US Open, cosa deve fare Medvedev per evitare un'altra imbarcata contro Djokovic

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US Open, cosa deve fare Medvedev per evitare un’altra imbarcata contro Djokovic

Daniil Medvedev è l’ultimo ostacolo fra Novak Djokovic e il Grande Slam. Cosa può cercare di cambiare rispetto alla finale dell’Australian Open?

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Daniil Medvedev e Novak Djokovic - Finale Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)
 
 

Battuti Matteo Berrettini e Sascha Zverev, Novak Djokovic è arrivato al boss finale in termini di progressiva difficoltà sulla sua strada per il Grande Slam, visto che lo attende il N.2 ATP Daniil Medvedev. Occhio con le metafore, però, perché se nel tennis del 2021 c’è qualcuno che potrebbe sentire il bisogno di un tutorial (probabilmente creato da un virgulto molto più giovane di lui come da regola aurea di YouTube) questo è proprio Daniil, ancora in cerca del primo titolo Slam della carriera dopo essere stato perentoriamente rimbalzato proprio da Nole durante la finale dell’Australian Open (la sua seconda in un Major) dello scorso febbraio per 7-5 6-2 6-2, con l’incontro che era virtualmente finito dopo il primo set.

All’epoca Medvedev era reduce da una striscia di venti vittorie di fila in cui aveva battuto dodici Top 10 (incluso lo stesso Djokovic), ma dopo un torneo sostanzialmente dominato si era imbattuto in quel glitch del sistema tennis che da lì in avanti ha avviato una campagna senza precedenti per diventare il primo uomo a vincere ogni Major della stagione dal 1969, nonché il primo a farlo su tre superfici differenti.

Per certi versi, le condizioni in cui due arrivano alla finale non sono troppo dissimili da quelle di Melbourne: Medvedev non ha mai sofferto, perdendo un solo set, mentre Djokovic ha dovuto faticare di più (a febbraio in virtù principalmente di un problema agli addominali smaltito definitivamente fra i quarti e le semi) ma alla lunga è riuscito a piegare la resistenza di ogni avversario, la vera cifra stilistica di tre dei suoi quattro Slam del 2021 (a Wimbledon non ha praticamente mai avuto problemi) che l’hanno visto diventare un emulo di John Wick.

 

Con questo non si vuole indurre il russo a scongiuri di alcun tipo, ovviamente; anzi, le lezioni del passato non potranno che aiutarlo. Da un lato il percorso dei due, che all’epoca aveva equilibrato di molto i favori del pronostico, stavolta non verrà preso in considerazione dall’opinione pubblica, togliendo parecchia pressione dalle sue spalle; dall’altro quanto appreso durante quel match gli tornerà sicuramente utile durante la partita di domani.

Ed è di questi due aspetti che vogliamo occuparci in vista del match. Aiutandoci con l’ottima analisi di quella partita fatta da Damiano Verda e con il match charting di Tennis Abstract, andremo a vedere sotto quali aspetti Djokovic fosse riuscito a radere al suolo le certezze di un giocatore che di solito quando inizia a vincere smantella gli avversari in totale atarassia, e soprattutto proveremo a vedere cosa potrà fare Medvedev per far sì che la situazione non si ripeta e per mettersi di traverso sui binari della storia.

SERVIZIO

“Giocò in modo diverso tatticamente rispetto ai match che avevamo giocato in precedenza. Non ero pronto a quel tipo di partita, ma ora lo sono. Sento che non ho dato tutto quello che avevo in campo a Melbourne. Qualcosa non si è acceso. Darò tutto sull’Arthur Ashe stavolta“. Queste sono le parole con cui Medvedev ha certificato la pesante sconfitta subita alla Rod Laver Arena.

E la prima arma spuntata era stata il suo generalmente efficacissimo servizio, con cui aveva vinto il 69% sulla prima (dato non disprezzabile ma nettamente inferiore al 79 che ha fatto registrare sul cemento nell’ultimo anno) e un miserrimo 32% sulla seconda (mediamente fa il 53,5). Il dato su quest’ultima era stato particolarmente sconsolante perché non solo il dato complessivo era basso, non solo perché Djokovic aveva fatto addirittura il 58% con la sua, ma anche perché non c’era stata nemmeno una tipologia in cui Daniil fosse riuscito a raggiungere il 40%: non ci era riuscito con i punti diretti né con gli scambi lunghi né con quelli intermedi, segno di una resa totale e dato sconfortante in prospettiva, visto che Medvedev non è noto per essere uno che mette tante prime in campo.

