Olimpiadi Tokyo 2020: Carreno Busta di bronzo, Djokovic di "legno"

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Olimpiadi Tokyo 2020: Carreno Busta di bronzo, Djokovic di “legno”

Pablo Carreno Busta vince in tre set la finale per il terzo posto e tiene il n. 1 Novak Djokovic giù dal podio in singolo e nel misto, dove dà forfait prima della finale per il bronzo

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Pablo Carreno Busta - Olimpiadi Tokyo 2020 (via Twitter, @atptour)

[6] P. Carreno Busta b. [1] N. Djokovic 6-4 6-7(6) 6-3

Nel tennis, come nella vita, le cose cambiano molto rapidamente. Quarantott’ore fa sarebbe stato impensabile azzardare un nome altro che quello di Novak Djokovic per la medaglia d’oro nel singolare maschile: ora sappiamo che Djokovic se ne andrà da Tokyo senza alcuna medaglia in singolare, e non la conquisterà nemmeno in doppio misto dato che dopo le 2 ore e 47 minuti di partita giocata contro Pablo Carreno Busta ha preferito non scendere in campo (citando un infortunio alla spalla sinistra) con Nina Stojanovic per affrontare Ashleigh Barty e John Peers ed ha quindi concesso loro la medaglia di bronzo.

Completando un torneo davvero esemplare, iniziato bene e continuato meglio, Carreno Busta ha portato a casa la medaglia di bronzo con una vittoria splendida contro il n. 1 del mondo, che sicuramente non ha giocato al 100% delle sue capacità, ma che è stato messo in grande difficoltà dal ritmo dello spagnolo e dalle sue accelerazioni di diritto che spesso l’hanno lasciato fermo.

 

Decisivo per Djokovic lo 0 su 6 nella conversione delle palle break, avute anche in momenti decisivi della partita, come il 4-5 nel primo set oppure nel primo game del set decisivo, ma sulle quali non ha potuto o non gli è stato permesso di esprimersi al meglio.

LA PARTITA

Non dev’essere stata una notte facile quella trascorsa da Djokovic dopo la sconfitta nelle semifinali olimpiche: l’enorme delusione, il rivivere dettaglio per dettaglio tutto quello che è andato storto e che non si può più cambiare, ma soprattutto la consapevolezza che bisognava buttarsi tutto alle spalle rapidamente per giocarsi al meglio le chance di bronzo dopo poche ore. Un bronzo oltretutto da giocarsi contro un avversario che non poteva non richiamare qualche brutto ricordo: Carreno Busta era infatti l’avversario di quell’ottavo di finale dello US Open 2020 nel quale Djokovic fu squalificato per aver colpito con una pallina una giudice dl linea, in uno Slam che lo vedeva nettamente nel ruolo di favorito.

L’inizio del match è stato piuttosto difficile per in n. 1 del mondo, che dopo appena tre games ha iniziato a parlare con il suo angolo, ad allargare le braccia e scuotere la testa avviandosi al cambio di campo. La sensazione è che fosse un Djokovic con una marcia in meno rispetto a quello apparentemente inarrestabile ammirato nei turni preliminari: il suo palleggio era meno incisivo, i suoi colpi meno aggressivi e quando Carreno Busta riusciva a prendere la linea di fondo lui andava sempre in affanno in difesa.

L’inizio tuttavia era sembrato favorevole al serbo, che aveva concesso solamente due “quindici” nei suoi due primi turni di battuta ma aveva già avuto tre palle break nei games di servizio di Carreno Busta. Ma subito dopo ricomparivano le incertezze della semifinale: un turno di servizio di peste, perso a zero e concluso da un tentativo di “gancio” tirato quasi sui piedi. Impeccabile Carreno Busta, che non si è fatto minimamente distrarre dal nervosismo del suo avversario ed ha continuato imperterrito con il suo gioco ordinato da fondocampo, anche quando non ha mancato due set-point sul 5-3 e soprattutto quando ha rintuzzato con il servizio il tentativo di ritorno di Djokovic che si era arrampicato a due chance per il 5-5.

