US Open: Djokovic batte anche Zverev, il Grande Slam è a un passo

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US Open: Djokovic batte anche Zverev, il Grande Slam è a un passo

Novak Djokovic la spunta in cinque set su Alexander Zverev e avanza in finale dove trova Daniil Medvedev. Sarà lui l’ultimo ostacolo tra il serbo e il Grande Slam

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Novak Djokovic - 2021 US Open (Garrett Ellwood/USTA)

[1] N. Djokovic b. [4] A. Zverev 4-6 6-2 6-4 4-6 6-2

Ci si aspettava una battaglia, e battaglia è stata. Magari non sempre bellissima, ma ci sono comunque stati momenti di grande spettacolo con scambi mozzafiato che hanno intrattenuto il pubblico di New York in una notte che nelle gradinate alte dell’Arthur Ashe Stadium si era fatta anche piuttosto freddina.

Novak Djokovic è riuscito a prendersi la rivincita sulla sconfitta di Tokyo e c’è riuscito giocando una partita che però ricorda molto di più il match giocato dai due allo scorso Open d’Australia, perché ci sono stati diversi momenti in cui si aveva la netta sensazione che il risultato dipendesse più da Zverev che da Djokovic, ma il tedesco non è riuscito a concretizzare in punteggio questo vantaggio di gioco. Zverev avrebbe dovuto probabilmente vincere il terzo set, nel quale ha avuto tre palle break in due occasioni, ma si è fatto trascinare alla volata finale dove, sul 4-5 ha commesso tre errori gratuiti che gli sono stati fatali.

 

Forse non è stato fortunato a dover servire per secondo in tutti e cinque i set, ma in almeno una occasione ha soltanto se stesso da biasimare: sotto 2-5 nel secondo set, ha giocato un turno di battuta piuttosto distratto, cedendo il set 6-2 e concedendo a Djokovic il turno di battuta iniziale del terzo set che potrebbe aver spostato la dinamica del gioco in favore del serbo.

Djokovic è stato abilissimo a cambiare il volto tattico della partita secondo la sua convenienza, soprattutto quando il servizio di Zverev è sceso di intensità e gli ha permesso di tessere le sue trame. Ha allungato gli scambi alla fine del terzo set, ottenendo il break decisivo, e una volta andato in svantaggio all’inizio del quarto ha accelerato il gioco per evitare di sprecare troppe energie in un set probabilmente compromesso.

LA PARTITA – Il match inizia con una buona mezz’ora di ritardo, per la gioia dei venditori di cocktail, sembra per restrizioni dovute all’arrivo a New York del presidente Joe Biden in vista delle manifestazioni per l’11 settembre, di cui quest’anno cade il 20° anniversario. Il pubblico è nettamente dalla parte di Djokovic, e molto più silenzioso di quanto non fosse stato nelle serate precedenti. I primi game filano via rapidamente: anche se i punti si giocano principalmente da fondocampo (quando non vengono decisi direttamente dalla battuta), i servizi dominano nei primi sei giochi con solo sei punti conquistati da chi è alla risposta. È Djokovic a dover affrontare la prima palla break, salvata con un bel servizio vincente esterno. E poi il diritto lo abbandona per un attimo: quattro errori gratuiti lo inguaiano sul 4-4, Zverev spinge sul gas e con un doppio fallo cede il servizio che gli costa il set. Zverev fa il suo dovere e dopo 37 minuti conquista il primo set per 6-4: è la decima volta quest’anno che Djokovic cede il primo set in un torneo dello Slam.

Alexander Zverev – 2021 US Open (Pete Staples/USTA)

La battuta del n. 1 del mondo balbetta un po’, Zverev manca un diritto per andare 15-40, ma il primo game è per Djokovic, nonostante due parità. Ma quando sembrava che l’inerzia fosse tutta dalla parte del tedesco, è proprio la sua battuta a prendersi una pausa. Una sola prima su sei punti, il doppio fallo sulla palla break e Djokovic vola sul 3-0. Il regalo ricevuto da Zverev è davvero una manna dal cielo per Nole che non si fa pregare e riparte come un treno al servizio. Non ha nemmeno bisogno di chiudere il set con la battuta, perché Zverev completa un altro game di battuta davvero disinvolto e concede il 6-2. Dopo un’ora e 13 minuti (quattro minuti in meno di quanto è occorso per il primo set di Djokovic-Berrettini) il punteggio è di un set pari.

Nel terzo set il livello non sale, gli errori sono tanti e la sensazione è che la partita sia sulla racchetta di Zverev che si vede annullare una palla break da un servizio vincente nel primo game, ma soprattutto non riesce a sfruttare un 15-40 sul 2-2 in un gioco nel quale Djokovic sbaglia due brutti colpi da fondocampo. Il serbo difende i turni di battuta con le unghie, Zverev cede quattro punti in quattro turni. Ma sul 4-5, quando i servizi cominciano a essere meno efficaci e si gioca di più sugli scambi prolungati, Djokovic si mette a fondocampo a palleggiare ed è Zverev a mancare tre diritti consecutivi per lo 0-40. Il primo set point lo sbaglia Djokovic, sul secondo Zverev mette a segno un diritto vincente dopo uno scambio da 53 colpi, mentre sul terzo il serbo avanza su un colpo più corto e chiude con lo smash il 6-4 finale.