In quella partita aveva avuto una percentuale di prime in campo media (64%); stavolta il primo aspetto su cui dovrà cercare di migliorare, quindi, sarà di giocare più prime o, in mancanza di queste, di cercare di essere più competitivo con la seconda. Finora Medvedev ha servito alla grande durante lo US Open (82 con la prima, 57 con la seconda): starà a lui far sì che quanto di buono fatto finora non si disperda.

Ormai è il segreto di Pulcinella che Djokovic sia diventato uno dei migliori battitori del circuito (ha finito con più punti vinti con la prima sia nel match con Berrettini che in quello con Zverev ed è sesto nel Serve Rating sul cemento delle ultime 52 settimane). Durante quella partita, infatti, aveva vinto la stessa percentuale di punti al servizio sotto i tre colpi (32% ciascuno) contro un avversario molto più alto di lui e quindi teoricamente favorito in questa categoria. Dove aveva fatto ancora di più la differenza, poi, era sui punti lunghi giocati alla battuta: aveva infatti chiuso con 28 punti di questo tipo contro i 18 di Medvedev – in sostanza, quando lo scambio si allungava sul suo servizio, il russo andava subito in ambasce.

Medvedev dovrà quindi cercare o di fare molti più punti diretti (non facilissimo contro una delle migliori risposte di sempre) o di costruire meglio il punto in uscita. Guardando alla prima opzione, a Melbourne aveva reso decisamente di più con la botta centrale, con la quale aveva totalizzato il 71% dei punti, mentre con quella esterna era rimasto al 65. Con la seconda, invece, era stato disastroso da destra, vincendo appena tre punti su quattordici e soffrendo in particolare sul kick al centro che va ad impattare il rovescio alto di Djokovic. Da quel lato potrebbe quindi trovarsi fra l’incudine e il martello, e chissà che non decida di giocare spesso due prime come nella semifinale vinta a Cincinnati nel 2019.

RISPOSTA

In Australia Djokovic aveva messo in campo l’80% di risposte profonde (percentuale calcolata sui soli servizi “giocabili”, escludendo quindi ace e prime vincenti); Medvedev aveva fatto addirittura meglio, toccando l’82%, ma il dato che aveva favorito e non di poco Nole riguardava le risposte negli ultimi centimetri di campo – il serbo aveva raggiunto il 20%, Medvedev solo il 9%.

Non ci sono dubbi sul fatto che la posizione molto profonda di quest’ultimo sia stato un fattore da questo punto di vista: Medvedev è della scuola Nadal dei ribattitori, scommette sulla sua abilità di far partire lo scambio quasi sempre per fiaccare il nerbo dei rivali, ma contro un avversario eccezionale nei colpi di controbalzo quale Djokovic potrebbe trovarsi costretto a cambiare strategia.

La necessità di un cambio di paradigma sembra essere giustificata dal poco equilibrio negli scambi sopra i tre colpi: Djokovic aveva prevalso sia sul proprio servizio (per 21-18) che su quello di Medvedev (17-12), e, mentre non è strano che il risponditore prevalga in questo tipo di punti, lo è invece che lo faccia il battitore, segno della poca incisività di quel giorno di Daniil in uno dei suoi dipartimenti preferiti. L’unico servizio su cui era riuscito a creare qualche problema a Nole, infatti, era stato la seconda da destra, vincendo più della metà dei punti contro la curva a uscire.

Finora il russo ha risposto benissimo ad entrambi i servizi: 36 break con il 53% di palle break sfruttate, 135 punti vinti sia contro la prima che contro la seconda, una media di 7,1 a set, mentre Djokovic ha vinto più punti totali in risposta ma solo perché ha giocato cinque set in più. Va anche detto però che prima della semifinale con Auger-Aliassime non si era trovato a fronteggiare esattamente dei bombardieri, e quindi il dato potrebbe essere messo a dura prova durante la finale.

