo dello scambio. Basti pensare che l’azzurro, dopo il break concesso, porti a casa due dei successivi tre turni di servizio a zero in una prestazione in battuta che nel corso dell’incontro avrà un accrescimento della propria efficienza inversamente proporzionale a quello dell’avversario: chiuderà con addirittura 9 aces, ma a fare la reale differenza sarà la resa della seconda -. Lore avrebbe anche la chance di salire 4-3 e servizio, strappando per la seconda volta in fila la battuta a Jan-Lennard, ma in qualche modo l’ex Top 30 mondiale si salva e mantiene intatto l’equilibrio. Pur dando, a più riprese, la sensazione di essere nettamente dominante sul rettangolo di gioco con il proprio tennis a tutto campo, il tennista italiano non riesce a graffiare definitivamente infliggendo la zampata decisiva.

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Perciò, seguendo l’ordine dei servizi dopo una prima parte di set invece alquanto ingarbugliata, si giunge al dirimente tie-break. Anche il decidig game ripercorre pedissequamente le orme del parziale regolare: Struff prima manda a segno una prima vincente, punti diretti che contrariamente sono scarseggiati durante la seconda parte della frazione, e poi rompe subito l’en passe con una eccezionale profondità in ribattuta che toglie il tempo al carrarino. Tuttavia da lì, non ce ne più per nessuno: uno straripante Musetti vince 7 dei successivi 8 punti incamerando il set inziale per 7-6(3) in seguito a 50 minuti di una sfida decisamente gustosa.

Il tie-break a senso unico, o quasi, messo in cascina dall’azzurro grazie ad una crescita sensibile del proprio livello di rendimento, dove ha messo in mostra tutto il proprio infinito bagaglio tecnico: dal fantasmagorico rovescio in demi-volée inside-out dal centro, passando per infide risposte bloccate che mandano fuori giri ed in confusione uno meccanico come l’ex n. 29 del ranking, fino ad arrivare ai soliti passanti monomani dal lato sinistro da togliere il fiato ma anche alle prodezze al volo o di tocco smorzato; non fa che conferire ulteriore fiducia e consapevolezza dei propri mezzi al 20enne italico per il secondo appuntamento odierno.

Un manuale di cosa sia la bellezza, che si rivela avere il profumo di una bottiglia di champagne appena stappata, nel corso di un secondo set da cineteca: Muso è semplicemente ingiocabile, gli riesce qualsiasi cosa, che poi non è nulla di sorprendente per quelle che sono le doti del suo braccio. Ciò nonostante, non ci si può non far accecare dalle perle che è in grado di produrre, specialmente in un parziale in cui aggiunge, sempre, un ulteriore step all’imperiosa performance odierna di game in game. Struff evita almeno di abbandonare amaramente il campo, e recarsi negli spogliatoi a testa china, con un bagel. Ma nulla più, il 6-1 in 27 minuti è un manifesto totale di cosa è capace il ragazzo da Carrara, ah a proposito ci ha fatto vedere alcuni winners lungo riga che non possono che farci ulteriormente ben sperare per il prossimo futuro.

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI SOFIA

LE PAROLE A CALDO DI MUSETTI –E’ stato duro, lui ha servito molto bene nel primo set. Ero sotto di un break, stava giocando molto bene ed era aggressivo. Allora ho deciso di cambiare qualcosa, la chiave è stata la variazione in risposta, ma anche l’idea di giocare più aggressivo sul suo servizio. Penso di aver giocato uno dei miei migliori incontri su questa superficie“. Poi viene sottolineato dall’intervistatore, come adesso il pubblico bulgaro dopo il match di ottavi vinto da Lorenzo a discapito del giocatore di casa Lazarov, si sia schierato dalla sua parte: “Si ho apprezzato, il primo turno non è stato facile. Alexandar è un bravo ragazzo. Sono tutto sommato un pò triste per lui, perché infatti glielo detto che se continuerà a lavorare duro potrà raggiungere questo livello, perché lui è un tennista di talento. Io lavoro per vincere il titolo, domani sarà dura ma io mi sento pronto per giocare. Mi auguro una finale tutta italiana, però non si sa mai“.