Finito il primo parziale in 49 minuti, si è iniziato a giocare durante la transizione dalla luce all’ombra nell’Ariake Coliseum, una transizione resa molto fastidiosa dalla presenza del tetto che per una mezz’ora buona ha tenuto nelle tenebre un giocatore e al sole quell’altro, in un “revival” del Mutua Madrid Open. Nonostante la situazione tutt’altro che ideale, nessuno dei due giocatori ha concesso palle break in tutto il parziale fino all’approdo al tie-break, giocatosi completamente nell’ombra. Dall’1-0 Carreno si è passati al 4-1 Djokovic e poi 4-4. Il primo ad arrivare al set point, che in quel caso era un “Bronze Medal Point” come suggeriva la grafica olimpica, era Carreno Busta, che però se lo vedeva annullare da un’ottima prima di Nole. Sul 7-6 per Djokovic è stato lo spagnolo a tentennare: il suo diritto incrociato in corridoio portava la finale per il bronzo al terzo set.

La giornata più calda ma meno umida rispetto alle precedenti (circa 32 gradi ma poco più del 50% di umidità relativa, contro a quasi l’80% di alcune giornate del torneo) non ha consentito ai due giocatori di potersi prendere 10 minuti di pausa, ma in ogni modo entrambi hanno chiesto di poter uscire dal campo per cambiarsi d’abito. Al rientro la ripartenza dava a Carreno Busta il vantaggio iniziale: annullava una delicata palla break in apertura (la sesta del match) facendo perdere la testa a Djokovic che, immemore di quello che era successo lo scorso settembre a New York, ha lanciato la racchetta sugli spalti vuoti, riuscendo a schivarsi persino l’ammonizione, che invece è arrivata due game più tardi quando la racchetta è stata frantumata sul paletto in occasione dello 0-3.

Lo spagnolo non ha dato segno di nervosismo fino all’ultimo game, proseguendo i suoi schemi per aprirsi le accelerazioni lungolinea ed i suoi servizi esterni da destra, su cui Djokovic ha fatto una fatica incredibile a rispondere. Al servizio sul 5-3, Carreno Busta si è visto annullare quattro match point da altrettanti colpi vincenti da parte di Djokovic, che da cavallo di razza ha continuato a combattere fino alla fine. Il sesto match point è stato quello buono: al diritto di Djokovic finito in rete lo spagnolo è crollato a terra singhiozzando, sdraiandosi proprio dove sono disegnati i cinque cerchi, quasi incredulo della sua impresa.

“LEGNO” AMARO

La Spagna dunque conquista una medaglia anche in questa Olimpiade, dopo l’oro in doppio vinto da Nadal e Lopez a Rio 2016. Carreno Busta succede a Kei Nishikori, che si era aggiudicato il bronzo a Rio battendo proprio Rafael Nadal in semifinale, e infligge a Djokovic indubbiamente la più grossa delusione della stagione. Questa medaglia “di legno” è la seconda che il n.1 del mondo ottiene nella sua carriera, dopo quella di Londra 2012 dove, sui campi in erba dell’All England Club, era stato battuto da Juan Martin del Potro.

Djokovic e Carreno Busta – Olimpiadi Tokyo 2020 (via Twitter, @atptour)

Il tabellone maschile delle Olimpiadi con i risultati aggiornati

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WTA Lussemburgo: Samsonova travolge Bencic, sfiderà Ostapenko in semifinale

La tennista lettone continua nella difesa del titolo superando Cornet, ma troverà sulla sua strada una lanciatissima Ljudmila Samsonova

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Poche sorprese nelle prime due partite di oggi al torneo WTA 250 di Lussemburgo. Il match di più alto profilo della prima parte della giornata è stato sicuramente quello tra la campionessa in carica Jelena Ostapenko (che ha vinto l’edizione 2019, mentre nel 2020 non si è giocato) e la francese Alize Cornet, rispettivamente numero 3 e numero 8 del tabellone. Ad avere la meglio è stata Ostapenko, che ha superato Cornet in due set. Estremamente equilibrato il primo parziale, in cui Ostapenko si è trovata due volte sotto di un break. Cornet ha avuto anche la possibilità di servire per il set sul 5-4, ma la tennista lettone è stata brava a non concedere alla francese neanche un set point.

Un mini-break a testa anche nel gioco decisivo, con Cornet che questa volta ha potuto giocarsi il primo set point della partita. Resterà l’unico: Ostapenko salva e trova il break decisivo che fissa il punteggio del tie-break sull’8-6 in suo favore Più facile il secondo set, la tennista francese perde il servizio già nel terzo game e lascia scorrere via la partita. Per Ostapenko in semifinale ci sarà la (relativamente) sorprendente Ljudmila Samsonova, che non ha mai perso il servizio (due palle break salvate su due) contro una delle giocatrici più in forma del momento, l’oro olimpico Belinda Bencic. Capace di vincere un titolo quest’anno, sull’erba di Berlino, la giocatrice russa ha dato la sensazione di aver ritrovato quello stato di forma in corrispondenza del quale tutto le riesce semplice ed è in grado di travolgere le avversarie, sebbene al turno precedente avesse faticato molto di più contro, Oceane Dodin, decisamente più abbordabile.