ERRORI NON FORZATI

Questo è un aspetto che nella finale australiana si era manifestato chiaramente: i dati di Tennis Abstract ci raccontano di 32 errori da fondocampo contro i 19 di Djokovic, un disavanzo che era diventato incolmabile dalla parte del dritto, dove Djokovic aveva finito con un saldo di +5 fra vincenti e non forzati mentre Medvedev si era trovato a -6.

Damiano Verda aveva peraltro sottolineato come, nella parte calda del primo set (durante la quale si è col senno di poi decisa la partita), Djokovic avesse azzerato gli errori non forzati negli ultimi cinque game, mentre Medvedev ne aveva commessi quattro (tre con il suo generalmente infallibile rovescio, peraltro) nello stesso frangente – nemmeno tantissimi, ma più che sufficienti per perdere terreno dall’automa della città bianca. Di seguito il grafico dei loro errori nel primo set della sfida di Melbourne (sempre a cura di Verda):

Figura 9. Andamento cumulativo degli errori non forzati, al procedere dei game

Va da sé, quindi, che se Medvedev vorrà fare partita pari dovrà cercare di contenere al minimo i gratuiti, o quantomeno dovrà cercare di controbilanciarli con un grado di proattività superiore – all’Australian Open aveva messo a segno solo 15 vincenti nello scambio, uno in più del decisamente più efficiente rivale.

DIREZIONE DEI COLPI E LORO TIPOLOGIA

E che Medvedev debba provare a fare qualcosa in più offensivamente lo conferma la distribuzione dei colpi dei due: in quella finale, il russo aveva giocato solo il 24% dei suoi colpi fra lungolinea, sventaglio e inside-in (i colpi che generalmente cambiano l’inerzia dello scambio in uscita dalle diagonali), mentre Djokovic era arrivato al 30%, risultando particolarmente efficace sia con il dritto a sventaglio che con il rovescio lungolinea.

Quest’ultimo colpo è stato particolarmente negativo per Medvedev, che ha vinto solo uno degli otto scambi in cui ne ha colpito uno, perdendo fiducia rapidamente in una delle sue armi principali). Il serbo aveva quindi potuto giocare molto più tranquillamente sull’incrociato, rinfrancato da un avversario restio ad osare. L’ultimo dato che fa pensare che Medvedev possa provare a verticalizzare di più è legato al dritto lungolinea: nelle 21 circostanze in cui ne aveva tentato uno aveva fatto il punto 15 volte, una delle sole due categorie di scambi in cui fosse riuscito a prevalere nettamente.

L’altra è invece quella dei rovesci tagliati di Djokovic: quando Nole aveva provato a staccare la mano, Medvedev aveva prevalso per 18-11, incluso un netto 9-3 nelle circostanze in cui il numero uno ATP aveva cercato di addormentare lo scambio con uno slice al centro. Si può quindi supporre che Medvedev cercherà di essere più aggressivo, mentre Djokovic proverà a limitare la soluzione in back, anche se i campi molto rapidi di questo US Open potrebbero diventare a loro volta un fattore nell’eventuale utilizzo di ambo le soluzioni.

CONCLUSIONE

Questo è quindi ciò che ci raccontano i dati, come sempre parziali e come sempre soggetti a fattori incalcolabili. Viene però da dire che difficilmente Medvedev (che ha lavorato tanto con l’amico di Ubitennis e guru dei numeri Fabrice Sbarro) non avrà rivisto la sconfitta di febbraio da più angolazioni, inclusa quella tattico-statistica, e conseguentemente viene da pensare che arriverà con un piano partita molto chiaro e volto a rubare la scena a Nole in una partita in cui le pressioni saranno tutte su quest’ultimo. Questo sarà un match storico a prescindere: l’auspicio è che lo spettacolo in campo sia all’altezza delle attese.

