US Open, esordio e vittoria per Martina Trevisan

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US Open, esordio e vittoria per Martina Trevisan

Prima volta nel main draw e prima vittoria per Martina Trevisan che ha battuto 6-1 7-5 Coco Vandeweghe. Al prossimo turno affronterà Belinda Bencic

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Martina Trevisan - US Open 2021 (photo (Pete Staples/USTA)

M. Trevisan b. [WC] C. Vandeweghe 6-1 7-5

È arrivata. Nel pieno della maturità tennistica, con un’avversaria tutt’altro che abbordabile, su una superficie non propriamente congeniale, ma è arrivata. Battendo per 6-1 7-5 la statunitense Coco Vandeweghe, Martina Trevisan ha ottenuto la prima vittoria in carriera agli US Open, ed è un grande risultato trattandosi, tra l’altro, dell’esordio assoluto per la giocatrice fiorentina nel main draw newyorchese.

Una partita che ha visto l’azzurra sempre in controllo del match, dimostrando una maturità tennistica che ha ricordato le convincenti ed entusiasmanti prestazioni di Parigi nel 2020. Centrata sul campo e aggressiva in risposta, con questo mix vincente, Martina Trevisan è riuscita a fare suo il primo set con il punteggio di 6-1; un set in cui la tennista fiorentina ha dovuto salvare tre palle break a causa di un servizio mai troppo solido ma che le hanno poi dato lo slancio verso la conquista del set complice anche i tanti errori dell’avversaria, mai entrata nello scambio (a fine match la bilancia degli errori tenderà dalla parte americana 38 contro 13 dell’azzurra).

 

Dal volto diverso è invece il secondo set, sia per merito dell’americana, brava ad alzare il proprio livello di gioco, supportata dal pubblico di casa ad ogni singolo punto, sia per la prestazione dell’azzurra che ha tenuto sempre alto il proprio livello di gioco, soprattutto in difesa. Emblematico in tal senso il dato è il dato relativo alle palle break: sono sette quelle annullate sulle otto concesse, due delle quali nel momento cruciale del match, ovvero il 12esimo game che riesce a rimontare dal 15-40. È il segnale: l’affondo finale è arrivato subito dopo grazie ad una fulminea palla del match, immediatamente convertito. È 7-5, è game/set/match. Braccia al cielo per Martina, felice come non la si vedeva da tanto tempo, consapevole di aver compiuto una piccola, grande impresa

È la mia prima volta nel main draw a New York, ero un po’ nervosa prima del match ma è normale; sono davvero felice per la vittoria”. Raggiante in conferenza stampa, Martina ripercorre anche la prima parte della stagione, non entusiasmante, per arrivare a questa vittoria, così importante: “La prima parte dell’anno avevo bisogno di metabolizzare un po’ tutto, non l’ho vissuta molto bene. Ora sto iniziando a carburare. Contro di lei non è facile, con il servizio che ha devi stare molto attenta al tuo. Per questo ero pronta a ricevere qualche risposta vincente, e così è stato ma alla fine sono state più le risposte sbagliate, questo mi ha aiutato a portare a casa la partita”.

Sulle condizioni atmosferiche ha detto: “I primi giorni della scorsa settimana era molto caldo, umidità molto alta. Ora l’aria è più sostenibile. Si suda tanto ma rispetto ai primi giorni si sta molto meglio“. E speriamo che a queste condizioni ci si abitui il più a lungo possibile anche se l’avversario del prossimo turno è di quelli impegnativi. Trevisan affronterà infatti la campionessa olimpica Belinda Bencic e testa di serie numero 11; non un match semplice ma, giocando così, con questa convinzione, nulla le può essere precluso in partenza.

Il tabellone femminile dello US Open con tutti i risultati aggiornati

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Se n’è andato il Prof. Parra, Italia con lutto al braccio

Il mondo sportivo italiano perde uno dei suoi chirurghi più professionali e innovativi

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Pier Francesco Parra

Pier Francesco Parra si è spento all’età di 64 anni e con lui se ne va uno dei membri cardine della nazionale italiana di tennis, che sotto il ruolo di medico ha vissuto molti anni a stretto contatto con i tennisti azzurri. Suoi erano gli interventi immediati per curare traumi, edemi, lesioni muscolari, microfratture, e il suo rapporto con gli altri membri della squadra erano sempre accompagnati dal sorriso. Le sue abilità venivano applicate anche al di là del tennis e tra le altre cose ha lavorato all’interno del mondo dalla pallacanestro, della pallavolo e dalla Juventus calcio. Oggi l’Italia di Sinner e Sonego scenderà in campo a Torino contro la Croazia con il lutto al braccio, per commemorare il grande lavoro e il grande sostegno profuso durante la sua vita dal Professor Para.