Si è rivelata invece più semplice del previsto la pratica per la 18enne Clara Tauson, che aggiunge un altro tassello importante a una stagione già ottima lasciando solo cinque game alla molto più esperta Bouzkova. In semifinale troverà la vincente di un altro big match di giornata, quello tra Elise Mertens e Marketa Vondrousova che chiuderà il programma.

 

[3] J. Ostapenko b. [8] A. Cornet 7-6(8) 6-2
C. Tauson b. M. Bouzkova 6-3 6-2
[7] L. Samsonova b. [1] B. Bencic 6-1 6-4
[5] M. Vondrousova vs [2] E. Mertens 7-5 6-2

Il tabellone completo di Lussemburgo

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WTA Portorose: Bronzetti si arrende a Putintseva, Paolini giocherà la sua prima semifinale

Jasmine Paolini supera Cirstea e si prende un posto in semifinale per la prima volta in un torneo del circuito maggiore. Bronzetti si ferma al cospetto di Putintseva: niente derby azzurro

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Ancora una giornata di buone notizie per i colori italiani al WTA 250 di Portorose. Sul cemento sloveno continua la marcia di Jasmine Paolini, che dopo la buona prestazione allo US Open contro Azarenka sembra aver trovato un po’ di continuità. La tennista italiana ha avuto la meglio della rumena Sorana Cirstea in tre set molto equilibrati e ricchi di break; proprio in apertura Paolini salva due palle break, per poi essere la prima a strappare il servizio all’avversaria già nel secondo game. Cirstea però non molla e in un lunghissimi quinto game si riprende il break di svantaggio. A quel punto le prestazioni al servizio di entrambe migliorano nettamente e si arriva addirittura a tre game consecutivi senza punti vinti dalla giocatrice in risposta.

A spezzare nuovamente l’equilibrio è Paolini, che con Cirstea spalle al muro – stava servendo per restare nel set – approfitta delle incertezze della tennista rumena e si prende il primo set. La partita sembra mettersi bene anche nel secondo. Cirstea cede il servizio come successo nel primo set, al secondo game, ma anche qui è brava a rimettersi in carreggiata nel quinto game, curiosamente lo stesso del primo set. Lo schema scopiazzato dal prima parziale prende però una piega differente, perché Paolini è molto meno fredda e il set finisce nelle mani di Cirstea.

Nel terzo set la tennista italiana è ancora una volta la prima a breakkare e di nuovo strappa il servizio a Cirstea nel secondo game, ma questa volta la tennista rumena non oppone più resistenza e Paolini veleggia verso un posto in semifinale – la prima in carriera un torneo WTA e la terza complessiva di questa stagione, in cui due volte si è spinta in finale in tornei di categoria 125K (Saint-Melo e Bol, perdendo la prima e vincendo la seconda). Sfiderà per un posto in finale Yulia Putintseva, che rovina il sogno di un derby in semifinale lasciando soli cinque game a Lucia Bronzetti, autrice comunque di un ottimo torneo; è la seconda volta che raggiunge i quarti quest’anno, dopo il torneo di Palermo.

 

Qualche rimpianto per la tennista italiana, che si era trovata avanti 3-0 e con doppio break nel primo set. Passa senza giocare la testa di serie numero 5 Tamara Zidansek, che beneficia del ritiro di Kalinina in uno degli ottavi di finale rimasti da giocare ed evita così il doppio turno a cui invece si è vista costretta la sua avversaria, Kaja Juvan, che ha dovuto battere in due set Krunic. In semifinale alla fine ci va Juvan, che nonostante il doppio turno trova le forze necessarie per battere la semifinalista del Roland Garros.

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Challenger

Challenger: Sandgren imita Djokovic, Murray perde presto, gli italiani steccano

Nessun azzurro supera il secondo turno nella settimana Challenger, Tennys Sandgren nemmeno il primo, perché colpisce un giudice di linea e viene squalificato

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Tennys Sandgren - Wimbledon 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Al Challenger di 80 di Cary (North Carolina, cemento) Salvatore Caruso (testa di serie n.3) viene eliminato 6-2 6-4 al secondo turno dal 25enne australiano di origine serba Aleksandar Vukic (n.233 ATP). Il palmares molto modesto di Vukic (un solo Future in bacheca) autorizzava a pensare che l’azzurro non dovesse avere troppi problemi a proseguire nel suo cammino. Non avevamo però fatto i conti con l’annata storta di Caruso che purtroppo vede allontanarsi sempre più la top 100. Adesso è n.125 e ai prossimi AO, salvo miracoli, dovrà passare dalle forche caudine delle qualificazioni.

