Wimbledon, Shapovalov non teme nessuno: "Quando scendi in campo sei sullo 0-0"

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Wimbledon, Shapovalov non teme nessuno: “Quando scendi in campo sei sullo 0-0”

Il canadese a viso aperto contro Djokovic: “Non penso all’esperienza che ci divide.” Sul gioco ringrazia la mamma: “Mi disse che da grande giocare d’attacco sarebbe stato un vantaggio per me”

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Denis Shapovalov - Wimbledon 2021 (via Twitter, @Wimbledon)

Il Canada non è riuscito a fare bottino pieno con i due tennisti impegnati nei quarti di finale di Wimbledon. Si è dovuto accontentare – si fa per dire – dell’eccezionale vittoria in cinque set di Denis Shapovalov su Karen Khachanov per 6-4 3-6 5-7 6-1 6-4. “Onestamente, ho avuto la sensazione che mi sia stato superiore per la maggior parte della partita. Ho avuto alcune occasioni, ma in quelle situazioni stava giocando davvero molto bene” ha ammesso in conferenza il mancino canadese.

“Un po’ tutto stava andando in suo favore. Nel quarto set ho cercato di farmi vedere un po’ e di giocare un po’ più aggressivo. Ho capito che era sceso un po’ fisicamente, si era un po’ stancato nel quarto set e io ho intensificato il ritmo di gioco. Mi sono sentito davvero bene nel quinto set e sono super, super felice di aver vinto. Ovviamente, quando hai molte occasioni e non capitalizzi, la partita può girare molto velocemente. Nel quinto set mi sono detto che dovevo giocare ogni singolo punto il più forte possibile e lottare per ogni scambio, non importa quale fosse il punteggio.”

Il suo prossimo avversario Djokovic aveva appena finito di incensare il suo servizio, e anche Shapovalov riconosce i grandi vantaggi tratti da questo colpo. “Dopo il quarto set mi sono detto che dovevo iniziare davvero bene l’ultimo set. Sapevo di dover servire alla grande. Penso che il quinto set sia quello in cui ho servito meglio, ad essere onesti, la mia percentuale di sicuro è aumentata. La velocità dei miei servizi era molto più alta. Penso che anche il mio gioco sia cresciuto. È qualcosa di cui sono molto orgoglioso”.

 

Sin da quando ha iniziato a frequentare il circuito maggiore, Shapovalov ha preso la nomea di tennista capace di piazzare la giocata, il grande colpo spettacolare che non ti aspetti, ma in certi casi tentare soluzioni troppo rischiose può non fruttare. E dunque, negli ultimi mesi, il n. 12 del mondo ha trovato il giusto compromesso quasi trattenendo la sua indole – tranne quando gli è tornata utile nel momento del bisogno. “È qualcosa su cui ci ho lavorato perché forse a volte sono un po’ troppo esuberante e non faccio ‘sudare’ i punti agli avversari. Sono stato un po’ più conservatore in questo torneo. Ma oggi non ha funzionato, ad essere onesti, contro Karen. Come ho detto, ho avuto delle possibilità. Ogni volta che lo facevo giocare, lui tirava fuori dei colpi potenti. Sapevo di dover essere aggressivo nel quarto e nel quinto set altrimenti avrebbe vinto la partita. E mi è venuto piuttosto naturale“.

Avere questa propensione alla rete e in generale al tennis aggressivo non può che essere un vantaggio su questa superficie, e questo vantaggio lui se lo porta dietro da molti anni. “Si tratta della mia personalità. Da junior non sono mai stato un giocatore che si sedeva ad aspettare gli errori dell’avversario. Ho sempre voluto essere io a dettare il gioco. Andavo sempre a rete a 10-12 anni. Mi giocavano un pallonetto e perdevo punti. Prima di tutto, mia madre mi ha sempre detto che quando sarei cresciuto questo sarebbe stato un vantaggio per me. ‘È qualcosa di tuo, devi tenerlo e mantenerlo per il futuro‘ Penso che sia stato di importanza capitale, perché mi sembra che molti giocatori da giovani smarriscano questo atteggiamento perché, anche se ce l’hanno, a quell’età hanno paura di ricevere un pallonetto o di perdere punti. Per me è stato fantastico che lei abbia avuta quella visione, decisivo per il mio gioco negli anni a venire“.

Il suo gioco tutt’altro che attendista, dunque, potrebbe essere una buona arma per mischiare le carte contro un Djokovic apparso decisamente a suo agio sui campi di Wimbledon, dove giocherà la sua decima semifinale. Sarà invece appena la prima per Shapovalov. “Non è qualcosa a cui sto pensando troppo. Quando entri in campo per la partita si comincia dallo 0-0. Questo è tutto. È una partita di tennis alla fine della fiera. L’esperienza, questo e quest’altro, alla fine si risolve tutto nel momento presente e in chi sta giocando meglio. Questo è tutto ciò su cui mi concentro. Parlerò col mio team sulla strategia e cose del genere, ma non mi metterò a pensare all’esperienza eccetera. La risolverà chi giocherà meglio venerdì; non c’è niente di garantito“. Atteggiamento tutt’altro che reverenziale verso il 19 volte campione Slam, ma del resto non sta a lui elogiarlo per meriti sportivi. Denis dovrà provare a batterlo.

