US Open: Tsitsipas vince un match strepitoso contro Murray

Flash

US Open: Tsitsipas vince un match strepitoso contro Murray

Andy Murray torna su vette che parevano perdute. Stefanos Tsitspas lo rimonta e lo supera in cinque set da applausi

Pubblicato

il

Stefanos Tsitsipas - US Open 2021 (foto Twitter @USOpen)
 

[3] S. Tsitsipas b. A. Murray 2-6 7-6(7) 3-6 6-3 6-4

Bella sulla carta, ma sul campo non una gran lotta: questo prometteva la sfida tra un Andy Murray in disarmo e uno Stefanos Tsitsipas secondo favorito della parte bassa del tabellone. E invece la battaglia c’è stata e pure ricca di spunti tecnici e tattici, di scambi tiratissimi e finalizzazioni da spellarsi le mani, roba da far quasi dimenticare la parte importante: ha vinto Tsitsipas dopo oltre quattro ore e tre quarti, rimontando due volte una partita di svantaggio, annullando due set point nella seconda e, alla fine, meritando il successo. Dal canto suo, per lunghi tratti, Murray ha davvero ricordato i tempi da fab four, con il rovescio filante che se lo vuole mettere su quella piastrella lì lo mette, i recuperi, i lob, oltre a variazioni sia per accorciare gli scambi e tirare il fiato, sia per non dare troppi riferimenti al contendente.

Diversamente da quanto successo nella finale del Roland Garros, però, al quinto Stefanos ne aveva di più del classe 1987 dall’altra parte della rete, ma sostenuto dal servizio e dal pubblico Sir Andy non mai smesso di far sentire il proprio fiato sul collo dell’avversario. Una palla break per parte nel parziale decisivo, una sola sfruttata che ha decretato la prima sconfitta di Murray al primo turno su quattordici partecipazioni allo US Open. Un risultato sicuramente amaro per quanto vicino è andato all’impresa e per qualche polemica per le due lunghe uscite dal campo dell’altro, ma che a freddo non potrà non dargli anche la soddisfazione per un tennis a livelli che non si erano più visti dall’operazione all’anca.

 

IL MATCH – Andy fa subito vedere all’avversario che dovrà sudarsi tutti i punti con recuperi dei tempi migliori. Il dritto greco è parecchio impreciso nel terzo gioco e Murray va a rete a prendersi il break. Al servizio pare intoccabile, mentre Stef è di nuovo in difficoltà al turno successivo, tra un passantone e un bel riflesso a rete scozzesi; il numero 3 del mondo affossa lo smash e il 4-1 pesante è servito. Il rovescio di Andy fila veloce, il nextgen è in sofferenza su quella diagonale e non ha il tempo per girarsi sul dritto. Murray chiude 6-2 concedendo finalmente all’altro di arrivare a giocarsi un paio di duece ma nulla più.

Andy Murray – US Open 2021 (foto Twitter @USOpen)

Tsitsipas sale nettamente di livello in battuta, mentre l’uomo di Dunblane concede le prime palle break (due consecutive), propiziate da un bel rovescio lungolinea e un nastro parecchio fortunato, ma ne esce con autorità. Allo stesso modo Stefanos esce da un pericolosissimo 15-40 al nono gioco, dopo quattro turni di battuta immacolati. Il livello è parecchio alto, gli scambi si fanno guardare più che volentieri, entrambi fanno vedere ottime cose in manovra, in spinta e nei tocchi dalle parti della rete. Giusto allora il finale in volata, con Murray che si prende il vantaggio con un lob dei suoi dopo che una ribattuta di dritto colpita male aveva costretto a rete il ventitreenne di Atene. Arrivano due set point consecutivi, ma Tsitsipas fa vedere che vale il podio del ranking annullandone uno sulla diagonale di rovescio e un altro costretto a un secondo, difficile smash dalla corsa disperata di Murray. Tocca a lui ora cancellare un set point, ma concede quello decisivo con un doppio fallo: Stef mette la prima ed è un set pari.

Quello più giovane rientra dopo quasi nove minuti per l’ormai abituale cambio di indumenti, ma è solo un’illusione perché, inaspettatamente, per i primi tre giochi in campo c’è solo Andy. Ci mette un attimo a riprendersi di fronte a un avversario che ha perso un po’ di brillantezza, ma nel quinto gioco che si allunga non gli bastano quattro palle per rimettersi in corsa. Rimarranno le sue uniche chance del parziale anche perché, su un interessante 15-30 quando serve sul 5-3, Murray sfodera tre punti da fenomeno qual era (era?), compreso un serve&volley sopraffino e torna avanti di un set.