La notizia rilasciata dal sito della Federazione Italiana Tennis, è accompagnata da una breve biografia di Parra: nato a Grosseto il 5 agosto 1957, si era laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Pisa con il massimo dei voti, specializzandosi in Chirurgia Generale e in Chirurgia d’Urgenza e Pronto Soccorso all’Università di Pisa. Quindi si era perfezionato in Laserchirurgia a Tolosa, in Francia, e si era indirizzato decisamente in quella branca come testimoniano le oltre 150 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali. È stato il primo ad introdurre in Italia i laser chirurgici all’argon, il gas verde che veniva utilizzato solo nelle terapie vascolari. Illuminato dall’ideale della stessa luce: Non riesco ad immaginarmi qualcosa di più triste del buio, infatti l’uomo ha sempre cercato la luce, e ogni ispirazione e sensazione profonda è di solito abbinata proprio alla luminosità”. Nel 2014 in occasione della presentazione di un suo libro scritto in collaborazione con Angelo Mancuso, capufficio stampa FIT, era stato intervistato dal direttore Scanagatta. Ma prima di allora il professor Parra aveva collaborato anche con Ubitennis all’interno di una sua rubrica.

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ATP Awards: Lorenzi in lizza per il premio sportività, Sinner per il più migliorato

La stampa assegna i premi di fine anno: secondo voi per chi dovrebbe votare il direttore Scanagatta? Djokovic e Nadal in lizza nella stessa categoria di Lorenzi

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Jannik Sinner - Sofia 2021 (foto Ivan Mrankov)

Come ogni anno, l’associazione internazionale dei giornalisti sportivi (ITWA) è pronta ad assegnare gli ATP Player Award, premi annuali riservati ai tennisti divisi in tre categorie, e per far questo ha chiesto anche il parere del direttore di Ubitennis, Ubaldo Scanagatta. Il metodo di votazione è semplice: c’è una lista di tennisti a seconda della categoria e si possono mettere quattro preferenze in ordine discendente. Oggi, lunedì 29 novembre, è l’ultimo giorno disponibile per mandare le proprie preferenze, e quindi ci appelliamo ai nostri lettori per decidere: chi dovrebbe vincere rispettivamente il premio di giocatore più migliorato, quello per il miglior ritorno in campo e quello per la sportività?

MOST IMPROVED PLAYER OF THE YEAR

La prima categoria è quella che andrà a premiare il giocatore che si è migliorato maggiormente durante il 2021. Come 12 mesi fa troviamo di nuovo il nome di Jannik Sinner, ma se lo scorso anno c’erano alcune chance di vittoria (poi andata a Rublev), quest’anno con la presenza di Karatsev sembra difficile poter ambire al premio. Di seguito i nomi in lizza con a fianco la posizione che occupavano in classifica a fine 2020 e poi quella attuale:

-Alex Molcan (SVK), da 312 a 87
-Andrey Golubev (KAZ), da 88 a 28 (in doppio)
-Arthur Rinderknech (FRA), da 178 a 58
-Aslan Karatsev (RUS), da 112 a 18
-Benjamin Bonzi (FRA), da 165 a 63
-Botic van de Zandschulp (NED), da 156 a 57
-Cameron Norrie (GBR), da 71 a 12
-Carlos Alcaraz (ESP), da 141 a 32
-Casper Ruud (NOR), da 27 a 8
-Felix Auger-Aliassime (CAN), da 21 a 11
-Hubert Hurkacz (POL), da 34 a 9
-James Duckworth (AUS), da 103 a 49
Jannik Sinner (ITA), da 37 a 10
-Lloyd Harris (RSA), da 87 a 31
-Tallon Griekspoor (NED), da 153 a 64

 

COMEBACK PLAYER OF THE YEAR

Il secondo premio è quello del miglior comeback dell’anno, sarebbe a dire il miglior rientro nel circuito dopo uno o più infortuni, e i tennisti che contendono per questo sono:

-Andy Murray (GBR)
-Bjorn Fratangelo (USA)
-Jack Sock (USA)
-Mackenzie McDonald (USA)
-Thanasi Kokkinakis (AUS)

Curiosamente Murray ha già vinto questo premio nel 2019, indice della sfortuna di questa sua ultima parte di carriera; l’anno scorso invece era stato Vasek Pospisil a conquistarlo.

STEFAN EDBERG SPORTSMANSHIP AWARD

Infine il terzo premio, lo Stefan Edberg Sportsmanship Award, cioè il premio per il giocatore più corretto intitolato al fuoriclasse svedese. Anche qui un po’ a sorpresa troviamo il nome di un italiano: si tratta dell’ormai ex-tennista Paolo Lorenzi, distintosi durante la sua carriera più che ventennale per il grande spirito di sacrificio e la sua abnegazione verso lo sport. Il favorito rimane probabilmente Rafa Nadal, che punta alla quarta vittoria di fila e alla quinta in assoluto. Ecco la lista:

-Casper Ruud (NOR)
-Felix Auger-Aliassime (CAN)
-Frances Tiafoe (USA)
-Horia Tecau (ROU)
-Hubert Hurkacz (POL)
-Marin Cilic (CRO)
-Novak Djokovic (SRB)
Paolo Lorenzi (ITA)
-Rafael Nadal (ESP)