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WTA Ostrava: Swiatek e Kvitova in semifinale

Le prime due teste di serie non hanno problemi contro Rybakina e Teichmann. Avanti anche Sakkari, Kontaveit elimina Bencic

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Nella città natale di Ivan Lendl, prosegue il bel WTA 500 partito con due top ten e cinque top venti. Cade la terza testa di serie, mentre le prime due e la quarta del seeding non deludono e raggiungono le semifinali, superando le avversarie in due set.

Partiamo dalla metà bassa del tabellone, dove un’ottima versione di Petra Kvitova si impone con un doppio 6-4 su Jil Teichmann,, n. 42 del ranking, anch’ella mancina e per nulla rassegnata al ruolo di spalla in un incontro ricco di colpi e scambi godibilissimi. Differente cilindrata tra le due e ci mette un po’ a carburare, Petra, che concede qualche errore di troppo e nel quarto gioco deve affidarsi alla prima di servizio per risalire da 15-40 e salvare due vantaggi esterni. Le due offrono un buono spettacolo per otto giochi, finché un dritto ceco in corsa che trova un angolo strettissimo dà il la all’accelerazione di Kvitova; anche Teichmann piazza un paio di bei dritti per tentare di contrastare l’improvviso innalzamento del livello, ma il colpo di Petra fa i buchi per terra lasciando la svizzera ad ammirare malvolentieri e il 6-4 è inevitabile. Ripartenza ancora complicata per la numero 10 del mondo e questa volta Jil entra nello scambio e strappa il servizio con un vincente in corsa. La 182 cm di Bilovec è però centrata in risposta, rintuzza immediatamente il tentativo di fuga e sorpassa con una rasoiata di rovescio a ribattere quella già eccellente di Teichmann. Non esce dal match, la talentuosa svizzera, ma non riesce a sfruttare due occasioni per rientrare a sua volta. Kvitova arriva allora a servire sul 5-4 dopo un’ora e mezza: esordisce con una deliziosa volée smorzata e prosegue piazzando altri due vincenti senza strafare; un doppio fallo indolore, poi la prima a chiudere. In semifinale sfida Anett Kontaveit protagonista di una grande vittoria in due set su Belinda Bencic, N. 3 del seeding. 6-4 6-3 il punteggio senza appello a favore della giocatrice estone

Nella parte alta del draw, la prima favorita e n. 6 del mondo Iga Swiatek si impone 7-6 6-2 su Elena Rybakina. Scambio di break nella prima parte della partita di apertura che si conclude al tie-break: Swiatek opera il sorpasso definitivo con due prime che non tornano indietro, poi Rybakina manda appena largo il lungolinea bimane dopo essersi aperta il campo nel lungo scambio ben condotto. Nel secondo set, Iga mette subito la testa avanti, grazie a qualche errore macroscopico dell’avversaria che consegna il turno di battuta con un doppio fallo, e chiude 6-2 dopo un’ora e quarantuno minuti. In semifinale troverà Maria Sakkari, vincitrice di Tereza Martincova. La n. 61 WTA ha dovuto inseguire dall’inizio del primo set, riuscendo ad agganciare l’avversaria in extremis al decimo game. La rincorsa viene pagata nel gioco successivo e la ventiseienne di Atene incamera il 7-5. Nessun problema per il successivo 6-3, ottenuto da Sakkari piazzando 22 vincenti contro gli 8 di Martincova.

 

Il tabellone di Ostrava

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L’evento di prevenzione Tennis and Friends sbarca a Torino, la città delle ATP Finals

Dopo essere stato agli Internazionali di Roma, Tennis&Friends diventa l’official charity delle ATP Finals

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Foto fornita gentilmente dall'ufficio stampa di Tennis and Friends
(credit to ufficio stampa di Tennis &Friends)

Prima volta a Torino per la official charity delle ATP Finals Tennis & Friends, che dopo il grande successo degli Internazionali d’Italia ha deciso di replicare l’evento dedicato alla prevenzione sanitaria anche nella città che ospiterà le prime ATP Finals italiane della storia del tennis.

La mission di Tennis & Friends è diffondere la cultura sanitaria, sensibilizzando i cittadini ai giusti comportamenti e ad uno stile di vita equilibrato. L’appuntamento per il pubblico è per sabato 25 e domenica 26 settembre, dalle ore 10:00 fino alle ore 18:00, nella prestigiosa cornice del “Circolo della Stampa Sporting”, in Corso Giovanni Agnelli 67/A, location che è stata teatro di storici incontri del tennis nazionale e internazionale.