Gli scambi prolungati continuano anche all’inizio del quarto set, ma non sembra che giochino troppo a favore del n. 1 del mondo, perché al terzo game, sul servizio di Djokovic, Zverev risale da 30-0, si vede la prima palla break annullata da un servizio centrale, ma sulla seconda lascia partire un missile lungolinea di diritto che lascia fermo il suo avversario. Indietro di un break il serbo comincia a lasciare andare maggiormente i colpi, probabilmente per risparmiare qualche energia in vista del quinto set. Zverev protegge il suo servizio fino alla fine senza troppi patemi, e il match arriva al parziale decisivo.

Qui Zverev compie lo stesso errore che aveva commesso nel secondo set, quando ha subito il break immediatamente facendo involare Djokovic sul 3-0. Un doppio fallo e due errori di rovescio gli sono fatali, perché sul 30-40 Nole mette a segno uno schema palla corta-passante che fa alzare in piedi tutto l’Arthur Ashe, ancora quasi pieno nonostante l’ora tarda. Con Djokovic in vantaggio il set si trasforma in una passerella perché Zverev si fa rimontare da 30-0 anche nel turno di battuta successivo e con due errori gratuiti, tra cui uno smash, dà il break della sicurezza a Djokovic. Certo, il serbo si innervosisce un po’ e non riesce a chiudere con il servizio a disposizione sul 5-1, ma la fine dell’incontro arriva poco dopo.

MENO UNO – Rimane quindi solo un passo da compiere a Novak Djokovic per realizzare il Grande Slam e aggiudicarsi il 21° Major della carriera. Domenica pomeriggio, alle 16 locali (le 22 in Italia) dovrà affrontare il n. 2 del ranking mondiale Daniil Medvedev, che ha battuto in 5 delle 8 precedenti sfide, inclusa anche la finale dell’Australian Open lo scorso febbraio. “Giocherò la partita come se fosse l’ultima partita della mia carriera” ha detto il serbo subito dopo la vittoria in semifinale. Anche se probabilmente non sarà l’ultima, sarà certamente la più importante.

Il tabellone maschile dello US Open con tutti i risultati aggiornati

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ATP

ATP San Pietroburgo, avanzano Bublik e Korda

Giornata di riscaldamento in Russia, in attesa di Rublev, Shapovalov, RBA e Aslan

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Sebastian Korda – ATP 250 Delray Beach 2020 (foto via Twitter @DelrayBeachOpen)

Un classico lunedì tranquillo al St. Petersburg Open, con tre soli incontri di singolare del tabellone principale. Sebastian Korda viene impegnato più del previsto da Nino Serdarusic, wild card croata che cede in due set molto tirati, con un solo break in tutto il match. Il primo parziale si decide al tie-break, con Korda che prende subito il largo aiutato dall’imprecisione del n. 248 ATP e mette a referto il 7-2. Nel secondo set, sul 5 pari, un paio di ottime risposte su altrettante seconde di Serdarusic e due gratuiti consentono a Korda di chiudere con la battuta. “Penso che lui abbia assolutamente giocato a un livello molto superiore alla sua classifica” spiega il classe 2000 di Bradenton. “Entrambi abbiamo servito molto bene, con tante prime in campo”. Tre su quattro, infatti, con percentuali di trasformazione più alte per Sebi, ma di tutto rispetto anche quelle di Nino che ha annullato 6 palle break delle 7 concesse. Non è invece mai riuscito a rendersi pericoloso in risposta e avrebbe forse dovuto provare a cambiare la posizione in ribattuta, sempre molto vicina al campo sulla prima statunitense e raramente aggressiva sulla seconda, contrariamente a quanto proposto da Korda, che ora affronterà il vincente fra van de Zandschulp e Nishioka, un duello tra qualificati.

Prima di loro, Jan-Lennard Struff ha fatto suo in due set il confronto inedito con James Duckworth, il ventinovenne di Sydney tormentato da mille infortuni che ha iniziato la stagione fuori dai primi 100 e ora è un solo passo dal varcare per la prima volta la soglia della top 50. Nell’occasione, ha faticato eccessivamente sulla propria seconda e non è riuscito a prendersi il primo parziale pur servendo sul 5-3 anche per merito della reazione tedesca. Struff si scatena anche nel tie-break per poi incamerare 6-3 la seconda partita in virtù dello strappo in un quarto gioco da ventisei punti. Al secondo turno troverà Alexander Bublik che senza alcun problema apparente supera Evgenii Tiurnev con un break per set in poco più di un’ora. Il numero 304, wild card alla seconda apparizione nel Tour, è in realtà coetaneo e concittadino del naturalizzato kazako nativo però di Gatchina, in Russia, e il bell’abbraccio sorridente fra i due a fine match fa intuire che qualcosa li lega: “Non ci volevo giocare” dirà infatti Bublik. “Siamo cresciuti insieme, è stato un incontro difficile e molto emotivo”.