MTO per trattamento al piede sinistro di Stef che tiene la battuta e, zoppicando qua e là, strappa il servizio con cinque punti consecutivi e la complicità scozzese di Andy, le cui gambe cominciano ad apparire pesanti come l’aria (l’umidità si avvicina all’80%). Tsitsipas dilaga a braccio sciolto, Andy sembra accontentarsi di mettere a referto il sesto gioco; riesce invece a recuperare un break e annulla un set point arrivato dal sesto rovescio greco vincente del parziale, ma deve arrendersi in risposta, non prima di aver contribuito a un paio di scambi da urlo condotti prepotentemente da Tsitsipas. Altra pausa per cambiarsi, warning per violazione di tempo perché si è attardato in panchina e si parte con il…

QUINTO SET – Si entra nella quinta ora di gioco e, oltre che a pallate, i due si prendono a let’s go in faccia. Intanto è subito break per Stefanos che consolida, il campione del 2012 si lamenta della lunga pausa precedente e costringe l’altro a una gran giocata per evitare il 2 pari. La percentuale di prime in campo del classe 1998 si è alzata decisamente rispetto ai set precedenti, la seconda porta tanti punti anche perché la risposta di Andy ha perso incisività e Tsitsipas può andare a prendersi il 6-4 senza dare alcun cenno timore o tremore. Prossimo turno con Adrian Mannarino (1-1 i precedenti), al rientro dopo l’infortunio a Wimbledon, capace di rimontare due set a Herbert.

Continua a leggere
Commenti

Flash

Numeri: i 60 record che fanno grande Federer

La grandezza di Roger oscilla tra numeri ed emozioni: vediamo le statistiche impressionanti che non dicono tutto… ma tanto

Pubblicato

il

Roger Federer - Wimbledon 2021 (dai suoi profili social)

0 – Le statistiche capaci di rendere giustizia alla carriera di Roger Federer. Del resto di fronte a uno dei più grandi sportivi di sempre -utilizzando la descrizione usata per lui da Novak Djokovic durante la Laver Cup- persino le migliore penne del giornalismo (e non solo) nel momento dell’effettiva conclusione dell’attività del campione svizzero hanno trovato difficoltà. Risulta troppo arduo restituire la gratitudine mischiata a tristezza vissute in questi giorni da milioni di fan nel mondo. Soprattutto lo è farla provare a chi non ha potuto osservare per sufficiente tempo la grandezza assoluta dell’atleta, l’ipnotica eleganza coniugata alla grande efficacia dei gesti tecnici e le emozioni che è stato in grado di regalare nel corso dei suoi match. Il commovente addio al tennis professionistico di Federer consumatosi durante la Laver Cup ha anche avuto la meritata fortuna di essere sublimato dalla fotografia scattata negli attimi del commiato dello svizzero al suo adorante pubblico.

La mano di Roger tenuta stretta in quella del rivale di sempre Rafa Nadal, anch’egli molto commosso, è destinata a diventare un’immagine eterna nel racconto sportivo, essendo un’icona meravigliosa di cosa possa comunque essere lo sport professionistico: non solo spettacolare intrattenimento per le grandi masse, ma anche veicolo educativo per le nuove generazioni. Quelle lacrime e quei gesti condivisi tra due rivali acerrimi ma rispettosi della grandezza umana e professionale altrui hanno così colpito l’immaginario collettivo da evocare in qualche modo un’altra immagine già entrata nella leggenda sportiva. Parliamo di quella con protagonisti due grandissimi campioni che nel Dopoguerra dividevano gli appassionati, due sportivi così diversi tra loro per carattere e peculiarità tecniche ma entrambi rispettosi delle leggi del fair play: la mitica fotografia che ritrae Bartali e Coppi nell’attimo del passaggio della borraccia durante l’ascesa al Col du Galibier al Tour de France del 1952

Venendo alla approfondita celebrazione statistica che vogliamo provare a fornire della straordinaria carriera del campione svizzero, se è difficile con le parole scrivere con compiutezza di Federer, gli straordinari numeri da lui raccolti non possono come detto fare di meglio. I record di Roger sono in ogni caso un utile corollario e una incontestabile testimonianza di quanto abbia fatto straordinariamente bene nel circuito ATP. Questa rubrica che dal gennaio 2018 con cadenza quasi settimanale prova con l’ausilio dei numeri ad approfondire e commentare cosa avviene nel circuito professionistico ha così vagliato con attenzione l’ampia centinaia di record statistici detenuti dallo svizzero. Per una questione di spazi e per consentire di dare degna attenzione a quelli più significativi ne sono stati selezionati i sessanta ritenuti più importanti, dividendoli poi per tipologia, in modo da facilitare ai lettori la consultazione.