Alle ore 11:00 del 25 settembre è previsto un incontro tra la stampa e le massime cariche istituzionali: politica, sanità, industria e noti personaggi della cultura e dello spettacolo. Tra i tanti, saranno presenti il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, la Sindaca di Torino Chiara Appendino, il Presidente della FIT Angelo Binaghi e il Presidente del Comitato d’Onore delle Nitto ATP Finals di Torino, Gianni Ocleppo. L’evento ha il patrocinio del Comune di Torino, della Regione Piemonte e della ASL città di Torino; sono state allestite 42 aree all’interno del Circolo della Stampa Sporting dedicate alla prevenzione, 25 delle quali suddivise in altrettante branche specialistiche nelle quali verranno effettuati screening e check-up gratuiti, con il patrocinio delle più grandi eccellenze mediche del territorio piemontese.

 

Il percorso di prevenzione comprende:

  • un’area Ginecologica e Senologica dedicata alla salute della donna
  • un’area dedicata alla salute del bambino che comprende: Pediatria, Psicologia Pediatrica, Otorinolaringoiatria pediatrica, Audiometria pediatrica, Riabilitazione e Rieducazione funzionale pediatrica
  • un’area dedicata alle Malattie dell’apparato digerente, Malattie metaboliche, Pneumologia, Otorinolaringoiatria, Endocrinologia, Nutrizione clinica, Cardiologia, Dermatologia, Fisioterapia
  • un’area dedicata alle Vaccinazioni Covid-19 e alle Malattie Respiratorie Post Covid-19

L’ingresso per gli eventi di questo weekend, in cui sarà disponibile anche il simulatore di volo delle Forze Armate, sarà libero fino ad esaurimento posti. Per iscriversi preventivamente all’evento, per il quale è necessario possedere il green pass, basta andare sulla pagina dell’evento, cliccare su questo link e compilare il form. L’utente iscritto riceverà poi una e-mail da presentare all’ingresso. Per chi non dovesse essere in possesso di Green Pass, il Circolo della Stampa Sporting sarà a disposizione per effettuare i test rapidi all’ingresso.

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Jeremy Chardy ha detto che non giocherà più nel 2021 a causa di una reazione avversa al vaccino

Il tennista francese non specifica quale reazione lo abbia colpito, ma in un’intervista ha spiegato di essersi pentito di aver fatto il vaccino e di non essere più in grado di allenarsi

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Pessimo momento dal punto di vista fisico per Jeremy Chardy. Il tennista francese ha dichiarato oggi in un’intervista all’AFP che potrebbe non giocare per tutto il resto del 2022 a causa di una reazione avversa al vaccino contro il COVID-19. Chardy si era sottoposto alla vaccinazione tra i Giochi Olimpici di Tokyo e lo US Open, periodo in cui ha iniziato ad avere problemi. “Da quando ho fatto il vaccino ho un problema, mi sento in difficoltà fisica. Quindi non posso allenarmi, non posso giocare”.

Il 34enne ha spiegato come all’inizio non avesse chiara la provenienza dei sintomi. “Ora sono andato da due medici, ho fatto degli esami, quindi so quello che ho e la cosa più importante è prendermi cura di me stesso”. Nell’intervista, però, Chardy non specifica di cosa si tratti e occorre ricordare che le reazioni avverse al vaccino si sono manifestate in una quota estremamente minoritaria degli oltre due miliardi e mezzo di abitanti del pianeta che hanno completato il ciclo vaccinale.

“Preferisco anche prendermi più tempo per curarmi ed essere sicuro che in futuro non avrò problemi, piuttosto che cercare di tornare in campo il più rapidamente possibile e avere ancora più problemi di salute” ha spiegato Jeremy. “Nella mia testa è difficile perché non so quanto durerà. Per il momento la mia stagione è ferma e non so quando riprenderò“.

 

Il tennista francese non nasconde la sua frustrazione per la situazione e si chiede quanto gli sia convenuto vaccinarsi; resta difficile valutare le sue dichiarazioni in assenza di maggiori dettagli sulla sua situazione clinica. “È frustrante perché ho iniziato l’anno molto bene, stavo giocando davvero bene (Chardy è numero 73 del mondo, ndr). E poi sono andato ai Giochi, dove mi sentivo anche molto bene. E ora la mia stagione è ferma e non so quando riprenderò. È frustrante, soprattutto perché non mi restano dieci anni per giocare […] Improvvisamente, ora mi pento di aver fatto il vaccino, ma non potevo saperlo”.

Questa pausa, a prescindere dalla causa che l’ha generata, rischia di mettere in discussione il prosieguo della carriera di Chardy, che ora sente il ritiro ancora più vicino a causa di questo problema. “Ho 35 anni a febbraio, quindi in questo momento potrei essere un po’ negativo, ma è la prima volta che penso che la prossima stagione potrebbe essere la mia ultima. Ci penso… È difficile perché mi stavo divertendo e volevo giocare più a lungo“. Chiusura con un pensiero sulla vaccinazione, che sembra avergli dato effetti molto più pesanti della media, anche per gli specialisti che Chardy stesso ha consultato. “Il problema è che non abbiamo il senno di poi sul vaccino (sic). Ci sono persone che hanno avuto cose simili, ma le durate sono state davvero diverse“.

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