Risultati:

 

J-L. Struff b. J. Duckworth 7-6(3) 6-3
[8] S. Korda b. [WC] N. Serdarusic 7-6(2) 7-5
[7] A. Bublik b. [WC] E. Tiurnev 6-3 6-4

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Oggi l’ultimo saluto ad Alessio Ceccarelli, il fisioterapista sorridente del tennis

Aveva frequentato il circuito per molti anni facendo parte anche dello staff medico delle nazionali

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Alessio Ceccarelli (foto tratta dal suo profilo Instagram)
Alessio Ceccarelli (foto tratta dal suo profilo Instagram)

Ha frequentato per anni il circuito maschile come fisioterapista di Aleksandr Dolgopolov jr, e quello femminile al seguito di Laura Siegemund e Andrea Petkovic. Non solo: fino al 2011 è stato membro dello staff medico delle nazionali maschili e femminili di tennis. Alessio Ceccarelli, il “fisioterapista sorridente”, è morto a soli 38 anni nella sua Pisa ed oggi è stato il giorno del suo funerale, al cimitero di Calci. A strapparlo all’affetto del padre Alfredo, della madre Daniela, del fratello Daniele e dell’amata Barbora è stato un tumore fulminante, che se l’è portato via nel giro di pochi mesi.

Ceccarelli era un giovane professionista qualificato e molto onesto che ha sempre portato il suo entusiasmo nelle players lounge in giro per il mondo. “Non ci posso credere. Sono profondamente triste nell’apprendere questa notizia – ha commentato Alexander Dolgopolov -. Era mio amico e mi ha sostenuto per molti anni della mia carriera. Alessio aveva un attitudine positiva ed è dura credere ci abbia lasciato”. A piangere Ceccarelli è anche la FIT, che sul suo sito ufficiale ha esternato le condoglianze della federazione e di tutto il movimento tennistico.

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Coppa Davis

Le convocazioni dell’Italia per la Coppa Davis: prima volta in azzurro per Sinner e Musetti

L’Italia esordirà a Torino il 26 novembre contro gli Stati Uniti, i quali hanno anch’esso reso noti i nomi dei tennisti convocati quest’oggi

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Jannik Sinner - Anversa 2021 - BELGA PHOTO LAURIE DIEFFEMBACQ

Jannik Sinner e Lorenzo Musetti per la prima volta in Nazionale. Il capitano Filippo Volandri ha diramato le convocazioni per la Coppa Davis, con la fase a gironi che per gli azzurri si disputerà al Pala Alpitour di Torino (le altre sedi sono Innsbruck e Madrid, sempre sul cemento indoor) dal 25 al 28 novembre contro Stati Uniti e Colombia nel Gruppo E. Volandri ha chiamato Matteo Berrettini (numero 7 ATP), Jannik Sinner (numero 11), Lorenzo Sonego (23), Fabio Fognini (36) e Lorenzo Musetti (67). Per Sinner e Musetti si tratta appunto della prima convocazione di sempre in maglia azzurra.

Gli incontri prevedono due singolari (si scontrano i numeri 2 e i numeri 1 delle nazioni fra loro) e il doppio. L’esordio dell’Italia è fissato per le 16 di venerdì 26 novembre contro gli Stati Uniti: il capitano a stelle e strisce, Mardy Fish, ha diramato anch’egli le convocazioni oggi, chiamando John Isner (oggi numero 26 ATP), Reilly Opelka (27), Taylor Fritz (28), Jack Sock (152) e Rajeev Ram (numero 4 ATP in doppio). L’ultimo incontro tra Italia e Stati Uniti in Coppa Davis risale all’ultima edizione disputata, quella del 2019, quando gli azzurri persero 2-1 con Berrettini sconfitto da Fritz e Fognini vincitore su Opelka (l’eliminazione fu sancita, per gli incroci del tabellone, prima del doppio, che vide Querrey e Sock battere Bolelli e Fognini).

Per quanto riguarda la Colombia del capitano Alejandro Falla, i nominativi sono i seguenti: Daniel Galan (attualmente numero 106 ATP), Nicolas Mejia (274) e i doppisti Robert Farah e Juan Sebastian Cabal (rispettivamente numeri 11 e 14 della classifica ATP di doppio). Il quinto nominativo sarà ufficializzato a ridosso della competizione, che vedrà i sudamericani esordire contro l’Italia il 27 novembre.

 

La vincente del Gruppo E affronterà nei quarti di finale, lunedì 29 novembre, sempre a Torino, la prima classificata del girone D – con Australia, Croazia e Ungheria – anch’esso ospitato al Pala Alpitour.

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