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Challenger

Al Challenger di Bari, la Germania batte l’Italia

Dei sei italiani arrivati ai quarti nessuno riesce a guadagnarsi la finale che ha visto protagonisti i tedeschi Otte e Masur

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Oscar Otte - US Open 2021 (Kathryn Riley/USTA)

Oscar Otte si aggiudica 7-5 7-5 il derby con Daniel Masur e vince il Challenger 80 di Bari (cemento outdoor). Un torneo che era alla sua prima edizione e che è stato, tutto sommato, un bel successo organizzativo. Se non fosse per il fatto che giocare all’aperto a fine novembre rappresentava un bel rischio, come purtroppo ha confermato la pioggia che non si è fatta attendere, ergendosi a sgradita protagonista della manifestazione. Comunque sia la finale, pur priva di giocatori italiani, è stata divertente e molto incerta. Nel primo set, break e contro-break fino a che Masur non va a servire sul 5-6 e perde il servizio a zero. Identico lo svolgimento del secondo parziale: tentativo di fuga di Otte ma immediato contro-break di Masur che serve di nuovo sul 5-6 per salvare la partita. Purtroppo per lui il risultato è identico a quello del set precedente e un altro break a zero regala al 28enne tedesco di Colonia il quinto trofeo in carriera, il terzo di questo suo mese da ricordare (Ismaning e Ortisei i precedenti).

Per Otte c’è anche il nuovo best ranking al n.103 ATP, con vista sul tabellone principale degli Australian Open. E se non bastasse può sempre sperare di ritoccare la classifica al Challenger di Forlì in cui partirà con la testa di serie n.1. Nuovo best anche per Masur che entra per la prima volta in top 200, precisamente alla posizione n.184. Anche per lui appuntamento a Forlì sui campi del Circolo Tennis Villa Carpena.

In semifinale Oscar Otte e Daniel Masur non avevano avuto nessun riguardo per i padroni di casa Fabbiano e Vavassori e, unici due intrusi in un tabellone che ai quarti vedeva ben sei azzurri, sono riusciti a monopolizzare la finale. Esemplare il percorso di Masur che, fino all’atto finale, ha incontrato solo italiani, eliminando in sequenza Andaloro, Forti, Nardi e Vavassori. Ad onor del vero il tedesco ha fatto fatica con quasi tutti loro, ma è sempre riuscito a rimanere più freddo nei momenti decisivi, soprattutto in semifinale contro un bravissimo Andrea Vavassori che lo ha portato al tie-break del set decisivo. Per l’azzurro è comunque l’ennesimo buon torneo (semifinale come nel Challenger settembrino di Como) che gli consente di migliorare ulteriormente il proprio best alla posizione n.262, da cui comincia a guardare con fiducia alle prossime qualificazioni degli Australian Open. Tra l’altro il torinese ha giocato anche la finale di doppio in cui, in coppia con lo spagnolo Vega Hernandez, ha perso 6-3 6-0 contro gli anglo-finnici Glasspool/Heliovaara.

Molto bravo anche Thomas Fabbiano che, pur perdendo in modo netto (6-4 6-4) la semifinale contro Otte, ottiene comunque il miglior risultato stagionale, regalandosi una bella iniezione di fiducia per il 2022. Best ranking anche per Luca Nardi che sale al n.419 e per Flavio Cobolli che col suo n.208 ATP può già cominciare a preparare le valigie per l’Australia.

Al Challenger 80 di Brasilia (terra battuta) Luciano Darderi, in coppia con Genaro Olivieri, si arrende per la seconda volta consecutiva 6-3 6-3 nella finale del torneo di doppio. Questa volta a fermarlo sono i padroni di casa Mateus Alves e Gustavo Heide, mentre a Montevideo erano stati Rafael Matos e Meligeni Rodrigues ad infrangere i sogni del 19enne italo-argentino. La doppia finale gli consente comunque di migliorare il proprio best ranking di doppio al n.286 ATP.

In singolare la finale è tutta di Federico Coria che onora la sua prima testa di serie e chiude il torneo senza lasciare per strada un solo set. Lo spagnolo Jaume Munar oppone una gagliarda resistenza ma, stanco per le dure battaglie che nel suo caso hanno preceduto questa finale (ha sempre vinto in tre set, contrariamente al suo avversario), dopo due ore di gioco deve cedere 7-5 6-3 e rassegnarsi alla sua quarta sconfitta su cinque finali in questo suo non entusiasmante 2021 (unica eccezione il Challenger di Antalya in gennaio quando batté in finale proprio il nostro Musetti). Per il vincitore è il secondo successo stagionale (Prostejov in giugno il precedente) che gli consente di risalire al n.63 ATP, a due sole posizioni dal suo best ranking.

Al Challenger 80 del Bahrain (cemento outdoor) Ramkumar Ramanathan (n.222 ATP) vince il torneo superando 6-1 6-4 il russo Evgeny Karlovskiy (n.302 ATP) in una finale molto più semplice del previsto e conclusasi in appena un’ora di gioco. Per il 27enne indiano è la prima vittoria Challenger dopo ben sei finali perse.

 

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