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M-A. Huesler b. K. Majchrzak (4)6-7 7-6(6) 6-3

L’incontro con protagonista Musetti, è iniziato con tre quarti d’ora di ritardo. Questo perché sul Campo Centrale del ‘250’ di scena nella capitale bulgara, il primo match programmato per la giornata odierna è andato decisamente per le lunghe – quello che avrebbe delineato col senno di poi l’avversario di Muso nel penultimo atto del torneo. Un antipasto dello spettacolo balistico che poi ci avrebbe regalato il 20enne toscano, che tuttavia non ha per nulla annoiato i presenti a Sofia. Anzi, la sfida tra il mancino svizzero Marc-Andrea Huesler (n. 95 ATP) e il polacco Kamil Majhrzak (n. 119 ATP) ha regalato tutto quello che un appassionato potrebbe desiderare: pathos, emozioni, suspense, equilibrio, match point annullati e belle giocate come conseguenza di stili opposti messi a confronto.

Insomma, veramente un grande spettacolo per un duello non di cartello. Si diceva di modi d’intendere il tennis quasi all’opposto, e in effetti è proprio così. Da un lato, un tennista estremamente offensivo che fa del serve&volley una delle armi principali del suo gioco, a cui abbina la possibilità di utilizzo di una battuta mancina che garantisce diversi angoli, ed in generale un’efficacia – specialmente nella curva da sinistra – più produttiva rispetto al classico fondamentale d’inizio gioco destrimano. Questo identikit, è facile dedurlo, corrisponde al 26enne di Zurigo, che a dimostrazione delle sue abilità al volo, lo scorso anno fu co-autore del successo casalingo al fianco di uno dei prospetti più candidi del movimento rossocrociato, Dominic Stricker, sulla terra d’altura di Gstaad.

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Dall’altra parte invece, un solido scambiatore dalla linea di fondo, molto completo in ambedue i fondamentali a rimbalzo, e che è stato capace nel febbraio 2022, quindi circa sette mesi fa, d’issarsi sino al best ranking di n. 75 del mondo; oltre che in grado di spingersi sino al 3°T dello US Open 2019. Per cui, un destrimano contro un mancino in un confronto tra coetanei, entrambi classe ’96, fra un attaccante ed un regolare giocatore di attesa: vi erano tutti gli ingredienti necessari per assistere ad un duello alquanto interessante. Va comunque sottolineato, che al di là dell’età anagrafica, i due protagonisti hanno un comun denominatore nel servizio, è vero che si è appena incensato quello di Marc ma anche quello di Kamil non scherza in quanto a precisione. Infatti, dentro un andamento dai diversi risvolti, il match è stato condizionato per la stragrande maggioranza da battute implacabili. La bellezza di 37 aces complessivamente scagliati, con anche una medesima trasformazione dei punti avviati con la prima di servizio attorno all’80%: i numeri di una contesa che ha visto i primi due set decidersi al tie-break.

Tuttavia le opportunità di break non sono state un totale miraggio come potrebbero lasciar intendere le statistiche di cui sopra: nel parziale inaugurale sono stati addirittura 14 i break point offerti da chi serviva, solo che di queste chance ne sono state sfruttate una ciascuno. Huesler ha breakkato nel primo game del match, potendo far pensare a tutt’altro tipo di scontro rispetto a quello che poi effettivamente si è sviluppato, prima di ricambiare il favore nel sesto gioco. Al jeu decisif, poi, lo strappo decisivo lo ha messo a segno il polacco sul 3-2 in suo favore, chiudendo qualche minuto dopo per 7 punti a 4. Diametralmente opposta la seconda frazione in termini di possibilità offerte alla risposta, con soltanto due palle per allungare – ancora una volta materializzatesi nel game d’apertura, questa volta con Majchrzak ad avere l’occasione di prendere la testa – non concretizzate. E continuando a seguire uno specchio al contrario, di quello che è stato il primo set, il nuovo tie-break viene deciso sul filo del rasoio: il n. 119 ATP vola sul 6-4, ma incredibilmente manca due match point consecutivi. Non vincerà più un punto nel resto del game decisivo il nativo di Piotrkòw Trybunalski, consegnandosi per 8 a 6.

Dopo quasi due ore di gioco, primo parziale durato 57 minuti e secondo poco meno di 49, il set finale va via in meno di mezz’ora: un autentico dominio di Marc-Andrea, che da quasi morto sportivamente parlando, risorge dalle proprie ceneri bazzicando sul povero frastornato, dai match ball sfumati, n. 2 di Polonia breakkando nel terzo e nel nono gioco – l’ultimo – e addirittura sfiorando un terzo break (quando invece ce ne erano stai altrettanti nell’intera durata dei primi due parziali) sul 3-3. 26 aces, il ricco bottino di Huesler che lancia in semifinale il nuovo capofila della Svizzera tennistica, qualche giorno dopo l’addio del suo Imperatore: segnando così l’inizio di una nuova era, attraverso un comportamento esattamente all’opposto dell’idolo di tutti. Non mancandoli, ma annullandoli due match point – si fa per scherzare -.

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