 

Di ciascun primato- tutti relativi all’Era Open- sono stati anche indicati il secondo e il terzo tennista ad aver fatto meglio nella determinata sezione, mostrando anche i relativi punteggi ottenuti: un modo per celebrare -oltre a Federer- anche tanti altri campioni che hanno scritto la storia del tennis. A questi sessanta record, molti dei quali impressionanti, per completare di senso questa commemorazione statistica abbiamo aggiunto undici importanti primati del tennis in cui anche il piazzamento nel podio di Roger aiuta dal punto di vista numerico ad aggiungere tasselli alla celebrazione della sua incredibile carriera. Sarebbe impossibile in un solo articolo commentarli e approfondirli tutti e preferiamo lasciare spazio alle osservazioni dei lettori, sperando non ci si divida anche in questo caso per fazioni e non si finisca per indugiare sull’inutile diatriba sull’identità del Goat, il tennista più forte di sempre.

La priorità deve essere celebrare Roger, i cui numeri restituiscono in tanti aspetti anche molto diversi tra loro la sua grandezza. Leggendoli facilmente emerge un minimo comune denominatore: l’incredibile capacità del campione svizzero di mantenersi competitivo ai massimi livelli durante tutta la sua presenza nel circuito ATP. Nel corso della sua lunghissima carriera, grazie a uno smisurato talento tennistico, alla voglia di non smettere di migliorarsi e a un’attenta preparazione atletica, contro qualsiasi avversario non è quasi mai partito sfavorito. Una circostanza vera su qualsiasi superficie (a tal proposito sull’erba le statistiche sembrano indicare come oggettivamente al momento nessuno abbia mai giocato meglio di lui sui prati) e sia in condizioni outdoor che indoor. E anche in quei rari casi in cui Roger non aveva dalla sua i favori del pronostico (basti pensare a quando affrontava Nadal sulla terra rossa) il suo avversario entrava in campo conscio che per uscire vincitore avrebbe dovuto giocare al meglio delle proprie possibilità.

In ogni caso qualsiasi tipo di record è fatto per essere battuto, anche quelli di Federer, ma proprio uno sembra molto difficile venga superato, quantomeno a breve: la quantità dell’affetto e dell’ammirazione degli appassionati nei suoi confronti.

Nb: tutti i record sono relativi all’Era Open e quando ci si riferisce al cemento sono raggruppate le statistiche relative ai match giocati su tale superficie in condizioni outdoor e indoor

* Record detenuto in coabitazione

Continua a leggere

Flash

Challenger Lisbona: Cecchinato ritrova la finale

Al Challenger di Lisbona Cecchinato festeggia il suo 30esimo compleanno conquistando la finale che lo vedrà opposto al teenager Luca Van Assche

Pubblicato

il

Marco Cecchinato - Verona 2022 (Foto Ufficio Stampa Challenger Verona)

Venerdì il “Ceck” ha compiuto 30 anni e ha pensato bene di festeggiare, oltre che con la canonica torta, con un bel risultato che finalmente spazzasse via tutte le incertezze di questa sua strana stagione.

Lo avevamo lasciato nei quarti di finale alle prese con un cliente molto ostico come Carlos Taberner (n.129 ATP) e il 7-6(2) 6-4 con cui ha superato l’ostacolo è stato tutta benzina per una semifinale che si prospettava complicata contro il kazako Timofej Skatov (n.233 ATP), annunciato in ottima forma dopo le vittorie su Francesco Passaro e Benoit Paire. L’azzurro non solo ha giocato bene, e di questo non ci si stupisce, ma soprattutto ha gestito con tranquillità gli inevitabili momenti di tensione che accompagnano un match che termina 7-5 7-6(2).

Spesso infatti quest’anno gli era capitato di partire bene e poi di afflosciarsi, sprecando vantaggi anche importanti. Così non è stato contro il kazako cui nel primo set non ha concesso nemmeno una palla break, mentre lui alla seconda occasione strappava il servizio e portava a casa il parziale. Chi si aspettava nel secondo set un calo di tensione da parte del tennista siciliano è rimasto deluso. Oggi Marco non era in vena di regali che non fossero quelli per omaggiarlo nella ricorrenza. Così nel settimo gioco annullava tre palle break consecutive, per poi strappare il servizio all’avversario nel game successivo. Skatov con un guizzo d’orgoglio riusciva a restituire il favore e ad issarsi a un tie-break , dove purtroppo per lui, il Ceck avrebbe dominato.