Ancora più in fretta se l’è sbrigata quella testa matta di Tennys Sandgren (n.103 ATP e prima testa di serie) che a Cary, invece di farsi notare per le sue dichiarazioni che lo allineano al pensiero del ‘suprematismo bianco’, ha pensato bene di colpire un giudice di linea. Dinamica rocambolesca: nel secondo game dell’incontro di primo turno contro Chris Eubanks, un raccattapalle lo colpisce per sbaglio con la pallina al bassoventre e Sandgren, accecato dalla rabbia, scaglia la pallina stessa lontana, neanche tanto lontana in realtà, giusto quel che basta per colpire il giudice. Ovviamente squalifica immediata e adesso il ragazzo del Tennessee può finalmente dire di condividere qualcosa con Djokovic.

Al Challenger 80 di Istanbul (cemento) i quattro italiani fanno davvero pochissima strada, a partire da Lorenzo Giustino che cede subito (7-5 6-1) alla testa di serie n.1 l’australiano James Duckworth (n.80 ATP); Andrea Arnaboldi continua la sua stagione di up and down e perde dal qualificato belga Christopher Heyman (n.400 ATP) che vince in rimonta 3-6 6-2 6-4. Anche Thomas Fabbiano, che sta vivendo una stagione decisamente negativa, è stato sconfitto subito. A punirlo questa volta è stato il veterano ucraino Illya Marchenko (n.155 ATP) che vince 7-5 6-2. Evidentemente il nuovo allenatore, l’australiano Jack Reader, non ha ancora portato grandi giovamenti, anche se siamo consapevoli che probabilmente serve più tempo. Eliminato anche Roberto Marcora, che cede in tre set (6-1 2-6 6-4) al 20enne cinese di Taipei Chun-Hsin Tseng (n.253 ATP).

Più o meno stessa musica al Challenger 125 di Stettino (Polonia, terra battuta) dove la pattuglia azzurra sembrava davvero competitiva, una previsione che purtroppo non ha retto alla prova dei fatti. Marco Cecchinato (testa di serie n.4) supera un turno per poi cedere in tre set al tedesco Yannick Hanfmann che prevale col punteggio di 6-3 4-6 7-6(2). Per carità il tedesco è un ottimo giocatore (n.132 ATP e sei Challenger in bacheca) ma se Ceck non vince queste partite sarà molto difficile per lui risalire in classifica. Nonostante qualche timido segnale di rinascita (si veda la finale raggiunta quest’anno a Parma), complessivamente da quando si è separato da coach Simone Vagnozzi (giugno 2019), ha avuto più problemi che gioie.

Stefano Travaglia perde inaspettatamente 7-6(3) 3-6 6-2 contro la wild card locale, il 27enne Pawel Cias (n.640 ATP e giocatore così anonimo da non essersi nemmeno guadagnato una foto sul sito ufficiale ATP). Per l’ascolano (anche lui orfano di coach Vagnozzi) l’unico ricordo positivo di questo 2021 rischia di rimanere l’ATP 250 giocato a febbraio in Australia, torneo in cui è stato sconfitto in finale da Sinner. Un po’ poco per i propositi con i quali aveva affrontato una stagione che ora rischia di vederlo uscire dalla top 100.

Fuori subito anche Andrea Pellegrino che si difende con coraggio contro il forte polacco Kamil Majchrzak (n.139 ATP) ma deve alla fine cedere 6-3 7-6(7). Da notare che nel tie-break decisivo il pugliese è riuscito a risalire da 1-5 fino a procurarsi due set point, che però il padrone di casa è stato bravo ad annullare.

Al Challenger 90 di Rennes (cemento indoor) l’unico italiano in gara Alessandro Bega riesce a superare le qualificazioni per poi perdere contro l’inglese Liam Broady 6-2 6-1. Si ferma al secondo turno anche la corsa di Andy Murray, che era entrato in tabellone con una wild card. Il russo Roman Safiullin (n.158 ATP) non ha usato riguardi verso il malandato ex numero 1 del mondo e lo battuto 6-2 4-6 6-1.

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