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ATP

Qualificazioni Roland Garros: vittorie per Giannessi, Zeppieri e Agamenone. Si fermano Giustino e Cobolli

I risultati del mattino del tabellone parigino cadetto: Giulio batte l’esperto romeno Copil e accede al match decisivo. Nulla da fare per Flavio, sconfitto in tre set

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Alessandro Giannessi è a un passo dall’entrare nel tabellone principale del Roland Garros 2022. Il ligure ha battuto per 7-5 6-2 in poco più di un’ora e mezza di gioco l’argentino Thiago Tirante, terraiolo di formazione. L’azzurro è stato bravo a portare a casa un primo set molto combattuto: decisivo il break conquistato nell’undicesimo gioco. Per Giannessi tutto più facile nel secondo set in cui Tirante ha sofferto una condizione fisica non ottimale. Buon per l’azzurro, che adesso si giocherà l’accesso al main draw contro l’austriaco Sebastian Ofner, reduce dalla convincente vittoria in due set contro l’australiano Vukic.

Non ce l’ha fatta invece Lorenzo Giustino, sconfitto per 6-4 6-1 in poco più di un’ora e mezza dal portoghese Pedro Sousa. Il campano ha vanificato un vantaggio di 3-1 nel primo set. Da quel momento in poi il tennis dell’italiano ha smesso di brillare: l’iberico ha messo a segno un tremendo parziale di undici game a due che non ha lasciato scampo a Giustino.

Si chiude l’esperienza parigina anche per Flavio Cobolli, uscito sconfitto per 6-3 3-6 6-3 contro il bulgaro Dimitar Kuzmanov, dopo due ore di grande lotta. Il giovane romano sembrava potercela fare dopo essersi aggiudicato il secondo set. Nel parziale decisivo, però, Kuzmanov non si è più voltato indietro grazie al servizio con cui ha concesso solamente le briciole all’azzurro: solo cinque i punti vinti in risposta da Cobolli. Fatale il break subito nel quarto gioco, che ha posto fine alle speranze azzurre.

 

Convincente prestazione anche per Giulio Zeppieri che ha la meglio su Marius Copil in due facili set, 6-2 6-3. Per l’azzurro, che non ha affrontato palle break, decisivi il sesto gioco del primo set e il quarto gioco del secondo dove ha strappato il servizio al romeno. Per Giulio, protagonista a Roma di una bella qualificazione al tabellone principale, c’è l’obiettivo di fare il bis cogliendo la sua prima partecipazione in uno Slam. Affronterà adesso il vincente del match tra Ramanathan e Cuenin. Infine, c’è anche la bella vittoria di Franco Agamenone in due set – 7-6 (6) 6-2 – su Alexander Muller. Il n.155 ATP, azzurro di origini argentine, attende ora uno tra Altug Celikbilek e Zdenek Kolar.

QUI IL TABELLONE DELLE QUALIFICAZIONI MASCHILI DEL ROLAND GARROS

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ATP

Giovedì 19 maggio il sorteggio tabelloni Roland Garros 2022: entry list, a che ora e come seguirlo

Sta per cadere il velo sull’edizione di quest’anno dello Slam parigino: cinque gli azzurri direttamente in main draw, quattro le azzurre

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Jannik Sinner - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Il Roland Garros 2022, di fatto, è ormai iniziato, con le qualificazioni che hanno preso il via questa settimana. Ma il momento clou della settimana che porta al via del torneo principale sarà domani, giovedì 19 maggio, con il sorteggio dei tabelloni principali. C’è molta attesa di capire in quale parte del tabellone cadranno gli spagnoli Rafael Nadal e Carlos Alcaraz, con il campione uscente Novak Djokovic e Daniil Medvedev che avranno l’onore e onere di essere le prime due teste di serie. E ovviamente la curiosità sta anche nello scoprire che tipo di percorso avranno di fronte a sé gli italiani. Sono cinque gli uomini con accesso diretto al main draw: Jannik Sinner, Lorenzo Sonego, Lorenzo Musetti, Fabio Fognini e Marco Cecchinato. Quattro invece le azzurre: Camila Giorgi, Jasmine Paolini, Lucia Bronzetti e Martina Trevisan, con l’auspicio che la truppa tricolore possa infoltirsi al termine delle qualificazioni.



Il sorteggio prenderà il via domani alle 18.45 all’Orangerie nel Giardino delle Serre D’Auteuil. In Italia, al momento, non è prevista una copertura televisiva dell’evento, che potrà essere seguito sui canali social ufficiali del torneo, tra sito (www.rolandgarros.com) e social.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Lorenzo Musetti al microscopio

 

L’ENTRY LIST MASCHILE COMPLETA
1 Novak Djokovic 1
2 Daniil Medvedev 2
3 Alexander Zverev 3
4 Rafael Nadal 4
5 Stefanos Tsitsipas 5
6 Matteo Berrettini 6
7 Casper Ruud 7
8 Andrey Rublev 8
9 Felix Auger-Aliassime 9
10 Cameron Norrie 10
11 Carlos Alcaraz 11
12 Jannik Sinner 12
13 Taylor Fritz 13
14 Hubert Hurkacz 14
15 Denis Shapovalov 15
16 Diego Schwartzman 16
17 Reilly Opelka 17
18 Roberto Bautista Agut 18
19 Pablo Carreno Busta 19
20 Nikoloz Basilashvili 20
21 Gael Monfils 21
22 Marin Cilic 22
23 John Isner 23
24 Karen Khachanov 24
25 Alex de Minaur 25
26 Lorenzo Sonego 26
27 Daniel Evans 27
28 Frances Tiafoe 28
29 Grigor Dimitrov 29
30 Aslan Karatsev 30
31 Cristian Garin 31
32 Fabio Fognini 32
Tommy Paul 33
Federico Delbonis 34
Jenson Brooksby 35
Alexander Bublik 36
Albert Ramos-Vinolas 37
Miomir Kecmanovic 38
Filip Krajinovic 39
Lloyd Harris 40
Botic van de Zandschulp 41
Sebastian Korda 42
Roger Federer 43
Ilya Ivashka 44
Pedro Martinez 45
Alejandro Davidovich Fokina 46
David Goffin 47
Ugo Humbert 48
Dusan Lajovic 49
Alex Molcan 50
Dominic Thiem 51
Francisco Cerundolo 52
Mackenzie McDonald 53
Marcos Giron 54
Federico Coria 55
Kei Nishikori 56
Marton Fucsovics 57
Tallon Griekspoor 58
Arthur Rinderknech 59
Jan-Lennard Struff 60
Benoit Paire 61
Laslo Djere 62
Benjamin Bonzi 63
Dominik Koepfer 64
Hugo Gaston 65
Sebastian Baez 66
Daniel Altmaier 67
Adrian Mannarino 68
Maxime Cressy 69
Soonwoo Kwon 70
James Duckworth 71
Oscar Otte 72
Jiri Vesely 73
John Millman 74
Kamil Majchrzak 75
Brandon Nakashima 76
Nick Kyrgios 77
Roberto Carballes Baena 78
Holger Rune 79
Pablo Andujar 80
Emil Ruusuvuori 81
Denis Kudla 82
Lorenzo Musetti 83
Richard Gasquet 84
Andy Murray 85
Jordan Thompson 86
Joao Sousa 87
Thanasi Kokkinakis 88
Yoshihito Nishioka 89
Ricardas Berankis 90
Henri Laaksonen 91
Hugo Dellien 92
Facundo Bagnis 93
Carlos Taberner 94
Tomas Martin Etcheverry 95
Mikael Ymer 96
Alejandro Tabilo 97
Alexei Popyrin 98
Jiri Lehecka 99
Marco Cecchinato 100
Aljaz Bedene 75 (PR)
Borna Coric 27 (PR)
Jeremy Chardy 88 (PR)
Stan Wawrinka 22 (PR)


ALTERNATES

  1. Peter Gojowczyk 101
  2. Attila Balazs 101 (PR)
  3. Quentin Halys 102
  4. Pablo Cuevas 103
  5. Guido Pella 104
  6. Jaume Munar 105
  7. Taro Daniel 106
  8. Steve Johnson 107
  9. Lucky loser #1
  10. Lucky loser #2
  11. Lucky loser #3

L’ENTRY LIST FEMMINILE COMPLETA
1 Iga Swiatek 1 1
2 Barbora Krejcikova 2 2
3 Paula Badosa 3 3
4 Maria Sakkari 4 5
5 Anett Kontaveit 5 6
6 Karolina Pliskova 6 7
7 Ons Jabeur 7 9
8 Aryna Sabalenka 8 4
9 Danielle Collins 9 8
10 Garbiñe Muguruza 10 10
11 Jessica Pegula 11 14
12 Emma Raducanu 12 12
13 Jelena Ostapenko 13 11
14 Belinda Bencic 14 13
15 Coco Gauff 15 16
16 Victoria Azarenka 16 18
17 Elena Rybakina 17 19
18 Leylah Fernandez 18 21
19 Angelique Kerber 19 17
20 Anastasia Pavlyuchenkova 20 15
21 Simona Halep 21 20
22 Madison Keys 22 22
23 Daria Kasatkina 23 26
24 Tamara Zidansek 24 27
25 Liudmila Samsonova 25 31
26 Sorana Cirstea 26 24
27 Veronika Kudermetova 28 29
28 Jil Teichmann 29 37
29 Camila Giorgi 30 30
30 Ekaterina Alexandrova 31 40
31 Amanda Anisimova 32 33
32 Elise Mertens 33 23
Petra Kvitova 34 28
Anhelina Kalinina 36 36
Sara Sorribes Tormo 37 49
Naomi Osaka 38 35
Alizé Cornet 39 34
Yulia Putintseva 40 52
Ajla Tomljanovic 41 42
Shuai Zhang 42 41
Alison Riske 43 43
Clara Tauson 44 38
Katerina Siniakova 45 45
Kaia Kanepi 46 54
Petra Martic 47 60
Shelby Rogers 48 46
Sloane Stephens 49 44
Aliaksandra Sasnovich 50 51
Nuria Parrizas Diaz 51 55
Beatriz Haddad Maia 52 61
Tereza Martincova 53 50
Magda Linette 54 58
Jasmine Paolini 55 48
Viktorija Golubic 56 39
Elena-Gabriela Ruse 57 56
Camila Osorio 58 47
Marta Kostyuk 59 53
Alison Van Uytvanck 60 59
Madison Brengle 61 57
Mayar Sherif 62 62
Irina-Camelia Begu 63 63
Andrea Petkovic 64 67
Ann Li 65 65
Maryna Zanevska 66 68
Ana Konjuh 67 64
Marie Bouzkova 68 78
Anna Bondar 69 72
Caroline Garcia 71 69
Varvara Gracheva 72 73
Qinwen Zheng 73 71
Arantxa Rus 74 74
Anna Kalinskaya 75 75
Rebecca Peterson 77 77
Karolina Muchova 78 66
Lucia Bronzetti 79 89
Dayana Yastremska 80 93
Greet Minnen 81 79
Martina Trevisan 82 84
Clara Burel 83 76
Panna Udvardy 84 82
Kaja Juvan 85 81
Kristina Kucova 86 80
Magdalena Frech 87 87
Anna Karolina Schmiedlova 88 88
Xinyu Wang 89 86
Bianca Andreescu 90 22
Danka Kovinic 91 98
Dalma Galfi 92 92
Oceane Dodin 93 94
Ana Bogdan 95 91
Diane Parry 96 99
Misaki Doi 97 95
Qiang Wang 98 97
Kristina Mladenovic 100 100
Chloe Paquet 101 105
Lauren Davis 102 85
Kamilla Rakhimova 104 96
Heather Watson 107 104
Tatjana Maria 109 100
(WC) Katie Volynets 112
Harriet Dart 113 101
(WC) Harmony Tan 115
Bernarda Pera 116 102
Claire Liu 118 83
(WC) Daria Saville 132
(WC) Fiona Ferro 139
(WC) Tessah Andrianjafitrimo 144
Astra Sharma 147 90
(WC) Leolia Jeanjean 223
(WC) Elsa Jacquemot 229
(WC) Carole Monnet 266
Taylor Townsend 333 84
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Alternates
1 Lin Zhu 99 106
2 Harmony Tan 115 107
3 Donna Vekic 106 108
4 Jule Niemeier 94 109
5 Irina Bara 105 110
6 Rebecca Marino 114 111
7 Viktoriya Tomova 119 112
8 Zarina Diyas 134 113
9 Elisabetta Cocciaretto 159 113
10 Nadia Podoroska 117 11
11 Vitalia Diatchenko 121 116
12 Aleksandra Krunic 122 117
13 Tamara Korpatsch 108 118
14 Ekaterine Gorgodze 111 121
15 Anastasia Potapova 76 122
16 Mihaela Buzarnescu 124 123
17 Maddison Inglis 127 124
18 Hailey Baptiste 126 125
19 Laura Pigossi 125 126
20 Cristina Bucsa 130 127

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La confessione choc di Destanee Aiava: “La notte di Pasqua stavo per gettarmi da un ponte”

Tragedia sfiorata per la tennista australiana: “Non volevo arrivare al mio ventiduesimo compleanno”

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Destanee Aiava (Instagram - @desaiava)

So che la mia famiglia e i miei amici sono felici di sapere che sono viva in questo giorno che dovrebbe essere speciale. A volte le persone che incontriamo nella vita possono farci sentire non degni di essere amati, ma alla fine della giornata ho imparato che… ‘Dio è fedele e non lascerà che tu sia messo alla prova al di là delle tue forze, ma con la tua prova ti fornirà anche la via d’uscita in modo che tu possa sopportarla“. Questo è il messaggio apparso sul suo account IG con il quale Destanee Aiava ha rivelato al mondo intero la sua fragilità. Parole come coltellate, parole che spiazzano, che nascondono un malessere che non poteva più essere nascosto.

Destanee Aiava, numero 463 della classifica WTA, si è fatta conoscere al grande pubblico quando nel 2017 a Brisbane era diventata la prima giocatrice nata nel nuovo millennio a vincere un match a livello WTA. Avvenne contro un’altra qualificata francese, Bethanie Mattek Sands. Sempre in quell’anno vinse due titoli ITF: a Perth contro Kuzmova e sulla terra di Mornington contro Krejcikova, campionessa al Roland Garros l’anno scorso. Le prime fragilità si manifestano al Kooyong Classic contro Eugenie Bouchard nel 2018. Nel torneo che precede l’Australian Open Aiava perde malamente 6-2 6-0 e crolla: “Tutta questa storia del tennis mi sta stancando. Dopo l’Australian Open mi prenderò una pausa, è quello che voglio e di cui ho bisogno“. Poi un periodo di inattività, la classifica che precipita e le insicurezze che affiorano.

 

L’australiana è passata dall’essere una promessa – dopo il match di Brisbane 2019 contro Osaka dove era stata lodata proprio dalla nipponica – a non avere più motivazioni per continuare a vivere. “La notte della domenica di Pasqua, il 17 aprile, stavo per gettarmi da un ponte. Ma tre persone sono passate, mi hanno trascinato fuori dai binari e mi hanno riportato a casa“. E ancora “Non volevo arrivare al mio ventiduesimo compleanno”. È triste quando un’atleta perde motivazioni, a maggior ragione se giovane come Aiava, ma il problema dei disturbi mentali che affligge gli sportivi di oggi è un fenomeno che si sta riscontrando sempre di più. Forse a volte non ci si rende conto di quali sacrifici comporta una carriera agonistica: studiare il problema, sensibilizzare sull’argomento, venire incontro alle esigenze degli atleti, che sono persone come noi, dovrebbe essere la prassi per evitare che tragedie come quella sfiorata dall’australiana possano ripetersi.

In ogni caso, tutto è bene quel che finisce bene e Destanee poche ore fa ha pubblicato un’altra Instagram Story spiegando: “Voglio ringraziare tutti coloro che si sono messi in contatto con me facendomi arrivare il loro amore o condividendo una storia personale. Non mi aspettavo che il mio post potesse diffondersi così largamente soprattutto perchè l’ho postato una settimana fa. E’ strano essersi svegliata con tanti messaggi di persone che mi hanno detto di aver visto il mio post e non sapevo di cosa stessero parlando. Sono abituata a condividere frammenti della mia vita sui social per normalizzarla e magari aiutare qualcuno che vive le stesse mie situazioni. Per quelli che chiedono a me e ai miei amici se la storia è vera, sì lo è, anche se non ho rilasciato dichiarazioni ad alcun media. Quello che vedete sui miei social è tutto reale e viene pubblicato così come viene. Mi dispiace se non riesco a rispondere a tutti, ma sappiate che sono sommersa di affetto e questo non mi lascia indifferente”.

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