 

In finale Marco cercherà di mettere la ciliegina sulla torta e troverà ad aspettarlo il 18enne francese Luca Van Assche (n.289 ATP), figlio di padre belga e madre italiana. Il ragazzo in semifinale ha approfittato del ritiro di Filip Misolic quando comunque aveva portato a casa il primo set per 6-1.

Continua a leggere

Flash

ATP Tel Aviv: Djokovic in finale, si giocherà il titolo con Cilic

Due vittorie in due set per le prime teste di serie al Tel Aviv Watergen Open. Djokovic conduce 18-2 nei precedenti

Pubblicato

il

Novak Djokovic - Tel Aviv 2022 (foto Twitter @DjokerNole)

Al Tel Aviv Watergen Open la finale sarà quella attesa tra le prime due teste di serie del tabellone, ovvero Novak Djokovic (n. 1) e Marin Cilic (n. 2). Tuttavia entrambi hanno dovuto sudarsi l’accesso al match decisivo della manifestazione per almeno un set durante le rispettive semifinali.

Djokovic dopo una partenza a razzo ha avuto la meglio di Roman Safiullin (n. 104 ATP) soltanto al tie-break del secondo set, mentre Cilic ha dovuto rimontare uno svantaggio di 2-5 nel primo set prima di arrivare al traguardo con relativo agio contro il francese Constant Lestienne (n. 68 ATP).

[1] N. Djokovic b. R. Safiullin 6-1 7-6(3)

 

L’ex n. 1 del mondo Novak Djokovic ha iniziato la sua semifinale con grande autorità, portandosi subito in vantaggio sul 5-0 e chiudendo il primo parziale per 6-1 dopo soli 23 minuti di gioco. D’altra parte non dev’essere stato semplice per Safiullin, che dopo i quarti di finale aveva dichiarato di essersi ispirato a Novak Djokovic in gioventù e nel corso della sua formazione di tennista, trovarsi dall’altra parte della rete il suo idolo d’infanzia.

Sapevo che avrebbe giocato meglio nel secondo e sarei dovuto rimanere attento, e così è successo”, ha detto Djokovic al termine dell’incontro. Infatti a partire dall’inizio del secondo parziale Safiullin è stato molto più efficace nei suoi turni di battuta riuscendo a rimanere alla pari con Djokovic nel punteggio e tenendo testa al suo più titolato rivale anche in parecchi scambi da fondocampo. Il serbo ha avuto l’occasione per chiudere il match quando è andato a servire per la vittoria sul 5-4 dopo aver strappato il servizio all’avversario, ma un paio di errori abbastanza inusuali gli sono costati il controbreak e il conseguente 5-5.

Una volta arrivati al tie-break lui mi ha aiutato, commettendo un paio di errori grautiti all’inizio” ha spiegato Djokovic alla folla nell’intervista sul campo, “e quindi sono riuscito a chiudere in due set. In ogni caso è stato un match molto competitivo dal secondo set in poi, giocato in una splendida atmosfera. Sapevo che un avversario che ha raggiunto la semifinale mi avrebbe messo in difficoltà, e così è successo dal secondo set in poi. Oggi non ho servito bene, soprattutto con la seconda, dove sono stato molto conservativo in alcune occasioni. Dovrò fare qualche sessione allenamento al servizio prima della finale”.

[2] M. Cilic b. C. Lestienne 7-5 6-3

Match complicato solamente nel primo set per Marin Cilic, che all’inizio del match ha dovuto subire il tennis brillante e spettacolare del francese Constant Lestienne, andato subito avanti sul 5-2 “leggero”. Poi una volta ingranato con il servizio, Cilic ha fatto valere la maggiore efficacia della sua battuta arrivando a perfezionare un 86% di punti vinti con la prima di servizio, salvando due set point (uno sul 3-5 e uno sul 4-5) prima di infilare una sequenza di 10 punti a due che ha propiziato i cinque game consecutivi necessari per rovesciare le sorti del set.

È stata una battaglia – ha detto Cilic alla fine della partita – lui ha servito per il primo set, sono riuscito a rimanere nella partita e dopo che ho pareggiato il punteggio il mio servizio ha funzionato davvero a meraviglia.”

Nella finale di domenica Cilic dovrà affrontare per la ventunesima volta in carriera Novak Djokovic, potendo vantare solamente due affermazioni nelle precedenti venti sfide.Ci conosciamo da 14 anni e in qualunque occasione lo si incontri è sempre un grandissimo avversario” ha detto Cilic del suo rivale per il titolo.

Le uniche vittorie di Cilic risalgono al Masters 1000 di Parigi Bercy nel 2016 sul cemento indoor e sull’erba della finale del torneo del Queen’s nel 2018.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement